Informazioni sulla gara
Brescia Art Marathon 2027 propone 3 gare da 10 a 42 km, il 14 marzo 2027 a Brescia.
| Gara | Distanza | Dislivello | Altitudine | Partenza |
|---|---|---|---|---|
| 10 km | 10 km | +33 m / −29 m | 126 – 161 m | |
| 21 km | 21 km | +76 m / −71 m | 143 – 199 m | |
| 42 km | 42 km | - | - | - |
Avete già fissato una data importante nel calendario: il 14 marzo 2027, giorno della Brescia Art Marathon 2027. Ora il vero obiettivo è arrivare al via sereni, preparati e pronti a godervi ogni chilometro tra le vie storiche di Brescia.
Io sono Lorenzo Conti, corridore su strada da più di quindici anni. Ho imparato che una gara urbana come la BAM si affronta meglio non con l’agonismo dell’ultimo momento, ma con una preparazione costruita passo dopo passo, in equilibrio con il lavoro e la vita di tutti i giorni.
Brescia Art Marathon 2027: percorso, atmosfera e terreno
La Brescia Art Marathon 2027 è una corsa su strada approvata FIDAL, con percorso su strade urbane ed extraurbane completamente asfaltate. La partenza è nel centro storico di Brescia e l’arrivo nella scenografica Piazza Loggia, a poche centinaia di metri dal punto di start. È un tracciato pensato per farvi respirare la città.
Il percorso della maratona e della mezza attraversa il cuore di Brescia, passa vicino all’università e allo stadio comunale, si spinge verso la zona ovest e rientra nel centro storico, toccando l’area museale, il Foro Romano, il Broletto, Piazza Duomo e di nuovo Piazza Loggia. Molti tratti seguono le nuove piste ciclabili, in un contesto sempre più verde e curato.
L’atmosfera è quella delle grandi domeniche di corsa: centinaia di volontari e un forte presidio delle forze dell’ordine rendono il percorso sicuro e ben controllato. Il pubblico è vicino, soprattutto nel centro storico: questo aiuta nei momenti difficili, ma può spingere a partire troppo forte se non si sta attenti.
Il terreno è semplice da descrivere: asfalto. Niente sterrato, niente trail, ma lunghi rettilinei e tratti cittadini con curve, leggere pendenze e qualche tratto più esposto se c’è vento. È una gara ideale per chi cerca il proprio miglior tempo, ma anche per chi vive la prima esperienza su 42 km o 21 km in un contesto urbano ricco di storia.
Come preparare la Brescia Art Marathon 2027: dal percorso al plan d’allenamento
Che abbiate scelto la maratona 42 km, la mezza maratona 21 km o la 10 km, la chiave è sempre la stessa: trasformare la data del 14 marzo in un orizzonte di allenamento chiaro. Il percorso è scorrevole, ma la somma di chilometri e ritmo richiede di lavorare in modo mirato.
Un plan d’allenamento efficace per la Brescia Art Marathon 2027 deve tenere conto di tre elementi fondamentali:
- la natura urbana e completamente asfaltata del tracciato;
- la distanza scelta (42, 21 o 10 km);
- il vostro livello attuale e il tempo di recupero tra un allenamento e l’altro.
Per la maratona e la mezza, serve costruire gradualmente il fondo, lavorare sulle andature di gara e curare la resistenza muscolare su asfalto, che affatica tendini e articolazioni più di un percorso misto. Per la 10 km, l’attenzione si sposta sulla velocità controllata e sulla capacità di spingere senza andare fuori giri nel contesto cittadino.
Crea il tuo piano di allenamento personalizzato
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Immaginate una settimana tipo in preparazione della BAM. L’idea non è riempire ogni giorno di qualità, ma alternare lavori specifici e recupero intelligente. Un errore molto frequente, fra chi corre in città e ha tutto "a portata di mano", è aggiungere allenamenti improvvisati perché si ha mezz’ora libera: nel breve sembra utile, nel lungo porta fatica nascosta e infortuni.
