Adamello Ultra-Trail – Vezza d'oglio

Adamello Ultra-Trail

Vezza d'oglio (25059) 25 settembre 2026 Trail
Partenza tra
J−65

Informazioni sulla gara

Adamello Ultra-Trail propone 4 gare da 35 a 170 km, il 25 settembre 2026 a Vezza d'oglio.

Informazioni chiave sulle gare di Adamello Ultra-Trail
Gara Distanza Dislivello Altitudine Partenza
35 km 35 km +2 200 m
60 km 60 km +4 000 m
100 km 100 km +6 465 m / −6 461 m 1 015 – 2 670 m
170 km 170 km +12 332 m / −12 328 m 689 – 2 670 m

Se state leggendo queste righe, siete già iscritti all’Adamello Ultra-Trail e una cosa è certa: avete scelto una gara che lascia il segno. Ora si tratta di trasformare questa scelta in un percorso di preparazione sereno, solido e rispettoso del vostro corpo… e della montagna.

Mi chiamo Chiara Romano, corro trail in tutta Italia e ogni volta che penso all’Adamello mi vengono in mente due cose: il silenzio delle quote alte e il rispetto che quei numeri impongono. 170 km (D+ 11500 m), 100 km (D+ 6050 m), 60 km (D+ 4000 m) e 35 km (D+ 2200 m) non sono solo dati tecnici: sono ore di buio, di salita, di meteo incerto, ma anche di panorami grandiosi tra il Parco dello Stelvio e il Parco dell’Adamello, sulle tracce dei sentieri della Prima Guerra Mondiale.

Adamello Ultra-Trail: percorso, terreno, punti chiave

L’Adamello Ultra-Trail parte e arriva a Vezza d’Oglio, in Alta Val Camonica, nel cuore delle Alpi bresciane. I percorsi si sviluppano in gran parte su mulattiere e sentieri militari della Grande Guerra, spesso stretti, pietrosi, con muretti, gallerie, resti di trincee e manufatti ancora visibili.

  • 170 km: l’ultra principale, in gran parte in autosufficienza, che vi porta fino alle zone più alte tra Adamello e Stelvio, con lunghi tratti tecnici e un tempo limite molto generoso ma insidioso dal punto di vista mentale.
  • 100 km: un grande anello che concentra molta salita in pochi punti chiave; meno lunga della 170, ma con dislivello importante e terreno tutt’altro che “facile”.
  • 60 km: spesso chiamata “Half”, è una distanza molto montana, con 4000 m D+ che la rendono un vero ultra trail in miniatura.
  • 35 km: la “Short”, perfetta come primo contatto con l’Adamello, ma comunque con 2200 m D+: non è un semplice trail collinare, è montagna vera.

Il terreno alterna:

  • single track tecnici in quota
  • mulattiere militari regolari ma lunghe
  • tratti erbosi e pietraie
  • passaggi esposti al vento e alla variabilità del meteo alpino

Le insidie principali? Salite molto lunghe dove è facile esagerare, discese che distruggono le cosce se non siete preparati, tratti notturni in cui la solitudine si fa sentire e cambi di temperatura importanti tra valle e cresta.

Preparare l’Adamello Ultra-Trail: come costruire il vostro plan d’allenamento

Per affrontare l’Adamello Ultra-Trail con serenità, il vostro plan d’allenamento deve parlare la lingua di questa gara: lunghi dislivelli, terreno tecnico, gestione del freddo e della fatica mentale. Non esiste una preparazione “copia-incolla”, ma alcuni pilastri sono fondamentali.

1. Volume progressivo e sostenibile

Per la 170 km e la 100 km, l’obiettivo è abituare il corpo a sostenere ore di sforzo continuativo: 4–5 uscite a settimana, con aumento graduale del chilometraggio e del dislivello, evitando salti bruschi che portano solo infortuni.

Per la 60 km e la 35 km, 3–4 uscite ben strutturate sono spesso sufficienti, se includono salite lunghe, tecnica di discesa e un lungo in montagna quasi ogni 10–14 giorni.

2. Salita: lavorare sulla camminata spinta

Sull’Adamello si cammina, tanto. La differenza la fa la qualità della vostra camminata in salita:

  • ripetute in salita lunghe (8–20 minuti), da fare correndo o camminando forte, a seconda del vostro livello
  • uscite con bastoncini, per trovare il ritmo “mani–piedi” più economico
  • salite molto lunghe in Z2–Z3 (sforzo medio), per simulare le rampe che incontrerete sui sentieri militari

3. Discesa: proteggere le gambe

Sulle pietraie e i single track dell’Adamello, sono le discese a decidere la vostra gara. In allenamento:

  • introducete sessioni mirate di tecnica di discesa: passi corti, sguardo lontano, uso del busto per bilanciare
  • alternate tratti più lenti a tratti più rapidi in discesa, per abituare muscoli e tendini ai cambi di ritmo
  • in palestra o a casa, curate la forza: squat, affondi, esercizi per core e caviglie

4. Lunghi specifici in montagna

Almeno una volta ogni 3–4 settimane (più spesso per la 170 km):

  • un lungo con molto dislivello (da 1500 a 3000 m D+ a seconda della distanza scelta)
  • se possibile, una sessione “back-to-back”: due lunghi medi in due giorni consecutivi, per simulare la fatica accumulata
  • uscite in condizioni simili alla gara: zaino, bastoncini, frontale per chi affronterà la notte

È qui che un plan d’allenamento personalizzato fa la differenza: vi permette di integrare questi elementi nel vostro calendario reale, con il vostro lavoro, la vostra famiglia e il vostro livello di partenza.

