Dolomiti di Brenta Trail 2026 – Molveno

Dolomiti di Brenta Trail 2026

Molveno (38018) 5 settembre 2026 Trail
Partenza tra
J−46

Informazioni sulla gara

Dolomiti di Brenta Trail 2026 propone 3 gare da 21 a 64 km, il 5 settembre 2026 a Molveno.

Informazioni chiave sulle gare di Dolomiti di Brenta Trail 2026
Gara Distanza Dislivello Altitudine
21 km 21 km +1 805 m / −1 820 m 814 – 1 655 m
45 km 45 km +2 850 m
64 km 64 km +4 200 m

Dolomiti di Brenta Trail 2026: preparare un viaggio in quota tra Lago di Molveno e Bocca di Brenta

Essere già iscritti alla Dolomiti di Brenta Trail 2026 significa avere davanti non solo una gara, ma una giornata intera da vivere in una delle montagne più suggestive al mondo, le Dolomiti di Brenta, patrimonio UNESCO. È il momento di trasformare l’iscrizione in un percorso di preparazione sereno, intelligente, capace di portarvi al via con la sensazione di aver rispettato la distanza e la montagna.

Tutte e tre le prove – 64 km con 4200 m D+, 45 km con 2850 m D+ e 21 km con 1250 m D+ – partono e arrivano a Molveno, affacciandosi sul lago e salendo poi verso i passi e le cime del Brenta. È un trail tecnico, con tratti lunghi su sentiero alpino, pietraie e gradoni, dove la gestione dell’energia conta quanto la preparazione fisica.

Dolomiti di Brenta Trail 2026: il percorso e i suoi punti chiave

La gara è disegnata come un vero e proprio viaggio: si parte dal Lago di Molveno, si attraversa la zona di Andalo, si sale verso il gruppo di Cima S. Maria e Cima di Campa, fino al Passo del Grosté, per poi correre nel cuore del Brenta, sotto pareti leggendarie come Cima Brenta, Crozzon di Brenta, Cima Tosa e Campanil Basso, e chiudere l’anello passando da Bocca di Brenta prima della discesa finale al lago.

Il terreno alterna single track nel bosco a lunghi tratti di alta quota, con sentieri sassosi, ghiaioni e qualche passaggio più esposto, sempre su tracciati segnati e controllati. Non è un percorso «corribile» dall’inizio alla fine: ci sono salite che richiedono passo regolare e l’uso sistematico dei bastoncini, e discese dove la concentrazione vale più della velocità.

Secondo il regolamento ufficiale, tutte le gare si svolgono in unica tappa, con partenza e arrivo a Molveno (TN) e passaggi nel gruppo Dolomiti di Brenta. La 64K parte alle ore 6:00, con tempo massimo di 16 ore e cancelli lungo il percorso; la 45K parte alle 7:30, con tempo massimo fissato a 14h30. Sono orari che trasformano la giornata in un’ultra esperienza, anche per chi corre il «medio».

Sul sito ufficiale Dolomiti di Brenta Trail trovate mappe, descrizione dettagliata e tracce GPS dei percorsi, aggiornate ogni anno entro fine luglio.

Preparare Dolomiti di Brenta Trail 64K, 45K e 21K: una visione globale

Per preparare la Dolomiti di Brenta Trail 2026 serve guardare oltre i chilometri e il dislivello. Parlo da corridore che ha passato molte notti sui sentieri: ciò che vi porta al traguardo non è solo l’intensità degli allenamenti, ma il modo in cui integrate corsa, recupero, alimentazione e gestione mentale dell’impegno.

Un plan d'entraînement specifico per la Dolomiti di Brenta Trail deve tenere conto di quattro elementi:

  • la durata potenziale della vostra gara (fino a 16 ore sulla 64K, molte ore comunque sulla 45K);
  • l’ambiente alpino, con cambi di temperatura e meteo repentini;
  • la tecnicità del terreno (ghiaioni, rocce, gradoni, tratti di sentiero irregolare);
  • la gestione del passo, soprattutto sulle salite lunghe verso Grosté e Bocca di Brenta.

Serve un lavoro progressivo sulla resistenza a bassa intensità, integrato da sedute in salita, esercizi di forza funzionale e cura particolare del recupero. Allo stesso tempo, è fondamentale allenare la «testa» alla durata: abituarsi a stare molte ore in movimento, in ambienti isolati, dove il ritmo della giornata è dettato dalla montagna.

Per la 64K (4200 m D+), l’obiettivo è costruire una base di resistenza che vi permetta di mantenere un passo sostenibile per 10–16 ore. Le uscite lunghe vanno portate progressivamente oltre le 4–5 ore, con sezioni in salita continua e tratti tecnici in discesa. È utile inserire almeno una simulazione con partenza all’alba, per abituare corpo e testa al ritmo della gara.

