Informazioni sulla gara
Immaginate l’alba sopra Levico Terme, le luci delle frontali che disegnano una traccia silenziosa verso il Lagorai. L’Ultra Trail Panarotta è questo: una giornata intera immersi tra boschi, crinali e panorami aperti sulla Valsugana, da vivere con rispetto… e con una preparazione curata.
Se siete già iscritti, avete fatto una scelta forte: confrontarvi con la montagna vera, nei suoi sentieri alpini e nelle sue salite decise. Il nostro obiettivo, qui, è semplice: aiutarvi a prepararvi perché il giorno della gara possiate correre lucidi, sereni e pronti a godervi ogni tratto del percorso.
Ultra Trail Panarotta: dove si corre e cosa vi aspetta
L’Ultra Trail Panarotta 2026 si svolge l’8 agosto 2026, con partenza e arrivo a Levico Terme, in Trentino, tra il massiccio del Lagorai e la Valsugana. Il contesto è tipico delle montagne trentine: boschi di conifere, strade forestali, sentieri alpini, creste panoramiche e qualche tratto più tecnico su terreno sassoso.
Le tre distanze ufficiali sono:
- 60 km – partenza alle 05:00, percorso lungo e impegnativo, vero ultra di montagna.
- 42 km – partenza alle 07:00, una maratona di trail completa, con salite importanti e discese da gestire.
- 25 km – partenza alle 09:00, distanza più corta ma tutt’altro che banale, con un buon dislivello e tratti tecnici.
I percorsi si svolgono in semi-autosufficienza, su sentieri alpini e strade forestali, con cancelli orari e tempi limite definiti dal regolamento ufficiale. Questo significa che la gestione del ritmo, dell’energia e dell’alimentazione sarà decisiva.
Il percorso: profilo, terreno e punti chiave
Senza entrare nel dettaglio di ogni singolo chilometro (che trovate sul sito ufficiale UltraTrailPanarotta.it), ci sono alcuni elementi comuni alle tre distanze che è utile conoscere in ottica di preparazione:
- Partenza e arrivo a Levico Terme: si parte dal fondovalle, ci si alza verso i versanti del Lagorai, poi si rientra di nuovo verso il paese.
- Salite lunghe e continue: previste salite con dislivello consistente, tipiche della zona Lagorai, da gestire con passo regolare e senza strappi.
- Discese tecniche: alcune discese possono essere ripide e su fondo irregolare (radici, sassi, tratti di sentiero stretto). Servono piedi agili e un buon lavoro di propriocezione.
- Tratti corribili: strade forestali e sentieri più scorrevoli permettono di correre a ritmo costante, ma solo se avrete gestito bene le salite.
- Metà agosto in montagna: temperature variabili, dal fresco dell’alba fino al caldo nelle ore centrali, soprattutto nelle parti basse e più esposte.
Il 25k (circa 25–26 km) è descritto come una gara dinamica, ideale per chi vuole un trail di montagna non estremo ma completo: ci sono boschi, single track e un dislivello che richiede preparazione, non improvvisazione. La 42k spinge di più su resistenza e gestione delle energie, con salite decise e discese tecniche alternate a tratti corribili. La 60k è una vera avventura: la sfida è tenere insieme gambe, testa e alimentazione per molte ore.
Preparare l’Ultra Trail Panarotta: come allenarsi in modo mirato
Per affrontare al meglio l’Ultra Trail Panarotta non basta essere “in forma”: serve un piano di preparazione costruito sul vostro profilo, sul dislivello e sulle caratteristiche del terreno. Un plan d'entraînement specifico vi permette di arrivare al via con un obiettivo chiaro, seduti sulla vostra esperienza e non sul caso.
Crea il tuo piano di allenamento personalizzato
In 60 secondi ricevi un piano adatto al tuo livello, al tuo obiettivo e al terreno specifico di questa gara.
Vi propongo di ragionare per blocchi, in base alla distanza scelta.
Allenamento per Ultra Trail Panarotta 25k
Per il 25 km, l’obiettivo è coniugare resistenza e capacità di correre in salita e in discesa su terreno vario. Alcuni punti chiave per il vostro allenamento Ultra Trail Panarotta 25k:
- Salite a ritmo controllato: inserite ogni settimana una seduta dedicata alle salite lunghe (da 8 a 20 minuti) da fare a ritmo regolare, correndo o camminando spinto a seconda del livello.
