Informazioni sulla gara
La Corsa della Bora propone 7 gare da 4 a 116 km, il 9 gennaio 2027 a Duino aurisina.
| Gara | Distanza | Partenza |
|---|---|---|
| 4 km | 4 km | |
| 14 km | 14 km | |
| 22 km | 22 km | |
| 34 km | 34 km | |
| 55 km | 55 km | |
| 61 km | 61 km | |
| 116 km | 116 km |
Avete già fatto la scelta più importante: essere al via de La Corsa della Bora, in pieno inverno, tra il Golfo di Trieste e il Carso che guarda alla Slovenia. Ora si tratta di arrivare preparati, con calma e lucidità, per trasformare questa gara in un ricordo intenso e positivo.
Gennaio sul Carso non è mai banale: vento di bora, sentieri pietrosi, tratti esposti sul mare, boschi silenziosi nell’entroterra. Che abbiate scelto i 4 km o l’ultra da 116 km, la chiave è la stessa: rispetto per il terreno, gestione dell’energia e un allenamento pensato per le condizioni invernali.
La Corsa della Bora: percorso, atmosfera, Carso
La Corsa della Bora è un viaggio tra Italia e Slovenia, con partenza e arrivo concentrati attorno al Bora Village di PortoPiccolo, affacciato sul Golfo di Trieste e pensato come base coperta e riscaldata per tutte le gare. Qui si respira un’atmosfera particolare: l’ultra che parte di notte, le distanze più brevi che si preparano al tramonto, i racconti di chi ha già corso sulle falesie e nei boschi carsici.
Sui percorsi più lunghi si attraversano luoghi che diventano veri punti di riferimento: la Costa dei Barbari, le falesie di Duino, il Monte Ermada, la Val Rosandra, i sentieri sul confine sloveno, le casette in pietra del Carso, fino al rientro spettacolare verso il mare. Anche sulle distanze più brevi, l’impronta è la stessa: un trail dove mare e roccia convivono, dove il dislivello si accumula in piccole rampe, rilanci continui, cambi di fondo.
Il clima è parte della gara. Ci sono edizioni di vento e neve, altre di sole limpido e freddo secco: la corsa prende quello che il Carso offre, e lo trasforma in esperienza. La neve sulle alture e il mare calmo sotto sono una combinazione che rimane nella memoria.
Preparare La Corsa della Bora: dal 4 km al 116 km
Ogni distanza de La Corsa della Bora richiede una preparazione mirata. Non si tratta solo di chilometri, ma di imparare a muoversi su terreni carsici, spesso duri e irregolari, in condizioni invernali. È una gara perfetta per dare il via alla stagione, a patto di arrivare con qualche chilometro nelle gambe e un minimo di esperienza su percorsi collinari.
Un plan d'entraînement efficace per la Corsa della Bora deve integrare tre assi principali: resistenza, gestione del passo e capacità di correre in inverno. Per le distanze più lunghe, la preparazione beneficia di una base costruita con gare e lunghi intermedi; per i percorsi più brevi, l’obiettivo è arrivare pronti alle variazioni di ritmo e di terreno senza affaticarsi inutilmente.
Crea il tuo piano di allenamento personalizzato
In 60 secondi ricevi un piano adatto al tuo livello, al tuo obiettivo e al terreno specifico di questa gara.
Per i 4 km e i 14 km, lavorate soprattutto sulla continuità: 2–3 uscite settimanali, con un mix di corsa facile e tratti su sterrato o sentieri, anche brevi. La priorità è abituare articolazioni e muscoli a un appoggio più instabile e a qualche breve salita. Inserite piccoli blocchi di lavoro collinare (rampe di 1–3 minuti) e, se possibile, una uscita in natura con condizioni meteo simili a quelle di gennaio.
Per i 22 km e i 34 km, la preparazione richiede già un vero percorso di trail: lunghi progressivi fino a 2–2h30, con dislivello moderato, alternati a sedute tecniche per la discesa e il cambio di ritmo su terreno misto (single track, sterrato, tratti di roccia). È utile simulare la struttura della gara: partenza controllata, sezione centrale più impegnativa, gestione dell’ultimo tratto verso il mare.
