Informazioni sulla gara
Avete già il pettorale della TransCivetta Karpos in mano. Ora viene la parte più bella: preparare con calma questa avventura ai piedi del Civetta, passo dopo passo, finché il percorso tra Listolade e i Piani di Pezzè vi sembrerà familiare ancora prima di metterci piede.
Immaginate la salita nella Val Corpassa, i rifugi che si susseguono, la parete nord-ovest del Civetta che vi accompagna come una presenza forte e rassicurante. La preparazione serve proprio a questo: trasformare l’incognita in fiducia, l’altitudine in piacere di corsa.
TransCivetta Karpos: percorso, ambiente e terreno
La TransCivetta Karpos è una storica corsa in montagna a coppie sulle Dolomiti bellunesi, tra Listolade (Taibon Agordino) e i Piani di Pezzè ad Alleghe, nel sistema Dolomiti UNESCO delle Dolomiti Bellunesi e della Val Civetta.
Il tracciato, attorno ai 24 km, segue per lunghi tratti l’Alta Via n.1 delle Dolomiti, attraversando:
- la Val Corpassa e la Val Civetta
- il Rifugio Capanna Trieste e il Rifugio Mario Vazzoler
- l’area delle casere Favretti, Sella di Pelsa, Croda Col Rean
- il panoramico Rifugio Tissi, punto più alto del percorso
- Forcella Col Negro, il Lago Coldai, Forcella Coldai e il Rifugio Coldai
È un itinerario di montagna vero: salite lunghe ma regolari, tratti scorrevoli in quota, sezioni più tecniche su sentiero alpino, una discesa finale verso i Piani di Pezzè che invita a lasciar correre le gambe ma richiede ancora lucidità.
Il dislivello positivo è importante (circa +1950 m), con un profilo che alterna ascesa continua nella prima parte, tratti ondulati in alto e una lunga discesa conclusiva.
Si corre sempre in coppia: è il cuore della TransCivetta. Condivisione del passo, sostegno nei momenti di fatica, gioia comune all’arrivo.
Preparare la TransCivetta Karpos: cosa allenare davvero
Per una corsa come la TransCivetta Karpos, la parola chiave è gestione: delle salite, del respiro, dell’energia e anche del rapporto con il vostro compagno di gara.
Il vostro plan d'entraînement deve combinare tre pilastri:
- Resistenza di fondo: abituare il corpo a stare in movimento per 4–6 ore, con uscite lunghe progressive su terreno misto.
- Salita continua: lavorare su dislivelli simili a quelli verso il Rifugio Tissi, con tratti di 40–60 minuti di ascesa regolare a passo escursionistico veloce.
- Discese tecniche: allenare piedi e testa a scendere su sentiero alpino, come la discesa da Forcella Coldai ai Piani di Pezzè.
Crea il tuo piano di allenamento personalizzato
In 60 secondi ricevi un piano adatto al tuo livello, al tuo obiettivo e al terreno specifico di questa gara.
In pratica, per "préparer TransCivetta Karpos" vi saranno utili:
- 1 uscita lunga settimanale (da 2h30 a 4h), con tratti camminati in salita e corsa in discesa.
- 1 seduta specifica di salita (ripetute in salita o una sola lunga ascesa, su strada forestale o sentiero).
- 1 seduta più scorrevole su terreno facile, per lavorare su ritmo e economia di corsa.
- eventualmente 1 seduta di forza funzionale (core, glutei, caviglie) per proteggere articolazioni e schiena.
Ricordate che il giorno della gara è una progressione: la salita iniziale verso Capanna Trieste e Vazzoler vi chiede pazienza. Arrivate "facili" a metà gara: se partite troppo forte, la sezione Col Negro – Coldai può diventare un muro.
Lavorate anche sulla sincronizzazione di coppia agli allenamenti: qualche uscita insieme, decidendo chi tiene il passo in salita, come vi organizzate nei ristori, come reagite ai cambi di ritmo. In gara farà la differenza.
Un buon plan d'entraînement TransCivetta Karpos integra tutto questo con settimane di carico e scarico, per arrivare alla vigilia lucidi e con voglia di salire.
Curate la quota: se potete, inserite alcune uscite in montagna tra 1500 e 2200 metri. Anche solo camminare in salita e correre in discesa vi abitua alla respirazione e alla percezione di sforzo simili a quelli che incontrerete tra Tissi e Coldai.
Crea il tuo piano di allenamento per questa gara
Piano giorno per giorno, basato sulla data della gara, adattato al tuo livello e al terreno.
Materiale, gestione dell’andatura e consigli pratici
La domanda "TransCivetta Karpos consigli" ha una risposta essenziale: pensate come dei montanari che corrono.
