Ecomaratona del Chianti Classico – Castelnuovo berardenga

Ecomaratona del Chianti Classico

Castelnuovo berardenga (53019) 18 ottobre 2026 Trail
Partenza tra
J−84

Informazioni sulla gara

Ecomaratona del Chianti Classico propone 3 gare da 15 a 42 km, il 18 ottobre 2026 a Castelnuovo berardenga.

Informazioni chiave sulle gare di Ecomaratona del Chianti Classico
Gara Distanza Dislivello
Tra il bosco e le vigne del Chianti 15 km 15 km +350 m
EcoMaratonina del Chianti 21 km 21 km +490 m
EcoMaratona del Chianti Classico 42 km 42 km +1 180 m

Iscriversi all’Ecomaratona del Chianti Classico significa accettare un invito particolare: correre immersi nei vigneti, tra casali e strade bianche, sapendo che la bellezza del paesaggio non cancella la fatica, ma la rende quasi contemplativa. La data di domenica 18 ottobre 2026 vi colloca nel cuore dell’autunno toscano, quando le vigne si colorano e il terreno può cambiare volto in poche ore.

La gara parte e arriva a Castelnuovo Berardenga, nel territorio del Chianti senese, su un tracciato che alterna sterrato, strade bianche, sentieri tra i filari e qualche breve tratto asfaltato, con continui saliscendi che non consentono mai un vero “pilota automatico”. È un trail lungo, ma corribile, dove il ritmo si costruisce più sulle sensazioni che sul cronometro.

Il percorso dell’Ecomaratona del Chianti Classico: profilo, terreno, insidie

Il tracciato dell’EcoMaratona 42 km propone circa 1180 m D+, distribuiti in numerose ondulazioni e alcune salite più marcate, spesso su strade bianche e single track tra bosco e vigne. Non ci sono montagne, ma la fatica arriva dalla somma dei piccoli strappi e dalla necessità di rilanciare spesso.

L’EcoMaratonina 21 km (circa 490 m D+) è ideale per chi vuole un assaggio intenso del Chianti: metà della distanza, ma con la stessa logica di percorso, saliscendi continui e terreno mai banale. La 15 km Tra il bosco e le vigne (circa 350 m D+) è corta sulla carta, ma può diventare impegnativa se affrontata senza rispetto per il dislivello.

Il terreno è principalmente:

  • strade bianche tipiche del Senese, scorrevoli ma con sassi mobili;
  • sentieri tra bosco e vigneti, con curve, radici e qualche tratto più tecnico in caso di pioggia;
  • brevi segmenti asfaltati in uscita e rientro dal paese.

In caso di meteo umido, alcune discese su terra e ghiaia possono diventare viscide: è qui che si fanno (o si perdono) minuti, ma soprattutto energie muscolari. La gestione prudente dei primi chilometri è un investimento sul finale.

Partenza e arrivo sono previsti in Piazza Marconi a Castelnuovo Berardenga, con un tempo massimo generoso sulla 42 km (8 ore nelle edizioni recenti) e sulla 21 km (4 ore), che permette di vivere la gara con un margine di serenità anche per chi non insegue il cronometro.

Preparare l’Ecomaratona del Chianti Classico: come costruire il vostro percorso

Per affrontare al meglio questa gara non basta “fare volume”: serve un plan d'entraînement che integri chilometri, dislivello, lavoro di forza e cura del recupero. La logica è quella di preparare il corpo a correre a lungo su terreno variabile, con frequenti cambi di ritmo.

Se puntate alla 42 km, prevedete almeno 10–12 settimane di preparazione specifica, dopo una solida base aerobica. Per la 21 km e la 15 km, 8–10 settimane ben strutturate possono essere sufficienti, purché regolari.

Componenti chiave dell’allenamento:

  • uscite lunghe progressive su sterrato (fino a 3–3h30 per la 42 km, 2h–2h15 per la 21 km);
  • allenamenti collinari con salite di 2–8 minuti, da correre con passo controllato;
  • lavoro di forza: collinari, balzi leggeri, esercizi a corpo libero per gambe e core;
  • sessioni a ritmo gara su terreno simile (strade bianche, sentieri scorrevoli);
  • almeno un’uscita a settimana su terreni irregolari, per allenare appoggio e caviglie.