Sulle distanze di 55 km e 61 km, entra in gioco la vera gestione ultra: alimentazione in corsa, ritmo sostenibile per molte ore, capacità di rimanere lucidi anche in condizioni meteo variabili. Il Carso alterna boschi riparati e tratti più esposti: allenatevi con lunghi sopra le 4 ore, in cui provate materiali, intensità e strategie di integrazione. Dedicate una parte del plan d'entraînement a simulare il freddo e il vento, correndo con l’equipaggiamento che userete in gara.
La La Corsa della Bora 116 km è l’ultra vera e propria: Trieste di notte, il centro storico con Piazza Unità d’Italia, il Carso italiano e sloveno, la Val Rosandra, la Costa dei Barbari affrontata due volte. Per prepararla serve una base solida di trail lunghi e ultra estivi, e almeno una gara invernale più corta come tappa intermedia. Il vostro plan d'entraînement dovrebbe includere blocchi di back-to-back (due lunghi consecutivi), lavoro specifico sul passo di notte e attenzione particolare al recupero: qui la longevità sportiva si costruisce con la pazienza.
In tutte le distanze, curate sonno e alimentazione nelle settimane di preparazione: aumentare il volume di allenamento senza migliorare il recupero è il modo più rapido per trasformare un sogno di gara in un infortunio. Sul Carso, quando il vento soffia e la temperatura scende, il corpo ringrazia ogni ora di sonno in più fatta a novembre e dicembre.
Il giorno J, la tua alimentazione fa la differenza.
Prima, durante e dopo la gara: un piano alimentare personalizzato è disponibile in aggiunta al tuo piano d'allenamento.
Allenamento mirato: ritmo, tecnica, inverno
La gestione del passo è centrale su tutto il ventaglio di distanze della Corsa della Bora. Evitate la tentazione di partire forte: il primo chilometro dell’ultra da 116 km è controllato, ma anche sulle distanze più brevi è facile lasciarsi prendere dall’entusiasmo. La strategia migliore è dividere mentalmente la gara in tre parti: avvio prudente, sezione centrale in cui consolidare il ritmo, ultimo tratto dove, se ne avete, potete lasciare correre le gambe verso il mare.
Allenate la tecnica di corsa in discesa su sentiero: il Carso non perdona chi appoggia male su pietre e rocce. Inserite sedute dedicate, magari su un sentiero che conoscete bene, dove vi sentite sicuri e potete lavorare sulla fluidità piuttosto che sulla velocità. Nei lunghi, cercate un passo «economico», che non vi costringa a continui cambi di ritmo.
L’inverno richiede attenzione al riscaldamento e all’abbigliamento. Abituatevi a partire con strati leggeri ma efficaci, con la possibilità di togliere o aggiungere qualcosa durante l’uscita. Guanti, cappello, giacca antivento leggera sono quasi sempre indispensabili, soprattutto nelle simulazioni di gara che farete a dicembre.
Materiale consigliato per La Corsa della Bora
- Scarpe trail con buona protezione e grip su roccia e terreno misto: il Carso è spesso duro, pietroso, e richiede stabilità.
- Abbigliamento a strati: base termica, strato intermedio, giacca antivento; cappello e guanti leggeri.
- Zaino o gilet con capacità sufficiente per distanze lunghe (55, 61, 116 km): acqua, alimenti, strati extra, kit obbligatorio.
- Lampada frontale con batteria affidabile per le gare notturne e per i possibili passaggi al buio nelle distanze lunghe.
- Bastoncini (se consentiti e se siete abituati a usarli) per gestire le salite e preservare le gambe nelle ultradistanze.
Prima della gara, consultate le informazioni aggiornate su S1 Trail e seguite gli aggiornamenti su Facebook S1 Trail, per avere conferma di orari, servizi navetta e condizioni meteo previste.
Infos pratiche e gestione del giorno gara
Le gare de La Corsa della Bora del 9–10 gennaio 2027 sono organizzate intorno al Bora Village di PortoPiccolo, con logistica pensata per accogliere chi arriva da lontano. Le distanze ufficiali prevedono partenze alle 19:00, un orario che richiede una gestione attenta della giornata: alimentazione leggera ma sufficiente, riposo, e un pre-riscaldamento accurato nel tardo pomeriggio.
- Arrivate al Bora Village con largo anticipo: controlli materiali, pettorale, ultime verifiche meteo.