Per la 45K (2850 m D+), il cuore della preparazione è l’alternanza tra lunghi «corribili» e tratti tecnici. Qui la sfida è trovare un equilibrio tra tempo potenziale sotto i 10–12 ore e capacità di correre buona parte dei tratti intermedi senza esaurire le energie nelle salite chiave.

Per la 21K (1250 m D+), la competizione è più breve ma non «facile»: la salita resta importante e il terreno richiede attenzione. Lavorare su salite ripetute, ritmo medio in montagna e tecnica di discesa vi aiuterà a vivere la giornata senza sorpresa.

In questa prospettiva, un plan d'entraînement personalizzato, disegnato sulla vostra età, sul vostro livello attuale e sul numero di uscite settimanali, è uno strumento prezioso per arrivare a Molveno con la sensazione di aver dato al corpo il tempo di adattarsi.

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Allenamento specifico per il terreno del Brenta

L’esperienza del Brenta è segnata dalla natura del terreno. Chi ha corso qui ricorda la sensazione dei ghiaioni sotto i piedi, la fatica lenta delle lunghe salite verso i passi, il silenzio quasi irreale dei tratti in quota. Per arrivare pronti, serve allenare qualità molto concrete.

Salita lunga e regolare
Le salite verso Grosté e Bocca di Brenta non si vincono con scatti, ma con un passo costante, quasi meditativo. Vi suggerisco di:

  • programmare uscite con salite di 60–90 minuti continuativi, lavorando sul passo da camminata attiva con bastoncini;
  • alternare queste salite lunghe a brevi blocchi di corsa in pendenza moderata, per imparare a cambiare ritmo senza sovraccaricare il cuore;
  • curare la respirazione: inspirare con calma, usare la salita come allenamento di presenza mentale.

Discesa tecnica e controllo
Le discese verso Molveno possono essere veloci, ma la vera chiave è la continuità senza errori. All’allenamento:

  • inserite sessioni su sentieri pietrosi o con radici, a passo prudente, lavorando sulla stabilità della caviglia;
  • aggiungete esercizi di forza per quadricipiti e glutei (affondi, squat, esercizi su una gamba sola) per ridurre il rischio di cedimenti muscolari nelle ultime ore;
  • abituatevi a usare bastoncini anche in discesa, almeno nei tratti più ripidi.

Quota e variazioni di temperatura
La Dolomiti di Brenta Trail porta gli atleti oltre i 2000 metri, con passaggi come il Passo del Grosté intorno ai 2442 m. Ciò significa:

  • temperature più fresche in quota, anche in pieno settembre;
  • possibili cambi rapidi di meteo (vento, pioggia fine, nebbia);
  • sensazione di sforzo più marcata nelle salite ripide.

Se possibile, inserite almeno alcune uscite in quota nei mesi di preparazione. Non serve la velocità, serve frequentare l’ambiente: sentirne l’aria, testare l’abbigliamento, osservare come il corpo reagisce.

Gestione dell’energia: passo, alimentazione, sonno

Una delle lezioni che mi hanno lasciato gli ultra trail è che la giornata si costruisce molto prima della partenza. Per la Dolomiti di Brenta Trail, la gestione dell’energia va pensata su tre piani: passo, alimentazione, sonno.

Gestione del passo
Il dislivello complessivo delle tre gare impone prudenza nelle prime ore. Il mio consiglio, soprattutto per 64K e 45K:

  • partire deliberatamente più piano del vostro istinto, soprattutto nei primi chilometri lungo il lago e nei tratti corribili verso Andalo;
  • considerare ogni lunga salita come un «tempo di raccolta»: passo regolare, senza gareggiare con chi vi supera; alla fine, chi ha gestito meglio il ritmo recupera;
  • pensare la gara in blocchi (ad esempio: Lago di Molveno – Grosté – Bocca di Brenta – ritorno al lago) e tarare il passo su ciascun blocco, non sull’intera distanza.

Alimentazione
Le ore di gara richiedono una strategia nutrizionale chiara e allenata in anticipo. Durante la preparazione:

  • testate gel, barrette, solidi e bevande salate nelle uscite lunghe, mai per la prima volta in gara;
  • abituatevi a mangiare piccole quantità, regolarmente, fin dall’inizio, anche quando «non sentite» ancora la fame;
  • programmate una colazione pre-gara che conoscete bene e che il vostro stomaco tollera senza sorprese.

Sonno e recupero
Il sonno è spesso sottovalutato. Per un impegno come la Dolomiti di Brenta Trail, la qualità dei vostri ultimi 10–15 giorni conta almeno quanto la migliore uscita lunga. Portate l’attenzione su:

  • regolarità delle ore di sonno, evitando stravolgimenti nei giorni precedenti;
  • riduzione graduale dei carichi nelle due settimane finali (tapering), lasciando al corpo tempo per integrare il lavoro svolto;
  • piccoli rituali serali di rilassamento (stretching dolce, respirazione, lettura) che vi aiutino a scendere di tensione.

