Informazioni sulla gara
Iscriversi a Una Corsa da Re significa regalarsi una giornata speciale: la Reggia di Venaria, il Parco La Mandria, i viali alberati e l’arrivo nel Gran Parterre vi accompagneranno dall’inizio alla fine.
Per trasformare questa cornice unica in una gara ben gestita, la parola chiave è una sola: preparazione.
Il percorso di Una Corsa da Re: cosa vi aspetta davvero
Le varie distanze di Una Corsa da Re (42 km, 30 km, 21 km e 10 km) si sviluppano tra i Giardini della Reggia di Venaria e i viali del Parco La Mandria, alternando tratti di asfalto e sentiero compatto. La partenza è prevista all’interno dei giardini della Reggia, mentre l’arrivo si trova nel maestoso Gran Parterre, con una scenografia che da sola vale lo sforzo.
L’ambiente è quello tipico delle grandi manifestazioni piemontesi: tanti amatori, atmosfera conviviale, gruppi di amici, qualche atleta veloce in caccia del tempo e molti runner che vivono la gara come un viaggio tra storia e natura.
Dal punto di vista tecnico dovrete aspettarvi:
- tratti scorrevoli su asfalto nei pressi di Venaria Reale;
- lunghi segmenti nel verde del Parco Regionale La Mandria, con sterrato compatto e viali ombreggiati;
- leggeri saliscendi e falsopiani, più insidiosi sulla distanza che in termini di pendenza pura;
- cambi di ritmo quando si alternano sentiero, asfalto e passaggi nei pressi dei borghi di Venaria, Druento e San Gillio (per le distanze più lunghe).
Non è un percorso di montagna, ma non è neppure una maratona cittadina completamente piatta: la gestione dell’andatura sarà centrale, soprattutto sulla 42 km, la 30 km e la mezza maratona.
Preparare Una Corsa da Re: costruire il vostro piano di allenamento
Che corriate i 42 km, i 30 km, i 21 km o i 10 km, avere un plan d'allenamento strutturato farà la differenza tra “arrivare comunque” e “arrivare bene”. In un contesto come Venaria, con lunghi rettilinei e sterrato scorrevole, la tentazione di partire forte è forte: la preparazione deve insegnarvi a tenere il freno nelle prime fasi.
Per la maratona 42 km, vi consiglio uno schema su 12–16 settimane, con:
- una uscita lunga progressiva fino a 32–34 km, parte in asfalto e parte su sterrato facile per abituare gambe e piedi ai cambi di superficie;
- una seduta di medio o tempo run a ritmo maratona o leggermente più veloce (per esempio 2×6–8 km);
- lavori di corsa collinare o ripetute in leggera salita per simulare i falsopiani del parco;
- almeno una seduta settimanale dedicata a forza e core (affondi, squat leggeri, plank) per sostenere la parte finale di gara.
Per la 30 km, struttura simile ma uscita lunga fino a 26–28 km, con focus sulla capacità di tenere il ritmo dopo il 20° km. È una distanza ideale “ponte” per chi sta preparando una maratona o vuole spingersi oltre la mezza.
Per la mezza maratona di Una Corsa da Re, 10–12 settimane ben organizzate con:
- una uscita lunga che arrivi a 18–20 km, una volta ogni 1–2 settimane;
- lavori a ritmo soglia (es. 3×10’ a ritmo gara mezza con 3’ di recupero lento);
- ripetute brevi (400–1000 m) per affinare la velocità e la capacità di cambio ritmo sui tratti più scorrevoli;
- almeno 3 uscite a settimana, con una giornata facile di vero recupero.
Per la 10 km, potete lavorare su 8–10 settimane con molta qualità: ripetute, progressivi e qualche uscita su terreno misto per abituarvi allo sterrato del parco.
La chiave comune a tutte le distanze? Costruire passo dopo passo, senza bruciare le tappe. Le settimane devono alternare carico e scarico, e ogni blocco deve avere un obiettivo chiaro: resistenza, qualità, rifinitura.
Crea il tuo piano di allenamento personalizzato
In 60 secondi ricevi un piano adatto al tuo livello, al tuo obiettivo e al terreno specifico di questa gara.
