Informazioni sulla gara
RunVinata Skyrace propone 3 gare da 5 a 14 km, il 5 settembre 2026 a Lecco.
| Gara | Distanza | Dislivello |
|---|---|---|
| 5 km | 5 km | +350 m |
| 8 km | 8 km | +600 m |
| 14 km | 14 km | +1 160 m |
Arrivare alla RunVinata Skyrace con un corpo preparato e una mente tranquilla è forse il regalo più bello che possiate fare a voi stessi. Il Monte Magnodeno e i rioni di Lecco sopra Germanedo non chiedono eroismi, ma rispetto, pazienza e un minimo di metodo nella preparazione. È così che una corsa di inizio settembre può diventare un momento di gioia, invece che una lotta contro il cronometro e i crampi.
Scrivo queste righe pensando alle prime volte in cui ho corso al tramonto sui sentieri sopra Lecco: il lago che si spegne dietro le case, il Resegone che si colora di rosa, e quella sensazione precisa di gambe che, se non sono state allenate al dislivello, diventano pesanti molto presto. La RunVinata Skyrace vuole essere una festa, ma è una festa di montagna: conviene arrivarci pronti.
RunVinata Skyrace: percorso e caratteristiche da conoscere
La RunVinata Skyrace è una corsa in montagna non competitiva che si svolge sui sentieri sopra Lecco, nell’ambito delle feste del Santuario della Madonna della Rovinata e delle parrocchie di Germanedo, Belledo e Caleotto. Le tre distanze ufficiali sono:
- 14 km con 1160 m D+ (percorso Rosso) fino ai 1241 m del Monte Magnodeno e ritorno.
- 8 km con 600 m D+ (percorso Giallo).
- 5 km con 350 m D+ (percorso Verde).
I tre percorsi partono dalle ultime case dei rioni lecchesi e risalgono i bellissimi sentieri che portano verso il Magnodeno, con partenza nel pomeriggio (nelle ultime edizioni alle ore 16:00, con start scaglionato dei tre percorsi). L’arrivo è presso l’Oratorio di Germanedo, dove l’atmosfera è quella di una piccola festa di paese: volontari, famiglie, bambini che tifano, musica e ristoro semplice ma caloroso.
Il percorso Rosso 14 km è quello più vicino allo spirito "skyrace": presenta tratti su asfalto, strade sterrate e acciottolate, sentieri di media montagna, con salite ripide e alcuni tratti esposti sia in salita sia in discesa. Non si tratta di un ultra, ma il dislivello è importante, concentrato in un arco di tempo relativamente breve: se lo affrontate come una corsa collinare qualunque, la montagna ve lo ricorderà presto.
Il percorso Giallo 8 km è perfetto per chi ha un po’ di esperienza di corsa ma meno confidenza con dislivelli importanti: salita decisa, discese da governare, ma sviluppo più contenuto. Il percorso Verde 5 km è l’ingresso morbido al mondo della corsa in montagna: corto, ma con 350 m D+ che, per chi viene solo dall’asfalto, possono sorprendere.
L’ambiente è quello tipico del versante lecchese: boschi, tratti su sentieri stretti, appoggi a volte irregolari, radici, sassi, qualche tensio di esposizione sul Rosso. Niente alta quota, ma vera montagna di media altitudine, impegnativa se la si sottovaluta.
Preparare la RunVinata Skyrace: dal piano di allenamento alla gestione del dislivello
Che scegliate i 14 km 1160 D+, gli 8 km 600 D+ o i 5 km 350 D+, avere un plan d'entraînement dedicato alla RunVinata Skyrace fa la differenza. Non si tratta solo di correre di più, ma di correre meglio: alternare lavori di salita, tecnica in discesa, mobilità, forza e recupero intelligente.
Crea il tuo piano di allenamento personalizzato
In 60 secondi ricevi un piano adatto al tuo livello, al tuo obiettivo e al terreno specifico di questa gara.