- Programmate il pasto principale 4–5 ore prima della partenza, privilegiando carboidrati complessi e cibi che conoscete bene.
- Tenete d’occhio la temperatura: preparate un set di abbigliamento «piano B» nel caso la bora aumenti o la sera si riveli più fredda del previsto.
- Stabilite in anticipo un ritmo obiettivo, basato sui vostri allenamenti, e rispettatelo nei primi chilometri: sul Carso, recuperare dopo una partenza troppo aggressiva è difficile.
Alla fine, La Corsa della Bora è un invito a correre con intelligenza: tra mare e Carso, tra Italia e Slovenia, in uno dei paesaggi più particolari dell’inverno europeo. Se arriverete preparati, con un allenamento pensato per voi e per questa gara, Trieste e il suo golfo sapranno ripagarvi con una notte e un giorno di corsa che resteranno a lungo nella vostra memoria.
Crea il tuo piano di allenamento personalizzato
In 60 secondi ricevi un piano adatto al tuo livello, al tuo obiettivo e al terreno specifico di questa gara.
Buono a sapersi
Capire il meteo della Bora e del Carso a gennaio
Gennaio, sul Carso triestino, è un mese che non fa sconti. Il meteo è parte della gara, in modo molto concreto.
- Temperature tipiche: sulla costa valori spesso tra 5 e 10 °C durante il giorno, più bassi nelle ore notturne; sul Carso e in Val Rosandra può sembrare un altro mondo, con aria più fredda e tagliente.
- Vento di bora: può essere leggero e solo fastidioso, o moderato e davvero impegnativo. Sul sito S1 si sottolinea che i venti nord-orientali possono intensificarsi nel pomeriggio, rendendo l’aria più secca e la percezione del freddo più netta.
- Pioggia e neve: alcune edizioni hanno visto “pioggia torrenziale e temperature tra i 12 e 14 gradi”, altre solo minuti di neve e lunghe ore di sole. Dovete essere pronti a tutto: sentieri asciutti e veloci, ma anche tratti vischiosi, bagnati, con pietre scivolose.
- Ghiaccio e nebbia: nelle ore notturne e nelle zone interne è possibile trovare ghiaccio sui tratti ripidi e banchi di nebbia leggeri, soprattutto nelle prime ore del mattino. Non è solo un dettaglio: con la stanchezza, questi piccoli imprevisti possono cambiare una gara.
C’è un aneddoto che gli organizzatori raccontano spesso: una edizione con “ventiquattr’ore di sole, otto di nuvole, dieci minuti di neve, due ore di pioggia”. Tutto in un solo weekend. È esattamente questo il tipo di variabilità che dovete mettere in conto.
Dénivelé e profilo delle diverse distanze
Le distanze ufficiali verificate sono: 4 km, 14 km, 22 km, 34 km, 55 km, 61 km, 116 km. Ognuna ha un dislivello e un carattere molto specifico.
4 km – S1 Borin (circa 100 m D+)
- Dislivello: circa 100 m di positivi, distribuiti in brevi rampe.
- Terreno: giro intorno a PortoPiccolo e Sistiana, con fondo misto: tratti urbani, sentieri facili, qualche passaggio su sterrato compatto.
- Implicazioni per l’allenamento: ideale per chi muove i primi passi nel trail o per una uscita “di famiglia”. Vi serviranno caviglie sveglie, non forza estrema.
Qui spesso succede una cosa simpatica: chi parte con l’idea di “passeggiata” finisce per farsi prendere dall’atmosfera e corre più del previsto. Meglio arrivare con un minimo di abitudine a salite brevi e appoggi irregolari.
14 km – S1 Family (circa 500 m D+)
- Dislivello: circa 500 m D+.
- Profilo: un trail collinare, con piccole salite e discese che si sommano: il dislivello non è enorme, ma è “a colpi”, senza lunghe salite regolari.
- Terreno: sterrato, sentieri forestali, tratti pietrosi tipici del Carso; alcuni segmenti possono richiedere attenzione al piede, soprattutto se bagnato.
È la distanza in cui molti scoprono davvero il Carso. Si parte convinti di fare una “uscita semplice” e ci si ritrova a gestire una corsa vera, con gambe che bruciano un po’ in discesa e cuore che sale nelle rampe improvvise.
