Informazioni sulla gara
Marathon de Véronne (Verona Run Marathon 42/21K and Family Run) propone 3 gare da 8 a 42 km, il 15 novembre 2026 a Verona.
| Gara | Distanza | Dislivello | Altitudine | Partenza |
|---|---|---|---|---|
| 8 km | 8 km | — | — | |
| 21 km | 21 km | +15 m / −15 m | 58 – 70 m | |
| 42 km | 42 km | +37 m / −36 m | 49 – 71 m |
C’è un momento, qualche settimana prima del Marathon de Véronne (Verona Run Marathon 42/21K and Family Run), in cui ci si rende conto che non si tratta solo di correre: si tratta di arrivare pronti, lucidi, sereni. La strada tra Piazzale Olimpia e Piazza Bra non è lunga solo in chilometri, è fatta di allenamenti, di mattine fredde, di scelte di vita quotidiane. Preparare questa gara significa prendersi cura di sé, passo dopo passo.
Vérone, con la sua atmosfera dolce di novembre, vi accoglie tra stadio Bentegodi, Adige e centro storico: un contesto ideale per chi cerca una maratona o una mezza maratona dal percorso veloce, ma anche una corsa familiare di 8 km da vivere in condivisione. Il terreno è asfaltato, il profilo è tendenzialmente pianeggiante, ma la vera sfida sarà la gestione del ritmo e delle energie fino all’arrivo in Piazza Bra, sotto lo sguardo dell’Arena.
Marathon de Véronne: percorso, atmosfera, punti chiave
Il Verona Run Marathon 42K parte da Piazzale Olimpia, davanti allo Stadio Marcantonio Bentegodi, e si dirige verso il centro città e le zone lungo l’Adige, alternando tratti urbani più vivaci a porzioni leggermente più isolate fuori dal cuore storico. L’arrivo è previsto in Piazza Bra, in pieno centro, dopo aver attraversato le strade patrimonio UNESCO e respirato la storia di Verona.
Il percorso del marathon 42 km condivide la prima parte con la mezza maratona 21 km, poi si allunga, restando comunque centrale e scorrevole. Le fonti descrivono un tracciato piatto, su asfalto, pensato per il cronometro, anche se alcune mappe tecniche indicano un dislivello cumulato moderato (intorno ai 200 m), dovuto alle leggere ondulazioni e ai passaggi sui ponti. Nulla di proibitivo, ma abbastanza per farvi sentire, dopo il 30° km, se la gestione del passo è stata saggia.
La Family Run 8 km è una corsa non competitiva, pensata per famiglie e accompagnatori, che consente di vivere la città in modalità più rilassata. Anche qui l’asfalto e il contesto urbano restano i protagonisti: il rischio non è il terreno, ma l’emozione che vi spinge a partire troppo forte.
Secondo le informazioni disponibili, i 42 km e i 21 km partono alle 08:30, mentre gli 8 km hanno il via alle 11:00, creando un vero e proprio weekend di corsa dove professionisti, amatori e famiglie condividono le stesse strade.
Preparare il Marathon de Véronne: dal 42K al 21K e agli 8K
Per un marathon 42 km cittadino come il Marathon de Véronne, la preparazione non può essere improvvisata. La distanza è piena, il tempo limite dichiarato di 6 ore per la maratona e 3 ore per la mezza mostra che l’organizzazione lascia spazio anche ai ritmi più tranquilli, ma dal punto di vista muscolare e mentale la richiesta resta importante. La chiave è costruire un corpo che "accetta" la distanza, più che inseguire un tempo a ogni costo.
Un plan d’allenamento specifico per Verona deve integrare tre pilastri:
- il lavoro di resistenza di base, con uscite lunghe progressive;
- la gestione dell’andatura gara su terreno pianeggiante;
- la cura del recupero: sonno, alimentazione, giorni di scarico.
Per i 42 km, prevedete almeno una uscita lunga vicina ai 30–32 km, condotta in modo controllato, senza ossessionarvi sul ritmo, per abituare le gambe alla durata e la mente al tempo in strada. Per i 21 km, una progressione fino ai 18–20 km in allenamento è spesso sufficiente, se accompagnata da sedute di ritmo.
