Primiero Dolomiti Marathon

Primiero san martino di castrozza (38054) 4 luglio 2026 Trail
Distanze disponibili
7 km 16 km 26 km 42 km
Partenza tra
J−8

Informazioni sulla gara

C’è un momento, qualche settimana prima della gara, in cui ci si rende conto che la Primiero Dolomiti Marathon non è solo una data sul calendario, ma un appuntamento con se stessi. I profili delle Pale di San Martino, i paesi di valle, i boschi del Parco Naturale Paneveggio – Pale di San Martino vi accompagneranno per chilometri, ma sarà la vostra preparazione a fare la differenza tra una giornata subita e una giornata vissuta pienamente.

Che abbiate scelto la 42K, la San Martino di Castrozza Trail 26K, il Vanoi Trail 16K o il Family Trail 7K, il filo rosso è lo stesso: correre nella natura, gestendo il passo e le emozioni con lucidità. Ho visto tanti corridori arrivare in griglia con gambe allenate ma senza un vero piano di gara; sulle Dolomiti questo si paga quasi sempre in discesa, quando i quadricipiti chiedono il conto.

Primiero Dolomiti Marathon: percorso e terreno, cosa vi aspetta

La 42K parte da Villa Welsperg in Val Canali, una delle valli più suggestive dell’arco dolomitico, e arriva nel centro storico di Fiera di Primiero. Nel mezzo, circa 1242 m di dislivello positivo e 1543 m di negativo, con un alternarsi di mulattiere, sentieri, strade forestali e tratti asfaltati. La distribuzione indicativa del terreno parla di: mulattiera, sentiero, forestale e circa un terzo su asfalto, un misto che richiede piedi reattivi ma anche una buona economia di corsa.

La San Martino di Castrozza Trail 26K parte dall’omonima località turistica, nel cuore del parco naturale, per poi innestarsi sul tracciato della maratona e portare gli atleti fino a Fiera di Primiero. Il dislivello dichiarato è di circa +448 m e -1198 m, con uno sviluppo che privilegia la discesa e i falsopiani corribili. Qui la trappola è evidente: si parte "facile" e si arriva cotti se non si controlla l’andatura.

Il Vanoi Trail 16K parte da Zortea di Canal San Bovo, in Val del Lozen, per poi scendere progressivamente verso l’arrivo. Il dislivello di riferimento è di circa +389 m e -703 m, con tratti su sterrato, bosco e qualche segmento su strada. È la distanza perfetta per chi si affaccia al trail, ma resta una gara vera: la somma di ritmo, terreno irregolare e discesa mette comunque sotto pressione muscoli e caviglie.

Infine il Family Trail 7K, con partenza da Fiera di Primiero, un tracciato accessibile, aperto anche a famiglie e camminatori. Una piccola immersione nella valle, perfetta come primo contatto con l’evento o come corsa di accompagnamento.

Preparare la Primiero Dolomiti Marathon: piano, ritmi e priorità

Quando si parla di preparazione per la Primiero Dolomiti Marathon, la parola chiave è equilibrio. Distanze diverse richiedono accenti diversi, ma le basi restano comuni: continuità, gradualità, cura del recupero. Un plan d’allenamento specifico per il percorso di Primiero vi aiuterà a incastrare tutto questo in modo chiaro.

Se state preparando la 42K, occorre pensare in termini di gestione di gara sulla lunga durata: 8 ore di tempo limite significano che molti di voi saranno in movimento per 5–6 ore, a volte di più. All’allenamento lungo della domenica vanno affiancati:

  • uscite di collinare corribile (1h–1h30) con salite e discese dolci;
  • sessioni di forza specifica per gambe e core (affondi, squat leggeri, balzi controllati);
  • lavori sul ritmo maratona-trail, cioè un’andatura fluida che potete tenere per molte ore senza andare in affanno.

Sulla 26K, il fattore chiave è la resistenza in discesa: il dislivello negativo è quasi tre volte il positivo. Bisogna abituare i muscoli al lavoro eccentrico, altrimenti negli ultimi chilometri a valle ogni passo diventa una lotta. Inserite nel vostro plan d’allenamento allenamenti che simulino questo scenario: salite regolari e discese lunghe, da correre con controllo ma senza frenare troppo.

Per la 16K l’obiettivo è un equilibrio tra velocità e gestione del terreno: chi arriva dalla strada tende a partire al ritmo di una 10 km, ma lo sterrato e le ondulazioni presentano il conto. Qui servono ripetute in salita brevi e medie, corse collinari e tanta tecnica in discesa.