- Lavoro di discesa: almeno ogni 7–10 giorni, una sessione focalizzata sulle discese: brevi ripetute in discesa controllata, appoggi leggeri, sguardo lontano.
- Uscita lunga: una volta alla settimana o ogni dieci giorni, allenamento tra 2 e 3 ore su terreno collinare/montano, simulando salita + discesa più volte.
- Muscolazione mirata: rinforzo di quadricipiti, glutei e core (squat, affondi, plank), per sopportare il dislivello e stabilizzare in discesa.
In gara, il rischio principale sul 25k è partire come in una corsa su strada. Meglio i primi chilometri in controllo, soprattutto se arrivate da un periodo di lavoro intenso o di viaggio. Immaginate di “entrare in gara” poco a poco, sentendo il respiro che si assesta e le gambe che trovano il loro ritmo.
Allenamento per Ultra Trail Panarotta 42k
La 42 km richiede una base solida di resistenza e una buona gestione delle energie sulle salite più lunghe. Per il plan d'entraînement Ultra Trail Panarotta 42k puntate su:
- Volume progressivo: aumentate gradualmente il chilometraggio settimanale, con una lunga che può arrivare a 4–5 ore in ambiente simile a quello di gara.
- Back-to-back: quando possibile, due giorni consecutivi di corsa (ad esempio 2 ore il sabato + 3 ore la domenica) per simulare la fatica cumulata.
- Salite specifiche: una seduta con ripetute in salita (da 5 a 10 minuti) e una uscita su dislivello continuo, dove lavorare sulla camminata spinta con bastoncini (se li userete).
- Allenamento alimentare: testate gel, barrette, solidi e bevande durante le uscite lunghe, per evitare sorprese allo stomaco in gara.
Sulla 42k, la gara inizia davvero dopo la metà. Se arrivate al km 25–30 svuotati, ogni salita diventa un muro. Costruite un allenamento in cui imparare a tenere un passo “sostenibile ma comodo” per ore, soprattutto in salita.
Allenamento per Ultra Trail Panarotta 60k
La 60 km è la distanza regina dell’evento, con partenza all’alba e molte ore sui sentieri. Qui il piano di allenamento deve integrare resistenza fisica, gestione mentale e capacità di muoversi fluidi su terreno montano.
- Resistenza di fondo: lunghe uscite in montagna, anche oltre le 5–6 ore, con dislivello significativo, ma inserite in una progressione ragionata per evitare sovraccarichi.
- Gestione dei ritmi: imparare ad alternare corsa e camminata fin dai primi chilometri. Sulle salite lunghe, meglio camminare energici che correre per pochi minuti e poi esplodere.
- Simulazioni di gara: almeno una o due uscite in condizioni simili all’evento (orari mattutini, zaino, bastoncini, alimentazione di gara).
- Mental training: nelle uscite più lunghe, allenatevi a “stare” nei momenti di fatica: respirare, accettare i cali, spezzare il percorso in piccoli obiettivi (prossimo ristoro, prossima salita, prossimo colle).
Se venite dalla strada, non spaventatevi: molti trailer scoprono proprio su distanze come questa di avere una grande capacità di resistere a ritmo costante. La chiave è non forzare i tempi della preparazione, e adattare il plan d'entraînement alle vostre settimane reali (lavoro, famiglia, recupero).
Crea il tuo piano di allenamento per questa gara
Piano giorno per giorno, basato sulla data della gara, adattato al tuo livello e al terreno.
Gestione del ritmo, alimentazione e materiale
Qualunque sia la distanza scelta, alcuni aspetti sono trasversali per affrontare al meglio l’Ultra Trail Panarotta.
Ritmo e gestione dell’impegno
- Partenza controllata: ricordate che la giornata è lunga. Usate i primi chilometri per “scaldarvi” e trovare il vostro passo.
- Salite al passo giusto: non fatevi trascinare dal gruppo; un passo di camminata veloce in salita è spesso più efficace di una corsa irregolare.