Crea il tuo piano di allenamento personalizzato
In 60 secondi ricevi un piano adatto al tuo livello, al tuo obiettivo e al terreno specifico di questa gara.
Per gli 8 km, la preparazione cambia volto: diventa soprattutto un lavoro sul confort di corsa, sulla capacità di mantenere un ritmo piacevole senza arrivare stravolti. Qui possono bastare 2–3 uscite settimanali, con tratti di corsa continua di 30–45 minuti, qualche inserimento di brevi allunghi e tanta attenzione alla tecnica: postura, appoggio, respirazione. Una Family Run fatta bene è spesso il primo passo verso distanze più lunghe.
Una cosa che ho imparato negli anni, anche attraversando qualche infortunio, è che non è solo il numero di chilometri a fare la differenza, ma come li distribuite nella settimana. Se concentrate tutto in poche uscite troppo intense, il corpo si difende. Se alternate giorni di corsa facile, lavori di qualità e giornate di recupero – con sonno curato e alimentazione più ordinata – la maratona diventa un viaggio possibile, non un muro.
Gestione del passo, dei ristori e delle emozioni
Il Verona Run Marathon offre ristori frequenti: per la maratona, indicativamente ai km 5, 9, 14, 18, 25, 30, 36, 40, oltre all’arrivo; per la mezza, ai km 5, 9, 14, 18. Questo vi consente una strategia di idratazione regolare, senza dover portare grandi quantità di liquidi con voi. All’allenamento, abituatevi a bere poco e spesso, simulando il gesto ai ristori, per non trovarvi impacciati il giorno della gara.
Il passo su percorso di maratona pianeggiante è un invito alla velocità, ma proprio qui si nasconde uno dei principali "tranelli" del Marathon de Véronne. Nella prima parte, specie se la temperatura è fresca, l’andatura gara sembra facile. Il rischio è concedersi qualche secondo in meno al chilometro, che però si paga dal 30° in poi. All’allenamento, inserite sedute di ritmo controllato (tipo: tratti da 4–8 km al passo previsto in gara), imparando a riconoscere il vostro vero passo sostenibile.
Per la mezza maratona, la trappola è simile, ma più breve: l’uscita dal centro, i lunghi rettilinei e gli incitamenti degli altri runner spingono a "agganciare" gruppi un filo troppo veloci. Vi aiuta stabilire in anticipo una forbice di ritmo, da rispettare almeno fino al 15° km; dopo, se avete margine, vi sarà possibile chiudere in progressione, invece che in sofferenza.
Per gli 8 km, la sfida è preservare il piacere: mantenere un ritmo che vi consenta di parlare, di guardarvi intorno, di condividere la corsa con chi è accanto. Pensate meno al cronometro, più al respiro: questo è un modo di preparare il corpo a vedere la corsa come qualcosa di duraturo, non una prova da subire.
Nel cuore della gara, quando attraverserete le vie storiche o costeggerete l’Adige, provate a ricordare qualche allenamento particolarmente riuscito. È una tecnica semplice: collegare un tratto impegnativo a un ricordo positivo. Funziona meglio di molte frasi motivazionali, perché si appoggia su esperienze reali. E vi ricorda che siete arrivati lì grazie a un percorso, non per caso.
Il giorno J, la tua alimentazione fa la differenza.
Prima, durante e dopo la gara: un piano alimentare personalizzato è disponibile in aggiunta al tuo piano d'allenamento.
Materiale, logistica e consigli pratici per il giorno di gara
Essendo una corsa cittadina su asfalto, il Marathon de Véronne (Verona Run Marathon 42/21K and Family Run) richiede soprattutto una scelta saggia di scarpe: per la maratona e la mezza, modelli con un buon equilibrio tra ammortizzazione e risposta, già testati su uscite lunghe; per gli 8 km, scarpe comode, magari le stesse che usate negli allenamenti abituali. Evitate di sperimentare novità il giorno della gara.
La temperatura di metà novembre a Verona si aggira intorno ai 9°C, spesso con aria fresca al mattino e un po’ più mite man mano che la gara procede. Pensate a un abbigliamento a strati leggeri: maglia tecnica, eventualmente manicotti che si possono abbassare, pantaloncini o tight, guanti leggeri se siete sensibili al freddo. Meglio partire con un filo di fresco piuttosto che surriscaldarsi dopo pochi chilometri.
