La Speata – Subiaco

La Speata

Subiaco (00028) 2 agosto 2026 Corsa
Distanze disponibili
12 km
Partenza tra
J−38

Informazioni sulla gara

Arrivare al via di La Speata con la mente calma e le idee chiare è forse la parte più bella della preparazione. Sapere che avete lavorato sulla salita, che avete rispettato il vostro corpo e che avete una strategia per quei 12 km interamente in salita rende la giornata di Subiaco molto più serena. È una gara breve sulla carta, ma intensa, continua, senza vere tregue: merita rispetto e un lavoro mirato.

La Speata: un percorso di sola salita tra Subiaco e Monte Livata

La Speata collega la zona di Contrada Montore, alle porte di Subiaco, con l'altopiano di Monte Livata, nel cuore dei Monti Simbruini. La distanza ufficiale è di 12 km, con partenza domenica 2 agosto 2026 alle 09:30. La gara è organizzata dal Gruppo Marciatori Simbruini, che da anni cura questo evento diventato ormai un classico del podismo laziale.

Secondo le informazioni ufficiali ENDU, la corsa è "interamente in salita" e viene presentata così: "La Speata 2026 – dove la salita diventa leggenda". Non troverete tratti di discesa in cui "sciogliere" le gambe: è un tracciato che sale costante, alternando rampe più dure a falsopiani, fino a portarvi verso l'aria più fresca di Livata. L'asfalto è predominante, con tratti che fiancheggiano la strada che porta agli impianti e al bosco; il contesto è montano, ma la dinamica di corsa resta quella tipica di una gara su strada in salita.

Subiaco è uno dei borghi storici del Lazio, incastonato nella Valle dell'Aniene, e Monte Livata è la sua montagna “di casa”: chi corre La Speata vive un pezzo di storia locale, tra striscioni, volontari e il tifo di chi conosce bene la durezza di questa salita. È una di quelle gare che si raccontano ancora anni dopo, magari ricordando una curva, un tratto particolarmente duro, o una mattina in cui la nebbia saliva insieme ai corridori.

Préparer La Speata: gestione della salita e plan d'entraînement mirato

Se cercate informazioni su "préparer La Speata" o un "plan d'entraînement La Speata", sappiate che il cuore del lavoro deve essere la resistenza alla salita continua. Non basta essere in forma per un 10 km pianeggiante: qui il gesto è diverso, l'impegno muscolare e cardiaco si concentra su una progressione che non concede veri respiri.

Per una preparazione efficace, vi suggerisco di strutturare le settimane attorno a tre pilastri:

  • Salite lunghe continuate: almeno una volta a settimana, lavorate su salite di 20–40 minuti senza interruzioni, a ritmo controllato ma impegnativo, per simulare la continuità di La Speata.
  • Ripetute in salita: tratti di 200–600 m con pendenza sensibile, corsi a ritmo brillante, seguiti da recupero in discesa o camminata; servono a costruire forza e capacità di cambio di ritmo nelle rampe più dure.
  • Lungo collinare: una seduta più lunga (1h15–1h45 secondo il vostro livello) su percorso vallonato, per abituare cuore e gambe a gestire la fatica di fondo.

Un plan d'entraînement specifico per La Speata deve integrare queste sedute con giornate di recupero attivo e lavori più tranquilli in pianura, per non arrivare scarichi alla gara. La chiave è trovare il vostro equilibrio tra carico e riposo: su percorsi in salita, l'accumulo di fatica muscolare è più subdolo, lo sentirete spesso due giorni dopo, non subito.

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Ricordo una mia vecchia stagione in cui preparavo una gara di sola salita in Appennino. Facevo l'errore di spingere ogni sessione in salita, quasi fosse sempre giorno di gara. Dopo tre settimane, i polpacci erano di pietra e il sonno disturbato: segno chiaro che stavo oltrepassando la soglia. Mi è bastato inserire una seduta di corsa lenta in piano al posto di una salita dura per ritrovare progressione. Per La Speata, vale lo stesso principio: meglio poche salite ben fatte che troppe salite mal recuperate.

Nel vostro plan d'entraînement per La Speata non dimenticate mai i "dettagli" che in realtà fanno la differenza: 8 ore di sonno nei giorni chiave, alimentazione regolare, idratazione curata già dalla vigilia degli allenamenti più lunghi. La salita non perdona chi arriva stanco, sia fisicamente che mentalmente.

