Informazioni sulla gara
Mezza Maratona dell’Isola del Giglio propone 5 gare da 10 a 30 km, il 11 ottobre 2026 a Isola del giglio.
| Gara | Distanza | Partenza |
|---|---|---|
| 10 km | 10 km | |
| 11 km | 11 km | |
| 12 km | 12 km | |
| 21 km | 21 km | |
| 30 km | 30 km |
C’è un momento, qualche settimana prima della gara, in cui l’Isola del Giglio inizia ad abitare i vostri allenamenti. Vi sorprendente a immaginare la salita verso Giglio Castello, la luce sul mare tra Giglio Porto e Giglio Campese, il respiro che si fa più profondo nei tratti di sterrato. Se state leggendo queste righe, siete già iscritti alla Mezza Maratona dell’Isola del Giglio o a una delle sue distanze, e il vostro viaggio è iniziato. Ora si tratta di prepararlo con calma e intelligenza.
Ho corso per più di vent’anni, e ogni volta che torno su un’isola mi ricordo di quanto un percorso possa cambiare la percezione del tempo. Su queste strade, fra mare Tirreno, macchia mediterranea e borghi arroccati, la distanza non è mai solo un numero. Che abbiate scelto i 30 km, la mezza maratona 21 km, gli 11 km o le formule più conviviali dei 10 km e del trekking 12 km, l’Isola del Giglio vi chiede rispetto. E una preparazione adeguata.
Mezza Maratona dell’Isola del Giglio: percorso, atmosfera, terreno
La Giglio Island Half Marathon nasce come evento che unisce corsa, scoperta del territorio e un certo gusto per l’avventura. Si corre tra Giglio Porto, punto di partenza, e Giglio Campese, dove si trova l’area di arrivo e ritrovo, immersa nella baia sabbiosa di fronte al mare. Il tracciato della mezza maratona segue in buona parte l’impostazione della 30 km, con passaggi panoramici e una sequenza di saliscendi che non lascia mai la corsa completamente “piatta”.
Per i 21 km, le informazioni ufficiali indicano un dislivello di circa 585 m e una lunghezza reale di 21,100 m. Il percorso parte da Giglio Porto alle ore 9:30 e sale in modo progressivo per i primi 6 km verso il borgo medievale di Giglio Castello. Da lì si prosegue tra asfalto e tratti sterrati, con vista mare quasi costante, scorci sul faro di Capel Rosso e passaggi nella macchia mediterranea. L’arrivo a Giglio Campese regala l’ultima emozione: il mare di fronte, la sabbia, il contrasto fra la fatica nelle gambe e la bellezza del paesaggio.
L’atmosfera, dalle immagini e dai racconti delle prime edizioni, è quella delle gare insulari: dimensione raccolta, organizzazione attenta ma non “industriale”, volontari che conoscono ogni curva dell’isola, corridori che arrivano spesso il giorno prima in traghetto e hanno voglia di condividere storie di corsa e di viaggio. È una corsa su strada, sì, ma con una forte connotazione “esperienziale”, come ama definirsi la stessa organizzazione.
Il terreno è principalmente asfalto, con alcuni tratti di sterrato e salite decise, soprattutto verso Giglio Castello. Questo fa della Mezza Maratona dell’Isola del Giglio una gara da preparare come una corsa su strada collinare, con attenzione ai cambi di ritmo e alla gestione delle discese, che possono affaticare i quadricipiti se non siete abituati.
Preparare la Mezza Maratona dell’Isola del Giglio: cosa lavorare in allenamento
La preparazione del vostro plan d'entraînement per il Giglio Island Running deve partire da una constatazione: le salite iniziali verso Giglio Castello sono il punto chiave del percorso. Arrivare qui già fuori giri significa condizionare tutto il resto della gara. Il vostro allenamento, nelle settimane che precedono l’11 ottobre, dovrebbe integrare:
- Lavori in salita: ripetute in salita medio-lunga (2–4 minuti) e uscite collinari di 12–18 km per i 21 km, 18–24 km per i 30 km, 8–12 km per gli 11 km. L’obiettivo non è solo la forza, ma imparare a trovare un passo regolare.
- Cambi di ritmo su percorso ondulato: fartlek o progressivi dove alternate tratti più veloci in salita e falsopiano, seguiti da recupero controllato in discesa. Il tracciato dell’isola obbliga a saper modulare lo sforzo.