22 km – S1 Half (circa 750 m D+)
- Dislivello: circa 750 m D+.
- Profilo: successione di salite e discese su terreno misto; il dislivello si concentra in alcune sezioni centrali e nelle zone più interne.
- Terreno: single track, sentieri nel bosco, tratti di roccia carsica, passaggi in prossimità delle falesie e dei borghi.
Sui 22 km il rischio maggiore non è la salita, ma la tentazione di “lasciare correre” troppo presto. Molti raccontano di aver spinto sul primo tratto vista mare, per poi pagare le piccole rampe del Carso che arrivano a sorpresa.
34 km – Borderless (circa 800 m D+)
- Dislivello: circa 800 m D+.
- Profilo: partenza sul mare, salita progressiva verso l’interno fino a un punto massimo intorno ai 300 m di quota circa al km 23, poi discesa e saliscendi verso la costa.
- Terreno: alternanza di sentieri forestali, villaggi carsici, scogliere sopra l’Adriatico, tratti veloci e tratti tecnici.
È una distanza di “transizione”: non ancora ultra, ma già capace di mettere alla prova la gestione dell’energia. C’è chi racconta di aver sottovalutato gli ultimi 5–6 km, convinto che “in discesa è fatta”, salvo scoprire che il Carso ama inserire qualche strappo anche quando il mare è ormai lì, davanti.
55 km – TransKarst (circa 1600 m D+)
- Dislivello: circa 1600 m D+.
- Profilo: tipico profilo trail lungo: salite mai estreme ma ripetute, tratti corribili alternati a segmenti tecnici; passaggi chiave in zona Carso e vicino alla Val Rosandra.
- Terreno: roccia carsica, boschi, sentieri sul confine, tratti più esposti al vento. Le sezioni ondulate si fanno sentire sulle cosce dopo molte ore.
Qui l’aneddoto è quasi fisso: chi arriva dalla strada si innamora dei primi chilometri corribili, poi al 35º si ritrova a parlare con le pietre del Carso. È normale. È il segno che il dislivello “spezzettato” fa il suo lavoro, anche se le altitudini non sono estreme.
61 km – Trieste Ultra (circa 2300 m D+)
- Dislivello: circa 2300 m D+.
- Profilo: si parte dal mare, si sale sull’altopiano carsico, si raggiunge il confine sloveno, si attraversano sezioni ondulate e impegnative attorno al km 35, quindi nuove salite e discese verso la zona di confine al km 50.
- Terreno: lunghi tratti corribili alternati a salite più decise, discese tecniche, sentieri di confine. È una distanza che chiede gambe, ma soprattutto testa.
Sui 61 km molti raccontano un momento preciso: intorno al km 35, quando le salite e discese si fanno più frequenti, le gambe iniziano a fare domande. È lì che la gestione del passo in allenamento fa la differenza, e ogni uscita collinare in più, fatta mesi prima, torna a ripagarvi.
116 km – Bora Ultra (circa 3900 m D+)
- Dislivello: circa 3900 m D+.
- Profilo: ultra in due atti, notte e giorno; si parte sulle rive dell’Adriatico, si risale dietro Trieste e sull’altopiano carsico, si va verso Bagnoli della Rosandra e il confine sloveno, si affrontano più sezioni ondulate e lunghe; si rientra verso il mare dopo aver accumulato quasi 4000 metri di salita.
- Terreno: tutto il repertorio del Carso: sentieri, roccia, falesie, boschi, doline, trincee, tratti urbani e costieri. Lungo, variabile, mai monotono.
Sull’ultra, gli aneddoti sono pieni di notte e di vento. C’è chi ricorda il rumore della bora sulle falesie, alle tre del mattino, come se fosse un compagno di gara. Qui la preparazione non è solo fisica: è un patto con voi stessi, da firmare molto prima dello start.
Terreno carsico e specificità dei percorsi
La Corsa della Bora non si corre “sopra” il paesaggio: ci si entra dentro, letteralmente.
- Roccia dura e irregolare: il Carso è calcare, spesso affiorante. Pietre spigolose, scalini naturali, piccoli canaloni. Con la pioggia, molti tratti diventano scivolosi, ma anche asciutto la stabilità del piede è decisiva.
- Sentieri stretti: single track in bosco e lungo le falesie, dove la precisione dell’appoggio conta più della velocità. In gruppo, il passo è spesso condizionato dal corridore davanti.