Un plan d'entraînement efficace integra anche questi aspetti: non solo vi dice cosa correre, ma vi aiuta a capire quando è il momento di riposare, di mangiare meglio, di concedervi una notte in più di sonno profondo.

Nutrition de course

Il giorno J, la tua alimentazione fa la differenza.

Prima, durante e dopo la gara: un piano alimentare personalizzato è disponibile in aggiunta al tuo piano d'allenamento.

Materiale e obbligatorio: cosa testare prima di Molveno

Il regolamento della Dolomiti di Brenta Trail prevede materiale obbligatorio, consultabile nella versione aggiornata sul sito ufficiale. La mia raccomandazione è semplice: non lasciate nessuno di questi elementi alla casualità.

  • Zaino o gilet da trail: testatelo in almeno due uscite lunghe, completamente carico, per verificare che resti stabile nelle discese tecniche.
  • Giacca impermeabile: non è un semplice dettaglio, ma una protezione reale in caso di pioggia o vento in quota.
  • Bastoncini: diventano quasi una estensione del corpo nelle salite verso i passi e nelle ultime ore. Usateli spesso in allenamento, fino a sentirli naturali.
  • Scarpe da trail: prediligete modelli con buona protezione sotto il piede e grip efficace su roccia e ghiaioni. Le Dolomiti di Brenta sono «parlanti» sotto la suola: serve stabilità.
  • Strati termici: in quota, un vento leggero può trasformare una salita in un momento di freddo inatteso. Meglio prevedere uno strato intermedio leggero.

Verificate anche il sistema di idratazione (borracce morbide, sacca idrica), gli occhiali da sole, il copricapo e tutto ciò che può ridurre lo stress nelle ore centrali della giornata.

Informazioni pratiche per la Dolomiti di Brenta Trail 2026

La competizione è organizzata da Molveno Holiday, con partenza e arrivo a Molveno (TN), sulle rive del Lago di Molveno. Le iscrizioni aprono ufficialmente il 1 marzo e chiudono il 28 agosto 2026, salvo esaurimento pettorali; le quote sono fissate a 80 € per la 64K, 60 € per la 45K e 40 € per la 21K.

Il numero massimo di partecipanti è distribuito sulle tre distanze, con un tetto complessivo fissato dall’organizzazione. Anche per questo, l’atmosfera a Molveno il giorno della gara è particolare: ci sono atleti da molte nazioni, ma l’impressione resta quella di una comunità raccolta, che condivide lo stesso silenzioso rispetto per il Brenta.

Per aggiornamenti sul programma, sulle tracce e sul regolamento, oltre al sito, potete seguire la pagina ufficiale Dolomiti di Brenta Trail sui social.

Il 5 settembre 2026, quando vi troverete sulle rive del Lago di Molveno in attesa della partenza, tutto il lavoro di preparazione – le salite al crepuscolo, le discese prudenti, le uscite lunghe con zaino carico – sarà con voi. La Dolomiti di Brenta Trail è una gara, certo, ma è soprattutto un modo di attraversare la montagna con rispetto: che sia sui 64 km, sui 45 km o sui 21 km, vi auguro di godervi ogni passo tra le rocce e il cielo del Brenta.

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Percorsi delle diverse distanze

Tracciato GPS e profilo altimetrico
21 km
45 km
64 km

Percorso dettagliato Dolomiti di Brenta Trail 2026 - 21 km

Dislivello positivo 1 805 m
Dislivello negativo 1 820 m
Altitudine minima 814 m
Altitudine massima 1 655 m

Dolomiti di Brenta Trail 21 km: una sfida ad anello tra le rocce e i silenzi

20,9 km di pura montagna, 1805 metri di dislivello positivo, 1820 metri di dislivello negativo. Un percorso ad anello che non concede tregua, dove ogni passo chiede rispetto e ascolto. Qui, la distanza non si misura solo in chilometri, ma in emozioni e in fatica condivisa con la montagna.

Profilo generale

  • Distanza reale: 20,9 km
  • Dislivello positivo: 1805 m
  • Dislivello negativo: 1820 m
  • Altitudine minima: 814 m
  • Altitudine massima: 1655 m
  • Terreno: 15% strada o fondo compatto, 85% sentiero o fondo naturale; asfalto, sterrato, ghiaia, terra, compatto, fine ghiaia
  • Difficoltà tecnica sentiero: sentiero di montagna impegnativo

Non è un percorso per chi cerca la velocità. Qui si impara a gestire la fatica, a rispettare i segnali del corpo e a non sottovalutare mai la montagna. L’allenamento non si ferma alle gambe: curate il sonno, la nutrizione, la testa. La longevità sportiva nasce dalla pazienza e dalla capacità di ascoltarsi.

