Tartufo Trail (Tartufo Running®) – Bore

Tartufo Trail (Tartufo Running®)

Bore (43030) 4 ottobre 2026 Trail
Partenza tra
J−69

Informazioni sulla gara

Tartufo Trail (Tartufo Running®) propone 4 gare da 9 a 50 km, il 4 ottobre 2026 a Bore.

Informazioni chiave sulle gare di Tartufo Trail (Tartufo Running®)
Gara Distanza Dislivello Altitudine Partenza
9 km 9 km +430 m / −435 m 394 – 805 m
17 km 17 km +931 m / −919 m 394 – 966 m
28 km 28 km +1.489 m / −1.477 m 394 – 1.047 m
50 km 50 km

Ci sono gare che si affrontano come una parentesi nella stagione, e altre che si preparano come un appuntamento importante con se stessi. Il Tartufo Trail, o Tartufo Running®, rientra senza dubbio nella seconda categoria.

Domenica 4 ottobre 2026, Calestano vi accoglierà con le sue colline morbide solo in apparenza, l’aria di autunno e quell’atmosfera di festa che nasce quando centinaia di runner condividono lo stesso orizzonte: partire, gestire, arrivare.

Il percorso del Tartufo Trail: cosa vi aspetta davvero

La gara si svolge a Calestano, borgo dell’Appennino parmense, nel cuore della cosiddetta food valley, tra tartufo di Fragno, prosciutto di Parma e colline punteggiate da boschi e carrarecce. I tracciati sfruttano vecchie piste e sentieri storici, spesso in zone dove la natura si è in parte ripresa gli spazi.

I percorsi ufficiali del Tartufo Trail 2026 sono quattro:

  • 50 km – Tartufo Sky Ultra, circa D+ 3.042 m, partenza alle 08:00, gara tecnica, lunga, con lunghi tratti di sterrato e single track.
  • 28 km – Tartufo Sky Monte Sporno, circa D+ 1.677 m, partenza alle 08:00, salite importanti ma gestibili, ritmo da trail lungo.
  • 17 km – Tartufo Sky Découverte, circa D+ 1.110 m, partenza alle 08:00, perfetta per chi vuole assaggiare lo skyrunning senza l’impegno dell’ultra.
  • 9 km – Tartufo Sky Expérience, circa D+ 450 m, partenza alle 09:00, percorso per tutti, ma con terreno comunque vario e nervoso.

Il 50 km è annunciato dagli organizzatori come il nuovo percorso Ultra, con quasi 3.000 metri di dislivello, inserito nel calendario FISKY e valido come Campionato Italiano Sky Ultra. Il terreno è un mosaico: poco asfalto (circa il 6%), molto sterrato, carrarecce e piste ghiaiate (circa il 75%) e una buona quota di single track (circa il 19%), che richiedono attenzione alla tecnica di appoggio.

Per i percorsi di 17 km e 28 km è previsto un cancello orario al punto di controllo PC3 (km 23), che chiude dopo 5 ore dalla partenza. Un dettaglio importante per chi tende a partire piano: il passo va dosato, ma senza dimenticare che occorre restare dentro le barriere.

Preparare il Tartufo Trail: costruire la vostra corsa, passo dopo passo

Essere già iscritti al Tartufo Trail significa avere un impegno preso con voi stessi. Ora si tratta di costruire il viaggio che vi porterà da Piazza Europa, la mattina della partenza, al momento in cui taglierete il traguardo, magari con il profumo di tartufo nell’aria.

Su un percorso come la Tartufo Sky Ultra 50 km, la preparazione non riguarda solo i chilometri, ma la capacità di tenere un passo sostenibile per molte ore su terreno tecnico. Nel mio percorso di atleta ho imparato che non è la singola salita a decidere la gara, ma la somma delle piccole scelte: quando rallentare, quando mangiare, come ascoltare le gambe.

