Informazioni sulla gara
Fletta Trail 2026 propone 2 gare da 4 a 21 km, il 1 agosto 2026 a Angolo terme.
| Gara | Distanza | Dislivello | Altitudine |
|---|---|---|---|
| 4 km | 4 km | +1 000 m | — |
| 21 km | 21 km | +1 321 m / −1 321 m | 508 – 1 264 m |
Il percorso del Fletta Trail 2026
Il Fletta Trail 2026 si corre a Malonno, in provincia di Brescia, in Lombardia, ed è arrivato alla sua 63e edizione. L’evento è parte della tradizione della corsa in montagna italiana e propone un tracciato classico di 21 km con 1100 m D+, descritto come esigente e tecnico.
La manifestazione comprende anche il Piz Tri Vertical, una prova verticale di 4 km con 1000 m D+. Per chi corre il Fletta Trail, questo contesto dice molto sul tipo di terreno da attendersi: salita continua, passo da saper dosare e attenzione costante alla gestione muscolare. Su un percorso così, la differenza la fanno spesso i dettagli: la capacità di rilanciare dopo uno strappo, di scendere senza irrigidirsi e di restare puliti nella corsa anche quando la fatica si fa sentire.
Malonno ha un rapporto antico con queste gare. Si percepisce ancora oggi quel clima da paese che vive la montagna con serietà, senza fronzoli. Per un corridore già iscritto, questo è un buon segnale: siete dentro una prova vera, dove contano preparazione e rispetto della distanza.
Come preparare il Fletta Trail
Per preparare il Fletta Trail, il vostro plan d’entraînement deve includere tre lavori fondamentali: salite brevi e ripetute, lunghi con dislivello e discese tecniche controllate. Questa gara non premia solo la forza in salita. Premia anche chi sa restare economico quando il sentiero diventa irregolare e chi non si lascia trascinare dall’entusiasmo dei primi chilometri.
In allenamento, cercate di ricreare la logica della gara: partenze sobrie, alternanza di ritmo, tratti camminati in salita quando servono davvero e lavoro di forza specifica per quadricipiti, polpacci e glutei. Se avete alle spalle trail più corribili, qui dovrete accettare che il dislivello conta molto. Una seduta utile, una volta alla settimana, è una salita da ripetere a ritmo regolare, con recupero in discesa, senza andare in affanno già alla seconda prova.
Il lavoro in discesa merita rispetto. Io ho imparato, spesso a mie spese, che una discesa affrontata male si paga due volte: nelle gambe e nella testa. Inserite quindi tratti tecnici controllati, curando appoggi, cadenza e rilassamento delle spalle. Non cercate il gesto eroico; cercate la fluidità. Per una gara come questa, è più utile arrivare con gambe resistenti che con una brillantezza passeggera.
Anche il recupero fa parte della preparazione. Dormire bene nei dieci giorni precedenti, curare l’idratazione e arrivare al via con una nutrizione semplice e collaudata sono aspetti che spesso valgono quanto un allenamento in più. Su distanze e dislivelli come questi, il corpo parla con chiarezza: se lo avete rispettato nelle settimane precedenti, vi restituisce fiducia il giorno della gara.
Info pratiche per chi parte a Malonno
- Luogo: Malonno, provincia di Brescia, Lombardia.
- Gara principale: 21 km con 1100 m D+.
- Prova verticale: 4 km con 1000 m D+.
- Edizione: 63ª.
- Periodo: 1-2 agosto 2026.
Per l’equipaggiamento, scegliete scarpe con buon grip e protezione sufficiente sotto il piede, ma senza eccesso di rigidità. Su un tracciato tecnico e ripido, l’aderenza conta più del look. Portate con voi solo ciò che avete già testato in allenamento: zaino, borraccia o sistema di idratazione, gel se li usate davvero, e un abbigliamento adatto al caldo di inizio agosto in montagna. Se la partenza è nelle ore più calde, il cappellino leggero e una gestione prudente dei primi minuti diventano alleati concreti.
