ZacUp SkyRace del Grignone 2026 – Pasturo

ZacUp SkyRace del Grignone 2026

Pasturo (23818) 20 settembre 2026 Trail
Partenza tra
J−8

Informazioni sulla gara

ZacUp SkyRace del Grignone 2026 si svolge il 20 settembre 2026 a Pasturo, su una distanza di 27 km.

Informazioni chiave sulle gare di ZacUp SkyRace del Grignone 2026
Gara Distanza Dislivello
27 km 27 km +2.700 m

Il percorso della ZacUp SkyRace del Grignone 2026

La ZacUp SkyRace del Grignone 2026 si corre domenica 20 settembre 2026 a Pasturo, in provincia di Lecco, in Lombardia. La gara misura 27 km con 2700 m D+ circa, su sentieri di montagna classificati EE, con passaggi esposti e tratti attrezzati. È una skyrace da affrontare con attenzione, non solo con le gambe.

Il tracciato sale e scende sulla Grigna Settentrionale, il Grignone, toccando diversi rifugi e la cima prima del rientro a Pasturo. Le fonti ufficiali indicano 11 ristori lungo il percorso e tre cancelli orari. Il regolamento sottolinea anche che il percorso richiede una buona conoscenza dell’ambiente montano e abitudine ai terreni di alta montagna.

Per chi si iscrive, questo significa una cosa semplice: il giorno della gara conta, ma conta ancora di più tutto ciò che avete costruito prima. Qui la corsa va pensata come una progressione di sforzi, non come un lungo all-out continuo.

Sito ufficiale ZacUP

Come preparare la ZacUp SkyRace del Grignone

Per preparare bene questa gara, il vostro plan d’entrainement dovrebbe insistere su tre assi: salita lunga, discesa tecnica e resistenza alla fatica. Su una prova da 27 km e 2700 metri di dislivello, la forza pura non basta. Serve una montagna di lavoro regolare, distribuita con intelligenza.

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In salita, lavorate su sedute a ritmo controllato ma sostenuto, con blocchi lunghi in pendenza costante. Non cercate di vincere l’allenamento; cercate di finirlo bene, con il passo ancora pulito. Nelle settimane più specifiche, inserite ripetute in salita e uscite con bastoncini solo se li userete davvero in gara e se il regolamento o il vostro stile tecnico lo rendono sensato.

In discesa, allenate la tecnica prima della velocità. Piede reattivo, busto stabile, sguardo avanti. Io ho imparato, dopo qualche errore costato caro, che molte gare si rompono non dove si sale, ma dove si scende troppo tesi. Il Grignone chiede muscoli, sì, ma chiede soprattutto lucidità quando le gambe sono già stanche.

Curate anche il recupero. Il sonno pesa quanto una seduta di qualità, e l’alimentazione di gara va provata prima, non improvvisata al ristoro. Su una skyrace così, il vero limite arriva spesso quando si è partiti troppo forte o troppo leggeri di energia. Allenate quindi anche la vostra regolarità: colazioni, idratazione, sali, gel o alimenti solidi se li tollerate.

Se cercate un punto di riferimento semplice, pensate alla gara come a un lungo sforzo in cui dovete restare economici per molte ore. Il vostro obiettivo non è solo salire bene, ma mantenere una mente ordinata quando il terreno diventa tecnico e la fatica si allunga.

Nutrizione in gara

Il giorno J, la tua alimentazione fa la differenza.

Prima, durante e dopo la gara: un piano alimentare personalizzato è disponibile in aggiunta al tuo piano d'allenamento.

Informazioni pratiche e consigli per il giorno gara

La partenza è fissata alle 08:30 da Pasturo. Le informazioni ufficiali indicano che ogni concorrente deve presentarsi con k-way personale, telo termico e scarpe da trail running. Per una gara di questo tipo, aggiungo sempre un consiglio semplice: verificate con anticipo il vostro materiale, perché in montagna un dettaglio dimenticato pesa molto più che in pianura.

