Torino City Marathon – Torino

Torino City Marathon

Torino (10138) 29 novembre 2026 Corsa
Partenza tra
J−135

Informazioni sulla gara

Torino City Marathon si svolge il 29 novembre 2026 a Torino, su una distanza di 42 km.

Informazioni chiave sulle gare di Torino City Marathon
Gara Distanza Dislivello
Maratona (42.195km) 42 km +188 m

Preparare la Torino City Marathon 2026 con serenità e fiducia

Avete già il vostro pettorale per la Torino City Marathon 2026. Ora è il momento di costruire, con calma e decisione, il cammino che vi porterà a tagliare il traguardo nel cuore di Torino. Una maratona è molto più di 42 chilometri: è un viaggio attraverso la città, ma anche dentro di voi. Prepararla con attenzione è il modo migliore per viverla con piacere, invece che in sofferenza.

Immaginate la partenza dietro Piazza San Carlo, le vie del centro che si aprono, i viali alberati, i lunghi tratti scorrevoli verso Borgaretto e la Reggia, prima di ritornare verso il centro storico. La Torino City Marathon è presentata come uno dei percorsi più veloci d’Italia, ma richiede comunque rispetto: 42,195 km su asfalto, con un’altimetria intorno ai 188 m D+, sono un impegno che va preparato con metodo.

Torino City Marathon 2026: percorso e caratteristiche da conoscere

Secondo le informazioni disponibili, il percorso della Torino City Marathon 2026 è un anello di 42,195 km con partenza e arrivo a Torino, su un tracciato studiato per essere scorrevole e veloce. Si corre interamente su strada asfaltata, attraversando il centro storico, le aree più moderne come la zona del Lingotto e i quartieri residenziali fino a Borgaretto, con passaggi vicino alla Reggia e ai parchi che confermano Torino come uno dei capoluoghi più verdi d’Italia.

L’altimetria complessiva intorno ai 188 m D+ indica un tracciato quasi pianeggiante, con lievi saliscendi. Non troverete lunghe salite dure, ma alcune variazioni di ritmo: cavalcavia, curve, piccoli falsopiani. Sono dettagli che, dopo il trentesimo chilometro, si sentono nelle gambe se non avete lavorato bene sulla resistenza e sulla gestione dell’andatura.

La partenza ufficiale è prevista la domenica, nel contesto di un evento strutturato su più distanze (maratona, mezza maratona e 5 km), con un’ampia partecipazione di runner, anche internazionali. L’atmosfera sarà quella delle grandi maratone cittadine: musica, pubblico lungo il percorso, il tifo nelle zone più centrali, maggiore silenzio nei tratti più periferici. Un mix che aiuta la mente, ma che può anche spingere a partire troppo forte.

Preparazione specifica per la Torino City Marathon: cosa allenare

Per affrontare al meglio la Torino City Marathon serve un plan d’allenamento pensato per il vostro profilo: età, esperienza, obiettivo (finisher, tempo, personale), numero di uscite settimanali. Un percorso così veloce premia chi arriva con una base solida di resistenza, un buon controllo del ritmo e una gestione intelligente delle energie.

Gli assi principali della vostra preparazione dovrebbero essere:

  • Resistenza di base: lunghe uscite progressive, da 18 a 30-32 km, che vi abituano a stare sulle gambe a lungo e a gestire piccoli cambi di ritmo senza andare in crisi.
  • Lavoro sul ritmo maratona: sedute in cui correte tratti di 6–10 km al ritmo previsto di gara, magari inseriti dentro uscite più lunghe (es. 4 km facili + 8 km a ritmo maratona + 2 km di defaticamento).
  • Qualche seduta di velocità controllata: ripetute medio-lunghe (es. 5×2000 m o 3×3000 m) a ritmo leggermente più veloce del ritmo maratona, per migliorare la capacità di sostenere il passo su asfalto.
  • Allenamento di forza resistente: lavori in salita leggera, esercizi a corpo libero (affondi, squat, core) per dare stabilità alla corsa e ridurre il rischio di cali di postura dal 30° km in poi.

