Informazioni sulla gara
C’è un momento, qualche settimana prima della gara, in cui la Bagolino Alpin Run smette di essere solo una data sul calendario e diventa un orizzonte concreto. Vi vedo lì: iscritti, con quella miscela di entusiasmo e rispetto per la montagna di Bagolino, a chiedervi se la vostra preparazione sarà all’altezza di questi sentieri sospesi tra la Valle Sabbia e il lago d’Idro.
È esattamente qui che inizia il vero lavoro: trasformare un desiderio di corsa in un progetto lucido, fatto di allenamenti, recupero, scelte intelligenti. Che vi siate orientati sui 30 km, sulla storica 16 km o sulla più agile 9 km, il filo conduttore è lo stesso: arrivare al Parco Comunale Pineta con un corpo preparato e una mente capace di gestire la giornata.
Bagolino Alpin Run: conoscere il percorso per prepararlo meglio
La Bagolino Alpin Run nasce e torna sempre a Bagolino, borgo montano del bresciano dal carattere forte, dove la corsa in montagna è diventata una tradizione che si rinnova di anno in anno. Il cuore logistico dell’evento è il Parco Comunale Pineta, lungo la SP669, a circa 750 m di quota: è da qui che si parte e si arriva, ed è qui che si respirano le storie dei concorrenti, i piatti caldi dello stand gastronomico e l’energia delle famiglie al seguito.
La gara si sviluppa su sentieri e mulattiere che circondano Bagolino, alternando tratti nel bosco, pascoli aperti e linee di cresta che si affacciano sul lago d’Idro e sulla Valle Sabbia. Non è un trail “estremo”, ma è una corsa che sa essere nervosa, con salite regolari, strappi, traversi e discese che chiedono attenzione, soprattutto sui 30 km.
Il percorso dei 30 km, denominato spesso Bagolino Alpin Trail 30 km, è una gara nazionale FIDAL di trail, con circa 1900 m di dislivello positivo. Si parte dal Parco della Pineta, si attraversa il tratto urbano tra le case di Bagolino, poi una breve discesa su sterrato introduce la prima salita, dapprima su strada carrabile per circa 3 km, poi su single track.
Qui il sentiero prende quota lungo lo spartiacque a picco sul lago d’Idro: il passaggio al Forte dell’Ora, intorno ai 1500 m, è la prima vera asperità di gara, con panorama aperto e quel misto di fatica e meraviglia che solo la montagna sa dare. Da lì si prosegue su un tratto molto “nervoso”, dove i “più sali che scendi” consumano le energie più di quanto non dica il chilometraggio.
Si raggiunge poi il Passo delle Berga, dove è posto un cancelletto orario: un punto chiave anche in termini di strategia, perché qui la gestione dei primi chilometri presenta il conto. Il percorso continua con un tratto più pianeggiante e poi risale verso il Passo Calodoline, attraversando camminamenti della Grande Guerra, e infine verso la Cima di Dosso Alto, intorno ai 2000 m, tetto della gara, con una vista che spazia dal lago di Garda alle cime dell’Adamello.
La discesa finale è ripida nella prima parte, pur sempre su terreno ben gestito dall’organizzazione, poi si addolcisce entrando nel bosco fino al rientro in Bagolino e al traguardo, dopo circa 8 km e 1300 m di dislivello negativo. Qui la differenza la fa chi ha saputo conservare gambe e lucidità nella parte centrale del percorso.
La Bagolino Alpin Run 16 km è la gara storica, disegnata sui diversi versanti dei monti che circondano il paese, con circa 1100 m di dislivello positivo. Un profilo più compatto, ma tutt’altro che banale: salite decise, discese che non “regalano” nulla e un’alternanza continua di ritmo che mette alla prova la vostra capacità di cambiare marcia senza bruciarvi.