Meglio una struttura chiara, adattata al numero di uscite che potete sostenere. Se correte 3 volte a settimana, il plan d’allenamento Brescia Art Marathon sarà diverso rispetto a chi ne ha 5 o 6 a disposizione, ma l’obiettivo è identico: arrivare in Piazza Loggia con la sensazione di avere gestito bene le settimane precedenti.
Allenamento specifico per 42 km, 21 km e 10 km alla BAM
Per la maratona 42 km, la preparazione ruota intorno a tre pilastri:
- Lunghissimi progressivi su asfalto, simulando il terreno reale della BAM: aumentate gradualmente la distanza, inserendo tratti a ritmo vicino al vostro ritmo maratona.
- Allenamenti di soglia e ritmo gara: lavori tra i 6 e i 12 km alla vostra andatura obiettivo, per abituare corpo e mente alla sensazione del ritmo urbano prolungato.
- Gestione delle energie: imparate a correre con la giusta alimentazione e idratazione, testando gel, bevande e colazione in allenamento, così da non improvvisare il giorno della gara.
Il percorso è scorrevole, ma l’ambiente cittadino porta a piccoli cambi di ritmo: curve, leggeri falsopiani, passaggi in zone più affollate. Nei lunghi, provate a gestire queste variazioni senza farvi prendere dalla fretta. Pensate alla maratona come a una linea continua, non come a una somma di accelerazioni.
Per la mezza maratona 21 km, l’allenamento deve bilanciare fondo e velocità:
- uscite di 14–18 km a ritmo tranquillo, con gli ultimi 3–5 km più brillanti;
- sedute di ripetute medie (ad esempio 5×1000 m o 4×2000 m) a ritmo leggermente più veloce del ritmo gara;
- lavori di ritmo continuato di 8–12 km alla vostra andatura mezza maratona, per stabilizzare il passo e la respirazione.
Molti runner in città partono troppo forte attratti dall’entusiasmo dei primi chilometri, soprattutto nel centro storico. Il giorno della gara, il vostro alleato sarà la pazienza: lasciate che la corsa entri nel suo ritmo naturale, e conservate energie per la seconda metà.
Per la 10 km della BAM, l’obiettivo è tenere un passo sostenuto senza "esplodere":
- allenamenti di ripetute brevi (ad esempio 10×400 m o 8×500 m) con recupero breve;
- uscite collinari leggere per dare forza alle gambe, anche se la gara è in pianura;
- allenamenti di 6–8 km a ritmo gara, per abituarvi alla sensazione di sforzo costante su asfalto.
Qui la gestione dello sforzo è sottile: troppo prudenza vi lascia con margine alla fine, troppa aggressività nei primi chilometri vi costringe a rallentare proprio quando le vie di Brescia si aprono davanti a voi. Imparate, in allenamento, a riconoscere il vostro "ritmo sostenibile".
Il giorno J, la tua alimentazione fa la differenza.
Prima, durante e dopo la gara: un piano alimentare personalizzato è disponibile in aggiunta al tuo piano d'allenamento.
Consigli pratici per il giorno della Brescia Art Marathon 2027
Per una gara urbana come la Brescia Art Marathon, la scelta del materiale è fondamentale. Puntate su:
- scarpe da strada ammortizzate (maratona e mezza) o più reattive (10 km), già testate in almeno 2–3 allenamenti chiave;
- abbigliamento leggero, a strati, considerando che metà marzo può essere fresco alla partenza e più mite in tarda mattinata;
- calze tecniche anti-vesciche, soprattutto su 42 e 21 km, dove ogni attrito si amplifica;
- eventuale cappellino leggero e occhiali, se è prevista una giornata soleggiata: l’asfalto riflette la luce.
