Informazioni sulla gara
Marathon Trail Lago di Como propone 4 gare da 2 a 42 km, il 26 settembre 2026 a Menaggio.
| Gara | Distanza | Dislivello | Partenza |
|---|---|---|---|
| 2 km | 2 km | - | |
| 10 km | 10 km | +500 m | |
| 21 km | 21 km | +1.450 m | |
| 42 km | 42 km | +2.400 m |
Marathon Trail Lago di Como: preparare un viaggio tra lago e Prealpi
C’è qualcosa di particolare nel sapere che avete già il pettorale del Marathon Trail Lago di Como tra le mani. Non è più un sogno lontano: è una data precisa, il 26 settembre 2026, e un profilo di gara che chiede rispetto. Da Menaggio, affacciati sul lago, salirete verso le montagne dell’area nord-occidentale dei Monti Lariani, con sentieri tecnici, boschi fitti e creste panoramiche che restano negli occhi per anni.
In queste righe voglio accompagnarvi come farei durante una lunga uscita in montagna: passo calmo, idee chiare, attenzione alla preparazione, al sonno, all’alimentazione e alla gestione dell’energia. Non si tratta di spremersi, ma di arrivare pronti a vivere bene la vostra distanza.
Marathon Trail Lago di Como percorso: cosa vi aspetta
La gara si sviluppa sulle Prealpi del Lago di Como, versante occidentale, con partenza e arrivo a Menaggio, in Piazza Garibaldi. Da circa 200 metri di quota sul lago si sale velocemente verso i rilievi che superano i 2.000 metri, un passaggio quasi simbolico: pochi chilometri per passare dall’acqua ai panorami di alta montagna.
Secondo le informazioni ufficiali, le distanze del Marathon Trail Lago di Como sono:
- 42 km, D+ 2400 m, partenza ore 08:30
- 21 km, D+ 1450 m, partenza ore 10:00
- 10 km, D+ 500 m, partenza ore 10:15
- 2 km, partenza ore 10:15
Il terreno, descritto come tecnico, alterna salite impegnative, tratti rocciosi e fangosi, boschi e prati aperti. Il dislivello concentrato e i cambi di ritmo richiesti rendono fondamentale una preparazione mirata: qui non basta «essere in forma», serve aver lavorato su piedi, caviglie, testa e gestione dell’intensità.
Préparer Marathon Trail Lago di Como: dal lago alle creste
Per costruire un plan d'entraînement Marathon Trail Lago di Como sensato, il primo passo è far coincidere il profilo della gara con la vostra realtà: chilometri settimanali, storia di infortuni, capacità di recupero, impegni di vita. È la base su cui si disegna tutto il resto. Personalmente ho iniziato a correre «a sensazione», senza struttura; è stato quando sono arrivati gli infortuni che ho capito che il piano non serve a essere più duri, ma a durare più a lungo.
Per il 42 km con 2400 m D+, la logica è quella di un trail lungo: servono
- una solida base aerobica (uscite lunghe regolari, anche escursionistiche)
- lavori in salita (ripetute brevi e medie, salite corribili e power-hiking)
- allenamenti di discesa tecnica, per abituare muscoli e testa al terreno
- gestione del ritmo su 5–7 ore potenziali di sforzo, secondo il vostro livello
Crea il tuo piano di allenamento personalizzato
In 60 secondi ricevi un piano adatto al tuo livello, al tuo obiettivo e al terreno specifico di questa gara.
