Trans d'Havet

Valdagno (36078) 25 luglio 2026 Trail
Distanze disponibili
24 km 42 km 80 km
Partenza tra
J−30

Informazioni sulla gara

Avete già fatto la scelta importante : vi siete iscritti alla Trans d'Havet. Ora arriva la parte che, personalmente, preferisco : costruire passo dopo passo la vostra preparazione, con calma e metodo, per arrivare sulle Piccole Dolomiti con fiducia e serenità. Questa corsa è impegnativa, ma con un plan d'entraînement strutturato e realistico, può trasformarsi in una splendida esperienza di montagna.

Trans d'Havet : capire il percorso per meglio prepararsi

La Trans d'Havet è un ultra trail di alta montagna che segue la dorsale delle Piccole Dolomiti tra Piovene Rocchette e Valdagno, nel cuore del Veneto. Si corre su sentieri CAI classificati T, E e EE, quindi con tratti turistici, escursionistici e sezioni più tecniche per escursionisti esperti. Il terreno alterna sentieri nel bosco, creste rocciose, carrarecce e qualche tratto su strada asfaltata nei centri abitati.

Le tre distanze ufficiali della Trans d'Havet 2026 sono:

  • 80 km, D+ 5500 m circa, dalla notte di Piovene Rocchette fino all'arrivo a Valdagno
  • 42 km, D+ 2700 m, Marathon da Recoaro Terme a Valdagno
  • 24 km, D+ 1500 m, Montefalcone Half Marathon, con partenza in zona montana e arrivo a Valdagno

L'ambiente è vero arco alpino in miniatura: boschi di faggio, tratti su roccia dolomitica, panorami sul Veneto occidentale, passaggi in quota che possono essere ventosi e freschi anche in piena estate. La linea rossa della Trans d'Havet segue la cresta, con lunghi traversi e salite regolari ma impegnative.

Preparare la Trans d'Havet : costruire il vostro plan d'entraînement

Per preparare la Trans d'Havet 80 km (5500 m D+), il cuore dell’allenamento è l’endurance di lunga durata associata alla gestione del dislivello. Servono settimane di carico progressivo con:

  • uscite lunghe in montagna (4–7 ore) a ritmo controllato, su terreno simile a quello delle Piccole Dolomiti
  • ripetute in salita moderata (8–20 minuti) per lavorare sulla forza resistente
  • lunghi con doppio dislivello (più salite e discese), per abituare gambe e testa alla ripetizione degli sforzi
  • sessioni specifiche di discesa tecnica, per imparare a risparmiare i quadricipiti

Per la Recoaro Marathon 42 km (2700 m D+), la logica resta simile ma la gestione dell’intensità cambia: è una distanza che invita a spingere di più, ma il dislivello resta importante. Un plan d'entraînement efficace integra:

  • una uscita lunga di 3–4 ore quasi ogni settimana
  • lavori di ritmo in salita (tipo tempo run) su sentieri stabili
  • sedute di tecnica di corsa in discesa e appoggi su terreno irregolare

Per la Montefalcone 24 km (1500 m D+), la sfida è gestire un trail "corto" ma tosto: si sale subito, si scende forte, si alternano tratti corribili e sezioni più tecniche. Qui vanno lavorati:

  • intervalli in salita di 3–6 minuti, ripetuti
  • uscite collinari di 2–3 ore a ritmo trail
  • allenamento di forza generale (core, glutei, caviglie) per stabilità e prevenzione infortuni

Qualunque sia la vostra distanza, la chiave è un plan d'entraînement progressivo, adattato al vostro livello, numero di uscite settimanali e vita lavorativa. Meglio costruire settimana dopo settimana, con cicli di carico e scarico ben definiti, che improvvisare volumi e dislivelli all’ultimo momento.

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Un errore frequente sulla Trans d'Havet è sottovalutare la fatica cumulata. I 5500 m D+ dell’Ultra, i 2700 m della Marathon e i 1500 m della 24 km non sono solo numeri: sono ore di lavoro muscolare nelle salite e altrettante ore di controllo neuromuscolare in discesa. È importante inserire nel vostro programma uscite con più salite e discese consecutive, anche su giri corti ripetuti, per simulare questo effetto “onda”.