- Lunghi specifici: almeno 3–4 uscite “lunghe” che si avvicinino alla distanza di gara (fino a 28–30 km per la 30 km, 18–20 km per la 21 km, 10–12 km per gli 11 km), su terreni collinari.
- Lavoro di forza: esercizi per core, glutei e polpacci, due volte a settimana, per resistere alle discese e alla continua variazione di pendenza.
In questo contesto, un plan d'entraînement personalizzato, che tenga conto della distanza scelta, del vostro livello e del numero di uscite settimanali, diventa uno strumento prezioso. Vi permette di distribuire correttamente carichi, recuperi e lavori specifici in salita, arrivando sull’isola con una base solida ma non affaticata.
Crea il tuo piano di allenamento personalizzato
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Quando preparo una gara con molti saliscendi, mi piace inserire una seduta “di osservazione”: uscita tranquilla, su percorso collinare, dove vi concentrate più sulle sensazioni che sui tempi. Provate a percepire come cambia il respiro quando la strada sale, come reagiscono le gambe in discesa, quanto vi serve per tornare a una respirazione calma. Portare questa consapevolezza sulla Mezza Maratona dell’Isola del Giglio significa correre in modo più intelligente, non solo più forte.
Un altro aspetto spesso sottovalutato è il recupero. Per una gara come questa, la longevità sportiva passa da settimane in cui accettate di correre più piano, di ridurre i chilometri, di lasciare spazio al sonno e alla nutrizione. Non dimenticate che il viaggio verso l’isola, i trasferimenti in traghetto, i cambi di routine possono influire sulla freschezza muscolare. Programmate almeno 2–3 giorni di riduzione del carico prima della gara, con un richiamo corto alla distanza ma in totale controllo.
Per chi corre i 30 km, la dimensione si avvicina a quella di un trail lungo su strada collinare. Qui la gestione dell’allure diventa quasi più importante del ritmo assoluto. Pensate in termini di “zona di comfort” piuttosto che di tempo al chilometro: un passo che possiate mantenere anche dopo 2 ore di corsa, con margine per gestire le ultime salite e la discesa verso Campese. Per la mezza maratona, invece, la sfida è trovare l’equilibrio tra ambizione e prudenza: partire un filo sotto ritmo nei primi 5–6 km e concedersi un’eventuale progressione solo dopo il passaggio a Giglio Castello.
Il giorno J, la tua alimentazione fa la differenza.
Prima, durante e dopo la gara: un piano alimentare personalizzato è disponibile in aggiunta al tuo piano d'allenamento.
Materiale, alimentazione e gestione dell’allure sulla Giglio Island Half Marathon
Il regolamento della gara insiste su un punto: portare il proprio bicchiere in silicone, perché ai ristori non saranno disponibili bicchieri monouso. È un dettaglio che dice molto della cura per l’ambiente e che impatta anche la vostra gestione dell’idratazione. Allenatevi, nelle settimane precedenti, a bere con il vostro bicchiere o con una soft flask, magari durante le sedute più lunghe.
Per quanto riguarda le scarpe, il terreno misto (asfalto + sterrato) rende ideale un modello da strada con buona aderenza, oppure una scarpa “ibrida” da city-trail: sufficiente ammortizzazione per l’asfalto, ma grip adeguato per i tratti sterrati e le discese. Eviterei un trail troppo aggressivo, per non appesantire la corsa sui lunghi tratti asfaltati.
Sull’alimentazione, mantenete una strategia semplice e già testata in allenamento: gel o piccoli snack ogni 30–40 minuti per la 30 km, ogni 35–45 minuti per la mezza, con qualche sorso d’acqua a ogni occasione utile. Fate attenzione al clima: a ottobre il meteo può essere mite ma ancora soleggiato, e il riflesso del mare spesso rende la percezione del caldo più intensa.
La gestione dell’allure, su un percorso come quello della Mezza Maratona dell’Isola del Giglio, si costruisce con due idee chiave:
- Proteggere i primi 6 km: in salita progressiva, vanno corsi con margine. Pensate di “salvare” fiato e gambe per il resto.
- Restare fluidi in discesa: niente sovraccarico, passo leggermente più corto, attenzione ai quadricipiti, soprattutto se non siete abituati a discese lunghe.
Molti corridori raccontano di una sensazione speciale quando, dopo i saliscendi, la vista si apre verso Campese e il mare diventa un orizzonte chiaro. In quel momento, se avete gestito bene il passo, avrete ancora spazio mentale per godervi l’ultimo tratto, invece di concentrarvi solo sulla fatica.