Per un plan d'entraînement efficace, le priorità cambiano in base alla distanza:

  • 50 km: costruire una solida base aerobica, almeno un lungo settimanale progressivo, lavori di resistenza alla salita (ripetute in salita lunghe, camminata spinta con i bastoncini), uscite tecniche in discesa per imparare a «lasciar scorrere» senza forzare.
  • 28 km: alternare lavori di ritmo in salita, uscite collinari di 2–3 ore, e sedute di forza specifica (core, caviglie, muscolatura posteriore) per reggere le variazioni di pendenza.
  • 17 km: combinare intervalli in soglia su salite medio-brevi con corse continue collinari di 1h30–2h; lavorare sulla tecnica in discesa per guadagnare tempo senza sprecare energie.
  • 9 km: puntare su la capacità di correre «puliti» su terreno vario, con brevi ripetute in salita, lavori di agilità e qualche uscita sui sentieri per abituare piede e caviglia.

Dal mio punto di vista, la chiave è sempre la stessa: una progressione lenta e ragionata, soprattutto se avete già avuto qualche infortunio in passato. Aumentare volume e dislivello troppo in fretta è il modo più rapido per trasformare un sogno di gara in uno stop forzato. Meglio una settimana più prudente che un mese fermo.

Sonno e recupero meritano la stessa attenzione dei lavori di qualità. Arrivare a Calestano stanchi dal ciclo di allenamento è un errore frequente: nelle ultime 2–3 settimane riducete il carico, curate le ore di sonno e non abbiate paura di inserire giornate solo di camminata o mobilità. Il corpo, in gara, vi restituirà questa pazienza.

Sul piano nutrizionale, la preparazione è l’occasione per testare cosa funziona per voi: gel, barrette, panini salati, brodo. L’Appennino, con le sue salite e discese, accentua ogni problema gastrico: meglio scoprirlo in allenamento che al 35° km.

Per strutturare tutto questo, un plan d'entraînement personalizzato vi aiuta a incastrare lavoro, famiglia e uscite, senza lasciare la preparazione al caso.

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Allenamento specifico per il terreno del Tartufo Trail

Il Tartufo Trail si corre su un terreno misto: carrarecce, sterrato, single track, con tratti dove la vegetazione si stringe e richiede attenzione. Non è solo una questione di gambe, ma di capacità di leggere il sentiero, di adattare il passo, di gestire i micro-rallentamenti senza innervosirsi.

Per questo, nell’allenamento ha senso inserire:

  • uscite su sentieri stretti, con appoggi irregolari, per allenare caviglie e propriocezione;
  • discese lunghe a ritmo moderato, focalizzate sul controllo, non sulla velocità;
  • salite camminate con bastoncini (se li userete in gara), per trovare il ritmo giusto e il gesto economico;
  • sessioni di «corsa continua» su profilo collinare, dove l’obiettivo è non spezzare il ritmo anche quando il terreno cambia.

Un allenamento che ho trovato utile, negli anni, è la «notte anticipata»: un lungo di 4–5 ore su sentieri, iniziando nel tardo pomeriggio e finendo con la luce che cala. Non serve arrivare allo sfinimento, ma capire cosa succede al corpo e alla testa quando la fatica si accumula. Su un 50 km, questa esperienza torna utile quando vi troverete nel tratto centrale, dove la gara non è ancora finita ma l’entusiasmo della partenza è passato.

Per i percorsi di 17 e 28 km, la presenza del cancello orario al km 23 dopo 5 ore impone un lavoro di consapevolezza del passo. In allenamento, abituatevi a controllare la velocità media su profili simili: sapere che con un certo effort riuscite a stare dentro le barriere rende la testa più leggera il giorno della gara.