Pronto a passare all'azione?

Crea il tuo piano di allenamento personalizzato

In 60 secondi ricevi un piano adatto al tuo livello, al tuo obiettivo e al terreno specifico di questa gara.

Creo il mio piano

Una cosa che ho imparato nel tempo, passando da footings “a sensazione” a piani più strutturati, è che non basta sapere quanti chilometri fare: bisogna capire come disporli nella settimana. Per Primiero vi suggerisco di pensare all’allenamento come a tre pilastri: carico di corsa, forza e recupero. Molti curano il primo, pochi il secondo, quasi nessuno il terzo.

Carico di corsa: distribuite 3–5 uscite a settimana secondo il vostro livello. Una delle uscite sarà il lungo, una sarà dedicata a qualità (salite, progressivi, ritmo gara), una o due saranno di recupero lento, meglio se su terreno morbido.

Forza: due sedute settimanali brevi (30–40 minuti) sono sufficienti. Lavorate su catena posteriore (glutei, femorali), stabilità di caviglie e core. Nella valle di Primiero, i sentieri con sassi, radici e tratti di mulattiera mettono alla prova ogni piccola debolezza.

Recupero: se volete arrivare in buone condizioni sulla linea di partenza, il sonno non è negoziabile. Almeno 7 ore a notte, con una cura particolare nei periodi di carico. Notte insonne + lungo in montagna è una combinazione che ho provato anni fa: mi è bastata una volta per capire quanto possa svuotare il corpo e la testa.

Gestione dell’andatura e strategie di gara

Ogni percorso di Primiero richiede una gestione dell’andatura che tenga conto del profilo altimetrico e del tipo di terreno.

Per la 42K raccomando una partenza più prudente di quanto fareste in una maratona su strada. I primi chilometri in Val Canali sono spesso i più suggestivi, è facile farsi trascinare dall’euforia. Restare qualche secondo al chilometro più lenti del vostro ritmo previsto nella prima ora è un investimento: quando il tracciato si fa più corribile verso San Martino di Castrozza e oltre, avrete ancora margine per correre con efficienza.

Nella 26K, la vera sfida è non confondere facilità iniziale con forma smagliante. Il dislivello negativo porta molti a pensare “qui si corre sempre”, ma il trail non è mai piatto come sembra sulla carta. Un buon approccio è questo: nelle prime salite si cammina con passo energico, si corre dove il terreno lo permette e si usa la discesa per allungare il passo senza frenare ma nemmeno lanciarsi a rotta di collo.

Per la 16K, la tentazione è attaccare subito. Se avete esperienza su strada, provate a partire a un ritmo leggermente più cauto rispetto a una 15 km pianeggiante; dopo 4–5 km, quando avrete "misurato" terreno e sensazioni, potrete eventualmente aumentare.

Nel Family Trail 7K, l’idea non è il tempo, ma l’esperienza. Tenete un passo che permetta di parlare senza fiatone; chi accompagna ragazzi o amici alle prime armi ha un ruolo importante nel rendere questa mattinata un ricordo positivo e non una sofferenza.

Piano personalizzato per

Crea il tuo piano di allenamento per questa gara

Piano giorno per giorno, basato sulla data della gara, adattato al tuo livello e al terreno.

Crea il mio piano di allenamento

Materiale, alimentazione e dettagli pratici

Il bello della Primiero Dolomiti Marathon è che, pur essendo un evento di montagna, non richiede materiale estremo. Ma qualche scelta ben ponderata può davvero cambiarvi la giornata.

  • Scarpe: optate per modelli trail con buona aderenza su sterrato e sentiero, ma non troppo rigidi. Servono grip e comfort sulla distanza.
  • Abbigliamento: a luglio in valle può fare caldo, ma in partenza nelle ore del mattino l’aria è fresca. Meglio strati leggeri, eventualmente un antivento sottile se siete sensibili.
  • Idratazione: informatevi sui ristori previsti sul sito ufficiale Primiero Dolomiti Marathon e portate con voi una soft flask o cintura se siete tra i più lenti o se sudate molto.
  • Alimentazione di gara: testate in allenamento gel, barrette o cibi solidi. Niente esperimenti il giorno della gara: la pancia, più delle gambe, ha deciso molte delle notti difficili che ho visto (e vissuto) in montagna.