Informazioni pratiche e logistica per il giorno gara
L’evento Giglio Island Running – Mezza Maratona dell’Isola del Giglio è in programma l’11 ottobre 2026, con partenza generale alle 9:30 da Giglio Porto e arrivo a Giglio Campese. Per la 21 km, il ritrovo è previsto alle 7:15 a Giglio Campese, da cui le navette portano i concorrenti alla partenza a Giglio Porto. Nella zona di ritrovo è presente un gazebo dove lasciare lo zaino, contrassegnato con l’adesivo numerico corrispondente al pettorale.
Le distanze ufficiali in programma comprendono:
- 30 km: prova più lunga, su percorso collinare e panoramico tra Giglio Porto, il faro di Capel Rosso e Giglio Campese.
- 21 km (Mezza Maratona dell’Isola del Giglio): 585 m di dislivello circa, percorso misto asfalto–sterrato, stesso orario di partenza delle altre prove.
- 11 km: distanza intermedia, con logica simile ma accorciata rispetto al tracciato principale.
- 10 km Family Run: prova più accessibile, pensata anche per chi vuole vivere la giornata in modo meno competitivo.
- 12 km Trekking: dimensione escursionistica, per chi desidera camminare e scoprire l’isola a passo più lento.
Per dettagli aggiornati su regolamento, navette, iscrizioni e eventuali variazioni di programma, vi consiglio di consultare il sito ufficiale mezzamaratonaisoladelgiglio.it e la pagina Facebook Mezza Maratona dell’Isola del Giglio. Troverete lì tutte le comunicazioni dell’organizzazione e le indicazioni pratiche per il giorno della gara.
Prendetevi il tempo di immaginare il vostro arrivo a Giglio Campese: il mare davanti, il respiro che si calma lentamente, il ricordo dei saliscendi già trasformato in soddisfazione. La Mezza Maratona dell’Isola del Giglio non è solo una corsa, è un modo diverso di abitare il tempo di gara, fra natura e introspezione. Prepararla con cura è il regalo più grande che possiate fare a voi stessi e a questa isola così speciale.
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Buono a sapersi
Meteo e condizioni climatiche di ottobre: cosa aspettarvi davvero
Ottobre al Giglio è traditore. Sembra dolce, ma se vi distraete vi frega.
- Temperature medie: massime intorno ai 17°C, minime sui 12°C. All’alba può farvi venire voglia di tenere la felpa, a metà gara potreste sognare il mare in costume.
- Umidità e mare: l’aria è spesso umida, il sudore evapora male. A ritmo gara potreste percepire più caldo dei gradi reali. Idratazione da non sottovalutare.
- Vento: tipico contesto isolano. Può essere un alleato in salita e un nemico in alcuni rettilinei esposti. Vi capiterà quel momento “muro d’aria” dove avrete l’impressione di correre sul posto.
- Sole e luce: il riflesso del mare inganna. Non sembra così caldo, ma vi svuota piano piano. Occhi e testa vanno protetti come in una gara di fine primavera.
Una scena che succede spesso in queste gare insulari: primi chilometri con qualcuno che dice “che fresco, si sta benissimo”. Al ristoro successivo, stessa persona è rossa, maglia inzuppata e sguardo perso verso il mare. Meglio non essere quella persona.
- Per tutte le distanze (10–11–12–21–30 km): pensate a un abbigliamento a strati leggeri, facile da gestire. Un gilet o manicotti che potete togliere in corsa sono spesso la scelta più intelligente.
Profilo altimetrico: come cambia lo sforzo in base alla distanza
Anche se il tracciato è su strada, la sensazione è quella di una gara collinare “vera”. Nessuna distanza è banalmente “piatta”. Le salite e le discese cambiano il modo di correre, e vanno rispettate in modo diverso a seconda dei chilometri che affronterete.
10 km – Family Run (10 km effettivi)
- Obiettivo principale: non bruciarvi nelle prime salite. Avrete meno margine per recuperare rispetto alle distanze lunghe.
- Gestione dello sforzo: pensatela come una gara “mossa” più che come un 10 km veloce di città. Salita = ritmo controllato, discesa = tecnica, non kamikaze.
- Consiglio pratico: in allenamento, abituatevi a fare brevi tratti in salita seguiti da discese, cercando di non stracciare il fiato. Vi servirà per arrivare al traguardo con la sensazione di “averne ancora”.