La BAM prevede partenze a onde secondo le indicazioni FIDAL, con i runner organizzati in gruppi. Questo riduce le traiettorie "caotiche" iniziali, ma richiede comunque pazienza nei primi chilometri: evitate zigzag, lasciate che il gruppo si sfoltisca e cercate da subito il vostro ritmo.
Pianificate anche la logistica: il Marathon Village negli anni precedenti è stato allestito in piazza Vittoria, con ritiro pettorali e maglia ufficiale il giorno prima e la mattina della gara. Verificate gli orari aggiornati sul sito ufficiale ENDU e sulla pagina Facebook Brescia Art Marathon, così da arrivare con i giusti margini.
Un ultimo suggerimento, frutto di tante domeniche di corsa: non abbiate paura di rallentare ai primi segnali di fatica. In una gara come la BAM, qualche secondo ceduto in un tratto di leggera crisi si recupera facilmente più avanti, quando le vie di Brescia si fanno più ampie e il pubblico vi sostiene.
Qualunque sia la vostra distanza, godetevi il passaggio tra rovine romane, palazzi rinascimentali e piazze vive: la Brescia Art Marathon 2027 è una festa di corsa e di città, e arrivare preparati vi permetterà di viverla fino in fondo, passo dopo passo, nel cuore della Lombardia.
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Percorsi delle diverse distanze
Percorso dettagliato Brescia Art Marathon 2027 - 10 km
| Dislivello positivo | 33 m |
|---|---|
| Dislivello negativo | 29 m |
| Altitudine minima | 126 m |
| Altitudine massima | 161 m |
Percorso dettagliato Brescia Art Marathon 2027 - 21 km
| Dislivello positivo | 76 m |
|---|---|
| Dislivello negativo | 71 m |
| Altitudine minima | 143 m |
| Altitudine massima | 199 m |
Buono a sapersi
Contesto meteo e gestione del clima di metà marzo a Brescia
A metà marzo a Brescia l’aria sa essere traditrice. Mattina fresca. Giornata che si apre piano. Asfalto che resta umido nei punti d’ombra.
Per il periodo della Brescia Art Marathon la climatologia tipica indica temperature intorno agli 8°C con minime attorno a 1°C e circa 35 mm di precipitazioni medie nel mese. Non è inverno pieno. Non è primavera avanzata. È quella zona grigia in cui la scelta dell’abbigliamento fa davvero la differenza.
Cosa significa, in pratica, per il giorno di gara
- Partenza al fresco: corpo freddo, gambe che faticano a “accendersi”. Evitate di restare fermi troppo a lungo in griglia. Qualche breve esercizio di mobilità e 2–3 allunghi leggeri prima di entrare nel vostro settore aiutano a sentire le gambe vive.
- Possibile umidità: asfalto leggermente scivoloso nelle prime ore, soprattutto dove le vie sono strette. Per chi punta il personale su 21 e 42 km, attenzione alle curve aggressive: meglio perdere mezzo secondo che mezzo equilibrio.
- Vento moderato: il percorso alterna tratti più esposti e zone protette dagli edifici. Una giornata ventosa può cambiare la percezione del ritmo. Abituatevi, in allenamento, a gestire qualche chilometro con vento frontale senza irrigidirvi.
- Possibili piogge leggere: 35 mm mensili non sono un diluvio, ma la probabilità di qualche scroscio esiste. Allenatevi almeno una volta sotto la pioggia leggera: non per soffrire, ma per togliere la sorpresa il giorno della BAM.
Abbigliamento specifico per 10 km, 21 km e 42 km
- 10 km: potete osare un abbigliamento più leggero. Canotta o t-shirt tecnica e manicotti rimovibili. Se avete tendenza a sudare poco a inizio corsa, una maglia a manica lunga molto sottile da tenere fino al 2–3° km può evitare quella sensazione di “braccia di ghiaccio”.