Ricordate anche gli orari: la 42K parte alle 8:30 da Villa Welsperg, la 26K alle 10:15 (e un’altra 26K è indicata alle 8:30), la 16K da Zortea alle 11:00, il Family Trail 7K da Fiera di Primiero alle 9:45. Organizzate la colazione e gli spostamenti di conseguenza, lasciando margine per imprevisti e per qualche minuto di calma alla partenza.

Per aggiornamenti, immagini e atmosfera dell’evento potete seguire anche la pagina Facebook Primiero Dolomiti Marathon, utile per entrare nel clima della gara e capire come altri corridori vivono questo appuntamento.

La valle di Primiero ha una capacità particolare: vi mette di fronte alla vostra preparazione con onestà, senza sconti, ma vi ripaga con silenzi, boschi e luci che rimangono addosso a lungo. Preparare bene la Primiero Dolomiti Marathon significa concedersi il lusso di godersi tutto questo, dal primo passo alla linea d’arrivo nel cuore di Fiera di Primiero.

Pronto a passare all'azione?

Crea il tuo piano di allenamento personalizzato

In 60 secondi ricevi un piano adatto al tuo livello, al tuo obiettivo e al terreno specifico di questa gara.

Creo il mio piano

Percorsi delle diverse distanze

Tracciato GPS e profilo altimetrico
16 km
26 km
42 km

Percorso dettagliato Primiero Dolomiti Marathon - 16 km

Percorso dettagliato Primiero Dolomiti Marathon - 26 km

Percorso dettagliato Primiero Dolomiti Marathon - 42 km

Buono a sapersi

Meteo, altitudine e clima: cosa significa correre a Primiero a luglio

A Primiero a inizio luglio non corre solo la testa. Corre anche il termometro. E corre in su e in giù quasi come voi.

  • Temperature medie: per la 26K, i dati ufficiali parlano di circa 9°C di minima e 19°C di massima nella fascia oraria di gara. Questo dà una buona idea anche per 42K e 16K: partenza fresca, arrivo spesso in clima quasi estivo.
  • Escursione termica: tra ombra del bosco, tratti esposti e orario che avanza, potreste passare in poche ore da “mi serve il gilet” a “sto cercando l’ombra a ogni ristoro”. Allenatevi anche con cambi di temperatura: correre solo la sera fresca in città può ingannare.
  • Altitudine: non siete in altissima montagna, ma siete pur sempre in Dolomiti. Salite regolari e leggera rarefazione dell’aria si fanno sentire soprattutto a chi arriva dal mare o dalla pianura piatta. In gara, se il cuore sale troppo rapido nelle prime salite, rallentare è un atto di intelligenza, non di debolezza.
  • Meteo variabile: nelle ultime edizioni l’organizzazione ha ricordato spesso un meteo “ballerino”, con giornate splendide alternate a rovesci improvvisi. In allenamento provate almeno qualche uscita sotto una pioggia leggera: il giorno in cui il cielo decide di cambiare idea, sarete fra quelli che non si fanno prendere dal panico.

Distanze, dislivelli e gestione del percorso

Gara Distanza Dislivello + Dislivello − Tempo limite ufficiale
42K 42 km +1242 m −1543 m 8 h
26K 26 km +448 m −1198 m 5 h
16K 16 km +389 m −703 m 3 h
7K 7 km Family Trail dislivello contenuto

Cosa significano questi numeri in allenamento

  • 42K: 1242 m D+ non sono da ultra estrema, ma sommati a 42 km, ai tratti di mulattiera e sentiero e al D− importante vi portano facilmente oltre le 5–6 ore di movimento se non siete tra i più veloci. In allenamento, abituatevi a stare in piedi a lungo: non solo lunghi chilometrici, ma anche uscite collinari di 3–4 ore a ritmo controllato.
  • 26K: il D− è quasi tre volte il D+. Non è una “mezza maratona in montagna”: è una gara dove le gambe vengono testate in discesa. Simulate in allenamento blocchi con salite relativamente brevi e discese lunghe e corribili. È lì che si fanno (e si perdono) minuti e sorrisi.
  • 16K: +389 m e −703 m sono perfetti per chi viene dalla strada, ma illudono. Vi faranno correre forte… finché le caviglie reggono lo sterrato. Pensate a lavori specifici su stabilità e appoggi: il vostro cronometro vi ringrazierà più di tanti lavori in pista.
  • 7K: il Family Trail è il terreno ideale per chi accompagna. Se siete il “runner esperto” del gruppo, programmate di adattarvi al passo degli altri. A volte la vera sfida è frenare il proprio ego, non le gambe.