- Discese fluide: niente frenate brusche e perenne “talonata”. Appoggi morbidi, ginocchia leggermente piegate, sguardo avanti: così proteggete articolazioni e risparmiate energie.
Alimentazione e idratazione
L’evento si corre in regime di semi-autosufficienza: i ristori ci sono, ma non potete contare solo su quelli. In preparazione, abituatevi a:
- Assumere calorie regolarmente (ogni 30–45 minuti) con gel, barrette o cibo solido, a seconda di ciò che tollerate meglio.
- Bere a piccoli sorsi, più spesso, adattando la quantità al caldo e alla distanza scelta.
- Testare in allenamento esattamente ciò che userete in gara, anche la colazione.
Materiale: cosa portare sulla Panarotta
Il regolamento prevede obblighi specifici di materiale, consultabili sul sito ufficiale UltraTrailPanarotta.it. In ottica pratica, per tutte le distanze è consigliabile:
- Zaino o gilet da trail comodo, testato in allenamento.
- Scarpe da trail con buona aderenza su terreno misto (radici, sassi, fondo eventualmente umido).
- Strati leggeri: maglia traspirante, antivento/antipioggia leggera, eventuale strato termico secondo meteo.
- Bastoncini (se ammessi e se sapete usarli): preziosi sulle salite più lunghe e nelle fasi di fatica.
- Cappellino/visiera e occhiali per le ore centrali, dove il sole può essere intenso.
Provate tutto il materiale in anticipo, anche l’abbigliamento. Una cucitura che sfrega o uno zaino che balla possono trasformare un’esperienza magnifica in una lunga serie di piccoli fastidi.
Informazioni pratiche per il giorno della gara
- Data: 8 agosto 2026.
- Località: Levico Terme (TN), Trentino.
- Distanze: 60 km, 42 km, 25 km.
- Partenze: 60 km ore 05:00, 42 km ore 07:00, 25 km ore 09:00.
- Luogo partenza/arrivo: Levico Terme, con logistica e informazioni dettagliate su ritiro pettorali, parcheggi e servizi consultabili sui canali ufficiali.
L’organizzazione, a cura di Trentino Mountain Running, prevede numero massimo di partecipanti per ciascuna distanza e iscrizioni gestite online, con diverse fasce tariffarie nel corso dei mesi. Tutti i dettagli aggiornati sono disponibili sul sito ufficiale.
Levico Terme vi accoglierà con il suo lago, le montagne tutt’intorno e quell’atmosfera di paese che, la sera prima della gara, si riempie di zaini, bastoncini e sogni. Che scegliate il 25k, il 42k o il 60k, l’Ultra Trail Panarotta può diventare una di quelle giornate che restano addosso a lungo: preparatevi con cura, ascoltate il vostro corpo e lasciate che il Lagorai faccia il resto.
A presto sui sentieri,
Chiara Romano – contributrice preparun.com
Crea il tuo piano di allenamento personalizzato
In 60 secondi ricevi un piano adatto al tuo livello, al tuo obiettivo e al terreno specifico di questa gara.
Buono a sapersi
Profilo altimetrico e gestione del dislivello
Per l’Ultra Trail Panarotta conta moltissimo come distribuite le energie sul dislivello, più ancora che sui chilometri.
| Distanza | Dislivello positivo | Tempo massimo | Implicazioni in allenamento |
|---|---|---|---|
| 25 km | ≈ 1800 m D+ | 6 ore | Salite “importanti” per la distanza: serve abitudine a salire tanto, non solo velocità. |
| 42 km | ≈ 2700 m D+ | 10 ore | Carico muscolare da vera skymarathon alpina: le gambe devono reggere molte ore di su e giù. |
| 60 km | ≈ 4100 m D+ | 15 ore | Ultra di montagna piena: resistenza di lunghissima durata e gestione lucidissima dei ritmi. |
Una cosa che spesso sorprende: al Panarotta non c’è solo “la salita lunga”. Ci sono sequenze di salite e discese che spezzano il passo. Conviene abituarsi in allenamento a:
- fare blocchi salita + discesa ripida + tratto corribile più volte nella stessa uscita;
- lavorare sul cambio di ritmo: dal cammino spinto alla corsa fluida appena la pendenza lo consente;
- curare molto le discese tecniche: i quadricipiti devono saper “tenere” fino alla fine.