- Tratti esposti: non necessariamente alti di quota, ma “esposti” al vento e al vuoto visivo sul mare. Col vento forte, il senso di equilibrio può sembrare diverso: è importante abituarsi mentalmente a queste situazioni.
- Continui cambi di fondo: asfalto o sterrato compatto alla partenza, poi roccia, terra, aghi di pino, qualche tratto fangoso, ancora roccia. Il piede deve essere pronto a cambiare risposta in pochi metri.
Molti corridori ricordano un dettaglio curioso: il suono diverso dei passi, che cambiano di rumore a ogni variazione di terreno. È un modo molto concreto per sentire quanto il Carso sia vivo, e quanto la tecnica di corsa conti.
Materiale specifico: cosa pensare per ogni distanza
Il materiale consigliato generale è già indicato nel testo esistente. Qui trovate indicazioni più specifiche, adattate alle singole distanze e al contesto meteo tipico della gara.
Calzature
- 4 km e 14 km: scarpe trail con grip buono ma senza eccessi di struttura; un modello che usate già in allenamento su sterrato leggero va benissimo. Importante la protezione in punta, per le pietre del Carso.
- 22 km e 34 km: scarpe trail con intersuola stabile e protezione sotto il piede. Il Carso, con le sue pietre, “picchia” sulla pianta. Un modello con buona tenuta su roccia bagnata è un vantaggio concreto.
- 55 km, 61 km e 116 km: scarpe da trail di categoria “ultra”, comode per molte ore, con buon grip, protezione laterale e volume sufficiente da permettere eventuale gonfiore del piede. Molti usano calzature con drop medio per dare un po’ di riposo ai tendini dopo molte ore.
Abbigliamento e protezione dal freddo
- Strati: base termica aderente, strato intermedio traspirante, giacca antivento leggera. Sulla costa il clima può sembrare mite, ma sul Carso, con bora, le mani iniziano a bruciare in pochi minuti.
- Accessori: cappello o fascia, guanti leggeri (anche due paia sovrapposti, per gli ultra); eventuale scaldacollo. Nei lunghi, molti consigliano un paio di guanti di riserva nello zaino, da cambiare se si bagnano.
- Gambe: per le distanze brevi, può bastare un tight medio; per le distanze lunghe, meglio tessuti leggermente più spessi o soluzioni a strati (calza compressiva + pantaloncino), per proteggersi dal vento e dal freddo prolungato.
C’è chi ricorda ancora una discesa verso il mare, con sole e cielo blu, fatta con la stessa giacca che qualche ora prima sembrava indispensabile in Val Rosandra. È la prova che vestirsi “a cipolla” non è uno slogan, ma una necessità.
Zaino, gilet e materiale obbligatorio
- 4 km e 14 km: spesso non serve uno zaino vero. Un piccolo gilet porta-borraccia può bastare, con un antivento leggero, una barretta e magari un paio di guanti di riserva.
- 22 km e 34 km: gilet da trail con capacità 3–5 litri. Spazio per: acqua (soft flask o sacca), strato extra, guanti/cappello, minima alimentazione (gel, barrette), eventuale telo termico se richiesto dal regolamento.
- 55 km, 61 km e 116 km: zaino o gilet da 5–10 litri. Oltre al kit obbligatorio, è prudente prevedere:
- seconda maglia termica o strato intermedio asciutto;
- guanti di ricambio;
- lampada frontale con batterie di riserva (soprattutto sull’ultra);
- farmacino minimo: cerotti, piccole medicazioni per vesciche.
Una scena classica sulle distanze lunghe: ai ristori del Carso, qualcuno con le mani congelate che ringrazia di avere guanti di ricambio nello zaino. È uno di quei piccoli accorgimenti che trasformano una crisi evitabile in un semplice “pit–stop”.
Lampada frontale
- Obbligatoria sulle gare notturne e vivamente consigliata per le distanze lunghe, dove il buio può arrivare prima del traguardo.
- Batteria: scegliete una frontale con autonomia reale sufficiente per tutta la sezione notturna. Sull’ultra da 116 km, una batteria di riserva è quasi un’assicurazione sulla gara.
- Fascio di luce: un fascio ampio è utile sui sentieri pietrosi del Carso, per vedere bene la conformazione del terreno e anticipare le irregolarità.