Vi consiglio anche una attenzione particolare alla prevenzione degli infortuni: due sedute a settimana di esercizi per caviglie, ginocchia e core (stabilità, propriocezione, equilibrio su una gamba) riducono nettamente il rischio di problemi ai flessori, ai quadricipiti o alle caviglie, molto sollecitati sul terreno delle Piccole Dolomiti.

Infine, un aspetto spesso trascurato è il sonno. Per chi prepara l’Ultra con partenza notturna, abituarsi a gestire uno sforzo con meno ore di sonno è utile: qualche uscita molto mattutina, associata a una giornata lavorativa, permette di testare le vostre reazioni e la vostra capacità di organizzare recupero e alimentazione.

Allenamento specifico per il terreno della Trans d'Havet

Il terreno della Trans d'Havet è vario: sentieri scorrevoli, pietraie, tratti esposti ma protetti, attraversamenti di pascoli e boschi. Per prepararlo davvero, l’allenamento deve includere:

  • uscite su terreno tecnico (sassi, radici, rocce), anche a passo veloce ma non necessariamente di corsa
  • discese lunghe su sentiero, dove lavorare sulla frequenza dei passi e sulla leggerezza dell’appoggio
  • salite regolari dove trovare il vostro passo di gara, spesso un power hiking efficiente

Una seduta molto utile, soprattutto per l’Ultra, è il “back-to-back”: due giorni consecutivi di allenamento significativo (per esempio 4 ore il sabato, 3 ore la domenica), per riprodurre la sensazione di correre su gambe già affaticate. Questo tipo di lavoro va inserito con prudenza e con almeno una settimana di scarico vero dopo.

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Strategia di gara : gestione di ritmo, alimentazione e materiale

La Trans d'Havet 80 km è una corsa da gestire con enorme prudenza nelle prime ore. La partenza in notturna da Piovene Rocchette, su sentieri già con dislivello, spinge a seguire il gruppo e a salire più forte del necessario. Qui è fondamentale ancorare il vostro passo al respiro: se non riuscite a parlare in frasi intere, state andando troppo forte per una gara di 23 ore massimo.

Sulla Recoaro Marathon 42 km, l’errore classico è correre le prime salite come una gara su strada. Con 2700 m D+, la corsa assomiglia più a un grande trail di montagna che a una maratona tradizionale. Alternare corsa e camminata spinta nelle salite permette di arrivare ancora lucidi e reattivi sugli ultimi chilometri, spesso corribili verso Valdagno.

Per la Montefalcone 24 km, la gestione è più lineare ma non banale: si può tenere un ritmo sostenuto, ma è meglio frenarsi nei primi chilometri in salita per non distruggere i quadricipiti e poter sfruttare la parte finale più corribile.

L’alimentazione va testata in allenamento: gel, barrette, alimenti salati, bevande con sali. La Trans d'Havet è in semi-autosufficienza, con ristori forniti ma non ogni pochi chilometri. Abituatevi a portare sempre con voi una riserva (due gel o una barretta di sicurezza) e a bere regolarmente, soprattutto sui tratti di cresta dove il vento può mascherare la sensazione di caldo.

Per il materiale, ecco una base ragionata:

  • zaino da trail con capacità sufficiente (5–12 litri a seconda della distanza)
  • bicchiere o soft flask obbligatorio per i ristori
  • giacca impermeabile leggera ma affidabile: sulle Piccole Dolomiti il meteo può cambiare rapidamente
  • due paia di calze tecniche durante l’Ultra, per limitare le vesciche
  • bastoncini da trail, molto utili sui lunghi tratti in salita
  • lampada frontale con batteria di riserva per l’Ultra

Le scarpe vanno scelte con cura: un modello da trail protettivo, con buona presa su roccia e su terreno umido, è indispensabile. Se avete dubbi, è preferibile puntare su ammortizzazione e stabilità piuttosto che su estrema leggerezza.

