Gli 11 consigli essenziali per iniziare bene a correre
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Gli 11 consigli essenziali per iniziare bene a correre

Undici consigli imprescindibili per iniziare a correre con piacere e senza infortuni: dalla scelta delle scarpe alla respirazione, passando per la costanza e la camminata accettata.

Che siate principianti o stiate riprendendo l'attività, iniziare a correre porta con sé tutta una serie di domande. Come progredire senza infortunarsi? Come restare motivati e trovare piacere nello sforzo? Ecco undici consigli imprescindibili per accompagnarvi nei vostri primi passi da corridori, con in più un ultimo consiglio spesso trascurato.

1. Mettere il piacere prima di tutto

Il piacere è la chiave di una progressione duratura. Che siano dieci o quindici minuti a un ritmo moderato, imparare ad apprezzare la corsa è fondamentale. Trovando piacere in ogni uscita, la motivazione segue in modo naturale e la costanza si installa da sola.

Molti corridori principianti si concentrano subito sulla prestazione: correre più lontano, correre più veloce, raggiungere un tempo. È comprensibile, ma è esattamente il contrario di ciò che funziona. Una pratica radicata nel piacere produce, alla lunga, molta più progressione di una pratica radicata nella costrizione.

2. Imparare a correre piano

È l'errore più frequente del principiante. Vi infilate le scarpe, partite e adottate istintivamente un'andatura sostenuta. Il risultato? Affanno, fitte al fianco, frustrazione. Dopo cinque minuti, siete a pezzi.

Puntate a un'andatura facile, anche se vi sembra troppo lenta. Dovete essere in grado di parlare in frasi complete durante la corsa. Se non riuscite a sostenere una conversazione, vuol dire che state correndo troppo veloce. Questa andatura sembra ridicola all'inizio. Diventerà naturale dopo qualche settimana, ed è proprio lei a porre le fondamenta.

3. Scegliere scarpe adatte

Evitare le scarpe non adatte — scarpe da città, da palestra, vecchie paia da sala pesi — è essenziale. Privilegiate modelli pensati per la corsa, scelti in base al vostro tipo di appoggio e al vostro peso. È ciò che previene la maggior parte dei dolori plantari, delle tendiniti e delle fratture da stress.

Optate per mezza taglia in più rispetto alla vostra misura abituale. Questo margine è prezioso per il comfort, in particolare in discesa, dove il piede scivola in avanti. Recatevi in un negozio specializzato per i primi acquisti, fatevi filmare l'appoggio se possibile. La guida come scegliere le scarpe da strada illustra in dettaglio i criteri di scelta.

4. Non trascurare il recupero

Il recupero è parte integrante dell'allenamento. Non è il momento dello sforzo a farvi progredire: è il riposo che segue. I giorni di pausa permettono al corpo di ricostruirsi e di migliorare le proprie capacità.

Dormire bene, gestire lo stress, integrare giornate senza corsa: questi elementi sono importanti quanto le sedute stesse. La guida perché i giorni di riposo sono essenziali spiega in dettaglio questo meccanismo di supercompensazione, e perché voler allenarsi tutti i giorni è spesso controproducente all'inizio.

5. Essere costanti nella pratica

Correre una volta al mese, anche a lungo, è meno efficace di diverse piccole uscite settimanali. Da due a tre sedute a settimana bastano ampiamente per costruire una resistenza di fondo e avanzare senza stancarsi né infortunarsi.

Questa costanza installa l'abitudine, che è probabilmente il fattore più predittivo della progressione a lungo termine. Tre uscite settimanali regolari per un anno valgono ben di più di cinque uscite a settimana per tre mesi seguite da diversi mesi di stop.

6. Correre in base al tempo, non alla distanza

Concentratevi sulla durata piuttosto che sul numero di chilometri. Correre trenta minuti vi libera dalla pressione della prestazione e vi permette di mantenere un'andatura adeguata, senza forzare.

Questo approccio evita anche i confronti inutili con altri corridori. Trenta minuti restano trenta minuti, a prescindere dalla velocità a cui li percorrete. I chilometri macinati, invece, possono diventare in fretta oggetto di un giudizio personale sfavorevole, soprattutto quando si è alle prime armi.

Esempio numerico

Corridore di 41 anni, ex sedentario, avvio della corsa su 3 mesi:

  • mese 1: 3 uscite settimanali di 25-30 minuti alternando corsa/camminata, focus sul piacere
  • mese 2: passaggio progressivo a 30 minuti in continuità, cadenza media 162 passi/min
  • mese 3: 3 uscite di cui una da 35-40 minuti, capacità ritrovata di parlare in frasi complete durante lo sforzo
  • attrezzatura: 1 paio di scarpe adatte, 1 orologio GPS base, 1 cappellino tecnico
  • recupero: 1 giorno di pausa completa a settimana, sonno minimo di 7h30
  • risultato a 3 mesi: 30 min in continuità senza disagio, piacere intatto, progetto di una prima 10 km a 6 mesi

7. Integrare la camminata nelle uscite

Camminare non è mai un fallimento. Alternare corsa e camminata all'inizio della pratica permette un migliore adattamento del corpo, in particolare per muscoli, tendini e legamenti. Queste strutture si adattano più lentamente del vostro sistema cardiovascolare, e la camminata dà loro il tempo che serve.

Questa strategia camminata-corsa offre una progressione duratura, riducendo nettamente il rischio di infortunio. La guida iniziare a correre senza infortuni illustra in dettaglio un piano progressivo su dodici settimane che si basa proprio su questa logica di alternanza.