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5. Lavori di intensità mirati

Anche per un ultra alpino come l’Adamello, un minimo di velocità controllata è prezioso:

  • sedute di interval training brevi (da 1 a 3 minuti) su terreno non tecnico
  • tempo run in salita dolce, per migliorare la soglia senza distruggere le articolazioni
  • progressivi in piano o leggera salita per migliorare l’economia di corsa

6. Preparazione mentale e gestione della notte

L’Adamello è anche una prova mentale. Il buio, il silenzio, i lunghi tratti soli su sentieri militari possono amplificare dubbi e fatica. Allenatevi a:

  • fare qualche uscita al tramonto o all’alba con la frontale
  • spezzare mentalmente la gara in segmenti: da un ristoro all’altro, da una salita all’altra
  • usare frasi-pilota semplici (“un passo alla volta”, “arrivo al prossimo passo in cresta”) per gestire i momenti difficili

7. Nutrizione e idratazione in gara

I percorsi dell’Adamello sono in gran parte in autosufficienza o semi-autosufficienza. Questo significa che dovrete essere autonomi tra un punto di ristoro e l’altro. In allenamento:

  • testate sempre i prodotti che userete in gara (gel, barrette, panini, frutta secca…)
  • simulate la cadenza di assunzione: ad esempio, un piccolo apporto ogni 30–40 minuti
  • allenate lo stomaco su uscite di 4–6 ore mangiando in movimento

8. Gestione dell’allure e del tempo limite

Sull’Adamello è facile partire troppo forte, soprattutto nella prima parte corribile. Il trucco è semplice da dire, meno da applicare: i primi 20–30 km devono sembrarvi “facili”. Se sentite di spingere, state andando troppo forte.

  • sulle 170 km, pensate in termini di gestione di 2 giorni, non di una maratona lunga
  • sulle 100 km e 60 km, evitate di inseguire altri corridori: seguite il vostro passo e la vostra strategia alimentare
  • sulla 35 km, non fatevi ingannare dalla distanza “corta”: il dislivello chiede rispetto, entrate in ritmo gradualmente

Equipaggiamento per l’Adamello Ultra-Trail: cosa non deve mancare

Il regolamento ufficiale dell’Adamello Ultra-Trail elenca il materiale obbligatorio, che può variare in base alle condizioni meteo. A prescindere dall’elenco, ci sono elementi che vi consiglio vivamente:

  • Scarpe da trail con buona protezione e grip su roccia e terreno umido
  • Bastoncini: quasi indispensabili su queste distanze e dislivelli
  • Zaino o gilet da trail capiente ma aderente, con spazio per giacca, cibo e acqua
  • Strati tecnici: maglia termica, guscio impermeabile e antivento, guanti e berretto leggero
  • Frontale affidabile con batteria di ricambio (per chi corre di notte)
  • Kit minimo di sicurezza: telo termico, fischietto, benda elastica, qualche cerotto

Allenatevi sempre con il materiale che userete il giorno della gara. Niente sorprese alla partenza di Vezza d’Oglio.

Plan d’allenamento Adamello Ultra-Trail: adattarlo a voi

Quando si parla di plan d’allenamento per l’Adamello Ultra-Trail, la vera domanda non è “qual è il piano perfetto?”, ma “qual è il piano giusto per me, oggi?”. Età, storia sportiva, tempo a disposizione, eventuali infortuni: tutto conta. Per questo un programma generico rischia di essere troppo o troppo poco.

Un buon piano per l’Adamello dovrebbe:

  • integrare settimane di carico e scarico ben calibrate
  • coordinare dislivello, tecnica in discesa e lavori di forza
  • tenere conto delle vostre gare-test o uscite lunghe in vista dell’evento
  • prevedere una vera fase di tapering nelle 2–3 settimane prima della gara
Nutrition de course

Il giorno J, la tua alimentazione fa la differenza.

Prima, durante e dopo la gara: un piano alimentare personalizzato è disponibile in aggiunta al tuo piano d'allenamento.

Informazioni pratiche Adamello Ultra-Trail 2026

L’edizione 2026 dell’Adamello Ultra-Trail è in programma il 25–26 settembre 2026 (venerdì–sabato), con base sempre a Vezza d’Oglio (BS), in Alta Val Camonica.

DistanzaDislivello positivoOrario di partenza
170 km11500 m D+venerdì 25/09, ore 09:00
100 km6050 m D+venerdì 25/09, ore 07:00
60 km4000 m D+venerdì 25/09, ore 08:00
35 km2200 m D+venerdì 25/09, ore 14:00

Per dettagli aggiornati su regolamento, materiale obbligatorio, tracciati GPS e altimetrie, fate sempre riferimento al sito ufficiale Adamello Ultra Trail e ai canali social come Instagram Adamello Ultra Trail.

Qualunque sia la distanza che avete scelto, l’Adamello vi regalerà creste, silenzi, luci di alba e tramonto che non si dimenticano. Con una preparazione curata e un plan d’allenamento costruito su di voi, l’arrivo a Vezza d’Oglio sarà molto più di un traguardo: sarà il ricordo di un viaggio vero, nel cuore dell’alta montagna.

