Informazioni sulla gara
Three Lakes Trail propone 3 gare da 22 a 54 km, il 13 settembre 2026 a Arba.
| Gara | Distanza | Dislivello |
|---|---|---|
| 22 km | 22 km | +777 m |
| 42 km | 42 km | +2 488 m |
| 54 km | 54 km | +3 335 m |
Ci sono gare che si affrontano con la fretta, e altre che invitano a rallentare già durante la preparazione. Il Three Lakes Trail appartiene alla seconda categoria. Siete già iscritti, avete preso la decisione: ora si tratta di costruire con calma il percorso che vi porterà sulla linea di partenza della Val Tramontina con la sensazione di essere nel posto giusto, al momento giusto.
La valle è stretta, verde, tagliata dall’acqua. I tre bacini artificiali – Redona, Cà Selva, Cà Zul – disegnano il ritmo del paesaggio e, di conseguenza, della corsa. Three Lakes Trail 54 km (D+ 3335 m), Three Lakes Trail 42 km (D+ 2488 m) e Three Lakes Trail 22 km (D+ 777 m) sono tre modi diversi di entrare in questo territorio, ma hanno una cosa in comune: richiedono rispetto per la distanza e per il dislivello.
Three Lakes Trail parcours e terreno: cosa vi aspetta il 13 settembre 2026
Il Three Lakes Trail parte da Tramonti di Sotto, nel cuore della Val Tramontina, provincia di Pordenone, incorniciata dalle Dolomiti Friulane, patrimonio Unesco. La corsa attraversa sentieri nei boschi, tratti lungo il corso del Meduna e salite verso la val Silisia, la forra di Campone e i versanti che dominano i laghi.
Nelle edizioni recenti il percorso ha toccato borghi come Posplata, Val, Inglagna, Stali Gjal e Selva, alternando crinali panoramici a passaggi più chiusi nel bosco. Il terreno è vario: single track nel sottobosco, strade forestali, tratti di pietraia e salite regolari che, col passare delle ore, diventano sempre più esigenti.
Sui percorsi lunghi, la zona della Forchia del Predi, le creste sopra Chievolis e i passaggi sulle sponde dei laghi creano una successione di salite e discese che mette alla prova il modo in cui gestite il passo. Non si tratta di una gara di sola velocità: è un trail in cui la pazienza, la capacità di mangiare e bere in movimento e la lucidità nei tratti tecnici fanno la differenza.
Sul 22 km il profilo rimane impegnativo ma più compatto: ci sono salite vere, ma la fatica resta concentrata su poche ore. Il 42 km e il 54 km entrano invece nel territorio del trail lungo e dell’ultra, dove il calo di attenzione, la gestione dei ristori e la strategia mentale diventano centrali.
Préparer Three Lakes Trail: costruire il vostro plan d'entraînement
Per preparare il Three Lakes Trail non basta accumulare chilometri "a sensazione". Serve un plan d'entraînement che rispetti il vostro livello e che tenga insieme tre pilastri: sviluppo del fondo, lavoro sul dislivello, cura del recupero.
Crea il tuo piano di allenamento personalizzato
In 60 secondi ricevi un piano adatto al tuo livello, al tuo obiettivo e al terreno specifico di questa gara.
Se puntate al Three Lakes Trail 22 km, l’obiettivo principale è abituare le gambe a una combinazione di salite e discese senza perdere la capacità di correre nei tratti più scorrevoli. Un percorso tipo di preparazione include:
- 1 uscita settimanale con dislivello significativo (600–800 m), anche camminando in salita a passo deciso;
- 1 uscita di ritmo su terreno facile, per mantenere una buona economia di corsa;
- lavoro tecnico nelle discese: brevi ripetute in discesa su sentiero per imparare a rilassare le gambe e a "lasciarle andare" senza irrigidimenti.
Per il Three Lakes Trail 42 km, la preparazione entra in una dimensione più lunga. Il corpo deve imparare a sostenere diverse ore di movimento continuo, su terreno variabile. Il vostro plan d'entraînement dovrebbe integrare:
- una uscita lunga settimanale, progressivamente fino a 3–4 ore, su percorsi con almeno 1500–1700 m D+;
- allenamenti specifici di salite lunghe (10–20 minuti) alternate a discese, per lavorare sulla forza resistente;
- sessioni facili tra le uscite impegnative, dedicate solo alla mobilità e al recupero attivo, per non logorare le strutture muscolari.