Tipo di terreno: come preparare piedi, caviglie e testa

La 42K ha una ripartizione dettagliata del terreno: circa 15% mulattiera, 19% sentiero, 36% forestale, 29% asfalto. Le altre distanze si innestano in parte sullo stesso ambiente. In allenamento questo cambia tutto.

  • Mulattiera e sentiero: sassi irregolari, radici, qualche gradone naturale. Fate almeno una seduta alla settimana su terreno sconnesso. Non per fare ritmo, ma per insegnare al piede a “leggere” il terreno. Ho visto più caviglie mollate in un falso piano di mulattiera che in una salita vera.
  • Forestale: il classico sterrato largo. Qui si corre. Tanto. Abituatevi a tenere un ritmo regolare su saliscendi dolci: sono i tratti in cui un passo troppo aggressivo vi svuota lentamente senza che ve ne accorgiate.
  • Asfalto: circa un terzo della maratona è su strada. Questo dettaglio cambia la scelta scarpe: servono modelli trail che non vi “spaccano” i piedi sull’asfalto, o rischiate di sentire ogni chilometro di più nella seconda parte.
  • Fondo bagnato: con un meteo che a volte regala rovesci improvvisi, dovete mettere in conto radici scivolose e pietre umide. Provate in allenamento a correre con scarpe bagnate per qualche chilometro: la prima volta che l’ho fatto, ho capito quanta strada si fa con il cervello, non solo con le suole.

Tempi limite, cancelli orari e gestione del passo

Per Primiero non basta “finire”. Bisogna anche dialogare con i tempi limite.

  • 42K: tempo massimo 8 h, con cancelli intermedi ufficiali a San Martino di Castrozza, Lago di Calaita e Passo Gobbera. Questo obbliga a una strategia: non potete “risparmiarevi troppo” nella prima metà. In allenamento, simulate una gara lunga dove la seconda parte è leggermente più veloce della prima, così il giorno X saprete come reagisce il corpo.
  • 26K: tempo massimo 5 h. Generoso per chi corre, ma impegnativo per chi alterna corsa e cammino. Se sapete che sarete nella seconda metà del gruppo, abituatevi a mantenere per ore un passo sostenuto in cammino veloce in salita.
  • 16K: tempo massimo 3 h. Un margine che per molti significa poter vivere la gara senza ossessione al cronometro. Ma attenzione: chi è poco allenato in discesa spesso rallenta proprio dove la traccia inviterebbe a correre.

Una dritta pratica che nasce da tante gare viste e qualche errore personale: prendete i tempi limite e simulare in allenamento un’uscita lunga calcolando i passaggi intermedi. Andare a Primiero con in testa solo il tempo finale è come partire per un trekking con la cartina piegata nel fondo dello zaino.

Ristori, idratazione e alimentazione sul percorso

L’organizzazione prevede ristori e assistenza lungo tutti i percorsi, con postazioni ben strutturate in punti chiave della 26K come Lago di Calaita e Passo Gobbera, oltre all’arrivo. La 42K condivide parte di questi punti e ne aggiunge altri, proprio perché è pensata come maratona “piena” in natura.

Come usarli al meglio in gara

  • Non contate solo sui ristori: portare una soft flask o una cintura idrica è una forma di libertà. Nelle ultime edizioni qualcuno ha patito caldo e file ai tavoli nei momenti di affollamento. La borraccia personale vi permette di bere quando serve a voi, non quando c’è spazio al tavolo.
  • Allenate il gesto del ristoro: sembra banale, ma non lo è. In una gara ho visto un runner perdere più di un minuto a ogni ristoro solo perché non sapeva decidere cosa prendere. In allenamento, ogni tanto, simulate: fermatevi, riempite la flask, prendete un boccone e ripartite senza fretta, ma senza vagare.
  • Cosa mangiare: la 42K richiede una vera strategia energetica. Pensate in termini di piccolo apporto ogni 30–40 minuti: gel, barrette morbide, anche piccoli pezzi di cibo solido se li tollerate. Per 26K e 16K potete permettervi un approccio più semplice, ma non improvvisato: ciò che non avete mai provato prima, lasciatelo sul tavolo.
  • Sale e minerali: il mix di salita, discesa e possibile caldo in valle rende facile sudare più del previsto. Se siete soggetti a crampi, valutate in allenamento l’uso di sali minerali o capsule di elettroliti. Il giorno della gara dovrete solo “copiare” ciò che ha già funzionato.