Per chi ha un obiettivo cronometrico, il punto non è forzare. Il punto è costruire una gara pulita. Sul Fletta Trail 2026 il passo giusto spesso somiglia più a una promessa mantenuta che a un attacco. E a Malonno, con le sue salite severe e il suo carattere antico, questa promessa ha sempre un sapore molto bello.
Percorsi delle diverse distanze
Percorso dettagliato Fletta Trail 2026 - 21 km
| Dislivello positivo | 1 321 m |
|---|---|
| Dislivello negativo | 1 321 m |
| Altitudine minima | 508 m |
| Altitudine massima | 1 264 m |
Fletta Trail 2026 – 21 km: una sfida ad anello tra salite dure, discese tecniche e panorami che restano dentro
20,1 km di sentieri e strade, 1321 m D+ e altrettanti in discesa, in una boucle che non concede tregua. Un percorso che chiede rispetto, pazienza e lucidità. Qui non si bara: ogni metro va guadagnato.
Profilo generale
- Distanza reale: 20,1 km
- D+ / D-: 1321 m
- Altitudine minima: 508 m
- Altitudine massima: 1264 m
- Terreno: 20% su strada o fondo compatto (asphalt, gravel), 80% su sentiero o fondo naturale (ground, unpaved)
La varietà del fondo impone attenzione continua. Le gambe devono saper cambiare ritmo, la testa restare presente. Non sottovalutate la fatica mentale di passare dall’asfalto al sentiero, dal grip sicuro al terreno che scivola.
Luoghi attraversati e punti di riferimento
- Partenza a Zazza (km 0)
- Malonno (km 1,6)
- Ritorno a Zazza (km 18)
- Passo di Fletta (1200 m, km 12,3): il punto più alto, dove il respiro si fa corto e lo sguardo si apre.
Punti d’acqua
- km 0
- km 2
- km 4,5
- km 7
- km 8,4
- km 10,3
- km 11,5
- km 12,5
- km 13,1
L’acqua non manca, ma non fatevi ingannare: nelle giornate calde, la sete arriva prima della fontana. Bevete poco e spesso, anche quando non ne sentite il bisogno. Ricordate: la disidratazione non perdona, soprattutto in salita.
Côte e discese principali: dove si decide la gara
-
Salita dal km 0,0 al km 3,9 (3,9 km, +445 m, pendenza media 11,5%, max 23,6%)
L’inizio è subito un muro. Qui si rischia di bruciarsi. Tenete il passo, respirate, non guardate chi vi supera: la corsa è lunga. Ricordatevi che la vera fatica arriva dopo. -
Discesa dal km 3,9 al km 4,9 (1,1 km, -172 m, pendenza media 15,9%, max 29,7%)
Discesa breve ma feroce. Piedi leggeri, attenzione alle caviglie. Qui si può guadagnare, ma si può anche perdere tutto con una distrazione. -
Salita dal km 4,9 al km 6,6 (1,6 km, +264 m, pendenza media 16,3%, max 26,9%)
La seconda salita non lascia respiro. Qui si sente chi ha lavorato sulla forza. Non abbiate paura di camminare: l’ultra insegna che la testa vale più delle gambe. -
Salita dal km 6,7 al km 8,0 (1,3 km, +206 m, pendenza media 15,5%, max 28,9%)
Un’altra rampa, ancora più cattiva. Qui si entra in una dimensione diversa: il cuore batte forte, la mente deve restare lucida. Mangiate qualcosa prima di questa salita. -
Salita dal km 9,4 al km 10,5 (1,1 km, +104 m, pendenza media 9,3%, max 15,8%)
Sembra poco, ma dopo tutto quello che avete già dato, ogni metro pesa. Qui si decide chi ha gestito bene le energie. -
Discesa dal km 11,5 al km 12,5 (1,0 km, -98 m, pendenza media 10,3%, max 19,0%)
Discesa tecnica, gambe stanche. Non lasciatevi andare troppo: la gara non è ancora finita. -
Discesa dal km 13,1 al km 17,2 (4,2 km, -517 m, pendenza media 12,4%, max 20,1%)
Qui si rischia di volare… o di crollare. Chi ha risparmiato qualcosa può osare. Ma attenzione: le gambe dure tradiscono facilmente. -
Discesa dal km 17,7 al km 20,1 (2,5 km, -216 m, pendenza media 8,8%, max 18,0%)
Ultima lunga discesa. Qui si sente tutto il peso della fatica. Non pensate al cronometro: pensate a restare integri fino all’arrivo.
