Informazioni sulla gara
Preparare la DoloMyths Run: correre nel cuore delle Dolomiti, con testa e cuore
Avete scelto la DoloMyths Run dell’11-12 luglio 2026 a Canazei. È una di quelle gare che restano addosso: non solo per la fatica, ma per la luce del mattino sulle cime, l’aria sottile, il rumore dei bastoncini sui sentieri. L’obiettivo maintenant è arrivare sulla linea di partenza con calma, fiducia e una preparazione cucita su di voi.
Scrivo queste righe da trail runner che torna volentieri a Canazei: ogni volta che passo sul Viel del Pan mi ricordo perché amo questo sport. Con un buon plan d'entraînement, la DoloMyths Run diventa un viaggio vero, non una sofferenza continua.
Il percorso della DoloMyths Run: cosa vi aspetta davvero
La gara si svolge a Canazei, in Val di Fassa, nel cuore delle Dolomiti trentine, con partenza dalla piazza principale del paese e transito su alcuni dei sentieri più spettacolari della zona, come il Viel del Pan e l’area del Piz Boè.
- 42 km (D+ 2213 m, partenza 07:00) – Il Fassa Trail, un anello di alta quota con lunghi tratti corribili, salite progressive e passaggi panoramici che alternano sentiero, strade forestali e qualche tratto tecnico.
- 22 km (D+ 1764 m, partenza 08:15) – La leggendaria DoloMyths Run Skyrace: 10 km di salita continua da Canazei fino ai 3.152 m del Piz Boè, passando per i ghiaioni della Forcella Pordoi, poi una discesa lunga e tecnica verso la Val Lastiès e il rientro a Canazei.
- 12 km (D+ 771 m, partenza 07:00) – La 12K Trail: più breve ma esplosiva, con salite secche, ritmo sostenuto e un profilo perfetto per chi vuole vivere l’atmosfera della DoloMyths Run senza restare in gara per ore.
Il terreno alterna sentieri single track, tratti di pista da sci, ghiaioni ripidi e passaggi corribili in cresta. Serve un motore resistente, piedi sicuri e una buona capacità di cambiare ritmo.
Preparare la DoloMyths Run 2026: come strutturare l’allenamento
Per costruire il vostro plan d'entraînement per la DoloMyths Run 2026, la parola chiave è progressione. Non importa se puntate sulla 42 km, 22 km o 12 km: il corpo ha bisogno di tempo per abituarsi al dislivello e alla quota.
Per la 42 km (D+ 2213 m), l’obiettivo principale è la resistenza: saper correre a lungo, gestire la fatica e mantenere lucidità negli ultimi chilometri. Pianificate:
- 1 uscita lunga settimanale, da far crescere progressivamente fino a 3h30-4h, con tratti in salita camminati ma dinamici.
- 1 allenamento specifico in salita (ripetute su salite di 5-8 minuti, o salite lunghe a ritmo moderato).
- 1 seduta di qualità (fartlek o tempo run) su terreno corribile per tenere vivo il motore.
Per la 22 km Skyrace (D+ 1764 m), domina la salita lunga continua fino al Piz Boè e la discesa tecnica in Val Lastiès. In allenamento vi serviranno:
- Sessioni su salite lunghe (30-60 minuti) con pendenze costanti, alternando corsa e camminata spinta.
- Ripetute in discesa tecnica, per abituare muscoli e testa a lasciar correre senza paura.
- Lavori di forza (salite brevi, balzi controllati, esercizi a corpo libero) per proteggere ginocchia e caviglie.
Per la 12 km (D+ 771 m), il gioco è tutto su intensità e gestione del ritmo: non è una passeggiata, ma una gara che si corre relativamente forte. Integrare:
- Ripetute in salita (da 2 a 5 minuti) a ritmo sostenuto.
- Allenamenti collinari corribili, per imparare a rilanciare dopo ogni strappo.
- Uscite di 1h15-1h30 con saliscendi continui.
