International Rosetta Skyrace – Albaredo per san marco

International Rosetta Skyrace

Albaredo per san marco (23010) 6 settembre 2026 Trail
Partenza tra
J−41

Informazioni sulla gara

International Rosetta Skyrace propone 3 gare da 6 a 27 km, il 6 settembre 2026 a Albaredo per san marco.

Informazioni chiave sulle gare di International Rosetta Skyrace
Gara Distanza Dislivello Partenza
6 km 6 km +1 269 m
16 km 16 km +1 000 m
27 km 27 km +2 240 m

L'International Rosetta Skyrace è una di quelle gare che restano addosso. I sentieri della Valgerola, sopra Rasura, sono selvaggi, panoramici, vivi. Il giorno della corsa si sente l'energia di un'intera valle: volontari ai ristori, tifosi alle baite, campanacci che suonano lungo il percorso. Voi ci sarete, e il modo migliore per onorare questa atmosfera è arrivare preparati.

Io sono Lorenzo Conti, corro da più di quindici anni e la montagna mi ha insegnato una cosa semplice: in gara, ci si presenta con la verità degli allenamenti. Vediamo insieme come costruire passo dopo passo la vostra preparazione per la Rosetta Skyrace.

International Rosetta Skyrace: percorso, terreno e insidie

Il cuore dell'evento è la International Rosetta Skyrace 27 km (D+ 2240 m, partenza 09:30), prova storica della Valle del Bitto con partenza a Rasura, in provincia di Sondrio. Il tracciato sale verso gli alpeggi e poi si inerpica sulle pendici della Cima Rosetta, a oltre 2100 metri, con lunghi tratti su sentiero di montagna, pascoli, pietraie e creste panoramiche sulla Valtellina, il Lago di Como e le cime del gruppo del Bernina.

La Via del Bitto Trail 16 km (D+ 1000 m, partenza 10:00) segue in parte il percorso della Skyrace, ma ha un baricentro più basso: combina tratti di nuova ciclabile, sentieri nel bosco, alpeggi e salite più brevi ma comunque impegnative. È perfetta per chi vuole assaggiare la Rosetta senza spingersi fino alla cima.

Il Valgerola Vertical 6 km (D+ 1269 m, partenza 09:00) è una gara “only up”: da Rasura alla Cima Rosetta quasi senza respiro, su pendii ripidi e continui. Qui il gioco è semplice sulla carta, ma durissimo nelle gambe: si sale sempre, senza tregua.

Il terreno è quello tipico dell'alta Valtellina: single track nel bosco, mulattiere, tratti erbosi, rocce affioranti e alcune sezioni tecniche dove è fondamentale avere passo sicuro. In cima, il meteo può cambiare rapidamente: sole forte, vento fresco, nebbia improvvisa. Va considerato nella preparazione sia fisica sia del materiale.

Preparare International Rosetta Skyrace: costruire il plan d'entraînement

Che si tratti dei 27 km, dei 16 km o del verticale da 6 km, la chiave è sempre la stessa: lavorare in modo progressivo e organizzato. Un buon plan d'entraînement per l'International Rosetta Skyrace deve combinare resistenza, forza in salita, tecnica di discesa e gestione dell’intensità. L’obiettivo non è solo finire, ma arrivare in cima lucidi e godersi ogni tratto di sentiero.

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Per i 27 km D+ 2240 m, immaginate un viaggio di 3–6 ore a seconda del vostro livello. La preparazione dovrebbe includere:

  • 1 uscita lunga settimanale (da 2 a 3 h) su terreno collinare o montano, con salite e discese continue.
  • 1–2 sedute focalizzate sulla salita (ripetute in salita, salite lunghe a ritmo regolare).
  • 1 seduta di potenziamento (gambe e core), anche a corpo libero, per sostenere il dislivello.
  • 1 uscita più tranquilla di rigenerazione, per assorbire il carico.

Per il Via del Bitto Trail 16 km D+ 1000 m, la preparazione può essere leggermente più leggera, ma sempre strutturata:

  • una uscita lunga di 1h30–2h con almeno 600–800 m D+.
  • lavori di ritmo medio in salita (10–20 minuti continui) per abituare il corpo a tenere una buona intensità senza esplodere.
  • esercizi di tecnica di discesa, su terreno misto, per guadagnare fiducia e sicurezza.