Per il 21 km con 1450 m D+, bisogna immaginare una gara breve, ma con un dislivello quasi «da lunga». L’errore più comune è partir forte sul primo tratto corribile dal lungolago e ritrovarsi vuoti sulle rampe più dure. Il vostro plan d'entraînement dovrebbe includere:
- uscite collinari di 2–3 ore, con lunghi tratti di salita costante
- blocchi di tempo in zona «comfort spinto», dove respirate ancora ma sentite il carico
- sessioni di forza specifica: balzi controllati, esercizi per quadricipiti e glutei
Per il 10 km (D+ 500 m) il tema è l’intensità controllata. È una distanza che può spingere a «fare la gara» sin dal primo metro, sullo scenario bellissimo del Lago di Como. A mio avviso, è proprio questa bellezza che può essere un tranello: ci si lascia prendere dall’entusiasmo. Qui conviene lavorare su:
- ripetute in salita brevi, con recupero incompleto
- uscite collinari da 60–75 minuti, con cambio di ritmo in cima alle salite
- allenamento del passo gara, da testare sui sentieri vicini a casa
La distanza 2 km ha spesso una funzione più ludica o introduttiva alla montagna: se vi accompagnate a figli, amici o familiari, pensate a questo come a un momento di condivisione, non di performance. Una preparazione semplice fatta di camminate, qualche esercizio di equilibrio e un po’ di salita leggera è più che sufficiente per godersi il percorso in sicurezza.
Allenamento Marathon Trail Lago di Como: costruire passo, testa e recupero
Quando si parla di Marathon Trail Lago di Como allenamento, il rischio è concentrarsi solo sui chilometri. In vent’anni di corsa ho imparato che la vera differenza, soprattutto su questo tipo di profile, la fanno tre elementi: qualità del sonno, continuità dei carichi e capacità di ascolto.
Sonno e recupero. Con le vostre settimane scandite da impegni, il sonno diventa l’allenamento nascosto. Pianificate le sedute più intense lontano dalle notti corte o stressanti. Se arrivate stanchi alla sessione chiave, meglio ridurre piuttosto che «forzare»; sulla lunga distanza, la fatica accumulata si presenta al conto proprio in discesa, quando le gambe hanno meno margine.
Forza e stabilità. Il terreno del Marathon Trail Lago di Como è definito tecnico, con sezioni rocciose e fangose. Qui caviglie, piedi e core devono essere vigili. Inserite:
- esercizi di propriocezione (tavolette, superfici instabili, lavori a piedi nudi controllati)
- plank, side plank, rotazioni lente con elastici
- salite a passo deciso con zaino leggero, per rinforzare catena posteriore
Gestione dell’alimentazione in gara. Dal lago alla montagna il dispendio energetico cambia in fretta. Sul 42 km, pensate a un intake regolare di carboidrati (solidi e liquidi) ogni 20–30 minuti, con test in allenamento. Sul 21 km l’intensità è più alta: attenzione allo stomaco, preferite soluzioni già sperimentate durante i vostri lunghi con dislivello.
Lavorare sull’allure. Uno dei momenti più delicati di questa gara è l’impatto con le prime salite importanti dopo il tratto iniziale, più scorrevole. Qui il consiglio che ripeto spesso, e che nasce da qualche notte vissuta sulle creste, è semplice: partite un filo sotto il vostro istinto. Sulle lunghe salite, alternate corsa e power-hiking con regolarità. Meglio arrivare in quota con margine mentale, per potervi godere la vista sul Lago di Como senza combattimenti interiori.
Un plan d'entraînement Marathon Trail Lago di Como ben costruito deve prevedere almeno una o due uscite «simulazione gara»: sveglia presto, partenza al mattino, concatenazione di salite e discese con alimentazione testata, uso dello stesso materiale che porterete il giorno dell’evento. È in queste giornate che si sente davvero se la preparazione sta diventando corpo e abitudine.
Il giorno J, la tua alimentazione fa la differenza.
Prima, durante e dopo la gara: un piano alimentare personalizzato è disponibile in aggiunta al tuo piano d'allenamento.
Materiale, meteorologia e piccoli dettagli che cambiano la gara
La zona di Menaggio e delle Prealpi del Lago di Como può offrire, a fine settembre, condizioni molto variabili: dal clima mite sul lungolago a vento freddo in quota. Preparare il Marathon Trail Lago di Como significa anche fare prove materiali pazienti.
Scarpe. Scegliete un modello trail con buona protezione e grip su terreno misto: roccia, radici, eventuale fango. La stabilità conta più della leggerezza estrema, soprattutto sul 42 e 21 km.
Abbigliamento. Pensate a strati che possano essere indossati e tolti facilmente: una maglia tecnica traspirante, un secondo strato leggero e una giacca impermeabile/antivento. In quota, il freddo può arrivare mentre siete già affaticati; avere un indumento in più nello zaino cambia la percezione della fatica.