La Bagolino Alpin Short 9 km è invece la prova più veloce: un tracciato competitivo pensato per chi vuole misurarsi su ritmi sostenuti, con un’impronta di corsa in montagna ma una durata più accessibile. L’assetto è quello della gara “tirata”, dove ogni cambio di pendenza si sente subito nella frequenza cardiaca.
Preparare Bagolino Alpin Run: piano di allenamento e obiettivi
Quando si parla di preparazione Bagolino Alpin Run, la prima domanda è: quale distanza avete scelto e che storia di corsa portate con voi? Un trail di montagna non è solo una questione di chilometri, ma di dislivello, di terreno, di capacità di stare a lungo nel gesto senza perdere efficienza.
Per i 30 km con 1900 m+, il vostro plan d'entraînement deve combinare: lavori di resistenza lunga, sviluppo del passo in salita, capacità di correre in discesa senza irrigidirvi, e una gestione del recupero molto più attenta di quella che si immagina. Ogni settimana dovrebbe prevedere almeno una uscita con dislivello significativo, una seduta di qualità (salite, tecnica di corsa, oppure fartlek collinare) e uno o due allenamenti più brevi dedicati alla mobilità e al ritmo.
Per la Bagolino Alpin Run 16 km, l’asse centrale della preparazione è la capacità di spingere forte sui tratti corribili senza pagare troppo le salite. Qui il plan d'entraînement guadagna intensità: ripetute in salita, lavori di soglia su terreno misto, uscite di 1h30-2h con dislivello che simulino i 1100 m+. La chiave è imparare a cambiare ritmo restando sotto la vostra “zona rossa” personale.
Sulla Bagolino Alpin Short 9 km, l’obiettivo è un equilibrio sottile tra velocità e capacità di stare in appoggio su terreno irregolare. I lavori a ritmo gara, le salite brevi ma intense e la cura della tecnica di corsa in discesa diventano fondamentali. Qui si vince, più che con il chilometraggio, con la qualità degli allenamenti.
Qualunque sia la distanza scelta, è utile pensare la preparazione come un arco di 8–10 settimane: le prime dedicate a costruire, le centrali a consolidare e affinare, le ultime a ridurre il carico per arrivare freschi. In questo percorso, un plan d'entraînement personalizzato vi permette di non sprecare energie in allenamenti disallineati al vostro livello, alla vostra età e al tempo disponibile.
Crea il tuo piano di allenamento personalizzato
In 60 secondi ricevi un piano adatto al tuo livello, al tuo obiettivo e al terreno specifico di questa gara.
Mi piace ricordare una notte d’estate su un altro trail lungo, quando un corridore mi disse al ristoro: “Non è la salita che mi stanca, è l’aver corso male prima”. Preparare Bagolino significa proprio evitare questo: imparare a gestire le prime rampe, a rispettare le discese, a non correre contro il terreno ma con il terreno.
Sui 30 km, la sezione tra Forte dell’Ora e Passo delle Berga è uno dei punti più insidiosi: continua alternanza di piccoli sali-scendi, dove è facile perdere pazienza e “sbattersi via” a colpi di accelerazioni inutili. In allenamento, abituatevi a questi profili nervosi: uscite su cresta, tratti collinari con variazioni di pendenza, lavori di ritmo dove il focus non è la velocità pura ma la capacità di restare fluidi.
Un altro aspetto cruciale della preparazione è il rapporto tra corsa e recupero. L’errore più comune tra gli amatori è credere che la montagna si conquisti aumentando solo i chilometri e il dislivello. In realtà, è il sonno che consolida le salite, è l’alimentazione che costruisce le gambe per le discese. Vi invito a pensare alla vostra settimana non come una lista di allenamenti, ma come un equilibrio tra carico e rigenerazione.
Curate la qualità del sonno, soprattutto nei giorni di seduta lunga: andare a letto già in deficit è come partire per Dosso Alto con la borraccia mezza vuota. Sul piano alimentare, semplici accortezze fanno la differenza: colazioni digeribili prima delle uscite impegnative, integrazione di carboidrati complessi nei pasti che precedono i lunghi, attenzione all’idratazione nelle giornate calde.