Ecco i punti chiave da tenere presenti nella vostra preparazione:

  • Salita: lavorate sulla continuità, non solo sulla potenza.
  • Discesa: allenate l’equilibrio e la gestione muscolare.
  • Terreno: abituatevi ai sentieri tecnici, pietrosi e irregolari.
  • Nutrizione: testate in allenamento ciò che userete in gara.
  • Recupero: dormite bene nelle 48 ore precedenti e arrivate freschi, non scarichi.

Pasturo e la Grigna Settentrionale offrono una cornice severa e splendida, di quelle che restano addosso. Se la preparate con pazienza, la ZacUp SkyRace del Grignone 2026 vi regalerà una giornata molto intensa, e il piacere raro di correre in una montagna che non si concede facilmente, ma sa farsi ricordare.

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Buono a sapersi

Terreno, difficoltà reali e cosa significa per la vostra preparazione

La ZacUp SkyRace del Grignone non è solo “una skyrace tecnica”. È una gara che vi porta dentro la montagna vera, con passaggi dove il margine di errore si assottiglia e la lucidità diventa materiale obbligatorio quanto le scarpe.

  • Sentieri classificati EE: questo livello escursionistico avanzato implica tratti ripidi, tratti esposti e sezioni dove le mani servono quasi quanto i piedi. In allenamento, cercate sentieri dove vi sentite un po’ “scomodi” all’inizio. È lì che si costruisce la sicurezza.
  • Passaggi attrezzati e catene verticali: la gara è descritta come una delle più tecniche d’Italia, con tratti attrezzati e pezzi di roccia dove la progressione non è solo corsa ma arrampicata facile, sempre però con il vuoto che si fa sentire. Abituatevi mentalmente: respirare, muovere un appoggio per volta, non irrigidirvi.
  • Ghiaioni e terreno instabile: sono citati ghiaioni “come se non ci fosse un domani”. Tradotto: pietrisco mobile, appoggi che scappano via, caviglie da proteggere, quadricipiti che bruciano. Lavorate molto su discese su sassi smossi e su terreno irregolare.
  • Finale molto tecnico e nervoso: gli ultimi chilometri verso Pasturo non sono un “defaticante”. Il percorso viene descritto come tecnico, nervoso, con continui cambi di ritmo. Dovrete arrivare in fondo con ancora testa, non solo gambe.

Qui non basta essere “in forma”. Serve sentirvi a vostro agio su terreni dove ogni passo va deciso. È la classica gara in cui chi è lucido negli ultimi 5 km passa molti avversari, mentre chi arriva scarico di concentrazione rischia errori banali.

Distanza, dislivello e gestione dello sforzo

Distanza ufficiale: 27 km con 2700 m D+. È un rapporto distanza/dislivello che parla chiaro: il tempo in salita sarà enorme rispetto al tempo in pianura.

  • Profilo “montagna vera”: su 27 km con 2700 m di dislivello positivo non state facendo un lungo collinare, ma una prova da skyrunning dove la velocità media è bassa e la fatica è alta. Allenatevi a restare in movimento per molte ore, anche a passo forte ma non di corsa.
  • Gestione dei picchi di intensità: i passaggi più ripidi e tecnici vi porteranno vicino al limite. In gara dovrete imparare a “tirare” senza bruciarvi. In allenamento, simulate salite dove gli ultimi minuti sono i più duri e lavorate sulla capacità di chiudere ancora lucidi.
  • Impatto muscolare in discesa: con questo dislivello e questi ghiaioni, i quadricipiti saranno messi alla prova in modo serio, soprattutto nella parte finale. Inserite lavori eccentrici (discese lunghe, esercizi di controllo) per evitare di arrivare alla gara con le gambe che “mollano” proprio quando il sentiero diventa nervoso.

Una cosa che molti scoprono troppo tardi: su questa distanza e con questo dislivello, la percezione del tempo si sfalsa. Ci si aspetta “un lungo veloce”, e invece ci si trova in montagna per parecchie ore. Meglio prepararsi a questo mentalmente.