Molti ricordano la prima volta in cui, di notte, hanno spento un attimo la frontale sul Carso: buio totale, rumore del vento, mare lontano. Poi di nuovo luce, sentiero, corsa. È uno dei momenti più intensi dell’ultra.
Bastoncini
- Distanze brevi (4, 14, 22 km): di solito non sono necessari; possono essere più di intralcio che di aiuto, soprattutto su tratti tecnici e stretti.
- 34 km: se siete abituati a usarli, possono dare un piccolo aiuto nelle salite più marcate, ma non sono indispensabili.
- 55, 61, 116 km: possono diventare alleati preziosi. Aiutano a scaricare un po’ di lavoro dalle gambe, soprattutto dopo molte ore e sui tratti ondulati.
La scena più tipica? Un corridore che, al 70º km dell’ultra, ringrazia mentalmente il giorno in cui ha deciso di imparare a usare i bastoncini. Sul Carso, quei due bastoni possono diventare quasi due compagni di viaggio.
Ravitaillements e gestione dell’alimentazione
I dettagli precisi dei punti ristoro vengono pubblicati dagli organizzatori vicino alla gara, ma la struttura tipica del S1 Trail è quella di un evento moderno, con ravitaillements regolari sulle distanze lunghe.
- Distanze brevi (4 km, 14 km):
- 4 km: spesso basta un piccolo punto acqua o ristoro all’arrivo; meglio però non improvvisare e arrivare leggermente idratati.
- 14 km: generalmente uno o più punti ristoro intermedi, con acqua e qualche integrazione semplice. Conviene comunque partire con una piccola riserva personale (soft flask, gel).
- 22 km e 34 km:
- Ravitaillements intermedi con acqua, bevande e alimenti solidi essenziali.
- La cadenza dei ristori permette, in genere, di correre con 500–750 ml di acqua e qualche gel o barretta nello zaino senza eccedere nei pesi.
- 55 km, 61 km, 116 km:
- Punti ristoro più numerosi e strutturati, con cibo salato, caldo (in alcune edizioni), frutta secca, pane, ecc.
- Sull’ultra da 116 km, ci sono spesso ravitaillements “chiave” dove è possibile riorganizzarsi, mangiare con calma, gestire cambio di abbigliamento.
Un ricordo comune: il primo sorso di bevanda calda dopo ore di bora. Non è solo questione di calorie; è un piccolo gesto che rimette insieme corpo e testa.
Strategia di alimentazione per le diverse distanze
- 4 km: non serve integrazione in corsa particolare. Concentratevi su un pasto leggero e digeribile prima e su una buona idratazione.
- 14–22–34 km: pianificate 2–3 assunzioni di carboidrati (gel, barretta) nell’arco della gara, soprattutto sui 34 km. In inverno la sensazione di sete è ridotta: la borraccia va usata comunque.
- 55–61 km: alimentazione regolare, ogni 30–40 minuti. Alternare dolce e salato per evitare nausea. Usate i ristori per prendere cibi più “reali” (pane, frutta secca), lasciando ai gel il ruolo di supporto intermedio.
- 116 km: qui l’alimentazione è parte del piano di gara. Molti corridori preparano una lista mentale: cosa mangiare a ogni ristoro importante, cosa evitare, quali tratti affrontare con scorte extra nello zaino.
Una costante della Corsa della Bora: chi riesce a mangiare bene anche quando il vento soffia forte e le mani tremano, di solito arriva al mare con ancora un sorriso. Il freddo inganna, ma i muscoli hanno comunque bisogno di carburante.
Meneurs d’allure / pacer e riferimento sul passo
La Corsa della Bora è un evento molto strutturato, con servizi logistica e organizzazione evoluti. La presenza di meneurs d’allure (pacer) può variare a seconda dell’edizione e del percorso.
- Su molte gare trail italiane, eventuali pacer sono più frequenti sulle distanze “medie” e sugli ultra più noti; nel caso della Corsa della Bora, le informazioni aggiornate su pacer e gestione del passo vengono comunicate dal comitato organizzatore sul sito ufficiale S1 Trail e sui canali social.
- È importante controllare, prima della gara, se sul vostro percorso è prevista la presenza di pacer ufficiali. In ogni caso, il profilo molto variabile dei tracciati rende utile avere un vostro piano di passo indipendente.