Gestione dell’allure:

  • Sul 50 km, pensate la gara in tre blocchi: primi 15–20 km molto prudenti, parte centrale di consolidamento, ultimi 10–15 km dove, se avete risparmiato, potrete mantenere un passo dignitoso. Nessuno «eroe» nei primi chilometri.
  • Sui 28 km, il rischio è partire come fosse una mezza maratona: resistete alla tentazione. I primi 5–7 km dovrebbero sembrare quasi facili.
  • Sui 17 km, ritrovate un equilibrio tra ritmo e rispetto delle salite: nelle sezioni più ripide, anche i più esperti spesso camminano. Non è un segno di debolezza, ma di intelligenza.
  • Sui 9 km, l’errore tipico è partire troppo forte sull’asfalto iniziale e trovarsi «senza gambe» appena il sentiero si fa nervoso. Tenete una riserva per gli ultimi chilometri.

L’allenamento serve a costruire tutto questo, ma anche a imparare ad accettare ciò che il corpo vi dice. Se una settimana arriva la stanchezza, prendetela come informazione, non come fallimento.

Nutrizione in gara

Il giorno J, la tua alimentazione fa la differenza.

Prima, durante e dopo la gara: un piano alimentare personalizzato è disponibile in aggiunta al tuo piano d'allenamento.

Materiale, regolamento e informazioni pratiche

Il Tartufo Trail è regolato come gara di skyrunning FISKY, con materiale obbligatorio per i percorsi di 9, 17, 28 e 50 km. In gara sono richiesti almeno:

  • giacca antivento a maniche lunghe o telo termico;
  • bicchiere o contenitore personale per i ristori;
  • barrette o integrazione alimentare minima.

Sono fortemente consigliati guanti, bandana o cappello, maglia di ricambio e la cartina con altimetria e road book forniti dall’organizzazione. In un ambiente come quello dell’Appennino, dove il meteo può cambiare in fretta, questi dettagli pesano più di quanto sembri mentre si prepara la sacca il giorno prima.

Le partenze dei percorsi principali nel 2026 sono previste da Piazza Europa a Calestano:

  • 50 km, 17 km e 28 km: partenza alle 08:00.
  • 9 km: partenza alle 09:00.

Il ritiro pettorali e il controllo del materiale obbligatorio avvengono nella zona anfiteatro di Piazza Europa, secondo il programma ufficiale pubblicato sul sito. Per l’iscrizione è necessario un certificato medico agonistico valido per attività ad elevato impegno cardiovascolare.

Per tutte le informazioni aggiornate, i dettagli del regolamento e le eventuali variazioni di programma, potete consultare il sito ufficiale Tartufo Trail o la pagina Facebook Tartufo Running, dove gli organizzatori pubblicano comunicazioni e novità.

Arrivare a Calestano, quel mattino d’autunno, con la sensazione di aver preparato con cura ogni dettaglio – dal passo alla nutrizione, dal sonno al materiale – è il modo più bello per onorare questa gara e le sue colline. Il Tartufo Trail vi aspetta con rispetto per la distanza, ma anche con il calore di un territorio che ama la corsa e chi la vive con profondità.

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Percorsi delle diverse distanze

Tracciato GPS e profilo altimetrico
9 km
17 km
28 km

Percorso dettagliato Tartufo Trail (Tartufo Running®) - 9 km

Dislivello positivo 430 m
Dislivello negativo 435 m
Altitudine minima 394 m
Altitudine massima 805 m

Percorso dettagliato Tartufo Trail (Tartufo Running®) - 17 km

Dislivello positivo 931 m
Dislivello negativo 919 m
Altitudine minima 394 m
Altitudine massima 966 m

Percorso dettagliato Tartufo Trail (Tartufo Running®) - 28 km

Dislivello positivo 1.489 m
Dislivello negativo 1.477 m
Altitudine minima 394 m
Altitudine massima 1.047 m

Buono a sapersi

Meteo e condizioni dell’Appennino parmense in autunno

Il Tartufo Trail cade nel cuore dell’autunno in Appennino. La stagione in cui il bosco profuma di terra umida e foglie, e le salite possono cambiare volto in pochi minuti.