Allenamento specifico Una Corsa da Re: ritmo, terreno e gestione dell’energia
Una caratteristica importante del percorso è l’alternanza tra asfalto e sterrato compatto. Questo richiede un piede un po’ più attivo e una buona stabilità di caviglie e core. Inserite nei vostri allenamenti:
- uscite di 60–90 minuti su sentieri facili, simili ai viali del Parco La Mandria, per testare scarpe e appoggio;
- esercizi di propriocezione e rinforzo caviglie (equilibrio su una gamba, tavolette instabili, piccoli salti controllati);
- progressivi in cui gli ultimi 20–30 minuti sono su sterrato, così da simulare il finale di gara con fatica nelle gambe.
Per la gestione dell’andatura:
- dividete mentalmente la gara in blocchi (per esempio, per la 21 km: 0–7 km controllo, 7–14 km ritmo gara, ultimi 7 km in leggera progressione se avete margine);
- allenatevi a partire deliberatamente più lenti di 5–10 secondi/km rispetto al ritmo obiettivo nei primi chilometri delle uscite lunghe;
- usate i lunghi con tratti a ritmo gara (es. 4×3 km a ritmo mezza nella 21 km, oppure 3×5 km a ritmo maratona nella 42 km) per fissare l’andatura.
Molti corridori a Venaria raccontano la stessa cosa: “Mi sentivo benissimo nei giardini della Reggia, poi nel parco ho pagato”. Il vostro obiettivo è arrivare all’ingresso del Parco La Mandria con la sensazione di trattenervi, non di inseguire il cronometro.
Non trascurate la nutrizione in gara, soprattutto su 42 km, 30 km e 21 km: provate in allenamento gel, barrette o bevande che userete il giorno della gara, ogni 30–40 minuti. Il parco, con i suoi lunghi tratti regolari, è perfetto per prendere i rifornimenti senza perdere ritmo.
Materiale e scarpe per Una Corsa da Re
La gara si corre a ottobre: climatologia spesso fresca al mattino, ideale per spingere, ma con possibili tratti umidi nei viali del parco. Il mio consiglio:
- scarpe da strada con buona ammortizzazione, ma con suola che garantisca grip decente su sterrato compatto;
- se piove nei giorni precedenti, preferite modelli con tassellatura leggermente più marcata, ma non servono scarpe da trail puro;
- abbigliamento a strati leggeri: canotta o t-shirt tecnica, eventualmente manicotti o maglia leggera se soffrite il freddo alla partenza;
- calze tecniche affidabili (testate in allenamento) per evitare vesciche su distanze lunghe;
- porta-gel o cintura minimal per avere con voi i rifornimenti, soprattutto in maratona e 30 km.
Testate l’abbigliamento “da gara” almeno due volte in uscite lunghe: a Venaria il contesto è così bello che sarebbe un peccato rovinare la giornata per una sfregatura o scarpe nuove.
Crea il tuo piano di allenamento per questa gara
Piano giorno per giorno, basato sulla data della gara, adattato al tuo livello e al terreno.
Una Corsa da Re: orari di partenza e informazioni pratiche
Data: domenica 11 ottobre 2026.
- 42 km: partenza alle 09:30.
- 30 km: partenza alle 09:30.
- 21 km: partenza alle 09:30.
- 10 km: partenza alle 09:45.
Il ritrovo e il race village sono all’interno della Reggia di Venaria Reale, con consegna pettorali e servizi logistici concentrati in un’unica area. La partenza dai Giardini della Reggia è raggiungibile a piedi dall’ingresso di Via XX Settembre angolo Via Quirino Mascia.
Per tutte le informazioni aggiornate su regolamento, servizi e ultime novità, potete consultare il sito ufficiale Base Running e la pagina evento sulla Reggia di Venaria.
Qualunque sia la distanza che avete scelto, Una Corsa da Re vi permetterà di correre in uno dei luoghi più suggestivi d’Italia: con una preparazione curata e un ritmo ben gestito, il vostro arrivo nel Gran Parterre sarà un ricordo da re, da portare con voi a lungo.