Il percorso, troncone per troncone
-
Troncone 1 (km 0,0 – 3,4):
D+ 365 m, D- 19 m, altitudine 509–855 m, salita, terreno: strada
L’asfalto inganna: sembra più facile, ma la pendenza si fa sentire. Qui serve trovare il proprio ritmo, senza strafare. Non sottovalutate il caldo se la giornata è limpida. Un consiglio: curate la colazione e arrivate riposati, perché la partenza è già selettiva. -
Troncone 2 (km 3,4 – 6,7):
D+ 387 m, D- 216 m, altitudine 778–1051 m, salita, terreno: sentiero
Si entra nel bosco, il sentiero si stringe. Qui si sente la vera anima del trail. Le gambe devono adattarsi, la mente restare vigile. Attenzione alle radici e alle pietre, soprattutto in discesa. Mangiate qualcosa se sentite la fame: la salita non perdona chi arriva scarico. -
Troncone 3 (km 6,7 – 10,1):
D+ 291 m, D- 130 m, altitudine 1027–1235 m, salita, terreno: sentiero
Qui si sale ancora, ma la fatica si fa sentire. Il sentiero può essere scivoloso, soprattutto se ha piovuto. Non abbiate paura di rallentare: la gestione dell’ultra è tutta qui. Ricordatevi di bere, anche se non avete sete. -
Troncone 4 (km 10,1 – 13,4):
D+ 201 m, D- 210 m, altitudine 1158–1264 m, vallonato, terreno: sentiero
Il tratto più “mosso”, dove si alternano salite e discese. Qui si rischia di perdere concentrazione. Un consiglio: pensate a piccoli obiettivi, un passo alla volta. Al Passo di Fletta (km 12,3) fermatevi un attimo, respirate, guardate il panorama. Sono quei momenti che restano. -
Troncone 5 (km 13,4 – 16,8):
D+ 16 m, D- 446 m, altitudine 739–1186 m, discesa, terreno: sentiero
Discesa lunga e impegnativa. Qui le gambe possono cedere se non avete gestito bene prima. Attenzione ai quadricipiti: se sentite i crampi, rallentate. Meglio perdere un minuto che una stagione. -
Troncone 6 (km 16,8 – 20,1):
D+ 56 m, D- 303 m, altitudine 508–758 m, discesa, terreno: sentiero
Ultimi chilometri, la fatica si fa sentire. Qui si vede chi ha lavorato sul lungo periodo: alimentazione, sonno, recupero. Non pensate solo alla gara, pensate alla vostra longevità sportiva. Arrivate in fondo con il sorriso, perché ogni arrivo è una conquista.
Redatto a partire dal GPX e dai dati di OpenStreetMap
Buono a sapersi
Caratteristiche del terreno e gestione del dislivello
Al Fletta Trail non si corre “solo” in montagna. Si entra in un laboratorio di salita e discesa dove ogni passo pesa.
- 4 km – Piz Tri Vertical – D+ 1000 m: salita costante, praticamente senza respiro. Pendii molto ripidi, tratti dove il passo si fa corto, quasi da arrampicata di gambe. Serve abituarsi a spingere con i bastoni se li usate, oppure con braccia e busto, senza irrigidirvi.
