Bettelmatt Ultra Trail

Formazza (28863) 11 luglio 2026 Trail
Distanze disponibili
6 km 22 km 39 km 57 km
Partenza tra
J−16

Informazioni sulla gara

Respirare l’aria sottile dell’alta quota, sentire i passi che risuonano sui sentieri della Val Formazza, sapere che una linea sottile vi guiderà tra laghi turchesi e colli alpini… La Bettelmatt Ultra Trail è già nel vostro calendario, e adesso l’obiettivo è uno solo: arrivare preparati, sereni, pronti a godervi ogni metro di questo viaggio sulle Alpi Lepontine.

Sabato 11 luglio 2026, la zona feste di Valdo, nel comune di Formazza, diventa il cuore pulsante di BUT Formazza, con quattro percorsi: la lunga cavalcata della 57 km, la maratona di montagna da 39 km, la più rapida ma comunque impegnativa 22 km e la festa di corsa per tutti sulla 6 km.

Il percorso della Bettelmatt Ultra Trail: alta quota, laghi e sentieri walser

La Val Formazza è una valle dal carattere forte, modellata dall’acqua e dal ghiaccio, abitata da secoli dalla cultura walser. Il tracciato della Bettelmatt Walser Ultra vi porta oltre i 2.500–3.000 metri, verso luoghi simbolo come il Rifugio 3A, i laghi Vannino, Morasco, Sabbione, Toggia e Castel, con partenza e arrivo a Valdo, intorno ai 1.200 metri di quota.

Il terreno è quello tipico dell’alta montagna piemontese: sentieri sterrati, strade bianche, pietraie, tratti erbosi e passaggi più tecnici in prossimità dei colli. Il panorama ripaga ogni fatica: creste aperte, dighe e laghi alpini, la potenza della Cascata del Toce per chi corre sui tracciati che la attraversano, boschi e alpeggi dove l’erba profuma di estate.

Le tre prove principali - Ultra, Marathon e Race - partono tutte da Valdo e si svolgono in semi-autonomia, con punti di controllo e ristoro lungo il percorso. La Walser Race, ad esempio, scavalca il Passo Nefelgiù e passa vicino alla Cascata del Toce, con un dislivello di 1.320 metri su 24 km certificati ITRA. La vostra 57 km e la 39 km si sviluppano su una combinazione di salite lunghe, discese impegnative, tratti corribili e passaggi in quota dove la gestione dell’energia diventa fondamentale.

Preparare la Bettelmatt Ultra Trail: come costruire la vostra base

Essere già iscritti alla Bettelmatt Ultra Trail significa avere un sogno preciso: arrivare a Valdo con un plan d’allenamento solido e con la fiducia di chi ha fatto il lavoro giusto. Che abbiate scelto la 57 km, la 39 km, la 22 km o la 6 km, la parola chiave è preparazione progressiva.

Per la 57 km, la priorità è creare una base di resistenza su terreno collinare e di montagna: uscite lunghe da 3–5 ore, con lunghi tratti in salita, discese tecniche e segmenti corribili dove imparare a gestire il passo. Inserite settimanalmente lavori di forza in salita (ripetute lunghe su sentiero, camminata spinta con bastoncini) e allenamenti di discesa per abituare muscoli e articolazioni allo sforzo eccentrico.

Per la 39 km, pensate a un equilibrio tra resistenza e intensità: uscite lunghe da 2,5–4 ore, lavori in soglia su salite corribili, sedute di fartlek su trail per imparare a gestire i cambi di ritmo. L’obiettivo è arrivare alla maratona di montagna con una buona base aerobica e la capacità di mantenere un passo costante dopo il 30° chilometro.

La 22 km richiede una combinazione di resistenza di base e brillantezza: un allenamento settimanale di qualità (ripetute in salita, interval training su sentiero) e un’uscita lunga da 1,5–2,5 ore, con dislivello significativo. Anche se la distanza è più corta, il profilo della Val Formazza non perdona chi parte troppo forte.

Sulla 6 km, l’obiettivo è vivere l’esperienza di BUT Formazza con serenità: costruite una routine di 2–3 uscite settimanali, alternando corsa facile e qualche salita, soprattutto se è il vostro primo trail. Curate la progressione più che la performance. Un buon plan d’allenamento vi aiuterà a arrivare alla partenza con il sorriso.