Qualunque sia la vostra distanza, tenete almeno 2 giorni di recupero attivo alla settimana (corsa lenta, camminate, stretching). È sul riposo che si costruisce la freschezza per Canazei.
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Consigli chiave per allenarsi sul dislivello della DoloMyths Run
La DoloMyths Run non è solo questione di chilometri, ma di come li fate salire e scendere. Per affrontare bene il dislivello:
- Abituatevi alle lunghe salite: simulate segmenti di 30-60 minuti in salita continua, anche su strada asfaltata se non avete la montagna vicino. L’obiettivo è trovare il vostro ritmo di camminata/corsa sostenibile.
- Curate la tecnica in discesa: lavorate su appoggi rapidi e leggeri, sguardo avanti, busto leggermente inclinato. Provate discese su terreni diversi (bosco, ghiaia, sentiero) per arrivare pronti ai ghiaioni e ai tratti irregolari.
- Forza funzionale: 2 volte a settimana, 20-30 minuti di esercizi per gambe, core e piedi (affondi, squat, plank, esercizi di equilibrio). Le discese della Val di Fassa saranno molto più gestibili.
Se vivete lontano dalle Dolomiti, alternate colline e tapis roulant in pendenza. Non è lo stesso vento in faccia di Canazei, ma le vostre gambe non fanno distinzione.
Gestione dell’andatura e dell’energia il giorno della gara
Alla DoloMyths Run 42K, la partenza alle 07:00 è fresca, ma la giornata può diventare calda. Nella prima ora cercate un ritmo in cui riuscite ancora a parlare a frasi brevi. I chilometri corribili del Fassa Trail vanno affrontati con pazienza: se entrate troppo forte, pagherete ogni metro di dislivello nell’ultima parte.
Nella Skyrace 22K, la chiave è la salita iniziale: 10 km di ascesa continua verso il Piz Boè. Qui è vitale:
- Partire un filo sotto il vostro ritmo di soglia in salita: camminata rapida con bastoncini, passi piccoli e regolari.
- Non lasciarvi trascinare dal gruppo nei primi chilometri dietro Canazei.
- Arrivare in cima con la sensazione di avere ancora margine per la discesa.
La discesa della Val Lastiès è tecnica, a tratti ripida. Meglio perdere qualche secondo ma restare lucidi, che spingere oltre i propri limiti e trovarsi con quadricipiti distrutti a metà discesa.
Nella 12 km la tentazione è di partire a tutta. Provate invece a dividere la gara in tre:
- Primi 4 km: ritmo controllato, respirazione fluida.
- Dal km 4 al km 9: spingete in salita e in falsopiano, ma senza andare mai "fuori giri".
- Ultimi chilometri: lasciate correre le gambe in discesa, raccogliendo chi è partito troppo forte.
Materiale consigliato per il terreno della DoloMyths Run
Le Dolomiti sono meravigliose, ma sincere: vi restituiscono esattamente la preparazione e le scelte di materiale che avete fatto. Per la DoloMyths Run pensate a un equipaggiamento essenziale ma curato.
- Scarpe da trail con buona aderenza su roccia e ghiaioni, protezione in punta e stabilità laterale. Il terreno alterna tratti veloci a sezioni tecniche.
- Bastoncini (soprattutto per la 42K e la 22K): utili sulla lunga salita al Piz Boè e sulle rampe più ripide. Allenatevi a usarli in anticipo.
- Zainetto o gilet leggero con spazio per acqua, gel, una giacca antivento leggera e il materiale obbligatorio indicato dal regolamento.
- Abbigliamento a strati: in quota il meteo cambia in fretta. Portatevi un secondo strato leggero e una giacca antipioggia/vento.
- Cappellino, occhiali da sole e crema solare: il sole sulle creste e sui ghiaioni si fa sentire.
Fate almeno 2-3 uscite lunghe con lo stesso setup che userete in gara: niente esperimenti dell’ultimo minuto.