Allenamento specifico per il percorso de La Speata

La corsa parte da Contrada Montore, poco sopra Subiaco, e sale verso Livata: si tratta di una via principale, con tornanti e tratti lunghi a pendenza costante. Preparare il "La Speata percorso" significa imitare il più possibile questa dinamica:

  • Ricerca di pendenze simili: trovate una salita che vi consenta almeno 20–30 minuti senza interruzioni; meglio se la pendenza non è estrema, ma costante, come quella di una strada di montagna.
  • Corsa a passo controllato: usate il cardio o le sensazioni (respiro impegnato ma non fuori controllo) per evitare di partire troppo forte; in salita, pagare l'entusiasmo iniziale è questione di pochi minuti.
  • Progressioni finali: nelle ultime settimane, inserite allenamenti in cui gli ultimi 10–15 minuti di salita sono leggermente più veloci, per simulare l'approccio agli ultimi chilometri di La Speata.

Un elemento spesso sottovalutato è il lavoro di forza generale: qualche esercizio a corpo libero (affondi, squat, ponte glutei, core) 1–2 volte a settimana riduce nettamente il rischio di infortuni e migliora la capacità di tenere la tecnica quando la pendenza si fa sentire. Non servono carichi pesanti in palestra; serve continuità e attenzione alla qualità del movimento.

Infine, lasciate spazio al recupero. L'ultima settimana prima della gara riducete il volume del 30–40%, mantenendo qualche breve salita per tenere attivo il gesto ma togliendo la fatica accumulata. La Speata si corre anche con le gambe fresche, non solo con il fiato.

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Strategia di gara, gestione dell’allure e consigli pratici

Per una gara di sola salita come La Speata, la gestione dell'allure è tutto. Dimenticate il ritmo al chilometro delle vostre gare in pianura. Qui conta il passo sostenibile: quello che vi permette di correre (o alternare corsa e cammino veloce nei tratti più duri) senza esplodere al quinto chilometro.

Qualche indicazione pratica:

  • Primo terzo (km 0–4): partite un filo più lenti del vostro istinto; lasciate andare chi vuole correre "troppo" i primi chilometri. In salita, si riprendono più avanti, non in partenza.
  • Secondo terzo (km 4–8): cercate la regolarità. Respirazione forte ma controllata, attenzione alla postura (busto leggermente inclinato in avanti, sguardo pochi metri avanti a voi).
  • Ultimo terzo (km 8–12): se vi siete gestiti bene, potrete aumentare leggermente il ritmo o ridurre i tratti camminati. Qui la testa conta quanto le gambe: pensate a un chilometro alla volta.

Per quanto riguarda il materiale:

  • Scarpe: un modello da strada o da collinare, leggero ma con ammortizzazione sufficiente per 12 km di spinta continua. Il fondo è principalmente asfaltato, non serve grip da trail tecnico.
  • Abbigliamento: inizio gara al mattino, in agosto. Può fare caldo a Subiaco ma più fresco verso Livata. Meglio un abbigliamento leggero e traspirante; se siete freddolosi, una maglietta tecnica a manica corta che asciughi rapidamente.
  • Idratazione: verificate sul regolamento i punti acqua; in ogni caso, bevete bene alla partenza e, se sensibili al caldo, una soft flask leggera può fare la differenza nei tratti più esposti.

Non dimenticate la gestione del pre-gara: colazione digeribile, fatta almeno 2–3 ore prima, evitando eccessi di grassi e fibre. Un piccolo snack leggero una trentina di minuti prima può aiutare se siete abituati.

Infos pratiques: orario, luogo, ambiente

Per il 2026, La Speata è in programma domenica 2 agosto 2026, con partenza alle 09:30 da Contrada Montore, nel comune di Subiaco (RM), in Lazio. La gara è classificata come competizione podistica su strada, 12 km interamente in salita, con arrivo in zona Monte Livata.

L'organizzazione è curata dal Gruppo Marciatori Simbruini, di cui trovate regolamento e informazioni sulla pagina ufficiale Gruppo Marciatori Simbruini. La corsa è inserita nei calendari podistici del Lazio e viene descritta come una delle gare più dure ma anche più belle e longeve della regione.

L'ambiente che troverete è quello tipico delle gare di montagna "di paese": tanti volti noti, volontari appassionati, un tifo sincero. Non è una grande city marathon, ma proprio per questo l'atmosfera è più raccolta, quasi familiare. La salita si condivide, ci si incita, ci si racconta a fine gara quel tornante dove qualcuno vi ha detto «ancora poco».