Infine, lavorate sulla mente. La presenza di un cancelletto orario al Passo delle Berga sui 30 km introduce una tensione sottile. Usatela in vostro favore: durante i lunghi, scegliete un “punto simbolico” a metà percorso e immaginate di doverci arrivare con margine, non allo stremo. Questo tipo di visualizzazione rende più naturale gestire il tempo il giorno della gara.
Allenamento per Bagolino Alpin Run: salite, discese e longevità
Parlare di allenamento Bagolino Alpin Run significa parlare, prima di tutto, di salite. Ma non tutte le salite sono uguali. La prima, su strada carrabile, vi permette di trovare il vostro passo, di scaldare le gambe e di capire se il ritmo iniziale è sostenibile. In allenamento, simulate questo scenario con salite su sterrato regolare di 15–25 minuti, concentrate sulla respirazione e sulla capacità di restare rilassati.
Il terreno tecnico dei single track richiede invece più lavoro di piede e caviglia: inserite nei vostri piani sessioni su sentieri stretti, radici, sassi, con un’attenzione particolare alla postura. Le spalle devono restare libere, lo sguardo va qualche metro avanti, il passo si accorcia. Ogni volta che inciampate, prendete nota: è un’istruzione per il prossimo allenamento, non un fallimento.
Le discese sono il vero banco di prova della longevità sportiva. Molti trail runner le affrontano solo con la voglia di “lasciarsi andare”, dimenticando che è proprio lì che, nel lungo periodo, si costruiscono o si consumano le articolazioni. Allenatevi a scendere con controllo: prove di tecnica su discese ripide ma brevi, esercizi di forza eccentrica (affondi, squat controllati) e, soprattutto, ascolto dei segnali di affaticamento.
Nel vostro plan d'entraînement, dedicate sempre spazio al lavoro di forza funzionale: core, anche, caviglie. Non serve trasformarsi in atleti di palestra, ma sarebbe un peccato arrivare pronti per Dosso Alto e poi soffrire per una schiena che non regge la discesa finale.
Crea il tuo piano di allenamento per questa gara
Piano giorno per giorno, basato sulla data della gara, adattato al tuo livello e al terreno.
Bagolino Alpin Run: consigli pratici, orari e materiale
La Bagolino Alpin Run 2026 si svolgerà il 19 luglio 2026, con tre prove competitive: 30 km, 16 km e 9 km, tutte con partenza prevista alle 09:00, secondo le informazioni dell’organizzatore. Il quartiere generale è il Parco Comunale Pineta, a Bagolino (BS), dove troverete anche stand gastronomici e il tradizionale clima di festa post-gara.
Per i 30 km, il regolamento FIDAL Trail implica una certa attenzione al materiale e alla sicurezza. Anche se la lista ufficiale va sempre verificata sul sito dell’evento, è ragionevole prevedere:
- scarpe da trail con buona protezione e grip, adatte a rocce, radici e prati ripidi;
- zainetto o cintura porta borracce, con una riserva d’acqua sufficiente tra i ristori;
- cappellino o fascia per il sole, crema solare, occhiali se siete sensibili alla luce;
- strati leggeri ma efficaci contro eventuale meteo variabile in quota.
Sulle distanze più brevi, potete alleggerire la dotazione, ma non trascurate la protezione dei piedi: calze tecniche che riducano sfregamenti, scarpe già collaudate (non nuove alla prima uscita il giorno della gara) e una scelta di abbigliamento che vi consenta di affrontare sia la partenza fresca del mattino sia il caldo di metà giornata.
Per quanto riguarda l’alimentazione in gara, il mio consiglio è di testare in allenamento esattamente ciò che userete a Bagolino: gel, barrette, o alimenti più semplici come pane e marmellata, frutta secca. I ristori sono pensati per assistere i concorrenti, ma ciò che tollerate bene è molto personale. Non c’è nulla di più destabilizzante di uno stomaco che si ribella a metà discesa verso il Parco della Pineta.