  • Temperature attese: in questo periodo, nella zona di Calestano, le minime all’alba possono avvicinarsi ai 8–10 °C, mentre nelle ore centrali è realistico arrivare intorno ai 16–19 °C. Freddo alla partenza, clima più morbido quando siete nel vivo della gara.
  • Pioggia e umidità: ottobre è spesso piovoso. I 45 mm medi mensili indicano che i sentieri possono essere umidi, con tratti scivolosi, rocce bagnate, radici in agguato. Immaginate il rumore delle vostre scarpe sul fogliame bagnato. E preparatevi di conseguenza.
  • Vento e microclima: sui crinali come Monte Sporno o Montagnana il vento può far percepire temperature più basse, mentre nei boschi l’aria resta più ferma. Potete avere freddo in cima, caldo subito dopo la discesa.
  • Visibilità: mattinate con foschia non sono rare. Occhiali chiari o fotocromatici possono diventare preziosi per proteggere gli occhi da rami bassi e gocce di pioggia.

Quando preparate l’allenamento, simulate queste condizioni: uscite con clima fresco, pioggia leggera, terreno bagnato. Arrivare al Tartufo Trail avendo già “assaggiato” l’autunno è una sicurezza in più.

Terreno, dislivello e gestione pratica per ogni distanza

50 km – Tartufo Sky Ultra, D+ 3.042 m

Questa è la distanza in cui la giornata diventa un piccolo viaggio. Il dislivello è importante, ma è la somma delle salite e delle discese a fare la differenza.

  • Terreno: pochissimo asfalto, tantissimo sterrato, carrarecce, single track. Aspettatevi tratti di bosco stretto, pietraie, sentieri dove il piede deve “pensare” ad ogni appoggio.
  • Dislivello: oltre 3.000 m di D+ chiedono gambe allenate a salite lunghe e discese che si ripetono. Non è solo “andare su e giù”, è farlo rimanendo lucidi.
  • Impegno globale: per molti runner, il tempo in gara può superare le 7–8 ore. Vale la pena allenarsi a stare sul sentiero a lungo, anche mentalmente.

Aneddoto ricorrente: chi arriva al 35° km “a secco” di energie non è di solito crollato per la salita più dura. È crollato perché si è dimenticato di mangiare e bere quando il bosco era bellissimo e il panorama distrtraeva. Nella vostra preparazione, fate prove mirate di alimentazione e idratazione su uscite lunghe.

  • Obiettivo allenamenti: abituare il corpo a cambi di ritmo continui su terreno tecnico, imparare a gestire discese stanche, educare la testa a restare calma quando il GPS segna molti chilometri e il D+ continua ad aumentare.

28 km – Tartufo Sky Monte Sporno, D+ 1.677 m

I 28 km hanno una cifra particolare: abbastanza lunghi per chiedere rispetto, abbastanza “corti” per farvi venire voglia di tirare. È lì che ci si gioca la gara.

  • Dislivello: 1.677 m di D+ significano salite importanti ma gestibili. La fatica arriva soprattutto per la ripetizione delle ondulazioni, non per una singola rampa.
  • Terreno: sterrato vario, bosco, tratti di single track dove è difficile sorpassare. Allenatevi a correre anche quando il passo è condizionato dal runner davanti.
  • Cancello orario: il passaggio al km 23 deve avvenire entro 5 ore. Chi tende a partire piano deve inserire in preparazione qualche allenamento con controllo del passo, per capire quanto “margine” ha.

È tipico vedere runner al Tartufo Monte Sporno che, dopo i primi chilometri troppo allegri, arrivano al cancello orario con gli occhi che cercano l’orologio più del sentiero. Voi potete evitarlo: fate qualche uscita in cui simulate la progressione, con una prima parte prudente e una seconda parte leggermente più vivace.