- 21 km: qui il compromesso è delicato. Partire troppo coperti significa ritrovarsi a metà gara con il corpo “in pentola a pressione”. Strato base tecnico aderente, più uno strato leggero sopra. Niente tessuti assorbenti: l’umidità resta addosso e raffredda in caso di vento.
- 42 km: la temperatura cambia mentre cambiate anche voi. Nei primi chilometri si sente il freddo, negli ultimi si sente tutto. Strato base traspirante, gilet antivento leggero e, se siete freddolosi, guanti sottili che potrete togliere più avanti. Evitate capi nuovi: la maratona amplifica ogni piccolo difetto.
Differenze di gestione del percorso per 10 km, 21 km e 42 km
Il tracciato è urbano, totalmente asfaltato, scorrevole. Ma il modo di viverlo cambia molto tra 10 km, mezza e maratona.
La 10 km: ritmo alto, concentrazione totale
- Continui cambi di ritmo: vie più strette, curve, piccoli falsopiani. A 10 km ogni micro-variazione di ritmo si sente come uno “strappo”. Allenatevi in città, simulando semafori, svolte, cambi di passo.
- Asfalto e reattività: scegliete scarpe più leggere e reattive, ma con sufficiente protezione per l’asfalto. Una 10 km tirata su asfalto duro può lasciare piedi stanchi per giorni se non siete abituati.
- Rifornimenti: spesso nella 10 km si tende a “saltare” il ristoro: errore classico. Un sorso d’acqua verso metà percorso può evitare quella sete improvvisa al 8–9° km che costringe a rallentare proprio quando vorreste chiudere forte.
La 21 km: il confine sottile tra controllo e rischio
- Seconda parte più “vera”: su 21 km il percorso urbano smette di essere scenografia e diventa prova di continuità. Le curve, le zone più ventose, i tratti più affollati si sommano. In allenamento, inserite lunghi su asfalto con piccoli cambi di ritmo, non solo su tracciati “perfetti”.
- Carico su articolazioni: asfalto costante significa stress prolungato su ginocchia e anche. Curate in preparazione lavoro di forza semplice: esercizi a corpo libero per glutei, core, polpacci. Bastano 10–15 minuti, ma cambiano la percezione del 15–18° km.
- Rifornimenti: prevedete di prendere qualcosa praticamente a ogni ristoro disponibile: acqua sempre, integratori solo se li avete testati. Ogni ristoro è un micro-reset mentale, non solo idrico.
La 42 km: convivere con la città per ore
- Asfalto lungo, lunghissimo: 42 km su asfalto sono una storia a sé. Nei lunghi di preparazione, alternate tratti cittadini a zone più aperte, per abituare corpo e testa ai cambi di contesto che ritroverete il giorno della BAM.
- Micro-pendenze che contano: il percorso non è montano, ma i falsopiani si sentono dal 30° km in poi. Allenatevi su tracciati leggermente mossi, non solo completamente piatti.
- Strategia ai ristori: pensate ai ristori come capitoli del vostro romanzo di gara. Ogni 5 km circa, un punto per bere, eventualmente prendere gel o pezzi di frutta. Testate in allenamento la combinazione: acqua + gel, oppure solo acqua + sali. Mai improvvisare.
Rifornimenti e gestione dell’energia
I rifornimenti lungo il percorso della BAM sono pensati per supportare tutte le distanze, con organizzazione curata e assistenza numerosa. Il modo in cui li usate fa la differenza tra gara vissuta e gara subita.
Strategia per la 10 km
- Obiettivo: evitare la “muraglia” al 7–8° km.
- In pratica: prendete almeno un sorso d’acqua quando disponibile. Se fa caldo in modo inaspettato, bagnatevi leggermente la nuca, non il busto intero: raffreddarsi troppo all’improvviso spegne il motore.
- Prima della gara: colazione leggera finita almeno 2 ore prima. Niente prodotti mai provati. L’episodio classico? Biscotti nuovi mangiati “perché tanto sono solo 10 km” e primo km passato a chiedersi se lo stomaco collaborerà.