Ristori e strategia di nutrizione lungo il percorso

Le informazioni ufficiali parlano di 11 ristori lungo il percorso. È tantissimo per una gara di 27 km: significa che non correrete mai “isolati” per ore senza supporto.

  • Ristori frequenti: con 11 punti di appoggio, potete pianificare bene dove bere e dove integrare. Non serve caricare lo zaino come per un’ultra, ma serve sapere esattamente cosa prenderete dove.
  • Testare in allenamento: se avete modo di conoscere cosa viene servito ai ristori (acqua, sali, solidi), cercate di provarlo in qualche uscita lunga. Il giorno gara è un pessimo momento per scoprire che una bevanda vi dà fastidio.
  • Ristori “strategici” prima dei tratti chiave: su un percorso con salite dure e passaggi attrezzati, ha senso arrivare ai segmenti più tecnici con un livello di energia stabile. Abituatevi in allenamento a mangiare poco e spesso prima delle parti impegnative.
  • Idratazione continua: molti pensano alla difficoltà tecnica e dimenticano il caldo. Su sentieri esposti, anche in settembre, il sole può picchiare. Con 11 ristori, potete impostare un ritmo di idratazione ogni 20–30 minuti.

C’è una scena che si ripete in molte edizioni: atleti fortissimi di gambe, fermi al ristoro con lo sguardo perso perché hanno finito la benzina. Preparare la nutrizione significa evitare quella panchina.

Materiale: oltre all’obbligatorio, cosa è davvero utile

Il regolamento indica come obbligatori k-way personale Su una gara così, però, il materiale “che vi salva la giornata” è un po’ più ampio.

Scarpe da trail e protezione del piede

  • Grip aggressivo: con ghiaioni, pietra, passaggi ripidi, una suola con tasselli marcati è quasi non negoziabile. In allenamento, testate le scarpe su umido, roccia e pietrisco. Se dubitate del grip, non sono le scarpe giuste.
  • Protezione in punta e laterale: col pietrisco, i colpi sulle dita dei piedi non sono rari. Una tomaia rinforzata vi evita di imprecare ad ogni sasso.
  • Stabilità: meglio una scarpa un filo più “protettiva” che una minimal troppo instabile. Il piede deve restare sicuro anche quando la caviglia è stanca.

Abbigliamento e strati

  • K-way davvero funzionale: non un guscio pesante da trekking, ma un antivento/antipioggia leggero, comprimibile, che potete indossare e togliere senza fermarvi troppo. In cresta, il vento vi entra nelle ossa.
  • Strato termico leggero: in base al meteo, valutate una maglia tecnica a maniche lunghe da portare nello zaino. Salire sudati e ritrovarsi nel freddo di quota è il modo più rapido per iniziare a tremare.
  • Guanti e fascia/cappello: su passaggi con catene e roccia, avere le mani minimamente protette è un piccolo lusso che diventa grande comfort. Il freddo improvviso in cresta non è un dettaglio.

Zaino, borracce e bastoncini

  • Zaino/vest leggero da skyrunning: deve permettere di portare materiale obbligatorio, liquidi e qualche gel senza ballare. Niente zaini troppo grandi: in tratti attrezzati, meno ingombro avete, meglio vi muovete.
  • Borracce morbide (soft flask): con molti ristori, 1–2 borracce da 500 ml sono sufficienti. Imparate a riempirle rapidamente e a bere poco e spesso.
  • Bastoncini: valutate con attenzione. Possono aiutare nelle salite lunghe, ma sui tratti attrezzati e in discesa tecnica possono diventare ingombranti. Se li userete, allenatevi a ripiegarli e metterli via al volo.

C’è sempre quella scena prima della partenza: qualcuno che fruga nello zaino e scopre di aver dimenticato proprio il k-way. Al Grignone è il tipo di errore che si paga caro. Costruite una check-list e usatela.