Per il Valgerola Vertical 6 km D+ 1269 m, la preparazione è quasi monotematica: la salita. Servono:

  • ripetute su salite molto ripide (3–8 minuti), con recupero completo.
  • uscite di 1–1h30 con lunghi tratti in salita continua, lavorando sulla regolarità del passo.
  • un po’ di lavoro di forza (affondi, squat, balzi controllati) per gestire lo sforzo "only up".

In tutti i casi, è utile integrare 1 seduta settimanale di corsa facile in pianura o leggera collina, per mantenere la base aerobica senza ulteriore stress muscolare. Pensate al vostro allenamento come a una costruzione: si comincia dal fondamento (resistenza) e si aggiungono mattoni (salita, forza, tecnica) uno alla volta.

Gestione dell’allure e strategie di gara sulla Rosetta Skyrace

Sulla International Rosetta Skyrace 27 km, il rischio più grande è partire troppo forte. I primi chilometri sono spesso corribili, l’adrenalina è alta, si viene trascinati dal gruppo. La vera gara però inizia quando il sentiero si impenna verso la Cima Rosetta. Qui, il passo deve essere regolare, quasi "economico": meglio qualche secondo in più al chilometro che ritrovarsi senza energie nei tratti finali.

Un buon approccio per i 27 km è:

  • primi 5–7 km a ritmo molto controllato, dove riuscite ancora a parlare a tratti.
  • salita centrale con passo montanaro costante, senza rilanciare ad ogni tornante.
  • discesa finale gestita con attenzione: se siete stanchi, privilegiate la sicurezza alla velocità.

Per il Via del Bitto Trail 16 km, potete permettervi un ritmo un po’ più vivace, ma la regola non cambia: mai andare oltre il limite nelle prime salite. Pensate alla gara come a una progressione: primi chilometri "in ascolto", metà gara al vostro ritmo di confort sostenuto, ultimi chilometri dove, se ne avete, potete concedervi qualche accelerazione.

Nel Valgerola Vertical 6 km, l’allure è quasi un ossimoro: si tratta di trovare il massimo ritmo che potete tenere per tutta la salita. In allenamento, provate a simulare questo sforzo con salite lunghe a ritmo costante, imparando a riconoscere il confine tra intensità gestibile e fuori giri.

Allenamento specifico, materiale e alimentazione per la Rosetta Skyrace

Un plan d'entraînement International Rosetta Skyrace completo deve includere anche piccoli dettagli che fanno una grande differenza il giorno della gara.

Primo punto: la tecnica in discesa. Anche se il verticale è solo in salita, per la Skyrace e il Trail la discesa conta. Dedicate qualche uscita a:

  • allenarvi su sentieri tecnici, concentrandovi su appoggi corti e reattivi.
  • imparare a guardare 2–3 metri avanti, non solo i piedi.
  • abituare le caviglie al terreno irregolare con lavori di equilibrio (bosu, tavole instabili, monopodalici).

Secondo punto: il materiale. Per l'International Rosetta Skyrace vi consiglio:

  • scarpe da trail con buona aderenza su roccia e terreno erboso.
  • zainetto o cintura con borracce morbide; in quota è meglio non dipendere solo dai ristori.
  • abbigliamento a strati (maglia traspirante, eventualmente manicotti o giacca leggera) per gestire i cambi di temperatura.
  • eventuali bastoncini, se ammessi dal regolamento, soprattutto per il verticale da 6 km.

Terzo punto: alimentazione e idratazione. Nelle settimane di preparazione, testate ciò che userete in gara: gel, barrette, panini, bevande. Non sperimentate il giorno della Rosetta. Pianificate di assumere qualcosa ogni 30–45 minuti sui 27 km, ogni 40–60 minuti sui 16 km, mentre nel verticale può bastare una strategia più semplice, ma con buona idratazione prima della partenza.

Nutrition de course

Il giorno J, la tua alimentazione fa la differenza.

Prima, durante e dopo la gara: un piano alimentare personalizzato è disponibile in aggiunta al tuo piano d'allenamento.

