Informazioni sulla gara
La Trenta Trentina si svolge il 4 ottobre 2026 a Levico terme, su una distanza di 30 km.
| Gara | Distanza |
|---|---|
| 30 km | 30 km |
Immaginatevi sulla linea di partenza di La 30 Trentina, nel cuore di Levico Terme. L’aria fresca del mattino, le montagne della Valsugana sullo sfondo e la consapevolezza di avere davanti 30 km da correre attorno ai laghi di Levico e Caldonazzo. Non è solo una gara: è un’esperienza da costruire giorno dopo giorno, con una preparazione pensata su misura.
La 30 Trentina: percorso e caratteristiche
La 30 Trentina è una gara internazionale di corsa su strada di 30 km che parte da Levico Terme e tocca i comuni di Caldonazzo, Calceranica al Lago, Tenna e Pergine Valsugana, disegnando un anello attorno ai laghi di Levico e Caldonazzo, in Trentino.
La partenza è prevista nel centro di Levico Terme, in viale Vittorio Emanuele, con un primissimo passaggio nel suggestivo Parco Asburgico. L’arrivo è collocato nello splendido Parco Segantini, sulle rive del Lago di Levico, un traguardo scenografico e molto emozionante.
Il percorso è su asfalto con alcuni tratti su ciclabile e strade secondarie: scorrevole, ma non banale. Lungo il tracciato si alternano tratti pianeggianti, leggere ondulazioni e salite più impegnative, in particolare nella zona di Tenna, che rendono la gara più dinamica rispetto a una 30 km completamente piatta. È inserita nei calendari FIDAL e World Athletics, ed è una delle 30 km su strada più apprezzate del panorama italiano.
Lungo il percorso sono presenti diversi ristori ben distribuiti, con attenzione anche ai celiaci. Questo permette una buona gestione dell’idratazione e dell’energia, se pianificata in anticipo.
Come preparare La 30 Trentina: obiettivi e strategia
Una 30 km su strada come La 30 Trentina richiede un approccio specifico: più lunga di una mezza maratona, ma più veloce di una maratona. Lo sforzo è prolungato, spesso vicino al ritmo mezza, con un finale che può diventare molto duro se la preparazione non è mirata.
La chiave è lavorare su tre pilastri:
- resistenza: abituare il corpo a correre a lungo, anche con leggere variazioni altimetriche
- ritmo gara: imparare a riconoscere e mantenere l’andatura sostenibile per 30 km
- forza e tenuta muscolare: per affrontare le salite e le discese dolci attorno ai laghi senza “inchiodarsi” negli ultimi chilometri
Per questo un plan d'allenamento La 30 Trentina deve essere progressivo e adattato al vostro livello: numero di uscite a settimana, esperienza sulle lunghe distanze, eventuale obiettivo cronometrico.
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Strutturare l’allenamento per La 30 Trentina
Su un orizzonte di 8–12 settimane dedicate alla corsa (più o meno in base al vostro livello), ha senso organizzare la preparazione su blocchi chiari.
1. Lungo progressivo specifico 30 km
- Prevedere un lungo settimanale o quindicinale, aumentando gradualmente la distanza.
- Per chi ha già esperienza, arrivare a 26–28 km in allenamento è un ottimo obiettivo; per chi è più prudente, 24–26 km ben gestiti possono essere sufficienti.
- Inserire alcuni lunghi “variati” (es. 4–6 km finali a ritmo vicino a quello gara) per simulare il finale attorno al Lago di Levico verso il Parco Segantini.
2. Lavori di ritmo
- Sessioni di medio prolungato (es. 8–12 km a un ritmo leggermente più lento del ritmo mezza maratona).
- Lavori frazionati “lunghi” (es. 3 × 4 km o 2 × 5 km al ritmo obiettivo della 30 km), con recuperi brevi.
- Questi allenamenti insegnano a gestire l’intensità tipica di La 30 Trentina senza andare fuori giri nei primi chilometri attorno al Lago di Caldonazzo.
