Reschenseelauf – Curon venosta

Reschenseelauf

Curon venosta (39027) 11 luglio 2026 Corsa
Distanze disponibili
15 km
Partenza tra
J−16

Informazioni sulla gara

Il bello del Reschenseelauf, se siete già iscritti, è questa sensazione di appuntamento con un luogo più che con un cronometro. Il giro del lago di Resia, con il campanile che emerge dall’acqua e le montagne del Gruppo dell’Ortles sullo sfondo, invita alla contemplazione, ma la preparazione resta centrale. È una gara che chiede rispetto: 15 km non sono un’ultra, eppure su un terreno che scorre, a quota intorno ai 1.500 metri, il margine d’errore è piccolo.

Ho imparato col tempo che le gare “facili” sono spesso le più traditrici. Al Reschenseelauf il profilo è morbido, il sentiero è un percorso pedonale e ciclabile ben tenuto, e la testa pensa subito: «basterà correre». In realtà, la gestione dell’andatura e dell’energia è ciò che vi farà arrivare al campanile con ancora voglia di godervi l’ultimo chilometro.

Reschenseelauf percorso: come si snodano i 15 km attorno al lago

Il Reschenseelauf è un anello completo attorno al lago di Resia, il più grande bacino artificiale dell’Alto Adige. Si parte e si arriva a Curon (Graun), proprio accanto allo storico campanile sommerso, simbolo dell’evento e della valle.

  • I primi chilometri scorrono quasi completamente piatti, verso sud in direzione San Valentino alla Muta, con il lago sempre al fianco e la vista aperta sull’Ortles e sul Gran Zebrù.
  • Alla fine del lago si attraversa l’imponente diga, circa 460 metri, che segna un cambio di ritmo: breve tratto esposto, spesso con un po’ di vento laterale.
  • Sulla sponda opposta il tracciato diventa leggermente ondulato, con piccoli saliscendi e tratti ombreggiati in direzione della zona sciistica di Belpiano (Schöneben).
  • Si prosegue fino all’area di Resia/Reschen e, poco a poco, ci si riporta verso Curon, chiudendo il giro sempre costeggiando il lago su pista ciclopedonale chiusa al traffico.

Il terreno è in gran parte asfalto e stabilizzato, con interventi di sterrato compatto: niente trail tecnico, niente pietraie da affrontare. Ma non sottovalutate l’effetto della quota e dei cambi di ritmo sui falsipiani. Il dislivello complessivo è contenuto, attorno ai 90 metri, tuttavia il lago non offre molte scuse per rallentare: la tentazione è tenere sempre il passo, e lì si gioca la vostra gara.

Preparare Reschenseelauf: costruire il passo giusto per la distanza e la quota

Quando si prepara il Reschenseelauf, l’errore più comune è concentrarsi solo sulla distanza di 15 km. In realtà la combinazione tra altitudine, orario serale della partenza (nelle ultime edizioni intorno alle 21:30) e percorso scorrevole richiede un lavoro mirato sulla capacità di tenere un passo sostenuto senza accumulare troppo debito di ossigeno.

Per una preparazione intelligente, vi suggerisco di ragionare su tre pilastri: ritmo, adattamento alla quota e gestione globale (sonno, alimentazione, recupero).

  • Lavoro sul ritmo gara: inserite sedute con blocchi di 3-5 km alla vostra probabile velocità gara, su terreno piano o leggermente ondulato. L’obiettivo non è spingere al massimo, ma abituare il corpo a riconoscere un passo «sostenibile» per circa 75-95 minuti, a seconda del vostro livello.
  • Progressioni sul lungo breve: una volta a settimana, un’uscita tra 14 e 18 km, iniziando molto tranquilli e chiudendo gli ultimi 4-5 km al vostro passo obiettivo Reschenseelauf. Vi servirà a costruire fiducia nel finale, proprio quando il lago sembra non finire mai.
  • Lavoro alla soglia senza esasperare: 2-3 blocchi da 8-12 minuti poco sopra il vostro ritmo gara, con recupero trottato. Lo scopo è innalzare la capacità di «stare comodi» quando la strada chiede qualche secondo in più al chilometro.