Prendetevi il tempo, dopo l'arrivo, di guardare il bosco dei Simbruini, l'aria più fresca, la soddisfazione nelle gambe. La Speata è una linea che sale, ma è anche un momento sospeso dell'estate laziale: prepararla con cura significa godersela davvero, dal primo metro a Subiaco all'ultimo passo verso Livata.

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Buono a sapersi

Caratteristiche del percorso e gestione del dislivello

La Speata sono 12 km interamente in salita su strada asfaltata, da Contrada Montore fino all’altopiano di Monte Livata. Non ci sono tratti in discesa per sciogliere le gambe. Solo salita, passo dopo passo.

  • Dislivello complessivo: la salita porta dai dintorni di Subiaco verso i 1.400 m circa di Livata. Il dislivello è importante: lo avvertirete già dai primi chilometri nelle cosce e nel fiato.
  • Pendenze: alcuni tratti arrivano a pendenze intorno al 15%. Non sono continui, ma quando li incontrate la corsa si fa dura, quasi da “spingere” con tutto il corpo.
  • Profilo: salita costante, con tornanti e falsopiani. Nei falsopiani si recupera un filo, ma guai a considerarli “riposo”: sono il momento perfetto per ritrovare ritmo e respirazione.
  • Strada: tracciato su asfalto, lungo la strada che sale verso Monte Livata. Tecnica di corsa tipica da gara su strada, ma con le sensazioni di una salita di montagna: progressione, gestione del passo, niente strappi inutili.

Molti corridori raccontano di “quel tornante dove pensavano di fermarsi e invece hanno tenuto duro”. Sapere in anticipo che incontrerete tratti duri vi aiuta a non spaventarvi quando la strada si impenna: fa parte del gioco, non è un segnale che state andando male.

Meteo e condizioni ambientali ad agosto a Subiaco e Monte Livata

Correre La Speata significa passare in meno di un’ora (o poco più) da un clima più caldo a Subiaco a un’aria più fresca a Livata. Questa escursione termica va considerata nei vostri allenamenti e nel materiale.

Temperature medie e percezione del caldo

  • Subiaco in agosto: temperature medie massime intorno ai 29–31 °C nelle ore centrali, con minime sui 16–18 °C. Anche al mattino l’aria può essere già calda, specie in giornate stabili e poco ventilate.
  • Monte Livata: salendo di quota la temperatura scende. In piena estate si può passare da caldo moderato a Subiaco a una sensazione più fresca, talvolta quasi frizzante, all’arrivo. Se il cielo è coperto, la percezione può essere ancora più fresca, soprattutto sudati dopo lo sforzo.
  • Umidità: ad agosto l’umidità può essere medio-alta, con giornate in cui l’aria sembra “spessa”. In salita questo incide parecchio sulla respirazione: un ritmo che in pianura sopportate bene può diventare opprimente.

Un aneddoto ricorrente tra chi ha già corso a Livata: si parte pensando “fa caldo, soffrirò” e si arriva con la pelle leggermente d’oca per il fresco, mentre si cerca una maglietta asciutta. Allenarsi prevedendo questa differenza di clima vi evita sorprese spiacevoli.

Nuvolosità e possibili condizioni variabili

  • Nuvolosità crescente in agosto: la percentuale di cielo coperto o prevalentemente nuvoloso aumenta lungo il mese, passando da circa il 14% a oltre il 30%. Non è raro trovare brevi annuvolamenti, un po’ di foschia o nebbia salendo verso il bosco.
  • Luce e visibilità: in caso di nebbia o foschia ai Simbruini, la percezione della fatica cambia: il mondo si chiude, si sente solo il respiro e il rumore dei passi. Molti corridori lo ricordano come un momento quasi intimo, potente, dove la concentrazione diventa totale.
  • Pioggia estiva: non frequente come in primavera, ma qualche pioggia o temporale estivo è possibile. Una salita sotto pioggia leggera può persino risultare più tollerabile dal punto di vista termico, purché siate preparati con il materiale giusto.

Per la preparazione, abituatevi a correre anche con caldo e umidità, simulando la partenza in condizioni realistiche. Poi, nelle ultime settimane, provate almeno una uscita in collina/montagna al mattino, per sentire sulla pelle cosa significa finire la corsa in un clima più fresco.