Bastoncini. Per il 42 km, i bastoncini possono essere un alleato prezioso sulle salite più lunghe e per scaricare le gambe. Allenatevi a usarli: non è solo una questione di forza, ma di coordinazione.
Gestione del tempo di gara. Con partenze differenziate (8:30 per il 42 km, 10:00 per il 21 km, 10:15 per 10 e 2 km), la luce e la temperatura cambiano; ragionate sul vostro orario di sveglia, sulla colazione e sulla gestione del pre-gara. Una colazione troppo vicina alla partenza, su un terreno tecnico, può diventare un problema appena la strada si impenna.
Marathon Trail Lago di Como: infos pratiche e atmosfera
Il cuore dell’evento è Menaggio, sulla sponda occidentale del Lago di Como, facilmente raggiungibile sia in auto sia con i collegamenti via lago o da Como e le altre località lariane. La partenza in Piazza Garibaldi porta con sé quella particolare miscela di suoni del lago, voci dei volontari e concentrazione dei corridori.
Per aggiornamenti e dettagli ufficiali su regolamento, servizi e logistica, potete consultare il sito myLakeComo.co e la pagina Facebook ufficiale Marathon Trail Lago di Como.
Se c’è una cosa che queste montagne insegnano, è la pazienza: le salite arrivano, le discese anche, e il lago resta sempre lì, sotto, come un punto fisso. Che scegliate il 42, il 21, il 10 o il 2 km, preparare il Marathon Trail Lago di Como con cura vi permetterà di trasformare quel giorno in qualcosa di più di una gara: un ricordo quieto e potente, legato a un territorio che sa farsi amare.
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Buono a sapersi
Scenario di gara e meteo: cosa vi chiederà davvero il Lago di Como
Fine settembre sul Lago di Como è un periodo “camaleonte”. Un anno correte in maniche corte con aria tiepida, l’anno dopo vi ritrovate con vento freddo sulle creste e dita intorpidite mentre guardate il lago sotto di voi.
- A Menaggio il clima è spesso mite, umido, con temperature che possono essere piacevoli sul lungolago ma più pesanti in salita (si suda tanto, si asciuga poco).
- In quota la storia cambia: più ventilato, escursione termica netta, rischio di freddo improvviso se arriva nuvolosità o se rallentate dopo una salita lunga.
- Pioggia e fango: il terreno del Marathon Trail Lago di Como viene descritto come tecnico, con tratti fangosi e boschi fitti. Un temporale la sera prima può trasformare alcune discese in scivoli di argilla.
In allenamento, provate almeno un paio di uscite in condizioni “non ideali”: pioggia leggera, vento, temperature più basse. La fiducia che si costruisce lì torna fuori quando, in gara, vi ritrovate a stringere la zip della giacca mentre il lago sparisce dietro una nuvola.
Terreno e profilo: come allenare il corpo a “leggere” il percorso
Il Marathon Trail Lago di Como si sviluppa sulle Prealpi del versante occidentale, con sentieri escursionistici dove l’80% circa del percorso è su trail o sterrato tecnico.
- Salite impegnative: tratti lunghi e continui, spesso nel bosco, dove si passa dalla corsa al power-hiking senza quasi accorgersene.
- Rocce e radici: in molti segmenti servirà piede deciso e reattivo. Sul bagnato la roccia può essere molto scivolosa.
- Zone fangose: alcuni passaggi, soprattutto nei boschi più chiusi, trattengono l’umidità. Qui le scarpe si appesantiscono e le caviglie lavorano il doppio.
- Prati e creste aperte: tratti più corribili ma spesso esposti al vento. È il punto in cui si rischia di “aprire il gas” troppo presto.
Un aneddoto classico: chi è abituato solo a salite “pulite” su sterrato largo rimane spiazzato quando si trova su una mulattiera stretta, in ombra, con roccia umida. Le gambe sono forti, ma i piedi non sanno dove appoggiarsi. Allenatevi su sentieri che vi obbligano a scegliere bene ogni passo.