Luoghi attraversati e punti di riferimento

  • km 0: Molveno
  • km 2,5: San Lorenzo Dorsino
  • km 2,8: cima Dos Corno (889 m)
  • km 9: Molveno
  • km 9,9: Rifugio Selvata (1630 m)
  • km 11,5: Rifugio Croz dell'Altissimo (1480 m)
Punti d’acqua (fondamentali per la gestione dell’idratazione):
  • km 4,6
  • km 7
  • km 9,9
  • km 10,5
  • km 14,6
  • km 18,6
  • km 19,2
  • km 19,4

Non ignorate mai una fonte: anche se vi sentite bene, riempite sempre la borraccia. In montagna, la sete arriva all’improvviso e può cambiare tutto.

Le salite e le discese chiave

  • Salita dal km 0,0 al km 8,7: 8,7 km, +751 m, pendenza media 8,6%, massima 25,9%. Una salita lunga, che logora piano. Qui serve regolarità: non lasciatevi prendere dall’entusiasmo della partenza. Ricordate che la montagna non perdona chi parte troppo forte.
  • Salita dal km 9,1 al km 10,4: 1,2 km, +93 m, pendenza media 7,5%, massima 18,8%. Si arriva al Rifugio Selvata (1630 m). Un tratto breve ma che può sorprendere se siete già stanchi. Qui, rallentate e respirate: il rifugio è vicino, ma la fatica si fa sentire.
  • Discesa dal km 10,4 al km 12,1: 1,7 km, -259 m, pendenza media 14,9%, massima 34,9%. Discesa tecnica, da affrontare con attenzione. Non rischiate: le gambe devono arrivare in fondo.
  • Discesa dal km 12,2 al km 12,9: 0,7 km, -78 m, pendenza media 11,4%, massima 16,0%. Un altro tratto dove la concentrazione è tutto.
  • Salita dal km 13,2 al km 13,6: 0,4 km, +111 m, pendenza media 27,3%, massima 28,9%. Qui si sente il peso della giornata. Breve ma intensa: camminare non è una sconfitta, è saggezza.
  • Salita dal km 13,7 al km 13,9: 0,3 km, +162 m, pendenza media e massima 63,1%. Un muro. Qui si va avanti solo con la testa. Fermatevi un attimo, guardate il panorama, poi ripartite.
  • Salita dal km 14,1 al km 14,5: 0,4 km, +69 m, pendenza media 15,5%, massima 21,4%. Ultimo sforzo in salita: qui si raccolgono le energie residue.
  • Discesa dal km 14,5 al km 20,9: 6,4 km, -708 m, pendenza media 11,1%, massima 24,2%. La discesa finale è lunga e può sembrare infinita. Non lasciatevi andare troppo: le ginocchia ringrazieranno.

Il percorso, troncone per troncone

  • Troncone 1 (km 0,0 – 3,5): D+ 133 m, D- 46 m, altitudine 818–930 m. Salita su strada. Qui si parte con calma, lasciando che il corpo si scaldi. Non fatevi trascinare dal gruppo: la giornata è lunga.
  • Troncone 2 (km 3,5 – 7,0): D+ 471 m, D- 26 m, altitudine 919–1370 m. Salita su sentiero. Il terreno cambia, diventa più tecnico. Qui si inizia a sentire la vera montagna. Attenzione ai passi, risparmiate energie.
  • Troncone 3 (km 7,0 – 10,5): D+ 385 m, D- 127 m, altitudine 1364–1655 m. Ancora salita, sempre su sentiero. La fatica si accumula, ma la vista ripaga. Qui, più che mai, ascoltate il vostro respiro. Prendetevi il tempo di mangiare qualcosa, se serve.
  • Troncone 4 (km 10,5 – 13,9): D+ 692 m, D- 820 m, altitudine 1257–1622 m. Discesa impegnativa su sentiero. Le gambe tremano, la concentrazione non deve calare. Ricordate: la discesa è parte della gara, non solo recupero.
  • Troncone 5 (km 13,9 – 17,5): D+ 111 m, D- 423 m, altitudine 1181–1536 m. Discesa su sentiero, ma con qualche strappo in salita. Qui si alternano fatica e sollievo. Non abbassate la guardia: la stanchezza può giocare brutti scherzi.
  • Troncone 6 (km 17,5 – 20,9): D+ 17 m, D- 377 m, altitudine 814–1181 m. Ultima discesa, ancora su sentiero. Qui si sente il richiamo dell’arrivo, ma non è il momento di rischiare. Mantenete lucidità, pensate alla prossima gara, alla vostra storia di corridori.

In ogni tratto, ricordate: la montagna insegna l’umiltà. Non si vince contro di lei, si impara a camminarle accanto. Dormite bene la notte prima, curate la colazione, non trascurate mai l’idratazione. E se la fatica vi piega, pensate a quanto è bello essere lì, tra le Dolomiti, a scrivere un altro capitolo della vostra avventura.