Quando si parla del Three Lakes Trail 54 km (D+ 3335 m), si entra nel campo dell’ultra. Qui la preparazione non riguarda solo le gambe, ma anche il modo in cui dormite, mangiate, gestite le giornate di lavoro. Il piano di allenamento va pensato con una visione ampia:
- uscite molto lunghe (fino a 5–6 ore) su terreni simili a quelli della gara, con lunghe salite e discese tecniche;
- simulazioni di gara con alimentazione in movimento (gel, barrette, cibi salati), per capire cosa il vostro stomaco accetta dopo molte ore;
- una cura quasi "artigianale" del recupero: sonno regolare, giornate senza corsa, brevi camminate per sciogliere anziché aggiungere fatica.
Negli anni ho visto molti trail lunghi rovinati da una preparazione compressa in poche settimane. Il corpo non dimentica gli sforzi e restituisce il conto nel momento meno opportuno: crampi nel bosco, cali di lucidità lungo il lago, passi insicuri nei tratti in ombra. Un plan d'entraînement fatto con calma vi permette invece di arrivare alla vigilia con quella sensazione preziosa di aver fatto il necessario, senza eccessi.
Nel vostro allenamento per il Three Lakes Trail, lasciate spazio anche alla mente. Dedicate qualche uscita a esplorare percorsi nuovi, senza guardare troppo l’orologio. Imparate a riconoscere il ritmo in cui riuscite a respirare in modo ampio, ad ascoltare i vostri passi nel bosco, ad accettare che nei trail lunghi ci sono momenti di stanchezza che vanno attraversati con pazienza.
Il giorno J, la tua alimentazione fa la differenza.
Prima, durante e dopo la gara: un piano alimentare personalizzato è disponibile in aggiunta al tuo piano d'allenamento.
Gestione dell’allure, alimentazione e materiale sul Three Lakes Trail
Il profilo del Three Lakes Trail invita a partire piano. Le prime salite nella pineta lungo il Meduna portano facilmente a esagerare: il gruppo è compatto, l’entusiasmo alto, il terreno ancora scorrevole. È proprio lì che si gioca una parte della gara. Ogni minuto risparmiato in partenza, ogni tratto affrontato con un passo appena più contenuto, diventa energia preziosa nelle salite della seconda metà.
Per la gestione dell’allure sul 22 km, una strategia efficace è alternare corsa in piano e in discesa con passi decisi in salita, senza ostinarsi a correre ogni rampa. Sul 42 km e sul 54 km, invece, diventa fondamentale trovare un passo di salita che potrete mantenere per ore, anche a costo di essere sorpassati nei primi chilometri. Nel trail lungo, spesso vince chi sa aspettare.
L’alimentazione va pensata fin dall’allenamento. Sul Three Lakes Trail 22 km potete permettervi di correre con meno materiale, ma è comunque prudente avere con sé qualcosa di energetico e salato. Sui percorsi più lunghi, la regola è semplice: qualcosa ogni 30–40 minuti, alternando dolce e salato, e bevendo con regolarità. I ristori ufficiali – come quelli in passato a Tarcenò, Inglagna, Borgo Stali Gjal, Frasseneit – sono punti di appoggio importanti. Arrivateci con un’idea chiara di cosa vi serve, senza improvvisare.
Quanto al materiale, la Val Tramontina sa essere generosa di luce ma anche improvvisamente più fresca, specie in zone d’ombra vicino all’acqua. Per il Three Lakes Trail vi consiglio:
- zaino leggero con sacca idrica o borracce, anche sul 22 km;
- maglia tecnica traspirante e uno strato leggero aggiuntivo per i tratti più esposti;
- bastoncini sui 42 e 54 km, se siete abituati a usarli in allenamento;
- scarpe da trail con buona presa su pietra umida e terreno misto;
- cappellino e occhiali, ma anche qualcosa per proteggervi da eventuali cambi di meteo.
Non trascurate i piccoli dettagli: calze adatte (meglio due paia portate con sé sui percorsi lunghi), cura dei piedi (vaselina, cerotti preventivi), scelta di uno zaino che non vi irriti le spalle dopo molte ore. Nell’ultra, sono spesso questi aspetti silenziosi a decidere se gli ultimi chilometri saranno un momento di gratitudine o una lotta continua con il fastidio.