Differenze tra le distanze: stesso ambiente, richieste diverse
| Distanza | Dislivello | Focus principale |
|---|---|---|
| 42 km | D+ 2400 m | Resistenza lunga, gestione delle discese, materiali e alimentazione “da giornata”. |
| 21 km | D+ 1450 m | Salite lunghe a ritmo sostenuto, transizioni veloci salita/discesa. |
| 10 km | D+ 500 m | Intensità alta su terreno tecnico, capacità di spingere senza perdere lucidità. |
| 2 km | - | Scoperta del trail, sicurezza, passo controllato e sereno. |
Ristori e gestione dei rifornimenti: trasformare i punti di supporto in alleati
Le informazioni ufficiali indicano la presenza di ristori lungo i percorsi, con servizio classico da trail (solidi e liquidi) e organizzazione strutturata su tutte le distanze principali. Il dettaglio esatto dei punti viene aggiornato di solito man mano che ci si avvicina all’evento.
- Sul 42 km: pensatelo come un viaggio fatto di tappe. Ogni ristoro è un’occasione per “riavviare” la gara: riempire le borracce, introdurre carboidrati, fare un check veloce di come stanno gambe e testa.
- Sul 21 km: i ristori arrivano “veloci”. Il rischio? Dirsi “sto bene, salto questo”. Poi la salita successiva presenta il conto. Allenate la disciplina di prendere sempre qualcosa, anche solo un sorso programmato.
- Sul 10 km: qui il ristoro è più un backup che un’ancora di salvezza. In gara corta e intensa, spesso ci si dimentica di bere. Fatevi una regola: qualche sorso ogni volta che il terreno vi obbliga a rallentare.
- Sui 2 km: se partecipate con bambini o chi è alle prime armi, usate il ristoro come momento di festa, non di fretta. Bere, magari un piccolo snack, e un sorriso. È così che nasce un buon ricordo.
Un dettaglio pratico che fa la differenza: testate in allenamento alimenti simili a quelli tipici dei ristori (pane, frutta secca, barrette semplici, cola). Il giorno della gara eviterete quella scena un po’ amara di chi guarda il tavolo pieno e pensa: “Non so cosa posso mangiare senza rovinarmi lo stomaco”.
Materiale specifico: cosa cambiare tra 10, 21 e 42 km
Scarpe e calze
- Scarpe trail con buon grip su roccia e fango, con protezione dell’avampiede. L’Acqua Trail ufficiale prevede 2 km di nuoto seguiti da 10 km di corsa tecnica, segno che la zona non perdona scarpe scivolose.
- Per i 42 km: privilegiate ammortizzazione e stabilità rispetto alla leggerezza estrema.
- Per i 21 km: compromesso tra reattività e protezione.
- Per i 10 km: anche un modello più agile, ma sempre con buona tenuta laterale.
- Calze: evitare modelli nuovi il giorno della gara. Meglio calze tecniche medio-sottili, eventualmente a doppio strato se tendete alle vesciche.
Zaino, borracce e bastoncini
- 42 km:
- Zainetto/gilet da trail con spazio per giacca, strato termico leggero, riserva idrica, cibo solido.
- Bastoncini vivamente consigliati sulle salite lunghe: scaricano i quadricipiti e proteggono in discesa quando la stanchezza arriva.
- 21 km:
- Gilet più leggero ma con una tasca reale per giacca e alimenti.
- Bastoncini opzionali: utili se non siete forti di gambe in salita, da evitare se non vi siete allenati a usarli (possono solo intralciare).
- 10 km:
- Cintura porta-borraccia o gilet minimale sono spesso sufficienti.
- Niente bastoncini, a meno di abitudini molto consolidate.
- 2 km:
- Borraccia piccola o soft flask, soprattutto per i più piccoli.
- Niente peso inutile: l’obiettivo è muoversi liberi e sicuri.
Una scena che si vede spesso: chi parte sul 21 o 42 km con uno zaino enorme “per sicurezza” e dopo 5 km si pente di ogni grammo. In preparazione, fate almeno un’uscita in cui portate esattamente ciò che userete in gara. Alla fine del giro, togliete ciò che non avete mai preso dallo zaino.