Info pratiche, atmosfera e vita di valle

L'International Rosetta Skyrace si svolge a Rasura (Valgerola, Sondrio, Lombardia), prima domenica di settembre. Sul sito ufficiale Rosetta Skyrace trovate regolamento, dettagli del percorso, tracce GPS e informazioni logistiche. La pagina Facebook Valgerola Vertical & Via del Bitto Trail racconta bene l’atmosfera dell’evento, con foto, video e aggiornamenti.

Il giorno della gara, la valle si anima: famiglie, bambini, tifosi lungo il percorso. Molti runner scelgono di fermarsi per il weekend, tra polenta nei rifugi e passeggiate post-gara. È una corsa impegnativa ma profondamente umana. Prepararla con cura significa anche rispettare il lavoro di chi la organizza da anni.

Quando arriverete alla Cima Rosetta o taglierete il traguardo a Rasura, con le gambe stanche ma la testa piena di immagini di creste e alpeggi, sentirete che ogni allenamento è stato un passo verso questo momento. Allenatevi con costanza, proteggete il vostro corpo e lasciate che la International Rosetta Skyrace diventi uno dei ricordi più belli della vostra stagione in montagna.

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Video della gara

Buono a sapersi

Panoramica pratica dei percorsi: cosa cambia davvero tra 6 km, 16 km e 27 km

Tre gare. Tre modi diversi di “sentire” la Rosetta. Stesse montagne, sforzi molto diversi nelle gambe.

  • 6 km – Valgerola Vertical (D+ 1269 m): uno sforzo esplosivo, tutto in salita, che vi porta dai prati di Rasura ai 2150 m di Cima Rosetta quasi senza tregua. Qui il fattore chiave è la continuità: poche variazioni di ritmo, cuore sempre alto, muscoli sempre sotto carico.
  • 16 km – Via del Bitto Trail (D+ 1000 m): un percorso “di mezzo” che alterna salite, tratti corribili, ciclabile e sentiero nel bosco. Meno verticale, più “ritmato”. Si corre molto di più, ma il dislivello resta impegnativo.
  • 27 km – International Rosetta Skyrace (D+ 2240 m): è una vera avventura di montagna. Lunghi settori in salita, creste, tratti tecnici, discese che possono “finire” le gambe se non siete pronti. Qui entrano in gioco resistenza, gestione e testa.

Quando penserete ai vostri allenamenti, tenete sempre in mente questa differenza: il 6 km è una “fiammata”, il 16 km è una gara di ritmo, il 27 km è una storia lunga da raccontare fino in fondo.

Terreno e passaggi chiave: dove la Rosetta si fa sentire

Skyrace 27 km – D+ 2240 m

  • Prima parte: salita verso i maggenghi dei Ronchi e della Corte
    Dopo lo start a Rasura, vi aspettano subito salite su sentiero e mulattiera verso i maggenghi. È il classico tratto dove si rischia di esagerare. Terreno misto: bosco, tratti scorrevoli, qualche pietra.
  • Rifugio della Corte – primo ristoro
    Qui trovate il primo vero punto di appoggio: acqua, qualcosa da mangiare, lo sguardo dei volontari che vi legge in faccia come state. È un ottimo punto per fare un piccolo check mentale: “sto bevendo abbastanza? ho già preso qualcosa da mangiare?”.
  • Tagliate di Mezzo e salita verso Alpe Tagliata
    Ancora ascesa, con un tratto su strada carrabile e poi di nuovo sentiero verso l’Alpe Tagliata. Il terreno alterna tratti più larghi ad altri più stretti: qui serve passo regolare e attenzione agli appoggi.
  • Traguardo volante alla Casera Vegia – circa km 6,4
    Punto simbolico e molto “caldo” di tifo. Non è la metà gara, ma è un segnale: se qui siete già al limite, la seconda parte sarà un viaggio duro. Ottimo momento per valutare il ritmo.
  • Zona alta e creste verso la Cima Rosetta
    Salendo, il terreno diventa più alpino: pietraie, rocce affioranti, creste panoramiche. Gambe stanche, panorama incredibile, meteo che può cambiare in pochi minuti. Qui serve passo sicuro, anche da stanchi.
  • Discese lunghe e tecniche
    Dopo la parte alta, le discese possono diventare una vera prova di tecnica: radici, sassi, tratti veloci alternati ad altri più delicati. Chi è preparato in discesa guadagna minuti. Chi non lo è, rischia di consumare le gambe e la testa.