Redatto a partire dal GPX e dai dati di OpenStreetMap

Percorso dettagliato Dolomiti di Brenta Trail 2026 - 45 km

Dislivello positivo 2 850 m

Percorso dettagliato Dolomiti di Brenta Trail 2026 - 64 km

Dislivello positivo 4 200 m

Buono a sapersi

Panoramica pratica dei percorsi: cosa significa davvero 21K, 45K, 64K a Molveno

Quando si guarda solo ai numeri – 21 km con 1250 m D+, 45 km con 2850 m D+, 64 km con 4200 m D+ – la Dolomiti di Brenta Trail sembra una sfida “solo” fisica. In realtà quei metri di dislivello sono storie di salite lunghe, pietraie che non perdonano distrazioni, discese che mettono alla prova muscoli e testa.

Immagini il Lago di Molveno alle spalle e, davanti, la salita che chiude lentamente il cerchio attorno al Brenta. Ogni distanza ha un carattere diverso. Prepararsi significa rispettarlo.

21K – 1250 m D+: la “corta” che corta non è

  • Dislivello concentrato: 1250 m D+ in 21 km significano salite sentite, soprattutto verso la zona alta del percorso, e discese dove il terreno non è mai veramente “facile”.
  • Ritmo: è una gara che molti affrontano “a tutta”. Il rischio è partire come fosse una mezza su asfalto e arrivare alla prima vera salita già vuoti. In allenamento, lavori mirati su salite lunghe e discese tecniche saranno più importanti dei lavori di velocità pura.
  • Gestione mentale: la 21K può sorprendere chi non è abituato alla montagna. Ci sono tratti dove non si corre, si cammina forte. Abituarsi a questa alternanza corsa–camminata sarà fondamentale.

45K – 2850 m D+: la distanza di mezzo che è quasi un’ultra

  • Quasi 3000 m D+: i 2850 m di dislivello positivo su 45 km mettono la 45K in quella zona grigia dove non è più una “gara media”, ma nemmeno un’ultra completa. La fatica si accumula, soprattutto nelle ultime salite.
  • Alternanza corribile/tecnico: ci sono tratti in cui potreste correre bene (nei dintorni di Andalo, nei passaggi intermedi), seguiti da settori tecnici che spezzano il ritmo. L’allenamento deve riflettere questa alternanza.
  • Gestione dei cancelli: sulla 45K sono previsti cancelli orari lungo il percorso. Serve arrivare alla gara sapendo qual è il vostro passo realistico, per non vivere i cancelli come una minaccia, ma come punti di riferimento.

64K – 4200 m D+: l’anello completo nel cuore del Brenta

  • 4200 m D+ reali: sono ore di salita, spesso su terreno alpino, con quota che supera i 2000 m e arriva ai 2442 m del Passo del Grosté. Ogni metro in più si sente, soprattutto dopo le prime 6–8 ore di gara.
  • 16 ore di tempo massimo: il regolamento fissa un limite di 16 ore per completare il percorso. È un’indicazione chiara: per molti sarà una giornata intera in movimento. L’allenamento va pensato anche in termini di capacità di stare sulle gambe così a lungo.
  • Cancelli da rispettare: Andalo, il bivio 64K/45K, la zona del Passo Gaiarda, il Rifugio Croz dell’Altissimo. Sono nomi e luoghi che conviene imparare: diventano tappe mentali tanto quanto fisiche.

Meteo e quota: allenarsi a una montagna che cambia umore in fretta

La Dolomiti di Brenta Trail si svolge in ambiente alpino, con passaggi in quota sopra i 2000 m e il punto massimo al Passo del Grosté, 2442 m. Questo significa che, anche se a Molveno l’aria può sembrare gentile, in alto la musica cambia.

Escursione termica tra lago e passo

  • Freddo in quota: anche in inizio settembre, sopra i 2000 m la temperatura può scendere bruscamente, soprattutto in presenza di vento. In allenamento, abituatevi a correre con strati che potete indossare e togliere facilmente.
  • Umidità del lago: la partenza e l’arrivo sulle rive del Lago di Molveno portano spesso a condizioni più umide, che in discesa, da stanchi, possono farvi percepire più freddo di quanto dicano i gradi.
  • Vento e nuvole improvvise: il regolamento cita esplicitamente la possibilità di meteo difficile, con vento, freddo, pioggia o neve. Non è un eccesso di prudenza: è la memoria di edizioni dove la montagna ha fatto sentire la sua voce.

Quota e sensazione di sforzo

  • Sopra i 2000 m: la salita verso il Grosté e i passaggi centrali nel gruppo di Brenta significano lavoro cardiaco più impegnativo a parità di ritmo.
  • Respiro: molti atleti raccontano la sensazione di “fiato corto” nelle rampe ripide in quota. In allenamento, esercizi di respirazione e uscite anche a quota media (1500–2000 m se possibile) aiutano a non andare nel panico al primo affanno.
  • Caldo in basso, fresco in alto: scendere dal Grosté o da Bocca di Brenta verso il lago può significare passare da aria fresca a temperature più alte in pochi chilometri. Serve una strategia chiara per idratazione e abbigliamento.