Il cuore del vostro percorso di avvicinamento è un piano d’allenamento progressivo, che vi accompagna settimana dopo settimana, modulando carico e recupero. Questo è esattamente lo spirito con cui lavoriamo su preparun.com: niente schemi rigidi uguali per tutti, ma una struttura adattata al vostro profilo.

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Immaginate, per esempio, le vostre uscite lunghe sul lungofiume o nei parchi: respiri profondi, ritmo controllato, attenzione alle sensazioni. Ogni lungo ben gestito vi insegna qualcosa su come reagiscono le gambe, lo stomaco, la testa dopo due ore di corsa. Sono prove generali, da vivere con curiosità più che con ansia.

Nella mia esperienza di trail runner che ha iniziato proprio dalle maratone su strada, la differenza non la fa solo la quantità di chilometri, ma la qualità dell’ascolto. Alcuni allenamenti «vanno» alla perfezione, altri sembrano pesanti dal primo metro. È normale. Con un percorso strutturato, anche gli allenamenti difficili diventano preziosi: vi insegnano ad adattare il ritmo, a non spaventarvi se una giornata è storta.

Gestione del ritmo e strategie sul percorso di Torino

Una delle trappole della Torino City Marathon 2026 è proprio la sua scorrevolezza: quando il percorso è veloce, si è tentati di partire sopra il proprio livello. Nei primi chilometri, tra il centro storico e i viali più larghi, l’entusiasmo e il pubblico possono spingere oltre il ritmo maratona. Il conto arriva spesso tra il 25° e il 35° km.

Per evitarlo, vi consiglio di:

  • Partire conservativi: i primi 5–8 km devono sembrare quasi «facili». Se sentite già fatica, siete troppo veloci.
  • Spezzare mentalmente la gara in blocchi (0–15 km, 15–30 km, ultimi 12 km), con obiettivi di passo e di alimentazione precisi per ciascuno.
  • Usare i tratti più verdi e periferici per stabilizzare il ritmo, senza inseguire chi vi supera.
  • Prevedere un piano di integrazione (acqua, sali, gel o alimenti solidi) testato in allenamento, rispettando i ristori ufficiali.

Quando il percorso ritorna verso la città e il traguardo, il rumore, le voci, i monumenti diventano un supporto emotivo fortissimo. Se avete gestito con pazienza la prima parte di gara, potrete godervi questi ultimi chilometri con lucidità, magari concedendovi un piccolo aumento di ritmo solo negli ultimi 2–3 km, quando il traguardo è davvero vicino.

Allenamento, carico e recupero: come arrivare freschi al 29 novembre

Per una maratona come la Torino City Marathon, il periodo chiave di preparazione dura in genere tra le 10 e le 14 settimane. L’obiettivo è costruire progressivamente il volume, inserire dei picchi di carico e poi alleggerire, così da arrivare al giorno della gara con gambe e testa fresche.

Alcuni punti di riferimento utili:

  • Numero di uscite settimanali: da 3 a 5, a seconda del vostro profilo. Meglio tre allenamenti regolari che cinque disordinati.
  • Fase di costruzione: nelle prime settimane si aumentano dolcemente i chilometri, si inseriscono i primi lunghi (20–24 km) e si cura molto la tecnica di corsa.
  • Fase di specificità: al centro del percorso di preparazione si collocano i lunghi più impegnativi (30–32 km), con tratti a ritmo maratona e sedute di qualità mirate.
  • Tapering: nelle ultime due settimane si riduce il volume, si mantengono alcuni richiami di ritmo, si cura il sonno, l’alimentazione e la gestione dello stress.

È qui che un plan d’allenamento personalizzato può fare la differenza: non solo dice «cosa fare», ma vi aiuta a capire come adattare quel che è previsto in base alle vostre sensazioni, agli imprevisti lavorativi, a un leggero affaticamento o a una settimana in cui vi sentite particolarmente bene.

Vi invito a considerare ogni seduta non come un obbligo, ma come una tappa del vostro viaggio verso il 29 novembre: un momento da vivere con presenza, ascoltando il respiro, osservando l’ambiente intorno, costruendo fiducia. È così che la preparazione diventa non solo efficace, ma anche bella.

Nutrition de course

Il giorno J, la tua alimentazione fa la differenza.

Prima, durante e dopo la gara: un piano alimentare personalizzato è disponibile in aggiunta al tuo piano d'allenamento.