Via del Bitto Trail 16 km – D+ 1000 m

  • Partenza e primo settore condiviso con la Skyrace
    Il via è dal polifunzionale di Rasura, come per la gara lunga. Prime salite verso il Rifugio della Corte: stesso terreno, stessa atmosfera, ma dovete ricordarvi che la vostra gara è più corta.
  • Deviazione sulla ciclabile verso l’alpeggio di Olano
    Dopo il Rifugio della Corte, il tracciato si sposta sulla Via del Bitto, su un itinerario cicloturistico ampio e agevole. Tratto dove si può correre bene, ma proprio per questo è facile esagerare. Perfetto per lavorare sul ritmo medio.
  • Alternanza bosco – alpeggi – salite brevi ma incisive
    Il percorso gioca con continui cambi di terreno: sterrato, sentiero, prato. Gambe che devono adattarsi in fretta. Molto utile, in allenamento, simulare questi cambi per non “piantarsi” nei tratti più ripidi.
  • Finale condiviso con la Skyrace
    La parte terminale torna sul tracciato principale, con rientro a Rasura. Qui incontrerete probabilmente atleti della 27 km: gestire la propria gara senza farsi trascinare dagli altri è una vera abilità mentale.

Valgerola Vertical 6 km – D+ 1269 m

  • Partenza dal Polifunzionale di Rasura
    Il percorso si sviluppa quasi interamente su sentiero nella cornice delle montagne orobiche della Val Gerola. Fin da subito la pendenza è seria. Chi parte troppo forte lo paga dopo pochi minuti.
  • Salita continua: niente “respiro”
    5,5 km di sviluppo per 1269 m D+. Vuol dire che il sentiero si impenna a lungo. Pause vere quasi non ce ne sono. È la classica gara dove ci si abitua a stare scomodi.
  • Arrivo a Cima Rosetta – 2150 m
    Punto più alto del percorso, con vista ampia sulla valle. Qui il meteo, la quota e il vento possono rendere gli ultimi minuti duri ma memorabili.

Meteo e quota: come adattare la preparazione

Settembre in Valgerola sa essere dolce nel fondovalle e pungente in quota. La stessa giornata può regalarvi sole caldo alla partenza e vento freddo sulle creste.

  • Escursione termica
    Partenza a Rasura su temperature spesso miti. Sopra i 2000 m, in zona Cima Rosetta, l’aria cambia in fretta: vento, nuvole che si alzano in pochi minuti, possibili banchi di nebbia. In allenamento, cercate di abituarvi a correre con cambi di temperatura: una mattina fresca, un pomeriggio più caldo.
  • Possibile caldo nei tratti esposti
    I sentieri sopra il bosco, sui pascoli e le pietraie, sono molto esposti al sole. Soprattutto sulle 27 km, nelle ore centrali, la sensazione di calore può pesare. In preparazione, include qualche uscita sotto il sole, lavorando su idratazione e gestione dei sali.
  • Quota e respirazione
    Oltre 2000 m, il respiro cambia. Non è alta quota estrema, ma quando siete già affaticati si sente. Utili allenamenti su salite lunghe che vi portano sopra i 1800–2000 m, anche con passo escursionistico, per abituare corpo e testa.
  • Piano B meteo
    Pioggia, terreno umido, rocce scivolose: in montagna non sono un’eccezione. Prevedete qualche allenamento su terreno bagnato (senza rischiare), per imparare come reagiscono scarpe e caviglie.

Ristori, idratazione e nutrizione: costruire il “rituale” di gara

La valle vi coccola, ma non può correre al posto vostro. I ristori ci sono, ma il modo in cui li usate fa la differenza.