Per il percorso Rosso 14 km, suggerisco una struttura di allenamento che, nelle 8–10 settimane che precedono la gara, includa ogni settimana:
- 1 uscita di salita specifica: ripetute in salita (da 2 a 6 minuti) su pendenze simili a quelle del Magnodeno, con recupero in discesa camminando. Obiettivo: abituare muscoli e fiato a salite lunghe, imparando a non "spaccarsi" nei primi minuti.
- 1 uscita di corsa facile collinare di 60–90 minuti, con tratti su sterrato: qui si lavora sulla resistenza di base, sull’economia di corsa in salita poco accentuata e sulla capacità di correre rilassati dopo un po’ di dislivello.
- 1 seduta dedicata alle discese: brevi risalite seguite da discese controllate. Attenzione più alla tecnica che alla velocità: corpo leggermente avanti, passi rapidi, sguardo un po’ avanti, non sui piedi.
- 1 richiamo di forza (20–30 minuti): esercizi semplici, senza ossessioni da palestra – squat a corpo libero, affondi, balzi controllati, salite su gradino, core. Il corpo deve reggere la spinta e l’impatto, non solo i chilometri.
Se puntate al percorso Giallo 8 km, potete mantenere una struttura simile, ma con volumi un po’ ridotti: uscite da 45–60 minuti, meno ripetute, ma comunque dislivello presente ogni settimana. Per il percorso Verde 5 km, è più una questione di abituare il corpo alla salita continua: camminate in salita sostenuta, piccoli tratti di corsa, discese lente per proteggere le ginocchia.
Nella mia esperienza, la trappola più comune su percorsi come la RunVinata è partire con le gambe "fresche di pianura" e salire troppo forte nei primi 10–15 minuti. Si sta bene, si sorpassa, ci si sente forti. Poi la salita continua, il sentiero stringe, il fiato si fa corto, e improvvisamente la festa si trasforma in sopravvivenza. Il vostro plan d'entraînement deve allenarvi soprattutto a tenere il passo giusto, non a fare i primi metri da eroi.
Provate, in una o due uscite chiave, a simulare la dinamica di gara: partenza nel pomeriggio, primi minuti controllatissimi, salita a passo contenuto ma costante, poi discesa tecnica con la mente lucida. È meglio finire forte che arrivare al traguardo trascinati dagli ultimi metri di asfalto.
Un aspetto spesso dimenticato è il recupero. In vista della RunVinata Skyrace, vi consiglio almeno:
- 1 giorno completo di riposo a settimana.
- 1 giorno di attività rigenerante (camminata, bicicletta facile, stretching dolce).
- Curare il sonno: nei 10–15 giorni prima della corsa, puntate a 30–45 minuti in più per notte se la vita ve lo permette. Non sono i dettagli del giorno prima a fare la differenza, ma la qualità delle settimane precedenti.
La sera, dopo le uscite più intense, abituatevi a una piccola routine: idratazione, qualcosa di caldo da bere, pochi minuti di stretching, magari due parole annotate su un quaderno su come vi siete sentiti. È così che, a poco a poco, si costruisce una preparazione solida, non con l’allenamento “eroico” isolato.
Il giorno J, la tua alimentazione fa la differenza.
Prima, durante e dopo la gara: un piano alimentare personalizzato è disponibile in aggiunta al tuo piano d'allenamento.
Materiale, strategia di gara e gestione dell’energia
La RunVinata Skyrace non richiede materiale estremo, ma qualche scelta intelligente può migliorare molto la vostra esperienza. Per i 14 km 1160 D+ consiglio:
- Scarpe da trail con buona aderenza su terreno misto (sterrato, sentieri, tratti acciottolati).
- Calze tecniche che asciughino rapidamente per evitare vesciche.
- Maglietta traspirante e, se la giornata è variabile, un antivento leggero facilmente ripiegabile.
- Cintura o piccolo zainetto con una soft-flask o borraccia: partendo nel pomeriggio, il caldo può ancora farsi sentire.
- Un minimo di riserva energetica: una o due barrette, o un paio di gel per il percorso Rosso; uno snack per il Giallo; per il Verde spesso basta quello che bevete e mangiate prima e durante il ristoro.