Strategia per la 21 km
- Obiettivo: arrivare agli ultimi 4–5 km sentendo ancora margine.
- In pratica: acqua a ogni ristoro, integrazione calorica a partire dal 8–10° km se siete abituati a usarla. Nei lunghi domenicali, simulate la sequenza esatta: ristoro, sorso d’acqua, eventualmente mezza dose di gel.
- Attenzione al ritmo nei ristori: non frenate bruscamente, non zigzagate. Scegliete in anticipo il lato della strada da cui prendere l’acqua. In allenamento, abituatevi a bere muovendovi a ritmo tranquillo, non da fermi.
Strategia per la 42 km
- Obiettivo: evitare il classico “muro” tra il 30° e il 35° km.
- In pratica: definire una vera tabella di rifornimento. Ad esempio: piccolo sorso d’acqua ad ogni punto, integrazione calorica ogni 25–30 minuti. Testate tutto nei lunghi: dal tipo di gel alla consistenza delle bevande.
- Piccola aneddoto tipica: molti maratoneti arrivano alla BAM ricordando ancora “quel ristoro saltato” in una gara precedente, che ha segnato l’inizio della crisi. Imparate da quelle storie: il ristoro dimenticato è spesso il punto in cui la maratona cambia volto.
Meneur d’allure e gestione del ritmo
La Brescia Art Marathon, come molte maratone e mezze italiane di questo livello FIDAL, prevede in genere la presenza di pacers (meneur d’allure) per i principali tempi obiettivo, soprattutto su 42 km e 21 km. Le informazioni precise sui tempi di riferimento vengono di solito pubblicate sul regolamento ufficiale e sui canali social dell’evento, man mano che ci si avvicina alla gara.
Come sfruttare i pacers nella maratona (42 km)
- Scegliete il tempo obiettivo reale: non quello che “sperate”, ma quello che il vostro allenamento rende credibile. Un classico errore è mettersi nel gruppo dei pacers più veloci “per provarci”, e pagare già al 15° km.
- Usate il pacer come metronomo: lasciate che sia lui a gestire i piccoli cambi di ritmo imposti dal percorso urbano. Voi concentratevi su respirazione e sensazioni. Se a metà gara il ritmo vi sembra troppo alto, è onesto staccarsi leggermente e non trasformare la seconda metà in una lotta.
- Comunicazione: molti pacers sono runner esperti di quella stessa gara, conoscono i punti critici, le curve più strette, le zone più ventose. Ascoltare due parole scambiate al volo può cambiare la gestione di un intero settore di percorso.
Pacers nella mezza (21 km)
- Ritmo più “tirato”: qui i pacers tengono un passo vicino alla soglia. Se non siete abituati a seguire qualcuno, testate in allenamento la corsa in gruppo a passo costante.
- Uso intelligente: potete usare il pacer solo nella prima metà, per non partire troppo forte, e poi decidere se restare con il gruppo o leggermente staccati in base alle sensazioni.
- Gestione mentale: stare dietro a un pacer in mezza aiuta nei tratti in cui il pubblico si dirada. Sapere che “qualcuno pensa al ritmo” vi permette di concentrarvi su postura e respiro.
Pacers nella 10 km
- Meno margine di errore: nella 10 km ogni deviazione di ritmo si paga subito. Se sono previsti pacers anche per questa distanza, sono un ottimo riferimento per evitare partenze folli.
- Per chi è alla prima 10 km tirata: correre con un gruppo guidato da un pacer permette di capire “che faccia ha” il vostro passo gara. Una informazione preziosa da portarsi nelle gare successive.
Materiale specifico e gestione dell’asfalto
L’asfalto è protagonista assoluto della BAM. È il vostro alleato per i tempi, ma anche il vostro “giudice” per tendini e articolazioni.