Molti atleti raccontano di aver trovato il loro “pacer” non ufficiale in gara: un corridore con passo simile, incontrato per caso sul Carso, con cui hanno condiviso chilometri, silenzi, qualche parola. Alla fine, spesso, ci si ritrova insieme al traguardo.
Gestione pratica del freddo e del vento in allenamento
Per arrivare preparati, non basta correre “d’inverno”. Serve correre come
- Simulazioni di bora: cercate, nelle settimane precedenti, uscite in condizioni ventose. Imparate a correre con vento frontale e laterale, a proteggere il viso, a gestire la respirazione quando l’aria sembra tagliare.
- Abbigliamento test: fate almeno 2–3 uscite lunghe con l’equipaggiamento che pensate di usare in gara. Controllate come gestite sudore, cambi di temperatura, sosta per togliere o mettere strati.
- Gestione mani e piedi: provate guanti diversi, calze di spessore variabile. Molti scoprono solo il giorno della gara che, con il vento, le mani si raffreddano più di quanto si aspettassero.
- Allenarsi con meteo variabile: nelle edizioni passate la stessa gara ha visto sole, nuvole, neve e pioggia in poche ore. Uscire solo con meteo perfetto lascia scoperto il lato mentale.
Un ricordo che torna spesso: la prima volta in cui si accetta di uscire nonostante il cielo grigio e il vento. Quella corsa, fatta controvoglia, diventa spesso la chiave che permette poi di godersi davvero la Corsa della Bora.
Adattare la preparazione alle diverse distanze
Senza entrare nei dettagli di un piano di allenamento, è utile chiarire le richieste specifiche di ogni formato di gara, per preparare la testa e le scelte pratiche.
Distanze brevi: 4 km, 14 km
- Obiettivo principale: familiarità con terreno irregolare e gestione del freddo.
- Focus pratici:
- abituare articolazioni e muscoli all’appoggio su pietre, radici;
- provare a correre in natura con temperature basse e vento;
- curare il riscaldamento più del solito, per evitare partenze “a freddo” con muscoli rigidi.
Distanze intermedie: 22 km, 34 km
- Obiettivo principale: gestione del ritmo e della fatica su più ore, su terreno misto.
- Focus pratici:
- imparare a dividere mentalmente la gara in tre parti (inizio, centro, finale) e a rispettare il piano;
- allenare la tecnica di discesa su sentieri pietrosi;
- provare alimentazione in corsa: gel, barrette, acqua in condizioni fredde.
Trail lunghi: 55 km e 61 km
- Obiettivo principale: resistenza, lucidità mentale, capacità di adattarsi al meteo.
- Focus pratici:
- lunghi su terreno collinare, con salite e discese ripetute;
- gestione di alimentazione ed idratazione su 6–10 ore di sforzo;
- simulazioni di freddo prolungato: uscire anche in condizioni meteo “scomode”.
Ultra 116 km
- Obiettivo principale: capacità di correre e camminare a lungo, di notte e di giorno, senza perdere la testa.
- Focus pratici:
- esperienza su trail lunghi e ultra, svolti prima della Corsa della Bora;
- allenare la corsa in notturna con frontale e zaino completo;
- testare più volte la strategia di abbigliamento a strati;
- curare in modo quasi maniacale sonno e recupero nei mesi precedenti.
Molti finisher dell’ultra raccontano che, a un certo punto, tra notte e vento, la gara smette di essere solo una “competizione” e diventa un dialogo con se stessi. Tutto ciò che avete preparato prima – allenamenti, materiale, abitudini – è ciò che vi risponde quando la mente fa domande.
Ultimi dettagli pratici da tenere a mente
- Controllo meteo ufficiale: nelle ore e nei giorni precedenti la gara, gli organizzatori pubblicano aggiornamenti meteo specifici per il Carso e Trieste. Seguirli è essenziale per gli ultimi aggiustamenti di materiale.
- Sentieri non sempre fangosi: la stabilità atmosferica di certe edizioni riduce il rischio di sentieri molto fangosi, ma le zone d’ombra e le ore notturne possono portare ghiaccio sui tratti ripidi.