Abbigliamento e strati
- Strato base: maglia tecnica traspirante, aderente ma non costrittiva.
- Strato intermedio (soprattutto per 21 e 42 km): micropile leggero o maglia a maniche lunghe tecnica da indossare in quota.
- Giacca impermeabile/antivento: anche se il regolamento non la imponesse per tutti, portarla sulle distanze lunghe è puro buon senso.
- Cappellino e guanti leggeri: piccoli, pesano niente, salvano la gara se il vento aumenta sulle creste.
C’è un momento molto particolare, spesso intorno all’ultimo terzo di gara sul 42 km: si entra in discesa, la luce cambia, la stanchezza sale e il corpo inizia a raffreddarsi. Chi ha una giacca nello zaino la tira fuori, chi non ce l’ha stringe i denti. Sono dettagli che cambiano il ricordo della gara.
Particolarità della gestione gara per distanza
42 km (D+ 2400 m): trail lungo su terreno “vivo”
- Intensità: mantenete un passo che vi permetta di parlare a frasi brevi nelle prime salite.
- Gestione delle discese: il dislivello complessivo non è estremo, ma la combinazione fondo tecnico + fatica crea il vero ostacolo. Programmate in allenamento discese lunghe con focus su passi piccoli e appoggi precisi.
- Alimentazione: pensate a una strategia oraria (carboidrati ogni 20–30 minuti) e non “a fame”. Portate con voi almeno una parte degli alimenti che sapete di tollerare, indipendentemente da cosa offrono i ristori.
- Strategia mentale: dividete mentalmente la gara in 3 blocchi (inizio, cuore, ritorno verso il lago). Ad ogni blocco assegnate un obiettivo semplice: “rimango calmo”, “mantengo il ritmo”, “proteggo le gambe”.
21 km (D+ 1450 m): corta solo sulla carta
- Salite lunghe: con questo dislivello, una parte consistente del tempo lo passerete a salire. Allenate il passaggio corsa/camminata senza viverlo come un fallimento.
- Recupero attivo: le discese servono per scorrere, non per “sparare” tutto. Pensate a corse fluide, non aggressive, almeno fino a quando il lago torna a farsi vicino.
- Idratazione: intensità più alta rispetto al 42 km, quindi sudore maggiore. Anche se la giornata non è calda, prevedete una buona gestione dei sali minerali (bevande o compresse da sciogliere).
10 km (D+ 500 m): esplosività con tecnica
- Riscaldamento accurato: fondamentale. Qualche allungo, mobilità per caviglie e anche. Un 10 km in montagna “a freddo” è il modo migliore per far arrabbiare i polpacci.
- Partenza controllata: il lungolago invoglia a volare subito. Ricordatevi che il dislivello è reale e arriverà in blocco.
- Occhio agli appoggi: a ritmo alto si tende a “buttarsi” in discesa. Meglio perdere 5 secondi ma salvare le caviglie.
2 km: primo passo dentro il mondo trail
- Scarpe comode con un minimo di grip, anche se non sono da trail puro.
- Passo tranquillo: soprattutto con bambini o accompagnatori alle prime esperienze, l’obiettivo è arrivare sorridenti.
- Piccolo rituale: insegnare ai più piccoli a guardare dove mettono i piedi, a salutare i volontari, a ringraziare ai ristori. È qui che nasce il rispetto per la montagna.
Allenare testa e materiali prima del giorno X
Per tutte le distanze più lunghe (10, 21, 42 km), inserite nel vostro percorso di avvicinamento almeno una “giornata test” dove simulate il più possibile le condizioni della gara:
- Partenza alla stessa ora della vostra gara.
- Sentieri col maggior dislivello possibile rispetto alla vostra zona.
- Uso completo di zaino/gilet, bastoncini se li userete, alimentazione prevista.
- Qualche tratto corribile alternato a salite e discese tecniche.
C’è una soddisfazione particolare nel tornare da una di queste simulazioni, sedersi, appoggiare lo zaino a terra e pensare: “Così potrei davvero farcela a Menaggio”. Quella sensazione vale quanto un lunghissimo ben riuscito.