Trans d'Havet : informazioni pratiche e vita quotidiana

La Trans d'Havet si svolge con arrivo a Valdagno, nel Vicentino, con partenza dell’Ultra da Piovene Rocchette e della Marathon da Recoaro Terme. Il contesto è quello delle Piccole Dolomiti, facilmente raggiungibili dalle principali città del Veneto. Sul sito ufficiale Trans d'Havet troverete regolamento, obblighi di materiale e tutte le informazioni aggiornate.

Per la gestione della vita quotidiana, vi incoraggio a integrare la preparazione nella vostra settimana lavorativa: 3–4 uscite ben pensate possono bastare, se sono strutturate. Meglio una seduta mirata di qualità che un’uscita improvvisata e troppo intensa dopo una giornata difficile al lavoro. La costanza, più dei picchi di forma, è ciò che vi porterà dalla linea di partenza alla fine della linea rossa fino a Valdagno.

Se volete seguire l’evoluzione dell’evento e respirare l’atmosfera delle Piccole Dolomiti, il profilo Instagram ufficiale Trans d'Havet offre immagini, video e notizie sulla gara.

Qualunque sia la vostra distanza, la Trans d'Havet è prima di tutto una storia di montagna, di linea rossa sulle Piccole Dolomiti e di passo paziente che vi porta lontano. Prepararla con cura significa godersi ogni cresta, ogni bosco e ogni metro verso Valdagno. Vi aspetto, metaforicamente, sul sentiero.

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Buono a sapersi

Capire ancora meglio cosa vi aspetta sulla Trans d'Havet

La Trans d'Havet non è solo una linea rossa sulle Piccole Dolomiti. È un mosaico di terreni diversi, di cambi di ritmo, di quota che sale e scende come un’onda. Ogni scelta di allenamento dovrà parlare la stessa lingua del percorso reale: 24 km / 1500 m D+, 42 km / 2700 m D+, 80 km / 5500 m D+.

Caratteristiche del percorso e del terreno

  • Sentieri CAI T / E / EE: trovate tratti scorrevoli ma anche sezioni dove il passo si fa più incerto, dove serve attenzione e piedi “sensibili”. Alcuni passaggi sono esposti ma non estremi, altri sono semplicemente lunghi e regolari.
  • Roccia dolomitica e pietraie: il terreno può essere duro, irregolare, con sassi mobili. Servono caviglie allenate, scarpe con buona presa, e abitudine a frenare la voglia di correre quando il sentiero chiede rispetto.
  • Boschi e pascoli: tratti più morbidi, terreno erboso o terra battuta, perfetti per trovare il vostro ritmo “trail” e lavorare su un passo costante senza bruciare energie inutili.
  • Strade forestali e brevi tratti asfaltati: sono i pezzi dove viene voglia di spingere. In allenamento conviene abituarsi a non esagerare proprio su questi tratti, perché il dislivello complessivo resta importante sulle tre distanze.

Una delle immagini più forti della Ultra: la salita sulla Strada delle 52 Gallerie, poi il passaggio verso Papa e la Galleria d’Havet, prima di scendere al Pian delle Fugazze. Un misto di storia, roccia, buio e luce. In allenamento, pensateci quando lavorate su salite lunghe e costanti.

D+ e gestione dello sforzo sulle tre distanze

Distanza Dislivello Impatto sul corpo
Ultra 80 km 5500 m D+ Ore di lavoro muscolare e mentale, notte + giorno, discese infinite
Marathon 42 km 2700 m D+ Trail di montagna completo, ritmo medio-alto ma con gestione accurata delle salite
Half 24 km 1500 m D+ Corsa “corta” solo sulla carta: salita e discesa intense, appoggi da curare
  • 80 km – 5500 m D+: salite iconiche (Summano, Novegno, Pasubio, Campogrosso, Fraccaroli, Montefalcone, Marana) si sommano una dopo l’altra. Il corpo non ricorda solo la singola salita. Ricorda la cumulazione. In allenamento vi serviranno giornate in cui l’obiettivo è proprio questo: sentire la fatica che si somma, e imparare a restare lucidi.
  • 42 km – 2700 m D+: partenza da Recoaro Terme, passaggi verso Campogrosso, Montefalcone, Marana, poi la lunga discesa verso Valdagno. È un profilo che invita a fare il “forte” in salita e a pagare nel finale. Pensate la vostra preparazione come un dialogo continuo tra salita gestita e discesa fluida.
  • 24 km – 1500 m D+: un condensato di Piccole Dolomiti in pochi chilometri. Si sale, si scende, si cambia terreno in fretta. Allenarsi per questa distanza significa accettare che non è “facile” solo perché è più corta: la densità di dislivello va rispettata.