Per il materiale, puntate su:
- Scarpe da trail con buona presa su roccia e terreno misto, stabili in discesa.
- Zaino o gilet da trail leggero, con spazio per acqua, barrette/gel e un guscio antivento.
- Abbigliamento a strati: in quota il meteo può cambiare, il vento sopra il Lago Coldai non perdona.
- Bastoncini pieghevoli (se ammessi dal regolamento), utili nelle salite lunghe.
Gestione dell’andatura:
- in salita: non abbiate paura di camminare. Un passo regolare, con bastoncini, è spesso più efficace che una corsa affannata.
- in quota: approfittate dei tratti corribili per tenere un ritmo facile ma continuo.
- in discesa: lasciate correre le gambe, ma con prudenza; dopo Forcella Coldai, la stanchezza può giocare brutti scherzi.
Alimentazione: su 24 km con forte dislivello, trattate la gara come un’uscita lunga di diverse ore. Mangiate e bevete regolarmente fin dall’inizio: piccoli sorsi e snack ogni 30–40 minuti.
Il bello della TransCivetta è anche l’ambiente: rifugi, volontari, il profilo della parete del Civetta che vi accompagna. Usate questi punti di riferimento come micro-obiettivi: "arrivare a Vazzoler", "tenere fino a Tissi", "mollare in discesa dopo Coldai".
Orari, logistica e info pratiche per il giorno della gara
Domenica 19 luglio 2026 la TransCivetta Karpos vi aspetta con:
- partenza a Listolade alle ore 09:00 per la prova competitiva (gara a coppie).
- percorso di circa 24 km con importante dislivello positivo.
- tempo massimo indicativo intorno alle 6h30 per completare la traversata.
È previsto un servizio bus navetta da Agordo (parcheggi Luxottica, ristorante Zum Brillenbar) verso Listolade tra le 6:00 e le 8:00, con ultimo bus alle 08:00.
Per regolamento dettagliato, traccia, profilo altimetrico e aggiornamenti ufficiali, fate riferimento al sito ufficiale Transcivetta.com e alla pagina evento su Dolomiti.it.
Preparate la vostra TransCivetta Karpos con cura e serenità: quando sarete sul sentiero sotto il Civetta, tra il profumo di bosco e la luce delle Dolomiti, ogni allenamento vi tornerà in mente come un passo che vi ha portato fin lì. E l’arrivo ai Piani di Pezzè avrà il sapore pieno di una montagna vissuta e conquistata insieme.
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Video della gara
Buono a sapersi
Profilo altimetrico reale e gestione dello sforzo
La vostra TransCivetta è 24 km con circa +1950 m di dislivello positivo reale, concentrati soprattutto nella lunga parte centrale in salita e nel tratto finale ancora nervoso sulle gambe.
- Prima parte: dalla zona di Listolade al bosco iniziale il terreno invita a correre. Facile farsi prendere dall’entusiasmo. Se vi “bruciate” qui, la salita verso i rifugi diventa un calvario.
- Cuore della gara: la progressione verso la zona Tissi è una vera salita d’alta montagna. Mai estrema, ma lunga. Qui il passo di coppia conta più del cronometro.
- Seconda parte: saliscendi in quota, poi discesa lunga verso i Piani di Pezzè. Non è solo “lasciar correre”: il fondo cambia spesso, le gambe sono già stanche, la testa deve restare lucida.
In allenamento, abituatevi a salite di 800–1000 m D+ in un’unica tirata e a discese di 700–900 m D- consecutive: il giorno della gara il vostro corpo riconoscerà la sensazione invece di spaventarsi.
Terreno: cosa vi aspetta davvero sotto i piedi
Tipologia di sentiero
- Tratti di forestale e strada bianca: all’inizio e in alcuni raccordi. Perfetti per trovare il vostro ritmo “diesel”. Ma non dimenticate che sono solo l’antipasto.
- Sentiero escursionistico classico: il “pane quotidiano” della gara. Fondo misto terra–radici–sassi, curve continue, cambi di pendenza. Qui serve caviglia forte e attenzione.
- Sentiero alpino in quota: sezione più tecnica, con roccette, qualche gradino naturale, fondo irregolare. Non è arrampicata, ma è montagna vera. Piede preciso, occhi 2–3 metri avanti.
- Discesa finale: alternanza di tratti corribili e punti più ripidi, con possibili sassi smossi. Niente di estremo, ma la stanchezza amplifica ogni piccolo errore.
Un aneddoto tipico: molti arrivano alla discesa pensando “adesso recupero”. Dopo dieci minuti di ritmo alto, le cosce iniziano a bruciare e la sicurezza crolla. Meglio immaginare la discesa come una seconda gara da gestire, non solo da subire.