Meteo: cosa prepararvi ad affrontare

La ZacUp si corre in ambiente montano esposto, dove il meteo può cambiare in fretta. In passato, eventi collegati allo skyrunning hanno dovuto ritardare le partenze per condizioni meteo non favorevoli. Non è un dettaglio.

  • Escursione termica: partenza più mite a Pasturo, possibili condizioni fresche e ventose in quota. Preparatevi mentalmente a sudare in salita e a sentire freddo pochi minuti dopo.
  • Nebbia e visibilità ridotta: sui sentieri esposti, la nebbia può rendere la percezione del vuoto più forte e la lettura del terreno più difficile. Allenatevi anche a correre concentrati quando “si vede poco”.
  • Pioggia e roccia bagnata: con catene, roccia, ghiaioni, la pioggia cambia tutto. In preparazione, fate almeno qualche uscita su terreno bagnato, per capire come reagiscono le vostre scarpe e il vostro equilibrio.
  • Vento in cresta: il Grignone, in cima, non perdona chi arriva senza protezione. Il vento può farvi perdere calore molto rapidamente; abituatevi alla sensazione, provando il k-way in movimento.

Un consiglio che nasce da tante gare in montagna: non fissatevi solo sulla previsione del giorno prima. Imparate a leggere il cielo, il vento, la temperatura sulla pelle già nei vostri allenamenti. In gara vi farà sentire meno “spiazzati”.

Cancelli orari, testa e gestione del ritmo

Il percorso presenta tre cancelli orari lungo la gara. Anche se i dettagli precisi cambiano di anno in anno, la logica resta la stessa: dovete arrivare a punti chiave entro un certo tempo.

  • Allenamento con tempo obiettivo: quando sarete più vicini alla gara, provate uscite dove vi date piccoli “cancelli”: un passo, un rifugio, una cima da raggiungere entro un certo tempo, senza sballare di intensità.
  • Gestione mentale del cancello: molti si fanno prendere dal panico: “devo arrivare entro…”. La chiave è impostare un passo regolare e non nervoso, soprattutto nelle prime salite. Chi scatta per “guadagnare margine” spesso lo paga caro dopo.
  • Accettare di camminare: su una skyrace con 2700 m D+, camminare forte in salita è normalità, non debolezza. Allenatevi a camminare con passo deciso, usando eventuali bastoncini in modo efficiente.

Molti ricordi più vividi, in gare così, non sono sul traguardo, ma su quel cancello passato per pochi minuti, con la sensazione di aver “tenuto duro” nel modo giusto. Preparare i cancelli è anche preparare una piccola vittoria mentale.

Allenamento mentale e familiarità con l’ambiente montano

Il regolamento sottolinea la necessità di buona conoscenza dell’ambiente montano e abitudine ai terreni di alta montagna. Non è solo una frase burocratica: è una parte del vostro allenamento.

  • Uscite in quota: se potete, programmate allenamenti sopra i 1500–2000 m. Sentire l’aria diversa, il terreno più severo e capire come reagisce il corpo in quota vi darà un vantaggio enorme.
  • Abitudine al vuoto: i passaggi esposti richiedono non solo tecnica, ma tranquillità interiore. In allenamento, avvicinatevi gradualmente a sentieri balcone, creste, punti dove il vuoto si vede e si sente. Le prime volte è normale avere un briciolo di timore.
  • Gestione della paura “utile”: la paura che vi fa rallentare un attimo per mettere il piede al posto giusto è una risorsa. Quella che vi blocca è invece da smussare. Lavorate su respirazione e attenzione focalizzata sul prossimo appoggio, non sul “e se…”.
  • Lucidità nella fatica: verso la fine, siete stanchi, ma il terreno resta tecnico. In allenamento, simulate finire un lungo su un tratto difficile, non su ciclabile facile. Imparate a restare presenti quando il corpo vorrebbe solo “mollare il controllo”.