17 km – Tartufo Sky Découverte, D+ 1.110 m

La distanza giusta per chi vuole sentire il sapore dello skyrunning senza passare la giornata in gara.

  • Dislivello: 1.110 m di D+ su 17 km sono “densi”. Vuol dire che ci sono tratti in cui si sale con decisione, e discese che vanno affrontate con piedi svegli.
  • Terreno: come gli altri percorsi, il mosaico di carrarecce e single track richiede tecnica minima di appoggio e capacità di cambiare ritmo spesso.
  • Cancello orario condiviso: anche per i 17 km vale il cancello al PC3. Non è un dettaglio: se vi piace “partire a sensazione”, dovrete imparare a collegare sensazioni e velocità media.

Molti runner arrivano alla loro prima 17 km di Tartufo pensando “è solo un medio trail”. Poi si ritrovano a camminare a passo deciso nelle salite più ripide, con il fiato corto e la testa che dubita. Il trucco? In preparazione, normalizzare la camminata in salita. Non è un cedimento. È una strategia.

9 km – Tartufo Sky Expérience, D+ 450 m

Un percorso per tutti, sì. Ma non è una corsa cittadina con due curve.

  • Dislivello: 450 m di D+ su 9 km rendono il tracciato nervoso. Il ritmo non è mai completamente regolare.
  • Terreno: sterrato e sentiero, con appoggi irregolari. Per chi è abituato solo all’asfalto, le caviglie scoprono mondi nuovi.
  • Impatto sul corpo: se partite troppo forte, la prima salita può presentare un conto immediato. E gli ultimi chilometri, se non li avete simulati in allenamento, possono sembrare molto più lunghi di nove.

Un ricordo tipico dei runner che tornano dal 9 km: “Sembrava facile sulla carta. Poi ho capito che il sentiero non guarda il GPS”. In preparazione, poche ma buone uscite su sentieri, anche brevi, per svegliare piede, caviglia e testa.

Ristori, idratazione e gestione dell’energia

Sui percorsi del Tartufo Trail sono previsti ristori lungo il tracciato, con alimenti solidi e liquidi tipici delle gare trail (acqua, bevande isotoniche, frutta, snack). La presenza dei ristori non deve farvi dimenticare l’autonomia: la gara è vera, non una passeggiata.

  • Contenitore personale obbligatorio: dovrete portare con voi bicchiere o soft flask, perché ai ristori non sono forniti bicchieri monouso. Allenatevi già in preparazione a bere da borracce o soft flask, evitando l’effetto “giocoliere” al tavolo del ristoro.
  • Gestione dei ristori sui 50 km: qui la strategia alimentare è cruciale. Evitate di arrivare al ristoro in stato di “fame chimica”. Fate test in allenamento con gel, barrette, piccoli panini salati, brodo. Il corpo vi dirà cosa accetta e cosa rifiuta.
  • Sui 28 e 17 km: il cancello orario al km 23 significa che potreste arrivare un po’ sotto pressione. Non saltate i ristori “per guadagnare tempo”: spesso il minuto che si “perde” mangiando è quello che vi salva la gara 30 minuti dopo.
  • Sui 9 km: molti pensano di poter correre solo con quello che hanno “a colazione”. È possibile, ma un piccolo gel o una mezza barretta testata in allenamento può evitare il classico calo improvviso negli ultimi chilometri.

Un gesto semplice che fa la differenza: riempire sempre almeno metà borraccia ogni volta che passate ad un ristoro importante, anche se non avete sete. In Appennino, basta una salita al sole per trasformare una leggera nebbia in sudore vero.

Materiale obbligatorio e consigli specifici

Il regolamento skyrunning FISKY prevede per tutte le distanze materiale obbligatorio che verrà controllato. Alcuni elementi sono elencati anche sulla scheda della gara.