Terreno: cosa aspettarsi davvero sotto le scarpe

Il percorso si sviluppa su sentieri che attraversano l’intero gruppo delle Dolomiti di Brenta, con boschi, ghiaioni, tratti rocciosi, gradoni e passaggi più esposti ma segnalati. Ogni distanza condivide la stessa “personalità” del terreno, solo con tempi di esposizione diversi.

Bosco, single track e radici

  • Primi chilometri: dopo il lago, i passaggi nel bosco possono illudere che sia tutto “corribile”. In realtà le radici, i cambi di pendenza e il fondo misto richiedono attenzione fin dall’inizio.
  • Single track stretti: in alcuni tratti il sentiero è stretto e la possibilità di sorpasso limitata. In allenamento, abituarsi a correre in fila, a ritmo controllato, è un dettaglio che può sorprendere meno il giorno della gara.

Ghiaioni e pietraie

  • Stabilità della caviglia: i ghiaioni del Brenta sono famosi proprio perché “parlano” sotto le suole. La superficie cede, i piccoli movimenti continui mettono alla prova caviglie e muscoli profondi.
  • Discese che non perdonano distrazione: quando si scende stanchi, una pietra smossa può bastare per un passo incerto. Lavori di propriocezione, esercizi su una gamba sola e discese controllate in allenamento diventano oro.
  • Uso dei bastoncini: in salita sono quasi naturali, in discesa possono diventare alleati preziosi nei tratti più ripidi. Allenarsi a usarli in entrambe le direzioni eviterà molti dubbi in gara.

Gradoni, passaggi più esposti, sentiero irregolare

  • Gradoni naturali: salire e scendere “a gradoni” affatica quadricipiti e glutei in modo particolare. Sulla 45K e sulla 64K, nelle ultime ore, ogni gradone può sembrare più alto del precedente.
  • Passaggi più esposti ma controllati: il tracciato resta sempre su sentieri segnati e sorvegliati. Tuttavia, la sensazione di vuoto sotto alcune pareti del Brenta richiede testa lucida. Allenare la concentrazione in discesa è importante quanto allenare le gambe.
  • Terreno mai uniforme: non ci sono lunghi tratti su fondo regolare come in molte gare collinari. È proprio questa varietà che rende il Brenta affascinante… e impegnativo.

Materiale obbligatorio e consigli specifici per il Brenta

Il regolamento ufficiale elenca un set di materiale obbligatorio per tutte e tre le distanze, da verificare nella versione aggiornata sul sito della gara. Alcuni elementi sono ovvi, altri fanno la differenza nella notte prima della partenza, quando si sistema lo zaino e si spera di non aver dimenticato nulla.

Base obbligatoria: da non lasciare al caso

  • Zaino o gilet da trail: sufficiente per contenere tutto il materiale obbligatorio, stabile in discesa e con accesso rapido all’idratazione. Meglio testarlo pieno, non “mezzo vuoto” come in allenamento.
  • Giacca impermeabile: il regolamento la indica come protezione in caso di pioggia, vento o freddo. Una giacca che regge davvero la pioggia fine e il vento in quota cambia la percezione della gara nelle ore difficili.
  • Strati termici: maglia termica leggera, guanti, copricapo. In allenamento, provate combinazioni diverse; in gara, portate quelle già collaudate.
  • Lampada frontale (per 64K e, in alcuni casi, 45K): anche se l’orario di partenza è mattiniero e non notturno, il tempo massimo di 16 ore sulla 64K significa possibile buio al rientro. Una frontale sicura, con batterie testate, vale serenità.
  • Telefono cellulare: richiesto per sicurezza, da tenere acceso e protetto. Il Brenta è spettacolare, ma richiede rispetto anche nella comunicazione con l’organizzazione.

Scarpe e bastoncini: l’accoppiata più importante

  • Scarpe da trail robuste: il fondo del Brenta non è un sentiero morbido. È fatto di pietre, radici, ghiaioni. Serve protezione sotto il piede, buon grip su roccia asciutta e bagnata, stabilità laterale.
  • Bastoncini: spesso consigliati, quasi sempre amati dopo la gara. Sulle salite lunghe verso Grosté e Bocca di Brenta diventano un supporto fondamentale. Allenarsi a usarli evita colpi di scena il giorno della gara.

Idratazione e piccoli dettagli

  • Soft flask o sacca idrica: i percorsi prevedono tratti lunghi in quota. Arrivare a un punto di ristoro già disidratati è un errore che si paga caro.
  • Occhiali da sole e copricapo: il contrasto tra luce sul lago, riflessi sulla roccia e ombre nel bosco stanca gli occhi. Una visiera o un cappellino aiutano anche in caso di pioggia sottile.
  • Kit minimo di emergenza: cerotti, bendaggio leggero, qualche anti-sfregamento. Piccole cose che, sulle ultime rampe della 64K, possono trasformare una crisi in un fastidio gestibile.