C’è un momento in cui, su queste montagne, vi rendete conto che non state solo correndo: state dialogando con il terreno, passo dopo passo. Preparare la ZacUp significa anche allenare questa conversazione.

Presenza di pacer (meneurs d’allure) e gestione del proprio passo

Le informazioni disponibili sulle edizioni passate non indicano in modo chiaro la presenza di meneurs d’allure / pacer ufficiali lungo il percorso. Per ora è più prudente considerare che dovrete gestire il passo in autonomia.

  • Non contare su un ritmo imposto da altri: impostate la vostra gara sui vostri riferimenti, non sull’idea di “agganciare un pacer”. Su una skyrace tecnica, ognuno ha tempi diversi nelle salite e nelle discese.
  • Riferimenti personali: usate frequenza cardiaca, sensazione di respiro, capacità di parlare a frasi brevi come indicatori per non oltrepassare la soglia troppo presto.
  • Gestione dei sorpassi: nei passaggi tecnici, i sorpassi vanno valutati. Allenatevi a stare nel vostro ritmo anche se qualcuno vi supera o se ne restate dietro: è una gara, sì, ma è anche una montagna.

Una delle immagini più belle, in gare come la ZacUp, è quella dei piccoli gruppi che si formano naturalmente: due, tre, quattro persone che, senza dirlo, si aiutano a tenere il passo. Non sono pacer ufficiali, ma spesso sono la vostra miglior compagnia.

Adattare la preparazione alla specificità della ZacUp 27 km / 2700 D+

Tutto quello che fate nei mesi prima dovrebbe parlare la stessa lingua della gara: 27 km, 2700 m D+, sentieri EE, passaggi esposti, ghiaioni, tratti attrezzati.

  • Lunghi in montagna: privilegiate uscite dove il dislivello accumulato è importante, anche se i chilometri sono meno. Un 18–20 km con 1500–1800 D+ in terreno tecnico “parla” molto più alla ZacUp di un 30 km su sterrato facile.
  • Mix tecnica + resistenza: organizzate allenamenti dove una salita lunga viene seguita da una discesa tecnica, e poi ancora da una parte di falsopiano o saliscendi. Simulate la varietà della gara.
  • Forza specifica: oltre ai lavori in salita, pensate a esercizi per caviglie, core, stabilità del busto. Nei passaggi esposti, un busto fermo vale quanto un quadricipite forte.
  • Recupero programmato: su una preparazione così, il giorno in cui vi sentite troppo stanchi è il giorno in cui il recupero vale più di un altro allenamento. Prendetelo come parte del piano, non come una rinuncia.

In fondo, la ZacUp SkyRace del Grignone è una promessa: se la rispettate in allenamento, il giorno della gara vi restituirà immagini, sensazioni, magari qualche brivido… e quella soddisfazione particolare di aver corso non “contro” la montagna, ma insieme a lei.

Meteo prevista il giorno della gara a Pasturo

Sulla base degli ultimi 10 anni (medie 2016–2025)
🌧️
Pioggia
il più frequente
19°
Max. media
estremo 25°
13°
Min. media
estremo 7°
7 km/h
Vento medio
raffiche 70
Storico del meteo del 20 settembre da 10 anni
🌧️ 20° 2016
☁️ 18° 2017
🌧️ 23° 2018
☁️ 15° 2019
🌧️ 20° 2020
🌧️ 18° 2021
☀️ 18° 2022
🌧️ 20° 2023
☁️ 19° 2024
☁️ 25° 2025
Dati meteo: Open-Meteo / ERA5

Stima il tuo tempo di gara

In base al tuo ritmo obiettivo, ecco come si svolgerà la tua gara
Ritmo 5:00 min/km
3:00 · Veloce 8:00 · Lento
Tempo stimato
50:00
Velocità
12,0 km/h
Ritmo moderato · Mantieni questo ritmo fino al traguardo con un piano di allenamento personalizzato

Domande e risposte

La ZacUp SkyRace del Grignone 2026 misura circa 27 km per circa 2700 m D+, con sentieri di montagna classificati EE (escursionisti esperti), passaggi esposti e tratti attrezzati. Questo significa una gara molto tecnica e fisicamente impegnativa: salite ripide che portano vicino al limite, creste esposte, discese ripide su ghiaioni e terreno instabile.
Per essere pronti, è fondamentale avere esperienza di montagna, ottima gestione dell’intensità in salita e buone capacità di corsa in discesa tecnica.