3. Forza e salite
- Una seduta settimanale di salite brevi (8–10 × 200–300 m) o medie (6–8 × 400–600 m) aiuta a costruire forza e protezione muscolare.
- Se possibile, simulate in allenamento un profilo ondulato: alternanza di salite leggere e falsopiano, come troverete verso Tenna e lungo i tratti di collegamento tra i due laghi.
4. Recupero e continuità
- Programmare almeno un giorno di riposo completo a settimana.
- Inserire sedute di corsa lenta rigenerante e, se vi fa stare bene, un po’ di mobilità e stretching leggero.
- La continuità, più che la singola seduta “eroica”, è ciò che vi farà arrivare sereni sulla start line di Levico Terme.
Ritmo gara e gestione dell’energia
Su un percorso scorrevole ma mosso come quello della 30 Trentina, il rischio principale è partire troppo forte, sfruttando i tratti facili attorno al lago e pagando il conto nelle parti più muscolari.
- Primi 10 km: rimanete controllati. Dovreste sentire di avere margine, soprattutto attorno al Lago di Caldonazzo, quando l’entusiasmo e il panorama tendono a farvi accelerare.
- Tra il km 10 e il km 20: stabilizzate il ritmo gara. Qui entrano in gioco i lavori di medio e le ripetute lunghe fatti in preparazione.
- Ultimi 8–10 km: gestite in base alle sensazioni. Se avete lavorato bene sui lunghi e sui finali in progressione, saprete incrementare leggermente l’andatura verso l’arrivo al Parco Segantini.
Curate anche la strategia di rifornimento: sfruttate tutti i ristori previsti sul percorso, alternando acqua e integratori secondo le vostre abitudini, e testate in allenamento ciò che userete in gara.
Equipaggiamento e dettagli che fanno la differenza
Essendo una gara su strada, l’attrezzatura deve favorire scorrevolezza e comfort su 30 km.
- Scarpe: scegliete un modello da strada già collaudato su distanze lunghe. Se puntate al tempo, una scarpa reattiva può essere adatta; se puntate a finire bene, privilegiate ammortizzazione e stabilità.
- Abbigliamento: il Trentino a inizio ottobre può offrire temperature fresche alla partenza e più miti in corsa. Strati leggeri, manicotti o una maglietta tecnica a manica corta con eventuale gilet antivento leggero possono essere un buon compromesso.
- Gestione del meteo: tenete d’occhio le previsioni locali nei giorni precedenti (il sito ufficiale rimanda anche a Meteo Trentino). In caso di pioggia, attenzione all’aderenza in alcuni tratti.
- Accessori: cappellino o visiera, occhiali da sole leggeri e una cintura portagel se avete bisogno di integrare tra un ristoro e l’altro.
Provate il materiale chiave (scarpe, integratori, abbigliamento) nei lunghi decisivi del vostro plan d'allenamento La 30 Trentina. Il giorno della gara nulla dovrebbe essere una sorpresa.
Il giorno J, la tua alimentazione fa la differenza.
Prima, durante e dopo la gara: un piano alimentare personalizzato è disponibile in aggiunta al tuo piano d'allenamento.
Informazioni pratiche La 30 Trentina
Data: domenica 4 ottobre 2026.
Località: Levico Terme, Valsugana, Trentino.
Distanza principale: corsa su strada di 30 km (gara internazionale FIDAL/World Athletics).
La partenza è nel centro di Levico Terme, in viale Vittorio Emanuele, con passaggio nel Parco Asburgico; l’arrivo è al Parco Segantini, sulla riva del Lago di Levico. Il percorso costeggia i laghi di Levico e Caldonazzo, attraversando i comuni di Caldonazzo, Calceranica al Lago, Tenna e Pergine Valsugana.
Per regolamento ufficiale, aggiornamenti su orari precisi di partenza, servizi e logistica (navette, deposito borse, eventuali pacer), fate sempre riferimento al sito La30Trentina e alle comunicazioni sui canali social ufficiali come Instagram La 30 Trentina.