Scarpe: adattare il modello alla distanza
- 10 km: scarpe più leggere, con buona reattività. Se usate modelli super performanti con piastra rigida, provateli almeno in due allenamenti specifici con ritmi gara. Le sorprese peggiori arrivano da scarpe “nuove di scatola” messe ai piedi solo per la BAM.
- 21 km: cercate un compromesso tra leggerezza e ammortizzazione. Una scarpa troppo dura rende gli ultimi 5 km una lotta con l’asfalto; una scarpa troppo morbida disperde energia.
- 42 km: servono fiducia e comfort. Scegliete il modello con cui avete già corso almeno un lungo di 25–30 km su asfalto. Se pensate di usare scarpe diverse per allenamenti e gara, previste un lungo di prova con quelle da gara.
Altri dettagli di materiale
- Calze tecniche: su 21 e 42 km ogni piccolo sfregamento diventa vescica. Sembra un dettaglio, ma molti arrivi rallentati in Piazza Loggia nascono da calze sbagliate più che da ritmo sbagliato.
- Cappellino e occhiali: se la giornata è luminosa, l’asfalto riflette la luce. Occhiali chiari o leggermente fumé possono evitare mal di testa da fastidio visivo. Cappellino leggero aiuta sia in caso di sole che di pioggia.
- Creme anti-sfregamento: su distanze urbane lunghe la combinazione sudore + asfalto + vestiario può causare irritazioni su ascelle, interno coscia, fascia del cardiofrequenzimetro. Testate tutto prima.
Adattare la preparazione al terreno e al profilo urbano
Il percorso della BAM è dinamico, ma privo di grandi dislivelli. Non dovete preparare un trail, ma nemmeno una pista d’atletica infinita.
Per chi corre la 10 km
- Allenamenti su asfalto vero: non solo parchi e sterrato morbido. Inserite sedute sullo stesso tipo di terreno che troverete a Brescia. Il giorno della gara le gambe devono conoscere quella sensazione.
- Curva–ripartenza–curva: studiate percorsi cittadini che obblighino a cambiare direzione. È incredibile quanta energia si perda nelle curve affrontate male.
Per chi corre la 21 km
- Abitudine alle variazioni urbane: percorso misto tra viali ampi e vie più strette. Allenatevi alternando tratti dove potete “aprire la falcata” e tratti dove dovete correre più raccolti.
- Forza specifica: qualche salita breve in allenamento, anche se la gara è sostanzialmente pianeggiante, costruisce quella solidità che si sente al 17–18° km, quando la città chiede ancora qualcosa alle vostre gambe.
Per chi corre la 42 km
- Lunghi in ambiente urbano: almeno alcuni dei vostri lunghi dovrebbero passare da zone cittadine vere: marciapiedi, incroci, piccoli cambi di ritmo. È diverso da correre 30 km solo su pista ciclabile lineare.
- Gestione mentale della ripetitività: 42 km su asfalto possono avere momenti in cui la testa dice “basta”. Portate in allenamento piccole strategie: dedicare un tratto a una persona, un tratto a un ricordo, un tratto a un obiettivo. A Brescia, quelle strategie diventano preziose.
Ultimi dettagli pratici per arrivare pronti
La BAM è una gara FIDAL, con organizzazione strutturata, percorsi sicuri e assistiti. Voi potete concentrarvi davvero sulla corsa. Ma qualche accortezza in più, in preparazione, vi farà entrare in Piazza Loggia con un sorriso diverso.
Piccoli accorgimenti da inserire già in allenamento
- Simulate l’orario e le condizioni: provate almeno un lungo (per 21 e 42 km) o un allenamento chiave (per 10 km) nella fascia oraria in cui pensate di correre. Stessa luce, stesso clima tipico di marzo, stessi ritmi.
- Allenate l’entrata in gruppo: la BAM prevede partenze organizzate, con molti runner attorno. Fate qualche seduta in compagnia: imparare a correre vicino ad altri, senza farsi “tirare” troppo, è una competenza vera.