Per la gestione dell’andatura, pensate alla gara come a tre blocchi:
- Primo blocco – uscita dal paese e inizio salita: cuore calmo, respiro controllato. Non cercate di guadagnare posizioni, cercate il vostro ritmo.
- Secondo blocco – parte centrale in salita e tratti esposti: qui comanda la prudenza. Non fatevi trascinare in tratti che non avete il tempo di leggere con gli occhi. Meglio qualche metro camminato in più che una storta che rovina la giornata.
- Terzo blocco – discesa e ritorno all’abitato: lasciate scorrere ma senza "buttarvi". Ricordate che si arriva su asfalto e strade più facili: molte persone qui si trovano con gambe rigide e passi pesanti. Una buona tecnica di discesa in allenamento vi permetterà di godervi questa parte, non di subirla.
Un piccolo trucco che ho imparato nelle corse di montagna al tramonto: se sentite il rumore della festa avvicinarsi, ma il corpo chiede un attimo di respiro, concedeteglielo. Qualche decina di metri a ritmo un po’ più lento può farvi arrivare al traguardo con il sorriso, invece che stremati.
RunVinata Skyrace: informazioni pratiche e spirito dell’evento
La RunVinata Skyrace si svolge a Lecco, sui sentieri che dal quartiere di Germanedo salgono verso il Monte Magnodeno, con affacci spettacolari sul lago e sul Resegone. L’evento è organizzato in occasione delle feste del Santuario della Madonna della Rovinata e coinvolge fortemente il territorio, con decine di volontari lungo il percorso e in zona partenza/arrivo.
Secondo il programma delle ultime edizioni, la partenza dei tre percorsi (Rosso 14 km, Giallo 8 km, Verde 5 km) è prevista nel pomeriggio con start scaglionati, tradizionalmente alle 16:00 dall’area di Germanedo. Dopo la gara, l’atmosfera è quella tipica delle corse di paese fatte come si deve: ristoro, premiazioni simboliche, chiacchiere, racconti di sentiero.
Per dettagli aggiornati su orari, iscrizioni e logistica, potete consultare il sito ufficiale Runvinata.it e la pagina Facebook Runvinata, dove vengono pubblicate novità, foto e informazioni sull’edizione in arrivo.
Qualunque sia il vostro percorso – 5 km, 8 km o 14 km – Lecco e il Magnodeno vi offriranno un pomeriggio di montagna vero, intenso e umano. Prepararlo con cura significa rispettare la fatica, il territorio e il vostro futuro di corridori: è così che si costruiscono, con calma, le storie di corsa che restano.
Crea il tuo piano di allenamento personalizzato
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RunVinata Skyrace in foto
Buono a sapersi
Meteo tipico e gestione del caldo (e del fresco) di Lecco a inizio settembre
Per prepararvi bene alla RunVinata Skyrace, vale la pena pensare come si comporta il meteo a Lecco a inizio settembre. Giornate ancora estive. Montagna che rinfresca appena si sale. Contrasti netti.
- Temperature probabili in partenza: nel pomeriggio, spesso tra 22° e 27° in città. In bosco la percezione è più fresca, ma l’umidità può farvi sudare molto.
- In quota (Monte Magnodeno, 1241 m): per chi fa i 14 km con 1160 m D+, aspettatevi anche 5–8° in meno rispetto a Lecco nelle giornate ventilate. Se il cielo si copre, la sensazione di fresco arriva all’improvviso.
- Rischio caldo-afoso: dopo metà pomeriggio, soprattutto nelle annate ancora estive, i primi 200–300 m D+ nel bosco possono “chiudere il respiro” se non siete abituati a correre con umidità.
- Temporali di fine estate: non sono rari nel tardo pomeriggio-sera. Un percorso che alle 14:00 è asciutto, alle 17:00 può diventare viscido, sopratutto sui tratti acciottolati e sulle radici.