Meteo: cosa aspettarsi e come prepararsi

Siamo nel cuore dell’estate veneta. Ma sulle Piccole Dolomiti, estate non significa sempre caldo uniforme. Il meteo può cambiare in fretta, soprattutto tra i rifugi e i passi citati sul percorso.

  • Temperature variabili: tratti in quota possono essere freschi, ventosi, quasi “autunnali”, mentre le parti basse verso Valdagno possono diventare calde e umide. In allenamento, abituatevi a correre sia con clima caldo, sia con qualche uscita in condizioni fresche e ventilate.
  • Possibilità di pioggia e temporali: in montagna i temporali estivi possono arrivare rapidi. Il regolamento prevede materiale obbligatorio (giacca impermeabile, ecc.), proprio per gestire questi scenari. Simulate in allenamento qualche uscita con zaino pieno, giacca, per capire come il corpo reagisce.
  • Escursione termica notte-giorno (Ultra): l’Ultra parte a mezzanotte da Piovene Rocchette. Si passa dalla frescura notturna alle ore centrali del giorno. Questo chiede un lavoro specifico sulla gestione dei liquidi, dei sali e dei vestiti.

Un aneddoto che molti atleti raccontano: in cresta il vento è fresco, quasi piacevole. Si smette di bere perché non si sente caldo. Poi, qualche ora dopo, arriva il colpo di stanchezza. Non è “solo” fatica: spesso è disidratazione mascherata. In allenamento, abituatevi a bere a tempo, non solo “a sensazione”.

Ristori, semi-autosufficienza e alimentazione

La Trans d'Havet è in semi-autosufficienza: trovate ristori lungo il percorso, ma non ogni pochi chilometri. Questo dettaglio cambia radicalmente il modo di pensare l’allenamento.

  • Ultra 80 km: lungo il tracciato si incontrano vari punti di ristoro e rifugi (Malga Novegno, Passo Xomo, Rifugio Papa, Pian delle Fugazze, Campogrosso, Rifugio Fraccaroli, Scalorbi, Montefalcone, Contrà Sacco…). Tra un punto e l’altro la distanza in tempo può essere significativa. In preparazione, simulate uscite dove dovete gestire 2–3 ore con le sole scorte che avete nello zaino.
  • Marathon 42 km: previsti ristori liquidi e solidi (per esempio strada delle Casare, Campo D’Avanti, Contrà Sacco). Sono più ravvicinati rispetto all’Ultra, ma richiedono comunque una strategia: sapere in anticipo cosa prendere, cosa portare, quanto vi serve tra un punto e l’altro.
  • Half 24 km: meno ore di gara, ma il dislivello e i ritmi più alti possono rendere la gestione del cibo insidiosa. È facile “dimenticare” di mangiare. In allenamento, abituale il corpo ad assumere energia anche quando il ritmo è sostenuto.

Suggerimento pratico da portare negli allenamenti:

  • portare sempre una riserva di emergenza (un gel, una barretta) non da usare “se va tutto bene”, ma da tenere per gli imprevisti (ritmo più lento, caldo, piccolo calo).
  • lavorare su una routine alimentare: ad esempio qualcosa ogni 30–40 minuti sulle distanze lunghe, ogni 45–60 minuti sulle distanze più corte, da adattare al vostro stomaco.

Molti atleti scoprono sulla Trans d'Havet che il problema non è la mancanza di cibo, ma il fatto di non aver provato abbastanza l’alimentazione in salita, in discesa, al buio, con stanchezza. Fate di ogni lungo un laboratorio.

