Informazioni sulla gara
Chianti Ultra Trail by UTMB 2027 propone 5 gare da 10 a 120 km, il 18 marzo 2027 a Radda in chianti.
| Gara | Distanza | Dislivello |
|---|---|---|
| 10 km | 10 km | +400 m |
| 21 km | 21 km | +900 m |
| 46 km | 46 km | +2.000 m |
| 75 km | 75 km | +3.100 m |
| 120 km | 120 km | +5.200 m |
Il percorso della Chianti Ultra Trail by UTMB 2027
La Chianti Ultra Trail by UTMB vi porta a Radda in Chianti, in Toscana, dentro un paesaggio fatto di vigne, colline e castelli. La gara è famosa per i suoi passaggi sulle strade bianche del Chianti e per un terreno che alterna tratti corribili, salite regolari e sezioni più esigenti. Il 75 km, ad esempio, comincia con una prima parte scorrevole tra i vigneti del Chianti Senese, prima di affrontare la salita verso il Monte San Michele; il 120 km segue una logica simile, con lunghi settori iniziali più corribili e una seconda metà più dura e montuosa. Per chi si prepara bene, è una corsa splendida. Per chi parte troppo forte, può diventare lunga molto in fretta. In ogni caso, il punto chiave è chiaro: qui contano la gestione, la pazienza e la capacità di cambiare ritmo senza andare fuori giri.
Radda in Chianti è il centro di tutto. Si parte e si arriva lì, nel paesaggio del Chianti senese, con un’atmosfera da grande evento internazionale e un legame forte con la natura e la storia del territorio.
Preparazione e plan d'entraînement
Per preparare la Chianti Ultra Trail by UTMB 2027, dovete lavorare su tre pilastri: resistenza, salita e discesa. La buona notizia è che questo tipo di gara premia chi costruisce bene, non chi forza. Il vostro plan d'entraînement deve includere uscite lunghe progressive, sedute in collina o in salita continua, e tratti corsi a ritmo controllato per abituare il corpo agli sforzi variabili.
Crea il tuo piano di allenamento personalizzato
In 60 secondi ricevi un piano adatto al tuo livello, al tuo obiettivo e al terreno specifico di questa gara.
Se correte il 120 km, la priorità è la durata. Dovete imparare a stare in movimento a lungo senza bruciare energie nei primi chilometri. Il 75 km richiede lo stesso tipo di intelligenza, ma con più attenzione al passo in salita e alla freschezza muscolare. Sul 46 km e sul 21 km, invece, il lavoro deve essere più brillante: salite brevi ma frequenti, ritmo sostenuto, e discese gestite bene per non arrivare con le gambe vuote. Il 10 km resta una distanza breve, ma su questo terreno va preparato con attenzione, perché il dislivello cambia comunque il modo di correre.
Un errore classico è sottovalutare le discese. Qui non servono solo polmoni: servono quadricipiti pronti a frenare, caviglie stabili e un appoggio sicuro sulle strade bianche. Inserite quindi allenamenti specifici in discesa, anche brevi, e fate attenzione al recupero dopo le sedute più dure. In settimana, meglio qualche richiamo mirato che tante sedute stancanti.
Il terreno del Chianti può essere veloce nei tratti scorrevoli, ma la gara cambia volto non appena arriva la parte più collinare. Per questo conviene allenarsi con cambi di ritmo naturali: salita, piano, discesa, di nuovo salita. È esattamente lì che si costruisce la solidità mentale. Una volta, in un trail simile tra vigne e crinali, ho visto corridori fortissimi perdere minuti solo perché avevano ignorato i tratti “facili”. Qui anche il facile va rispettato.
Curate molto anche il materiale: scarpe adatte alle strade bianche e al misto sterrato, buon grip, calze testate, zaino o cintura se la distanza lo richiede, e una strategia precisa per idratazione e alimentazione. Non aspettate la gara per provare tutto. La preparazione serve proprio a togliere l’incertezza, pezzo dopo pezzo.
Il giorno J, la tua alimentazione fa la differenza.
Prima, durante e dopo la gara: un piano alimentare personalizzato è disponibile in aggiunta al tuo piano d'allenamento.
Se il vostro obiettivo è finire bene, partite da ciò che potete sostenere per settimane. Se invece puntate al cronometro, fate comunque in modo che il carico resti progressivo. La Chianti Ultra Trail by UTMB premia i runner che sanno restare calmi quando il percorso si allunga e il bosco si apre su nuove salite.
Info pratiche sulla Chianti Ultra Trail by UTMB 2027
- Luogo: Radda in Chianti, Toscana, Italia.
