Oliena Sky Trail 2026 – Oliena

Oliena Sky Trail 2026

Oliena (08025) 26 settembre 2026 Trail
Partenza tra
J−46

Informazioni sulla gara

Oliena Sky Trail 2026 propone 4 gare da 6 a 50 km, il 26 settembre 2026 a Oliena.

Informazioni chiave sulle gare di Oliena Sky Trail 2026
Gara Distanza Dislivello Altitudine
6 km 6 km +1.000 m -
17 km 17 km +1.200 m -
24 km 24 km +1.700 m -
50 km 50 km +3.474 m / −3.474 m 115 – 1.424 m

Iscriversi all’Oliena Sky Trail 2026 è già una scelta forte: significa desiderare una giornata intensa nel cuore del Supramonte, tra rocce chiare, canaloni e punti di vista che restano negli occhi per anni. Ora arriva la fase più importante, quella che spesso decide se la gara sarà un ricordo luminoso o una lunga fatica: la preparazione.

Oliena non è una montagna qualsiasi. È un ambiente selvaggio, spesso tecnico, dove il passo si costruisce più con l’intelligenza che con la sola forza. Come scrive il regolamento ufficiale, i percorsi raggiungono quote fino a circa 1400 m, con condizioni che possono diventare impegnative: vento, pioggia, nebbia, cambi repentini di temperatura. È bene entrare in questa avventura con rispetto e con un piano chiaro.

Oliena Sky Trail 2026: percorsi, terreno e atmosfera

L’Oliena Sky Trail si svolge a Oliena, in provincia di Nuoro, nel cuore della Sardegna orientale, sulle pendici del massiccio del Corrasi e del Supramonte. L’atmosfera è quella delle gare di montagna “di casa”: forte identità locale, volontari appassionati, ristori che spesso profumano di Sardegna, e un’organizzazione che nel tempo ha saputo mettere in valore questi sentieri duri ma splendidi.

I quattro percorsi ufficiali dell’edizione 2026 sono:

  • 50 km, D+ 3900 m: un vero long trail sardo, con dislivello importante e una giornata intera da gestire. È la distanza che richiede più cura nel ritmo, nell’alimentazione e nella scelta del materiale.
  • 24 km, D+ 1700 m: gara intensa, con rapporto km/D+ impegnativo. Adatta a chi ha già esperienza di trail montano, ma vuole rimanere sotto la soglia dell’ultra.
  • 17 km, D+ 1200 m: il classico corto “muscolare”, dove si alternano strappi ripidi e tratti più corribili. Sul sito e sui volantini questa distanza è spesso collegata al Corrasi Trail.
  • 6 km, D+ 1000 m: vera prova di vertical, che ricalca la filosofia del V-Karabidda, il primo chilometro verticale della Sardegna su Punta Carabidda. Qui si sale quasi sempre, con poco spazio per tirare il fiato.

Il terreno è tipico del Supramonte: lunghi tratti su roccia calcarea, sentieri sassosi, passaggi in single track, gradoni naturali, tratti dove la pietra smossa richiede concentrazione continua. In alcune zone l’esposizione al sole può essere forte, in altre l’altitudine porta aria più fresca e, nelle giornate ventose, condizioni rapidamente variabili.

Sui canali ufficiali, come il sito Oliena Sky Trail e la pagina Facebook UTSM Oliena, trovate aggiornamenti su programmi, orari, regolamento e servizi a disposizione dei partecipanti.

Preparare Oliena Sky Trail: scegliere il proprio obiettivo

La preparazione dell’Oliena Sky Trail 2026 parte da una domanda semplice: quale distanza avete scelto, e con quale stato d’animo volete arrivare al giorno della gara? Dalla risposta dipende la struttura del vostro plan d'entraînement.

Per il 50 km / 3900 D+, l’approccio è quello di un trail lungo, quasi un ultra breve: servono resistenza di base, buona abitudine al dislivello, e una gestione accurata del risparmio energetico. Per il 24 km / 1700 D+ la chiave è la capacità di tenere un passo continuo su salite ripide, senza “esplodere” a metà percorso. Sul 17 km / 1200 D+, molti corridori puntano a spingere forte: qui un errore di pacing si paga in pochi chilometri. Infine, sulla 6 km / 1000 D+, il lavoro è quasi tutto di forza e di capacità di spingere in salita in maniera progressiva, come su un chilometro verticale classico.

Per una preparazione completa, il plan d'entraînement dovrebbe integrare lavoro sui sentieri, gestione del recupero, cura del sonno e dell’alimentazione. È la combinazione di questi elementi che permette, negli ultimi chilometri, di avere ancora lucidità e voglia di correre.