Materiale, alimentazione e informazioni pratiche per la Torino City Marathon

Il fatto che la Torino City Marathon si svolga su asfalto, con un dislivello contenuto, orienta chiaramente la scelta del materiale:

  • Scarpe da strada ammortizzate e adatte alla vostra biomeccanica, già testate su uscite lunghe.
  • Abbigliamento a strati leggeri: fine novembre può portare freddo al mattino, ma anche temperature miti durante la gara.
  • Accessori di gestione: cintura portagel o piccolo zainetto, cappello o fascia, guanti leggeri se soffrite il freddo.
  • Orologio GPS per controllare il ritmo, sempre con buon margine di ascolto delle sensazioni.

Ricordate di testare tutto in allenamento, soprattutto scarpe, integrazione e abbigliamento. Niente esperimenti il giorno della gara.

Per i dettagli aggiornati su iscrizioni, regolamento e logistica (ritiro pettorali, orario di partenza preciso, servizi lungo il percorso), vi consiglio di consultare il sito ufficiale FIAT Torino City Marathon e la pagina FIAT Torino City Marathon sui social.

Qualunque sia il vostro obiettivo cronometrico, la Torino City Marathon 2026 sarà un’occasione per correre dentro una città ricca di storia, tra palazzi eleganti, viali verdi e scenari urbani in trasformazione. Con una preparazione progressiva e consapevole, il 29 novembre può diventare una giornata di corsa piena, emozionante e profondamente vostra.

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Buono a sapersi

Torino City Marathon 42 km – cosa vi serve davvero sapere per prepararvi

42 km su asfalto. Dislivello totale +188 m. Profilo quasi piatto, ma non “gratis”. Su un percorso così, gli errori si pagano più per il ritmo che per le salite.

Il tracciato è interamente urbano, su strada asfaltata, con partenza e arrivo nel cuore di Torino, in zona Piazza Castello, e passaggi nei comuni limitrofi lungo viali scorrevoli e larghi. Nessun tratto sterrato da trail, nessun single track. Solo asfalto, marciapiedi lisci, rotonde, curve a 90° e qualche cavalcavia che, dopo il 30° km, sembra più lungo di quanto sia davvero.

Altimetria e gestione dello sforzo con 188 m D+

  • Dislivello modesto: 188 m D+ su 42 km significa tanti piccoli saliscendi, più che vere salite lunghe.
  • Falsipiani e cavalcavia: non servono allenamenti da montagna, ma è utile abituarsi a correre lievi pendenze senza stravolgere la tecnica.
  • Rischio principale: ritmo troppo uniforme “alto” all’inizio. Un percorso piatto invita a osare. Le gambe vi presentano il conto dal 30° km in poi.

Un aneddoto reale: molti maratoneti escono dalla gara dicendo «il percorso è piatto, ma gli ultimi 10 km mi sono sembrati in salita». Non erano in salita. Erano le energie finite. Il profilo piatto amplifica gli errori di ritmo e di alimentazione.

Meteo di fine novembre a Torino: come trasformare il freddo in alleato

Torino a fine novembre è una città che profuma d’inverno. Nebbia al mattino, aria frizzante, a volte quel cielo bianco che sembra non muoversi mai.

  • Temperature tipiche: al mattino presto spesso tra 2°C e 7°C; nelle ore centrali è facile arrivare intorno ai 8–12°C (valori medi climatici di fine novembre a Torino, da considerare come ordine di grandezza).
  • Possibile umidità e foschia: l’aria può sembrare più fredda di quanto dica il termometro.
  • Rischio pioggia leggera: non è raro trovare strade umide e pozzanghere.

Questo significa:

  • Primi km freddi: i muscoli si scaldano dopo 10–15 minuti. Non forzate perché “non sentite le gambe”. È solo freddo.
  • Termoregolazione delicata: si parte infreddoliti, si arriva sudati. Vestirsi troppo è un errore frequente.
  • Respirazione: l’aria fresca può irritare un po’ le vie respiratorie se partite a razzo. Meglio un avvio morbido.