- Data: 18 marzo 2027.
- Partenza 120 km: 04:00.
- Partenza 75 km: 07:00.
- Formato: trail su strade bianche, colline, vigneti e tratti storici del Chianti.
Per i dettagli ufficiali della gara potete consultare il sito della competizione: Chianti Ultra Trail by UTMB. Per seguire l’atmosfera dell’evento, potete anche guardare il profilo ufficiale su Chianti Ultra Trail by UTMB.
Tra vigne, salite e strade bianche, la Chianti Ultra Trail by UTMB 2027 vi aspetta con il suo respiro toscano e la sua luce morbida: un terreno bellissimo, da preparare con cura e da vivere con fiducia.
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Percorsi delle diverse distanze
Percorso dettagliato Chianti Ultra Trail by UTMB 2027 - 46 km
| Dislivello positivo | 2.000 m |
|---|
Percorso dettagliato Chianti Ultra Trail by UTMB 2027 - 120 km
| Dislivello positivo | 5.200 m |
|---|
Video della gara
Buono a sapersi
Condizioni meteo attese e gestione del clima
Nel Chianti a marzo fa fresco. Ma non è mai davvero “inverno pieno”. È quel periodo in cui si parte con la giacca e si arriva con le maniche rimboccate.
- Temperature medie: in Toscana a marzo la massima media è intorno a 15°C e la minima intorno a 6°C. La temperatura media è circa 10°C.
- Range tipico gara: si possono avere attese tra 3°C e 12°C nelle ore di gara, con aria frizzante al mattino e più mite nelle ore centrali.
- Pioggia: clima relativamente umido, circa 115 mm di pioggia su 7 giorni in media a marzo. Terreno che può passare da secco e veloce a fangoso nel giro di poche ore.
Sulle lunghe distanze, soprattutto 75 km e 120 km, dovete pensare anche al freddo notturno: si può correre con 5°C, dopo molte ore di gara, quando la stanchezza amplifica tutto. Una notte limpida, una brezza leggera sui crinali, e all’improvviso le mani diventano rigide se non sono protette bene.
Consigli pratici meteo per distanza
- 10 km (D+ 400 m): clima fresco, partenza spesso con corpo non ancora caldo. Pensate a uno strato leggero che si possa togliere in fretta. Non sottovalutate il vento sulle colline.
- 21 km (D+ 900 m): si passa più tempo all’aperto, con salite e discese. Meglio abbigliamento a “cipolla”: base traspirante, strato leggero sopra. Se piove, il freddo arriva in discesa, quando rallentate.
- 46 km (D+ 2000 m): possibile cambio di meteo nello stesso giorno. Servono capi che gestiscano sudore in salita e raffreddamento in discesa. Una giornata di sole può finire con vento fresco sulle creste.
- 75 km (D+ 3100 m): partenza spesso al fresco, arrivo con meteo variabile. Un errore frequente: partire troppo coperti, sudare, bagnarsi e poi avere freddo nelle parti corribili.
- 120 km (D+ 5200 m): gestite almeno un’escursione termica piena: notte fredda (intorno ai 5°C) e giorno più mite (fino a 14-15°C). Qui il freddo non è solo una sensazione: dopo 80 km di gara può diventare un limite vero se siete bagnati o poco coperti.
Una volta, su una gara simile nel Centro Italia, molti corridori sono arrivati al primo tratto di notte con le mani congelate perché avevano pensato “tanto è marzo, basta una maglietta”. Quegli stessi corridori avevano gambe forti ma dita rigide sui bastoncini. Il clima non va mai affrontato a cuor leggero.
Profilo altimetrico e caratteristiche del terreno
Il Chianti è traditore. Sembra dolce, è fatto di colline morbide. Poi il dislivello, chilometro dopo chilometro, si accumula. E le gambe lo sentono.
- 10 km – 400 m D+: saliscendi continui, terreno misto ma in gran parte corribile. È il classico percorso che non perdona chi parte “a ritmo da strada” senza rispettare le salite.
- 21 km – 900 m D+: anello più mosso, con colline, tratti di single track e passaggi nei borghi. Il dislivello è reale: quasi 1000 m di su e giù su una distanza da “mezza maratona”. Serve testa da trail, non solo gambe da runner su asfalto.
- 46 km – 2000 m D+: colline coperte di vigneti, ma anche single track veloci e punti panoramici. Dislivello importante: un vero trail di media distanza, dove ogni salita ha un prezzo, soprattutto se ci arrivate “a tutta”.