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Creo il mio piano

Da corridore che ha conosciuto infortuni e ripartenze, vi dico che la differenza la fa quasi sempre la continuità: meglio tre mesi regolari, che quattro settimane di carico violento. Oliena premia chi arriva con una base solida, più che chi improvvisa l’ultima salita.

Plan d'entraînement Oliena Sky Trail: cosa lavorare in pratica

Vediamo, distanza per distanza, quali aspetti allenare per arrivare pronti sui percorsi dell’Oliena Sky Trail 2026.

Per il 50 km / 3900 D+

  • Lunghi progressivi: inserite uscite da 3–5 ore su terreno collinare o di montagna, con tratti corribili alternati a salite più ripide. L’obiettivo non è la velocità, ma la capacità di rimanere in movimento a lungo, con passo economico.
  • Gestione del dislivello: lavorate su giornate con 1500–2000 m D+ per abituare gambe e testa alla ripetizione di molte salite. Salire costantemente, scendere con attenzione, imparare a “leggere” il sentiero.
  • Back-to-back: due uscite lunghe ravvicinate (ad esempio sabato e domenica) simulano la fatica cumulata che incontrerete verso la fine del 50 km.
  • Alimentazione in corsa: testate gel, barrette, cibi salati e integrazione idrica. Il Supramonte può essere secco e esigente: arrivare alla gara con uno schema nutrizionale già sperimentato è un vantaggio enorme.

Per il 24 km / 1700 D+

  • Salite a ritmo medio: allenate tratti di 10–20 minuti in salita a intensità controllata, tra soglia aerobica e soglia anaerobica, per costruire la capacità di tenere un passo costante sulle rampette chiave.
  • Discese tecniche: in Supramonte, la pietra può essere insidiosa. Inserite sessioni dedicate alla discesa, lavorando su appoggi rapidi, fiducia negli occhi e passo leggero.
  • Interval training collinare: ripetute su salite brevi, con recupero in discesa o piano, per alzare la potenza senza sacrificare la resistenza.

Per il 17 km / 1200 D+

  • Forza in salita: ripetute in salita (3–6 minuti) con passo deciso, abituano muscolatura e respirazione a gestire gli strappi più duri del percorso.
  • Lavoro sul ritmo gara: simulate uscite di 10–12 km con dislivello simile, correndo a ritmo prossimo a quello che vorreste tenere in gara, per imparare a riconoscere i segnali di affaticamento.
  • Tecnica sui tratti corribili: saper correre bene nei pochi tratti facili consente di guadagnare minuti preziosi senza spingere in modo sconsiderato.

Per il 6 km / 1000 D+ (vertical)

  • Salite continue: allenamenti quasi solo in salita, anche su scale o pendii brevi ripetuti, per abituare il corpo alla monotonia del movimento verticale.
  • Lavoro di bastoncini: se li utilizzerete, dedicate sessioni specifiche alla loro gestione, per trasformare le braccia in alleate e non in un peso inutile.
  • Respiro e pazienza: sul vertical, partire troppo forte è il modo più rapido per fermarsi a metà. Allenate partenze controllate e progressioni.

In tutte le distanze, non trascurate gli aspetti spesso dimenticati:

  • Sonno: almeno 7–8 ore regolari nelle settimane chiave di preparazione. È il miglior “integratore” per chi corre.
  • Recupero attivo: giornate lente, passeggiate, mobilità, qualche esercizio di forza leggera per mantenere strutture stabili.
  • Ascolto dei segnali: un piccolo dolore trascurato può diventare il motivo per cui vi fermate al 30° km. Meglio un allenamento in meno, che una gara interrotta.

Nutrizione in gara

Il giorno J, la tua alimentazione fa la differenza.

Prima, durante e dopo la gara: un piano alimentare personalizzato è disponibile in aggiunta al tuo piano d'allenamento.

Oliena Sky Trail percorso, consigli di gara e materiali

Sui canali dell’evento, come il sito ufficiale e le pagine social, il tracciato viene descritto con passaggi panoramici, punti di ristoro e un programma che include premiazioni e momenti di convivialità a fine gara. Il Supramonte, però, è anche un luogo che chiede prudenza.

Gestione dell’allure

  • Nel 50 km, pensate la gara in “blocchi”: primi 15–20 km conservativi, parte centrale a passo stabile, ultimi 10–15 km dove tentare eventualmente di accelerare se ne avete. Le prime discese non sono il posto dove “fare il tempo”.
  • Nel 24 e 17 km, l’equilibrio è sottile: partite a ritmo leggermente sotto il vostro target e lasciate che sia la montagna, dopo i primi 5 km, a dirvi se potete osare qualcosa in più.
  • Nel 6 km, contano soprattutto regolarità e gestione del respiro: un passo costante, ma non massimale nei primi 15–20 minuti.