In allenamento, cercate di simulare queste condizioni:
- Fate alcune uscite pomeridiane in salita, con clima ancora caldo, per abituare cuore e testa a gestire la sudorazione intensa.
- Allenatevi almeno un paio di volte su terreno umido: capirete subito come cambiano appoggi, frenate e sicurezza in discesa.
Un piccolo aneddoto: molti corridori arrivano in cima al tratto più alto con la maglietta fradicia di sudore e, nel giro di dieci minuti di discesa nel bosco, iniziano a sentire freddo alla schiena. Non è il “grande freddo di alta quota”, ma abbastanza per irrigidire i muscoli. Una maglia giusta vale più di 20 secondi guadagnati tirando in salita.
D+ e caratteristiche dei tre percorsi: come tradurli in sensazioni reali
| Percorso | Distanza | Dislivello | Impegno principale |
|---|---|---|---|
| Verde | 5 km | 350 m D+ | Prima vera salita continua per chi viene dall’asfalto |
| Giallo | 8 km | 600 m D+ | Salita decisa, discesa da gestire, ritmo da gara “vera” |
| Rosso | 14 km | 1160 m D+ | Skyrace di media montagna: muscoli, testa e tecnica |
Percorso Verde – 5 km, 350 m D+
Qui il salto più grande è mentale, soprattutto se venite dalla corsa in pianura.
- Salita molto concentrata: 350 m D+ in 5 km non sono “vertical”, ma non perdonano chi parte come in una 5 km su strada.
- Tratto chiave: i primi 10–15 minuti di salita continua. È il momento in cui ci si chiede “ma quando spiana?”. Allenate proprio questa sensazione.
- Discese e appoggi: aspettatevi qualche tratto con radici e piccoli sassi. Niente di estremo, ma sufficiente a farvi capire perché le scarpe da trail aiutano davvero.
Un ricordo tipico di chi corre il Verde per la prima volta: “Credevo di correre tutto, poi ho visto che anche quelli più forti davanti camminavano nei tratti più ripidi. E ho capito che non stavo mollando… stavo solo correndo in montagna.” Portate questa immagine con voi in allenamento: camminare in salita è una scelta intelligente, non una resa.
Percorso Giallo – 8 km, 600 m D+
Qui il gioco si fa più serio. Il dislivello inizia a “scrivere” sulle gambe.
- Salita che si fa sentire: 600 m D+ su 8 km significa lunghi tratti in cui il cardio resta alto. Se non siete abituati, il rischio è arrivare in cima con le gambe “acidificate”.
- Discesa da rispettare: non lunghissima, ma con cambi di pendenza. Chi non allena le discese, spesso la soffre più della salita.
- Gestione del ritmo: molti partono come se stessero correndo una 10 km veloce. Dopo metà salita, il corpo presenta il conto. Meglio tenere un ritmo che vi permette di parlare a frasi brevi, non un respiro da volata.
Immaginate una scena: un corridore supera tutti nella prima parte, viso concentrato, sorpassi in serie. Lo ritrovate poi, poco sotto la cima, con le mani sulle ginocchia, passo spezzato, sguardo perso nel bosco. Non manca il coraggio. Manca il rispetto per il dislivello. Il vostro allenamento servirà proprio a evitare quella scena.
Percorso Rosso – 14 km, 1160 m D+
Qui si entra nel cuore della skyrace. Non è una gara “ultra”, ma la montagna non fa sconti.
- Dislivello concentrato: 1160 m D+ su 14 km significa che buona parte della gara è salita vera. Il corpo deve sapere cosa vuol dire salire per 45–70 minuti quasi senza respiro da pianura.
- Tratti esposti e tecnici: salite ripide, qualche passaggio dove l’appoggio chiede attenzione, discese in cui la testa conta quanto le gambe.
- Cambio di ritmo continuo: dal tratto su asfalto o acciottolato al sentiero stretto. Vi ritroverete a passare da passi ampi e fluidi a appoggi rapidi e corti nel giro di pochi metri.