Nel disegnare il vostro percorso di preparazione, tutto questo non è per complicarvi la vita, ma per farvi arrivare al Marathon Trail Lago di Como con la sensazione di riconoscere il terreno sotto i piedi, anche se è la prima volta che correte su quei sentieri. Il lago, le creste, i boschi: ci penseranno loro ad aggiungere la magia.
Meteo prevista il giorno della gara a Menaggio
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Domande e risposte
La Marathon Trail Lago di Como parte da Menaggio (Piazza Garibaldi) e si sviluppa sui sentieri delle Prealpi del Lago di Como, versante occidentale. Il percorso Trail 42 km presenta circa 2450 m D+, con salite lunghe e tratti tecnici. Il Trail 21 km conta circa 500 m D+, più accessibile ma comunque impegnativo. L’Acquatrail combina 2 km di nuoto e 10 km di corsa con 500 m D+. Prévoyez allenamenti mirati al dislivello e alle discese tecniche.
Il Trail 42 km con 2450 m D+ è una gara di montagna lunga distanza: richiede esperienza di trail, gestione di sforzo prolungato e buona familiarità con terreni tecnici. Il Trail 21 km è adatto a chi ha già corso trail di media distanza o un buon passato su mezza maratona con D+. L’Acquatrail è ideale per chi pratica swimrun o triathlon e vuole aggiungere un trail con 500 m D+. Tutti i percorsi richiedono allenamento specifico in salita e discesa.
Su un trail con molto dislivello come il 42 km (2450 m D+), conviene partire prudente: salite lunghe spesso si fanno camminando a passo sostenuto, per evitare di "saltare" dopo metà gara. Usate l’intensità, non il passo, come riferimento: respirazione controllata, capacità di parlare a frasi brevi. Nelle discese tecniche, privilegiate controllo e sicurezza. Sul 21 km potete tenere un ritmo più vicino alla gara su strada, ma sempre adattato al terreno. Allenatevi con uscite collinari e simulazioni gara.
I trail del Lago di Como si svolgono in ambiente montano: è prudente prevedere zaino leggero, borraccia/sacca idrica, gel o barrette, antivento, cappello e eventualmente bastoncini, soprattutto sul 42 km con 2450 m D+. I ristori ufficiali offrono di solito acqua e alimenti solidi, ma conviene essere autonomi tra un punto e l’altro. Controllate il regolamento della gara per obblighi di materiale (telefono, coperta termica, ecc.) e organizzate uscite test con lo stesso equipaggiamento.
Per arrivare pronto alla Marathon Trail Lago di Como (42 km 2450 m D+, 21 km 500 m D+ e Acquatrail), vous pouvez creare un piano personalizzato su preparun.com. Il Starter Run è un piano GRATUITO, perfetto per avviare una preparazione strutturata: costruisce il fondo, abitua al dislivello e organizza le settimane in modo progressivo. La Finisher Line è un piano COMPLETO e a pagamento, progettato per arrivare al via nelle migliori condizioni: integra lavori specifici in salita/discesa, gestione del ritmo in montagna, potenziamento e periodizzazione fino al giorno della gara. Entrambi i piani sono personalizzati in base a età, livello, obiettivo e numero di uscite settimanali, e si adattano alle diverse distanze e al dislivello della Marathon Trail Lago di Como. Vi invito a creare il vostro piano dedicato direttamente su preparun.com, così da costruire un percorso di allenamento su misura per il vostro profilo e il vostro progetto di gara.
Prepara la tua gara in 7 domande
Marathon Trail Lago di Como non è una corsa qualunque: è un viaggio tra lago e montagna che richiede rispetto, calma e una vera preparazione. Vous êtes déjà inscrit, maintenant il s’agit de donner un sens à chaque sortie d’allenamento. Un plan d'entraînement adapté à votre niveau, à la distance et aux 2.400 m de dénivelé du 42 km (et aux profils des 21, 10 et 2 km) va vous aider à arriver au départ plus serein, avec un corps prêt et une tête tranquille. Sur Preparun, nous construisons un plan qui protège votre longévité sportive et vous aide à savourer pleinement les crêtes au-dessus du Lago di Como.
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