Tutte le informazioni aggiornate su regolamento, iscrizioni e dettagli dei percorsi sono disponibili sul sito ufficiale Bagolino Alpin Run e sui canali social come Instagram Bagolino Alpin Run. Vi invito a consultare con calma queste pagine nelle ultime settimane di preparazione, come parte integrante del vostro percorso verso la gara.
Alla fine, ciò che resterà della Bagolino Alpin Run non saranno solo i km o il dislivello, ma l’immagine di Bagolino, delle sue creste sul lago d’Idro, del silenzio dei pascoli sopra Dosso Alto. Prepararla con cura è il modo più bello per rendere giustizia a questo luogo e al cammino che vi ha portato fin lì.
Crea il tuo piano di allenamento personalizzato
In 60 secondi ricevi un piano adatto al tuo livello, al tuo obiettivo e al terreno specifico di questa gara.
Buono a sapersi
Bagolino Alpin Run: informazioni pratiche per preparare la gara
Ci sono gare che si preparano solo con le gambe. La Bagolino Alpin Run, invece, chiede anche testa, materiali giusti e qualche scelta furba. Qui trovate tutto ciò che è utile per arrivare pronti ai 9 km, 16 km o 30 km, senza parlare di orari, iscrizioni o premi, ma solo di quello che vi servirà davvero sul percorso.
Meteo: cosa aspettarvi a Bagolino a luglio
- Caldo in valle, aria più fresca in quota
A Bagolino, a metà luglio, le temperature in paese possono viaggiare tranquillamente tra i 20 e i 28 gradi nelle ore centrali. In quota, tra il Forte dell’Ora e il Dosso Alto, vi troverete facilmente con 8–10 gradi in meno, soprattutto con vento in cresta. - Escursione termica netta
Partenza con aria ancora fresca, corpo che si scalda in salita, poi il contrasto tra sole pieno sui prati e ombra nel bosco. Il classico scenario in cui si sudano le salite e ci si raffredda in discesa se si è troppo scoperti. - Rischio temporali pomeridiani
In montagna bresciana, i temporali estivi sono ospiti abituali. Non è detto che arrivino, ma dovete preparare il materiale come se potessero comparire pioggia, vento improvviso, terreno umido. Meglio pensarci prima che ritrovarsi con braccia e mani gelate sul tratto di cresta. - Sole forte e riflessi
Il passaggio sui versanti esposti verso lago d’Idro significa luce intensa, riverbero e lunghi tratti senza ombra. Protezione occhi e pelle non sono un vezzo: sono energia che non perdete a combattere caldo e bruciature.
Terreno e difficoltà: cosa allenare davvero
- Sentieri misti e “nervosi”
La Bagolino Alpin Run alterna mulattiere, single track, prati, creste e tratti nel bosco. Non è una corsa monotona. Il terreno cambia spesso sotto i piedi. Radici, sassi, canalette d’acqua, traversi dove il piede deve essere rapido e stabile. Più che la velocità pura, qui conta la capacità di adattare il passo al terreno. - Dislivelli ufficiali
Il percorso da 30 km ha circa 1900 m D+. Il percorso da 16 km ha circa 1100 m D+. Il percorso da 9 km ha circa 550 m D+.
Sono numeri reali. Contano più dei km. Il corpo sente ogni metro di salita. - Salite lunghe e graduali
All’inizio, la salita su strada e sterrato è regolare. Il rischio? Farsi prendere dall’entusiasmo. In allenamento abituatevi a salite continue di 20–40 minuti, imparando a trovare un passo che vi permetta di parlare a tratti. Quel ritmo vi salverà più avanti. - Tratti in cresta esposti
Sui 30 km, la sezione sullo spartiacque sopra il lago d’Idro è uno di quei luoghi dove ci si sente piccoli. Panorama enorme, sentiero che sale e scende, vento possibile. Qui servono equilibrio, attenzione, lucidità. Allenatevi su percorsi dove un piede messo male vi costringerebbe a rallentare: Bagolino premia chi rimane agile ma prudente. - Discese ripide ma gestibili
La discesa finale dei 30 km ha tratti ripidi, poi più scorrevoli nel bosco. Anche sui 16 e sui 9 km le discese non “regalano” niente. Niente autostrade sterrate perfette. Ci sono curve, sassi, terra, foglie. La vostra preparazione in discesa sarà la vera differenza tra arrivare sorridenti o trascinare le gambe.