Articolo scritto da Lorenzo Conti, Preparun.com
Crea il tuo piano di allenamento personalizzato
In 60 secondi ricevi un piano adatto al tuo livello, al tuo obiettivo e al terreno specifico di questa gara.
Buono a sapersi
Meteo tipico a Venaria Reale in ottobre: cosa aspettarsi davvero
Ottobre a Venaria è il classico mese “traditore”. Fresco. A volte magico. A volte umido fino alle ossa.
- Temperature di solito fresche al mattino: spesso tra 8 e 13°C alla partenza, poi si può salire verso 15–18°C nelle ore centrali.
- Rischio umidità e foschia nei pressi del Parco La Mandria: aria umida, sensazione di freddo maggiore all’inizio, soprattutto se c’è brezza.
- Possibili tratti bagnati sotto gli alberi anche se ha piovuto il giorno prima: lo sterrato compatto tiene bene, ma può diventare scivoloso in alcuni punti ombreggiati.
- Vento: spesso leggero, ma sui rettilinei più aperti del parco può diventare fastidioso per chi affronta 30 km e 42 km.
Vale la pena fare almeno un lungo di prova nelle settimane precedenti in condizioni simili: partenza con fresco, arrivo con temperatura più alta. Vi aiuterà a capire come vestirvi e come idratarvi.
Differenze di percorso tra 10 km, 21 km, 30 km e 42 km
Le quattro distanze si sviluppano tutte tra i Giardini della Reggia e il Parco La Mandria, ma l’impatto del percorso cambia moltissimo a seconda dei chilometri che affronterete.
10 km – la distanza più “veloce”
- Profilo tendenzialmente scorrevole, con saliscendi leggeri ma brevi.
- Tratti su asfalto nei pressi di Venaria Reale, poi sterrato compatto nei viali del parco.
- Ideale per chi vuole spingere il ritmo ma deve abituarsi al cambio di appoggio tra asfalto e sterrato.
- I falsopiani si sentono poco, ma se partite troppo forte i 2–3 km finali diventano lunghi.
21 km – il regno del ritmo costante
- Il percorso alterna lunghi tratti di sterrato compatto del Parco La Mandria e segmenti asfaltati più veloci.
- Falsopiani continui: non vi “spaccano” in un colpo, ma erodono energie se la gestione del ritmo è sbagliata.
- È la distanza in cui si paga di più l’errore classico: primi 8–10 km troppo allegri nei viali scorrevoli, crisi tra il 15° e il 18°.
30 km – la distanza “trappola”
- Condivide larga parte del tracciato con la mezza e con la maratona.
- I saliscendi e i cambi di superficie diventano micidiali dopo il 22°–24° km, quando la forza comincia a calare.
- È perfetta come test maratona, ma non è una “mezza un po’ più lunga”: bisogna rispettarla come una gara a sé.
- Nel Parco La Mandria la mente gioca un ruolo enorme: lunghi vialoni, poche curve, facile farsi “ipnotizzare” dal ritmo sbagliato.
42 km – la Maratona Reale tra asfalto e sterrato
- Unisce il fascino della maratona su strada con tratti da quasi-trail su sterrato compatto.
- I falsopiani e i leggeri saliscendi non sono mai estremi, ma si sommano: dalle 3 ore in poi li sentirete tutti.
- Nei lunghi tratti nel verde la percezione della velocità si altera: molti maratoneti raccontano di essere “andati fuori giri” senza accorgersene.
- La fase finale verso il Gran Parterre è emotivamente fortissima: vista spettacolare, ma gambe spesso al limite.
Terreno e appoggio: come cambia la corsa sotto i piedi
La cosa più particolare di Una Corsa da Re non è tanto la pendenza, ma il gioco continuo tra asfalto e sterrato compatto.
- Asfalto: scorrevole, perfetto per trovare il ritmo. All’inizio fa venire voglia di strafare.
- Sterrato compatto: regolare ma non “lisciato”. Richiede più attenzione all’appoggio, soprattutto quando la stanchezza sale.
- Foglie, aghi di pino, piccoli sassi: in ottobre è normale trovarne. A volte coprono piccole irregolarità, soprattutto nelle ombre del parco.