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Percorsi delle diverse distanze

Tracciato GPS e profilo altimetrico
100 km
170 km

Percorso dettagliato Adamello Ultra-Trail - 100 km

Dislivello positivo 6 465 m
Dislivello negativo 6 461 m
Altitudine minima 1 015 m
Altitudine massima 2 670 m

Adamello Ultra-Trail 100 km — Un viaggio ad anello di 93,6 km e 6465 m D+ tra le vette e i sentieri alpini

Un percorso che ti porta a respirare l’alta quota, a sentire la fatica nelle gambe e la gioia negli occhi. 93,6 km di pura avventura, 6465 metri di dislivello positivo, in una grande boucle che inizia e finisce a Vezza d’Oglio. Qui la montagna non fa sconti, ma regala emozioni vere.

Profilo generale

  • Distanza reale: 93,6 km
  • D+ totale: 6465 m
  • D- totale: 6461 m
  • Altitudine minima: 1015 m
  • Altitudine massima: 2670 m
  • Terreno: 80% sentiero/strada non asfaltata, 20% strada/chemin revêtu (asphalt, ground, pebblestone, gravel)
  • Difficoltà tecnica: terreno alpino

Qui il sentiero è protagonista. Sassi, radici, tratti tecnici: la montagna si sente sotto i piedi. L’asfalto è raro, la natura domina. Serve attenzione, ma anche voglia di lasciarsi sorprendere.

Luoghi attraversati e punti di riferimento

  • Vezza d’Oglio (km 0) — la partenza, il cuore che batte forte.
  • Cima Rovaia (2525 m, km 10,4) — la prima vera conquista, respira e guarda lontano.
  • Porta di Muralta (colle, km 11,8) — qui la salita si fa sentire, ma la vista ripaga.
  • Cima Muralta (2523 m, km 12,5) — un altro tetto, un altro respiro profondo.
  • Corni della Torre (2235 m, km 14,2) — le rocce ti osservano, tu vai avanti.
  • Bocchetta Di Val Massa (colle, km 23,2) — qui la fatica si trasforma in orgoglio.
  • Passo dei Contrabbandieri (colle, 2661 m, km 59,8) — il punto più alto, la montagna vera.
Punti d’acqua (km):
  • 0,8
  • 13
  • 14,8
  • 18,5
  • 40,2
  • 40,7
  • 41,2
  • 41,3
  • 42,1
  • 49,1
  • 52
  • 52,9

Non dimenticare di bere spesso. L’acqua è la tua alleata, soprattutto quando il sentiero si fa duro.

Le salite e discese che fanno la differenza

  • Salita da km 0,0 a km 11,8: +1565 m in 11,8 km, pendenza media 13,3%, max 28,0% — Porta di Muralta in cima. Parti piano, non bruciare tutto subito. Qui si costruisce la gara, non si vince.
  • Discesa da km 13,7 a km 17,2: -541 m in 3,5 km, pendenza media 15,5%, max 31,7% — Corni della Torre come punto alto. Attenzione alle gambe, il terreno è tecnico, meglio frenare che rischiare.
  • Salita da km 17,2 a km 23,7: +882 m in 6,5 km, pendenza media 13,7%, max 30,3% — Bocchetta Di Val Massa in cima. Qui si sente la quota, respira, passo corto, testa alta.
  • Discesa da km 34,4 a km 41,5: -816 m in 7,1 km, pendenza media 11,6%, max 31,3%. Sciogli le gambe, ma resta vigile: la stanchezza può giocare brutti scherzi.
  • Salita da km 41,5 a km 47,0: +734 m in 5,5 km, pendenza media 13,4%, max 26,1%. Qui si fa selezione, ma ogni passo è un passo verso la vetta.
  • Discesa da km 47,0 a km 52,0: -557 m in 5,1 km, pendenza media 11,0%, max 29,9%. Recupera, ma non mollare la concentrazione.
  • Salita da km 52,0 a km 59,9: +904 m in 7,8 km, pendenza media 11,6%, max 23,9% — Passo dei Contrabbandieri in cima. Qui il cuore batte forte, la testa deve guidare le gambe.
  • Discesa da km 64,2 a km 67,3: -613 m in 3,1 km, pendenza media 19,7%, max 28,1%. Le ginocchia chiedono pietà, tu ascolta il corpo e vai con rispetto.

Il percorso, troncone dopo troncone

  • Troncone 1 — km 0,0 a km 15,6: D+ 1719 m, D- 686 m, altitudine 1015–2587 m, profilo: salita, sentiero.
    La partenza è un salto nel vuoto: subito in salita, subito la montagna che chiama. Qui si costruisce la gara, passo regolare, respira il bosco, ascolta il cuore. Non strafare, la strada è lunga.
  • Troncone 2 — km 15,6 a km 31,2: D+ 1278 m, D- 1212 m, altitudine 1697–2595 m, profilo: vallonato, sentiero.
    Qui si balla tra salite e discese, mai monotono. Il paesaggio cambia, la fatica resta. Sorridi, ogni cima è una conquista. Attenzione ai tratti tecnici, la montagna non perdona le distrazioni.
  • Troncone 3 — km 31,2 a km 46,8: D+ 1290 m, D- 1090 m, altitudine 1585–2405 m, profilo: vallonato, sentiero.
    Le gambe iniziano a sentire il peso, ma la testa tiene. Qui si va avanti con il cuore, un passo dopo l’altro. Prenditi il tempo per guardare il panorama, respira la libertà.
  • Troncone 4 — km 46,8 a km 62,4: D+ 1047 m, D- 1192 m, altitudine 1756–2670 m, profilo: vallonato, sentiero.
    La quota si fa sentire, il fiato si accorcia. Qui si gioca di testa: alimentazione, idratazione, ascolto del corpo. Ogni passo è un piccolo trionfo.
  • Troncone 5 — km 62,4 a km 78,1: D+ 695 m, D- 1174 m, altitudine 1666–2565 m, profilo: discesa, sentiero.
    Finalmente si scende, ma non è mai facile. Le gambe tremano, la mente deve restare lucida. Qui si recupera, ma senza abbassare la guardia.
  • Troncone 6 — km 78,1 a km 93,6: D+ 433 m, D- 1106 m, altitudine 1017–1707 m, profilo: discesa, strada.
    L’ultimo sforzo, la strada che riporta a valle. Qui si sente la stanchezza, ma anche la voglia di arrivare. Lascia andare le gambe, pensa a tutto il viaggio fatto. L’arrivo è vicino, goditi ogni metro.