- 21 km – Fletta Trail – D+ 1100 m: profilo più articolato. Salite importanti, discese che non “regalano” nulla, continui cambi di ritmo. Il terreno è misto: sentieri di montagna, tratti erbosi, rocce, passaggi stretti. Non è un trail “corribile” continuo: ci sono pezzi da affrontare con rispetto.
Una cosa che colpisce chi ha già corso a Malonno: la sensazione che la salita non finisca mai. Nel verticale, questa impressione arriva subito. Nel 21 km, arriva più avanti, quando pensate di aver fatto il grosso e invece la gamba deve ancora dare.
In allenamento, provate a cercare terreni simili:
- sentieri montani con fondo irregolare;
- salite lunghe dove non potete “mollare” il ritmo;
- discese con pietre, radici, cambi di direzione frequenti.
Più vi abituate a questi appoggi “sporchi” in allenamento, meno vi sembreranno violenti il giorno della gara.
Meteo tipico e gestione del caldo
Malonno, a inizio agosto, è un mix curioso: aria di montagna, ma caldo che picchia. Negli ultimi anni, le cronache delle gare parlano spesso di temperature alte e di un meteo che può cambiare in fretta tra valle e quota.
- Caldo in partenza: il rischio maggiore è “bruciarsi” già nei primi minuti. Nei 21 km, partire forte sotto il sole significa spesso arrivare al primo vero strappo già svuotati.
- Umidità: può rendere la salita più pesante. Il sudore rimane addosso, la sensazione di fatica aumenta. Abituatevi in allenamento a correre anche nelle ore calde, gestendo idratazione e ritmo.
- Possibili temporali estivi: in zona camuna non sono rari i cambi meteo rapidi nel pomeriggio. Un acquazzone improvviso trasforma le discese in un test di aderenza e sangue freddo.
Un piccolo accorgimento emotivo: non sottovalutate il caldo. Ci sono atleti forti, ogni anno, che saltano perché hanno trattato la partenza come una gara su strada. Il Fletta Trail li riporta subito alla realtà.
Rifornimenti e gestione di idratazione/energia
La manifestazione è strutturata in modo molto professionale, con una macchina organizzativa rodata negli anni. Questo si riflette anche nei rifornimenti, pensati per sostenere sia il verticale sia il trail.
21 km – Fletta Trail
- Più punti di ristoro sul percorso, con acqua e spesso integratori basici (salini, frutta secca, qualche snack semplice). Il numero esatto e la posizione sono indicati nel regolamento ufficiale della gara.
- Potete contare su una copertura sufficiente per correre “leggeri”, ma è prudente portare comunque la vostra borraccia o soft flask. Soprattutto se sapete di soffrire il caldo.
- Su 21 km con 1100 m D+, la strategia ideale è non arrivare mai assetati al ristoro. Bevete poco e spesso, non solo quando “non ce la fate più”.
4 km – Piz Tri Vertical
- Qui la gara è corta, ma intensa. Spesso viene previsto almeno un punto di rifornimento intermedio o acqua sulla salita, utile più per rinfrescarsi che per un vero carico energetico.
- Molti atleti scelgono di partire senza zaino. Se lo fate, arrivate alla linea di partenza già ben idratati e con energia disponibile. Il verticale non perdona chi parte “vuoto”.
Una scena tipica di Malonno: al ristoro, volontari che conoscono la corsa da anni, sguardi che capiscono al volo se siete in difficoltà. Un bicchiere d’acqua, una parola giusta, e vi sentite meno soli.
Meneurs d’allure / pacer e gestione del passo
Il Fletta Trail ha un’anima da gara di montagna classica, più che da grande maratona con pacer stabiliti. Le comunicazioni ufficiali recenti mettono l’accento sul livello tecnico e sulla tradizione, non su gruppi guidati di ritmo.
- In genere, non è strutturato come una gara con meneurs d’allure “ufficiali” per ogni tempo, come nelle maratone su strada. Il ritmo va costruito da soli, osservando il proprio corpo e il profilo altimetrico.
- Capita però che alcuni atleti esperti si mettano a fare un po’ da “guida” spontanea, soprattutto nei tratti più duri. Seguirli può essere utile, ma solo se il loro passo è compatibile con il vostro.