Passaggi “sensibili” da simulare in allenamento
- Salite lunghe ma corribili: sentieri con pendenza regolare dove alternare corsa lenta e cammino spinto. Riproducono bene le rampe verso i rifugi.
- Tratti a gradoni naturali: scale di roccia o radici. Ottimi per preparare ginocchia e caviglie a ciò che incontrerete nei punti più tecnici.
- Discesa su pietrisco e sassi fissi: per abituare la mente a fidarsi della scarpa. Il giorno della gara non avrete tempo di pensarci a ogni passo.
Meteo in zona Civetta a luglio: cosa aspettarvi davvero
Metà luglio in zona Alleghe–Civetta è spesso sinonimo di mattine fresche e pomeriggi instabili in quota. Non è raro partire con aria quasi tiepida a valle e ritrovarsi con vento freddo attorno ai 2000 m.
- Temperature probabili:
- Partenza a valle: 12–18 °C nelle prime ore.
- In quota: 6–12 °C, con percezione più fredda se c’è vento.
- Escursione termica: salendo verso la zona più alta la differenza può essere netta. Il contrasto sudore–vento è quello che “taglia” la schiena.
- Fenomeni tipici:
- Nebbia o nuvole basse che compaiono in fretta.
- Possibili rovesci o temporali pomeridiani in quota, soprattutto con caldo nei giorni precedenti.
- Fondo umido nei boschi, anche se la giornata è serena.
Una scena che si vede spesso: alla partenza maniche corte, entusiasmo e sole. Poco sotto la zona alta, nuvola che entra, vento, brividi. Chi ha il guscio nello zaino sorride, chi l’ha lasciato in albergo stringe i denti e rallenta.
Materiale specifico per la TransCivetta
Scarpe e calze
- Scarpe da trail con:
- ottima presa su roccia bagnata e terreno misto,
- buona protezione in punta (sassi inevitabili),
- stabilità in discesa, anche a costo di qualche grammo in più.
- Drop medio (6–8 mm) spesso ideale: protegge in discesa senza penalizzare la sensibilità in salita.
- Calze tecniche anti-sfregamento, leggermente più alte per proteggere da detriti. Una vescica alla metà gara può rovinare mesi di preparazione.
Zaino/gilet e abbigliamento
- Gilet da trail leggero (5–8 litri) con:
- 2 soft flask davanti o sacca idrica dietro,
- tasca dedicata al guscio,
- spazio per cibo solido (barrette, gel, piccoli panini).
- Strati consigliati:
- maglia tecnica traspirante, niente cotone,
- eventuale secondo strato leggero se siete freddolosi,
- guscio antivento/antipioggia compressibile: vi salva la giornata se in quota gira il tempo.
- Cappellino o bandana e occhiali da sole: il bianco delle rocce e la luce in quota stancano la vista più di quanto si pensi.
- Guantini leggeri se soffrite il freddo alle mani: spesso sono la differenza tra correre sciolti o irrigidirsi.
Bastoncini
Se il regolamento li consente (controllate sempre le ultime indicazioni ufficiali), i bastoncini pieghevoli sono un alleato prezioso:
- scaricano il carico da quadricipiti e polpacci nelle salite più lunghe,
- aiutano l’equilibrio nei tratti più sconnessi,
- permettono di “camminare forte” quando correre non è più conveniente.
Un errore classico: usarli per la prima volta il giorno della gara. In allenamento, fate sessioni dedicate: imparate a ripiegarli, aprirli e correrci in mano senza perdere ritmo… o pazienza.
Idratazione, ristori e strategia di nutrizione
Su 24 km con questo dislivello, la gara dura come un lungo di più ore, non come una mezza maratona su asfalto.
Gestione dei ristori
Il numero e la posizione esatta dei ristori può variare di anno in anno: fate sempre riferimento alle indicazioni ufficiali dell’organizzazione.
- Abituatevi in allenamento a bere regolarmente ogni 10–15 minuti, non solo “quando avete sete”. In montagna, la sete spesso arriva tardi.
- Simulate il ritmo: camminata decisa ai ristori, riempite velocemente le borracce, ripartite mangiando qualcosa. La coppia che si organizza bene ai ristori guadagna minuti gratis.
- Pianificate di non dipendere al 100% dai ristori: portate sempre con voi:
- 2–3 gel che sapete di tollerare,
- 1–2 barrette facilmente masticabili anche in salita,
- qualche “comfort food” che vi fa stare bene (caramelle salate, pezzetti di frutta secca, ecc.).
Immaginate la gara a “micro-tappe alimentari”: ogni 30–40 minuti qualcosa di piccolo, sempre. Chi aspetta di sentire la fame, di solito la sente quando è già troppo tardi.