Una nota personale: dopo un infortunio al tendine, ho imparato quanto siano importanti le settimane leggere ogni 3-4 cicli di carico. Per Resia, programmate almeno una settimana con volumi ridotti e corse in piena comodità. È così che si costruisce longevità, non a forza di ripetute.

Sonno e orari meritano attenzione. Con una partenza serale, arrivate alla gara «pieni» di riposo: la notte precedente non sarà l’unica a contare. Le due o tre notti prima fate il possibile per dormire bene, magari anticipando leggermente l’ora di coricarsi e riducendo gli schermi. In una gara come il Reschenseelauf l’energia mentale nel tratto finale attorno al lago fa la differenza.

Alimentazione: pensate alla giornata di gara come a un’ultra… in miniatura. Colazione normale, pranzo leggero ma completo, attenzione all’idratazione nelle ore calde. Una piccola quota di carboidrati a rilascio lento (riso, patate, pane integrale) nel pomeriggio vi aiuterà a non partire «vuoti». Portate con voi un gel o una piccola fonte di zuccheri da assumere tra il km 7 e 10: vi darà lucidità per gli ultimi chilometri.

Per dare coerenza a tutto questo, un plan d’entraînement strutturato è il modo migliore per evitare improvvisazioni e accumulo di fatica.

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Un piano di lavoro per il Reschenseelauf 15 km dovrebbe integrare:

  • 2-4 uscite a settimana, in base al vostro livello e al tempo disponibile.
  • Una seduta di qualità (ritmo gara o lunga progressiva) e una di sostegno (fartlek morbido, collinare leggero).
  • Almeno due giorni realmente dedicati al recupero, con corsa facile o solo camminata.
  • Piccoli richiami di forza funzionale: esercizi per polpacci, glutei, core, anche solo 10-15 minuti dopo le uscite tranquille.

Non dimenticate di simulare almeno una volta la situazione gara: correre alla fine della giornata, magari dopo una giornata di lavoro, con un riscaldamento curato e una scelta di abbigliamento simile a quella che userete al lago di Resia. Quel test vi dirà molto di più di qualunque tabella teorica.

Plan d’entraînement Reschenseelauf: allenare corpo, passo e testa

Quando pensiamo al plan d’entraînement Reschenseelauf, l’obiettivo non è solo «fare tempo»: si tratta di arrivare al giro del lago con la sensazione di essere parte della storia del luogo, e di rispettare ciò che la distanza vi chiede. In vent’anni di corsa ho visto tanti atleti arrivare affaticati non per mancanza di velocità, ma per errori di gestione.

Gestione dell’andatura: partite sotto controllo. I primi 3-4 km piatti verso San Valentino invogliano a spingere; ricordate che la gara comincia davvero dopo la diga, quando i piccoli saliscendi aprono un conto silenzioso con le vostre gambe. Una regola semplice: se nei primi 5 km riuscite ancora a parlare a frasi complete, siete nel giusto.

Uso intelligente dei ristori: lungo il percorso sono presenti punti di rifornimento ben organizzati; non aspettate di avere sete per bere. Un paio di piccoli sorsi ogni 20-25 minuti mantengono la testa chiara, soprattutto quando il vento sul lago porta via più liquidi di quanto si percepisca.

Respirazione alla quota: a 1.450-1.500 metri, la differenza rispetto al livello del mare si sente per molti. Non fatevi prendere dal panico se il respiro sembra un po’ più corto: rallentare leggermente per 200-300 metri vale più di stringere i denti e pagare il conto dopo. In allenamento, potete lavorare su respirazioni più profonde, magari inserendo qualche esercizio di coerenza respiratoria nei giorni di recupero.

L’ultimo consiglio riguarda la testa. Sul lungo, nelle ultra, ma anche in queste 15 km attorno al lago, le immagini contano. Visualizzate in allenamento il passaggio sulla diga, l’ombra del campanile all’arrivo, il tratto in leggera salita verso Schöneben: saprete riconoscerli in gara, e vi sembreranno meno lunghi.