Materiale specifico: cosa preparare e testare

Zaino e contenuto

  • Zaino da trail 5–12 litri a seconda della distanza: più capiente per l’Ultra, più compatto per Marathon e Half. Allenatevi con lo zaino pieno, non solo vuoto: il peso cambia la postura, l’appoggio in discesa, la fatica sulle spalle.
  • Sistema idratazione: soft flask o sacca idrica. Il regolamento richiede bicchiere o sistemi riutilizzabili ai ristori. In allenamento, imparate a riempire rapidamente, a gestire litri e sali senza perdere tempo.
  • Giacca impermeabile realmente funzionale, non solo “di facciata”: sulle Piccole Dolomiti vento e pioggia possono arrivare quando si è lontani da qualsiasi riparo.
  • Strati leggeri per gestire la notte e eventuale fresco in quota (Ultra): una maglia a maniche lunghe, guanti leggeri, buff possono fare la differenza tra andare avanti sereni e stringere i denti per ore.

Scarpe e protezione piedi

  • Scarpe da trail con buona aderenza su roccia e terreno umido: la presenza di pietraie e sentiero tecnico rende la scelta delle suole cruciale. È meglio privilegiare stabilità e protezione rispetto all’estrema leggerezza.
  • Due paia di calze tecniche per l’Ultra: cambiare calze al passaggio in un punto chiave riduce il rischio di vesciche e piccoli drammi che, dopo 50 km, diventano grandi problemi.
  • testare in allenamento creme anti-sfregamento, cerotti per le zone sensibili, eventuali sistemi di protezione per unghie e calli. Non aspettate il giorno della gara per capire come reagiscono i vostri piedi.

Bastoncini, frontale e sicurezza

  • Bastoncini da trail: sulla Ultra, con salite come Summano, Novegno, Pasubio, Boale dei Fondi, Marana, sono quasi un alleato mentale oltre che fisico. Sulle distanze più corte possono essere utili almeno nelle salite più lunghe. Ma vanno allenati: tecnica di spinta, coordinazione braccia–gambe, utilizzo in discesa.
  • Lampada frontale con batteria di riserva per l’Ultra: partenza a mezzanotte, molte ore al buio. Allenarsi almeno qualche volta di notte è quasi obbligatorio: non è solo questione di luce, è questione di percezione del terreno, di gestione della concentrazione.
  • materiale obbligatorio di sicurezza (coperta termica, fischietto, ecc.) previsto dal regolamento. Prendetelo sul serio già negli allenamenti lunghi in montagna: vi abituerete a sentirvi “responsabili” del vostro ambiente.

Una scena tipica sulla Ultra: un atleta che ha sottovalutato l’uso dei bastoncini, li porta sullo zaino “per sicurezza”. Dopo 40 km li tira fuori perché le gambe iniziano a cedere. Non li ha mai davvero usati in allenamento. Risultato: fatica, impaccio, ritmo spezzato. L’idea è far sì che questa scena non sia la vostra.

Adattare la preparazione alla distanza scelta

Per chi corre la Ultra 80 km (5500 m D+)

  • pensare in blocchi di montagna, non solo in chilometri: ogni grande salita del percorso reale ha una “personalità”. In allenamento, cercate salite lunghe che vi obblighino a trovare un passo sostenibile, quasi meditativo.
  • allenare la resistenza mentale: gestire la notte, la solitudine, il passaggio da un rifugio all’altro. Back-to-back, lunghi su gambe già stanche, uscite con poco sonno sono strumenti preziosi se ben dosati.
  • curare la discesa tecnica prolungata: la discesa finale verso Valdagno, dopo Cima Marana, è ripida e lunga. Il corpo deve “sapere” cosa significa frenare per minuti e minuti, senza distruggere i quadricipiti.

Per chi corre la Marathon 42 km (2700 m D+)

  • lavorare sul ritmo in salita: non correre “come su strada” nelle prime salite. In allenamento, alternate tratti corsi e tratti di power hiking, proprio come farete il giorno della gara.
  • abituarvi a cambiare passo: dal sentiero tecnico alla carrareccia, dalla salita al tratto corribile verso Valdagno. Ogni cambiamento di terreno chiede un piccolo aggiustamento di tecnica.
  • non sottovalutare la discesa lunga finale: allenatevi su discese di 15–20 minuti continuativi, lavorando sulla frequenza dei passi e sull’appoggio leggero.