Alimentazione e idratazione in gara
Sulle distanze della DoloMyths Run, soprattutto sulla 42K e sulla 22K, l’energia si costruisce nei giorni prima e si gestisce con intelligenza in gara.
- Prima della gara: gli ultimi 3 giorni puntate su carboidrati di qualità (pasta, riso, patate, pane), senza esagerare con le porzioni. Bevete regolarmente.
- In gara: prendete 1 gel o piccola porzione di cibo ogni 35-45 minuti, accompagnata da acqua. Alternate acqua e sali minerali in base ai ristori disponibili.
- Dopo l’arrivo: mangiate qualcosa entro un’ora (carboidrati + proteine) e muovetevi un po’ per sciogliere le gambe. Canazei vi invita a camminare lentamente tra le vie e a godervi l’atmosfera.
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Info pratiche per la DoloMyths Run 2026
La DoloMyths Run si svolge a Canazei (TN), in Val di Fassa, nel weekend di sabato 11 e domenica 12 luglio 2026. Tutte le gare partono da Canazei e l’evento è organizzato dal comitato Dolomyths Run, con una lunga tradizione nel mondo dello skyrunning e del trail.
- Sabato 11 luglio 2026: partenza della 42 km (D+ 2213 m) alle 07:00.
- Domenica 12 luglio 2026: partenza della 22 km (D+ 1764 m) alle 08:15 e della 12 km (D+ 771 m) alle 07:00.
Per dettagli aggiornati su programma, regolamento e logistica (ristori, materiale obbligatorio, briefing), vi consiglio di consultare il sito ufficiale Dolomyths Run e di seguire il profilo Instagram @dolomythsrun, dove vengono condivise foto del percorso e aggiornamenti utili.
Qualunque distanza abbiate scelto, godetevi la preparazione: ogni salita allenata adesso è un sorriso in più quando, tra le rocce delle Dolomiti, sentirete il rumore del traguardo di Canazei sempre più vicino.
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Buono a sapersi
Contesto meteo: cosa significa correre a Canazei a metà luglio
A Canazei, a luglio, il meteo è un compagno di gara molto presente. Non sempre gentile. Secondo i dati medi, le temperature oscillano attorno ai 25°C di massima e 15°C di minima, con piogge mensili intorno ai 75 mm. In paese può fare caldo. In quota, sopra i 2500–3000 m, l’aria cambia faccia: vento freddo, nuvole che arrivano in fretta, sole che picchia forte sulla roccia e sui ghiaioni.
- Per la 12 km (D+ 771 m): si resta meno tempo in quota, ma si passa comunque da temperature fresche al mattino a tratti più caldi, soprattutto se la giornata è serena.
- Per la 22 km (D+ 1764 m): si sale fino ai 3152 m del Piz Boè. L’escursione termica è netta. Può accadere di avere mani fredde in cima e gambe bollenti nella discesa verso Val Lastiès.
- Per la 42 km (D+ 2213 m): si sta fuori a lungo. Il corpo attraversa più “stagioni” nella stessa mattina: fresco alla partenza, caldo sui tratti corribili, vento sulle creste.
Un anno, durante una Skyrace, molti corridori sono partiti con canottiera “da strada”, fidandosi del cielo azzurro. Sulla cima del Piz Boè, avvolti dalla nebbia, tremavano con le mani sulle borracce. La lezione viene ricordata ogni volta: in alta quota, a luglio, una giacca leggera pesa poco ma vale oro.
Terreno e caratteristiche tecniche: cosa devono sapere le vostre gambe
I percorsi della DoloMyths Run combinano sentieri di alta montagna, creste corribili, ghiaioni ripidi e tratti su pista da sci. Dal punto di vista di chi si allena, la cosa importante non è solo la bellezza dei panorami. È capire come reagiscono muscoli e piedi su terreni così diversi.
12 km – 771 m D+: ritmo alto su terreno variabile
- Terreno: single track corribili, strappi più ripidi, qualche tratto su fondo sconnesso. Serve una buona reattività.