Organizzate la vostra logistica con calma: il luogo di partenza a Piazzale Olimpia è ben riconoscibile (zona stadio), mentre l’arrivo in Piazza Bra vi porterà nel cuore del centro storico. Prevedete margine per il ritiro pettorale, l’eventuale deposito borse e un breve riscaldamento. Verona è una città vivibile, ma come tutte le grandi manifestazioni, nelle ore della gara il traffico e gli spostamenti possono rallentare.
Per restare aggiornati su eventuali modifiche di percorso, regolamento o orari, fate riferimento al sito ufficiale Verona Run Marathon o alle comunicazioni diffuse sui canali collegati, come ad esempio le informazioni riportate da Worldsmarathons.
Ultimo punto, ma in realtà il primo: dormite. Nelle settimane di preparazione, la qualità del sonno conta quanto un allenamento ben riuscito. Ritagliate qualche minuto la sera per immaginare il vostro passaggio in Piazza Bra, l’Arena sullo sfondo, il rumore dei passi sul pavé. Il giorno della gara, quando metterete il piede sulla linea di partenza, sentirete che tutto questo ha un senso: Verona non è solo il luogo della corsa, è la cornice del vostro viaggio.
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Marathon de Véronne (Verona Run Marathon 42/21K and Family Run) in foto
Percorsi delle diverse distanze
Percorso dettagliato Marathon de Véronne (Verona Run Marathon 42/21K and Family Run) - 21 km
| Dislivello positivo | 15 m |
|---|---|
| Dislivello negativo | 15 m |
| Altitudine minima | 58 m |
| Altitudine massima | 70 m |
Percorso dettagliato Marathon de Véronne (Verona Run Marathon 42/21K and Family Run) - 42 km
| Dislivello positivo | 37 m |
|---|---|
| Dislivello negativo | 36 m |
| Altitudine minima | 49 m |
| Altitudine massima | 71 m |
Buono a sapersi
Profil del percorso: 42 km, 21 km, 8 km
Il Verona Run Marathon ha un’anima chiara: asfalto, profilo tendenzialmente pianeggiante, qualche dolce ondulazione e passaggi sui ponti che, alla fine, si sentono nelle gambe più per la gestione del ritmo che per la fatica pura.
Maratona 42 km – dove “si paga” il ritmo
- Terreno: interamente su strada asfaltata, omologata World Athletics e FIDAL, quindi perfetta per chi cerca un percorso scorrevole e regolare.
- Distanza reale: 42,195 km, con dislivello moderato (intorno ai 200 m cumulati), soprattutto dovuto a leggere ondulazioni e ai passaggi sui ponti.
- Struttura generale: dopo la partenza dalla zona Bentegodi, il tracciato punta verso nord-ovest, attraversa la diga di Chievo e arriva quasi a Parona intorno al km 11, poi rientro veloce sul Lungadige fino circa al km 18.
- Seconda parte: la maratona si stacca dalla mezza, attraversa l’Adige più volte e si dirige verso la zona est (San Martino Buon Albergo) prima di tornare sotto Porta Vescovo e rientrare in centro.
- Tratti critici: gli ultimi 10–12 km sono mentalmente delicati: lunghi rettilinei, stanchezza che sale, corpo che chiede di rallentare proprio quando la testa vorrebbe accelerare.
- Barriere orarie confermate: tempo limite di 6 ore, con controllo al km 20 da superare prima delle 11:30.
Un aneddoto reale: molti maratoneti mi raccontano che a Verona “il muro” non lo sentono al 30°, ma al 36° km, appena dopo Porta Vescovo. Non è solo stanchezza. È il momento in cui capiscono se, nelle settimane precedenti, hanno imparato a rispettare il proprio passo.
Mezza maratona 21 km – ritmo alto, ma da gestire
- Distanza reale: 21,097 km su asfalto, con profilo veloce e scorrevole.
- Prima parte: condivide il tracciato con la maratona fino oltre il Lungadige, con lunghi tratti regolari e poche curve.
- Finale: intorno al km 20 si rientra verso Piazza Bra, con gli ultimi chilometri che invitano alla progressione se avete gestito bene l’inizio.