  • Giacca antivento a maniche lunghe o telo termico: non è un capriccio. In caso di pioggia, vento o calo di temperatura sui crinali, questa giacca diventa la vostra coperta di sicurezza.
  • Bicchiere o contenitore personale: indispensabile per i ristori. Sceglietelo leggero, facile da maneggiare anche con mani fredde.
  • Alimentazione minima: gel, barrette o altri alimenti. Il regolamento richiede una dotazione base, ma la vostra pratica vi suggerirà quanto portare realmente.
  • Consigliati: guanti, bandana o cappello, maglia di ricambio, cartina con altimetria e road book forniti dall’organizzazione. In allenamento, provate a correre con questi elementi. Niente sorprese il giorno della gara.

Ogni anno, a Calestano, c’è qualcuno che parte sottovalutando il meteo: “Tanto è ottobre, non farà freddo”. Poi, in cima, con il vento che taglia, la giacca nella sacca sembra un abbraccio. Pensateci quando scegliete cosa portare nel vostro zaino.

Scarpe e bastoncini

  • Scarpe: servono modelli con buona tassellatura, stabili su terreno umido e foglie. Se avete dubbi tra due paia, scegliete quello con cui vi sentite più sicuri in discesa.
  • Bastoncini: particolarmente utili sui 50 e 28 km, dove le salite lunghe permettono di scaricare parte del lavoro su braccia e schiena. Se pensate di usarli, allenate la tecnica in anticipo: spiegare i bastoncini a metà gara senza averli mai provati non è una buona idea.

Gestione del passo e dei cancelli orari

La presenza del cancello orario al PC3, km 23, con chiusura dopo 5 ore per i 17 e 28 km, è un elemento centrale della vostra preparazione.

  • Per i 28 km: dovete essere in grado di mantenere un passo che vi porti al km 23 con un margine di sicurezza. In allenamento, inserite uscite su percorsi collinari dove controllate costantemente il rapporto tempo/distanza/dislivello.
  • Per i 17 km: anche se la distanza è più breve, il cancello può essere “vicino” per chi è meno esperto. Imparate a riconoscere il vostro ritmo sostenibile per 3–4 ore su terreno non perfettamente scorrevole.

Capita spesso che i runner più prudenti si sentano “in colpa” se accelerano per rispettare un cancello. Il segreto è conoscere il proprio corpo, non improvvisare. Se in preparazione avete già simulato un passaggio “tirato ma controllato” su un finto PC3, in gara saprete esattamente quanto potete chiedere alle vostre gambe.

Adattare la preparazione alle caratteristiche reali dei percorsi

Se correte i 50 km

  • Inserite lunghi progressivi su terreno collinare, con dislivello simile a quello della gara.
  • Abituatevi a correre con lo zaino carico con il materiale obbligatorio: giacca, borracce, alimenti.
  • Allenate la discesa su sentieri tecnici, con appoggi irregolari, pietre e radici. La fiducia in discesa vi farà risparmiare energia.

Un momento vi resterà in mente: quando, dopo molte ore, il sentiero si apre e vedete il paese in lontananza. Se avrete gestito bene passo e materiale, quel momento sarà emozione pura, non solo sollievo.

Se correte i 28 km

  • Preparatevi ad alternare tratti corribili a segmenti di salita dove è più efficiente camminare.
  • Lavorate su uscite di 2–3 ore con dislivello consistente, per abituare gambe e testa alla durata.
  • Curate la forza di caviglie e core: il terreno misto dell’Appennino “interroga” ogni piccolo muscolo.

Molti runner raccontano il loro 28 km come la gara in cui hanno capito che si può essere forti non solo quando si spinge, ma anche quando si decide di rallentare per non sprecare tutto in una salita.

Se correte i 17 km

  • La priorità è gestire bene le salite, senza bruciare tutte le energie nella prima metà.
  • Allenatevi su percorsi con salite medio-brevi, ma toste, e discese in cui potete lavorare sulla tecnica.
  • Usate il cronometro: sapere quanto tempo impiegate per coprire 15–18 km con dislivello aiuta a stimare il vostro ritmo gara.