Esperienza da bordo strada: nelle edizioni fredde si vedono un sacco di manicotti e guanti abbandonati dopo i primi 10 km. Segno che molti hanno esagerato con gli strati. Meglio avere uno strato leggero che potete togliere e tenere in mano, piuttosto che correre 30 km “in sauna”.

Strategia abbigliamento per 42 km a fine novembre

  • Strato base tecnico (manica corta o lunga traspirante) aderente, non in cotone.
  • Secondo strato molto leggero (maglia light o micro-giacca antivento ultrasottile) se soffrite il freddo.
  • Gambe: molti runner reggono bene la gara in short anche con 5–8°C se ben riscaldati. Se siete freddolosi, calzamaglia leggera.
  • Accessori intelligenti: guanti running sottili, fascetta o cappellino leggero, eventualmente manicotti da poter abbassare.
  • Plan B pioggia: k-way super leggero solo se è prevista pioggia persistente; in caso di pioggia debole, meglio non “imbustarsi”.

Terreno e scarpe: 42 km sul duro

La maratona si corre interamente su asfalto urbano certificato FIDAL. Niente sterrato negli ultimi chilometri in cui si inciampa. Ma 42 km sul duro vanno rispettati.

Scegliere le scarpe giuste per Torino

  • Scarpe da strada ammortizzate, già testate almeno su 25–30 km.
  • Per chi punta al tempo: modelli con piastra o super-ammortizzate vanno bene solo se le avete già provate in allenamento.
  • Drop medio (8–10 mm) spesso aiuta i polpacci sui lunghi tratti scorrevoli.
  • Non è il giorno per inaugurare scarpe nuove di zecca. Mai. Nemmeno se sono “in offerta irripetibile”.

Un’immagine classica sotto l’arco d’arrivo: runner che cammina a piedi nudi con le scarpe in mano perché le vesciche hanno vinto. Di solito è colpa di calze nuove + scarpe nuove + pioggia. Evitabile con un po’ di realismo in più nelle scelte.

Rifornimenti e alimentazione in gara

Come maratona cittadina internazionale certificata FIDAL, la Torino City Marathon segue gli standard dei grandi eventi su strada. Questo significa una rete strutturata di ristori ufficiali e, di solito, spugnaggi/idrici distribuiti lungo il percorso.

Cosa potete aspettarvi ai ristori

  • Acqua: presente regolarmente lungo il percorso, in genere ogni 5 km circa (standard maratona). Verificate sul regolamento ufficiale la collocazione esatta.
  • Integratori/sali: spesso presenti dopo i primi ristori, ma da considerare solo come supporto, non come piano principale.
  • Solidi: in molte maratone cittadine italiane vengono proposti frutta, biscotti o zuccheri semplici nei ristori più avanzati. Migliore comunque arrivare con i propri gel.

Come adattare l’alimentazione ai 42 km di Torino

  • Testate tutto in allenamento: ritmo maratona + uso di gel/integrazione nelle vostre uscite lunghe.
  • Frequenza assunzione: un gel ogni 35–45 minuti è una base comune per molti maratoneti. Dipende dal vostro stomaco e dal ritmo.
  • Acqua e sali: bevete poco e spesso, mai litri interi in un solo ristoro.
  • Ultimi 10 km: è qui che l’integrazione fa la differenza tra “tenere il passo” e ritrovarsi a camminare alle prime crampiature.

Immaginate il 35° km: qualcuno si ferma al ristoro e resta lì come se fosse un bar, sedotto dai bicchieri. Chi ha un piano sa già cosa prendere, quanto bere, quanto tempo restare. E riparte senza litigare con lo stomaco.

Meneur d’allure (pacer) e gestione del tempo

La Torino City Marathon è una gara internazionale che punta a migliaia di partecipanti, con maratona, mezza maratona e 5 km nello stesso evento. Su eventi di questa dimensione la presenza di pacemaker ufficiali (meneur d’allure) per vari tempi è molto probabile e spesso confermata dall’organizzazione.

Anche se il dettaglio definitivo dei pacer per il 2026 sarà pubblicato sul regolamento ufficiale, potete ragionevolmente aspettarvi:

  • Pacemaker su diversi target (ad esempio, ogni 15 minuti: 3h00, 3h15, 3h30, 3h45, 4h, 4h15, 4h30, ecc.).
  • Pacer riconoscibili con palloncini o gilet, indicazione del tempo obiettivo sulla schiena.