Con una preparazione attenta e un plan d'allenamento costruito intorno al vostro profilo, La 30 Trentina può diventare una delle vostre gare più belle: 30 km di corsa tra laghi e montagne, con l’emozione di tagliare il traguardo a Levico Terme sentendovi forti, presenti e pienamente parte di questo scenario speciale.
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Buono a sapersi
Profilo del percorso: ritmo, salite e piccoli trabocchetti dei 30 km
La Trenta Trentina sono 30 km su strada attorno ai laghi di Levico e Caldonazzo, con un profilo scorrevole ma mosso. Non è una “finta pianura”. È una corsa che chiede lucidità.
- Altimetria e sensazioni
Il percorso alterna tratti pianeggianti, falsopiani e salite più decise nella zona di Tenna. Questo significa che il ritmo gara non sarà “a metronomo”. Dovrete accettare micro-variazioni di passo senza farvi prendere dal panico. Molti runner raccontano di arrivare a metà gara sentendosi ancora bene… e di scoprire che le ondulazioni, sommate, presentano il conto nelle ultime migliaia di passi. - Zona Tenna: il tratto chiave
La salita verso Tenna è il punto dove le gambe iniziano a farsi domande. Non è una rampa estrema, ma è abbastanza lunga da sfiancare chi ha corso troppo forte prima. In allenamento ha senso abituarvi a salite “di durata”, non solo a strappi brevi, per non arrivare qui svuotati. - Ciclabili e strade secondarie
Alcuni segmenti sono su ciclabile e strade meno trafficate. Il fondo resta asfaltato, ma con cambi di direzione, piccoli incroci, tratti leggermente più stretti. Sono dettagli che spezzano il ritmo e richiedono attenzione alla traiettoria. Allenatevi anche su percorsi non perfettamente lineari: vi aiuterà a mantenere concentrazione quando la fatica sale. - Ultimi chilometri attorno al Lago di Levico
Il finale verso il Parco Segantini è emozionante, ma non sempre leggero. Il corpo è stanco, la mente si riaccende vedendo il lago. Qui emerge la qualità dei lunghi progressivi: chi ha imparato a “chiudere in spinta” in allenamento può permettersi di osare. Chi ha improvvisato, spesso si ritrova a contare i passi.
Meteo e clima tipico a Levico Terme ad inizio ottobre
Ottobre in Trentino è un mese di passaggio. Né estate, né inverno. Una stagione in cui la corsa diventa forte perché siete voi a scaldare l’aria.
- Temperature attese
In Trentino Alto Adige a ottobre le temperature medie vanno indicativamente da 4°C a 13°C - Pioggia e umidità
In ottobre, sul Trentino, sono attesi 3–8 giorni di pioggia nel mese - Vento e sensazione termica
Vicino ai laghi, un filo di vento può cambiare molto la percezione del freddo. Un 10–12°C con aria ferma può sembrare piacevole. Con brezza sul lago, le mani improvvisamente chiedono guanti. Meglio prevedere un piccolo margine: manicotti, guanti leggeri, magari un gilet che potete togliere dopo i primi chilometri. - Come prepararsi al meteo
Nei vostri allenamenti chiave, simulate partenze con clima fresco e arrivo con temperatura più alta: partite al mattino presto e chiudete a fine mattinata. Il corpo imparerà a gestire il cambio di sensazioni. Non solo i gradi, ma la differenza di luce, sudore, sete.
Ristori, integrazione e idratazione sui 30 km
Su una 30 km, il rapporto con i ristori diventa quasi una storia d’amore. Se lo curate, vi sostiene. Se lo trascurate, vi tradisce negli ultimi chilometri.