- Terreno e meteo cambiano in pochi chilometri: si passa dalla riva del mare ai sentieri del Carso in poco tempo. Uno strato che sulla costa sembra “troppo caldo” può diventare perfetto venti minuti dopo.
La Corsa della Bora è una gara che lascia segni: sulle gambe, certo, ma anche nella memoria. Preparare bene materiale, meteo e gestione del terreno è il modo migliore per far sì che quei segni siano, soprattutto, sorrisi e racconti da fare a voce alta, un giorno, guardando il mare di Trieste.
Meteo prevista il giorno della gara a Duino Aurisina
Stima il tuo tempo di gara
Domande e risposte
La Corsa della Bora propone più distanze, dai tracciati corti fino all’ultra di circa 116 km con migliaia di metri di dislivello positivo sul Carso tra Italia e Slovenia. I percorsi sono di tipo trail, su sentieri collinari e costieri, spesso tecnici, con tratti rocciosi e passaggi panoramici sul mare. Per bien préparer, studiez la carte officielle et, si possible, téléchargez la trace GPX de votre distance pour visualiser les principales montées, descentes et zones roulantes.
La difficulté varie fortement : les formats courts (4–14 km) restent accessibles à des coureurs peu expérimentés mais exigent une bonne aisance en terrain irrégulier. Les distances intermédiaires (environ 21–36 km) demandent déjà une base solide en trail, avec gestion du dénivelé et de la fatigue sur plusieurs heures. Les formats longs (55–61 km et jusqu’à ~116 km) sont de vraies ultra-trails hivernales, réservées à des coureurs expérimentés, capables de gérer la nuit, le froid, le mental et une alimentation rigoureuse sur une journée entière.
L’allure doit être adaptée à un profil « rolling », alternant montées, descentes et portions plus roulantes. Partez prudemment sur les premières bosses pour garder de la réserve musculaire pour la seconde moitié de course. Les ravitaillements sont espacés en moyenne de 4 à 15 km selon les distances, avec alimentation solide et liquide fournie par l’organisation. Entraînez-vous à manger et boire régulièrement (toutes les 15–20 min de prise hydrique, toutes les 30–45 min d’apport énergétique) pour éviter les coups de pompe, surtout sur les formats ultra.
Le règlement prévoit une liste de matériel obligatoire variant selon la distance : réserve d’eau et de nourriture (4 à 15 km d’autonomie), couverture de survie, gobelet personnel, téléphone portable, et pour les distances plus longues, lampe frontale, vêtements couvrant bras et jambes, gants, bonnet et veste coupe-vent ou imperméable. Sur les ultra, une batterie externe peut être exigée. En préparation, habituez-vous à courir avec votre sac rempli, testez vos couches de vêtements par temps froid/venteux, et vérifiez régulièrement votre équipement de sécurité.
Per prepararvi in modo mirato, Preparun propone due piani personalizzati per La Corsa della Bora, adattati a distanza, dislivello, et al vostro profilo (età, livello, obiettivo, numero di uscite settimanali). Il Starter Run è un piano gratuito, ideale per iniziare una preparazione strutturata e arrivare alla gara con le basi giuste. La Finisher Line è un piano completo e a pagamento, pensato per arrivare pronti il giorno J, con travail spécifique sur le dénivelé, la gestion de l’allure et de la fatigue. Per creare il vostro piano, andate su preparun.com e generate il programma su misura per La Corsa della Bora.
Prepara la tua gara in 7 domande
La Corsa della Bora non è una gara qualunque, soprattutto quand’on si parla di gennaio sul Carso, tra bora, sentieri pietrosi e notti lunghe. Pour affrontare serenamente ces trail da 4 a 116 km, un plan d'entraînement adapté est essentiel : travail sur le dénivelé, gestion de l’allure, choix du matériel hivernal. Sur Preparun, vous pouvez commander un plan d'entraînement personnalisé qui tient compte de votre niveau, de votre expérience en trail et de votre objectif sur cette course si particulière. C’est la meilleure façon d’arriver au Bora Village avec de la confiance, de la lucidité… et l’envie de profiter pleinement de votre aventure.
La Corsa della Bora
Crea il mio piano di allenamento personalizzato per La Corsa della Bora
Per creare il tuo piano di allenamento personale, ti faremo 9 domande per conoscerti meglio.
🏁 Quale gara vuoi correre?