Capiterà quasi sicuramente quel momento in cui un tratto in pendenza sembra finire… poi curva, e ce n’è ancora un pezzetto. Ridete, respirate, non litigate con il percorso. Passa.
11 km – distanza intermedia
- Transizione tra “corto” e “gestione”: iniziate a sentire la gara come gestione dell’energia, non solo come “spinta”.
- Salite: stessa dinamica delle distanze maggiori, ma con un margine di fatica più stretto. Se sbagliate i primi chilometri, gli ultimi 2–3 possono diventare lunghi.
- Percezione dello sforzo: utile usare una scala interna (da 1 a 10) e restare intorno a 6–7 in salita. Quella voglia di spingere di più? Tenetela per gli ultimi chilometri.
Molti corridori, sulle gare collinari di 10–11 km, raccontano la stessa cosa: “pensavo di farla quasi tutta forte, e invece ho capito che ‘forte’ doveva aspettare”. Qui sarà lo stesso.
12 km – Trekking
- Non è “solo camminare”: i saliscendi, anche a passo escursionistico, stancano gambe e fiato. Serve un minimo di abitudine a camminate collinari.
- Uso dei bastoncini: se ammessi, possono essere un grande aiuto nelle salite più lunghe e nelle discese, soprattutto se non siete escursionisti abituali.
- Gestione del passo: meglio un passo regolare, che vi permetta di parlare, che alternare tratti velocissimi e pause infinite.
È il classico percorso dove ci si ferma un attimo per una foto e ci si accorge che il cuore batte ancora forte. Il paesaggio distrae, ma la pendenza lavora sotto traccia.
21 km – Mezza maratona (dislivello ≈ 585 m)
- Salita iniziale verso Giglio Castello: è la “firma” della gara. Se la affrontate troppo forte, lo pagherete ovunque: in discesa, sullo sterrato, nella parte finale.
- Dislivello importante: 585 m sono tanti per una mezza su strada. La corsa somiglia più a una mezza collinare “impegnativa” che a una gara da personale.
- Gestione mentale: pensate in blocchi (salita iniziale – parte centrale mista – gestione finale), non in km uno per uno. Vi aiuta quando la testa comincia a contare al contrario.
Un’immagine che molti riconosceranno: metà gara, gambe ancora decenti, ma la testa si chiede “quanto manca davvero?”. In quel momento, ricordarsi che lo sforzo è stato pianificato a blocchi aiuta a non cedere.
30 km – la “quasi lunga” di strada collinare
- Vicino a un trail lungo come impegno muscolare: salite, discese, variazioni di appoggio, asfalto e sterrato.
- Gestione del ritmo: ragionate in termini di zona di comfort. Ritmo che potreste tenere ancora 5 km in più, non quello da “vedo la fine”.
- Discesa: i quadricipiti saranno messi alla prova. Se arrivate con le gambe già cotte dalla salita iniziale, gli ultimi chilometri sembreranno molto più lunghi dei 30 dichiarati.
Chi ha già corso 30 km collinari lo sa: non è solo questione di fiato. È quella sensazione dei quadricipiti che bruciano in discesa, mentre il cervello vi dice “ma è piano, dovresti andare più forte”. Al Giglio, succederà.
Terreno e scelta delle scarpe: trovare il giusto compromesso
Il terreno alterna asfalto e sterrato, con tratti in pendenza che richiedono attenzione soprattutto in discesa. La scelta delle scarpe è più importante di quanto sembri.
- Per 10–11–12 km:
- Scarpa da strada ben ammortizzata, con suola non troppo liscia.
- Se tendete a scivolare, un modello “city trail” (ibrido) con un po’ di grip vi dà sicurezza nei tratti sterrati.
- Per 21 km:
- Scarpa da strada con buon supporto e ammortizzazione solida, per proteggere dalle discese.
- Se siete leggeri e abituati allo sterrato, una scarpa ibrida può essere un ottimo compromesso.
- Per 30 km:
- Ammortizzazione e protezione muscolare in cima alla lista. Una scarpa troppo minimal vi presenta il conto dopo il 20° km.
- Meglio un modello che conoscete bene, già rodato su uscite lunghe collinari.
Aneddoto tipico da gare miste asfalto–sterrato: chi parte con scarpe nuove “per l’occasione” spesso si ritrova a metà gara a pensare più alle vesciche che al paesaggio. Non testate nulla di nuovo il giorno della gara. Nessuna eccezione.