Corsa in coppia: aspetti tecnici da preparare
Il regolamento prevede controlli lungo il percorso con distanza massima tra i partner di 60 secondi, pena squalifica.
- Allenate la distanza: in salita chi sta meglio può portare il passo, ma senza “strappare il cordone” con il compagno.
- Codice semplice tra di voi:
- una parola per dire “rallentiamo un attimo”,
- una per dire “sto bene, vai pure tu davanti”,
- una per ricordarsi di mangiare.
- Usate gli allenamenti lunghi come “laboratorio di coppia”: scoprire come reagite entrambi quando uno ha il classico “fondo di crisi” è oro il giorno della gara.
Capita spesso di vedere coppie litigare negli ultimi chilometri: uno che spinge, l’altro che si sente in colpa. L’allenamento più importante è forse questo: accettare di essere forti in momenti diversi e fare della coppia una risorsa, non un peso.
Presenza di cancelli orari e gestione dei tempi
Il regolamento prevede un tempo massimo totale di 6h30 e due cancelli intermedi importanti.
| Punto chiave | Ruolo | Cosa significa per voi |
|---|---|---|
| Rifugio Tissi | Cancello orario intermedio | Dovete arrivare con un margine di sicurezza; se arrivate “cotti” qui, la seconda parte diventa un conto alla rovescia. |
| Rifugio Coldai | Secondo cancello / chiusura assistenza | Dopo questo orario l’assistenza non è garantita: fondamentale non arrivare al limite. |
In allenamento, usate qualche uscita lunga per capire che passo reale riuscite a tenere su salite lunghe. Meglio partire un filo conservativi e avere margine in quota, che inseguire i cancelli col fiato corto e la testa in ansia.
Adattare la preparazione ai 24 km e +1950 m
Se venite dalla strada (10 km, mezze maratone)
- Il vostro problema non sarà la distanza, ma il dislivello e il tempo totale in movimento.
- Inserite allenamenti con:
- salite lunghe al passo,
- tratti di corsa lenta su terreno sconnesso,
- discese che “picchiano” sulle cosce, per irrobustire la muscolatura.
- Accettate che il vostro “ritmo gara” non ha nulla a che vedere con il ritmo da mezza su asfalto. Qui si ragiona a minuti di sforzo, non a min/km.
Se siete già trail runner
- 24 km con +1950 m D+ è più vicino a un trail di media distanza che a una semplice gara corta.
- Lavorate su:
- gestione di salite lunghe e regolari,
- capacità di correre ancora fluido dopo 1000–1500 m D+ già fatti,
- discese tecniche a gambe stanche.
- Specifica di coppia: abituatevi a stare al passo del compagno, anche se non è il vostro ideale. È la coppia che taglia il traguardo, non il singolo.
Dettagli che fanno la differenza il giorno della gara
- Allenare lo stomaco: quei gel che andavano benissimo a 15 °C in allenamento, a 25 °C in salita possono diventare pesanti. Provate tutto (cibo, bevande, sali) nelle stesse condizioni di sforzo.
- Curare i piedi: un piccolo punto caldo dopo un’ora può trasformarsi in una vescica tremenda dopo tre. In allenamento testate cerotti, creme anti-sfregamento, tipo di calze.
- Uso dei guanti nei tratti più ruvidi: non è raro appoggiarsi con le mani su roccia o sassi nei punti più ripidi. Se siete delicati, guantini leggeri possono evitare graffi e aiutarvi a usare le mani con più sicurezza.
- Testare lo zaino pieno: spesso ci si allena con lo zaino mezzo vuoto e il giorno della gara, con acqua e materiale obbligatorio, tutto balla e sfrega. Fate almeno un paio di lunghi con la configurazione “gara”.
C’è un momento, di solito da qualche parte dopo la lunga salita, in cui ci si chiede: “Chi me l’ha fatto fare?”. Poi alzate lo sguardo, vedete la parete del Civetta, sentite il vostro compagno respirare accanto a voi, e capite che è proprio per questo che vi siete allenati. Tutto il resto – tempi, classifiche, foto – viene dopo.
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TransCivetta Karpos non è una semplice corsa: è una traversata in quota, in coppia, nel cuore delle Dolomiti UNESCO. Pour la vivre pleinement, la préparation compte autant que le jour J. En commandant votre plan d'entraînement personnalisé, vous allez travailler exactement ce qu'il faut pour tenir les 24 km, gérer les montées vers le Rifugio Tissi et arriver aux Piani di Pezzè avec le sourire. Un accompagnement sur mesure, adapté à votre niveau, votre âge et votre objectif, pour faire de cette TransCivetta une vraie réussite.
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