Strategia diversa per 9 km, 16 km, 30 km
| Distanza | Dislivello | Gestione dello sforzo | Focus mentale |
|---|---|---|---|
| 9 km | 550 m D+ | Ritmo sostenuto quasi da subito. Poche possibilità di “recuperare” errori di velocità. Ogni strappo conta. | Accettare che la fatica arriva presto. Restare lucidi in discesa, non farsi prendere dalla foga. |
| 16 km | 1100 m D+ | Gestione intermedia. Spingere nei tratti corribili, ma sempre con un margine per salite e discese tecniche. | Imparare a cambiare ritmo senza andare in “zona rossa”. Saper rallentare quando il terreno lo chiede. |
| 30 km | 1900 m D+ | Vera prova di resistenza. Se si parte forte, il conto arriva tra Forte dell’Ora e Passo Berga, e poi ancora prima di Dosso Alto. | Pensiero lungo. Ogni scelta nei primi km pesa sulle creste e sulla discesa finale. Serve pazienza. |
Materiale specifico: cosa portare e perché
Non è una gara dove si improvvisa con il materiale. Un dettaglio sbagliato diventa una vescica, un brivido di freddo, una crisi in discesa.
Scarpe e calze
- Scarpe da trail con buon grip
Terreno vario: sassi, radici, prati ripidi, tratti umidi se piove. Servono tasselli che “mordano” il terreno, buona protezione in punta e sostegno laterale. Se una scarpa vi ha già portato su altri trail simili, è la scelta giusta. Evitate di presentarsi con scarpe nuove non testate. - Calze tecniche anti-sfregamento
9 km possono perdonare un po’ di improvvisazione, ma sui 16 e soprattutto sui 30 km una cucitura fuori posto può trasformarsi in un piccolo inferno. Calze senza pieghe, traspiranti, non troppo spesse. Provatele in uscite lunghe prima della gara.
Abbigliamento
- Strato leggero in quota
Anche con sole, sopra i 1500–2000 m il vento può pizzicare. Una maglia tecnica a maniche corte e un secondo strato leggero (windproof o giacca sottile) vi proteggono nei tratti più esposti, soprattutto sui 30 km. - Cappellino o fascia
A protezione dal sole in valle e dal vento in quota. Una semplice fascia può salvare orecchie e testa quando l’aria si fa fredda in cresta. - Occhiali da sole
Utili per i riflessi del lago e per le ore con luce forte. Non è solo questione di confort: occhi meno affaticati significano più concentrazione sul sentiero.
Idratazione e alimentazione in gara
Ogni volta che si parla di ristori, mi torna in mente un atleta che, a un trail estivo, ha fatto 10 km in crisi perché non riusciva più a mandare giù nulla. La gara era lunga, ma il problema era nato settimane prima: mai provato in allenamento ciò che avrebbe mangiato.
- Borraccia, flask o cintura
Anche con ristori presenti, è saggio essere autonomi tra un punto e l’altro, soprattutto sui 30 km. Una soft flask da 500 ml o una cintura porta-borraccia vi permette di bere poco e spesso, senza attendere il prossimo tavolo. - Gel e barrette testati
Quello che funziona per il vostro amico può essere un disastro per il vostro stomaco. Nei lunghi pre-gara, provate gli stessi gel o barrette che pensate di usare a Bagolino. Niente esperimenti il giorno della gara. - Cibo “semplice”
Pane, marmellata, patate bollite, frutta secca: molti corridori di montagna trovano equilibrio tra prodotti tecnici e alimenti più “umani”. L’importante è capire cosa digerite bene in salita e cosa tollerate in discesa. - Strategia diversa per ogni distanza
- 9 km: spesso si può gestire con una buona colazione e un po’ d’acqua. Chi corre molto forte può beneficiare di un gel, da prendere prima della salita principale.