Materiale consigliato per il Supramonte

  • Scarpe da trail con buona protezione sotto il piede e grip su roccia calcarea. Meglio evitare suole troppo morbide, che si consumano rapidamente sui tratti rocciosi.
  • Zaino o belt con capacità adeguata per acqua, alimenti e piccolo materiale obbligatorio previsto dal regolamento.
  • Abbigliamento a strati: in Sardegna il sole può scaldare molto, ma sulla quota la temperatura può scendere. Uno strato leggero in più nello zaino è spesso una buona assicurazione.
  • Bastoncini (se consentiti) utili soprattutto sulle salite lunghe dei percorsi da 24 e 50 km.
  • Lampada frontale per i tratti eventualmente in ombra o, nel caso di gare che si protraggano, per gestire la luce nelle ore finali, come indicato dalla filosofia del regolamento che richiama anche condizioni di notte.

Alimentazione e idratazione

Sulla distanza lunga, il Supramonte richiede un piano di idratazione attento: bere regolarmente, piccoli sorsi, e alternare acqua ed elettroliti. Ai ristori, approfittate dei cibi salati e dei prodotti locali, ma sempre con misura. L’obiettivo non è “sfamarvi”, ma mantenere un flusso costante di energia.

Infine, un dettaglio che spesso si sottovaluta: la testa. Nel trail lungo, ci sono sempre momenti di dubbio. Sui sentieri di Oliena, quando la roccia si fa ripetitiva e le salite sembrano non finire, ricordatevi perché avete scelto questa gara. Il Supramonte restituisce molto a chi lo attraversa con pazienza.

Arrivare preparati all’Oliena Sky Trail 2026 significa dare valore alla vostra storia di corridori e al paesaggio che vi ospiterà. Oliena, il Corrasi e tutto il Supramonte sono un invito a correre con rispetto, intelligenza e un po’ di meraviglia. Che sia il vostro primo trail o l’ennesima lunga avventura, spero che questa giornata in Sardegna vi resti nel cuore.

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Percorsi delle diverse distanze

Tracciato GPS e profilo altimetrico
24 km
50 km

Percorso dettagliato Oliena Sky Trail 2026 - 24 km

Dislivello positivo 1.700 m

Percorso dettagliato Oliena Sky Trail 2026 - 50 km

Dislivello positivo 3.474 m
Dislivello negativo 3.474 m
Altitudine minima 115 m
Altitudine massima 1.424 m

Oliena Sky Trail 2026 – 50 km, 3474 m D+, una vera danza sulle creste selvagge della Barbagia

Un anello di 48,4 km, 3474 metri di dislivello positivo e negativo, che vi porta dal cuore di Oliena fino alle vette più aspre e ai silenzi più profondi del Supramonte. Un percorso che non concede nulla, ma restituisce tutto a chi sa ascoltare il proprio corpo e la montagna.

Profilo generale

  • Distanza reale: 48,4 km (distanza ufficiale: 50 km)
  • Dislivello positivo: 3474 m
  • Dislivello negativo: 3474 m
  • Altitudine minima: 115 m
  • Altitudine massima: 1424 m
  • Forma: anello
  • Terreno: 11% su strada o pista battuta, 89% su sentiero o pista non rivestita; rocce, terra compatta, sterrato, dirt. Sentiero di montagna impegnativo (secondo OSM sac_scale).

Qui la tecnica conta quanto la testa. Il sentiero non perdona: rocce, tratti compatti, passaggi su terra e sterrato. Ogni passo va pensato, soprattutto quando la fatica si fa sentire. Non è una gara per chi cerca solo la velocità, ma per chi vuole durare, ascoltare, imparare.

Luoghi attraversati e punti di riferimento

  • km 0: Oliena
  • km 8,6: cima Fruncu Nieddu
  • km 12,3: punto acqua
  • km 12,9: punto acqua
  • km 20,7: punto acqua
  • km 22,4: punto acqua
  • km 26,7: Dorgali
  • km 29: Oliena
  • km 33,1: cima Punta Duavidda
  • km 37,3: Orgosolo
  • km 38,4: cima Punta Cateddu (1199 m)
  • km 40,2: Oliena
  • km 41,4: cima Monte Corrasi (1463 m)
  • km 43,1: passo Iscal 'e Pradu (1200 m)
  • km 43,4: cima Punta Carabidda (1303 m)
  • km 45,8: punto acqua

I punti acqua sono rari e preziosi. Non fatevi ingannare dalla frescura del mattino: idratatevi con regolarità, anche quando non sentite sete. Ho visto più di un atleta pagare caro un errore di leggerezza su queste montagne.