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Qualunque sia la vostra distanza, non trascurate il lavoro di forza generale: core forte, stabilità di caviglie e anche, esercizi di equilibrio. Bastano 2 sedute alla settimana di 20–30 minuti, con esercizi a corpo libero (affondi, squat, plank, esercizi su una gamba sola) per cambiare la sensazione in gara, soprattutto nelle pietraie e nelle discese lunghe.

Infine, ricordate la quota: una parte della Bettelmatt Ultra Trail si sviluppa oltre i 2.000 metri. Se potete, programmate qualche uscita in montagna nelle settimane precedenti, anche solo escursioni lunghe con zaino. Il corpo deve imparare a dialogare con l’aria più sottile, la respirazione e i tempi di recupero cambiano.

Allenamento mirato: ritmo, alimentazione e gestione dell’altitudine

La preparazione non è solo chilometri: è capire come il vostro corpo reagisce al ritmo, alla quota e al dislivello. Ecco alcuni focus per costruire un allenamento davvero su misura per la Bettelmatt Ultra Trail.

  • Gestione del ritmo: simulate i profili di gara nelle vostre uscite chiave. Per la 57 km e la 39 km, alternate tratti corribili a salite lunghe, adottando lo stesso approccio che userete in gara: corsa leggera finché il respiro è sotto controllo, camminata spinta con bastoncini quando la pendenza aumenta.
  • Discese tecniche: dedicate allenamenti specifici alla discesa. In Val Formazza le discese possono essere lunghe e variabili, su sentiero, pietraia o strade bianche. In allenamento, concentratevi sulla cadenza, sulla leggerezza del passo, sull’uso delle braccia per l’equilibrio.
  • Alimentazione in corsa: nelle uscite lunghe testate gel, barrette, sali, cibo solido. Le prove più lunghe si svolgono in regime di semi-autonomia, con viaggi in quota che possono durare molte ore. Un piano di alimentazione chiaro, provato in allenamento, vi evita crisi di energia.
  • Gestione del freddo e del caldo: ad alta quota il meteo cambia in fretta. Programmate allenamenti anche in condizioni meno ideali, imparando a gestire vento, pioggia leggera, sbalzi di temperatura tra valle e cresta.

Nella fase finale di preparazione, 2–3 settimane prima della gara, pensate a una riduzione graduale del carico. Meno volume, qualità mantenuta, più attenzione al sonno e al recupero. È il momento di consolidare tutto il lavoro fatto, non di aggiungere nuovi stimoli pesanti.

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Consigli di materiale per la Bettelmatt Ultra Trail

Il regolamento di BUT Formazza prevede materiale obbligatorio e vestiario adeguato per l’ambiente di alta montagna. Ma al di là della lista ufficiale, ecco cosa vale davvero la pena curare per vivere bene la vostra giornata in Val Formazza.

  • Scarpe da trail con buona aderenza su roccia e terreno bagnato: il percorso passa vicino a laghi, ruscelli, tratti umidi. Scegliete modelli che conoscete già, testati su uscite lunghe.
  • Bastoncini consigliati per le distanze più lunghe: Ultra e Marathon. Vi aiuteranno nelle salite ripide e nelle sezioni in quota, riducendo il carico sulle gambe.
  • Abbigliamento a strati: maglia traspirante, strato intermedio leggero, giacca impermeabile e antivento, guanti e buff nelle gare più lunghe. In quota, una nuvola può cambiare la percezione di freddo in pochi minuti.
  • Zaino o gilet da trail con spazio per borracce o sacca idrica, alimenti e il materiale obbligatorio. Le gare sono in semi-autonomia e dovrete gestire acqua e cibo tra i ristori.
  • Cappellino, occhiali da sole e crema solare: l’esposizione in alta quota è intensa, soprattutto lungo i laghi e le creste.

Testate tutto in allenamento, mai per la prima volta il giorno della gara. Anche un dettaglio piccolo, come il posizionamento dei bastoncini nello zaino, può cambiare la fluidità del vostro movimento quando siete stanchi.

Informazioni pratiche per il giorno della gara

Tutte le gare della Bettelmatt Ultra Trail partono dalla frazione Valdo, nel comune di Formazza, in Provincia di Verbano-Cusio-Ossola. L’area feste diventa il punto di ritrovo, partenza e arrivo, con un’atmosfera intensa e familiare: volontari, famiglie, bambini della Walser Mini, runner che si preparano alle prove più lunghe.

