Monte Zerbion Skyrace 2027 – Châtillon

Monte Zerbion Skyrace 2027

Châtillon (11024) 15 maggio 2027 Trail
Partenza tra
J−293

Informazioni sulla gara

Monte Zerbion Skyrace 2027 propone 4 gare da 6 a 22 km, il 15 maggio 2027 a Châtillon.

Informazioni chiave sulle gare di Monte Zerbion Skyrace 2027
Gara Distanza Dislivello
6 km 6 km +850 m
10 km 10 km +2 200 m
18 km 18 km +1 500 m
22 km 22 km +2 200 m

Il percorso della Monte Zerbion Skyrace 2027

La Monte Zerbion Skyrace torna il 15 maggio 2027 con partenza e arrivo a Châtillon, in Valle d’Aosta, e con quartier generale in piazza dei Volontari del Sangue. La manifestazione propone un contesto alpino autentico, da skyrace vera: salite continue, passaggi in quota, terreno montano e una logica di sforzo che premia chi sa restare regolare. Le informazioni ufficiali del programma indicano partenza e arrivo nel centro di Châtillon, con un’atmosfera da evento di paese ma con ambizione sportiva netta.

Le distanze ufficiali sono quattro: 22 km con D+ 2200 m, 18 km con D+ 1500 m, 10 km con D+ 2200 m e 6 km con D+ 850 m. Nel programma della manifestazione compaiono anche denominazioni come MZS e MZV, segno di un format che alterna skyrace e vertical, con il Monte Zerbion come riferimento costante. È una gara che chiede testa fredda: il dislivello si consuma in fretta, ma le energie no, e il rischio più comune è partire con un ritmo troppo ambizioso sui primi pendii.

Dal punto di vista della preparazione, il vostro plan d'entraînement deve somigliare al percorso stesso: poco lineare, ma ben costruito. Servono sedute di salita ripetuta, un lavoro specifico in discesa per abituare i quadricipiti all’eccentrico, e uscite lunghe in ambiente collinare o montano per imparare a gestire alimentazione e passo. Se state cercando una preparazione davvero utile per la Monte Zerbion Skyrace 2027, questa è la gara che vi chiede di allenare la pazienza prima ancora della velocità.

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Un dettaglio che spesso fa la differenza è la capacità di restare morbidi quando la pendenza si impenna. In una skyrace di questo tipo non vince chi spinge sempre, ma chi sa alternare corsa, passo deciso e piccoli momenti di recupero attivo senza perdere continuità. Ricordo bene una salita lunga affrontata con troppe illusioni di ritmo: le gambe non crollarono subito, ma si spensero nel tratto finale, quando serviva ancora lucidità. È una lezione che torna utile qui: la salita va divisa in blocchi mentali semplici, non in pensieri eroici.

Per l’abbigliamento e il materiale, pensate alla praticità. Scarpe con buon grip e protezione sufficiente, zaino o cintura se previsto dal vostro abituamento, e un sistema di idratazione che sapete usare già in allenamento. In montagna, soprattutto quando il dislivello è importante, il problema non è portare il materiale giusto una volta: è averlo già testato nelle sedute lunghe, senza attriti, senza sorprese, senza la sensazione di avere addosso qualcosa che distrae.

La nutrizione va preparata con la stessa serietà. Su sforzi di questa durata, il corpo ha bisogno di un apporto regolare di liquidi e carboidrati, non di corse all’ultimo sorso. Allenate anche questo: assumere gel o piccoli bocconi in salita, bere prima di avere sete, e verificare cosa tollerate davvero quando il respiro si fa più corto. Il giorno della gara non si inventa nulla; si esegue ciò che avete già provato.

Infine, proteggete il recupero. Un buon plan d'entraînement per la Monte Zerbion Skyrace 2027 non vive solo di qualità, ma anche di sonno, giorni facili e settimane in cui lasciate assorbire il lavoro. Le skyrace insegnano una forma di disciplina gentile: accumulare senza rompere, costruire senza forzare, arrivare con desiderio e non con stanchezza cronica. È una differenza sottile, ma in montagna si sente tutta.

Nutrition de course

Il giorno J, la tua alimentazione fa la differenza.

Prima, durante e dopo la gara: un piano alimentare personalizzato è disponibile in aggiunta al tuo piano d'allenamento.