La continuità vale più del singolo “scarico di coscienza” epico. Meglio tre uscite ben gestite che un solo lunghissimo seguito da giorni di stanchezza residua.

Come coach e corridore di lunga data, ho imparato a mie spese che l’entusiasmo non colma il vuoto di preparazione. Una maratona trail corribile come questa perdona poco: la stanchezza arriva spesso dopo il 30° chilometro, quando le gambe hanno già assorbito decine di piccole salite.

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Nella parte centrale del vostro plan d'entraînement, costruite un blocco di 3–4 settimane con:

  • un lungo su sterrato ogni 7–10 giorni;
  • una seduta collinare con salite e discese corse con attenzione alla tecnica;
  • una seduta più veloce (fartlek o variazioni) per non perdere brillantezza;
  • 1–2 uscite di recupero attivo, lente, anche brevi.

Nelle ultime 2–3 settimane, riducete gradualmente il volume (tapering), mantenendo qualche richiamo di ritmo e di dislivello, ma con più riposo. Il corpo deve arrivare al Chianti con le gambe “piene di corsa” ma non scariche di energia.

Gestione dell’andatura e strategia di gara

Sulla EcoMaratona 42 km è saggio pensare in termini di tempo, non solo di chilometri. Se il vostro obiettivo è, ad esempio, 6 ore, chiedetevi: “Come mi devo sentire dopo 2 ore di corsa?” La risposta dovrebbe essere: ancora lucido, capace di parlare, con un margine di respiro.

Strategia consigliata:

  • partenza controllata: accettare di lasciar andare chi parte troppo forte;
  • salite lunghe a passo corto e regolare, eventualmente camminando le più ripide;
  • discese senza forzare: meglio perdere 20 secondi che guadagnare un indolenzimento ai quadricipiti che vi seguirà per chilometri;
  • nei tratti scorrevoli in piano e falso piano, mantenere un ritmo “sostenibile” ma non di soglia.

Per la 21 km, il margine di rischio è un po’ più ampio, ma la logica resta la stessa: partire sotto controllo per non spegnersi negli ultimi 4–5 km. Sulla 15 km, il pericolo principale è correre come in una 10 km su strada: l’andatura va comunque modulata sul dislivello.

L’errore più comune che vedo in gara? Guardare solo i chilometri senza considerare il tempo: dopo 3 ore su un percorso collinare, il corpo reagisce in modo diverso, anche se il GPS indica meno distanza del previsto.

Allenamento specifico per dislivello e terreno

Per preparare l’Ecomaratona del Chianti Classico in modo mirato, è utile inserire:

  • salite lunghe (8–15 minuti) da correre a ritmo medio-facile, per abituare il cuore al lavoro prolungato;
  • ripetute in salita brevi (60–90 secondi) per forza e tecnica, sempre con recupero adeguato;
  • discese controllate, concentrandosi su passi corti e cadenza più alta, senza lunghe falcate;
  • uscite su strade bianche o sterrato compatto, per simulare la parte più corribile del tracciato.

Se vivete lontano da percorsi collinari, potete improvvisare:

  • ponti e cavalcavia per creare saliscendi;
  • tapis roulant con inclinazione variabile, simulando blocchi di salita;
  • lavoro di forza funzionale (affondi, step-up, squat) per colmare parte della mancanza di dislivello.

La qualità del sonno diventa un allenamento silenzioso: 7–8 ore per notte, quando possibile, sono il miglior “integratore” per rigenerare muscoli e sistema nervoso. Trascurarlo, a questo livello di carico, è un modo sicuro per arrivare svuotati in Toscana.

Nutrition de course

Il giorno J, la tua alimentazione fa la differenza.

Prima, durante e dopo la gara: un piano alimentare personalizzato è disponibile in aggiunta al tuo piano d'allenamento.