La verità è che sul Fletta Trail il vostro “pacer” più affidabile è il dislivello. Se lo rispettate, vi porta al traguardo. Se lo ignorate, vi ferma.
Materiale specifico: cosa serve davvero
Scarpe
- Grip aggressivo: tasselli profondi, buona tenuta su salite ripide e discese tecniche. Il verticale e il trail condividono la necessità di fiducia nel piede.
- Protezione moderata: il fondo è montano, ma non serve una scarpa rigida da ultra. Meglio un modello reattivo, capace di rilanciare anche dopo una curva stretta.
- Testate in anticipo: piedi bagnati, caldo, discese ripide. Se una scarpa vi ha già fatto venire vesciche, a Malonno lo rifarà con entusiasmo.
Abbigliamento
- Maglia tecnica traspirante, asciugatura rapida. Suderete molto, in salita.
- Cappellino leggero o fascia, utili contro sole e per gestire il sudore che scende agli occhi.
- Per il 21 km, valutate calze un po’ più alte, che proteggono da sfregamenti e piccoli urti con pietre o vegetazione.
Bastoni / poles
- Nel Piz Tri Vertical, i bastoni possono essere un alleato. La salita è diretta, l’uso delle braccia scarica un po’ il carico dai quadricipiti.
- Nel 21 km, la scelta è più personale. Aiutano nelle salite più severe, ma possono diventare un ingombro nelle discese tecniche. Se li usate, allenatevi bene a ripiegarli e portarli in sicurezza.
Zaino e idratazione
- Per i 21 km: zaino leggero o cintura porta-borraccia. Uno o due soft flask da 500 ml sono di solito sufficienti, integrati con i ristori lungo il percorso.
- Per i 4 km verticali: spesso è sufficiente correre con un singolo flask o addirittura senza, ma solo se vi presentate alla partenza in uno stato di idratazione ottimale.
Una nota personale, che tanti corridori riconoscono: la sensazione di allacciare lo zaino alla partenza di Malonno è quasi un rito. Si chiude la fibbia, e con quel gesto ci si assume la responsabilità della propria gara.
Gestione specifica del 4 km (D+ 1000 m)
Impegno fisico
- È una prova breve, ma vicina al massimo sforzo. La vostra capacità di resistere all’acido lattico sarà messa alla prova.
- Le gambe bruciano presto. Serve testa fredda: se esagerate nei primi 500 metri, arrivare in cima diventa una lotta vera.
Strategia pratica
- Partenza controllata: non fatevi trascinare dal ritmo di chi punta al podio. Lasciate che la gara “vi venga incontro” nei primi minuti.
- Uso del passo camminato: in tratti molto ripidi, camminare forte è più efficiente che correre storti. In allenamento, allenate proprio questo gesto.
- Nutrizione: colazione semplice, niente esperimenti. La gara è troppo corta per recuperare un problema digestivo.
C’è un momento, nel verticale, in cui molti si chiedono “ma perché lo sto facendo?”. È normale. Il segreto è avere già la risposta prima dello start.
Gestione specifica del 21 km (D+ 1100 m)
Distribuzione dello sforzo
- Prima parte: lucidità, risparmio, ascolto del terreno. Qui si costruiscono le basi per la seconda metà.
- Salite centrali: è dove il dislivello “parla chiaro”. Un passo regolare, anche se non spettacolare, vi protegge dai crolli.
- Ultime discese e rilanci: servono gambe ancora vive. Chi ha lavorato bene in allenamento sulle discese tecniche qui guadagna minuti reali.
Gestione muscolare
- Quadricipiti: in discesa vengono martellati. Rafforzarli in allenamento non è un vezzo, è una forma di rispetto verso il vostro corpo.
- Polpacci e caviglie: il terreno irregolare chiede stabilità. Esercizi di equilibrio, balzi controllati, lavori su sentieri tecnici aiutano.