Se vi state preparando per la Monte Zerbion Skyrace 2027, tenete presente che il vostro obiettivo non è soltanto arrivare in cima, ma farlo nel modo più economico possibile, conservando lucidità per la discesa e per il finale verso Châtillon. È questo equilibrio, più della semplice voglia di andare forte, che fa una vera buona giornata di gara.

Le informazioni pratiche per la Monte Zerbion Skyrace 2027

La manifestazione si svolge a Châtillon, in Valle d’Aosta, con quartier generale in piazza dei Volontari del Sangue. Il programma ufficiale indica il 15 maggio 2027 come data dell’evento. Il sito ufficiale e i canali social della gara sono la fonte più affidabile per eventuali aggiornamenti su orari, logistica e variazioni di programma.

  • Luogo: Châtillon (AO), Valle d’Aosta
  • Quartier generale: piazza dei Volontari del Sangue
  • Data: 15 maggio 2027
  • Distanze ufficiali: 22 km, 18 km, 10 km, 6 km
  • Dislivelli ufficiali: 2200 m, 1500 m, 2200 m, 850 m

Per seguire gli aggiornamenti della gara, potete consultare il sito ufficiale Monte Zerbion Skyrace e il sito ufficiale Monte Zerbion Skyrace.

Questa è una gara che lascia addosso immagini nitide: il paese, la montagna, la fatica che sale con voi e poi si scioglie al ritorno. Châtillon è uno di quei luoghi in cui la skyrace non è solo competizione, ma un modo serio e bello di stare dentro la montagna.

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Percorsi delle diverse distanze

Tracciato GPS e profilo altimetrico
22 km

Percorso dettagliato Monte Zerbion Skyrace 2027 - 22 km

Dislivello positivo 2 200 m

Buono a sapersi

Contesto meteo e condizioni in quota

Metà maggio in Valle d’Aosta è una stagione di confine. Non è inverno. Non è ancora estate. La montagna si prende il diritto di sorprendervi.

  • Temperature attese a Châtillon: fresche al mattino, spesso sotto i 10°C, più miti nelle ore centrali, ma con aria che resta secca e “frizzante”.
  • In quota su Monte Zerbion: qualche grado in meno, vento più presente, possibilità reale di passaggi su terreno umido, residui nevai o tratti molto bagnati nei versanti in ombra, a seconda dell’innevamento dell’anno precedente.
  • Meteo variabile: la gara ha una storia fatta di giornate limpide e di nubi basse improvvise. Vale la pena allenarsi mentalmente all’idea di correre con cielo che cambia, luce che si fa grigia, pendenze che sembrano più dure quando la montagna si chiude.

Per la preparazione, vi aiuta molto simulare queste condizioni: uscite con partenza all’alba, qualche allenamento sotto la pioggia leggera, un paio di sedute con vento in cresta. Non è solo allenamento fisico. È abituare la testa a non scomporsi.

Profili dei percorsi e gestione del dislivello

Le quattro distanze hanno caratteri diversi. Non sono semplici “versioni corte” o “lunghe” della stessa cosa. Cambia il rapporto tra salita, discesa e tempo sotto sforzo.

22 km – D+ 2200 m: la skyrace completa

Qui il dislivello positivo è praticamente quello di una grande classica alpina di skyrunning. Ma concentrato in soli 22 km. La gara vi chiede solidità.

  • Salite lunghe e continue: aspettatevi blocchi di salita che sembrano non finire. Servono allenamenti con tratti di 40–60 minuti di ascesa quasi ininterrotta, in montagna o su lunghi sterrati ripidi.
  • Discesa tecnica e muscolare: il ritorno verso Châtillon non è un semplice “lasciarsi andare”. I quadricipiti devono aver già conosciuto quell’eccentrico che brucia, in allenamento, su discese lunghe e variate.
  • Gestione mentale: su 22 km e 2200 m D+ è facile vivere un “piccolo crollo” mentale in qualche tratto di salita. Allenatevi a spezzare mentalmente le salite in segmenti brevi, a cambiare micro-obiettivo ogni 5–10 minuti.

C’è un momento in gare di questo tipo in cui si avverte il silenzio del gruppo: nessuno parla più, si sente solo respiro e bastoncini sul terreno. Se in allenamento avete già vissuto quei silenzi, in gara non vi spaventano.

18 km – D+ 1500 m: intensità alta, margine basso

Il rapporto distanza/dislivello rende questa prova molto concentrata. Non è “molto più facile” della 22 km, è semplicemente più corta con un dislivello comunque importante.