Ristori, idratazione e gestione dell’energia
Sull’isola l’idratazione diventa un gesto tecnico, non solo un dettaglio logistico.
- Niente bicchieri monouso: è richiesto l’uso di bicchiere personale in silicone o soft flask. Questo cambia il modo in cui vi avvicinate al tavolo ristoro: dovete “entrare” nel vostro gesto, aprire, bere, chiudere. Va provato prima.
- Per tutte le distanze:
- Allenatevi a bere in movimento con il vostro bicchiere o borraccia.
- Provate a gestire i gel (se li usate) negli ultimi metri prima del ristoro, per poi bere subito dopo.
Strategia diversa per distanza
- 10–11 km:
- Qualche sorso d’acqua ai ristori è spesso sufficiente, se arrivate ben idratati.
- Un solo gel o nessuno, in base alle vostre abitudini. Non improvvisate.
- 12 km Trekking:
- Meglio una piccola borraccia o soft flask personale a portata di mano, soprattutto se il sole picchia.
- Snack semplici (frutta secca, barrette) provati prima.
- 21 km:
- Un gel o piccolo snack ogni 35–45 minuti, accompagnato da acqua.
- Attenzione alla tentazione di trascurare i primi ristori “perché sto bene”. Arrivate a metà gara già in deficit e il panorama non basterà a tenervi su.
- 30 km:
- Strategia da gara lunga: gel ogni 30–40 minuti, con acqua costante.
- Se siete sensibili di stomaco, alternate gel con piccoli bocconi solidi (mezze barrette, pezzetti di banana, ecc.), ma sempre testati in allenamento.
C’è un momento, verso la fine, in cui il mare sembra vicino ma gli ultimi chilometri non finiscono mai. Se l’energia è stata gestita bene, quel momento diventa emozione pura. Se avete “saltato” i ristori, diventa un conto alla rovescia sofferto.
Materiale specifico: piccoli dettagli che pesano tanto
- Cappellino o visiera:
- Consigliato per tutte le distanze. Il riflesso del mare e della roccia può affaticare più di quanto pensiate.
- Occhiali da sole:
- Non solo comfort: riducono la tensione del viso, vi aiutano a rilassare le spalle.
- Crema solare:
- Da applicare prima, soprattutto su nuca, orecchie, naso, spalle se correte in canotta.
- Cintura portaborraccia o gilet leggero da corsa:
- Molto utili per 21 e 30 km, se preferite avere con voi una riserva d’acqua e i vostri gel.
- Calze tecniche:
- Meglio un paio che conoscete già su uscite collinari. Se pensate ai 30 km, considerate calze leggermente più robuste nelle zone di sfregamento.
Una cosa che capita spesso: tanti pensano ai chilometri, pochi pensano ai piedi. Alla fine, sono loro che toccano l’isola a ogni passo. Meritano un po’ di progettazione.
Gestione del ritmo: differenze pratiche tra 10, 11, 12, 21 e 30 km
| Distanza | Approccio al ritmo | Errore più comune |
|---|---|---|
| 10 km | Partenza controllata, progressione dopo metà gara se c’è margine. | Partire “come un 10 km in città” e inchiodarsi sulla prima salita lunga. |
| 11 km | Ritmo da gara breve ma con margine in salita, ultimi 2–3 km in spinta. | Sottovalutare l’accumulo di fatica: salire troppo forte “tanto sono solo 11”. |
| 12 km Trekking | Passo costante, pause brevi e mirate, ascolto del respiro. | Fermarsi troppo spesso all’inizio per foto e chiacchiere e arrivare esausti. |
| 21 km | Primi 6 km “in difesa”, parte centrale in gestione, finale se possibile in progressione. | Farsi trascinare dall’euforia della partenza e pagare nella seconda metà. |
| 30 km | Pensare a una gara in 3 atti: prudenza – gestione – resilienza. | Correre i primi 15 km a ritmo mezza maratona: la parte finale diventa una lunga trattativa con sé stessi. |
Una delle esperienze più forti su percorsi come questo è la sensazione di aver azzeccato il ritmo. Arrivare all’ultimo tratto con la possibilità di allungare il passo, con il mare davanti, resta in memoria per anni.
Abbigliamento e gestione del freddo/caldo all’Isola
- Partenza fresca, arrivo mite:
- Per 10–11–12 km: maglia tecnica leggera, eventualmente manicotti rimovibili.
- Per 21–30 km: base layer traspirante + maglia tecnica. Evitate materiali che trattengono troppo il sudore.