Côte principali: dove si decide la gara

  • Salita iniziale (km 0,0 – 2,4): 2,4 km, +349 m, pendenza media 14,3%, max 25,3%.
    Qui si rischia di partire troppo forte. Lasciate andare chi vuole bruciare, voi pensate a risparmiare. La gara è lunga, la montagna osserva.
  • Discesa (km 7,4 – 12,3): 4,9 km, -498 m, pendenza media 10,1%, max 30,0%.
    Le gambe sono ancora fresche, ma il sentiero tecnico può tradire. Attenzione alle caviglie, non cercate la velocità a tutti i costi.
  • Salita (km 12,3 – 16,6): 4,2 km, +739 m, pendenza media 17,4%, max 31,4%.
    Qui si comincia a capire chi ha preparato davvero la gara. Respirate, alternate passo e corsa, mangiate qualcosa di salato. La fame si insinua quando meno ve l’aspettate.
  • Discesa (km 16,6 – 23,2): 6,6 km, -722 m, pendenza media 11,0%, max 30,5%.
    Discesa lunga, tecnica. Non lasciatevi prendere dall’euforia. Un passo sbagliato qui può compromettere tutto. Pensate alla seconda parte di gara.
  • Salita (km 23,2 – 27,4): 4,3 km, +337 m, pendenza media 7,9%, max 23,7%.
    Salita più dolce, ma le energie cominciano a calare. Qui si costruisce la resistenza mentale. Ricordatevi di mangiare, anche se lo stomaco protesta.
  • Discesa (km 27,4 – 29,5): 2,1 km, -303 m, pendenza media 14,8%, max 34,1%.
    Breve ma intensa. Piedi ben saldi, attenzione alle rocce mobili. Non è il momento di rischiare.
  • Salita (km 29,5 – 36,0): 6,5 km, +846 m, pendenza media 13,0%, max 31,4%.
    La salita più lunga. Qui si decide la gara. Chi ha gestito bene il ritmo, qui può ancora sognare. Chi ha speso troppo, qui paga il conto. Guardate il panorama, lasciate che vi dia forza.
  • Discesa finale dal Monte Corrasi (km 41,4 – 48,4): 7,0 km, -1062 m, pendenza media 15,2%, max 32,3%.
    Le gambe urlano, la testa vacilla. Ma la vista dalla cima ripaga ogni fatica. Scendete con rispetto, ogni passo è una promessa di arrivo.

Il percorso, tronco per tronco: consigli e riflessioni

Troncone 1 — km 0,0–8,2 (D+ 896 m, D- 713 m, alt. 359–712 m, sentiero)

Si parte da Oliena, subito in salita. Il sentiero si fa sentire, la pendenza non lascia respiro. Qui la tentazione di forzare è forte, ma chi conosce l’ultra sa che la vera forza è nella pazienza. Prendete il vostro ritmo, ascoltate il battito del cuore. La montagna non scappa.

Troncone 2 — km 8,2–16,5 (D+ 802 m, D- 489 m, alt. 115–859 m, sentiero)

Si sale ancora, senza tregua. Il sentiero si fa più tecnico, le rocce chiedono attenzione. Qui la mente deve essere lucida: ogni passo va scelto, ogni respiro va dosato. Non dimenticate di bere, soprattutto dopo il punto acqua al km 12,3. Ho imparato che la sete arriva sempre dopo il bisogno reale.

Troncone 3 — km 16,5–24,2 (D+ 72 m, D- 783 m, alt. 137–877 m, sentiero)

Una lunga discesa, tecnica e insidiosa. Le gambe possono sembrare leggere, ma la fatica si accumula. Qui si rischia di perdere lucidità. Mangiate qualcosa, anche solo per tenere la mente sveglia. Il sentiero non perdona chi si distrae.

Troncone 4 — km 24,2–32,3 (D+ 729 m, D- 329 m, alt. 149–550 m, sentiero)

Si risale, il dislivello si fa sentire. Il corpo chiede tregua, la testa deve guidare. Qui si costruisce la longevità sportiva: chi sa ascoltarsi, chi sa rallentare quando serve, arriva lontano. Non abbiate paura di camminare. L’ultra è una scuola di umiltà.

Troncone 5 — km 32,3–40,3 (D+ 804 m, D- 73 m, alt. 550–1281 m, sentiero)

La salita si fa di nuovo dura, la quota aumenta. L’aria si fa più sottile, il silenzio più profondo. Qui si corre con la testa, non con le gambe. Ricordatevi di mangiare, anche se lo stomaco si chiude. Un brodo caldo, una manciata di frutta secca: piccoli gesti che fanno la differenza.