8. Aumentare il volume in modo progressivo

La regola del cinque-dieci per cento è un riferimento essenziale. Aumentare il volume settimanale troppo in fretta può provocare dolori e infortuni, a partire dalla periostite, infortunio classico del corridore principiante che esagera troppo presto.

Rispettare questa progressione graduale favorisce un'evoluzione costante e sicura. Aumentate il volume del cinque-dieci per cento rispetto alla settimana precedente, e ogni tre o quattro settimane prevedete una settimana di scarico in cui scendete di circa il venti per cento. Questa "respirazione" permette ai tessuti di recuperare in profondità.

9. Monitorare i propri dati di allenamento

Usare un orologio GPS, un'applicazione come Strava, o semplicemente un diario cartaceo vi permette di seguire la vostra progressione: durata, frequenza delle uscite, sensazioni. Vi aiuta a restare coerenti e motivati nella pratica, evitando al contempo aumenti di carico troppo bruschi.

Non c'è bisogno di investire in un modello di alta gamma fin dall'inizio. Uno strumento semplice, usato con regolarità, vale molto di più di un dispositivo sofisticato poco sfruttato. La guida bisogna fidarsi dei dati del proprio orologio connesso spiega cosa è affidabile e cosa non lo è.

10. Lavorare sulla respirazione

Respirare in modo naturale è spesso sufficiente. Evitate di controllare eccessivamente la respirazione, ma fate attenzione a rilassare le spalle e a tenere lo sguardo fisso davanti a voi. Questi due gesti semplici migliorano notevolmente il vostro comfort respiratorio.

Potete provare una respirazione ritmata — ad esempio inspirare su due falcate ed espirare su tre — per mantenere un respiro regolare. Ma non è obbligatorio. Il corpo trova il suo ritmo naturale quando gli si dà il tempo di farlo, e l'essenziale è evitare i blocchi respiratori legati alla tensione.

11. Non concentrarsi in modo eccessivo sulla tecnica

Ogni corridore possiede un'azione di corsa diversa. L'obiettivo non è copiare quella dei campioni, ma costruire la vostra, adattata alla vostra morfologia, alla vostra storia fisica, al vostro livello attuale.

Con il tempo, il vostro corpo si adatterà e troverete naturalmente l'azione di corsa che vi è propria, in funzione delle vostre capacità e del vostro rinforzo muscolare. Concentrarsi su una tecnica perfetta troppo presto può addirittura risultare controproducente, creando tensioni che impediscono proprio al movimento naturale di installarsi. La guida adottare una falcata efficace sarà utile in un secondo momento, quando avrete qualche mese di pratica regolare alle spalle.

:::bloc-info

  • Mettere il piacere al primo posto è ciò che produce la costanza duratura
  • Andatura da conversazione: se non riuscite a parlare, state correndo troppo veloce
  • Scarpe adatte con mezza taglia in più per il comfort
  • Da 2 a 3 sedute a settimana, mai meno di 24h tra due uscite
  • Aumentare il volume al massimo del 5-10 % a settimana

Consiglio bonus: il cappellino tecnico

Indossare un cappellino tecnico può migliorare il comfort complessivo delle vostre uscite. Protezione dal sole quando fa caldo, dalla pioggia in autunno, dal sudore che cola negli occhi quando l'aria è afosa. È un piccolo accessorio semplice che diventa in fretta indispensabile durante le uscite lunghe.

Scegliete un modello tecnico traspirante, non un classico cappellino da baseball che trattiene il sudore. L'investimento è modesto — tra i quindici e i trenta euro — e il comfort percepito vale ampiamente la spesa. È uno dei consigli per cui i miei corridori principianti mi ringraziano più spesso.

Costruire una pratica semplice e duratura

La corsa è uno sport semplice ma esigente. Per iniziare bene, è fondamentale puntare sulla costanza, il piacere e l'ascolto del proprio corpo. Ogni corridore progredisce al proprio ritmo, ed è restando attenti a questi consigli che i risultati arriveranno in modo duraturo.

Restate semplici, curiosi e regolari. Evitate di copiare i programmi visti su Instagram o i consigli dati a un amico più avanzato. Il vostro punto di partenza è unico, così come i vostri vincoli. Costruite la vostra routine attorno alla vostra vita, non il contrario. Infilate le scarpe, uscite con regolarità, e la progressione seguirà.

:::bloc-le-saviez-vous Uno studio longitudinale condotto su quasi cinquemila corridori amatoriali ha dimostrato che la costanza — misurata dal numero di settimane di pratica senza interruzioni — è un predittore migliore della prestazione a lungo termine rispetto al volume settimanale medio. In altre parole, correre tre volte a settimana per tre anni fa progredire in modo più duraturo che correre cinque volte a settimana per un anno, seguito da uno stop.

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Le tue guide sono redatte da coach diplomati

Matthieu Le Guen

Matthieu Le Guen

Coach per la corsa

Ex corridore su strada riconvertito al trail, Matthieu Le Guen ha scoperto la corsa tardi, dopo i trent'anni, come un modo per scaricare lo stress quotidiano. Si è presto appassionato alla progressione metodica, ai piani strutturati e alla comprensione approfondita dello sforzo. La sua filosofia è semplice: durare anziché brillare, costruire anziché forzare. Su Preparun condivide un approccio pragmatico all'allenamento, incentrato sulla costanza, sulla prevenzione degli infortuni e sull'adattamento alla vita professionale. Gli piace in particolare accompagnare i corridori amatoriali che puntano al loro primo trail o alla loro prima maratona, con un discorso rassicurante e realistico.

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