Un aneddoto tipico da Venaria: tanti runner raccontano di aver pensato “che bello, lo sterrato è morbido, mi riposo un po’”. Poi, dopo qualche chilometro, si sono accorti che il piede lavorava di più, la muscolatura del polpaccio fumava, il ritmo era sceso di 5–10 secondi al km senza che se ne accorgessero.
Dislivello e gestione dei falsopiani
Il percorso non è montano, ma il dislivello “dolce” è il vero protagonista.
- Saliscendi brevi e continui, senza strappi durissimi.
- Falsopiani lunghi che, sulle distanze di 21, 30 e 42 km, consumano le gambe più del previsto.
- La percezione è quella di una gara “quasi piatta”, ma i tempi finali raccontano un’altra storia: chi parte come in una maratona cittadina ultra-piatta di solito paga caro dopo metà gara.
In allenamento conviene cercare percorsi con pendenze dolci, ma frequenti: strade di campagna, argini, parchi collinari. Più vi abituate ai micro-cambi di pendenza, più la giornata di gara vi sembrerà “fluida”.
Ristori e gestione dell’alimentazione in gara
La manifestazione prevede punti di ristoro lungo i tracciati, come nelle edizioni precedenti: acqua e integrazione sono pensati per sostenere 10 km, mezza, 30 km e maratona.
- Sui 10 km trovate almeno un ristoro intermedio e quello finale: utile per sciacquare la bocca, soprattutto in caso di umidità alta.
- Sulla 21 km vengono predisposti più ristori lungo il percorso, tipicamente ogni 5–7 km circa, secondo lo standard FIDAL per gare su strada.
- Per 30 km e 42 km la densità dei ristori aumenta: acqua, sali e, nei punti chiave, integrazione solida o semisolida per sostenere lo sforzo prolungato.
Il bello è che molti di questi punti cade in tratti regolari del parco: potete prendere bicchieri o gel senza dover frenare bruscamente. Capita spesso di vedere due amici che arrivano insieme al ristoro, uno beve con calma, l’altro “salta” per risparmiare 5 secondi. Indovinate chi scoppia 5 km dopo.
Per le distanze lunghe vi conviene:
- Simulare in allenamento l’assunzione di gel ogni 30–40 minuti, in un tratto a ritmo gara.
- Decidere in anticipo: “Prendo sempre qualcosa a ogni ristoro”, invece di improvvisare a sensazione.
- Usare una cintura porta-gel o taschine, così da integrare i ristori ufficiali.
Pacer e gestione del ritmo
La tradizione di Una Corsa da Re e della Maratona Reale è legata a un’organizzazione molto strutturata: nelle edizioni passate sono stati spesso presenti meneurs d’allure (pacer) su alcune distanze, in particolare mezza e gare più lunghe.
Per l’edizione 2026, le informazioni dettagliate sui pacer vengono di solito comunicate dall’organizzazione (Base Running e Reggia di Venaria) man mano che ci si avvicina all’evento. In attesa di conferme ufficiali, vale comunque la pena prepararsi come se doveste gestire il ritmo in autonomia.
Un trucco che funziona molto a Venaria:
- Dividere mentalmente il percorso in “blocchi parco” e “blocchi asfalto”.
- Previsto un ritmo leggermente più controllato nei tratti di sterrato, un filo più brillante nei tratti asfaltati, senza strappi.
- Usare i riferimenti naturali (viali, cancelli, cambi di fondo) come “checkpoint” di controllo, come se fossero pacer fissi lungo il percorso.
Chi ha corso qui racconta spesso lo stesso episodio: “Ero agganciato a un gruppetto, chiacchieravamo, poi nel parco hanno deciso di accelerare. Io mi sentivo forte, li ho seguiti. Al 25° km li ho persi e da lì sono andato in apnea fino alla Reggia”. È il classico scenario da evitare.
Materiale: cosa scegliere per ogni distanza
Scarpe
- 10 km: scarpe da strada reattive ma con un minimo di ammortizzazione. La suola deve avere buon grip su sterrato compatto e asfalto umido.
- 21 km: modelli da allenamento/competizione, preparati per cambi di superficie e falsopiani. Meglio evitare scarpe troppo secche se non siete abituati allo sterrato.