C’è spesso un punto in gara in cui si capisce se la preparazione è stata onesta. Non è per forza il più ripido. A volte è un falsopiano dove vorreste correre, ma il corpo dice “no”. Lì, quello che avete fatto nelle settimane prima fa la differenza.
Ultimi dettagli pratici per arrivare pronti
- Adattate il sonno: le cronache locali sottolineano quanto i weekend del Fletta Trail siano intensi, con molti eventi e atmosfera vivace. Dormire bene i giorni prima vi aiuta a godervi tutto senza pagarne il conto in gara.
- Curate la nutrizione: pasti semplici, già collaudati. Niente “nuovi” integratori provati il giorno prima.
- Allenate la testa: immaginate i momenti difficili. La salita che non finisce, la discesa che mette paura. Arrivare con queste immagini già lavorate rende meno traumatico incontrarle davvero.
Malonno, nel weekend del Piz Tri e del Fletta, non è solo un luogo di gara. È un paese che guarda i corridori come si guarda chi sta facendo qualcosa di impegnativo e vero. Sentirlo sulla pelle mentre correte cambia il modo in cui vivete ogni chilometro.
Meteo prevista il giorno della gara a Angolo Terme
Stima il tuo tempo di gara
Domande e risposte
Il Fletta Trail 2026 si svolge su circa 20 km con circa 950 m di dislivello positivo, con partenza da Piazza Repubblica a Malonno. È un tracciato collinare/montano con salite impegnative ma corribili e discese tecniche. In preparazione, lavorate sia sulla resistenza (uscite lunghe in trail) sia sulla forza in salita (ripetute in salita, hiking spinto) e sulla stabilità in discesa, simulando terreni simili alla Val Camonica.
La difficoltà ufficiale del percorso Fletta Trail è classificata come media. I 20 km e i 950 m D+ richiedono una buona base aerobica e un minimo di esperienza su sentieri. È adatto a chi ha già corso almeno delle gare collinari di 15–20 km o allenamenti trail di 2–3 ore. Per chi viene dalla strada, è consigliabile un ciclo di adattamento al trail (dislivello, sentieri, uso dei bastoncini se li gradite).
Sul Fletta Trail 2026 conviene partire controllati nei primi chilometri, senza inseguire il ritmo da gara su strada: i 950 m D+ si fanno sentire nella seconda metà. In salita, alternate corsa e camminata spinta per risparmiare gambe e cuore. In discesa, puntate su un’andatura fluida ma prudente, scegliendo bene gli appoggi. In allenamento, simulate il profilo: uscite di 2–3 h con salite lunghe e discese tecniche, lavorando sulla capacità di mantenere un ritmo costante fino alla fine.
Per il Fletta Trail 2026 puntate su scarpe da trail con buona presa sui sentieri della Val Camonica e abbigliamento leggero ma adatto a meteo montano variabile. Uno zainetto o cintura porta-borraccia è utile per integrare tra i ristori ufficiali, con gel/barrette testati in allenamento. Su 20 km, curate soprattutto l’idratazione: qualche sorso regolare fin dai primi chilometri e piccoli apporti di carboidrati prima delle principali salite, per evitare cali di energia nel finale.
Per preparare al meglio il Fletta Trail 2026, Preparun propone due percorsi: il Starter Run, piano gratuito ideale per iniziare una preparazione strutturata verso i 20 km e 950 m D+ della gara, e la Finisher Line, un piano completo e a pagamento pensato per arrivare pronti e sicuri al giorno della corsa. Entrambi sono personalizzati in base a età, livello, obiettivo e numero di uscite settimanali, e adattati alle caratteristiche specifiche del Fletta Trail. Vi invitiamo a creare il vostro piano su preparun.com.

Troppo tardi!
La partenza di Fletta Trail 2026 è il tra 6 giorni. Non puoi più creare il tuo piano di allenamento personalizzato per questa gara.Ma puoi già creare il piano di allenamento per la tua prossima gara.