Ogni troncone è una storia. Ascolta il tuo corpo, rispetta la montagna, celebra ogni passo. L’Adamello Ultra-Trail non è solo una gara: è un viaggio dentro te stesso.

Redatto a partire dal GPX e dai dati di OpenStreetMap

Percorso dettagliato Adamello Ultra-Trail - 170 km

Dislivello positivo 12 332 m
Dislivello negativo 12 328 m
Altitudine minima 689 m
Altitudine massima 2 670 m

Adamello Ultra-Trail 170 km — Un viaggio circolare tra le vette, 12332 m di dislivello positivo, pura avventura alpina

170 km di emozioni, 12332 metri di salita, una grande boucle che ti riporta là dove tutto è iniziato. Qui il respiro si fa profondo, le gambe si misurano con la montagna, la mente si apre. Un percorso che ti cambia, passo dopo passo.

Profilo generale

  • Distanza reale: 164,6 km
  • Dislivello positivo: 12332 m
  • Dislivello negativo: 12328 m
  • Altitudine minima: 689 m
  • Altitudine massima: 2670 m
  • Terreno: 13% su strada o fondo compatto, 88% su sentiero o fondo naturale; asfalto, ciottoli, ghiaia, terra. Sentiero tecnico, vero terreno alpino.

Luoghi attraversati e punti d’acqua

  • Km 0: Vezza d'Oglio (partenza)
  • Km 0,8: Punto d’acqua
  • Km 10,5: Cima Rovaia (2525 m)
  • Km 11,8: Colle Porta di Muralta
  • Km 12,4: Vione
  • Km 12,5: Cima Muralta (2523 m)
  • Km 13,1: Punto d’acqua
  • Km 14,2: Corni della Torre (2235 m)
  • Km 14,8: Punto d’acqua
  • Km 18,5: Punto d’acqua
  • Km 23,3: Bocchetta Di Val Massa (2499 m)
  • Km 24,1: Pontagna
  • Km 35,3: Ponte di Legno
  • Km 40,2: Punto d’acqua
  • Km 40,7: Punto d’acqua
  • Km 41,3: Punto d’acqua
  • Km 42,2: Punto d’acqua
  • Km 49,1: Punto d’acqua
  • Km 52: Punto d’acqua
  • Km 53: Punto d’acqua
  • Km 59,9: Passo dei Contrabbandieri (2661 m)
  • Km 65,9: Pellizzano
  • Km 68,4: Punto d’acqua
  • Km 83,6: Ponte di Legno
  • Km 92,5: Bocchetta di Casola
  • Km 92,6: Corno Marcio (2423 m)
  • Km 94,5: Pontagna
  • Km 117,3: Vezza d'Oglio
  • Km 121,7: Passo Gallinera (2350 m)
  • Km 126,9:
  • Km 151,2: Monno
  • Km 156,3: Pianaccio (2182 m) e Col Carette di Val Bighera (2130 m)
  • Km 164,6: Vezza d'Oglio (arrivo)

Côte e discese principali

  • Dal km 0,0 al km 11,8:
    +1565 m in 11,8 km, pendenza media 13,2%, max 28,0%.
    La salita verso il Colle Porta di Muralta: qui si parte subito forte. Non lasciarti prendere dall’entusiasmo. Cammina quando serve, ascolta il cuore. La montagna non perdona chi parte troppo veloce.
  • Dal km 17,2 al km 23,7:
    +882 m in 6,5 km, pendenza media 13,7%, max 30,3%.
    Verso la Bocchetta Di Val Massa: salita intensa, gambe che bruciano. Qui si costruisce la resistenza. Respira, trova il tuo ritmo, ogni passo è un piccolo traguardo.
  • Dal km 52,1 al km 59,9:
    +904 m in 7,8 km, pendenza media 11,6%, max 23,9%.
    Salita al Passo dei Contrabbandieri: la quota si fa sentire. Qui la testa conta più delle gambe. Sorridi, guarda il panorama, lasciati portare dalla voglia di arrivare in alto.
  • Dal km 102,2 al km 108,3:
    +884 m in 6,1 km, pendenza media 14,5%, max 24,5%.
    Salita impegnativa: qui si sente la fatica accumulata. Non mollare, ogni metro è una conquista.
  • Dal km 117,2 al km 121,6:
    +847 m in 4,4 km, pendenza media 19,2%, max 57,4%.
    Verso il Passo Gallinera: salita breve ma durissima. Qui si va piano, si stringe i denti, si sogna la discesa.
  • Dal km 127,7 al km 133,7:
    -897 m in 6,0 km, pendenza media 14,9%, max 27,4%.
    Discesa tecnica: attenzione ai piedi, il terreno non perdona. Qui si recupera, ma senza rischiare.
  • Dal km 133,7 al km 139,8:
    +1010 m in 6,1 km, pendenza media 16,7%, max 37,9%.
    Salita lunga e ripida: qui si va di testa, passo dopo passo. Non guardare la cima, pensa solo al prossimo appoggio.
  • Dal km 155,3 al km 164,6:
    -1137 m in 9,3 km, pendenza media 12,3%, max 28,4%.
    Discesa finale: le gambe urlano, il cuore vola. Qui si sente il traguardo, ma serve ancora attenzione. Non lasciarti andare troppo, la gloria è dietro l’angolo.