- Distribuzione dei ristori
Sul percorso sono presenti più punti ristoro ben distribuiti - Strategia da testare in allenamento
Vi consigliamo di simulare in almeno 2–3 lunghi la stessa cadenza di rifornimento: ad esempio, assumere liquidi ogni 5 km e un gel (o equivalente) ogni 8–10 km, in base alla vostra tolleranza. Una delle scene più comuni in gara: runner che improvvisano un gel mai provato prima e, dopo 15 minuti, si ritrovano con lo stomaco in rivolta. Evitate questa roulette. - Acqua, sali, carboidrati
Con un clima fresco-mite, il rischio maggiore non è la disidratazione estrema, ma una progressiva perdita di lucidità per carenza di carboidrati e sali. Alternate acqua e bevande con elettroliti, soprattutto se siete soggetti a crampi. Uno schema semplice può funzionare meglio di una strategia troppo sofisticata: pochi prodotti, ben collaudati, ripetuti con regolarità. - Integrazione per chi è più lento
Se prevedete di stare in gara per molte ore, considerate che il corpo avrà bisogno non solo di zuccheri veloci, ma anche di qualcosa che “non scappi via” troppo in fretta. Valutate, in accordo con la vostra esperienza, l’uso di piccoli snack solidi facilmente digeribili, da assumere con calma in prossimità dei ristori.
Meneurs d’allure / pacer: cosa cambierebbe per il vostro passo
Per eventuali pacer ufficiali, l’organizzazione invita sempre a verificare le informazioni direttamente sui canali ufficiali e sul regolamento aggiornato. In base alle edizioni precedenti, la presenza di meneurs d’allure può essere confermata più avanti. Nel frattempo, ha senso ragionare su come sfruttarli, nel caso siano disponibili.
- Se ci saranno pacer
Correre con un gruppo guidato da un meneur d’allure aiuta a mantenere il ritmo costante, soprattutto nei primi 15–20 km. Potrete delegare parte della gestione del passo, concentrandovi su respirazione, sensazioni, paesaggio. - Se non ci saranno pacer
Il ritmo dovrà essere “interno”. Servirà conoscere bene la vostra andatura target, testata in allenamento su terreni simili. Un aneddoto ricorrente: chi si attacca a gruppetti improvvisati spesso scopre, al km 18, che quel ritmo non era il suo. Meglio arrivare con un piano chiaro e adattarlo sul campo. - Strategia mentale
Che ci siano o no pacer, ha senso dividere mentalmente la gara in blocchi (10+10+10 km). Ogni blocco ha un obiettivo: controllo, consolidamento, coraggio. Questo vi evita di pensare “mancano ancora 17 km” quando siete al 13º… e vi permette di restare presenti, un tratto alla volta.
Terreno e scarpe: cosa chiedono davvero questi 30 km
La Trenta Trentina è su asfalto
- Scarpe da gara
Scegliete scarpe da strada già testate su lunghi di almeno 20–24 km - Calze e appoggio
Asfalto + variazioni altimetriche = molte micro-sollecitazioni su piedi e polpacci. Calze tecniche anti-vesciche, magari leggermente compressive, possono fare la differenza quando iniziate a sentire i passi “pesanti”. Piccolo dettaglio spesso sottovalutato: cambiare calze tra estate e autunno senza testarle può regalarvi vesciche in gara. Provatele prima. - Attenzione in caso di pioggia
Con asfalto bagnato, alcune curve nelle zone di ciclabile possono diventare scivolose. In caso di meteo instabile, verificate che la suola delle vostre scarpe non sia eccessivamente consumata: un appoggio sicuro vale più di qualche grammo in meno.
Abbigliamento e gestione degli strati
Trentino, inizio ottobre. Partenza fresca, cuore caldo, braccia che discutono su cosa sia la temperatura “giusta”. L’abbigliamento diventa il vostro alleato silenzioso.