Terreno, appoggio del piede e rischi da prevenire

La Speata è gara su asfalto, ma con caratteristiche di salita lunga tipica della montagna. Questo mix crea esigenze particolari per muscoli, tendini e piedi.

  • Impatto ripetuto in salita: le caviglie lavorano meno in torsione rispetto a un trail, ma di più in spinta. Polpacci, glutei e quadricipiti vengono sollecitati in modo continuo, senza “pause” di scarico in discesa.
  • Appoggio del piede: in molti tratti la strada tende a essere leggermente inclinata verso valle. Non sembra, ma chilometro dopo chilometro può favorire squilibri e fastidi a ginocchia o anche: abituatevi ad allenarvi anche su strade simili.
  • Rischio crampi: l’unione di caldo, pendenza e asfalto aumenta il rischio di crampi ai polpacci, soprattutto se spingete forte. Lavoro di forza, stretching leggero dopo gli allenamenti e cura dell’idratazione sono preziosi.

Un corridore raccontava di aver sottovalutato la differenza tra 12 km su asfalto in piano e 12 km di salita su strada: “Pensavo fosse solo più lento. È stato molto più intenso. Ho capito che il terreno liscio non significa gara facile”. Tenere a mente questa esperienza vi aiuta a dare alla Speata il rispetto che merita.

Materiale consigliato per La Speata

Scarpe

  • Modello: scarpe da strada o collinari, con buona ammortizzazione e peso moderato. Non servono tasselli da trail tecnico, ma serve una suola stabile e reattiva in salita.
  • Drop medio: un drop 8–10 mm aiuta molti corridori in salita, riducendo lo stress su polpacci e tendine d’Achille. Se siete abituati a drop più basso, abituate gradualmente le gambe nelle settimane precedenti.
  • Calzini: tecnici, traspiranti, ben aderenti. Le vesciche in salita arrivano spesso per surriscaldamento e sfregamento: meglio prevenirle che curarle.

Provate le scarpe che userete in gara su salite lunghe su asfalto, non solo in pianura. È diverso sentire la scarpa mentre si spinge su 30–40 minuti di salita continua rispetto a un giro di 10 km collinare.

Abbigliamento

  • Completo leggero: canotta o maglietta tecnica traspirante, pantaloncino da corsa, tessuti che asciughino veloce. Il corpo produce calore continuo in salita: serve poterlo disperdere.
  • Strato per l’arrivo: all’arrivo a Monte Livata, sudati, con aria più fresca, è facile sentire freddo. Una maglietta asciutta leggera nel cambio post-gara è un piccolo lusso che fa la differenza.
  • Cappellino o fascia: utile se la giornata è molto soleggiata o se siete sensibili al sudore che cola sul viso. Un cappellino chiaro protegge dal sole, una fascia aiuta a gestire il sudore senza infastidire gli occhi.

Idratazione e nutrizione in gara

  • Punti acqua: la corsa prevede punti di ristoro lungo il percorso e all’arrivo, gestiti dall’organizzazione. Verificate nel regolamento i dettagli precisi qualche giorno prima.
  • Borraccia personale: se soffrite il caldo, una piccola soft flask da 250–500 ml può essere un alleato prezioso. Non pesa troppo, ma vi permette di bere anche tra un ristoro e l’altro.
  • Integratori: per 12 km di sola salita, un gel o mezza barretta energetica può essere utile per chi ha tempi sopra l’ora. Non sperimentate in gara: testate tutto in allenamento.

Molti corridori ricordano il momento del ristoro come una piccola ancora di salvezza: un sorso d’acqua, una parola di incitamento, e la salita sembra meno cattiva. Imparare a bere senza fermarsi completamente, con calma, vi permette di non spezzare troppo il ritmo.

Ravitaillement, presenza di pacer e gestione del ritmo

Le informazioni ufficiali indicano la presenza di ristori lungo il percorso e all’arrivo, tipici delle gare su strada organizzate dal Gruppo Marciatori Simbruini. L’attenzione dell’organizzazione alla fatica della salita è nota: acqua, supporto e volontari sono parte integrante della gara.