Il percorso, troncone dopo troncone

Troncone 1 — km 0,0 a km 27,4

D+ 2746 m, D- 1649 m, altitudine 1015–2595 m, sentiero.
Si parte subito in salita, il fiato corto, il cuore che batte forte. Il sentiero si arrampica, la natura ti avvolge. Qui si costruisce la gara: non strafare, ascolta il corpo. Primi panorami mozzafiato, prime emozioni forti. Prenditi il tempo per bere ai punti d’acqua: km 0,8, 13,1, 14,8, 18,5. La fatica si sente, ma ogni passo ti avvicina alla vetta.

Troncone 2 — km 27,4 a km 54,9

D+ 1936 m, D- 1944 m, altitudine 1585–2405 m, sentiero.
Il profilo si fa vallonato, sali e scendi che spezzano il ritmo. Qui la testa deve restare lucida. Il terreno è tecnico, la concentrazione è tutto. Approfitta dei punti d’acqua tra il km 40 e il km 53. Senti la montagna, lasciati guidare dal respiro.

Troncone 3 — km 54,9 a km 82,3

D+ 1376 m, D- 2217 m, altitudine 1256–2670 m, sentiero.
Qui la discesa domina, ma non è mai banale. Le gambe lavorano, la mente sogna. Attenzione ai tratti tecnici, la stanchezza può giocare brutti scherzi. Goditi la quota, respira l’aria sottile. Ogni passo ti avvicina a Ponte di Legno.

Troncone 4 — km 82,3 a km 109,8

D+ 2474 m, D- 1931 m, altitudine 1122–2385 m.
Si torna a salire, la fatica si accumula. Qui si fa la differenza. Non guardare il dislivello, pensa solo al prossimo passo. La montagna premia chi sa aspettare. Sorridi, sei ancora nel viaggio.

Troncone 5 — km 109,8 a km 137,2

D+ 2443 m, D- 2839 m, altitudine 689–2321 m, sentiero.
Vallonato, ma con salite e discese che si fanno sentire. Qui la testa è tutto. Ogni tratto è una piccola sfida, ogni discesa un’occasione per respirare. Non mollare, la meta si avvicina.

Troncone 6 — km 137,2 a km 164,6

D+ 1359 m, D- 1748 m, altitudine 1016–2162 m, sentiero.
Ultimi chilometri, le gambe sono stanche ma il cuore è pieno. Le salite sembrano infinite, ma ogni metro è un regalo. La discesa finale è liberatoria: lasciati andare, assapora ogni istante. L’arrivo a Vezza d’Oglio è una festa, la tua festa.

Consigli del coach

  • Non avere fretta: la montagna si conquista con pazienza.
  • Bevi spesso, approfitta di ogni fonte.
  • Ascolta il corpo: cammina quando serve, corri quando puoi.
  • Goditi il viaggio, ogni fatica sarà ripagata.
  • Ricorda: qui non si vince contro gli altri, ma insieme alla montagna.

Redatto a partire dal GPX e dai dati di OpenStreetMap

Buono a sapersi

Meteo e condizioni in quota: cosa aspettarvi davvero

L’Adamello Ultra-Trail cade a fine settembre. Periodo di cambi di stagione. In valle l’aria è ancora dolce. In quota no. Il meteo qui è un compagno capriccioso: può regalarvi giornate limpide e fresche, ma anche nebbia bassa, pioggia insistente, vento freddo sulle creste, addirittura neve o ghiaccio al mattino sui versanti in ombra.

  • Escursione termica forte: lungo il percorso si scende intorno ai 650 m (zona Edolo) e si sale quasi a 2700 m (Passo dei Contrabbandieri). Questo significa temperature molto diverse tra valle e alta montagna.
  • Possibile meteo “brutto” per ore: pioggia continua, nebbia che taglia la visibilità, sentieri bagnati e scivolosi. Alcune edizioni hanno già visto condizioni meteo poco favorevoli.
  • Notte lunga e fredda sulle 100, 170 km e spesso anche sulla 60 km: in quota, con stanchezza addosso, pochi gradi in meno sembrano un abisso.
  • Vento in alto: sui passi e sulle creste il vento può togliere calore in fretta, soprattutto se siete sudati.

In allenamento, abituatevi a correre in condizioni meteo variabili. Una giornata di pioggia in montagna vale oro per questa gara. E ricordate: il meteo non è un dettaglio, è parte del profilo di difficoltà dell’Adamello.

Distanze e dislivelli: come “parlano” al vostro corpo

Gara Distanza Dislivello positivo Impatto sul corpo
Short 35 km 2200 m D+ Sforzo intenso, ma concentrato. Gambe molto sollecitate in salita e discesa.
Half 60 km 4000 m D+ Ultra “compressa”: gestione del passo e dell’energia è già cruciale.
Trail 100 km 6050 m D+ Grande anello con salita concentrata: rischio di “saltare” sulle rampe chiave.
Ultra Trail 170 km 11500 m D+ Vera 100 miglia alpina. Fatica fisica e mentale di livello altissimo.