Three Lakes Trail infos pratiques: data, lieu, iscrizioni
Il Three Lakes Trail 2026 si terrà domenica 13 settembre 2026, tra i sentieri e le acque della Val Tramontina, con partenza da Tramonti di Sotto. L’evento nasce nel 2018 e ha già ospitato il Campionato Europeo Master di corsa in montagna, trail running e nordic walking, segno della cura organizzativa e dell’attenzione per chi corre.
Per informazioni aggiornate su orari di partenza, servizi e programma, potete consultare il sito ufficiale Three Lakes Trail o la pagina Facebook Three Lakes Trail, dove l’organizzazione pubblica novità e dettagli sulle edizioni in arrivo.
Quando arriverete in Val Tramontina, prendetevi qualche minuto in più prima del ritiro pettorale. Guardate i versanti, ascoltate il fiume, respirate l’aria del mattino. Il Three Lakes Trail è una corsa, certo, ma è anche un modo di appartenere per qualche ora a questa valle d’acqua e di boschi. Prepararsi con cura significa, in fondo, concedersi il tempo di vivere appieno quel giorno, dall’alba al ritorno all’arrivo.
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Buono a sapersi
Panoramica pratica per preparare il Three Lakes Trail
Tre distanze. Tre modi diversi di farsi “scolpire” dalla Val Tramontina. Per prepararvi bene, la cosa più importante è sapere dove
Le distanze ufficiali da tenere sempre a mente sono:
- 22 km – dislivello positivo 777 m (trail corto ma nervoso)
- 42 km – dislivello positivo 2488 m (trail lungo, vero mountain trail)
- 54 km – dislivello positivo 3335 m (ultra, gestione totale di corpo e testa)
Ogni decisione sul vostro allenamento e sul materiale dovrebbe partire da questi numeri. Sono loro che vi diranno se una salita va corsa o camminata, se uno zaino è sufficiente o no, se un allenamento di due ore basta davvero.
Meteo di metà settembre in Val Tramontina: cosa aspettarvi
La Val Tramontina a metà settembre sa essere dolce… e spietata. Giornata limpida, luce che accarezza i versanti, ma due passi più in là, all’ombra del bosco, vi accorgete che l’aria cambia all’improvviso.
Condizioni tipiche di stagione
- Temperature in partenza: spesso fresche, aria frizzante, soprattutto nei pressi del fiume e dei laghi.
- Salendo di quota: facile sentire un brusco calo di temperatura, soprattutto sui crinali esposti e in prossimità delle forcelle.
- Ore centrali: se la giornata è serena, il sole può picchiare forte nei tratti più aperti, con sensazione di caldo secco.
- Umidità: nei boschi e lungo l’acqua l’aria può restare umida, con sudore che asciuga più lentamente e sensazione di freddo nelle pause.
- Pioggia improvvisa: in montagna basta poco per cambiare tutto; un temporale pomeridiano può rendere pietre e radici estremamente scivolose.
Un aneddoto che torna spesso: atleti arrivati con canotta leggera “da città”, fidandosi del sole in paese, che dopo un’ora si ritrovano sui versanti al vento con i denti che battono. Non erano fuori forma. Erano semplicemente vestiti per un’altra gara.
Come tradurre questo nel vostro allenamento
- Abituatevi ad allenarvi anche con tempo incerto, non solo nelle giornate perfette.
- Provate un’uscita in cui partite con fresco, salite verso un crinale più ventilato, poi scendete in un bosco più umido: è esattamente il tipo di variazione termica che incontrerete.
- Allenate la gestione degli strati: indossare e togliere un guscio, aprire la zip, giocare con buff e manicotti mentre camminate in salita.
Terreno e tratti chiave: come allenare gambe e testa
I percorsi del Three Lakes Trail combinano bosco, sentieri in costa, tratti più tecnici e zone più scorrevoli lungo il fondovalle. Quello che colpisce molti al primo anno non è “quanto è ripido”, ma “quanto cambia spesso”.
Caratteristiche generali del terreno
- Single track nel bosco: sentieri stretti, curve frequenti, radici, fogliame che può nascondere pietre. Qui serve passo agile e sguardo che anticipa di 2–3 metri.
- Strade forestali e sterrate: sezioni dove si può correre più sciolti. Perfette per “rimettere in moto le gambe” dopo una salita lunga.