  • Carico di salita: 1500 m D+ su 18 km significa che i tratti “facili” sono pochi. In preparazione, utili i lavori tipo “salita continua da 600–800 m D+” abbinati a discese immediate per insegnare alle gambe a cambiare registro velocemente.
  • Ritmo medio elevato: qui il rischio è partire come in una gara collinare e ritrovarsi impastati a metà salita. In allenamento lavorate molto sulla percezione di un ritmo “solido ma sostenibile” in salita, misurando il respiro più che il cronometro.
  • Transizioni salita/discesa: la prova vi chiede di “switchare” dalla salita alla discesa senza tempi morti. Potete simulare questo con allenamenti che alternano subito una lunga salita a una discesa tecnica, senza fermarvi in cima.

10 km – D+ 2200 m: vertical estremo

10 km con 2200 m D+ non perdonano. L’andamento è quasi vertical puro. È una gara di lentezza lucida, non di velocità.

  • Pendenze molto ripide: ci saranno tratti in cui correre è quasi impossibile per la maggior parte dei partecipanti. Conviene prepararsi a salire di passo, con bastoncini (se consentiti) e ritmo da camminatore veloce.
  • Allenamento specifico “vertical”: ripetute su muri di salita: 300–500 m D+ di seguito, da ripetere più volte, aiutano a costruire la forza specifica. Una volta, in un vertical simile, un atleta raccontò di aver capito la gara quando si è accorto che stava “corriendo” a 6 km/h ma con il cuore al massimo. Non è questione di velocità, è questione di pendenza.
  • Gestione del tempo senza discesa: qui la discesa non vi salva. La gara finisce in alto. Il piano nutrizionale deve considerare che il tratto più duro è anche quello finale. Niente “risparmio” eccessivo: meglio alimentarsi regolarmente già dai primi minuti.

6 km – D+ 850 m: prova breve, ma non leggera

6 km con 850 m D+ hanno la logica di un vertical accessibile, ma non banale. È la distanza dove si parte spesso troppo forte.

  • Profilo di salita continua: la gara si gioca quasi tutta in ascesa. In preparazione, sedute di 30–40 minuti di salita senza interruzioni, a ritmo controllato, sono molto utili.
  • Approccio per chi viene dal pianura: se allenate spesso su asfalto, serve un periodo di adattamento in collina, con percorsi che abbiano tratti ripidi ma brevi, da allungare progressivamente. Le caviglie hanno bisogno di imparare il linguaggio del terreno.
  • Prova ideale per esordio in montagna: molti corridori ricordano la prima volta su un vertical “corto”: si parte con entusiasmo, si arriva con umiltà. È un ottimo terreno per scoprire come reagisce il vostro corpo alla pendenza seria.

Terreno di gara e allenamento specifico

I percorsi della Monte Zerbion sono montani, veri. Niente lunghi tratti di strada bianca liscia. Aspettatevi varietà.

  • Sentiero alpino: single track, radici, sassi mobili, qualche traverso dove il piede deve appoggiare preciso. Allenate il passo su terreni irregolari: boschi, sentieri collinari, mulattiere.
  • Tratti ripidi e “a gradoni”: salite dove ogni passo è un piccolo salto. Utile allenare la forza con balzi controllati su gradoni, ma anche con semplici salite “passo corto, frequente”.
  • Possibili tratti scivolosi: fango, erba bagnata, neve residua in annate ricche di precipitazioni. Allenatevi almeno un paio di volte su terreno umido per capire come reagiscono le vostre scarpe.
  • Discese tecniche: non necessariamente estreme, ma abbastanza impegnative da richiedere concentrazione. Un errore comune è arrivare in discesa con la testa vuota: in allenamento abituatevi a rimanere lucidi anche quando le gambe sono già affaticate.

Una volta, su un sentiero molto simile a quelli del Monte Zerbion, un atleta ha raccontato di aver “perso la gara” non in salita, ma su tre curve in discesa affrontate con troppa prudenza dopo una scivolata. Il terreno si rispetta. Ma va conosciuto prima.

Ravitaillement e gestione dell’alimentazione

Il format della Monte Zerbion Skyrace prevede più prove, con logiche differenti di gestione dei rifornimenti. Non è un dettaglio secondario.