35 km – 2200 m D+

Il 35 km è più corribile rispetto alle altre distanze, con terreno generalmente più regolare e meno sconnesso. Ma 2200 m D+ sono tanti. Non è “solo” una mezza maratona di montagna. Serve:

  • Abituare le gambe a salite lunghe con ritmo costante.
  • Allenare le discese per evitare che gli ultimi 8–10 km diventino una lotta contro i crampi.
  • Curare la gestione dell’energia: se partite come in un trail collinare, la gara vi presenta il conto.

60 km – 4000 m D+

Il 60 km è uno “small ultra”: 4000 m D+ su terreno montano vero. Non perdona improvvisazioni. Vi chiede:

  • Capacità di stare ore in movimento su sentieri tecnici.
  • Una strategia di alimentazione e idratazione già strutturata.
  • Allenamenti con lunghi in montagna che simulino la fatica progressiva.

100 km – 6050 m D+

Sui 100 km con 6050 m D+ la gara si gioca sulle grandi salite e sulla lunghissima discesa verso il rientro. L’errore tipico? Sentirsi bene nei primi 50 km e “tirare”, poi pagare con interessi:

  • Allenate il passo regolare su salite di 60–90 minuti.
  • Curate le discese lunghe, perché quella finale sulla Via Carolingia è una prova di resistenza muscolare.
  • Lavorate sulla resilienza mentale: la seconda metà della gara può sembrare infinita.

170 km – 11500 m D+

La 170 km è una gara da atleti con esperienza solida in lunga distanza e alta montagna. Qui entrano in gioco:

  • Marcia notturna prolungata: non solo qualche ora, ma potenzialmente due notti.
  • Gestione di malesseri, infiammazioni, dolori muscolari inevitabili lungo 170 km.
  • Capacità di rimanere lucidi in meteo proibitivo, con corpo stanco e testa piena di dubbi.

In allenamento, pensate a queste distanze in termini di tempo in movimento, non solo di chilometri. Il vostro corpo sentirà ore di sforzo continuo, salite interminabili, discese martellanti. Prepararlo a questo è la chiave.

Terreno e tratti chiave: dove si fa la selezione

Il percorso si sviluppa su mulattiere, strade forestali e sentieri militari. A tratti comodi, a tratti spigolosi. Alcuni passaggi impegnativi non sono numerosi, ma la lunghezza e la ripetizione delle difficoltà creano stanchezza accumulata.

  • Mulattiere militari: regolari, ma lunghe. Rampe che sembrano non finire mai. Perfette per chi ha una camminata in salita efficiente. Spietate per chi non l’ha allenata.
  • Sentieri pietrosi e single track: qui l’attenzione deve restare alta. Una caviglia distratta, un appoggio sbagliato, e la gara può cambiare volto.
  • Tratti in quota tra Adamello e Stelvio: terreni più severi, esposizione al vento, stanchezza che si somma.
  • Lunghe discese: la discesa finale della 100 km sulla Via Carolingia è un esempio perfetto: se arrivate con gambe “finite”, ogni passo brucia.

In allenamento, cercate percorsi che vi obblighino a tenere alta la concentrazione per ore. Non è solo questione di forza, ma di cura del gesto. Una delle cose più belle che molti runner raccontano dell’Adamello è il momento in cui, dopo ore di sentiero militare, sentono un ritmo quasi “ipnotico”: piedi, bastoncini, respiro. Quando questo ritmo c’è, la fatica sembra meno minacciosa.

Rifornimenti, semi-autosufficienza e gestione dell’energia

L’Adamello Ultra-Trail è strutturato in semi-autosufficienza, soprattutto sulle distanze più lunghe. Questo significa che tra un punto di ristoro e l’altro potete avere parecchie ore di corsa. In alcune sezioni i rifugi e i locali lungo il percorso possono essere un supporto, ma non dovete contarci come fossero ristori ufficiali.

  • Prevedete scorte alimentari adeguate: gel, barrette, cibo salato, frutta secca, quello che il vostro stomaco tollera in corsa.
  • Portate con voi un po’ di denaro: lungo il percorso ci sono rifugi e locali dove potreste avere bisogno di un tè caldo, qualcosa di solido.
  • Calcolate i tempi tra i ristori in base al vostro passo reale, non su quello che “sperate” di tenere.
  • Sulle 100 e 170 km, considerate i ristori come micro-ancore mentali: da un punto all’altro. Questo aiuta a non farsi schiacciare dalla distanza totale.

Un’aneddoto che ritorna spesso fra chi ha già corso l’Adamello: il sorso di brodo caldo alle tre del mattino, in un piccolo ristoro, con il vento fuori e le frontali che arrivano a gruppetti. Quel brodo non è solo nutrizione. È un momento in cui il corpo si ricompone, la mente si ricalibra e la gara ricomincia.

Materiale obbligatorio e equipaggiamento intelligente

Il regolamento ufficiale indica il materiale obbligatorio e può adattarlo alle condizioni meteo attese. Ma al di là di ciò che è richiesto, ci sono alcuni elementi che, su questo tipo di gara, fanno davvero la differenza.

Scarpe e protezione del piede

  • Scarpe da trail con ottimo grip su roccia e terreno umido. I sentieri militari e le pietraie non perdonano suole consumate.
  • Buona protezione dell’avampiede: sassi, gradini, muretti. Le “botte” alle dita, dopo molte ore, diventano dolore costante.
  • Allacciatura sicura ma non eccessiva: piedi che gonfiano con il passare delle ore, soprattutto sulle 100 e 170 km.