- Curate il dopo-corsa fin da ora: più il vostro corpo è abituato a un piccolo rituale di recupero (stretching leggero, cambio rapido di abiti, qualcosa da bere e mangiare), più il giorno della BAM sentirete di aver completato non solo la gara, ma tutta l’esperienza.
Che stiate preparando i 10 km, i 21 km o i 42 km, Brescia vi aspetterà con il suo asfalto, le sue vie e quella energia particolare delle grandi domeniche di corsa. Portate in gara la vostra storia di allenamento, chilometro dopo chilometro.
Meteo prevista il giorno della gara a Brescia
Stima il tuo tempo di gara
Domande e risposte
La Brescia Art Marathon 2027 propone tre distanze: maratona 42,195 km, mezza maratona 21,097 km e 10 km, tutte su strada nel centro di Brescia. Il tracciato è urbano, con passaggi vicino all’università, allo stadio e ai principali monumenti, pensato per essere scorrevole e senza lunghi tratti in salita. Il dislivello è contenuto, typico delle city marathon, ma con piccoli saliscendi cittadini: conviene allenarsi su percorsi asfaltati con leggere variazioni di pendenza per abituare gambe e ritmo.
La Brescia Art Marathon 2027 è una gara su strada veloce ma non totalmente piatta: richiede gestione intelligente del ritmo, soprattutto sulla maratona. Per i 10 km si può puntare a un ritmo vicino al proprio miglior tempo; sulla mezza è utile partire leggermente sotto il ritmo obiettivo e accelerare dal km 15; sulla maratona conviene un passo regolare, prudente nei primi 10–15 km e stabile fino al 35°, per limitare il famoso “muro”.
Essendo una corsa su strada ufficiale con distanze 42,195 km, 21,097 km e 10 km, la Brescia Art Marathon 2027 prevede punti di ristoro regolari lungo il percorso, con acqua e integratori, secondo standard delle maratone cittadine. In preparazione, abituatevi a bere poco e spesso, testando in allenamento cosa tollerate (acqua, sali, gel). In gara, iniziate a idratarvi già dal primo ristoro e, sulla maratona, prendete energia (gel o solidi leggeri) ogni 30–40 minuti, sempre accompagnati da acqua.
Percorso interamente su asfalto urbano: scegliete scarpe da strada adatte alla vostra distanza (ammortizzate per la maratona, più reattive per 10 km e mezza). Indossate abbigliamento tecnico traspirante, con strati leggeri (in marzo temperatura variabile) e calze anti-vesciche. Un orologio GPS aiuta a gestire passo e tempi di passaggio, mentre una cintura portagel permette di integrare tra i ristori. Testate tutto in almeno 2–3 allenamenti chiave prima della gara, per evitare sorprese il giorno J.
Su Preparun trovate due piani di allenamento dedicati alla Brescia Art Marathon 2027, adattati alle tre distanze e al dislivello urbano della gara. Il Starter Run è un piano GRATUITO, ideale per iniziare la preparazione in modo progressivo e sicuro. La Finisher Line è un piano COMPLETO e a pagamento, pensato per arrivare pronti e competitivi il giorno della gara. Entrambi sono personalizzati in base a età, livello, obiettivo e numero di uscite settimanali. Per costruire il vostro programma su misura, vi invitiamo a creare subito il vostro piano su preparun.com.
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Brescia Art Marathon 2027 non è una corsa qualunque: è un viaggio intenso nel cuore di Brescia, che demande una preparazione seria e strutturata. Vous avez déjà le dossard, maintenant il s’agit de construire pas à pas votre chemin vers le départ, avec un plan d’allenamento personalizzato qui respecte il vostro livello, il tempo a disposizione e i vostri obiettivi su 42 km, 21 km o 10 km. Con un accompagnamento chiaro e progressivo, potete arrivare in Piazza Loggia con fiducia, pronti a gestire ogni chilometro del percorso urbano e veloce della BAM.
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