  • Sulle distanze lunghe (22 km, 18 km): potete aspettarvi diversi punti di ristoro, in posizione strategica lungo il percorso (tipicamente in zone intermedie e in quota, prima della discesa principale). Studiate in anticipo la mappa ufficiale, quando sarà disponibile, per sapere dove contare su liquidi e alimenti.
  • Sulle prove vertical (10 km, 6 km): spesso i ravitaillement sono meno numerosi. La salita è continua e la logica è “portare con sé” ciò che serve. Un piccolo flask o soft bottle e uno–due gel possono essere la differenza tra un finale dignitoso e una crisi.
  • Rifornimenti in quota: in montagna, bere poco e di colpo al ristoro è un errore classico. In allenamento abituatevi a prendere piccoli sorsi frequenti, anche su pendenze ripide. Allenate il gesto, quasi automatico.
  • Solidale o liquido: molti raccontano di aver mandato giù una fetta di torta o un pezzo di formaggio al ristoro e poi aver sofferto per 20 minuti. Il giorno della gara è meglio affidarsi a ciò che avete già provato in allenamento: gel, barrette morbide, piccole porzioni facilmente digeribili.

Una scena tipica: corridori che arrivano al ristoro, si fermano troppo, mangiano con l’aria di un picnic, ripartono pesanti. In una skyrace, il ristoro è una parentesi breve. Fate in modo che il vostro corpo lo sappia già.

Meneur d’allure / pacer e gestione del ritmo

La Monte Zerbion Skyrace ha una vocazione molto agonistica, con presenza nel circuito World Series nelle edizioni recenti. Questo influisce sul modo in cui il ritmo viene percepito in gara.

  • Meneur d’allure ufficiali: sulle gare di montagna di questo tipo, non è usuale avere pacer ufficiali come nelle grandi maratone su strada. L’andamento del percorso, con salita e quota, rende difficile un pacing standard per tutti.
  • Pacing naturale del gruppo: nei primi chilometri, soprattutto sulla 22 km e 18 km, troverete “trenini” spontanei di corridori che tengono un passo simile. È un sostegno potente, ma attenzione a non farsi trascinare fuori dal proprio ritmo.
  • Ritmo nelle vertical (10 km, 6 km): qui il concetto di “meneur d’allure” si traduce spesso nel seguire un riferimento visivo davanti a voi. In allenamento, potete simulare questo lavorando su salite in compagnia, imparando a restare a distanza di un passo, senza agganciare chi è più forte.
  • Gestione del ritmo in discesa: un errore diffuso è usare gli altri come riferimento in discesa. Alcuni scendono molto più forte. Se li seguite oltre il vostro limite, rischiate di arrivare in fondo “fuori giri”, con i quadricipiti saturi e poca lucidità.

Capita spesso che chi parte “imbucato” in un trenino troppo ambizioso si ritrovi solo dopo metà gara, sfinito. Allenare il proprio ritmo significa anche imparare a dire mentalmente: “Li lascio andare, ci ritroveremo più avanti”.

Materiale specifico per la gara e per l’allenamento

Il regolamento tecnico ufficiale può prevedere materiale obbligatorio diverso a seconda della distanza e delle condizioni meteo previste. Ma ci sono alcuni elementi che, nella pratica, diventano quasi indispensabili.

Scarpe e protezione del piede

  • Scarpe da trail con grip aggressivo: tacchetti medi o pronunciati, buona tenuta su erba bagnata e terreno misto. In allenamento, testatele su discese lunghe e su terreni diversi, non solo su sterrato “facile”.
  • Protezione dell’avampiede: la presenza di pietre e sassi rende utile una scarpa con buona protezione frontale. Dopo 1500–2200 m di dislivello, il piede stanco “sbaglia” più spesso: meglio avere una barriera tra voi e il sasso fuori posto.
  • Calze tecniche: investire in calze traspiranti, con buon supporto, è un modo semplice per ridurre vesciche. Consiglio: fate almeno un allenamento lungo con le calze che userete in gara, su terreno simile.

Abbigliamento in funzione della quota

  • Strati leggeri: canotta o t-shirt tecnica, con possibilità di aggiungere un secondo strato leggero in quota. Le condizioni possono cambiare rapidamente.
  • Giacca antipioggia/antivento: spesso richiesta o consigliata in gare di questo tipo. Sceglietene una che conoscete già, che non vi dia fastidio in corsa, meglio se comprimibile nella cintura o nello zaino.
  • Cappellino o fascia: per proteggere dal sole (se c’è) e dal vento freddo in cresta. Piccolo, ma spesso decisivo per il comfort.