Spesso la 17 km diventa la prima vera esperienza di trail “serio”. Fatene l’occasione per conoscervi: le paure nelle discese, la voglia di spingere nelle salite, la gioia di arrivare in paese con le gambe stanche ma fiere.

Se correte i 9 km

  • Inserite brevi ripetute in salita e uscite su sterrato per abituare il piede ad appoggi irregolari.
  • Se correte abitualmente solo su asfalto, dedicate almeno 3–4 allenamenti specifici sui sentieri.
  • Allenate la partenza controllata: i primi minuti devono sembrare quasi “troppo facili”. È il modo migliore per godervi gli ultimi chilometri invece di subirli.

Per molti, la 9 km è il primo contatto con il mondo trail. Il sorriso all’arrivo, con le scarpe sporche di fango e gli occhi pieni di colline, vale tutta la preparazione.

Meteo, logistica personale e piccoli dettagli che contano

  • Strati di abbigliamento: partite con un sistema a strati facili da togliere e mettere (maglia tecnica, maniche, giacca). Allenate il gesto: togliere la giacca in movimento senza fermarsi può sembrare banale, ma non lo è quando si è stanchi.
  • Ricambio post-gara: portate sempre un cambio completo caldo. L’Appennino in autunno non perdona il sudore fermo addosso, soprattutto dopo la gara.
  • Gestione dello zaino: pensate la disposizione interna come se fosse una piccola mappa mentale: giacca sempre accessibile, alimenti dove potete prenderli senza rovistare, borracce bilanciate per non creare squilibri.

Un dettaglio che i runner ricordano con gratitudine: quei guanti infilati quasi per abitudine, che al primo vento freddo in cresta diventano una piccola felicità. È questo tipo di cura che rende la vostra giornata a Calestano più serena.

Meneur d’allure e dinamiche di gruppo

Per il Tartufo Trail, le informazioni pubbliche si concentrano su regolamento, percorsi e classifiche, senza indicare in modo chiaro la presenza di meneur d’allure ufficiali per le diverse distanze. In assenza di comunicazioni esplicite, è prudente non contare su pacer organizzati come in una maratona su strada.

  • Allenatevi a gestire il vostro ritmo in autonomia: orologio, sensazioni, confronto tra tempo e dislivello.
  • In gara, potete usare altri runner come riferimento temporaneo: stare qualche chilometro con chi ha passo simile, senza trasformare la cosa in una sfida.

Uno dei momenti più belli nelle gare come il Tartufo Trail è quando, in una salita lunga, il gruppo si compatta, nessuno parla per qualche minuto, si sente solo il respiro. Non servono meneur d’allure ufficiali: in quel silenzio condiviso, ognuno trova il proprio ritmo.

Meteo prevista il giorno della gara a Bore

Sulla base degli ultimi 10 anni (medie 2016–2025)
🌧️
Pioggia
il più frequente
16°
Max. media
estremo 24°
Min. media
estremo 3°
13 km/h
Vento medio
raffiche 122
Storico del meteo del 4 ottobre da 10 anni
☁️ 16° 2016
☁️ 17° 2017
☀️ 16° 2018
🌧️ 14° 2019
🌧️ 12° 2020
🌧️ 17° 2021
🌧️ 19° 2022
🌧️ 21° 2023
🌧️ 11° 2024
☁️ 16° 2025
Dati meteo: Open-Meteo / ERA5

Stima il tuo tempo di gara

In base al tuo ritmo obiettivo, ecco come si svolgerà la tua gara
Ritmo 5:00 min/km
3:00 · Veloce 8:00 · Lento
Tempo stimato
50:00
Velocità
12,0 km/h
Ritmo moderato · Mantieni questo ritmo fino al traguardo con un piano di allenamento personalizzato

Domande e risposte

Il Tartufo Trail (Tartufo Running®) propone quattro distanze con partenza e arrivo in Piazza Europa a Calestano.Tartufo Sky Ultra : circa 50 km per oltre 3.000 m D+. Tartufo Sky Monte Sporno : circa 29 km e 1.677 m D+. Tartufo Sky Découverte : circa 18 km e 1.066 m D+. Tartufo Sky Expérience : circa 8,5–9 km e circa 460–450 m D+. Terreno tipicamente trail collinare e appenninico, con vecchi sentieri e tratti tecnici.