Troncone 6 — km 40,3–48,4 (D+ 165 m, D- 1087 m, alt. 359–1424 m, sentiero)

L’ultima discesa, la più lunga e impegnativa. Le gambe sono stanche, la mente vacilla. Ma qui si vede la vera forza: chi ha dormito bene, chi ha mangiato con intelligenza, chi ha saputo ascoltare il proprio corpo, arriva in fondo. Ogni passo è un ricordo, ogni fatica una lezione. L’arrivo a Oliena non è solo una linea, ma una conquista interiore.

Redatto a partire dal GPX e dai dati di OpenStreetMap

Buono a sapersi

Caratteristiche del percorso e gestione del dislivello

All’Oliena Sky Trail i chilometri dicono poco senza il dislivello. Qui è il D+ a scrivere la storia delle gambe.

  • 6 km / 1000 m D+: è quasi solo salita. Vuol dire passi corti, schiena leggermente inclinata, piede che cerca appoggi sicuri sulla roccia. Ogni metro verticale si sente. Vale la pena abituare mente e muscoli a questa continuità: niente “pause naturali”, solo rampe.
  • 17 km / 1200 m D+: rapporto km/dislivello molto “muscolare”. Salite che spezzano il ritmo, discese che non sempre permettono di sciogliere le gambe per via delle pietre e dei gradoni. In allenamento pensate a sequenze di salite e discese ravvicinate, come se il sentiero non vi desse mai tregua.
  • 24 km / 1700 m D+: qui il dislivello comincia a pesare davvero. Serve abitudine a stare a lungo in salita, ma anche la capacità di scendere senza “bruciare” quadricipiti dopo le prime ore. Il profilo altimetrico, anche se non lo guardate in dettaglio, va immaginato come un susseguirsi di muri e tratti corribili.
  • 50 km / 3900 m D+: è una giornata in montagna. Quasi un piccolo viaggio. Le gambe devono accettare l’idea di salire e scendere per ore. In preparazione è utile simulare blocchi di dislivello simili: ad esempio 1500–2000 m D+ in un’uscita, più un altro carico nei giorni successivi, per capire come reagite con la fatica accumulata.

Una piccola immagine mentale utile: pensare il percorso come una scala a più pianerottoli. Ogni grande salita è un gradone, ogni tratto corribile un pianerottolo dove riprendere fiato senza fermarsi.

Meteo atteso a fine settembre a Oliena: cosa significa in pratica

Fine settembre nel Supramonte è spesso traditore. Il cielo può sembrare estivo, ma l’aria in quota racconta un’altra storia.

  • Temperature: nelle ore centrali, nei tratti esposti, il caldo può ancora farsi sentire. Soprattutto sulle rocce bianche che riflettono il sole. Questo richiede attenzione all’idratazione, anche nelle distanze più corte.
  • Quota fino a circa 1400 m: più si sale, più l’aria può raffreddarsi. Vento improvviso, nuvole basse, nebbia che avvolge i canaloni. Il corpo passa dal caldo secco al fresco ventilato in poco tempo. Va allenata la capacità di gestire questi cambi di sensazione: non solo resistenza, ma elasticità mentale.
  • Vento e pioggia possibili: un temporale o una perturbazione possono rendere la roccia scivolosa e i tratti calcari ancora più delicati. Pensate a scarpe e abbigliamento come se doveste affrontare due stagioni in un giorno: mezza estate al sole, mezza autunno in quota.

La scena tipica: partenza con aria mite, cappellino e occhiali. Poi, qualche ora dopo, una cresta più fredda, mani leggermente intorpidite, desiderio di uno strato in più. Preparare la gara significa immaginare queste transizioni e non farsi cogliere di sorpresa.

Terreno del Supramonte: cosa allenare davvero

Qui non ci sono sentieri “educati”. Il Supramonte è ruvido, sincero, a volte ostinato.

  • Roccia calcarea: appoggi duri, irregolari, spesso spigolosi. La pianta del piede deve essere protetta. Le caviglie devono conoscere bene l’idea di micro-correzioni continue. In allenamento, cercate terreni sassosi, pietraie, gradoni naturali: più vicini al vero terreno della gara, meglio è.
  • Single track e canaloni: tratti stretti, dove il passo va pensato prima di appoggiarlo. Questo richiede lucidità anche dopo ore di fatica. Lavorare su sentieri stretti, con cambi di ritmo, è un ottimo modo per abituare il corpo a “leggere” il percorso al volo.
  • Pietra smossa e gradoni: non è solo una questione di tecnica, ma di pazienza. Correre su sassi mobili dopo 30 km è diverso che farlo a gambe fresche. Alcuni allenamenti lunghi andrebbero fatti proprio su terreni instabili, per capire come reagite quando la testa si stanca prima delle gambe.