Secondo il regolamento, le partenze 2026 sono previste il sabato 11 luglio a orari scaglionati: Ultra alle 6:00, Marathon alle 7:00, Race alle 9:00 e Mini alle 10:30. Vi consiglio di arrivare con largo anticipo, per il ritiro pettorale, il controllo del materiale e un riscaldamento tranquillo.

Il briefing ufficiale per tutti i trail si tiene la sera prima, venerdì 10 luglio alle 20:30, presso la Sala Cinema della frazione Ponte, Formazza. È un momento fondamentale: vengono illustrati i punti chiave del percorso, le segnalazioni, le regole di sicurezza. Prendete appunti, lasciate che le immagini del tracciato inizino già a vivere nella vostra testa.

Per orari aggiornati, regolamento dettagliato e mappe dei tracciati, potete consultare il sito ufficiale bettelmattultratrail.it e seguire la pagina Facebook Bettelmatt Ultra Trail, dove l’organizzazione condivide notizie, immagini e aggiornamenti.

Arriverete a Formazza per correre, certo. Ma vi accorgerete presto che la Bettelmatt Ultra Trail è anche un abbraccio della valle, dei suoi laghi e dei sentieri walser. Che sia la vostra prima volta o un ritorno, lasciate che la preparazione vi accompagni fin qui, e poi lasciate parlare le gambe, il respiro e il sorriso.

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Buono a sapersi

Panoramica tecnica dei percorsi: distanze e dislivelli utili per l’allenamento

Per costruire il vostro allenamento, i numeri che contano sono questi (già confermati dall’organizzazione):

  • 6 km – circa 250 m D+ su sentiero di montagna, ideale come primo contatto con il trail o come gara “veloce” in quota.
  • 22 km – il percorso ufficiale di riferimento è la Walser Race: 24 km e 1.320 m D+, con passaggio al Passo Nefelgiù e zona Cascata del Toce. Per il vostro piano, considerate la 22 km come una gara collinare/montana di circa 1.200–1.300 m D+, con una salita principale lunga e discese tecniche.
  • 39 km – la distanza in gara più vicina è la Walser Marathon: 43,62 km e 2.745 m D+, sulla prima parte del percorso “Ultra”, fino al Rifugio 3A. Per preparare la vostra 39 km, ragionate su un profilo “maratona di montagna” con 2.000–2.500 m D+, salite molto lunghe e passaggi sopra i 2.000 m.
  • 57 km – Walser Ultra: 56,57 km e 3.436 m D+, con punti chiave come Rifugio 3A e i laghi in quota. Per il vostro allenamento, considerate una ultra tecnica con oltre 3.000 m D+ e tratti lunghi sopra i 2.300–2.500 m.

Un dettaglio spesso sottovalutato: tutte le gare partono e arrivano a Valdo, 1.200 m circa. Significa che ogni percorso inizia subito in leggera salita, e il cuore “fa un salto” già nei primi minuti: utile simularlo in allenamento.

Altitudine e meteo: cosa aspettarsi davvero in Val Formazza

Quota: come incide sulle sensazioni di gara

  • Partenza e arrivo a 1.200 m, ma i percorsi lunghi salgono verso i 2.500–3.000 m (zona Rifugio 3A e laghi d’alta quota).
  • Già sopra i 2.000 m, il respiro cambia: ritmo più corto, recuperi più lenti, sensazione di “fiato corto” anche a velocità che in pianura sembrano banali.
  • Su 39 km e 57 km dovrete gestire molte ore con questa aria sottile; su 22 km il tratto in quota è più breve, ma comunque intenso; sulla 6 km la quota è più gentile, ma lo sbalzo rispetto alla pianura si sente comunque se venite dal livello del mare.

Un aneddoto tipico in Val Formazza: c’è sempre quel momento in cui, verso un colle, vi girate a guardare il panorama e vi accorgete che state ansimando… da fermi. Non è solo stanchezza. È la quota che chiede pazienza.

Meteo estivo in alta Val Formazza

In luglio, la Val Formazza è capace di tutto:

  • Mattina presto a Valdo: temperature spesso fresche, intorno ai 8–12°C, con umidità da valle.
  • In quota oltre i 2.000 m: 5–10°C in condizioni normali, ma il vento può far percepire molto meno.
  • Mezzogiorno-pomeriggio: nelle giornate serene il sole è forte, soprattutto vicino alle dighe e ai laghi; si può passare in poche ore da freddo con guanti a canotta sudata.
  • Rischio temporali pomeridiani: come in molte vallate alpine, non sono rari in estate. L’organizzazione può modificare il percorso per sicurezza.