- Impatto muscolare: la salita non è interminabile, ma intensa. Le discese possono essere veloci; quadricipiti e caviglie vanno “educati” a cambi di ritmo rapidi.
- Gestione dello sforzo: è una distanza in cui molti partono “a tutta”, come fosse una gara su strada. Il terreno, però, non perdona: una pietra presa male al km 4 può trasformare gli ultimi chilometri in un piccolo calvario.
In allenamento, abituatevi a passare dal sentiero regolare a tratti più tecnici senza fermare le gambe. Un esercizio semplice: 5 minuti su sterrato scorrevole, 5 minuti su sentiero più irregolare, ripetuti più volte. Così il giorno della gara, quando il terreno cambia faccia, il vostro corpo non va nel panico.
22 km – 1764 m D+: alta quota vera, salita continua, discesa tecnica
- Salita: circa 10 km di ascesa continua da Canazei (1450 m) fino ai 3152 m del Piz Boè. Si passa su sentieri di alta montagna e ghiaioni della Forcella Pordoi.
- Classificazione del percorso: il tracciato è classificato EE – “itinerario per escursionisti esperti”. Questo significa terreni impervi o infidi, affioramenti rocciosi, detriti, pendenze decise.
- Discesa: 12 km di discesa lungo Val Lastiès, su sentieri di montagna dove la tecnica di passo conta quanto la forma fisica.
- Tempo massimo: 5h30 per completare la gara, con cancelli lungo il percorso. La gestione della fatica diventa una questione di lucidità.
Se in allenamento correte spesso su sentieri facili, è utile inserire segmenti su terreno “sporca”: sassi mobili, tratti ripidi, zig-zag nel bosco. Una volta, durante un allenamento in Val di Fassa, una runner ha confessato: «Non era la salita a farmi paura, era l’idea di dover quasi arrampicare sui ghiaioni». Dopo qualche uscita su terreno simile, gli stessi ghiaioni sono diventati un gioco di appoggi rapidi, più che un muro.
42 km – 2213 m D+: lunghi tratti corribili, salite progressive, alta montagna
- Profilo: anello di alta quota con combinazione di sentiero, strade forestali e tratti tecnici. Il dislivello è importante, ma “spalmato” su una distanza più lunga.
- Impegno: serve la capacità di correre a lungo su terreno misto, mantenendo una tecnica pulita in discesa anche dopo ore di gara.
- Gestione mentale: i tratti corribili sono un’arma a doppio taglio. Se li affrontate troppo forte, arrivate alle parti tecniche con le gambe “vuote”.
Per preparare questa distanza, è utile vivere in allenamento almeno qualche uscita in cui, dopo 3 ore, affrontate una discesa tecnica. Non per fare “eroismi”. Per insegnare al cervello che si può restare lucidi anche quando le gambe hanno già visto un bel po’ di dislivello.
Ristori, idratazione e alimentazione: correre tra caldo, quota e cancelli
I percorsi della DoloMyths Run sono tracciati e presidiati dall’organizzazione, con personale lungo il percorso di gara e nelle zone chiave. Questo aiuta molto in termini di sicurezza, ma non sostituisce la vostra strategia di idratazione ed energia.
Gestione dei ristori in funzione della distanza
- 12 km – 771 m D+: gara relativamente breve, ma intensa.
Strategia: partite già ben idratati, e sfruttate ogni ristoro per bere qualche sorso e, se necessario, prendere un piccolo boccone. Un singolo “buco” energetico può bruciare tutto il lavoro dei mesi di allenamento. - 22 km – 1764 m D+: con tempo massimo di 5h30, serve una strategia precisa.
Ricordate che la quota e la salita lunga riducono la voglia di mangiare: molti corridori arrivano al Piz Boè quasi senza aver toccato il cibo.