Una piccola immagine: pensate alla discesa non come “liberazione”, ma come un altro tipo di lavoro. A Oliena si può perdere minuti in discesa quanto in salita, se non si è abituati alla pietra.

Materiale specifico da valutare per ogni distanza

Calzature

  • Scarpe da trail con buona protezione: suola robusta, rock plate o intersuola ben strutturata, grip efficace sulla roccia calcarea. Evitate modelli troppo minimalisti: qui la protezione sotto il piede è quasi una forma di rispetto verso voi stessi.
  • Drop e stabilità: con molto D+ e discese tecniche, un drop medio può aiutare a non sovraccaricare polpacci e tendini. La stabilità è cruciale: una scarpa “ballerina” su pietra smossa diventa un rischio.

Bastoncini

  • 50 km / 3900 m D+: fortemente consigliati, se ammessi dal regolamento. Nelle salite lunghe e regolari diventano un quarto appoggio. In preparazione, dedicate almeno alcune uscite lunghe con bastoncini, per non scoprirne la tecnica il giorno della gara.
  • 24 km / 1700 m D+: utili nelle salite più impegnative. Possono fare la differenza negli ultimi chilometri, quando le spalle sono stanche ma le gambe vi ringraziano.
  • 17 km / 1200 m D+: dipende dal vostro stile. Se siete abituati a correre “di gambe”, potete farne a meno. Se invece nei trail vi aiutano molto in salita, meglio portarli e allenarne l’uso in tratti ripidi.
  • 6 km / 1000 m D+: sul vertical i bastoncini possono diventare quasi un metronomo. Serve pratica per sincronizzare braccia e respirazione. Allenate passaggi continui di spinta, senza “piantare” troppo le punte nella roccia.

Zaino, belt e abbigliamento

  • 50 km: zaino leggero ma capiente. Spazio per acqua, alimenti, un guscio antivento o antipioggia, strato termico extra, eventuale frontale e materiale obbligatorio. In allenamento provate il set completo, così da scoprire eventuali sfregamenti o fastidi prima della gara.
  • 24 km: belt capiente o zaino compatto. Sufficiente acqua, gel, barrette, giacca leggera. Pensate in termini di autonomia tra un ristoro e l’altro, soprattutto se la giornata sarà calda.
  • 17 km e 6 km: qui si può pensare più leggero, ma non “nudo”. Anche in un vertical il vento in quota può sorprendere. Un gilet antivento o una maglia a maniche lunghe ripiegabile nello zaino possono cambiare completamente la sensazione negli ultimi minuti di gara.
  • Strati: base layer traspirante, uno strato intermedio leggero, guscio protettivo se meteo incerto. L’idea è semplice: poter togliere e rimettere senza smontare il ritmo.

Ristori, idratazione e alimentazione

I ristori dell’Oliena Sky Trail hanno spesso un carattere molto locale. Questo è bello, ma va gestito con intelligenza.

  • Sul 50 km: pensate i ristori come “tappe” di un viaggio. Tra uno e l’altro, autonomia con liquidi e cibo deve essere garantita. In preparazione, simulate la distanza temporale tra due ravvicinamenti: ad esempio 60–90 minuti di corsa con solo ciò che avete nello zaino. Così capirete quanta acqua vi serve veramente.
  • 24 km / 17 km: spesso si corre quasi “a filo” tra un ristoro e il successivo. È facile lasciarsi prendere dall’entusiasmo e arrivare al tavolo affamati e assetati. Abituatevi a bere regolarmente, anche quando non avete sete, e a introdurre piccoli bocconi ogni 30–40 minuti.
  • 6 km / 1000 m D+: qui il tema è più semplice, ma non meno importante. Una buona idratazione nelle ore precedenti e un piccolo apporto di carboidrati subito prima possono evitare cali bruschi di energia a metà salita.

Un dettaglio spesso sottovalutato: l’aria secca del Supramonte. La gola si asciuga, il sudore evapora più in fretta, e si ha l’illusione di non sudare molto. In realtà si perdono liquidi. In allenamento, provate a correre con la regola del “pochi sorsi, ma regolari”. Il corpo impara.

Meneur d’allure e gestione del ritmo

Sui canali ufficiali vengono talvolta citati servizi di supporto sul percorso, ma la presenza di veri e propri meneur d’allure strutturati su tutte le distanze non è esplicitata in modo chiaro.

  • Se dovessero essere presenti su alcune distanze, considerateli come punti di riferimento, non come “traini” da seguire a qualsiasi costo. A Oliena, più che in altre gare, il vostro corpo conosce meglio della tabella oraria quanto potete spingere su ogni salita.
  • Se non ci fossero, è comunque utile allenare un ritmo percepito stabile: saper riconoscere quando una salita sta diventando troppo aggressiva rispetto alle vostre possibilità è la miglior forma di autoprotezione.