In allenamento, vale oro abituarsi a correre con cambi di temperatura: uscite in cui partite al fresco, salite verso un crinale ventilato e scendete nel caldo della valle. Il corpo impara ad adattarsi e la testa si calma: non vi spaventerà infilare o togliere gli strati durante la gara.

Terreno e tratti chiave: cosa simulare in allenamento

Tipologia di fondo

  • Sentieri sterrati e strade bianche: dove si può correre bene, specialmente sui tratti di collegamento e nei primi chilometri.
  • Pietraie e tratti con sassi mobili: tipici sopra i 2.000 m, vicino ai laghi e ai colli.
  • Tratti erbosi e alpeggi: morbidi ma spesso irregolari, con piccoli buchi o solchi, ottimi per mettere alla prova caviglie e propriocezione.
  • Passaggi tecnici vicino ai colli: pendenze più accentuate, fondo roccioso, curve strette.

Su tutti i percorsi, ma soprattutto su 39 km e 57 km, alternanza continua: tratti corribili dove è facile esagerare, e segmenti tecnici dove la velocità cala di colpo. Questo va allenato specificamente.

Carattere dei quattro percorsi (in chiave allenamento)

  • 6 km – 250 D+
    Salita breve ma evidente, poi tratti corribili e discese dove le gambe “fumano” se partite troppo forte. In allenamento: simulare giri collinari di 30–40 minuti con una salita centrale di 10–15 minuti, seguita da discesa su terreno irregolare.
  • 22 km – profilo tipo Walser Race
    Una grande salita verso il Passo Nefelgiù, discesa lunga, poi “mangia e bevi” verso la valle e la Cascata del Toce. Qui servono:
    • salite lunghe (40–60 minuti continuativi);
    • discese tecniche di almeno 15–20 minuti consecutivi;
    • tratti corribili dopo la discesa, per simulare i chilometri finali quando le gambe sono già stanche.
  • 39 km – riferimento Walser Marathon
    È una vera maratona alpina: si sale verso i laghi e il Rifugio 3A, si resta a lungo in quota, poi si rientra in valle. Per chi prepara i 39 km:
    • uscite lunghe con 1.500–2.000 m D+;
    • tratti sopra i 2.000 m, anche camminando, per abituare testa e respiro;
    • allenamenti in cui fate salite molto lunghe seguite da discese altrettanto lunghe, senza spezzare.
  • 57 km – Walser Ultra
    Una cavalcata completa: salite ripide, lunghi traversi, colli, laghi, discese che sembra non finiscano mai. Qui la parola chiave è resilienza:
    • uscite da 4–6 ore in ambiente montano;
    • ripetute di salite/descese lunghe, per simulare più “blocchi” di gara;
    • camminata in salita con bastoncini, a ritmo deciso, come gesto tecnico vero e proprio.

Molti atleti raccontano un dettaglio curioso: i tratti corribili dopo le pietraie, sui prati o sulle strade bianche, sembrano un regalo… ma solo se in allenamento vi siete abituati a ripartire di corsa subito dopo il tecnico. Altrimenti le gambe “si rifiutano”.

Ristori, idratazione e semi-autosufficienza

Struttura generale dei ristori

Le tre prove principali (57 km, 39 km, 22 km) si svolgono in semi-autosufficienza. Questo significa:

  • ci sono ristori ufficiali lungo il percorso, ma la distanza tra uno e l’altro può essere importante;
  • il regolamento può essere aggiornato, così come la posizione precisa dei ristori, in base a condizioni e sicurezza.

In pratica, non potete contare che “ogni mezz’ora” ci sia acqua. In quota, un tratto ventoso e al sole vi può svuotare molto più in fretta del previsto.