- Post-gara:
- Portate un cambio completo e caldo. Dopo lo stop, anche con 17°C, raffreddarsi sudati con il vento del mare non è piacevole.
- Una felpa o piumino leggero possono trasformare il dopo gara da “brividi” a “mi godo il mare”.
Molti sottovalutano il momento dopo l’arrivo, convinti che “tanto è ottobre, si sta bene”. È quando smettete di muovervi che il corpo vi ricorda che siete su un’isola, con l’aria che cambia in fretta.
Mentalità: come preparare la testa a questo tipo di gara
- Accettare che il tempo finale conti meno:
- Su percorsi collinari e panoramici come questo, il cronometro non è facilmente confrontabile con le vostre gare cittadine.
- Usare il paesaggio come risorsa:
- Nei momenti duri (un falsopiano infinito, una discesa che picchia sulle gambe) alzate lo sguardo. Il mare, i borghi, le curve della strada aiutano davvero a respirare meglio.
- Allenare le “giornate no”:
- In preparazione, qualche uscita in cui accettate di non guardare il ritmo quando la strada sale, ma solo la gestione del respiro. Vi tornerà in mente proprio quando vi servirà.
Molti ricorderanno questa gara non per il tempo sul Garmin, ma per un preciso istante: una curva in salita, il mare che appare all’improvviso, il fiato corto che si mescola a un sorriso stupito. Prepararsi bene significa arrivare lucidi a quel momento.
Meteo prevista il giorno della gara a Isola Del Giglio
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Domande e risposte
Il percorso della Mezza Maratona dell’Isola del Giglio misura circa 21,1 km con un dislivello complessivo di circa 585 m, su tracciato omologato. Si parte da Giglio Porto e si arriva a Giglio Campese, attraversando salite progressive nei primi 6 km fino al borgo di Giglio Castello, poi tratti panoramici tra mare, vigneti e strade costiere. Pour bien vous préparer, intégrez des sorties vallonnées qui reproduisent ces profils de montée et de descente.
La Mezza Maratona dell’Isola del Giglio è più impegnativa di una mezza maratona piatta: i 585 m di dislivello e la lunga salita iniziale la rendono una prova "collinare" con impatto muscolare e cardiaco maggiore. È adatta a chi ha già esperienza sui 21 km o su gare di trail/corse collinari e riesce a correre almeno 3 volte a settimana. Se è la vostra prima mezza, puntate a un obiettivo "finisher" e focalizzate l’allenamento sulla gestione dell’intensità in salita più che sul tempo finale.
Nei primi 6 km la corsa è in salita progressiva fino a Giglio Castello: conviene partire più piano del ritmo medio previsto e correre "in controllo". In allenamento, inserite 1 seduta settimanale su percorso collinare o ripetute in salita, più un lungo con saliscendi per abituare gambe e fiato. In gara, usate la discesa e i tratti corribili dopo il faro e verso Giglio Campese per recuperare senza forzare oltre soglia: l’obiettivo è arrivare lucidi negli ultimi 5 km.
Sulla Mezza Maratona dell’Isola del Giglio sono previsti ristori lungo il percorso, con il primo intorno al km 5. È obbligatorio/fortemente consigliato portare il proprio bicchiere in silicone perché ai ristori non ci saranno bicchieri. Ritrovo alle 7:15 a Giglio Campese, da cui partono le navette per la partenza a Giglio Porto; start alle 9:30. È disponibile un gazebo deposito zaini a Giglio Campese: ricordate di apporre sullo zaino il numero di pettorale. Scarpe: preferite modelli da strada con buona aderenza per salite e discese.
Per arrivare pronti alla Mezza Maratona dell’Isola del Giglio il più efficace è seguire un piano personalizzato, adattato ai 21,1 km e ai 585 m di dislivello di questa gara. Sur preparun.com, vous pouvez créer deux types de plans: - Il Starter Run: piano gratuito, ideale per iniziare la preparazione in modo guidato, strutturato sulle vostre età, livello, obiettivo e numero di uscite settimanali. - La Finisher Line: piano completo e a pagamento, pensato per arrivare pronti il giorno J, con lavoro specifico su salite, ritmo gara e gestione della fatica, sempre personalizzato sui vostri dati e sul profilo altimetrico della Mezza Maratona dell’Isola del Giglio. Vi invitiamo a creare ora il vostro piano su preparun.com, così da programmare al meglio le prossime settimane e presentarvi sulla linea di partenza con una preparazione su misura.
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