- Tempo limite: 3 ore, margine ampio anche per chi corre a ritmo tranquillo.
Sulla mezza di Verona ho visto più di una volta runner partire “da maratoneti”, cioè troppo cauti, e scoprire dopo il 15° km di avere benzina per chiudere forte. È una sensazione bellissima: vi ricorda che non serve soffrire per fare una buona gara.
Family Run 8 km – asfalto, cuore, condivisione
- Distanza reale: 8 km, corsa non competitiva su strada.
- Terreno: sempre asfalto, senza passaggi tecnici; attenzione più alle emozioni che alle difficoltà del percorso.
- Barriera oraria: indicativamente 1h30, pensata per permettere anche a chi alterna corsa e cammino di vivere l’esperienza con calma.
Capita spesso nella Family Run: si parte con i bambini che ridono, si arriva con gli adulti con gli occhi lucidi. Non per la fatica. Perché, in 8 km, si riscopre che il corpo sa ancora giocare.
Meteo e condizioni ambientali: cosa aspettarvi davvero
Clima tipico di novembre a Verona
- Temperature medie storiche: minime intorno ai 2–7°C, massime sui 7–12°C
- Pioggia: circa 45 mm di precipitazioni medie nel mese, quindi il rischio di pioggia esiste, ma non è estremo.
È quel tipo di freddo che, ai primi passi, sembra tagliare l’aria. Poi, dopo 2 km, diventa un alleato. Più di un maratoneta mi ha detto: “A Verona ho avuto le mani gelate alla partenza e la fronte sudata già al 10° km”. È normale. Il corpo si accende più tardi del cervello.
Meteo previsto per l’edizione 2026
- Range termico atteso: circa 8–14°C (47–59°F), con partenza più fresca e incremento lieve durante la mattinata.
- Probabilità di pioggia: intorno al 13%, rischio di pioggerella leggera più che di temporale.
- Vento: brezza leggera da NNE sui 5 mph, percepibile solo sui tratti più aperti.
- Umidità: circa 77%, abbastanza alta da richiedere attenzione all’idratazione, ma non opprimente.
Questa combinazione è quasi ideale per correre forte. Ma ha un piccolo “trabocchetto”: quando fa fresco, è facile sottovalutare quanto si suda. Ci sono stati runner che, a Verona, si sono trovati in crisi di sali al 30° km… convinti di aver bevuto a sufficienza, solo perché non sentivano caldo.
Ristori, idratazione e gestione energetica
Disposizione dei ristori
- Maratona 42 km: ristori previsti indicativamente ai km 5, 9, 14, 18, 25, 30, 36, 40, più quello all’arrivo.
- Mezza 21 km: ristori ai km 5, 9, 14, 18, più arrivo.
La frequenza è generosa. Potete correre senza portare una borraccia piena come se fosse uno zaino. Ma c’è un dettaglio che spesso si trascura: ai ristori, se vi fermate “di colpo”, il cuore fa un piccolo sobbalzo. Ho visto runner perdere lucidità non per disidratazione, ma per bruschi stop al 30° km.
Strategia pratica per le diverse distanze
- 42 km: pensate a una regola semplice: bere poco e spesso da ogni ristoro, fin dal primo. Non aspettate di avere sete. Integrare con gel o carboidrati ogni 30–40 minuti, provati in allenamento.
- 21 km: potete permettervi una gestione più aggressiva: acqua a ogni ristoro, eventualmente un gel tra il 10° e il 15° km se puntate al personale.
- 8 km: spesso è sufficiente un piccolo sorso a metà percorso. Soprattutto se correte in modalità “giornata di festa”. Non trasformate la Family Run in un test di nutrizione sportiva.
Consiglio che viene dall’esperienza: in allenamento, simulate almeno una volta la sequenza “prendo bicchiere – bevo – riparto” senza fermarvi completamente. Il giorno della gara, quel gesto familiare vi farà sentire sorprendentemente sicuri.