Provate in allenamento a prendere un gel o un boccone ogni 35–45 minuti, anche in salita. Così il giorno della gara non sarà una novità. - 42 km – 2213 m D+: qui la parola chiave è regolarità.
Alternare acqua e sali, piccoli snack solidi ai ristori e gel tra un ristoro e l’altro aiuta a evitare cali brutali.
Immaginate ogni ristoro come una “piccola sosta mentale”: anche solo 20 secondi per respirare, riempire la borraccia, ripartire con la testa più lucida.
Un ricordo vivido: in una edizione precedente, un corridore è arrivato al penultimo ristoro della Skyrace pallido, senza un gel in tasca. Un volontario gli ha passato un bicchiere di cola e un pezzo di banana, quasi come fosse un rito. Dieci minuti dopo, lo stesso corridore sorrideva di nuovo sul sentiero. La morale? Un ristoro usato bene cambia l’esito della gara.
Materiale specifico: cosa mettere nello zaino (e nella testa)
Scarpe e protezione dei piedi
- Suola: servono scarpe da trail con ottima aderenza su roccia e ghiaioni. Il terreno della DoloMyths Run combina tratti veloci a sezioni tecniche.
- Protezione: punta rinforzata e buona stabilità laterale. Ogni sasso urtato in discesa si paga caro.
- Per la 12 km: scarpa reattiva, ma sempre con grip deciso. Siete più vicini al ritmo gara “veloce”, ma il terreno resta di montagna.
- Per la 22 e 42 km: privilegiate comfort e sostegno. Dopo molti chilometri, una scarpa troppo dura o troppo minimalista può diventare una piccola tortura.
Un aneddoto comune tra chi torna a Canazei: «La prima volta ho portato le scarpe da trail “leggere da gara”. La seconda volta ho scelto quelle un po’ più stabili. Non ho mai rimpianto quella scelta». Le Dolomiti sono splendide, ma non amano la superficialità.
Bastoncini: alleati da conoscere prima, non il giorno della gara
- 12 km: non indispensabili per tutti, ma possono aiutare chi sa usarli bene nelle salite più secche.
- 22 km: fortemente consigliati. Sulla lunga salita al Piz Boè e sui ghiaioni, i bastoncini permettono di scaricare lavoro su braccia e tronco.
- 42 km: utilissimi nelle salite più lunghe e progressive; aiutano a mantenere ritmo senza “bruciare” troppo le gambe.
Allenatevi con i bastoncini. Imparate a chiuderli e aprirli in corsa, a usarli in salita senza frenare il passo, a tenerli in mano in discesa senza intralciare appoggi. C’è sempre quel momento – su un tratto ripido – in cui vi sorprenderete a pensare: «Meno male che li ho portati».
Abbigliamento e protezione
- Strati: maglia tecnica traspirante, strato leggero termico (specie per 22 e 42 km) e giacca antivento/antipioggia compatta. In quota il meteo cambia in pochi minuti.
- Sole: cappellino, occhiali da sole, crema solare. Sui ghiaioni e sulle creste il riverbero è forte; un corridore bruciato dal sole sul collo se lo ricorda per giorni.
- Zaino/gilet: spazio per borracce o sacca idrica, gel, copertura extra. Controllate il materiale obbligatorio sul regolamento ufficiale e simulate in allenamento la disposizione degli oggetti.
Un consiglio semplice: fate almeno 2–3 uscite lunghe con esattamente il setup di gara. Così eviterete la scena classica di Canazei: corridori che, dieci minuti prima della partenza, armeggiano con gilet nuovi, senza sapere dove infilare il gel, dove mettere la giacca, dove far passare i bastoncini.
Quota, respirazione e gestione dello sforzo
La DoloMyths Run non è solo dislivello. È anche quota: si parte da circa 1450 m e si arriva oltre i 3000 m nella Skyrace. Per chi vive al livello del mare, la prima volta può essere uno shock.
- Respiro più corto: salendo verso Piz Boè, è normale sentire il fiato più “corto” a ritmi che a casa sembrano facili.