- Tratti di pietraia o sassi mobili: caviglie sotto pressione, soprattutto quando siete stanchi. È il classico terreno dove un eccesso di fiducia ha fatto finire più di un atleta seduto a bordo sentiero a sistemare la caviglia.
- Versanti sopra i laghi: salite e discese che non perdonano un passo sbagliato nella gestione del ritmo; se qui arrivate “in credito”, vi sentirete forti, se arrivate al limite, ogni rampa vi sembrerà il doppio.
Adattare l’allenamento al profilo di ciascuna distanza
- 22 km – D+ 777 m Pensate a una corsa “a strappi”: salite vere, ma non infinite; discese che richiedono tecnica; tratti scorrevoli dove recuperare. In allenamento, cercate percorsi collinari con salite di 5–10 minuti, alternando bosco e strada bianca.
- 42 km – D+ 2488 m Qui la parola chiave è continuità. Salite lunghe, ma anche una successione di “dentini” che, a fine gara, pesano quanto i muri principali. Inserite uscite con somma di dislivello simile, anche spezzata (per esempio 3 salite da 600–800 m D+ nello stesso allenamento, se il vostro territorio lo permette).
- 54 km – D+ 3335 m È il regno del “salgo con pazienza, scendo con lucidità”. Dislivello che non si fa rispettare solo in salita, ma anche in discesa, dove i quadricipiti vengono martellati per ore. In allenamento, simulate giornate “a blocchi”: salite lunghe, discesa tecnica, breve tratto corribile, di nuovo salita. Non basta il lungo in piano: il corpo deve capire che dopo 2000 m D+ non è finita.
Ristori e idratazione: come usarli, non subirli
Negli anni il Three Lakes Trail ha proposto una rete di ristori distribuiti lungo la valle, con punti in borghi e località intermedie come Tarcenò, Inglagna, Borgo Stali Gjal, Frasseneit. La logica resta simile: alcuni ristori “principali”, più ricchi, altri più rapidi.
Cosa significa per la vostra strategia
- Non contate solo sui ristori: usateli come rinforzo, non come unica fonte di energia.
- Decidete in anticipo cosa fare a ogni tipo di ristoro:
- ai ristori “ricchi”: riempire le borracce, prendere cibo salato, sistemare eventuali problemi (cerotto, cambio calze sulle distanze lunghe);
- ai ristori “veloci”: un sorso, un boccone, e via.
- In allenamento, simulate la distanza media tra due ristori:
- per il 22 km, abituatevi a correre con una quantità di liquidi che copra 60–90 minuti di sforzo;
- per il 42 km e il 54 km, allenatevi a gestire 2 ore tra un “punto pieno” e l’altro, con scorte proprie.
Un errore tipico che ho visto spesso su percorsi simili: arrivare al ristoro “vuoti”, affamati, agitati, prendere di tutto e ripartire con lo stomaco in rivolta. È il modo più rapido per trasformare un sogno in un lunghissimo passo dopo l’altro, con il fiato corto non per la salita, ma per la nausea.
Materiale: cosa serve davvero sulle tre distanze
La Val Tramontina è un posto in cui uno zaino preparato bene vale quanto un buon ciclo di allenamenti. Non si tratta di riempirlo. Si tratta di scegliere le quattro-cinque cose che, quando le avrete, vi faranno sentire tranquilli.
Base comune per tutti
- Scarpe da trail con buona tenuta su pietra e terreno umido.
- Calze tecniche che conoscete già, testate su uscite lunghe (no “nuove di pacca” il giorno della gara).
- Zaino o gilet da trail aderente, senza rimbalzi. Provate a correre in discesa in allenamento con lo zaino pieno: se vi infastidisce dopo 10 minuti, immaginate dopo 4 ore.
- Giacca leggera antivento/antipioggia (soprattutto per 42 e 54 km).
- Cappellino e occhiali per le ore di sole, ma anche un buff per i tratti all’ombra o ventosi.
Specifico per 22 km – D+ 777 m
- Gilet o cintura porta-borraccia con 500–1000 ml di liquidi, a seconda del vostro passo.
- 1–3 gel o piccoli snack che avete già testato in allenamento.
- Strato leggero extra solo se siete freddolosi o se il meteo è incerto.
- Nessun bisogno di bastoncini, a meno che non li usiate abitualmente anche su uscite brevi e siate davvero abituati.
Su questa distanza, più che il “materiale in più”, conta lasciare a casa il superfluo: uno zaino troppo pieno può rallentare e stancare le spalle più della salita.