Meneurs d’allure / pacer: come usarli (senza farsi usare)
Il Verona Run Marathon è un evento strutturato, con un’organizzazione che, in passato, ha spesso previsto pacemaker per vari tempi di maratona e mezza maratona. Non tutte le fonti elencano i dettagli dei ritmi, ma il formato internazionale, l’omologazione e le ondate di partenza per fasce (sassi) fanno pensare a una presenza di gruppi condotti a tempi chiave.
- Sulla maratona 42 km: i pacer sono particolarmente utili se avete un obiettivo di tempo chiaro (per esempio sub 3h30, 4h, 4h30). Vi aiutano a contenere l’entusiasmo nei primi 15–20 km.
- Sulla mezza 21 km: spesso i gruppi si formano spontaneamente intorno ai pacer: possono trasformare i rettilinei lungo l’Adige in un “treno” che vi porta verso il vostro miglior tempo, senza dover guardare il GPS ogni 200 m.
- Sugli 8 km: di solito non sono previsti pacer formali. Il ritmo lo detta il sorriso di chi avete accanto.
Un piccolo avvertimento, nato da tanti racconti di gara: il pacer è un riferimento, non un contratto. Se al 30° km il loro passo “vi urla contro”, rallentare è un atto di rispetto verso il vostro corpo, non un fallimento.
Materiale specifico: cosa preparare per non rovinare la gara
Scarpe: il cuore dell’attrezzatura
- Maratona 42 km: scegliete scarpe con buona ammortizzazione e una risposta sufficiente per sostenere lunghi tratti a ritmo costante. Se utilizzate modelli con piastra (carbonio o simili), testateli almeno su un lungo di 25–30 km prima.
- Mezza 21 km: potete permettervi scarpe un po’ più reattive, mantenendo però un minimo di comfort. La tentazione di usare il modello “più aggressivo” è forte; chiedetevi sempre se i vostri piedi lo reggono per 21 km.
- 8 km: scarpe comode, quelle con cui allenate di solito. Meglio sentirvi stabili che “veloci”.
Ho visto runner arrivare alla partenza con scarpe appena comprate il giorno prima all’expo. Quasi nessuno di loro è tornato entusiasta. Le vesciche non guardano il design.
Abbigliamento: il gioco degli strati
- Strati superiori: maglia tecnica a maniche corte + eventuali manicotti, oppure maglia a maniche lunghe leggera. Con le temperature previste, partire con un po’ di brivido è una buona strategia.
- Gambe: pantaloncini per chi è abituato al freddo, tight leggeri per chi soffre le basse temperature.
- Accessori: guanti sottili, fascetta o cappellino leggero, soprattutto sulla maratona: al 20° km il sudore può incontrare un tratto più ventilato.
- Antipioggia: con un rischio pioggia intorno al 13%, una giacca pesante è spesso più un intralcio che un aiuto. Meglio una maglia traspirante e, al limite, un k-way leggerissimo da togliere.
C’è chi, a Verona, ha corso tutta la maratona con un sacco di plastica addosso per paura della pioggia. È arrivato al traguardo bagnato… di sudore. Il meteo va rispettato. Non temuto.
Dettagli che fanno la differenza
- Calze tecniche: senza cuciture spesse, già testate su lunghi. Le vesciche nascono spesso da un “solo” calzino sbagliato.
- Creme anti-sfregamento: essenziali sui 42 km, utili anche sui 21 km, soprattutto in presenza di umidità.
- Porta-gel / cintura: con ristori ben distribuiti, una cintura leggera o un porta-gel è più pratico di uno zaino. Il corpo vi ringrazierà.
Adattare la preparazione alle distanze reali
Per i 42 km: costruire un corpo che “accetta” la distanza
- Obiettivo principale: abituare muscoli e tendini a gestire oltre 4 ore di sforzo (o più), su asfalto, con poche variazioni di ritmo.
- Attenzione al dislivello moderato: le leggere ondulazioni e i ponti non richiedono allenamenti di montagna, ma qualche uscita con falsopiani e cavalcavia aiuta a simulare le sensazioni.
- Simulazioni di percorso: inserite allenamenti con lunghi rettilinei a ritmo gara, per abituare la mente alla monotonia apparente del Lungadige. Molti crolli nascono dalla testa, non dalle gambe.
Una volta, un corridore mi disse: “A Verona ho capito che non mi mancavano i chilometri, mi mancavano i chilometri tutti allo stesso ritmo”. È la grande lezione delle maratone veloci: la costanza pesa più della velocità.