C’è un’immagine ricorrente nelle edizioni passate: atleti che partono troppo forte perché si fidano del passo di chi li circonda. Dopo pochi chilometri la montagna presenta il conto. Meglio arrivare con un’idea chiara del vostro “passo sostenibile” e difenderlo.

Adattare la preparazione alle singole distanze

50 km / 3900 m D+: vivere una giornata intera in montagna

  • Resistenza mentale: più delle gambe, va allenata la capacità di stare “nel gioco” per ore. Uscite lunghe, anche in solitaria, dove accettate momenti di calo e li superate, sono oro.
  • Gestione del sonno e della stanchezza: nelle settimane centrali di preparazione, curate il riposo come se fosse un allenamento. Oliena non perdona chi arriva già stanco.
  • Pianificazione di piani B: ritmi alternativi, strategie di alimentazione di riserva, piccoli accorgimenti (cambio di calze, eventuale ricarica frontale). Un Ultra Sky con quasi 4000 m D+ premia chi sa adattarsi.

24 km / 1700 m D+: gara “di sostanza”

  • Lavoro sulle salite lunghe: costruite uscite in cui affrontate rampe di 20–30 minuti, a ritmo controllato. Il corpo deve abituarsi a questa durata di sforzo in salita.
  • Discese ripetute: non basta una discesa tecnica ogni tanto. Inserite sessioni dove la discesa arriva quando siete già un po’ stanchi. Qui si capisce come reagiscono i quadricipiti.
  • Alimentazione semplice: per questa distanza, una combinazione di gel, piccoli bocconi solidi e liquidi può bastare. L’importante è testarli in anticipo, anche in uscite di 2–3 ore.

17 km / 1200 m D+: corto, ma intenso

  • Gestione degli “strappi”: salite brevi e ripide mettono alla prova la capacità di non andare fuori giri. Allenatevi su rampe di 3–6 minuti, dove restate in controllo anche se il respiro si fa pesante.
  • Ritmo sui tratti corribili: il tempo si fa spesso nei pochi tratti dove si può davvero correre. Lavorate sulla capacità di passare dalla camminata in salita alla corsa fluida senza tempi morti.
  • Partenza prudente: è la distanza dove si è più tentati di “tirare” subito. In preparazione, simulate partenze controllate e arrivi in progressione, per memorizzare la sensazione di avere ancora margine negli ultimi chilometri.

6 km / 1000 m D+: vertical puro

  • Forza specifica: ripetute in salita continue, su strade bianche, sentieri o scale. Il gesto è quasi sempre lo stesso: spinta, appoggio, respiro profondo. Il corpo deve conoscerne la monotonia.
  • Respirazione: allenatevi a sincronizzare passi e respiri. Due passi, un respiro; tre passi, un respiro. Ognuno ha la propria “musica”, l’importante è trovarla.
  • Gestione dell’ansia: il vertical è una gara dove quasi non si guarda l’orologio. Si guarda più spesso il terreno e, ogni tanto, il cielo. In preparazione, fate qualche allenamento senza cronometro visibile, concentrandovi solo sulle sensazioni.

Piccoli dettagli che contano molto il giorno della gara

  • Mani e piedi: la roccia del Supramonte può richiedere qualche appoggio di mano nei passaggi più ripidi. Unghie corte, pelle curata, eventuali cerotti protettivi per punti delicati (come tallone o dita) sono investimenti minimi che evitano fastidi enormi.
  • Occhiali e cappellino: la luce riflessa sulle rocce bianche può stancare gli occhi. In allenamento, provate occhiali e cappellino nelle ore di maggiore luminosità, per capire cosa vi dà davvero conforto.
  • Allenare la testa: nelle ricognizioni o negli allenamenti più duri, scegliete un pensiero-ancora. Una frase, un ricordo, una immagine. A Oliena, quando la salita sembra infinita, avere qualcosa a cui tornare mentalmente può sorprendere per efficacia.

Molti corridori raccontano il momento in cui, in mezzo alla fatica, alzano lo sguardo e vedono il Supramonte aprirsi. Un canalone, una cresta, un pezzo di mare lontano. Sono istanti brevi, ma restano. Preparare l’Oliena Sky Trail significa anche allenarsi a essere presenti quando arrivano questi momenti, non solo quando suona il cronometro.