Specifico per 42 km – D+ 2488 m
- Bastoncini fortemente consigliati, se siete abituati a usarli: con quasi 2500 m D+ la differenza sulle gambe, a fine gara, può essere enorme.
- Capacità idrica di 1–1,5 litri, con possibilità di ricaricare ai ristori.
- Giacca leggera sempre con voi, anche se in paese fa caldo.
- Almeno 6–10 porzioni di cibo (gel, barrette, panini piccoli, datteri, frutta secca), sapendo che integrerete con quanto offerto ai ristori.
- Un piccolo kit “salva giornata”: cerotti per vesciche, mini dose di vaselina, bustina di sali se li tollerate.
Su distanze così, ogni piccolo sfregamento lasciato correre per le prime due ore rischia di trasformarsi in un incendio alla quinta. Ho visto atleti ritirarsi non per mancanza di fiato, ma per un’irritazione alla spalla causata dallo zaino.
Specifico per 54 km – D+ 3335 m
- Bastoncini quasi indispensabili, a patto di averli usati a lungo in allenamento.
- Capacità idrica fino a 1,5–2 litri, soprattutto se siete di passo più lento e passerete molte ore sul percorso.
- Secondo strato leggero in più: una maglia asciutta o un mid-layer sottile da usare nei tratti più freddi o se iniziate a rallentare.
- Calze di ricambio nello zaino: cambiare calze dopo molte ore può sembrare un lusso, ma per molti è stato il gesto che ha “salvato” il finale di gara.
- Alimentazione personale per tutta la gara, da integrare con i ristori:
- dolce (gel, barrette, biscotti, frutta secca);
- salato (cracker, mini panini con formaggio leggero o prosciutto, patatine, se le tollerate);
- eventuale cibo “neutro” (banana, riso, pane morbido) per quando lo stomaco si ribella al dolce.
Nelle ultra, c’è sempre un momento in cui quello che amavate mangiare in allenamento all’improvviso vi disgusta. È lì che ringrazierete di avere un’alternativa nello zaino.
Allenare specificamente salita e discesa
Il punto non è solo “quanto” salite. È come. La Val Tramontina non perdona chi allena solo il fiato e trascura i muscoli.
Salite
- Per il 22 km, lavorate su salite di 5–15 minuti, alcune corribili, altre da camminare a passo deciso. Abituatevi a cambiare ritmo: correre, poi camminare, poi di nuovo correre in cima.
- Per il 42 km, cercate salite più lunghe (fino a 20–30 minuti di sforzo continuo) e inserite tratti in cui vi imponete di usare il passo che userete in gara, non quello “da allenamento corto”.
- Per il 54 km, pensate alle salite come a blocchi mentali: ogni salita è un capitolo. In allenamento, provate uscite con 3–4 salite lunghe nella stessa giornata; l’obiettivo è imparare a non “rompersi” mentalmente alla seconda.
Discese
- Allenate discese su terreno misto: bosco, sassi, curve strette.
- Per il 22 km, puntate a scendere “sciolti” senza frenare continuamente: il giorno dopo le vostre cosce vi diranno se state esagerando o meno.
- Per il 42 e 54 km, il lavoro in discesa è una forma di forza: inserite più ripetizioni di discesa medio-lunga, con risalite tranquille, per abituare i muscoli all’impatto.
Un’immagine che vedrete spesso in gara: atleti che in salita sembrano solidi, ma in discesa scendono “inchiodati”, frenando ogni passo. Non è mancanza di coraggio. È mancanza di allenamento specifico.
Gestione del ritmo e testa sulle tre distanze
Il profilo dei percorsi e la natura della valle invitano a una sola regola comune: risparmiare in partenza, guadagnare alla fine.
22 km – D+ 777 m
- Partite un filo più piano di quanto vi verrebbe naturale.
- Usate la prima salita per “sentire” le gambe: se in cima avete ancora voglia di spingere, siete nel giusto; se già ansimate, avete accelerato troppo.
- In allenamento, simulate la gara con un’uscita di 18–20 km con dislivello simile, provando il ritmo che pensate di tenere.
42 km – D+ 2488 m
- Ragionate in sezioni: primo terzo di gara in massimo controllo, secondo terzo in gestione, ultimo terzo dove, se avete risparmiato, potete aumentare leggermente.