- 75 km – 3100 m D+: i primi 42 km nel Chianti senese sono corribili, poi arrivano la salita verso Monte San Michele e la parte più montuosa. Dislivello distribuito con una seconda parte più dura: chi sbaglia ritmo all’inizio entra nel “muro” intorno al 60° km.
- 120 km – 5200 m D+: un unico grande anello di 120 km nelle colline del Chianti. Terreno inizialmente più corribile, poi via via più collinare e impegnativo, con gestione dello sforzo cruciale per non “spegnersi” quando il dislivello accumulato supera i 4000 m.
Il terreno alterna strade bianche, sterrato, sentieri nei boschi e passaggi più tecnici. La tipica scena: vi trovate su una strada bianca perfetta, state bene, aumentate il ritmo… dieci minuti dopo, un single track più stretto vi obbliga a frenare, cambiare appoggio, usare i quadricipiti.
Tipo di terreno e appoggi
- Strade bianche: veloci, ma con ghiaia e pietrisco. Ottime per correre a ritmo, più impegnative per le caviglie quando siete già stanchi.
- Sterrato e sentieri: nei boschi, con radici, tratti fangosi se ha piovuto, piccoli sassi. Qui serve attenzione all’appoggio.
- Tratti storici: passaggi in borghi medievali e zone più antiche, con qualche tratto di pavé o fondo irregolare. Non sono tecnici come l’alta montagna, ma richiedono un passo stabile.
Una volta, su un tratto di strade bianche simili nel Chianti, un gruppo di runner ha iniziato a sorpassarsi a vicenda “come in gara su asfalto”. Si divertivano. Dieci chilometri dopo, stessi runner camminavano in salita, vuoti. Il terreno scorrevole qui è un dono, ma anche un tranello.
Ravitagli e gestione dell’alimentazione
Il Chianti è terra di vino e di sapori, ma in gara il vostro “piatto forte” è la strategia di ravitaillement.
- Su distanze come 75 km e 120 km, è previsto che abbiate una riserva d’acqua minima: 1 L per le prove più lunghe.
- Su 46 km, 21 km e 10 km la riserva idrica minima può essere intorno a 0,5 L, con ravitaillement intermedi per integrare.
- Sul percorso, in alcune distanze, sono previste anche soste degustazione (storicamente sui percorsi più brevi). Sono un’esperienza splendida, ma in gara è meglio non stravolgere stomaco e routine.
Per il 75 km e il 120 km, una riserva alimentare adeguata è consigliata dagli organizzatori. Non basta sperare nei tavoli dei ristori. Una volta, su un’ultra dalle caratteristiche simili, un corridore è arrivato al ravitaillement più bello della gara… completamente vuoto dentro. Dolci, salato, frutta, tutto lì. Ma lo stomaco non voleva più niente. Aveva iniziato a mangiare tardi. Era già troppo affaticato.
Gestione ravitaillement per distanza
- 10 km / 21 km: potete puntare su un approccio leggero: un po’ di liquidi, qualche gel o piccolo snack se siete abituati. In 10 km con 400 m D+ si può finire anche senza mangiare, ma se siete sensibili ai cali di energia, meglio prevenire.
- 46 km: qui entra in gioco la vera strategia. Mangiare a piccoli passi, prima di sentire fame. Scegliete cibi provati in allenamento. Ravitaillement ogni tot chilometri diventano punti cardine della vostra corsa.
- 75 km: ritmo costante di assunzione: qualcosa ogni 30-40 minuti, alternando solidi e liquidi. Non dimenticate il salato: sui trail collinari, con molto sudore, un po’ di sale fa la differenza.
- 120 km: qui la parola chiave è pazienza. Mangiare anche quando non avete voglia, mantenendo un routine. Pensate la corsa come una lunga tavola: non un banchetto, ma piccoli assaggi regolari.
Materiale obbligatorio e consigliato
Il regolamento indica un set minimo di sicurezza. Va rispettato. E va testato in allenamento, pezzo dopo pezzo.
Materiale obbligatorio indicato dagli organizzatori
- Riserva d’acqua: 1 L per UTCC e CUT (che corrispondono alle distanze più lunghe), 0,5 L per le prove intermedie.
- Lampada frontale con batterie di ricambio per le distanze lunghe (CUT e UTCC, quindi 75 km e 120 km).
- Fischietto e telo termico: dotazioni di sicurezza che sembrano dettagli, ma una volta hanno permesso a un corridore infreddolito di aspettare soccorsi al caldo, dopo una crisi.
- Giacca antivento: fondamentale per proteggersi da vento e pioggia leggera, soprattutto sulle parti più esposte.