Rifornimenti e gestione dell’energia

I percorsi della Dolomiti di Brenta Trail prevedono punti di ristoro distribuiti lungo i sentieri, associati spesso a luoghi chiave come Andalo e alcuni rifugi. L’organizzazione cura questo aspetto, ma la vera partita energetica si gioca nel modo in cui vi preparate a usarli.

Ristori: come pensarli in funzione della distanza

  • 21K: i ristori sono meno numerosi rispetto alle distanze maggiori, ma sufficienti per chi gestisce bene acqua e cibo. Per voi, ogni ristoro è un pit-stop breve: riempire, prendere qualcosa di digeribile, ripartire.
  • 45K: qui i ristori diventano tappe di una storia più lunga. Molti atleti ricordano il passaggio a Andalo come primo momento di “verifica” reale. Programmare cosa mangiare a ogni ristoro evita sprechi di tempo e improvvisazioni.
  • 64K: con 16 ore di tempo massimo, ogni ristoro è quasi una piccola stazione di ricarica. Chi parte pensando di “mangiare solo ai ristori” spesso si trova vuoto ben prima del traguardo. L’allenamento dovrà includere prove di alimentazione continua, tra un punto e l’altro.

Strategia nutrizionale da allenare

  • Testare cibi e bevande: ciò che troverete ai ristori deve essere, almeno in parte, già “conosciuto” dal vostro stomaco. Gel, barrette, frutta secca, bevande salate… vanno provate nelle uscite lunghe.
  • Piccole quantità, spesso: soprattutto su 45K e 64K, l’idea di “fare un pasto” al ristoro non funziona. Meglio morsetti regolari e liquidi costanti.
  • Acqua e sali: tra Lago di Molveno e passaggi in quota, sudore e respirazione aumentano la perdita di liquidi e sali. Abituarsi a integrare sali aiuta a evitare cali drastici nelle ultime salite.

Meneurs d’allure e ritmo gara

L’organizzazione concentra la propria attenzione sulla sicurezza, sui tempi massimi e sui cancelli orari. Nei documenti ufficiali non viene indicata in modo esplicito la presenza di meneurs d’allure (pacers con tempo di riferimento), e per ora non si trovano informazioni affidabili che confermino questo servizio per le distanze di Molveno.

Tradotto: per la Dolomiti di Brenta Trail, il vero “meneur d’allure” sarà il vostro orologio, il vostro passo e la vostra capacità di leggere la montagna. Le tabelle di ritmo dovranno essere costruite su misura, tenendo conto di:

  • i limiti di tempo massimo (16 ore sulla 64K, 14h30 sulla 45K, 5 ore sulla 21K)
  • i cancelli intermedi, soprattutto per le distanze più lunghe
  • la vostra esperienza su terreni simili.

È una sensazione strana, la prima volta: ci si accorge che non c’è qualcuno davanti con la bandierina, ma solo il proprio respiro. Ed è proprio lì che la gara diventa un dialogo vero con la montagna.

Adattare la preparazione alle tre distanze (senza entrare nel dettaglio del piano)

Non entreremo nel dettaglio di un plan d'entraînement completo, ma è importante chiarire come il dislivello reale e la tecnica del terreno influenzino il tipo di lavoro da immaginare nei mesi che precedono Molveno.

21K – 1250 m D+

  • Focus sulla salita: ripetute in salita, uscite in montagna con pendenze simili ai tratti chiave del percorso.
  • Discesa tecnica: lavori specifici per quadricipiti e caviglie, discese controllate su terreno irregolare.
  • Ritmo medio in montagna: alternanza corsa–camminata nelle uscite per abituarsi al “vero tempo gara”.

45K – 2850 m D+

  • Resistenza prolungata: uscire regolarmente oltre le 3–4 ore, con dislivello importante e terreno misto.
  • Gestione dei blocchi: pensare l’allenamento in segmenti (come farete in gara tra Lago, Andalo, Grosté, Bocca di Brenta).
  • Simulazioni di gara: almeno una o due uscite lunghe con zaino carico, bastoncini, alimentazione e idratazione simili al giorno della prova.

64K – 4200 m D+

  • Uscite molto lunghe: progressione verso 4–5 ore e oltre, con lunghi settori in salita continua e discese tecniche.
  • Adattamento mentale alla durata: abituarsi a stare molte ore in movimento, spesso in ambienti più isolati, con attenzione costante.
  • Gestione della notte e della stanchezza: allenarsi con partenza all’alba, abituarsi a correre nel buio o nella luce che cambia, simulare la sensazione di seconda parte di gara.