Implicazioni pratiche per ciascuna distanza

  • 6 km
    Di solito è presente almeno un punto ristoro o al traguardo per reintegrare. Ma su 6 km in montagna, se fa caldo, vale la pena partire già con una soft flask da 250–500 ml. Non è “troppo”, è prudenza.
  • 22 km
    Con 1.300 m D+ circa, una giornata calda e un passaggio in quota, conviene:
    • partire con almeno 1 litro di liquidi (2 flask da 500 ml o sacca idrica);
    • avere sempre una minima riserva, non arrivare mai al ristoro completamente a secco;
    • testare in allenamento cosa riuscite a mangiare in salita: in gara, molti tratti veloci per alimentarsi sono proprio sui saliscendi corribili.
  • 39 km
    Qui si parla di diverse ore di gara, spesso oltre i 2.000 m. Utile:
    • gestire i ristori come “tappe” di un viaggio, pianificando in anticipo cosa prendere e cosa avete già con voi;
    • portare sia solidi (barrette, piccoli panini, frutta secca) sia liquidi calorici (bevande con carboidrati e sali);
    • allenarsi a bere regolarmente anche quando fa freddo: in quota la sete si percepisce meno, ma ci si disidrata comunque.
  • 57 km
    Qui la semi-autosufficienza diventa centrale. Con 3.436 m D+ e molte ore in montagna, chi arriva bene ha:
    • una strategia precisa di assunzione (ad esempio 200–300 kcal all’ora, testate in allenamento);
    • un mix di cibo dolce e salato per evitare nausea e rifiuto alimentare;
    • un’attenzione maniacale ai sali minerali, soprattutto se la giornata è calda.

Capita spesso di vedere atleti forti costretti al ritiro non per le gambe, ma per lo stomaco. Chi ha provato prima i propri gel e la propria gestione dei ristori, invece, arriva in fondo raccontando di aver “chiacchierato con la montagna” fino all’ultimo chilometro.

Meneur d’allure (pacer) e gestione del ritmo

Nelle comunicazioni ufficiali e nel regolamento di BUT Formazza non viene indicata la presenza di meneur d’allure ufficiali per i vari tempi di gara. Non è una gara “stradale” con pacer ogni 15 minuti, ma un trail di montagna dove ognuno deve imparare a essere il proprio riferimento.

Questo ha alcune conseguenze dirette per la vostra preparazione:

  • nessuno vi “traina” a ritmo costante: dovrete imparare a sentire il passo di salita sostenibile e la velocità di discesa che non brucia le gambe;
  • è utile simulare in allenamento corse in cui non guardate continuamente il GPS, ma usate le sensazioni (respiro, capacità di parlare, freschezza muscolare);
  • su 39 km e 57 km, un buon obiettivo è arrivare a metà gara con la sensazione di avere ancora margine, non di aver fatto una “gara secca” fino a lì.

Una scena tipica in Valdo, qualche ora dopo la partenza: chi è partito troppo forte in discesa si riconosce subito. Ha lo sguardo perso verso le creste e pensa: “Avrei dovuto ascoltare di più le gambe”. Voi potete evitarlo già in allenamento.

Materiale specifico: cosa affinare per ogni distanza

Elementi comuni a tutti

  • Scarpe da trail con ottima aderenza su roccia e terreno bagnato: il percorso passa vicino a laghi, ruscelli, dighe.
  • Zaino o gilet da trail con spazio per acqua, cibo e materiale obbligatorio (giacca impermeabile, telo di emergenza, ecc., come richiesto dal regolamento).
  • Abbigliamento a strati: base traspirante, strato intermedio leggero, giacca antivento/impermeabile, cappellino o buff, guanti leggeri per le distanze più lunghe.
  • Protezione solare: occhiali, crema solare, possibilmente visiera o cappellino chiaro. Il riflesso su acqua e roccia amplifica l’esposizione.

Specifico per distanza

  • 6 km
    Obiettivo: leggerezza e comfort.
    • scarpa che conoscete bene, magari la stessa usata per gli allenamenti collinari;
    • borsa o cintura minimal con una piccola flask e magari un gel;
    • strato leggero extra in caso di meteo incerto, soprattutto per chi è più prudente.
  • 22 km
    Il salto di qualità inizia qui.
    • gilet da trail con 2 flask davanti e tasca posteriore per giacca e cibo;
    • bastoncini facoltativi ma utili nelle salite più ripide;
    • maglia che asciughi in fretta: nei tratti ombreggiati la maglia bagnata può dare brividi.
  • 39 km
    Qui il materiale diventa parte della vostra performance.
    • bastoncini fortemente consigliati per gestire i quasi 2.500 m D+ stimati;
    • zaino leggero ma capiente: acqua, cibo, strato caldo, giacca impermeabile, guanti, buff;
    • calze anti-vesciche e scarpe già testate su uscite di almeno 4 ore, possibilmente su terreno simile (roccia, pietraia, erba).
  • 57 km
    Qui parliamo di set-up da ultra.
    • bastoncini praticamente indispensabili per gestire i 3.436 m D+;
    • zaino con capacità sufficiente per materiale obbligatorio, cibo extra, kit minimo di emergenza (cerotti, benda elastica, qualche farmaco personale se ammesso);
    • strato caldo per i passaggi più esposti: in caso di meteo ballerino, una semplice discesa in ventose condizioni può diventare un problema senza un secondo strato;
    • lampada frontale se il vostro passo vi porta verso i limiti orari o se preferite partire o arrivare con margine di luce (da verificare nel regolamento definitivo).