Materiale, alimentazione e gestione del giorno di gara

Per il materiale, vi suggerisco un approccio semplice ma curato:

  • scarpe trail con buona aderenza su sterrato e strade bianche, senza esagerare con la tassellatura;
  • calze tecniche anti-vesciche, testate in allenamento lungo;
  • zainetto o cintura porta-borraccia se preferite integrare tra i ristori;
  • maglia traspirante e, in caso di meteo incerto, un guscio leggero antipioggia;
  • cappellino o bandana: in ottobre il sole può essere ancora sorprendentemente forte.

L’alimentazione in gara va provata prima: scegliete 1–2 tipi di gel o di alimenti solidi (barrette, piccoli panini dolci), da assumere ogni 35–45 minuti sulla 42 km, ogni 40–50 minuti sulla 21 km. Accompagnate sempre con qualche sorso d’acqua. A ogni ristoro, chiedetevi: “Sto ancora prevenendo la crisi o la sto già inseguendo?”

Nei giorni precedenti, preferite pasti semplici, digeribili, con una quota adeguata di carboidrati e senza esperimenti gastronomici. Siete nel regno del Chianti Classico: il momento per festeggiare con vino e cucina locale arriverà dopo il traguardo, non prima.

Info pratiche e atmosfera

L’Ecomaratona del Chianti Classico si svolge nel territorio di Castelnuovo Berardenga, in provincia di Siena, nel cuore della Toscana. Il weekend di gara è tradizionalmente costruito come un vero evento di territorio, con più giorni di iniziative, camminate ed ecopasseggiate tra vigne e borghi.

Le partenze delle distanze competitive sono tutte da Castelnuovo Berardenga, con un’organizzazione rodata e un’atmosfera calorosa, fatta di volontari, associazioni locali e famiglie che vivono la corsa come un appuntamento fisso. Non è raro vedere bambini ai ristori e abitanti affacciati a salutare i corridori che attraversano le strade bianche.

Per programma, regolamento aggiornato e dettagli sulle edizioni 2026, potete consultare il sito ufficiale Ecomaratonadelchianticlassico.it o seguire le novità sulla pagina Instagram @ecomaratchianti.

Che scegliate la 42 km, la 21 km o la 15 km, ogni passo tra le colline del Chianti sarà un dialogo silenzioso con il paesaggio. Prepararla con cura significa regalarsi la possibilità di assaporare ogni chilometro, arrivando al traguardo stanchi ma pieni: di corsa, di luce e di questo pezzo unico di Toscana.

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Buono a sapersi

Informazioni utili per preparare la gara

Per questa corsa, il punto chiave è semplice: non state preparando una maratona su strada, ma un percorso collinare su fondo misto, con continui cambi di ritmo e un dislivello che pesa davvero sulle gambe. La 42 km arriva a 1180 m D+, la 21 km a 490 m D+ e la 15 km a 350 m D+; sono valori che cambiano il modo di correre, di bere e di gestire lo sforzo.

Terreno e gestione tecnica

  • Strade bianche e sterrato compatto dominano il tracciato, con tratti di sentiero e brevi passaggi asfaltati in uscita e rientro dal paese.
  • Le zone con ghiaia e terra smossa possono diventare più insidiose se il meteo è umido. In quel caso, le discese vanno affrontate con più prudenza. Si perde poco tempo. Si salvano quadricipiti e caviglie.
  • Il fondo è corribile, ma non è mai “facile”. Serve un appoggio stabile. Serve una buona capacità di rilanciare dopo ogni strappo.

Meteo e condizioni attese

  • In ottobre, nel Chianti, il clima può essere molto variabile. Si può partire con aria fresca e trovare poi una giornata più mite. Il contrario accade anche spesso[descrizione fornita].
  • La manifestazione si svolge in qualsiasi condizione atmosferica, quindi un assetto anti-pioggia leggero va considerato già in partenza.
  • Il terreno bagnato cambia tutto: più attenzione in curva, più prudenza nei rilanci, più consumo muscolare in discesa.