- Strati leggeri, facilmente modulabili
Una combinazione prudente: maglietta tecnica a manica corta, manicotti, gilet leggero antivento. Potete togliere o abbassare i manicotti quando vi sentite caldi. Potete aprire il gilet nelle parti più ondulate, quando la frequenza cardiaca sale. - Test in allenamento
Non aspettate la gara per scoprire se un capo vi sfrega sulla spalla o sulla cintura. Durante i lunghi più importanti, indossate esattamente ciò che pensate di usare a Levico: maglia, pantaloncino, gilet, cappellino. Molti raccontano di aver “perso” la gara per una semplice irritazione sulla pelle. Non è solo performance: è comfort. - Cappellino, occhiali, guanti
Il sole autunnale può essere basso e fastidioso, soprattutto vicino al lago. Un cappellino o una visiera vi proteggerà sia dalla luce sia da eventuale pioggerella. Occhiali leggeri possono evitare lacrimazione e stanchezza visiva nelle parti più luminose. Guanti sottili all’inizio, da togliere se serve: mani fredde fanno percepire la fatica più forte di quanto sia realmente.
Accessori e dettagli di gestione in gara
Spesso sono proprio i piccoli dettagli pratici a trasformare una corsa difficile in una gara ben gestita. Sui 30 km, ogni accortezza conta.
- Cintura portagel o tasche
Se sapete che avete bisogno di integrare tra un ristoro e l’altro, una cintura o pantaloncini con buone tasche sono fondamentali. Evitate di portare in mano gel e borracce per tutta la gara: cambiano l’appoggio, irritano le spalle, distraggono la mente. - Crema anti-sfregamento
Interno coscia, ascelle, fascia del cuore: sono zone che, con 30 km di movimento, possono soffrire. Una sottile applicazione di crema o stick anti-frizione, testata in allenamento, vi risparmia fastidi che una volta iniziati non si fermano più. - Gestione del GPS
Su percorsi con semi-curve, ciclabili e piccoli cambi di direzione, il GPS può dare letture leggermente variabili al passo. Non fissatevi sul singolo istante. Guardate medie sui 500–1000 metri, in modo da non farvi “sballare” da un tratto coperto o da una curva stretta.
Adattare la preparazione ai 30 km specifici di Levico
La distanza è unica: 30 km
- Per chi viene dalla mezza maratona
Il salto di 9 km non è solo numerico. È mentale. Serve lavorare sulla capacità di mantenere un ritmo sostenuto più a lungo, sapendo che i saliscendi vi faranno cambiare passo. In allenamento, prevedete lunghi che superano i 21 km con tratti finali in progressione su percorsi ondulati. - Per chi ha già corso maratone
La tentazione sarà quella di “trattarla come una maratona corta”. In realtà, molti la corrono a ritmo vicino alla mezza. L’impegno cardiovascolare può essere più alto, anche se la durata è minore. Curate la specificità del ritmo: lavori di medio e ripetute lunghe, su terreno similare, vi permetteranno di sfruttare la vostra base maratoneta senza esagerare nei primi chilometri. - Per chi è alla prima lunga distanza
La Trenta Trentina può essere una bellissima prima esperienza oltre i 20 km. Programmate una progressione dolce di chilometraggio, ascoltando molto le vostre sensazioni dopo i lunghi. Un piccolo diario di allenamento, dove annotate come vi sentite dopo 18–20–24 km, diventa oro per regolare carico e recupero.
Gestione mentale e immagini da costruire prima della gara
La corsa attorno ai laghi non è solo un fatto di muscoli. È un susseguirsi di immagini: acqua, monti, paesi, ciclabili. Preparare la mente è tanto importante quanto preparare le gambe.
- Visualizzare i blocchi di gara
Prima ancora di correre, provate a immaginare tre momenti: inizio controllato - Accettare i giorni “no” in allenamento
Capiterà un lungo in cui vi sentirete scarichi, un medio in cui il ritmo non esce. Sono parte del processo. La Trenta Trentina si costruisce anche con questi allenamenti imperfetti. Vi insegnano a gestire la frustrazione, a non cedere ai primi segnali di fatica. - Collegare la preparazione al traguardo sul lago
Ogni volta che chiudete un allenamento impegnativo, immaginate di stare correndo gli ultimi metri verso il Parco Segantini. Il giorno della gara, queste immagini pre-costruite diventano un ancoraggio emotivo fortissimo. Saprete che avete già “vissuto” quella fatica, almeno nella mente.