- Gestione del passo: nelle lunghe salite, soprattutto sulla 22 km, trovare un passo di camminata spinta regolare è più efficace che alternare scatti e pause.
- Testa lucida: la quota, sommata allo sforzo, può rendere le decisioni più lente. Per questo è importante avere strategie di gara già decise: dove mangiare, dove usare i bastoncini, dove “lasciar correre” o frenare.
Molti corridori raccontano il primo arrivo in cima a Piz Boè come un momento quasi commovente: il panorama, l’aria sottile, la fatica. E poi quel pensiero che spunta: «Adesso però bisogna scendere». Allenarsi pensando anche a quel dopo – la discesa dopo la cima – rende l’esperienza molto più gestibile.
Presenza, sicurezza e atmosfera di gara
L’organizzazione della DoloMyths Run mette sul percorso personale a cui fare riferimento in caso di bisogno, sia alla partenza sia all’arrivo e lungo tutta la gara. Questo crea una sensazione importante: non siete soli tra le rocce.
- Ci sono volontari ai passaggi chiave, pronti a indicare la direzione nei punti meno evidenti.
- Il tracciato è segnalato da bandierine; in allenamento, abituatevi a leggere il terreno e il sentiero, così in gara vi sentirete più sicuri.
- Su un terreno classificato EE, la vostra capacità di muovervi in montagna è parte integrante della sicurezza.
Molti runner tornano a Canazei perché ricordano non solo la gara, ma lo sguardo dei volontari ai ristori. Una parola al volo, un “forza!” con accento di valle. Quando le gambe fanno male e il Piz Boè sembra lontanissimo, quei volti diventano quasi parte del vostro allenamento mentale.
Adattare l’allenamento alle tre distanze: cosa tenere a mente (senza fare il piano)
Per chi corre la 12 km – 771 m D+
- Pensate a cambi di ritmo frequenti: salite secche, discese rapide, tratti da spingere.
- Allenate la capacità di restare concentrati per tutto l’arco della gara: è breve, ma senza veri “momenti morti”.
- Curate la tecnica in discesa, perché è lì che si guadagnano secondi senza aumentare il rischio.
Per chi corre la 22 km – 1764 m D+
- Immaginate la gara come due blocchi: salita lunga e discesa lunga. L’allenamento deve parlare la lingua di entrambi.
- Abituate le gambe a lavorare su terreni classificati EE: non solo “sentiero facile”, ma passaggi su roccia, detriti, pendenze importanti.
- Allenate la forza e la resistenza mentale per rispettare i cancelli e muovervi in sicurezza fino alla fine.
Per chi corre la 42 km – 2213 m D+
- Pensate in termini di durata: resistenza sulle 4 ore e oltre, con capacità di correre anche dopo molta salita.
- Inserite tratti corribili lunghi in allenamento, perché il percorso ne offre diversi: sono il luogo dove si costruisce il tempo finale… o lo si perde.
- Curate la gestione del caldo nei tratti più bassi e del fresco in quota, con abbigliamento e idratazione adeguati.
Qualunque sia la distanza, ogni salita allenata adesso è un piccolo credito di fiducia che vi porterete addosso a Canazei. Nel rumore dei bastoncini sui sentieri, nella luce sul Viel del Pan, nelle pietre della Val Lastiès, sentirete la differenza tra un corpo “preparato” e uno che spera di improvvisare.
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La DoloMyths Run non si improvvisa. Che scegliate la 42 km, la 22 km Skyrace o la 12 km, vi aspettano sentieri ripidi, ghiaioni, panorami che tolgono il fiato… e un dislivello che non perdona. Un plan d'entraînement mirato vi aiuta a gestire la salita verso il Piz Boè, i tratti corribili sul Viel del Pan e le discese tecniche verso Canazei. Entra in gara con le idee chiare, gambe pronte e testa serena: il vostro piano personalizzato è il modo più sicuro per godervi ogni chilometro tra le Dolomiti.
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