Rifornimenti e supporto in gara

  • Il regolamento indica una corsa organizzata con tempi massimi e gestione strutturata dei percorsi; questo lascia intendere una logistica pensata per il corridore, con ristori e presidio lungo il tracciato.
  • Per la 42 km, è prudente correre con una strategia di alimentazione regolare. Con un dislivello così, arrivare al ristoro “già vuoti” è il modo più rapido per entrare in crisi.
  • Se avete l’abitudine di usare gel, sali o piccoli solidi, testateli prima in allenamento. Su un percorso collinare, lo stomaco deve restare tranquillo.

Materiale da non dimenticare

  • Scarpe trail o da sterrato con grip affidabile. Non serve una tassellatura estrema, ma serve sicurezza sulle strade bianche e nei tratti più sciolti.
  • Calze tecniche anti-vesciche. Su un fondo misto, il micro-sfregamento conta più di quanto sembri.
  • Capo leggero anti-pioggia o guscio sottile, soprattutto se il meteo è incerto.
  • Cintura o soft flask, se preferite integrare in autonomia tra un ristoro e l’altro.
  • Cappellino o visiera. Anche in autunno il sole toscano può farsi sentire.

Indicazioni pratiche per ciascuna distanza

Distanza Profilo della prova Attenzione principale
15 km – D+ 350 m Breve ma già impegnativa, con saliscendi continui Non partire come su strada. Il dislivello si paga presto.
21 km – D+ 490 m Intensa, regolare, con richiesta muscolare costante Gestione dell’andatura e alimentazione semplice ma puntuale.
42 km – D+ 1180 m Trail lungo, corribile, ma con fatica cumulata Conservare le gambe nella prima metà. Le salite non perdonano gli eccessi.

Scelte di gara che fanno la differenza

  • Sulla 42 km, il vostro vero avversario non è la singola salita. È la somma di tante piccole variazioni di ritmo.
  • Sulla 21 km, il rischio più classico è correre troppo forte nei primi tratti scorrevoli e pagare nel finale.
  • Sulla 15 km, conviene restare economici. Anche una distanza più corta può diventare dura se affrontata senza rispetto per il terreno.

Cosa aspettarsi dal contesto di gara

  • L’evento è costruito attorno a un’atmosfera molto viva, con più iniziative nel weekend e una forte presenza del territorio.
  • La partenza e l’arrivo sono a Piazza Marconi a Castelnuovo Berardenga.
  • Per la 42 km è previsto un cancello al km 31, segnale utile per capire che la gara va corsa con lucidità e non con entusiasmo cieco.
  • Non risultano, nei risultati consultati, indicazioni affidabili su meneurs d’allure per le distanze competitive. Meglio quindi preparare la gara come se doveste gestirla in autonomia.

Per arrivare pronti davvero

  • Allenatevi su fondo irregolare almeno una volta a settimana, se possibile.
  • Inserite salite e discese vere, non solo lavoro in piano.
  • Provate il materiale in uscita lunga. Su questa gara, i dettagli contano. Una scarpa poco stabile o uno zainetto che rimbalza diventano fastidio puro dopo molti chilometri.
  • Curate il recupero nei giorni precedenti. Le gambe devono arrivare vive, non solo allenate.

Su questa corsa, c’è una verità molto semplice: chi sa restare calmo nelle prime ondulazioni, arriva più forte nel finale. È una gara che premia il corridore paziente. Quello che accetta la fatica, senza farsi ingannare dalla bellezza del paesaggio.