Meteo prevista il giorno della gara a Levico Terme
Stima il tuo tempo di gara
Domande e risposte
La Trenta Trentina 2026 è una corsa su strada di 30 km con partenza e arrivo a Levico Terme, lungo i laghi di Levico e Caldonazzo e attraverso i comuni di Caldonazzo, Calceranica al Lago, Tenna e Pergine Valsugana. Il dislivello è contenuto (circa 180–190 m complessivi), ma distribuito in salite e falsopiani che spezzano il ritmo. Non è una “finta pianura”: il percorso è scorrevole, ma richiede attenzione nella gestione dell’andatura, soprattutto nei tratti attorno ai laghi.
La Trenta Trentina è impegnativa ma accessibile a chi ha già esperienza su mezza maratona o lunghe distanze. Il fondo è interamente asfaltato e il dislivello è moderato, ma la successione di salite e leggere discese richiede lucidità nella gestione dello sforzo. I migliori chiudono poco sopra 1h45, mentre molti amatori si collocano tra le 2h15 e le 3h, a seconda del livello. Se il vostro passo abituale sulla mezza è regolare, potete mirare a un ritmo gara leggermente più prudente sui 30 km, adattato ai cambi di pendenza.
Per La Trenta Trentina conviene abituarsi a un ritmo non “a metronomo”. In preparazione inserite: lunghi progressivi con ultimi km a ritmo gara, lavori di medio (6–10 km) su percorso con salite dolci, e ripetute lunghe (1–2 km) su falsopiano. Simulate la gara: primi 10 km controllati, ritmo stabilizzato tra il 10° e il 20° km, gestione lucida del finale attorno al Lago di Levico. Allenarsi anche su percorsi con curve, brevi rampe e cambi di appoggio vi aiuta a mantenere concentrazione quando la fatica aumenta.
La Trenta Trentina è su asfalto: scegliete scarpe da strada, stabili ma ancora reattive per 30 km. Abbigliamento leggero a strati, considerando il clima di inizio ottobre in Valsugana. Portate gel o piccoli snack facilmente digeribili e testateli in allenamento; sfruttate i punti di ravitaillement lungo il percorso per acqua e sali. Una cintura porta-gel o un piccolo marsupio possono essere utili senza appesantire la corsa. Curate anche logistica e accesso a Levico Terme, arrivando con anticipo per ritiro pettorale e riscaldamento.
Su Preparun trovate due piani specifici per La Trenta Trentina 2026, adattati ai 30 km e al dislivello della gara. Il Starter Run è il piano gratuito, ideale per iniziare la preparazione in modo strutturato e progressivo. La Finisher Line è il piano completo e a pagamento, pensato per arrivare pronti il giorno della gara, con lavoro mirato su ritmo, lunghi e gestione della fatica. Entrambi i programmi sono personalizzati in base a età, livello, obiettivo e numero di uscite settimanali. Vi invitiamo a creare il vostro piano su preparun.com per arrivare a Levico con fiducia e gambe pronte.
Prepara la tua gara in 7 domande
La 30 Trentina è molto più di una semplice corsa di 30 km: è un viaggio attorno ai laghi di Levico e Caldonazzo, tra panorami che danno energia e un percorso che va rispettato e preparato. Si è già iscritti: ora è il momento di trasformare questo obiettivo in un progetto concreto, con un plan d'allenamento adatto al vostro livello, al vostro tempo e alle particolarità del tracciato. Une buona preparazione vi permetterà di godervi ogni chilometro, senza ansia, arrivando al Parco Segantini con il sorriso… e ancora un po' di forza nelle gambe.
La Trenta Trentina
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