Meneur d’allure (pacer) e gestione del ritmo

Per la Primiero Dolomiti Marathon l’attenzione è molto puntata sui tempi limite e sulla sicurezza, più che su pacer ufficiali in stile maratona cittadina. Anche quando ci sono gruppi che si formano spontaneamente, il rischio è quello di affidarsi al passo di chi ha un obiettivo diverso dal vostro.

  • Se siete da 42K: costruite in allenamento un vostro “passo conversazione Primiero”. Un’andatura con cui riuscite a parlare a frasi complete su terreni collinari per ore. In gara, se trovate un gruppo con questo ritmo, bene. Ma lasciatelo andare se aumenta oltre la zona di comfort.
  • Su 26K e 16K: i gruppi tendono a formarsi spontaneamente nei primi chilometri e poi a sgranarsi in discesa. Non abbiate paura di correre qualche tratto da soli se il ritmo del gruppo non è il vostro. A Primiero la solitudine dura poco: tra un bosco e un tornante, qualcuno lo si trova sempre.
  • Family Trail 7K: qui il miglior “pacer” è chi ha meno esperienza. Lasciate che sia il loro passo a guidare la vostra gara. Passare il traguardo tutti insieme, con un bambino che stringe il pettorale con orgoglio, spesso vale più di qualsiasi personal best.

Materiale specifico: cosa serve davvero e cosa no

La gara è dichiarata accessibile senza equipaggiamenti tecnici estremi, ma qualche scelta azzeccata può trasformare la vostra Primiero Dolomiti Marathon da “sopravvivenza” a “ricordo bellissimo”.

Scarpe

  • Modello trail “intermedio”: servirà grip per sterrato, pista forestale e sentiero, ma anche un po’ di ammortizzazione per l’asfalto consistente, soprattutto sulla 42K. Evitate scarpe da skyrace molto rigide se non siete abituati.
  • Test in discesa lunga: prima della gara fate almeno un’uscita dove affrontate una discesa continua di 15–20 minuti. Se alla fine sentite le punte dei piedi urlare, forse vi serve mezza misura in più o un allacciamento diverso. Imparare questo il giorno della gara significa trasformare gli ultimi chilometri in una sfilata di smorfie.

Abbigliamento

  • Strati leggeri: con minime intorno ai 9°C e massime vicine ai 19°C, la combinazione ideale è maglia tecnica leggera + eventuale antivento sottile e facilmente ripiegabile.
  • Cappellino e occhiali: sembrano dettagli, ma nelle ore centrali il sole può picchiare, specie nei tratti più aperti. Proteggere gli occhi e la testa significa stancarsi meno. La prima volta che ho corso in montagna senza occhiali ho passato il pomeriggio a strizzare gli occhi nelle foto: non lo consiglio.
  • Calze tecniche: sceglietele leggermente più alte, con un minimo di protezione su tallone e punta. Aiutano a gestire le lunghe discese e riducono il rischio di vesciche quando, inevitabilmente, un po’ di polvere e umidità entrano nelle scarpe.

Accessori utili

  • Cintura o zainetto leggero: per 26K e 42K è il compromesso ideale per portare gel, flask, giacca antivento leggera e magari una bustina di sali. Non serve un grande zaino da ultra; meglio qualcosa che non rimbalza e non vi fa “sentire in spedizione”.
  • Bastoncini?: la gara è definita accessibile e il dislivello, pur significativo, non è da ultra ripida. Se siete abituati a correre con le mani libere, potete tranquillamente farne a meno. Se invece in montagna usate spesso i bastoncini, allenatevi a portarli e riporli velocemente: su dislivelli moderati più che aiutare a salire, possono ostacolare nelle parti corribili se non siete pratici.
  • Impermeabile leggero: con un meteo potenzialmente variabile, un guscio minimal che sta nel palmo di una mano è una piccola polizza assicurativa. È quell’oggetto che sperate di non usare ma, quando il cielo si chiude, vi fa dire “meno male…”.

Preparare il corpo… e la testa

La Primiero Dolomiti Marathon non chiede solo gambe forti. Chiede anche decisioni chiare.