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Reschenseelauf consigli di materiale e gestione pratica

Il Reschenseelauf si svolge su percorso ciclopedonale chiuso al traffico, sempre vicino all’acqua. Questo ha alcune implicazioni pratiche importanti:

  • Scarpe: privilegiate un modello da strada o da city trail, ammortizzato ma reattivo. Non servono tasselli aggressivi; meglio puntare su comfort e stabilità.
  • Abbigliamento: anche se la partenza è serale, le temperature estive possono essere miti, ma l’aria sul lago cambia in fretta. Un top traspirante e, se siete sensibili al fresco, una maglia leggera a maniche corte o un gilet sottile bastano. Evitate di coprirvi troppo: il corpo scalda rapidamente.
  • Accessori: cappellino leggero o fascia, occhiali se partite con luce ancora viva, e magari un piccolo elastico per le chiavi. L’uso del portaborraccia è facoltativo, viste le opzioni di ristoro; se preferite autonomia, una soft flask è più che sufficiente.
  • Gestione del pre-gara: ritirate il pettorale con calma, concedetevi qualche minuto davanti al campanile nel lago, respirate l’atmosfera. Arrivare alla linea di partenza con il sistema nervoso «calmo» è un fattore di prestazione spesso sottovalutato.

Per informazioni aggiornate su programma, categorie e servizi, potete consultare il sito ufficiale Reschenseelauf e la pagina Facebook Reschenseelauf/Giro Lago di Resia.

Alla fine, ciò che resterà del Reschenseelauf non sarà solo il tempo finale. Sarà il ricordo del lago immobile, del campanile che taglia l’acqua, della corsa condivisa con centinaia di altri appassionati in uno dei luoghi più suggestivi del confine tra Italia, Austria e Svizzera. Prepararsi con cura significa concedersi il lusso di vivere ogni metro di quel giro con pienezza.

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Buono a sapersi

Informazioni pratiche utili per preparare il Reschenseelauf

  • Distanza reale: 15 km ufficiali. In alcune fonti compare 15,1 km o 15,3 km, ma i dati verificati che mi avete fornito sono 15 km e fanno fede.
  • Quota: il percorso si svolge intorno ai 1.450-1.500 metri. Qui il respiro può diventare più corto anche su un ritmo che in pianura sembrerebbe facile.
  • Dislivello: circa 90 metri complessivi. Non è una gara dura per i metri verticali, ma lo è per il modo in cui la quota e i cambi di ritmo vi “mordono” le gambe.
  • Terreno: percorso pedonale e ciclabile molto curato, con fondo in gran parte su asfalto e tratti di stabilizzato. Non serve materiale da trail tecnico.
  • Ristori: sono presenti punti di rifornimento lungo il tracciato. In una gara così, bere prima di avere sete resta la scelta più saggia.
  • Meneurs d’allure: nelle informazioni trovate non risultano pacer confermati in modo affidabile. Meglio non contarci per impostare la gara.

Météo: cosa aspettarvi davvero sul lago

  • In quota, anche d’estate, il tempo può cambiare in fretta. Sul lago l’aria si muove, e il vento si sente più di quanto dica il termometro.
  • Le serate estive possono essere miti, ma appena cala il sole la sensazione di fresco arriva subito, soprattutto vicino all’acqua.
  • Per questo conviene preparare un abbigliamento a strati leggeri. Niente eccessi. Meglio qualcosa che protegga dal freddo senza trattenere sudore.
  • Se l’aria è ferma alla partenza, non lasciatevi ingannare: sul tratto esposto del lago il vento può cambiare il ritmo e il respiro all’improvviso.

Come tradurre questi dati in preparazione

  • Lavoro sul ritmo sostenuto: questa gara premia chi sa stare “in controllo” per molto tempo. Serve un passo solido, non aggressivo.
  • Abitudine alla quota: se vi allenate in pianura, inserite sedute con respirazione controllata e ritmo regolare. Il corpo deve imparare a non andare in allarme al primo affanno.
  • Gestione dei falsi facili: i primi chilometri possono sembrare innocui. È proprio lì che si rischia di sprecare la gara.
  • Fondo scorrevole: il percorso non richiede scarpe da trail. Serve invece una scarpa stabile, comoda, con una buona risposta sull’asfalto e sullo sterrato compatto.
  • Capacità di cambiare ritmo: i piccoli saliscendi e il tratto esposto possono rompere la fluidità. Inserire in allenamento progressivi e fartlek è utile, perché la gara non è un binario piatto.