  • Skyrace 27 km – gestione “a tappe”
    Al Rifugio della Corte trovate il primo ristoro, punto cruciale. State salendo già da un po’. Qui è facile pensare “sto bene, tiro dritto”. In preparazione, abituatevi a non saltare i momenti di rifornimento: anche un sorso di acqua e un boccone fanno la differenza due ore dopo.
  • Traguardo volante Casera Vegia – segnale mentale
    Il traguardo volante all’Alpe Tagliata, Casera Vegia, è più motivazionale che “di sopravvivenza”. Può diventare il vostro piccolo obiettivo intermedio in gara: allenatevi a pensare la Skyrace come una somma di segmenti, non un unico blocco.
  • Via del Bitto 16 km – fluidità
    Tra ciclabile e sentiero, spesso vi troverete a correre con ritmo regolare. Qui il rischio è dimenticare di bere perché “tutto scorre bene”. Costruite in allenamento un’abitudine: un sorso ogni tot minuti, anche quando vi sentite freschi.
  • Vertical 6 km – prima e dopo, più che durante
    In salita continua è difficile mangiare. Per il 6 km, l’attenzione va alla fase pre-gara: colazione curata, idratazione nelle ore precedenti. In allenamento, testate cosa riuscite a prendere in sforzi intensi: a volte basta un sorso d’acqua e un mezzo gel, ma va provato prima.
  • Strategia personalizzata
    Usate gli allenamenti lunghi dei 27 km e 16 km per stabilire cosa funziona: gel, barrette, pezzi di crostata, frutta secca. Evitate “improvvisazioni” il giorno della Rosetta. Il corpo vi ringrazia.

Materiale specifico: cosa avere, cosa allenare

Scarpe e protezione del piede

  • Aderenza su roccia e sentiero
    Tra bosco, mulattiere, pietraie e creste, serve una scarpa da trail con buon grip su roccia e terreno erboso. In allenamento, testate le scarpe su terreno simile: non solo su sterrato facile.
  • Protezione ma senza “muro”
    Sulle pietraie e rocce affioranti, una tomaia robusta e una buona protezione sotto il piede evitano colpi dolorosi. Allo stesso tempo, su 27 km e 16 km, serve una scarpa che non stanchi troppo il piede. Meglio provarla su uscite lunghe.

Zaino, cintura, bastoncini

  • Skyrace 27 km
    Uno zainetto o cintura con flask morbide permette di non dipendere solo dai ristori. In quota e nei tratti esposti, avere sempre acqua è una sicurezza pratica e mentale.
  • Via del Bitto 16 km
    Chi ha buona gestione dei ristori può anche correre leggero, con cintura essenziale. Ma se soffrite il caldo, meglio avere almeno una flask con voi.
  • Vertical 6 km
    Se il regolamento lo consente, i bastoncini possono essere un alleato prezioso: aiutano a scaricare lavoro dalle gambe e gestire la pendenza. Vanno però allenati: usare i bastoncini solo il giorno della gara è come cambiare sport all’ultimo momento.

Abbigliamento e dettagli

  • Vestirsi “a cipolla”
    Maglia traspirante, eventualmente manicotti, giacca leggera antipioggia/antivento. In quota, con vento, una giacca salva la giornata. In allenamento, abituatevi a correre con uno strato in più e a toglierlo quando serve.
  • Occhiali e cappellino
    Tra sole forte e vento, proteggere occhi e testa aiuta a restare lucidi. Soprattutto sulle creste panoramiche, la luce può essere intensa.

Tecnica di corsa: adattarla ai tre percorsi

Per i 27 km D+ 2240 m

  • Salita “montanara”
    Tratti lunghi, pendenza variabile, terreno che cambia. In allenamento, lavorate su un passo che potete tenere a lungo anche camminando veloce. Non è una sconfitta camminare in salita ripida: è spesso la scelta intelligente.
  • Discesa tecnica
    Single track nel bosco, radici, pietre, tratti veloci. In preparazione, inserite uscite intere dedicate alla discesa: appoggi corti, sguardo 2–3 metri avanti, caviglie reattive.
  • Seconda metà gara
    Molti atleti raccontano di “vedere” la gara vera dopo metà percorso. Allenatevi mentalmente a pensare che i primi chilometri servono solo a mettere il corpo in condizione di correre la seconda parte.