Meteo prevista il giorno della gara a Castelnuovo Berardenga

Sulla base degli ultimi 10 anni (medie 2016–2025)
☁️
Nuvoloso
il più frequente
20°
Max. media
estremo 26°
11°
Min. media
estremo 6°
14 km/h
Vento medio
raffiche 82
Storico del meteo del 18 ottobre da 10 anni
🌧️ 16° 2016
🌤️ 22° 2017
☁️ 24° 2018
☁️ 19° 2019
🌧️ 17° 2020
☁️ 19° 2021
🌤️ 24° 2022
🌧️ 18° 2023
🌧️ 21° 2024
☁️ 19° 2025
Dati meteo: Open-Meteo / ERA5

Stima il tuo tempo di gara

In base al tuo ritmo obiettivo, ecco come si svolgerà la tua gara
Ritmo 5:00 min/km
3:00 · Veloce 8:00 · Lento
Tempo stimato
50:00
Velocità
12,0 km/h
Ritmo moderato · Mantieni questo ritmo fino al traguardo con un piano di allenamento personalizzato

Domande e risposte

L’Ecomaratona del Chianti Classico 42 km presenta circa 1180 m D+, su sterrato, vigneti e colline, con tratti tecnici e cancelli orari da rispettare. L’EcoMaratonina 21 km ha circa 490–535 m D+, con salite brevi e discese corribili. Il percorso Tra il bosco e le vigne 15 km offre circa 350 m D+, ideale per chi vuole assaggiare il trail senza un carico eccessivo. La preparazione deve integrare uscite collinari, lavori sul dislivello e allenamenti su fondo misto.

L’Ecomaratona del Chianti Classico 42 km è più impegnativa di una maratona su asfalto: il dislivello (1180 m D+), i tratti sterrati e le salite spezzano il ritmo e aumentano il tempo di gara. Conta sulla possibilità di impiegare da 30 a 60 minuti in più rispetto al tuo tempo su maratona su strada. In gara, puntate a un ritmo conservativo, adattando l’andatura alle salite (camminata spinta quando serve) e sfruttando le discese senza forzare troppo i quadricipiti.

L’evento prevede più ristori lungo i percorsi competitivi (42, 21 e 15 km). Per la 42 km, pianificate di assumere liquidi e carboidrati ogni 30–40 minuti, alternando acqua, sali e piccoli snack (gel, barrette, frutta se tollerata). Sulla 21 e sulla 15 km, curate comunque l’idratazione fin dall’inizio, soprattutto sulle salite e nei tratti esposti al sole. Testate gel e bevande in allenamento, così da arrivare alla gara con una strategia nutrizionale già collaudata.

I percorsi si svolgono tra colline, vigneti, strade bianche e sentieri del Chianti Classico. Servono scarpe da trail con buona aderenza, soprattutto se il terreno è bagnato. Consigliati: zainetto o cinturone con borraccia, abbigliamento a strati leggero, cappellino, eventuali bastoncini solo se abituati a usarli. Portate qualche integrazione autonoma oltre ai ristori ufficiali. Verificate sempre il regolamento per obblighi specifici e adattate il materiale alle condizioni meteo previste il weekend di gara.

Per arrivare pronti all’Ecomaratona del Chianti Classico, preparun.com propone due piani personalizzati: il Starter Run, gratuito, ideale per iniziare la preparazione en strutturando le prime settimane, e la Finisher Line, completa e a pagamento, pensata per portarvi al via nelle migliori condizioni il giorno della gara. Entrambi sono personalizzati in base a età, livello, obiettivo e numero di uscite settimanali, e adattati alle distanze e al dislivello specifici della corsa (42 km, 21 km, 15 km). Vi invitiamo a creare subito il vostro piano su preparun.com per costruire una preparazione su misura.

Prepara la tua gara in 7 domande

L’Ecomaratona del Chianti Classico non è una corsa qualsiasi: è un viaggio lungo i vigneti, le strade bianche e le colline morbide del Senese, che richiede rispetto e una preparazione vera. Si parte spesso sereni, pensando a un trail "scorrevole", e poi i saliscendi, i tratti tecnici e le ore in piedi presentano il conto. Un plan d'entraînement personalizzato vi aiuta a dosare i carichi, ad adattare le gambe allo sterrato e a gestire l’energia fino all’ultimo chilometro. Offritevi il luxe di arrivare al via tranquilli, sapendo di avere un percorso di allenamento costruito su di voi.

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Aggiornato il 9 luglio 2026
Articolo scritto da :
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