Come usare (bene) i pacer in una maratona piatta

  • Non improvvisate il tempo la mattina della gara. Scegliete il gruppo pacer in base ai vostri lunghi e ai vostri ritmi allenati.
  • Se un pacer vi sembra “troppo facile” nei primi 10 km, è un buon segnale. Significa che state rispettando la distanza.
  • Meglio partire con un pacer più lento e, se avete ancora energie, staccarlo dopo il 30° km, piuttosto che inseguire un palloncino troppo ottimista e scoppiare.

Sapete quella scena classica? Gruppo pacer ancora compatto al 15° km, tutti sorridenti, battute, foto. Poi al 32° km, il gruppo è diventato una scia lunga di singoli, qualcuno che cammina, qualcuno che stringe i denti. Il pacer, come un metronomo, va avanti. Loro no. Il vostro obiettivo è essere ancora lì, attaccati al metronomo.

Strategia per il terreno e i tratti chiave del percorso

La struttura del tracciato della Torino City Marathon è studiata per essere rapida e scorrevole, attraversando centro storico, aree moderne e comuni limitrofi prima del rientro in città.

Tratti tipicamente delicati in una maratona urbana piatta

  • Primi km in centro: asfalto buono, ma curve, restringimenti e folla. Attenzione a non zigzagare troppo, spreca energia.
  • Viali scorrevoli verso l’area metropolitana: qui il ritmo si stabilizza. È il punto ideale per entrare nel vostro “cruise control”.
  • Cavalcavia e sottopassi: pochi metri di salita, pochi di discesa. Non affrontateli come ripetute: piccolo accorciamento del passo in salita, fluidità in discesa.
  • Rientro verso il centro: psicologicamente impegnativo. Le gambe sono stanche, il cervello vuole già il traguardo, ma mancano ancora km. Serve una testa allenata a tenere il passo sotto fatica.

Una scena tipica: al 28° km sembra tutto ancora “gestibile”; al 34° km il pavé o il marciapiede leggermente storto diventano un nemico. Non è il pavé. È la fatica. Il lavoro di forza e di stabilità serve proprio per gestire questi ultimi chilometri senza “sbriciolare” la tecnica.

Materiale specifico per il giorno della gara

Per una maratona su asfalto con 188 m D+

  • Scarpe: modello da strada affidabile, ben ammortizzato, già testato sui lunghi.
  • Calze tecniche anti-vesciche, provate in allenamento. Dettaglio piccolo, differenza enorme.
  • Cintura portagel o tasche integrate: sufficiente per portare i vostri gel senza flaconi ingombranti.
  • Orologio GPS: utile per gestire il ritmo più che per inseguire ogni secondo. Impostate gli avvisi di passo medio sul km o sul lap.
  • Cappellino/fascia e guanti leggeri: spesso li si toglie a metà gara, ma nei primi km salvano le mani e la testa dal freddo.
  • Vaselina o crema anti-sfregamento: interno cosce, ascelle, fascia del cardio, punti in cui l’abbigliamento può irritare dopo 3–4 ore di corsa.

Un’immagine poco glamour ma vera: chi ha sottovalutato gli sfregamenti arriva al traguardo con la maglia macchiata di sangue sul petto o irritazioni sulle cosce. Succede. Si evita con 30 secondi di attenzione in più al mattino.

Gestione mentale dei 42 km torinesi

Una maratona così scorrevole, con dislivello contenuto e percorso veloce, mette al centro la testa. Non ci sono salite da “camminare” per respirare. C’è solo un lungo impegno costante.

  • Spezzare mentalmente la gara: pensate in blocchi di 5 km. Ogni blocco ha il suo piccolo obiettivo (ritmo, gel, respiro).
  • Accettare i momenti “no”: tra il 25° e il 35° km quasi tutti attraversano un “muro” mentale. È normale. Prepararsi significa riconoscerlo e non farsi spaventare.
  • Usare la città: i tratti più centrali, con più pubblico, saranno carburante mentale. Conservate un po’ di energia per goderveli.