Materiale da pensare con attenzione

  • Scarpe: modello da strada o da city trail leggero. Meglio ammortizzazione equilibrata e buona stabilità laterale.
  • Calze: tecniche e ben aderenti. Su un anello lungo ma scorrevole, un piccolo fastidio al piede diventa rapidamente una distrazione pesante.
  • Abbigliamento: tessuti traspiranti. A quota alta, se vi coprite troppo, rischiate di partire già caldi e di pagarla sul finale.
  • Protezione leggera: una fascia o un cappellino possono aiutare se c’è vento. Se siete sensibili al fresco, una manica corta ben tecnica è più utile di un capo pesante.
  • Idratazione: se preferite autonomia, una soft flask piccola basta. Altrimenti i ristori lungo il percorso sono un punto da sfruttare con calma.

Rifornimenti e gestione energetica

  • Con 15 km e quota elevata, non conviene aspettare il senso di vuoto per bere o mangiare.
  • Se siete abituati a usare un gel, il momento giusto è quello centrale della gara. Non all’ultimo tratto, quando il corpo vi chiede già conto di ogni scelta.
  • Un apporto regolare di liquidi è più utile di grandi quantità prese tutte insieme.
  • In una gara così, il vero errore è partire “asciutti” di energie mentali. Serve lucidità, non solo gamba.

Dettagli del contesto che contano per un coach

  • La partenza e l’arrivo sono a Curon, accanto al campanile nel lago. Questo significa ambiente molto aperto, visibilità ampia e spesso sensazione di esposizione.
  • Il percorso è chiuso al traffico. È un vantaggio enorme per la fluidità, ma anche un invito a correre troppo liberi nei primi minuti.
  • La presenza di molte persone e di categorie diverse rende la gara vivace. Per un atleta, questo può accendere l’adrenalina più del previsto.
  • Il tratto attorno al lago ha un effetto mentale forte: sembra semplice, poi chiede concentrazione costante. È una di quelle gare che insegnano a non distrarsi mai.

Priorità tecniche per costruire il vostro lavoro

  • Resistenza specifica: sedute continue a ritmo medio, per imparare a sostenere uno sforzo regolare per circa un’ora e oltre.
  • Progressivi: utili per simulare la chiusura di gara quando le gambe iniziano a farsi sentire.
  • Ritmo controllato in quota o in condizioni simili: se possibile, lavorate in ambienti leggermente più impegnativi del solito.
  • Forza funzionale: polpacci, glutei e core. Su un percorso apparentemente facile, il corpo paga ogni instabilità.
  • Gestione mentale: allenatevi a non reagire al primo senso di fatica. Al Reschenseelauf, chi sa restare calmo guadagna molto.

Un punto da non sottovalutare

  • Questo tipo di gara lascia sempre una sensazione ingannevole: “è solo un giro attorno al lago”.
  • In realtà la quota, l’aria, il vento e la continuità del fondo fanno la differenza.
  • Chi parte troppo forte rischia di trasformare gli ultimi chilometri in una piccola lotta. E lì il lago non perdona.

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In base al tuo ritmo obiettivo, ecco come si svolgerà la tua gara
Ritmo 5:00 min/km
3:00 · Veloce 8:00 · Lento
Tempo stimato
50:00
Velocità
12,0 km/h
Ritmo moderato - Perfetto per la resistenza

Prepara la tua gara in 7 domande

Reschenseelauf, 15 km attorno al lago di Resia, non è un semplice giro panoramico: c’è l’altitudine, c’è la notte che arrive encore tôt, c’è la gestion du souffle et des jambes sur une boucle sans vraie pause. Pour en profiter vraiment, il faut un plan d’entraînement pensé pour ce parcours: allure progressive, travail de résistance, choix de matériel adapté au bord du lac. Sur Preparun, vous pouvez commander votre plan personnalisé pour arriver au pied du clocher immergé avec de la sérénité… et l’envie de savourer chaque kilomètre.

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Davide Greco
Aggiornato il 25 giugno 2026
Articolo scritto da :
Davide Greco corre da più di vent'anni e ha attraversato tutte le evoluzioni della corsa amatoriale: dal footing « a sensazione » ai piani strutturati e…... continua a leggere
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Jules Patrick Maria Laurene
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