- 30 km e 42 km: scarpe con ammortizzazione solida e stabile, buona protezione per il piede e grip decente. Non servono scarpe da trail, ma una tassellatura leggermente più marcata aiuta molto in caso di bagnato.
Una scena frequente: chi arriva con la super scarpa iper-agonistica da 200 grammi, perfetta sul tartan, e poi maledice ogni piccolo sasso dopo il 30° km. Le Reggia e il parco meritano una scarpa che vi porti in fondo, non solo che vi faccia volare nei primi 10 km.
Abbigliamento
- Strati leggeri: canotta o t-shirt tecnica, con eventuali manicotti per la partenza fresca.
- Copertura rimovibile: per 21, 30 e 42 km conviene avere qualcosa di facile da togliere e infilare nella cintura o da affidare a un amico.
- Calze tecniche anti-vescica, soprattutto sulle distanze lunghe: lo sterrato può far lavorare di più il piede e generare sfregamenti.
- Cappellino o visiera: non solo per il sole, ma anche per proteggersi da eventuale pioggerella e dalle goccioline che cadono dalle fronde.
Accessori utili
- Cintura porta-gel per 21, 30, 42 km.
- Eventuale antivento sottilissimo se siete freddolosi e se il meteo annuncia aria fresca: da togliere appena vi scaldate.
- Crema anti-sfregamento nelle zone critiche: il mix sudore-umidità è una combinazione pericolosa.
Adattare la preparazione alla distanza scelta
Qui non entro nei dettagli di un piano di allenamento, ma è fondamentale che la preparazione rispecchi la distanza reale che correrete e le sue caratteristiche specifiche a Venaria.
Per i 10 km
- Lavorate su cambi di ritmo tra asfalto e sterrato: qualche seduta in parchi con fondo misto è oro.
- Abituatevi a correre forte con il piede che “cerca” stabilità: qualche esercizio di equilibrio e potenziamento caviglie vi farà sentire più sicuri.
Per la 21 km
- Curate la resistenza al ritmo gara in presenza di falsopiani: lavori a ritmo soglia su percorsi leggermente ondulati.
- Simulate lunghi con ultimi chilometri su sterrato: vi farà sentire “a casa” quando entrerete nel parco.
Per la 30 km
- Pensatela come una “quasi maratona” per la gestione dell’energia.
- Inserite lunghi in cui gli ultimi 8–10 km sono su terreno leggermente più impegnativo (sterrato o ondulato): vi allenerà a correre stanchi, proprio come succederà a Venaria.
Per la 42 km
- Alternate lunghi su asfalto a lunghi misti asfalto–sterrato, per abituare muscoli e testa ai cambi di fondo.
- Curate la tenuta mentale nei tratti lunghi e dritti: usate in allenamento piccoli obiettivi intermedi (lampioni, alberi, curve) come farete tra i viali della Mandria.
Molti maratoneti, dopo aver tagliato il traguardo nel Gran Parterre, raccontano la stessa cosa: “Non è stata la maratona più dura, ma è stata quella in cui ho dovuto restare più concentrato a lungo”. Questo è il cuore di Una Corsa da Re: non vi mette alla prova con muri di pendenza, ma con una continua richiesta di attenzione, ritmo e ascolto di voi stessi.
Stima il tuo tempo di gara
Prepara la tua gara in 7 domande
Una Corsa da Re non è una semplice gara domenicale: correre tra la Reggia di Venaria e il Parco La Mandria merita une preparazione seria. Vous êtes déjà inscrit, c’est le bon moment pour structurer vos semaines : allures bien définies, sorties longues progressives, travail spécifique sur route et sentiers. Avec un plan d'allenamento personalizzato, vous évitez les erreurs classiques : partir trop vite, sous-estimer les faux plats, arriver fatigué dès la mi-course. Donnez-vous le confort d’arriver dans le Gran Parterre en contrôle, fier de votre gestion de course et non épuisé.
Una Corsa da Re
Crea il mio piano di allenamento personalizzato per Una Corsa da Re
Per creare il tuo piano di allenamento personale, ti faremo 9 domande per conoscerti meglio.
🏁 Quale gara vuoi correre?