Zaino, cintura, idratazione

  • Cintura o zaino da trail: sulle distanze lunghe (22 km, 18 km) è utile portare piccoli flask, gel, giacca, magari guanti leggeri. Scegliete un sistema che non balli in discesa; testatelo in uscite con almeno 1000 m di D+.
  • Soft flask/borracce morbide: facili da riempire ai ristori, leggere. In una edizione ventosa di una gara simile, chi aveva due flask piccoli e sempre mezzo pieni ha raccontato di essersi sentito “al sicuro” anche quando i ristori erano distanti.
  • Bastoncini: se il regolamento li consente, possono essere un alleato nelle prove più verticali (10 km, 6 km) e nella salita di quelle lunghe. Ma vanno allenati: usateli in salita durante la preparazione, imparate a ripiegarli e portarli senza intralcio.

Adattare l’allenamento al terreno e alla distanza

Per costruire un plan efficace, la chiave è far assomigliare le vostre sedute alla realtà del Monte Zerbion. Non in teoria. In pratica.

  • Per la 22 km (D+ 2200 m): inserite uscite lunghe con almeno 1200–1600 m D+ in una sola seduta, alternando salite lunghe e discese tecniche. Un paio di allenamenti “simulazione gara” su 4–5 ore di montagna possono fare la differenza.
  • Per la 18 km (D+ 1500 m): lavorate su combinazioni ritmo medio in salita + discesa vivace, con sedute di 2–3 ore in ambiente montano. Il corpo deve imparare a tenere alta l’intensità senza “sgranarsi” troppo presto.
  • Per la 10 km (D+ 2200 m): puntate su allenamenti verticali: salite continue da 800–1000 m D+ in una tirata, ripetute su “muri” ripidi, lavoro di forza specifica (anche con camminata spinta in salita).
  • Per la 6 km (D+ 850 m): create sedute con 400–600 m D+ di salita continua, ripetute di breve durata ma alta pendenza, e qualche uscita più lunga con salite multiple per abituare il corpo allo sforzo prolungato.

Molti corridori raccontano di aver “scoperto” la gara giusta per loro solo provando diversi formati: chi pensava di essere da 22 km ha trovato la felicità sulla 10 km vertical, e viceversa. Lasciate che la preparazione vi dia segnali: se dopo un lungo in montagna vi sentite distrutti per giorni, forse la distanza va ripensata.

Gestione mentale, altitudine e recupero

La quota del Monte Zerbion non è himalayana, ma sufficiente a cambiare la percezione dello sforzo, soprattutto per chi viene dal livello del mare.

  • Adattamento alla quota: se potete, inserite qualche allenamento sopra i 1500–2000 m. Anche una sola giornata con lunga uscita in montagna aiuta il corpo a capire l’aria diversa.
  • Respirazione consapevole: in salita, soprattutto nelle vertical, lavorate su una respirazione regolare, non “inseguendo” l’aria. Un esercizio semplice è contare mentalmente i passi tra un ciclo respiratorio e l’altro.
  • Gestione delle paure in discesa: se avete timore delle discese tecniche, fatelo emergere in allenamento. Un atleta una volta ha detto: “Ho superato due gare quando ho accettato che in discesa ero più lento, ma sereno”. In montagna, la serenità vale più di qualche secondo.
  • Recupero mirato: dopo sedute con molto D+, curate in modo particolare il recupero di quadricipiti, polpacci e caviglie. Stretching dolce, idratazione, qualche seduta di massaggio o automassaggio con foam roller.

La Monte Zerbion Skyrace è una gara che resta in testa. Anche nel modo in cui vi insegna a dosare la voglia di spingere e la capacità di ascoltarvi. Se il vostro allenamento riesce a farvi arrivare alla linea di partenza con curiosità, più che con paura, siete sulla strada giusta.

Meteo prevista il giorno della gara a Châtillon

Sulla base degli ultimi 10 anni (medie 2017–2026)
🌧️
Pioggia
il più frequente
19°
Max. media
estremo 28°
Min. media
estremo 3°
8 km/h
Vento medio
raffiche 94
Storico del meteo del 15 maggio da 10 anni
☁️ 23° 2017
🌧️ 20° 2018
🌨️ 19° 2019
🌧️ 20° 2020
🌧️ 14° 2021
🌧️ 24° 2022
🌧️ 20° 2023
🌧️ 15° 2024
🌧️ 23° 2025
🌨️ 14° 2026
Dati meteo: Open-Meteo / ERA5