Il percorso della ZacUp SkyRace del Grignone 2026 si sviluppa su 27 km con circa 2700 m D+ partendo da Pasturo, alternando carrarecce, single track e creste tecniche.
I tratti più duri da preparare sono: - le salite lunghe e ripide verso le quote più alte, dove il fondo può essere instabile; - la discesa tecnica su ghiaioni e tratti ripidi, molto esigente sui quadricipiti. In allenamento, privilegiate uscite con forti dislivelli e discese tecniche per simulare il profilo altimetrico reale.

La ZacUp è considerata una delle skyrace più tecniche d’Italia, con salite ripide, passaggi attrezzati e discese impegnative. La gestione dell’andatura è cruciale: nelle salite più dure è spesso più efficace camminare spingendo forte piuttosto che correre, per non bruciarsi troppo presto. In discesa, puntate su un ritmo controllato ma continuo, lavorando in allenamento su tecnica, passi brevi e reattivi.
Nel falsopiano e nei tratti corribili, cercate di correre fluido per guadagnare minuti senza andare fuori giri.

Lungo il percorso della ZacUp sono presenti numerosi ristori (liquidi e solidi), ma è prudente essere autonomi su alcuni tratti lunghi e tecnici.
Consigli pratici: - zainetto o cintura con soft flask o borracce; - integrazione personale (gel/barrette) adattata alla vostra durata di gara; - abbigliamento per alta montagna: antivento/impermeabile leggero, strati tecnici traspiranti; - scarpe da skyrunning con ottimo grip su roccia e ghiaioni. Verificate sempre sul regolamento ufficiale l’eventuale materiale obbligatorio e adeguatevi alle condizioni meteo del giorno.

Per arrivare pronti alla ZacUp SkyRace del Grignone 2026, preparun.com propone due piani di allenamento specifici e personalizzati per i 27 km e circa 2700 m D+: - il Starter Run: piano gratuito, ideale per iniziare la preparazione, strutturato per costruire progressivamente resistenza, dislivello e tecnica in salita/discesa; - la Finisher Line: piano completo e a pagamento, pensato per curare ogni dettaglio (lunghi in montagna, lavori specifici, gestione del ritmo e dei ristori) per arrivare al top il giorno della gara. Entrambi i piani sono adattati alla vostra età, al livello, al vostro obiettivo e al numero di uscite settimanali che potete sostenere.
Potete creare subito il vostro piano personalizzato direttamente su preparun.com.

Prepara la tua gara in 7 domande

La ZacUp SkyRace del Grignone 2026 chiede rispetto, ma sa anche restituirne molto a chi la prepara con cura. Su 27 km e 2700 m D+ circa, la differenza la fanno il passo in salita, la lucidità in discesa e la capacità di restare presenti quando la fatica si fa sentire. Se state pensando di correre questa prova, il modo migliore per viverla bene è costruire una preparazione seria, con un plan d’entrainement che tenga insieme salita, tecnica, recupero e gestione dello sforzo.

Un percorso così non si improvvisa: si allena, si osserva, si ascolta. E quando il lavoro è giusto, il Grignone smette di essere solo una montagna dura e diventa una gara limpida, intensa, memorabile.

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Davide Greco

Articolo scritto da :
Davide Greco corre da più di vent'anni e ha attraversato tutte le evoluzioni della corsa amatoriale: dal footing « a sensazione » ai piani strutturati e…... continua a leggere
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Jules Patrick Maria Laurene
+8

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