Un dettaglio che spesso fa la differenza: provate in allenamento come sistemate i bastoncini quando non li usate. In cintura? Sullo zaino? Incastrati male, possono ballare, sbattere sulle gambe, consumare energie nervose preziose.

Altitudine, sicurezza e gestione delle crisi

  • Segnaletica e sicurezza: il regolamento sottolinea che il percorso è in ambiente naturale e che l’organizzazione può cambiare itinerario e punti di soccorso se necessario. Abituatevi in allenamento a leggere bene la segnaletica e a gestire brevi momenti di “dubbio” senza andare in panico.
  • Tempo massimo:
    • 57 km: 13 ore di tempo limite;
    • 39 km (Marathon): 9 ore;
    • 22 km (Race ufficiale 24 km): 7 ore.
    Per il vostro piano, questo significa che le andature previste possono essere relativamente “tranquille”: largo spazio al cammino in salita, soprattutto sui percorsi lunghi. Non è una corsa contro il cronometro, ma contro la gestione delle crisi.
  • Check-point: sono presenti punti di controllo lungo il percorso per la sicurezza e la regolarità della gara. In allenamento, simulate qualche uscita con “punti obbligati” (ad esempio un rifugio o un passo) per abituarvi mentalmente a spezzare lo sforzo in tappe.

Quasi tutti i finisher di BUT Formazza raccontano almeno una “crisi di mezz’ora”: un tratto in cui gambe e testa sembrano mollare. Chi si è preparato sapendo che quel momento arriverà, di solito sorride dopo il traguardo: “Ero sicuro che passasse… e infatti è passato”.

Come tradurre tutto questo nel vostro modo di allenarvi (senza entrare nel dettaglio del piano)

  • Per la 6 km: puntate a rendere naturale correre su sentiero con 200–300 m D+, curando più la tecnica in salita e discesa che la velocità pura.
  • Per la 22 km: abituatevi a un’uscita lunga settimanale con 1.000–1.300 m D+, includendo una salita lunga simile a quella del Passo Nefelgiù.
  • Per la 39 km: prevedete regolarmente uscite in cui combinate distanza e dislivello, mirando a 25–30 km con 1.500–2.000 m D+ su terreni analoghi.
  • Per la 57 km: costruite progressivamente uscite in montagna da 4–6 ore, con oltre 2.000 m D+, in cui testate materiale, alimentazione e gestione del ritmo in quota.

Ogni chilometro in Val Formazza racconta qualcosa: il rumore dell’acqua, il silenzio della pietra, il vostro respiro che cambia. Prepararsi con consapevolezza significa arrivare al via non solo allenati, ma pronti a ascoltare quello che la montagna avrà da dirvi quel giorno.

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Ritmo 5:00 min/km
3:00 · Veloce 8:00 · Lento
Tempo stimato
50:00
Velocità
12,0 km/h
Ritmo moderato - Perfetto per la resistenza

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La Bettelmatt Ultra Trail non si improvvisa. I sentieri della Val Formazza, la quota, i laghi alpini e le salite walser chiedono rispetto, ma ripagano con emozioni rare. Entra in gara con un plan d’allenamento personalizzato, adattato alla tua distanza, al tuo livello e al numero di uscite settimanali. Così ogni allenamento avrà un senso, ogni salita diventerà un passo verso Valdo e l’11 luglio 2026 arriverai sulla linea di partenza con fiducia, lucidità e il sorriso di chi ha preparato seriamente il proprio sogno.

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Chiara Romano
Aggiornato il 25 giugno 2026
Articolo scritto da :
Chiara Romano è una trail runner e un'amante della montagna. Ha scoperto la corsa partecipando a gare podistiche su strada, prima di orientarsi progressivamente verso il…... continua a leggere
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Jules Patrick Maria Laurene
+8

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