- 16 km: qui serve una piccola strategia. Un gel o una barretta a metà, più idratazione regolare. Arrivare al traguardo senza essere svuotati è il vero obiettivo.
- 30 km: l’alimentazione diventa parte integrante della gara. Pensate a un rifornimento ogni 40–50 minuti. Meglio poco e spesso, che tanto tutto insieme. Gli ultimi km verso Bagolino ringrazieranno.
Ristori e assistenza sul percorso
L’organizzazione della Bagolino Alpin Run è abituata a gestire gare in montagna. I ristori sono pensati per assistere chi corre tanto forte quanto chi procede con passo più prudente.
- Presenza di ristori lungo i percorsi
Sui 30 km, potete aspettarvi più punti di rifornimento, sia liquidi sia solidi, distribuiti in modo da coprire le sezioni chiave (prima delle salite lunghe, dopo i tratti in cresta, prima della discesa finale). - Ristori anche sulle distanze più brevi
Sui 16 km e sui 9 km, i ristori sono sufficienti a garantire supporto: acqua, sali, qualcosa di solido. Non sostituiscono però una vostra strategia personale. Considerateli un aiuto, non l’unica fonte di energia. - Gestione del cancelletto orario sui 30 km
Il passaggio al cancelletto orario al Passo delle Berga impone di non sottovalutare i tempi. In pratica, significa che non potete permettervi di “passeggiare” nei primi km. In allenamento simulate tratti dove dovete raggiungere un punto entro un orario preciso: abitua la mente a tenere un ritmo sostenibile ma continuo.
Meneurs d’allure / pacer
- Pacer ufficiali
Per le edizioni più recenti, il materiale ufficiale non menziona in modo chiaro la presenza di meneurs d’allure strutturati con tempi target come nelle grandi maratone su strada. Non è una gara in cui ci si affida normalmente ai pacer per inseguire un tempo al secondo. Ci si affida più al proprio passo e all’esperienza. - Punti di riferimento “naturali”
Nella pratica, molti runner usano altri concorrenti come riferimento spontaneo. Ci si affianca, si condivide un pezzo di salita, ci si dà una parola al ristoro. Un giorno, su una cresta in un’altra gara, un atleta mi disse: “Sto dietro a quel ragazzo perché ha lo stesso respiro che vorrei avere io”. È una forma di pacing anche quella. Alla Bagolino succede spesso.
Specificità per chi corre 30 km
Il percorso lungo è quello che vi chiede più rispetto. Non solo per la distanza, ma per come distribuisce il dislivello e le difficoltà.
- Gestire le sezioni nervose
Tra Forte dell’Ora e Passo delle Berga c’è quel tratto di “più sali che scendi” che consuma energie più di quanto dica il GPS. In allenamento, abituatevi a colline con profili irregolari, dove non potete impostare un passo unico. L’obiettivo? Restare fluidi. Non arrabbiarsi con il terreno. - Quota di Dosso Alto
Verso i 2000 m, la Cima di Dosso Alto è il tetto della gara. Non è un’altitudine estrema, ma abbastanza per sentirsi un po’ più affaticati se non siete abituati. Lavorate in allenamento su salite lunghe, con ritmo ridotto, imparando a riconoscere quel confine tra “fatica buona” e rischio di crisi. - Discesa finale e forza eccentrica
Gli ultimi 8 km con 1300 m di dislivello negativo non sono solo una “discesa verso casa”. Sono un test per quadricipiti, ginocchia, caviglie. Aggiungere alla preparazione esercizi di forza eccentrica (affondi controllati, squat, step-down) è un gesto di cura verso il vostro futuro da corridori. - Mentalità da lunga distanza
Sui 30 km, serve la capacità di accettare momenti di calo. Un atleta, qualche estate fa, in un trail simile, mi raccontò: “Tra il 23° e il 26° km ho pensato di mollare tre volte. Poi è arrivata una vista che mi ha rimesso in piedi”. Bagolino, con il lago d’Idro e le creste, ha spesso questo effetto.