Stima il tuo tempo di gara

In base al tuo ritmo obiettivo, ecco come si svolgerà la tua gara
Ritmo 5:00 min/km
3:00 · Veloce 8:00 · Lento
Tempo stimato
50:00
Velocità
12,0 km/h
Ritmo moderato · Mantieni questo ritmo fino al traguardo con un piano di allenamento personalizzato

Domande e risposte

La Monte Zerbion Skyrace 22 km prevede circa 2200 m di dislivello positivo/negativo, con partenza e arrivo a Châtillon, in Piazza Volontari del Sangue. Tutte le gare seguono inizialmente la strada della collina di Châtillon, poi sentieri che portano verso le frazioni Sounère, Pissin e Verlex, fino alla lunga salita finale nel canalone di Lévò verso la vetta del Monte Zerbion a 2722 m. Esistono anche percorsi più brevi (es. 14,5 km 1250 D+ e vertical) indicati sul sito ufficiale della gara.

La 22 km 2200 D+ è una vera skyrace di montagna: salita lunga, tratti tecnici e discesa impegnativa, inserita nel circuito internazionale di skyrunning. È adatta a runner con una buona esperienza di trail, abituati a gestire dislivelli importanti e terreno irregolare. Per chi è meno allenato, la gara da 14,5 km 1250 D+ è espressamente descritta come meno impegnativa e tecnica, ideale per chi vuole vivere l’evento con un carico più accessibile.

Sulla Monte Zerbion Skyrace 22 km conviene partire molto controllati nel primo tratto di asfalto/salita verso la collina di Châtillon, per non sprecare energie prima dei lunghi sentieri in salita. La salitona finale nel canalone di Lévò (circa 1,8 km per 1000 m D+) richiede passo corto, regolare e attenzione al respiro. In discesa, rimanere sciolti ma prudenti sul terreno tecnico. In allenamento, simulate salite lunghe e discese ripide per stabilire il vostro ritmo sostenibile sulla durata prevista.

I percorsi prevedono diversi ristori, compreso il punto in vetta al Monte Zerbion per la gara vertical, che funge anche da arrivo. Verificate sul sito ufficiale la posizione dei ristori per la vostra distanza. Come materiale, privilegiate scarpe da trail con buon grip, zaino o cintura con liquidi, abbigliamento adatto alla quota (fino a 2722 m) e possibile meteo variabile. Partenza e arrivo sono a Châtillon, in centro paese, con logistica concentrata in Piazza Volontari del Sangue.

Per arrivare pronti alla Monte Zerbion Skyrace 2027 (22 km 2200 D+ o distanze più brevi), vous pouvez créer un plan d’entraînement personnalisé sur preparun.com. Le Starter Run est un plan gratuit, idéal pour démarrer votre préparation et structurer vos sorties. La Finisher Line est un plan complet et payant, conçu pour vous amener au départ parfaitement prêt le jour J. Les deux plans sont entièrement PERSONNALISÉS selon votre âge, votre niveau, votre objectif et le nombre de sorties hebdomadaires, et adaptés aux distances et au dénivelé spécifiques de cette course. Nous vous invitons à créer votre plan dès maintenant sur preparun.com, afin de bâtir une préparation progressive et sécurisée jusqu’au 15 mai 2027.

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La Monte Zerbion Skyrace 2027 merita rispetto: non solo per il dislivello, ma per il tipo di sforzo che chiede, tra salita lunga, tratti tecnici e gestione lucida delle energie. Se siete già iscritti, il modo migliore per arrivare pronti non è correre di più a caso, ma costruire una preparazione precisa, con un plan d'allenamento che tenga insieme salita, discesa, recupero e resistenza mentale.

Qui a Preparun vi aiutiamo a trasformare l'entusiasmo in un percorso ordinato, utile e realistico: perché una skyrace come questa si prepara con gambe, sì, ma anche con sonno, alimentazione e capacità di non bruciare tutto nei primi pendii.

Monte Zerbion Skyrace 2027 non si improvvisa: il vostro corpo deve imparare a salire senza irrigidirsi, a scendere senza frenare troppo, e a restare efficiente quando il terreno diventa esigente. Se volete un plan d'allenamento davvero adatto al vostro livello e ai vostri obiettivi, è il momento giusto per farlo costruire su misura.

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Davide Greco
Aggiornato il 14 luglio 2026
Articolo scritto da :
Davide Greco corre da più di vent'anni e ha attraversato tutte le evoluzioni della corsa amatoriale: dal footing « a sensazione » ai piani strutturati e…... continua a leggere
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Jules Patrick Maria Laurene
+8

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