  • Abituarsi alle discese: per tutte le distanze tranne il 7K, il D− è protagonista. Inserite nel vostro percorso di preparazione qualche allenamento focalizzato solo sulla discesa: salite tranquilli, poi concentratevi su appoggi, postura, respirazione nel ritorno a valle. Le discese sono il luogo dove chi è preparato fa la differenza.
  • Simulare la gestione dei ristori: fate almeno un paio di lunghi con la stessa strategia di alimentazione che userete in gara, rispettando gli stessi intervalli. Quel giorno, con le Pale di San Martino davanti e le gambe che frizzano, sarete grati di avere una “sceneggiatura” già scritta.
  • Provare il “giorno prima”: in preparazione, fate una mini-simulazione di 2 giorni: sabato uscita medio-lunga in collina, domenica corsa facile su sterrato. Serve per capire come reagite a correre con un po’ di stanchezza addosso. In gara, specialmente sulla 42K, la vera partita si gioca quando l’energia non è più quella dei primi chilometri.
  • Accettare il profilo altimetrico: molti corridori passano settimane a “temere” una salita o una discesa del percorso. Una volta ho visto un atleta così ossessionato da un singolo strappo da dimenticare di preparare il resto. Guardate l’altimetria, studiatela, ma poi integrate tutto nel vostro piano. Primiero non è un singolo muro: è una storia di 7, 16, 26 o 42 chilometri.

Dettagli che spesso fanno la differenza

  • Scarico nei giorni precedenti: arrivate con le gambe fresche. Meglio arrivare con un 5% di allenamento in meno che con un 10% di fatica in più. La valle vi restituirà ogni energia che avete risparmiato.
  • Sonno: nelle settimane di maggiore carico ma anche negli ultimi giorni, proteggete le notti. Un lungo in montagna dopo una notte mezza insonne è una lezione che chiunque ami la corsa impara, prima o poi. Impararla a Primiero non è necessario.
  • Piano B meteo: pensate prima a cosa indossare in caso di giornata calda, fresca o piovosa. Il giorno della gara vi basterà guardare fuori dalla finestra e scegliere la “configurazione” già decisa. È un piccolo gesto che toglie stress nelle ore in cui l’adrenalina sale.
  • Mentale: immaginate in anticipo il momento difficile: la salita che sembra non finire, la discesa in cui i quadricipiti bruciano, il tratto in cui il bosco tace. Avere una frase, un ricordo o una persona a cui pensare in quei momenti è come avere un ristoro interno. Non appare sulla mappa, ma spesso salva la gara.

Che scegliate 7, 16, 26 o 42 km, la Primiero Dolomiti Marathon vi chiederà rispetto. In cambio vi regalerà qualcosa che molti runner raccontano anni dopo: quel momento in cui, tra un tornante e un bosco, si sono accorti che non stavano solo correndo in un posto bello. Stavano correndo bene, preparati, nel posto giusto.

Stima il tuo tempo di gara

In base al tuo ritmo obiettivo, ecco come si svolgerà la tua gara
Ritmo 5:00 min/km
3:00 · Veloce 8:00 · Lento
Tempo stimato
50:00
Velocità
12,0 km/h
Ritmo moderato - Perfetto per la resistenza

Prepara la tua gara in 7 domande

Primiero Dolomiti Marathon non è una corsa qualunque: è un intreccio di sentieri, boschi e paesi di montagna che va rispettato e preparato con cura. Quei 7 km, 16 km, 26 km o 42 km sulle Dolomiti non perdonano l’improvvisazione, ma premiano chi arriva al via con un piano d’allenamento pensato su misura. Se desiderate godervi ogni salita, ogni sterrato e ogni tratto in discesa, un programma strutturato vi aiuterà a gestire le energie, evitare gli infortuni e arrivare a Fiera di Primiero con il sorriso. Offritevi le migliori condizioni per vivere davvero questa giornata.

Piano personalizzato per

Primiero Dolomiti Marathon

Tappa 1 / 9 Gara

Crea il mio piano di allenamento personalizzato per Primiero Dolomiti Marathon

Per creare il tuo piano di allenamento personale, ti faremo 9 domande per conoscerti meglio.

🏁 Quale gara vuoi correre?

7 km
16 km
26 km
42 km

Altri corridori usano già i piani di allenamento Preparun (e ne sono entusiasti!)

Condividi con i miei amici

Davide Greco
Aggiornato il 25 giugno 2026
Articolo scritto da :
Davide Greco corre da più di vent'anni e ha attraversato tutte le evoluzioni della corsa amatoriale: dal footing « a sensazione » ai piani strutturati e…... continua a leggere
×
Jules Patrick Maria Laurene
+8

Già 2 corridori si stanno preparando per Primiero Dolomiti Marathon grazie a Preparun!

Crea il mio piano di allenamento

Queste gare potrebbero interessarti