Bastoncini: quasi indispensabili

  • Su questi dislivelli, i bastoncini non sono un optional.
  • Vi aiutano in salita, vi proteggono in discesa, vi danno stabilità sui tratti tecnici.
  • Allenate in anticipo il gesto “mani–piedi”: improvvisare in gara significa perdere efficienza e energia.

Strati e protezione dal freddo

  • Guscio impermeabile e antivento: decisivo su creste ventose e in caso di pioggia lunga.
  • Maglia termica leggera per la notte e le ore fredde.
  • Guanti e berretto (anche sottili): piccoli, ma quando la temperatura cala, la percezione di comfort cambia subito.
  • Eventuale uso di ramponcini leggeri se il meteo annuncia ghiaccio/neve sui tratti in quota.

Sicurezza e autonomia

  • Frontale affidabile con batterie di ricambio: la notte sull’Adamello non è una passeggiata sul lungomare.
  • Telo termico, fischietto, benda elastica, cerotti: piccolo kit di emergenza che può cambiare l’esito di un imprevisto.
  • Zaino o gilet capiente ma stabile. La danza tra comfort e praticità: troppo grande, vi fa ballare. Troppo piccolo, non ci sta il necessario.

Un dettaglio che sembra banale: testate il materiale in allenamento esattamente come lo userete in gara. Molti raccontano di aver scoperto, dopo 6–8 ore, che quello zaino “perfetto” in negozio, sul sentiero militare dell’Adamello, sfregava proprio dove non doveva.

Altitudine, comuni attraversati e impatto sulla fatica

Il percorso tocca otto comuni tra Brescia e Trento: Vezza d’Oglio, Temù, Vione, Incudine, Edolo, Ponte di Legno, Monno e Vermiglio, tra Alta Val Camonica e Alta Val di Sole. Una corsa che è anche un viaggio. Ma ogni zona porta caratteristiche diverse:

  • Fondi più corribili in alcuni tratti vicino a valle: tentazione di spingere, rischio di consumare energie preziose.
  • Zone alte intorno ai 2700 m: qui il respiro si accorcia, il passo cambia, la risposta del corpo è diversa.
  • Passaggi ventosi e più esposti al meteo: servono strati pronti e testa lucida per non sottovalutare il freddo.

Allenatevi, se potete, con qualche uscita in quota. Non serve cercare la stessa altitudine, ma abituare il corpo a respirare, gestire sforzo e temperatura in contesti simili. Dopo alcune ore di gara, la combinazione di altitudine, stanchezza e meteo fa emergere una fatica “diversa”, più sottile. Imparare a riconoscerla prima, in allenamento, aiuta a non spaventarsi quando arriva in gara.

Gestione del passo e dei tempi limite per ogni distanza

L’Adamello è una gara in cui i tempi limite sono generosi, ma non per questo facili da gestire. Sulle distanze lunghe, avere tanto tempo può essere un’arma a doppio taglio: induce a pensare che “si recupera dopo”. In montagna, recuperare è raro.

35 km – correre senza bruciarsi

  • Impostate un passo che vi permetta di correre ancora negli ultimi 5–7 km, non solo sopravvivere.
  • Usate la prima grande salita per trovare il vostro ritmo: se vi sembra facile, siete nel posto giusto.

60 km – il gioco della seconda metà

  • Programmate la gara in due blocchi: primi 30 km per “costruire”, ultimi 30 km per “tenere”.
  • In allenamento, simulate uscite dove la seconda parte è la più impegnativa, così la testa impara a non crollare.

100 km – salite chiave e lunghissima discesa

  • Studiate l’altimetria ufficiale: sapere dove arrivano le salite più dure vi aiuta a risparmiare prima.
  • Allenate la capacità di correre dopo molte ore su terreno più corribile: la discesa verso Vezza d’Oglio non è un “regalo”, se le gambe sono finite.

170 km – pensare in giorni, non in chilometri

  • Gestite la gara come un viaggio di 2 giorni. Alimentazione, sonno, micro-pause: tutto va pianificato.
  • Allenate qualche uscita lunga in cui sperimentate breve sosta “funzionale” (cambio vestiti, cibo, controllo piedi), per capire cosa vi fa bene e cosa no.

Molti finisher raccontano un momento preciso: quando smettono di pensare “mancano 80 km” e iniziano a pensare “al prossimo paese, al prossimo ristoro, alla prossima cresta”. È lì che la gara diventa gestibile.

Meneurs d’allure e supporto in gara

Per eventi alpini di questo tipo la presenza di meneurs d’allure (pacer) o gruppi di ritmo organizzati non è la regola, e le informazioni disponibili non indicano pacer ufficiali sull’Adamello Ultra-Trail. Di fatto, dovete considerare questa gara come un cammino in cui la gestione del ritmo è soprattutto nelle vostre mani.

  • Sulle distanze più corte, spesso si formano naturalmente piccoli gruppi con passo simile: possono essere un aiuto, ma non lasciate che vi trascinino oltre il vostro ritmo sostenibile.
  • Sulle 100 e 170 km, è normale alternare tratti fatti in compagnia ad altri completamente soli. In allenamento, fate qualche uscita da soli in montagna: vi aiuterà a riconoscere le vostre reazioni nei momenti di isolamento.

Un ricordo comune tra chi ha corso la 100 o la 170 km: la chiacchiera improvvisata con un altro runner nel buio, a ore strane. Due frontalini, due storie diverse, stesso passo. Quella mezz’ora di dialogo, a volte, vale come un vero “pacer” emotivo.