Il Tartufo Trail (Tartufo Running®) è considerato un trail impegnativo, con percorsi collinari e sezioni tecniche negli Appennini di Parma. Le distanze oltre i 28 km con più di 1.600 m D+ richiedono esperienza in trail e buona gestione di sforzi lunghi. Se è la vostra prima partecipazione, valutate onestamente il vostro livello: scegliete le 8–18 km se avete meno esperienza, e i tracciati da 28–50 km solo se siete abituati a lunghi con forte dislivello e a correre su sentieri irregolari.

Su un trail collinare come il Tartufo Trail (Tartufo Running®), il ritmo va adattato al dislivello: salite corribili con passo economico, salite ripide camminando, discese controllate per non affaticare eccessivamente muscoli e articolazioni. Allenatevi a correre con zaino e a bere regolarmente (piccole quantità ogni 15–20 minuti) e a usare gli stessi gel/barrette che troverete ai ristori o che porterete con voi. In gara, non partite troppo forte: dividete mentalmente il percorso in sezioni e gestite l’energia per l’ultima parte.

L’organizzazione effettua un controllo dell’equipaggiamento al ritiro pettorale e prima della partenza; chi non ha il materiale obbligatorio viene squalificato e non può partire. Verificate sul regolamento ufficiale la lista aggiornata, ma su trail come il Tartufo Trail sono generalmente consigliati: scarpe da trail con buona aderenza, zaino o cintura porta-borracce, giacca antipioggia, riserva d’acqua, alimenti energetici e abbigliamento adatto alle condizioni meteo appenniniche. Allenatevi sempre con il materiale che userete il giorno della gara.

Per arrivare pronto il 4 ottobre 2026 al Tartufo Trail (Tartufo Running®), Preparun propone due piani di allenamento.Starter Run: piano gratuito, ideale per iniziare la preparazione in modo progressivo e sicuro, perfetto se esplorate per la prima volta questo trail. Finisher Line: piano completo e a pagamento, pensato per arrivare pronti il giorno J, curando volume, intensità e specificità di dislivello. Entrambi sono personalizzati secondo età, livello, obiettivo e numero di uscite settimanali, e adattati alle diverse distanze e al dislivello ufficiale del Tartufo Trail. Vi invitiamo a creare il vostro piano dedicato direttamente su preparun.com, per costruire passo dopo passo la vostra preparazione ideale.

Prepara la tua gara in 7 domande

Tartufo Trail non è una corsa qualunque: è un viaggio intenso nell’Appennino parmense, tra sentieri antichi, salite che si fanno sentire e un terreno che richiede rispetto. Pour arriver au bout avec le sourire, questa prova si prepara davvero, surtout si vous partez sur le 50 km ou le 28 km. Un plan d'entraînement structuré, adapté à votre niveau et à votre temps disponible, fait la différence entre subir la course et la vivre pleinement, en confiance. Sur Preparun, vous pouvez commander un plan pensé pour votre âge, votre expérience et votre objectif, pour aborder le Tartufo Trail avec sérénité et envie.

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Davide Greco

Articolo scritto da :
Davide Greco corre da più di vent'anni e ha attraversato tutte le evoluzioni della corsa amatoriale: dal footing « a sensazione » ai piani strutturati e…... continua a leggere
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Jules Patrick Maria Laurene
+8

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