Per i 21 km: gestire il confine tra controllo e audacia
- Profilo veloce: la mezza di Verona è fatta per correre forte, ma richiede abitudine a mantenere un passo sostenuto per 90–120 minuti.
- Passaggi sui ponti: non sono duri, ma possono spezzare il ritmo: allenatevi con piccole variazioni di pendenza senza cambiare troppo andatura.
- Finale in centro: l’ingresso verso Piazza Bra è emotivo: ricordate che l’ultimo km va “accompagnato”, non subìto.
C’è un momento, intorno al 17° km, in cui molti runner sentono una voce interna: “Oggi puoi osare”. Se avete rispettato il passo nella prima parte, Verona è un buon posto per ascoltarla.
Per gli 8 km: trasformare la corsa in un ricordo felice
- Distanza reale: 8 km che, per chi è abituato, passano in un attimo. Per chi inizia, sono un piccolo viaggio.
- Focus: più che sulla performance, sulla sensazione di arrivare senza sentirsi distrutti. Qui il successo è uscire dal traguardo con voglia di rifarlo.
- Terreno: asfalto regolare, perfetto per chi vuole scoprire come si muove il proprio corpo in corsa senza doversi preoccupare di radici, sassi, fango.
Tanti futuri maratoneti hanno iniziato proprio da una Family Run come questa. Il giorno dopo, ancora con la medaglia al collo, hanno detto: “Quasi quasi… potrei provare i 21”. E il resto è storia.
Gestione mentale e delle sensazioni lungo il percorso
Momenti chiave dei 42 km
- Fase iniziale: partenza fresca, folla, adrenalina. È il momento in cui rischiate di correre “con le emozioni” più che con le gambe.
- Lungadige veloce: tra il km 11 e il 18, il percorso invita a pensare che tutto sia facile. Tenete un piccolo margine: quello che risparmiate lì vi servirà dopo il 30° km.
- ZONA San Martino Buon Albergo: tratto più lontano dal cuore della città, perfetto per applicare tecniche di gestione mentale: spezzare la distanza in micro-obiettivi (prossimo ponte, prossimo ristoro).
- Km 40 e Porta Vescovo: quando passate sotto Porta Vescovo, il centro non è più solo una promessa. Non pensate “mancano solo 2 km”. Pensate “ho 2 km per onorare tutto quello che ho fatto fin qui”.
Momenti chiave dei 21 km
- Primi 5 km: segmento ideale per trovare il passo, senza inseguire gruppi troppo veloci. Chi sbaglia qui, di solito “paga” tra il 15° e il 18° km.
- Tratto sul Lungadige: immaginate di “agganciare” il vostro ritmo come se fosse un binario. Ogni micro-variazione va controllata. Le mezza veloci si vincono con la stabilità.
- Dal 15° km in poi: è la zona in cui potete permettervi, se vi sentite bene, una progressione leggera. Più di un personale è nato proprio in questi ultimi 6 km.
Momenti chiave degli 8 km
- Primi 2 km: il rischio è partire troppo forte, spinti dall’euforia. Se riuscite a pronunciare frasi intere senza ansimare, siete nel ritmo giusto.
- Zona centrale: prendetevi qualche secondo per sentire il rumore dei passi, le voci intorno. È allenamento, sì. Ma è anche un ricordo che resterà.
- Ultimo km: non guardate solo l’orologio. Guardate chi è accanto a voi. Spesso il vero traguardo è condiviso.
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Marathon de Véronne (Verona Run Marathon 42/21K and Family Run) non è una corsa qualunque: è un impegno con voi stessi, con le strade di Verona e con mesi di preparazione intelligente. Pour affrontare al meglio i 42 km, i 21 km o gli 8 km, un piano d’allenamento personalizzato fa la differenza: vi aiuta a gestire il passo, a dosare le energie, a rispettare il vostro corpo. Su Preparun, il vostro piano viene adattato alla distanza scelta, al vostro livello e al numero di uscite settimanali. Così, il giorno della gara, non improvvisate: respirate, vi lasciate guidare dall’esperienza… e godete davvero della città e della corsa.
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