Per i 16 km D+ 1000 m

  • Gestire i tratti corribili
    Sulla ciclabile e sui sentieri più scorrevoli, la tentazione è spingere. In allenamento, provate a correre a ritmo medio costante su tratti lunghi, imparando a riconoscere il confine tra “buon ritmo” e “fuori giri”.
  • Cambi di terreno
    Passare da ciclabile ad alpeggio, da sterrato a sentiero, stanca muscoli e caviglie. Allenate questi cambi con percorsi misti, anche vicini a casa: prato, strada bianca, sentiero, salita e discesa.

Per il Vertical 6 km D+ 1269 m

  • Passo corto e regolare
    Salita ripida e continua. Il passo troppo lungo vi “spacca” le gambe. Lavorate su passi corti, quasi da escursionismo sportivo, ma continui.
  • Uso di braccia e tronco
    Nelle salite molto ripide il busto lavora tanto. Un core forte vi aiuta a non cedere di colpo. Esercizi semplici (plank, affondi, squat) entrano nella preparazione come piccoli alleati.

Gestione dell’energia e della testa

Su questi percorsi non vince solo chi è più forte. Vince chi sa ascoltarsi.

  • Skyrace 27 km
    Pensate la gara come tre capitoli: salita iniziale ai maggenghi, zona alta con Cima Rosetta, rientro e discese. In allenamento, immaginate i vostri lunghi come capitoli: ogni sezione ha un obiettivo diverso (resistenza, forza, gestione).
  • Via del Bitto 16 km
    È facile sentirsi “leggeri” e trasformare la gara in una continua progressione. Il vero gioco è arrivare agli ultimi chilometri ancora lucidi. In preparazione, simulate gare di 1h30–2h con finale leggermente in progressione, per imparare a spingere solo quando serve.
  • Vertical 6 km
    Qui la testa fa un lavoro particolare: accettare di stare scomodi per tutta la salita. Gli allenamenti su salite lunghe servono anche a questo: non solo per le gambe, ma per abituare la mente a non cercare sempre “respiro”.

Piccoli accorgimenti per il giorno della gara (da preparare in anticipo)

  • Provare tutto in allenamento
    Scarpe, zaino, bastoncini, gel, barrette, giacca. Nulla deve essere nuovo il giorno della Rosetta. Ogni dettaglio testato prima è una preoccupazione in meno.
  • Abituarsi agli orari di partenza
    Anche se qui non parliamo di orari precisi, sapete che le partenze sono al mattino. In preparazione, inserite qualche allenamento mattutino con colazione simile a quella che userete in gara.
  • Recupero post-allenamento
    Su dislivelli importanti, il giorno dopo le gambe “parlano”. Imparate ad ascoltarle: qualche seduta di scarico, stretching leggero, piccoli esercizi di mobilità vi permettono di arrivare alla gara integri.

Anecdoti di preparazione: quando l’allenamento assomiglia già alla Rosetta

  • Un atleta che si preparava per i 27 km raccontava di aver “capito” la gara in un allenamento lungo, quando ha iniziato a immaginare che ogni salita fosse un volontario che lo aspettava al bivio. Non era solo fatica, era già un dialogo con il percorso. Pensate ai vostri allenamenti così: non chilometri da sopportare, ma pezzi di storia da costruire.
  • Un altro, iscritto al Vertical 6 km, ha scoperto che la vera sfida non era la pendenza, ma il silenzio tra un respiro e l’altro. In salita, quando il mondo si riduce a qualche metro di sentiero, emerge tutto: dubbi, entusiasmo, vecchie paure. Allenarsi per il verticale vuol dire anche fare pace con quel silenzio.
  • Sul 16 km, molti raccontano la sorpresa di sentirsi “bene” al ritorno verso Rasura e di riuscire finalmente a godersi i saluti della gente lungo il percorso. Questa sensazione nasce da settimane di preparazione intelligente: non si compra, si costruisce, allenamento dopo allenamento.