Molti atleti raccontano una cosa simile: “Pensavo di essere in crisi in salita, poi mi sono accorto che stavo semplicemente usando il passo da pianura su un sentiero da montagna.” Il percorso Rosso vi chiede proprio questo: imparare un passo diverso, più corto, più economico, più umile.
Tipo di terreno: cosa allenare concretamente
I sentieri sopra Lecco offrono un mix particolare. Il vostro corpo deve sapere cosa lo aspetta.
- Tratti su asfalto e acciottolato: nella parte bassa e in alcuni rientri verso l’abitato. Qui l’impatto è secco. In allenamento inserite qualche segmento in discesa su asfalto dopo tratti in salita su sterrato: simulano bene la parte finale della gara.
- Strade sterrate e mulattiere: terreno abbastanza regolare, ma con sassi irregolari. Ideali per fare lavori di salita senza troppi rischi, ma ricordate che l’appoggio non è mai come su pista.
- Sentieri stretti nel bosco: qui entrano in gioco equilibrio e propriocezione. Fate qualche allenamento su single track, concentrandovi su sguardo avanti di qualche metro, non sui piedi.
- Radici, sassi mobili, tratti scivolosi se bagnati: preparate le caviglie con piccoli esercizi di equilibrio (piedi nudi su tappeto morbido, appoggi su un piede, micro-squat). Bastano 5 minuti ogni sera per cambiare la sicurezza in gara.
Una scena molto comune: in discesa, un corridore frena troppo per paura di scivolare, carica tutto sulle ginocchia, arriva in fondo con un dolore pungente che non aveva mai sentito in pianura. Non è “sfortuna”. È semplicemente una tecnica di discesa non allenata. Il terreno di Lecco non è cattivo, chiede solo un po’ di confidenza.
Materiale consigliato per ogni percorso
Scarpe
- Percorso Verde 5 km: se il terreno è asciutto e avete buona tecnica, potete farla anche con scarpe da strada con buona suola. Ma una scarpa da trail “leggera” dà più sicurezza sugli appoggi.
- Percorso Giallo 8 km: qui le scarpe da trail sono fortemente consigliate. Suola con buon grip su sterrato e sassi. Evitate tasselli troppo aggressivi solo se non siete abituati.
- Percorso Rosso 14 km: scarpa da trail affidabile, già testata su uscite di almeno 2 ore e con dislivello. Non è il giorno per provare un modello nuovo.
Una piccola immagine viva: chi parte con scarpe da strada lisce e trova un tratto di ciottoli umidi, spesso finisce a “ballare” sui sassi, braccia aperte, occhi spalancati. Non serve arrivare a tanto. Una suola giusta vi regala pochi secondi al km… ma soprattutto tanta calma.
Abbigliamento
- Maglia: traspirante, leggera. Evitate il cotone: resta bagnato e raffredda la schiena nelle discese all’ombra.
- Strato extra (soprattutto per i 14 km): micro antivento o gilet leggero. Pesa poco, ma se sale un filo d’aria in cima vi salva dal brivido improvviso.
- Pantaloncini o tight: scegliete ciò che usate più spesso in allenamento in salita. Le sorprese con sfregamenti non sono il ricordo che desiderate portare a casa.
- Cuffia leggera o fascia se siete sensibili all’aria in quota; cappellino se il sole picchia ancora forte in partenza.
Idratazione e trasporto
- Percorso Verde 5 km: se arrivate ben idratati e la giornata non è torrida, può bastare il ristoro previsto in gara. Una piccola cintura con soft-flask è comunque una sicurezza.
- Percorso Giallo 8 km: una cintura porta-borraccia o una soft-flask in mano sono ottime idee. Nei giorni più caldi, aspettare solo i ristori può essere rischioso.
- Percorso Rosso 14 km: qui un piccolo zainetto da trail o cintura capiente ha davvero senso. Portate almeno 500 ml di liquidi (acqua o bevanda leggermente salina).
Tanti corridori raccontano la stessa scena: “Pensavo che 14 km fossero pochi, non ho portato niente. A metà salita avevo la bocca asciutta e la testa che girava un po’.” Non è una questione di “essere forti” o meno. È semplice fisiologia.