Un aneddoto tipico: chi arriva ben allenato in salita, ma senza aver lavorato sulle discese, spesso racconta di “gambe di legno” già a metà gara. Non è una questione di fiato. È pura muscolatura eccentrica da costruire prima.
Terreno e tratti tecnici: cosa aspettarsi davvero
I sentieri del Lagorai non sono “parchi cittadini”. Sono veri sentieri alpini. Con il loro carattere.
- Boschi di conifere con fondo morbido, aghi di pino e radici: ottimi per correre, ma insidiosi quando bagnati.
- Strade forestali scorrevoli: tratti dove si può “mettere giù ritmo” se si è gestita bene la salita.
- Sassai e pietraie in quota: passaggi più lenti, dove contano equilibrio e piedi sicuri.
- Single track stretti dove incrocerete altri atleti: serve sicurezza nel passo e capacità di adattare il ritmo.
In allenamento è utile cercare terreni che imitino questo mix. Anche se non vivete in Trentino, potete:
- alternare sterrati lisci a sentieri più sporchi (radici, roccia affiorante);
- allenare la propriocezione con esercizi su superfici instabili e brevi passaggi tecnici;
- lavorare sulla reattività dei piedi: passi corti, appoggi rapidi, sguardo sempre qualche metro più avanti.
Molti atleti mi raccontano che uno dei momenti più belli è stato proprio un traverso tecnico con vista aperta sulla valle. Stanchi, ma presenti. Piedi che volano da un appoggio all’altro. È quel tipo di confidenza sul terreno che conviene costruire prima.
Meteo di inizio agosto a Levico e in quota
Ad agosto in Valsugana fa caldo, spesso caldo o molto caldo nelle ore centrali, specie in basso. Ma la gara vi porta anche in quota, dove l’aria cambia tono.
- Fresco all’alba: sulla 60 km partite con buio e temperature basse, soprattutto nei primi tratti in salita. Mani fredde, respiro visibile.
- Escursione termica marcata: potreste passare da giacca leggera al correre in maniche corte sotto il sole in poche ore.
- Possibili temporali pomeridiani: tipici di agosto in montagna. Non sempre arrivano, ma vanno messi in conto.
Questo significa due cose importanti in preparazione:
- abituarsi in allenamento a correre anche con clima caldo, curando bene idratazione e sali;
- testare uscite con partenza molto presto, simulando il freddo iniziale e gli strati che toglierete strada facendo.
Capita spesso che chi viene dalla pianura non creda davvero al cambio di temperatura finché non lo prova. Un giorno si parte con guanti sottili e guscio, e due ore dopo si corre con il cappellino per il sole. Meglio arrivarci preparati, non sorpresi.
Ristori e semi-autosufficienza
Tutte le distanze sono in semi-autosufficienza: l’organizzazione mette a disposizione dei ristori, ma dovete sapervi gestire tra un punto e l’altro.
- Sulla 25 km sono previsti 2 ristori. Questo significa tratti relativamente lunghi in autonomia, soprattutto se fa caldo.
- Su 42 km e 60 km i ristori sono di più, ma la distanza tra loro resta significativa per chi non è abituato a gestire bene l’energia.
In ottica allenamento e preparazione pratica, conviene:
- calcolare quante calorie/ora tollerate bene e testarle in ogni lunga;
- simulare “finestre di fame”: ad esempio, correre 60–90 minuti solo con l’acqua, poi iniziare ad alimentarsi regolarmente; capire come reagite;
- abituarvi a bere non solo quando avete sete, ma con una cadenza regolare (es. ogni 10–15 minuti).
Un’immagine che torna spesso dopo la gara: il ristoro in quota dove ci si guarda negli occhi con gli altri, stanchi ma lucidi, ognuno perso nei propri conti di gel, barrette, sali. È in quei momenti che ringrazierete ogni uscita in cui avete provato cosa funziona e cosa no.
Materiale obbligatorio e consigliato
Il regolamento ufficiale prevede una lista di materiale obbligatorio, che va rispettata e che può variare in base alle condizioni meteo previste. Alcuni elementi compaiono quasi sempre nelle gare di questo tipo e vale la pena prepararli in anticipo.