Meteo prevista il giorno della gara a Albaredo Per San Marco

Sulla base degli ultimi 10 anni (medie 2016–2025)
🌧️
Pioggia
il più frequente
21°
Max. media
estremo 25°
11°
Min. media
estremo 4°
6 km/h
Vento medio
raffiche 58
Storico del meteo del 6 settembre da 10 anni
🌤️ 22° 2016
🌧️ 20° 2017
🌧️ 21° 2018
🌧️ 15° 2019
🌧️ 21° 2020
🌧️ 21° 2021
🌧️ 23° 2022
☁️ 23° 2023
🌧️ 21° 2024
☁️ 21° 2025
Dati meteo: Open-Meteo / ERA5

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Ritmo 5:00 min/km
3:00 · Veloce 8:00 · Lento
Tempo stimato
50:00
Velocità
12,0 km/h
Ritmo moderato · Mantieni questo ritmo fino al traguardo con un piano di allenamento personalizzato

Domande e risposte

L’International Rosetta Skyrace è una skyrace di circa 27 km con D+ 2240 m, con partenza da Rasura, in Valgerola, prima domenica di settembre. Il tracciato alterna salite ripide verso i maggenghi dei Ronchi e della Corte, passaggi su mulattiere e sentieri tecnici, fino alla zona alta verso l’Alpe Tagliata. Il terreno è tipico dell’alta Valtellina: single track nel bosco, tratti erbosi, rocce affioranti e sezioni dove serve passo sicuro.

L’International Rosetta Skyrace 27 km è una gara impegnativa, con forte dislivello e tratti di sentiero tecnico, tipici delle Orobie valtellinesi. È adatta a chi ha già esperienza di trail/montagna e sa gestire lunghi tratti in salita e discese su terreno irregolare. Il meteo in quota può cambiare rapidamente (sole forte, vento, nebbia), aumentando la richiesta di attenzione e gestione dello sforzo. Va preparata con cura sia sul piano fisico sia sul piano mentale.

Per l’International Rosetta Skyrace è utile un allenamento mirato a salite lunghe e dislivelli simili ai 2240 m D+ della gara, con lavori sul ritmo medio in salita e discese tecniche. In gara conviene partire prudenti verso Ronchi e Corte, evitando di “strafare” nelle prime rampe su sentiero e mulattiera. È strategico alternare tratti corribili e tratti più ripidi, mantenendo un passo regolare e gestibile, soprattutto verso l’Alpe Tagliata.

Sul percorso dell’International Rosetta Skyrace sono previsti punti di ristoro, come il rifugio della Corte e altre aree lungo la Via del Bitto, che offrono supporto idrico e alimentare ai concorrenti. Il terreno comprende bosco, mulattiere, rocce affioranti e tratti tecnici, quindi sono consigliate scarpe da trail con buona presa, zainetto/soft flask per l’idratazione e abbigliamento adatto a meteo variabile in quota (vento, sole, possibile nebbia).

Per prepararvi all’International Rosetta Skyrace trovate su preparun.com due piani dedicati. Il Starter Run è un piano gratuito, ideale per iniziare la preparazione con strutture semplici ma mirate ai 27 km e ai 2240 m D+ della gara. La Finisher Line è un piano completo e a pagamento, pensato per arrivare pronti il giorno J, con lavoro specifico su dislivello, tecnica di corsa in montagna e gestione gara. Entrambi i piani sono personalizzati in base a età, livello, obiettivo e numero di uscite settimanali, e si adattano alle caratteristiche reali del percorso. Vi invitiamo a creare il vostro piano su preparun.com, così da costruire una preparazione su misura per la Rosetta.

Prepara la tua gara in 7 domande

International Rosetta Skyrace non si improvvisa. Con i suoi 27 km D+ 2240 m, il trail di 16 km D+ 1000 m e il verticale di 6 km D+ 1269 m, questa corsa in Valgerola richiede una preparazione mirata. Entra in quota, affronta sentieri ripidi e tratti tecnici, gestendo fatica e tempi di recupero senza lasciare nulla al caso. Un plan d'entraînement personalizzato vi aiuta a structurer les séances, à éviter le surentraînement et à arriver serein le jour J. Commandez votre plan dès maintenant et donnez à votre International Rosetta Skyrace la préparation qu’elle mérite.

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Lorenzo Conti

Articolo scritto da :
Lorenzo Conti corre da oltre quindici anni e viene dal mondo della corsa su strada. Ha iniziato a correre per gestire lo stress del lavoro e…... continua a leggere
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Jules Patrick Maria Laurene
+8

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