La cosa più bella, quando si lavora per Molveno, è vedere come, uscita dopo uscita, i numeri smettono di spaventare. 64 km, 45 km, 21 km e quei dislivelli enormi diventano un racconto personale: il vostro modo di entrare nel Brenta e uscirne con un sorriso stanco, ma pieno.

Meteo prevista il giorno della gara a Molveno

Sulla base degli ultimi 10 anni (medie 2016–2025)
🌧️
Pioggia
il più frequente
21°
Max. media
estremo 26°
12°
Min. media
estremo 7°
7 km/h
Vento medio
raffiche 70
Storico del meteo del 5 settembre da 10 anni
🌧️ 21° 2016
🌧️ 21° 2017
🌤️ 22° 2018
🌧️ 22° 2019
☁️ 23° 2020
🌧️ 20° 2021
☁️ 22° 2022
🌧️ 20° 2023
🌧️ 17° 2024
🌧️ 19° 2025
Dati meteo: Open-Meteo / ERA5

Stima il tuo tempo di gara

In base al tuo ritmo obiettivo, ecco come si svolgerà la tua gara
Ritmo 5:00 min/km
3:00 · Veloce 8:00 · Lento
Tempo stimato
50:00
Velocità
12,0 km/h
Ritmo moderato · Mantieni questo ritmo fino al traguardo con un piano di allenamento personalizzato

Domande e risposte

Il Dolomiti di Brenta Trail 2026 parte e arriva a Molveno e propone tre distanze tecniche: 64 km con 4.200 m D+, 45 km con 2.850 m D+ e 21 km con 1.250 m D+. Il tracciato attraversa il Gruppo di Brenta, con passaggi in quota fino a circa 2.500 m e tratti molto montani. La scelta della distanza va fatta in base alla vostra esperienza in salita, alla vostra resistenza e alla vostra familiarità con i sentieri alpini.

È una gara di trail impegnativa, soprattutto sulle distanze lunghe: il regolamento segnala ambiente prevalentemente montuoso, passaggi su terreno tecnico e tratti catalogati EE, con possibile meteo difficile come vento, freddo, pioggia o neve. Per il 64K è consigliata una buona preparazione fisica, attrezzatura adeguata ed esperienza su altre gare simili. Non è una prova da affrontare solo “in forma”: conta molto la vostra esperienza in salita e in discesa.

Allenate soprattutto salite lunghe, discese tecniche e uscite in montagna con dénivelé progressivo. Per il 64K e il 45K servono anche lavori di resistenza, lunghi specifici e gestione dell’intensità: partite più piano di quanto vi sembri necessario, perché la gara è molto selettiva nei dislivelli. Sul terreno tecnico, correre “a ritmo” conta meno che saper alternare corsa, power hiking e recupero in discesa.

Sì, lungo i percorsi sono previsti punti di ristoro, ma il regolamento impone di avere sempre con sé una scorta adeguata di alimenti e una riserva idrica di almeno 1 litro. In pratica, non dovete contare solo sui ristori: preparate gel, barrette o cibo solido che sapete digerire bene, e un piano di idratazione coerente con durata, quota e meteo. Questa gestione è fondamentale soprattutto sul 64K.

Per prepararvi al meglio, preparun propone due piani personalizzati in base a età, livello, obiettivo e numero di uscite settimanali: Starter Run, il piano gratuito ideale per iniziare la preparazione, e Finisher Line, il piano completo e payante per arrivare pronti il giorno della gara. Entrambi sono adattati alle distanze e al dislivello del Dolomiti di Brenta Trail 2026. Create il vostro piano su preparun.com per allenarvi in modo mirato.

Prepara la tua gara in 7 domande

Dolomiti di Brenta Trail 2026 non è una semplice corsa in montagna: è un viaggio lungo sentieri tecnici, rocce, ghiaioni e panorami che restano negli occhi per anni. Pour affrontare al meglio i 64 km, i 45 km o i 21 km, servirà un plan d'entraînement pensato per il dislivello, l'altitudine e la durata dell'impegno. En vous appuyant sur un programme structuré, adapté à votre niveau et à votre vie quotidienne, vous arriverez au bord du Lago di Molveno avec de la sérénité, de la lucidité et l’envie de profiter pleinement de ce trail exceptionnel. Sur Preparun, vous pouvez commander votre plan d'entraînement personnalisé pour préparer cette course avec intelligence et respect pour la montagne.

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Altri corridori usano già i piani di allenamento Preparun (e ne sono entusiasti!)

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Davide Greco
Aggiornato il 17 luglio 2026
Articolo scritto da :
Davide Greco corre da più di vent'anni e ha attraversato tutte le evoluzioni della corsa amatoriale: dal footing « a sensazione » ai piani strutturati e…... continua a leggere
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Jules Patrick Maria Laurene
+8

Già 2 corridori si stanno preparando per Dolomiti di Brenta Trail 2026 grazie a Preparun!

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