Meteo prevista il giorno della gara a Oliena

Sulla base degli ultimi 10 anni (medie 2016–2025)
🌧️
Pioggia
il più frequente
24°
Max. media
estremo 33°
15°
Min. media
estremo 11°
18 km/h
Vento medio
raffiche 101
Storico del meteo del 26 settembre da 10 anni
🌧️ 23° 2016
🌧️ 18° 2017
☁️ 18° 2018
☁️ 27° 2019
🌧️ 17° 2020
☁️ 33° 2021
🌧️ 24° 2022
🌤️ 26° 2023
🌤️ 28° 2024
🌧️ 25° 2025
Dati meteo: Open-Meteo / ERA5

Stima il tuo tempo di gara

In base al tuo ritmo obiettivo, ecco come si svolgerà la tua gara
Ritmo 5:00 min/km
3:00 · Veloce 8:00 · Lento
Tempo stimato
50:00
Velocità
12,0 km/h
Ritmo moderato · Mantieni questo ritmo fino al traguardo con un piano di allenamento personalizzato

Domande e risposte

Per l’Oliena Sky Trail 2026 il percorso principale su Preparun è di 24 km / 1700 m D+, con salite lunghe e discese tecniche tipiche del Supramonte sardo. Questo profilo richiede abitudine a correre a lungo in salita e buona gestione dei quadricipiti in discesa. Entra nella vostra preparazione con uscite in montagna, lavori di forza in salita e sessioni di tecnica di discesa, mantenendo un’andatura controllata nelle prime salite per non "saltare" nella seconda metà di gara.

L’Oliena Sky Trail 2026, con circa 1700 m D+ sui 24 km, è impegnativa rispetto a un trail collinare della stessa distanza. Il percorso comprende tratti tecnici su pietra calcarea e passaggi fino a circa 1400 m, con possibili condizioni meteo difficili (vento, pioggia, freddo). È una gara adatta a runner già abituati ai sentieri di montagna. Per arrivare pronti, prevedete settimane con dislivello cumulato significativo e almeno un allenamento lungo in ambiente simile ogni 7–10 giorni.

Su un profilo di 24 km / 1700 m D+ è essenziale partire con ritmo prudente, correndo le salite dolci e camminando quelle più ripide. Dividete mentalmente la gara in 3 blocchi: avvio controllato, parte centrale in gestione, ultimi chilometri in progressione. Approfittate dei ravitaillements (informazioni ufficiali sul sito gara) per bere regolarmente e integrare carboidrati. Tra un punto e l’altro portate sempre con voi acqua, gel/barrette e sali, adattando la strategia alla temperatura e alla vostra tolleranza digestiva.

Su terreni boscosi e rocciosi del Supramonte, con passaggi fino a circa 1400 m di quota, servono scarpe da trail con buona protezione e grip su roccia calcarea. Consigliati: zainetto o gilet con sacca o flask, giacca impermeabile/antivento, maglia tecnica traspirante, cappellino/buff, e eventuali bastoncini se ammessi dal regolamento. In preparazione, allenatevi con lo stesso materiale che userete in gara per testare vestibilità, rimbalzo degli oggetti e gestione di acqua/alimentazione in salita e in discesa.

Su Preparun trovate due piani PERSONNALIZZATI per l’Oliena Sky Trail 2026, adattati a distanza e dislivello: il Starter Run, gratuito, ideale per iniziare una preparazione strutturata e arrivare alla gara con una base solida; e la Finisher Line, completa e a pagamento, pensata per arrivare davvero pronti il giorno J, lavorando su resistenza, dislivello, ritmo gara e recupero. Entrambi si adattano alla vostra età, livello, obiettivo e numero di uscite settimanali. Vi invitiamo a creare subito il vostro piano su preparun.com.

Prepara la tua gara in 7 domande

Oliena Sky Trail 2026 non si improvvisa, si prepara con cura. I sentieri del Supramonte, il dislivello importante e le pietre del Corrasi chiedono rispetto, lucidità e un lavoro mirato. Con un plan d'entraînement personalizzato, pensato per il vostro livello e il numero di uscite settimanali, potete arrivare sulla linea di partenza sereni, pronti a gestire la gara dall’inizio alla fine. Su Preparun vi accompagniamo passo dopo passo: carico, recupero, alimentazione, ritmo. Perché a Oliena non si cerca solo il tempo, si cerca un’esperienza di corsa da ricordare.

Piano personalizzato per

Oliena Sky Trail 2026

Passaggio 1 / 9 Gara

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Altri corridori usano già i piani di allenamento Preparun (e ne sono entusiasti!)

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Davide Greco

Articolo scritto da :
Davide Greco corre da più di vent'anni e ha attraversato tutte le evoluzioni della corsa amatoriale: dal footing « a sensazione » ai piani strutturati e…... continua a leggere
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Jules Patrick Maria Laurene
+8

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