Quasi ogni maratoneta ha quella frase in testa al 37° km: «Mai più». Poi il giorno dopo cerca già la prossima gara. La Torino City Marathon non farà eccezione. Se arrivate preparati, quel “mai più” sarà accompagnato da un sorriso enorme.

In sintesi pratica per il vostro allenamento (senza entrare nel piano)

  • Pensate a 42 km su asfalto con 188 m D+: velocità gestita, non montagna.
  • Allena ritmo e resistenza più che la capacità di salire forte.
  • Simulate il clima: uscite lunghe con temperature fresche, abbigliamento simile a quello di gara.
  • Provate il materiale fino ai gel e alle calze: zero sorprese il giorno della maratona.
  • Pianificate l’alimentazione in base ai ristori ufficiali e al vostro stomaco.
  • Decidete se seguire un pacer e per quale tempo, in base a ciò che avrete dimostrato in allenamento.

Così la Torino City Marathon non sarà solo “una maratona veloce”. Sarà la vostra maratona, cucita addosso al vostro modo di correre e di sentire la corsa.

Meteo prevista il giorno della gara a Torino

Sulla base degli ultimi 10 anni (medie 2016–2025)
☁️
Nuvoloso
il più frequente
Max. media
estremo 14°
-0°
Min. media
estremo -5°
8 km/h
Vento medio
raffiche 37
Storico del meteo del 29 novembre da 10 anni
🌧️ 2016
☁️ 2017
☁️ 2018
🌧️ 14° 2019
☁️ 10° 2020
☁️ 10° 2021
🌧️ 2022
🌨️ 2023
☁️ 10° 2024
☁️ 2025
Dati meteo: Open-Meteo / ERA5

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In base al tuo ritmo obiettivo, ecco come si svolgerà la tua gara
Ritmo 5:00 min/km
3:00 · Veloce 8:00 · Lento
Tempo stimato
50:00
Velocità
12,0 km/h
Ritmo moderato · Mantieni questo ritmo fino al traguardo con un piano di allenamento personalizzato

Domande e risposte

La Torino City Marathon è un maratona su strada da 42,195 km, su percorso certificato FIDAL e descritto come prevalentemente piatto e veloce. Le fonti disponibili indicano un dislivello contenuto, ma non tutte riportano lo stesso dato preciso; in ogni caso, la gara è considerata adatta a chi cerca un ritmo regolare e un possibile personal best. Il tracciato si sviluppa in un solo giro tra centro città e comuni dell’area metropolitana.

Per un amatore preparato, la Torino City Marathon è considerata una maratona abbastanza scorrevole, grazie al profilo piatto e al fondo stradale regolare. La vera difficoltà non è il dislivello, ma la gestione dello sforzo sui 42 km, soprattutto dal km 30 in poi. Se puntate a finirla bene, servono un’uscita lunga settimanale, lavori a ritmo maratona e una partenza prudente.

L’errore più comune è correre i primi 10 km troppo veloce perché il percorso invita a spingere. Meglio impostare un passo regolare, leggermente più conservativo nei primi chilometri, e cercare di stabilizzarlo fino al km 30. Su una maratona piatta come Torino, la gestione dell’allure è decisiva: partire controllati aiuta a preservare energie per il finale.

Sì, come in una maratona su strada, i ristori sono fondamentali per mantenere energia e idratazione. In gara, privilegiate una strategia semplice: bere con regolarità, assumere carboidrati se li avete testati in allenamento e non improvvisare nulla il giorno della corsa. Il punto chiave è allenare già in preparazione la vostra alimentazione da gara, così il ristoro diventa un aiuto e non una sorpresa.

Per prepararvi alla Torino City Marathon, preparun propone due piani personalizzati in base a età, livello, obiettivo e numero di uscite settimanali: Starter Run, il piano gratuito ideale per iniziare bene la preparazione, e Finisher Line, il piano completo e payante per arrivare pronti al giorno J. Entrambi sono adattati alla distanza e al dislivello della gara. Create il vostro piano su preparun.com.

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Chiara Romano
Aggiornato il 9 luglio 2026
Articolo scritto da :
Chiara Romano è una trail runner e un'amante della montagna. Ha scoperto la corsa partecipando a gare podistiche su strada, prima di orientarsi progressivamente verso il…... continua a leggere
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Jules Patrick Maria Laurene
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