Energia e alimenti
- Verde 5 km: spesso basta una buona merenda 2–3 ore prima e un sorso al ristoro.
- Giallo 8 km: una piccola barretta o mezza banana prima di partire può essere l’arma segreta contro il “buco di energia” finale.
- Rosso 14 km: portate con voi 1–2 gel o piccole barrette morbide. Uno in cima alla salita più impegnativa, uno da tenere per la parte centrale o la discesa lunga.
Un dettaglio emotivo: c’è un momento in cui il sentiero si apre, si intravede Lecco, il lago lontano, e sentite un misto di stanchezza e felicità. Se in quel momento avete ancora un sorso d’acqua e un morso di energia, la discesa diventa gioia pura, non una lotta.
Ristori, acqua e gestione dei rifornimenti
Le edizioni passate della RunVinata hanno sempre previsto ristori lungo il percorso e all’arrivo. I dettagli esatti possono cambiare a ogni edizione, ma la logica resta simile: almeno un punto acqua/ristoro sui percorsi più lunghi e un ristoro finale semplice e caloroso presso l’Oratorio di Germanedo.
- Percorso Verde 5 km: potreste avere solo il ristoro all’arrivo o un punto acqua intermedio molto essenziale. Non contate su grandi buffet in corsa.
- Percorso Giallo 8 km: di solito è previsto almeno un punto di ristoro o acqua, ma pensatelo come un “bonus”, non come unica fonte.
- Percorso Rosso 14 km: nelle passate edizioni sono stati posizionati almeno uno o più ristori in quota o sui tratti intermedi, con acqua e qualche alimento semplice (biscotti, frutta, sali) secondo le abitudini delle gare di montagna locali.
In preparazione, abituatevi a:
- Bere a piccoli sorsi in salita, senza aspettare la sete forte.
- Assaggiare in allenamento gli stessi tipi di gel o barrette che userete in gara.
- Fermarvi 10–15 secondi al ristoro, ma senza trasformarlo in una pausa lunghissima che “raffredda” i muscoli.
C’è sempre quell’atleta che dice “io non bevo mai in gara”. E poi, in una giornata particolarmente calda, si ritrova seduto a bordo sentiero, testa bassa, con un bicchiere d’acqua in mano. Non serve arrivare a quel punto. La RunVinata è festa, ma anche responsabilità verso il vostro corpo.
Presenza di pacer e gestione del ritmo
La RunVinata Skyrace è una corsa in montagna non competitiva, in stile “gara di paese di montagna”. Nelle informazioni delle scorse edizioni non risulta un sistema strutturato di meneurs d’allure/pacer ufficiali come nelle grandi maratone cittadine. È più facile trovare amici che si mettono d’accordo per correre insieme che palloncini con tempi predefiniti.
Per questo, la vostra “lepre” sarete voi. In allenamento, allenate la percezione di sforzo:
- Percorso Verde: ritmo in cui riuscite ancora a dire una frase breve in salita.
- Percorso Giallo: respiro un po’ più corto, ma senza mai arrivare al punto di dovervi fermare per mancanza d’aria.
- Percorso Rosso: alternanza intelligente tra corsa e cammino veloce sui tratti più ripidi, senza sentirvi “meno corridori” per questo.
Un’immagine che torna spesso nei racconti: due amici che partono insieme, uno freme, l’altro lo tira indietro: “Piano, che il Magnodeno non scappa.” Di solito, quello prudente è quello che, all’ultimo chilometro, sorride ancora.
Allenare le parti del corpo che la RunVinata “colpisce” di più
Anche senza entrare in un piano dettagliato, potete già mirare ad alcune zone chiave.
- Polpacci e glutei: sono i primi a bruciare in salita. Scale, salite dolci fatte camminando veloce, ripetute brevi in salita aiutano tantissimo.
- Quadricipiti: in discesa assorbono tutto. Piccole discese tecniche in allenamento, con passi corti e frequenti, preparano i muscoli a non “inchiodarsi”.