Materiale di base per tutte le distanze
- Zaino/gilet da trail comodo e già testato su uscite lunghe.
- Riserve idriche (soft flask o sacca idrica) adeguate alla distanza tra i ristori:
- per 25 km: almeno 1–1,5 l complessivi;
- per 42 km: 1,5–2 l;
- per 60 km: meglio essere dalla parte della prudenza, soprattutto se il meteo annuncia caldo.
- Guscio impermeabile leggero ma efficace: la montagna di agosto sa essere capricciosa.
- Strato termico minimo, soprattutto per la 60 km e per chi pensa di essere vicino ai cancelli orari (più ore esposti).
- Frontale obbligatoria per la 60 km, fortemente consigliata per chi parte presto o può arrivare tardi su 42 km: testate batterie e comfort.
- Fischietto, coperta termica, telefono carico: piccoli oggetti che in montagna fanno la differenza.
Ricordate: il materiale obbligatorio non è una formalità. È un alleato. In allenamento fate almeno qualche lunga con lo zaino completo. Sentirlo sulle spalle, capire come regolare le cinghie, dove sistemare i gel. Meglio scoprire una fibbia che sfrega a maggio, non a metà salita sul Lagorai.
Scarpe e bastoncini
- Scarpe da trail con buon grip su terreno misto (radici, sasso, terra umida): evitate modelli troppo rigidi se non siete abituati.
- Battistrada: per il Lagorai è utile un disegno non troppo liscio, che tenga anche su terreno smosso.
- Bastoncini (se ammessi dal regolamento e se sapete usarli):
- decisivi per 42 e 60 km, soprattutto nelle salite lunghe e nelle fasi di grande fatica;
- non improvvisateli: dedicate allenamenti specifici alla tecnica con i bastoncini, sia in salita sia in falsopiano.
Una scena classica: atleta alla prima ultra con bastoncini nuovi, aperti per la prima volta il giorno della gara. Dopo tre chilometri li porta in mano, infastidito. In allenamento, provate a farli diventare un’estensione naturale del vostro gesto, non un intralcio.
Strategie diverse per 25 km, 42 km, 60 km
25 km – “Corta” solo sulla carta
Il 25 km con circa 1800 m D+ chiede più rispetto di quanto dica il numero di chilometri.
- Partenza tranquilla: chi parte a ritmo da mezza maratona su strada, spesso paga la salita centrale.
- Gestione delle discese: brevi ma intense, dove si rischia di “cuocere” le gambe se si esagera.
- Ristori: con soli 2 punti ufficiali, è fondamentale avere con voi scorta personale sufficiente.
È la distanza in cui ci si innamora del trail o si capisce che serve un po’ più di montagna nelle gambe. Meglio arrivarci con qualche uscita collinare in più che in meno.
42 km – La maratona che non perdona l’improvvisazione
Sulla 42 km il dislivello di 2700 m D+ cambia completamente le regole del gioco rispetto a una maratona su strada.
- Tempi più lunghi: anche se siete veloci su asfalto, qui le ore si dilatano. Va allenata la capacità di stare in movimento tanto a lungo.
- Gestione mentale: la metà gara non è il 21° km, ma spesso il momento in cui iniziano i segmenti più duri.
- Materiale: qui il peso dello zaino si sente, ma togliere troppo può essere un boomerang se il meteo gira.
Molti raccontano il passaggio dalla gioia della prima parte alla “gara vera” dopo il 25°–30° km. Lì emergono la pazienza, i piccoli rituali di alimentazione, la cura nel passo.
60 km – Lunga relazione con la montagna
La 60 km con più di 4000 m D+ richiede rispetto totale. È una giornata intera con la montagna, non solo una gara.
- Buio iniziale: si parte con la frontale accesa, in silenzio. Va allenata anche la corsa al buio: percezione diversa, passi più cauti.
- Fase centrale di caldo: chi parte troppo coperto e non si scopre per tempo rischia di surriscaldarsi.
- Cancelli orari: con 15 ore di tempo massimo, la gestione dei primi 30–40 km è decisiva per arrivare lucidi ai controlli.