Specificità per chi corre 16 km
- Profilo compatto ma intenso
16 km con 1100 m D+ non sono “medio-facili”. Sono una corsa dove si alternano salite decise e discese che chiedono tecnica. L’errore tipico è considerarli una mezza maratona “di montagna”. In realtà, la gestione è più simile a un trail breve ma molto muscolare. - Ritmo e cambi di marcia
Allenate la capacità di passare da salita corribile a discesa tecnica senza perdere controllo. Il cuore vi ringrazierà. Il corpo impara a non irrigidirsi. - Scelta del materiale
Non avete bisogno della stessa dotazione di un ultratrail, ma una piccola autonomia idrica e un gel o una barretta fanno la differenza. Basta un ristoro saltato per trasformare gli ultimi km in un muro.
Specificità per chi corre 9 km
- Prova breve ma “tirata”
La Bagolino Alpin Short 9 km è competitiva, pensata per chi vuole correre forte. Non avrete molto tempo per correggere errori di ritmo. Quasi tutto si gioca sulla capacità di sopportare il lattato in salita e di restare sciolti in discesa. - Terreno da vera corsa in montagna
Anche se la durata è più accessibile, il terreno è quello della montagna: appoggi instabili, pendenze, cambi continui. Una buona tecnica di piede, caviglia allenata e scarpe adatte valgono più di 10 secondi in meno al km. - Scelta di alimentazione minimalista
Qui spesso basta arrivare con le riserve piene: colazione, idratazione, magari un piccolo gel se puntate ad andare davvero al massimo. L’importante è non partire già scarichi.
Ultimi dettagli che fanno la differenza
- Gestione del sonno nei giorni precedenti
Una notte di sonno cattivo prima di un trail lungo pesa quanto un allenamento saltato. Pensate alla settimana della gara come parte della preparazione: andare a letto con un minimo di regolarità, ridurre tensioni inutili. Presentarsi al Parco Pineta riposati è il primo vero “segreto” del giorno della gara. - Allenare la mente alla variabilità
Bagolino non è una pista. È una sequenza di sorprese: un raggio di sole tra gli alberi, un tratto umido, un panorama improvviso. Nei vostri lunghi, provate a non ascoltare solo il cronometro. Ascoltate il modo in cui reagite a ciò che cambia. Vi aiuterà quando il sentiero, in gara, farà qualcosa che non avevate previsto. - Rispetto per la montagna e per il corpo
La montagna di Bagolino è generosa ma non ama chi la affronta con arroganza. Ogni scelta di materiale, ogni pausa al ristoro, ogni sorso d’acqua è un gesto di rispetto verso voi stessi e verso il percorso. Spesso, chi arriva più lontano non è il più forte, ma chi ha saputo ascoltarsi meglio.
Stima il tuo tempo di gara
Prepara la tua gara in 7 domande
Bagolino Alpin Run non si improvvisa. Che scegliate i 30 km, i 16 km o i 9 km, questa montagna chiede rispetto, lucidità e una vera preparazione. Su Preparun vi proponiamo un plan d'entraînement costruito su misura: età, livello, obiettivo, numero di uscite settimanali. Niente schemi generici, ma un percorso pensato per arrivare al Parco della Pineta con gambe pronte, testa serena e il piacere di correre davvero dentro il paesaggio di Bagolino.
Bagolino Alpin Run
Crea il mio piano di allenamento personalizzato per Bagolino Alpin Run
Per creare il tuo programma di allenamento personale, ti faremo 9 domande per conoscerti meglio.
🏁 Quale gara vuoi correre?