Ultimi dettagli pratici per preparare al meglio la vostra gara

  • Allenate la marcia notturna: almeno qualche uscita con frontale, su terreni simili. Scoprite come reagite al buio, al silenzio, alla luce ristretta del fascio.
  • Curate la gestione dei piedi: calze testate, prevenzione delle vesciche, cura delle unghie. Sulle 100 e 170 km, un piede dolorante può diventare il vero avversario.
  • Imparate a vestirvi “a cipolla”: in allenamento, giocate con strati che togliete e rimettete. In gara, questa abilità vi farà risparmiare tempo e nervi.
  • Considerate il supporto dei rifugi come extra, non come garanzia: avere qualche euro in tasca può trasformare un momento difficile in una pausa calda e rigenerante.

L’Adamello Ultra-Trail non è solo una gara da finire. È un dialogo lungo con la montagna, con il meteo, con il vostro corpo. Arrivare preparati significa potervi godere non solo il traguardo, ma ogni cresta, ogni mulattiera, ogni notte in cui la luce della vostra frontale è l’unica cosa che disegna il sentiero davanti a voi.

Meteo prevista il giorno della gara a Vezza D'oglio

Sulla base degli ultimi 10 anni (medie 2016–2025)
🌧️
Pioggia
il più frequente
16°
Max. media
estremo 24°
Min. media
estremo -7°
7 km/h
Vento medio
raffiche 79
Storico del meteo del 25 settembre da 10 anni
☁️ 19° 2016
☁️ 15° 2017
🌤️ 15° 2018
🌧️ 16° 2019
🌨️ 14° 2020
🌧️ 19° 2021
🌨️ 14° 2022
☀️ 20° 2023
☁️ 15° 2024
🌨️ 13° 2025
Dati meteo: Open-Meteo / ERA5

Stima il tuo tempo di gara

In base al tuo ritmo obiettivo, ecco come si svolgerà la tua gara
Ritmo 5:00 min/km
3:00 · Veloce 8:00 · Lento
Tempo stimato
50:00
Velocità
12,0 km/h
Ritmo moderato · Mantieni questo ritmo fino al traguardo con un piano di allenamento personalizzato

Domande e risposte

L’Adamello Ultra-Trail 2026 propone diversi tracciati di trail e ultra running sui sentieri di Pontedilegno-Tonale, con distanze che vanno dai circa 35 km fino all’ultra di circa 170 km, tutti con forte dislivello positivo e lunghi tratti in quota. Questo implica una preparazione centrata su resistenza di lunga durata, gestione delle salite e delle discese tecniche, capacità di correre con zaino e di restare autonomi tra due punti di ristoro.

L’AUT 170 è un ultra molto esigente, con oltre 50 ore di tempo massimo, terreno alpino, meteo variabile e lunghi tratti in ambiente d’alta montagna. Richiede esperienza in trail lunghi, gestione della notte e autonomia. Le distanze più corte restano comunque impegnative per il dislivello e la tecnicità del percorso, adatte a trailer già abituati a gare di montagna e a uscite lunghe con zaino.

Su un percorso con molto dislivello e terreno tecnico, l’andatura si lavora più in termini di ritmo in salita e gestione delle riserve che di velocità pura. Integrare uscite lunghe in montagna, camminata spinta con bastoncini, frazioni in discesa tecnica e allenamenti di endurance progressivo. Obiettivo: imparare a partire prudente, mantenere un ritmo sostenibile per molte ore e conservare energie per le ultime salite.

In un ultra alpino come l’Adamello Ultra-Trail i ristori sono distanziati e la quota può aumentare i fabbisogni. Conviene simulare in allenamento l’assunzione regolare di carboidrati (gel, barrette, alimenti salati), bere spesso e adattare i quantitativi al freddo o al caldo. Portare sempre riserva d’acqua e cibo nello zaino, e pianificare cosa prendere a ogni ristoro per evitare crisi energetiche e problemi digestivi durante la gara.

Per prepararvi in modo mirato all’Adamello Ultra-Trail, Preparun propone due programmi: il Starter Run, piano gratuito ideale per iniziare una preparazione structurata, e la Finisher Line, piano completo e a pagamento pensato per arrivare pronti e sereni al giorno della gara. Entrambi sono personalizzati in base a età, livello, obiettivo e numero di uscite settimanali, e si adattano alle distanze e al dislivello specifici dell’Adamello Ultra-Trail. Vi invitiamo a creare il vostro piano su preparun.com per costruire una preparazione su misura e coerente con il vostro progetto di gara.

Prepara la tua gara in 7 domande

L’Adamello Ultra-Trail non si improvvisa: si costruisce, passo dopo passo, con una preparazione lucida e rispettosa della montagna. Quei 170 km, 100 km, 60 km o 35 km su sentieri di guerra, creste e mulattiere non sono solo una gara, ma un viaggio che richiede un plan d’allenamento personalizzato, pensato per il vostro livello, il vostro tempo e il vostro sogno di arrivare al traguardo di Vezza d’Oglio con il sorriso. Offritevi le bonnes armes: un vrai programme, progressif, adapté a voi e al profilo esigente dell’Adamello.

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Chiara Romano
Aggiornato il 11 luglio 2026
Articolo scritto da :
Chiara Romano è una trail runner e un'amante della montagna. Ha scoperto la corsa partecipando a gare podistiche su strada, prima di orientarsi progressivamente verso il…... continua a leggere
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Jules Patrick Maria Laurene
+8

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