- Caviglie: il terreno irregolare le mette alla prova. Equilibrio, camminate su sentiero, pochi minuti al giorno su un piede solo, occhi aperti.
- Core (addome, lombari): in discesa, un busto stabile fa la differenza tra “sentirsi liberi” e “sentirsi sballottati”. Bastano esercizi semplici, anche brevi.
Ricordate quell’attimo in cui il sentiero spiana, intravedete il campanile, sentite i rumori dell’oratorio e capite che state per arrivare. In quel momento, se il corpo è ancora integro, nasce qualcosa di potente: non solo il tempo sul cronometro, ma il desiderio di tornare, l’anno dopo, un po’ più preparati, un po’ più sereni, un po’ più innamorati di quei 5, 8 o 14 km sopra Lecco.
Meteo prevista il giorno della gara a Lecco
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Domande e risposte
La RunVinata Skyrace 2026 è una gara di skyrunning con un percorso in montagna, fortemente vallonato e con tratti tecnici, qui sur preparun.com è adattato aux distances et au dénivelé réels de la course. Il dislivello cumulé richiede una buona resistenza in salita e solide capacità di discesa. Pour bien vous préparer, il est essentiel d’habituer vos jambes aux montées longues et aux descentes exigeantes, et de prévoir des sorties sur terrains similaires à celui de la course.
La RunVinata Skyrace è une épreuve de skyrace, quindi più impegnativa di un trail classico: pendenze marcate, sentieri tecnici, possibili passaggi a quota più elevata. È adatta a chi ha già esperienza su trail collinari o montani e sa gestire dislivelli importanti. Se venite soprattutto dalla corsa su strada, è fondamentale inserire progressivamente uscite in montagna e lavorare sulla tecnica in discesa prima di affrontare la RunVinata Skyrace.
Su una skyrace come la RunVinata è essenziale partire con un ritmo controllato: nelle prime salite mantenete un’intensità dove riuscite ancora a parlare a frasi brevi. Usate i tratti in falsopiano per rilanciare senza esagerare e le discese per guadagnare tempo, restando concentrato sulla tecnica di appoggio. Planifiez une nutrition régulière (petites prises toutes les 20–30 minutes) et anticipez les changements de terrain pour adapter votre allure sans vous mettre dans le rouge trop tôt.
La RunVinata Skyrace propone des ravitaillements distribuiti lungo il percorso (e à l’arrivée) per coprire le esigenze di una skyrace in montagna. Organizzate la vostra strategia con un mix di acqua, bevande energetiche e piccoli snack (gel, barrette, frutta secca) in funzione della durata prevista. Il consiglio: non aspettare di avere fame o sete, ma assumere qualcosa regolarmente; completate i ristori con il vostro materiale personale per non dipendere totalmente da ciò che troverete sul percorso.
Su preparun.com trovate due piani personalizzati per la RunVinata Skyrace, entrambi adattati a distanza e dislivello della gara. Il Starter Run è un piano gratuito, ideale per iniziare la preparazione con struttura e progressione sicura. La Finisher Line è un piano completo e a pagamento, pensato per arrivare pronto il giorno J, con lavoro mirato su resistenza, dislivello e velocità. Entrambi sono PERSONALIZZATI in base a età, livello, obiettivo e numero di uscite settimanali. Vi invitiamo a creare ora il vostro piano su preparun.com per preparare al meglio la RunVinata Skyrace.
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RunVinata Skyrace non è solo una corsa: è un pomeriggio sospeso tra Lecco, il Resegone e i sentieri che salgono al Magnodeno. Pour affrontarla con piacere, servirà più che qualche uscita improvvisata. Un plan d'entraînement mirato vi aiuterà a gestire il dislivello, le discese ripide e il caldo di fine estate, arrivando alla partenza sereni e pronti. Su Preparun potete ricevere un programma costruito sulla vostra esperienza, età e numero di uscite settimanali, per trasformare questa sfida in un ricordo luminoso, non in una sofferenza.
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