  • Ravitaillement: aspettatevi almeno un punto acqua intermedio e uno all’arrivo, con bevande e spesso qualche piccolo alimento solido. Usateli con intelligenza: qualche sorso d’acqua regolare vale più di una “abbuffata” improvvisa.
  • Meneurs d’allure (pacer): le fonti ufficiali disponibili non indicano la presenza codificata di pacer per La Speata. L’ambiente però è quello di una gara con molti corridori esperti: spesso, spontaneamente, ci si aggrega a qualcuno che tiene un passo costante.
  • Strategia pratica: se vedete un gruppetto che corre a un ritmo vicino al vostro, può essere saggio restare con loro. In salita, la “compagnia di passo” ha un effetto incredibile sul morale: il tornante fa meno paura se lo condividete.

Un ricordo comune di questo tipo di gare: “A un certo punto non guardavo più l’orologio. Guardavo solo le spalle di chi avevo davanti e il suo respiro regolare. Mi ha portato fino in cima”. Lasciarsi guidare dal ritmo di altri, ma senza farsi trascinare troppo, è una forma di pacer naturale.

Preparazione mentale e piccoli dettagli da curare

La Speata è breve sulla carta, ma intensa nel cuore. La testa gioca un ruolo enorme: ogni chilometro in salita sembra più lungo di quanto dica il GPS.

  • Visualizzazione: immaginate la salita spezzata in segmenti. Non 12 km, ma “tre chilometri alla volta”, o “un tornante alla volta”. Così la mente regge meglio.
  • Gestione delle aspettative: accettare che, a tratti, possiate alternare corsa e cammino veloce è liberatorio. Non è un fallimento, è strategia. Meglio camminare 200 m e ripartire, che insistere e poi crollare.
  • Routine pre-allenamento: per preparare una gara di sola salita, create piccoli rituali: stesso tipo di riscaldamento, stesso controllo del respiro nei primi minuti. Questi gesti diventano ancora più preziosi il giorno della gara.

Molti corridori ricordano il momento in cui, a metà salita, hanno scelto di non guardare più i chilometri, ma solo il paesaggio e il proprio respiro. Paradossalmente, è proprio quando si smette di inseguire l’orologio che si inizia a salire meglio.

Adattare la preparazione ai 12 km interamente in salita

Sapere che la distanza è esattamente 12 km di salita continua permette di modellare gli allenamenti in modo molto concreto.

  • Durata stimata: per molti corridori la gara sarà tra i 50 e i 90 minuti circa, a seconda del livello. Pensate alla Speata come a un “medio” o “lunga progressione” in salita, non come a una 10 km in pianura.
  • Allenamenti chiave: nelle uscite specifiche, cercate salite che vi permettano almeno 20–40 minuti continui, avvicinandovi alla durata gara.
  • Recupero post-salita: dopo le sedute lunghe in salita, considerate un giorno di corsa molto facile in pianura o riposo attivo. La fatica muscolare, su questo tipo di percorsi, si manifesta spesso più forte il secondo giorno.
  • Allenamento “mentale”: inserite qualche seduta in cui consapevolmente non guardate il passo al km, ma solo la percezione di sforzo. È un allenamento prezioso per non farsi condizionare dai ritmi abituali di pianura, che alla Speata diventano poco significativi.

Chi prepara gare come La Speata spesso racconta di aver imparato una cosa semplice ma potente: “Non conta quanto vai veloce. Conta quanto resisti bene.” Costruire questa capacità di resistenza in salita è il filo conduttore di tutta la vostra preparazione.

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Ritmo 5:00 min/km
3:00 · Veloce 8:00 · Lento
Tempo stimato
50:00
Velocità
12,0 km/h
Ritmo moderato - Perfetto per la resistenza

Prepara la tua gara in 7 domande

La Speata non è una corsetta estiva improvvisata: sono 12 km tutti in salita, un viaggio che partendo da Subiaco vi porta verso gli altipiani dei Simbruini. Pour bien préparer cette épreuve exigeante, rien ne vaut un plan d'entraînement adapté à votre profil, à votre emploi du temps et à votre expérience de la montée. Avec un accompagnement structuré, vous pouvez arriver au départ serein, avec une stratégie d'allure claire et des jambes prêtes à encaisser le dénivelé. Sur Preparun, nous construisons ce plan avec vous, pour que le 2 août, la pente devienne votre terrain de jeu.

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Davide Greco
Aggiornato il 25 giugno 2026
Articolo scritto da :
Davide Greco corre da più di vent'anni e ha attraversato tutte le evoluzioni della corsa amatoriale: dal footing « a sensazione » ai piani strutturati e…... continua a leggere
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Jules Patrick Maria Laurene
+8

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