Per chi corre la Half 24 km (1500 m D+)

  • preparare salite brevi ma intense: intervalli in salita di pochi minuti imitano bene l’alternanza di strappi e tratti corribili.
  • lavorare su forza e stabilità: core, glutei, caviglie. Ogni radice, ogni pietra, ogni cambio di pendenza è più “violento” quando il ritmo è alto.
  • allenare la partenza controllata: è facile farsi trascinare dal gruppo e “bruciare” i quadricipiti nella prima grande salita. Simulate in allenamento partenze dove consapevolmente vi tenete un filo sotto il vostro limite.

Meneurs d’allure / pacer e gestione del tempo

Al momento, le informazioni ufficiali disponibili su Trans d'Havet non indicano la presenza strutturata di meneurs d’allure (pacer ufficiali) sulle tre distanze. La gestione del ritmo è quindi principalmente nelle vostre mani.

  • per l’Ultra 80 km, il tempo massimo è di 23 ore. I vari cancelli lungo il percorso (Colletto di Velo, Passo Xomo, Pian delle Fugazze, Campogrosso, Passo della Lora, Montefalcone, ecc.) scandiscono la giornata. In allenamento, abituatevi a ragionare in “finestre di tempo”, non solo in chilometri.
  • per Marathon e Half, esistono tempi massimi di arrivo e cancelli sui punti chiave. In preparazione, può essere utile simulare una gara dove vi date piccoli obiettivi orari intermedi, come se fossero mini-cancelli.

Una piccola storia vera di Trail: molti atleti arrivano a un cancello convinti di essere “in ritardo”, e scoprono di avere margine. Il problema non è il cronometro, è la testa che ha corso nell’ansia per ore. Lavorare in allenamento sulla lettura del tempo, sulla calma, è un regalo che potete farvi.

Logistica di percorso e vita quotidiana in preparazione

  • Partenze scaglionate: Ultra da Piovene Rocchette a mezzanotte, Marathon e Half da Recoaro Terme in orario diurno. Questo significa orari di sveglia, pasti e routine completamente diversi. In allenamento, giocate con gli orari: un lungo molto mattutino, un’uscita serale dopo la giornata lavorativa, per abituare il corpo ai cambi di ritmo della vita reale.
  • Nessun trasporto sacche dalle partenze intermedie: chi utilizza le navette verso Piovene Rocchette o Recoaro Terme deve essere già in abbigliamento gara, senza sacche da far trasferire. Pensate questo dettaglio anche nella vostra preparazione: imparare a partire “leggeri ma completi” è quasi un esercizio mentale.

Molti di voi si alleneranno tra lavoro, famiglia, impegni. La Trans d'Havet non chiede una vita da atleta professionista. Chiede coerenza: poche uscite, ma pensate bene. Un giorno sarete sulle creste tra Campogrosso e Montefalcone, e vi accorgerete che ogni allenamento “rubato” alla fretta, ogni esercizio di forza fatto in salotto, ogni uscita sotto la pioggia ha costruito un piccolo mattone della vostra corsa.

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Ritmo 5:00 min/km
3:00 · Veloce 8:00 · Lento
Tempo stimato
50:00
Velocità
12,0 km/h
Ritmo moderato - Perfetto per la resistenza

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State pensando seriamente a come affrontare la Trans d'Havet? È la scelta giusta. Un trail di montagna con 80 km, 42 km o 24 km e migliaia di metri di dislivello merita un plan d'entraînement preciso, adattato al vostro livello e alla vostra vita quotidiana. Su preparun.com vi accompagniamo passo dopo passo con un programma personalizzato per gestire terreno tecnico, salite e discese senza stress, arrivando sulle Piccole Dolomiti con fiducia, energia e la sensazione di avere fatto le cose per bene.

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Lorenzo Conti
Aggiornato il 25 giugno 2026
Articolo scritto da :
Lorenzo Conti corre da oltre quindici anni e viene dal mondo della corsa su strada. Ha iniziato a correre per gestire lo stress del lavoro e…... continua a leggere
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Jules Patrick Maria Laurene
+8

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