- In allenamento, provate lungo in cui gli ultimi 30–40 minuti sono in leggera progressione, anche se siete stanchi: è lo “scheletro” mentale del finale di gara.
54 km – D+ 3335 m
- Immaginate che la gara inizi “sul serio” dopo i primi 25–30 km.
- Allenate la calma: giornate in cui uscite senza obiettivo di ritmo, ma con l’obiettivo di restare lucidi per molte ore.
- Inserite almeno una simulazione in cui mangiate e bevete come farete in gara, per diverse ore, su terreno collinare o montano.
Una scena che ho visto spesso in gare simili: al primo ristoro, qualcuno arriva ansimante, racconta a tutti “sto benissimo, oggi volo”; lo ritrovate qualche ora dopo seduto, coperto dalla mantella termica. Non era poco allenato. Era partito come se la gara fosse un 10 km.
Ultimi dettagli che fanno una grande differenza
- Piedi: curate la pelle con crema o vaselina prima della gara, soprattutto per 42 e 54 km. In allenamento, testate cerotti o nastri se avete zone critiche.
- Stomaco: provate i cibi che troverete in genere ai ristori (pane, biscotti, frutta, salato semplice) durante i vostri lunghi; non è il giorno della gara il momento giusto per sperimentare.
- Materiale obbligatorio: verificate sempre le indicazioni ufficiali dell’organizzazione. Se una volta vi hanno chiesto un certo capo, è probabile che ci sia un motivo legato alla sicurezza, non solo al regolamento.
- Recupero: nelle settimane che precedono la gara, accettate l’idea che “meno è meglio”. Ho visto atleti arrivare scarichi e felici, e altri arrivare dopo l’ultimo “allenamento di sicurezza” troppo duro: questi ultimi in griglia avevano già lo sguardo di chi è stanco.
Il Three Lakes Trail non è solo una gara da correre. È un dialogo lungo settimane con una valle che non vi conosce ancora, ma che, se vi presentate preparati e rispettosi, saprà regalarvi quell’arrivo in cui, al traguardo, la stanchezza e la gratitudine si confondono per qualche minuto.
Meteo prevista il giorno della gara a Arba
Stima il tuo tempo di gara
Domande e risposte
I percorsi ufficiali del Three Lakes Trail 2026 sono il TLT 40 da 42,67 km con 2.488 m D+ e il TLT 20 da 22,09 km con 777 m D+; la gara si disputa a Tramonti di Sotto il 13 settembre 2026. La domanda “percorso” è quindi legata al vostro formato: verificatelo prima di pianificare ritmo e alimentazione, perché il profilo cambia molto tra le due distanze.
La difficoltà reale dipende soprattutto dal dislivello: il TLT 40 è un trail impegnativo per corridori già abituati a salite lunghe e gestioni di fatica prolungate, mentre il TLT 20 è più accessibile ma resta un trail montano con salite da non sottovalutare. Se arrivate dal trail corto o dalla corsa su strada, il TLT 20 è in genere la scelta più prudente; il TLT 40 richiede una base solida e continuità di allenamento.
Per preparare il Three Lakes Trail, privilegiate uscite in collina o montagna con lavoro specifico in salita, discese tecniche e un lungo progressivo; la priorità è abituare le gambe al dislivello, non cercare subito la velocità. In gara, partite più piano del vostro ritmo “di sensazione” su strada, camminate le pendenze più ripide se serve e tenete un’andatura regolare: sul trail, la costanza vale più degli eccessi iniziali.
Il sito ufficiale segnala punti ristoro lungo il percorso, ma per correre in sicurezza è consigliabile partire con un piano personale di idratazione e energia, senza aspettare solo i ristori. Portate scarpe da trail con buon grip, borracce o soft flask, eventuale giacca leggera se il meteo è instabile e, se siete sensibili alle salite lunghe, un piccolo apporto di carboidrati regolare fin dall’inizio. Scegliete l’equipaggiamento in funzione della distanza e del vostro ritmo.
Per prepararvi al Three Lakes Trail, preparun propone due piani: Starter Run, il piano gratuito ideale per iniziare la preparazione, e Finisher Line, il piano completo e a pagamento per arrivare pronti al giorno J. Entrambi sono personalizzati in base ad età, livello, obiettivo e numero di uscite settimanali, e adattati alle distanze e al dislivello della vostra gara. Create il vostro piano su preparun.com per allenarvi in modo davvero mirato.
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