Qui non basta essere “in forma”. Serve aver già fatto esperienza di fatica lunga. Di quei momenti in cui, al 40° km, vi chiedete “chi me l’ha fatto fare” e dieci chilometri dopo, col panorama che si apre, sentite solo gratitudine per essere lì.
Gestione dell’idratazione e del caldo
Il profilo meteo tipico di agosto in zona è caldo / molto caldo a bassa quota. Questo, unito alla quota e al dislivello, rende l’idratazione un punto chiave.
- Pianificate un minimo di assunzione oraria di liquidi (es. 500–750 ml/ora in condizioni calde, da adattare a voi).
- Alternate acqua e bevande con sali per evitare di bere solo “vuoto”.
- Imparate a riconoscere i segni precoci di disidratazione: testa leggera, pelle secca, urina molto scura nei lunghi.
Un ricordo che torna spesso: il tratto di rientro verso Levico con il sole che picchia, quando la tentazione è di “tirare fino al prossimo ristoro”. Chi ha imparato a bere poco ma spesso, senza farsi guidare solo dalla sete, lì fa davvero la differenza.
Meneur d’allure / Pacemaker
Dalle informazioni disponibili su regolamento e canali ufficiali non risultano indicazioni chiare sulla presenza di meneur d’allure / pacer ufficiali.
Conviene quindi prepararsi come se doveste gestire il ritmo in autonomia, senza affidarsi a qualcuno da seguire a vista. In pratica:
- imparare a correre “a sensazione” oltre che con il GPS;
- conoscere i vostri tempi di salita su dislivelli simili, per capire se siete in linea con i cancelli orari;
- costruire una piccola strategia mentale per ogni terzo di gara (inizio, parte centrale, finale).
Quando non ci sono pacer, la gara diventa ancora più intima. Siete voi, il vostro passo, il vostro respiro. E, ogni tanto, un altro atleta con cui condividere qualche parola o un tratto di sentiero. Questo fa parte del fascino dell’Ultra Trail Panarotta.
Ultimi dettagli pratici da considerare in preparazione
- Tempo massimo e arrivo: 6 h per 25 km, 10 h per 42 km, 15 h per 60 km. Costruite gli allenamenti lunghi con in mente queste durate potenziali, non solo i chilometri.
- Recupero pre-gara: l’ultima settimana non è il momento di “fare il lavoro che manca”, ma di arrivare freschi.
- Abitudine all’altitudine: non si tratta di alta quota estrema, ma per chi viene dal livello del mare può farsi sentire. Se potete, mettete qualche uscita in montagna vera nelle settimane precedenti.
- Gestione imprevisti: vesciche, sfregamenti, cambio calze in gara. Tenete nel gilet un minimo di “kit emergenza”: cerotti specifici, mini vaselina, una bustina di sali in più.
In ogni edizione di gare simili c’è sempre quella persona che al traguardo dice: “La salita era dura, ma ero pronto. È stata una piccola cosa, una cucitura, una calza sbagliata, a rovinarmi la giornata”. L’Ultra Trail Panarotta merita che ci pensiate prima a questi dettagli. Sono loro, spesso, a permettervi di godervi davvero il Lagorai fino all’ultimo metro.
Stima il tuo tempo di gara
Prepara la tua gara in 7 domande
Ultra Trail Panarotta non è una corsa qualunque: tra i boschi del Lagorai e i panorami sulla Valsugana, chaque chilometro si merita. Pour en profiter davvero, il ne suffit pas de "venir en forme" : il vous faut une préparation structurée, adaptée au dénivelé, à votre niveau et à votre objectif. Un plan d'entraînement personnalisé va vous aider à gérer les longues montées, les descentes techniques et la durée de l’effort, sans vous griller trop tôt. Donnez-vous les moyens de vivre une journée pleine de confiance et de plaisir, du départ à Levico Terme jusqu’à l’arche d’arrivée.
Ultra Trail Panarotta
Crea il mio piano di allenamento personalizzato per Ultra Trail Panarotta
Per creare il tuo piano di allenamento personale, ti faremo 9 domande per conoscerti meglio.
🏁 Quale gara vuoi correre?