- Shoes da trail: con buon grip su strade bianche, sterrato e sentiero.
Materiale consigliato
- Denaro contante: per eventuali emergenze o piccoli acquisti lungo il percorso.
- Bastoncini da trail/trekking: soprattutto su 75 km e 120 km. Vi aiuteranno nelle salite più lunghe e a scaricare un po’ di carico dalle gambe.
- Riserva alimentare adeguata: richiesta in particolare per CUT e CMT (distanze intermedie e lunghe).
Una scena tipica nelle gare di questo tipo: al primo tratto davvero ripido, chi ha i bastoncini li usa con calma e ritmo. Chi non li ha, se è allenato, si arrangia. Chi non li ha e non ha lavorato sulle salite, si ferma. Non è mai solo questione di forza: è di strategia.
Scelta delle scarpe e del materiale per ogni distanza
Scarpe
- 10 km / 21 km: scarpe da trail leggere, con buon grip su sterrato e strade bianche. Protezione moderata, focus su reattività. Il dislivello è abbastanza per richiedere stabilità, ma non così estremo da necessitare modelli ultra ammortizzati.
- 46 km: scarpe con ammortizzazione generosa e buona protezione in punta. Tratti veloci + saliscendi: serve comfort, ma anche precisione di appoggio sui single track.
- 75 km / 120 km: modelli da ultra trail, con ammortizzazione morbida, buona tenuta laterale e suola adatta a ghiaia, sterrato e possibili tratti fangosi. Pensate a come si sentiranno i piedi dopo 8, 12, 18 ore: è il criterio principale.
Abbigliamento
- Strato base: maglia tecnica traspirante, mai cotone. Il sudore freddo in discesa è uno dei nemici principali.
- Secondo strato: maglia a maniche lunghe o leggera giacca running per mattine fresche e parti in ombra.
- Strato protettivo: giacca antivento/antipioggia, facilmente comprimibile nello zaino.
- Accessori: cappellino o buff per proteggere dal vento, guanti leggeri per notte e partenze al freddo, soprattutto sul 75 e 120 km.
Zaino e sistema di trasporto
- 10 km / 21 km: cintura porta-borraccia o piccolo zaino leggero, giusto lo spazio per acqua, gel e un guscio leggero.
- 46 km: zaino da trail 5–8 litri. Spazio per acqua, cibo, giacca, eventuali bastoncini pieghevoli.
- 75 km / 120 km: zaino 8–12 litri, ben regolato e testato. Qui deve diventare parte del vostro corpo: se vi sfrega o vi disturba, dopo ore sarà un tormento.
Una volta, in un’ultra simile, un corridore si è ritirato non per le gambe, non per il fiato, ma per una semplice abrasione da spallina non regolata. Sembrava un dettaglio. Dopo 60 km, era diventata insopportabile.
Gestione delle salite e delle discese
Chianti significa salite regolari ma lunghe, e discese che non sono mai un semplice “lasciarsi andare”. Il dislivello delle vostre distanze lo conferma.
- Salite: spesso si tratta di salite continue, non tecnicissime ma persistenti. Su 75 km e 120 km, la salita verso livelli come il Monte San Michele arriva quando siete già stanchi.
- Discese: su fondo di strade bianche e sentieri, con tratti veloci che invogliano a correre forte. Quadricipiti, ginocchia e caviglie devono essere pronti a frenare e assorbire.
Consigli per distanza
- 10 km: non “spronate” troppo le discese. Con 400 m D+, qualche tratto ripido c’è. Scendete controllando, per non accumulare fatica inutile.
- 21 km: salite frequenti e discese che possono sembrare un premio. Pensate ai vostri quadricipiti: se li bruciate presto, gli ultimi chilometri saranno lunghi.
- 46 km: alternanza continua. È la distanza in cui la gestione delle discese fa davvero la differenza sul tempo finale. Molti rallentano non perché manchi fiato, ma perché le cosce non frenano più.
- 75 km / 120 km: qui la discesa è un terreno dove si vince o si perde. Scendere troppo forte dopo molte ore significa arrivare agli ultimi saliscendi senza più controllo. Una volta ho visto un corridore fortissimo in salita trasformarsi in camminatore stanco in discesa, solo perché le prime discese le aveva affrontate “da gara corta”.
Meneurs d’allure e gestione del ritmo
Per le gare UTMB, è frequente la presenza di meneurs d’allure (pacer) sulle distanze più frequentate, in particolare su percorsi come 21 km e 46 km, e talvolta sulle prove più lunghe. Le informazioni ufficiali sull’edizione 2027 verranno confermate dagli organizzatori, ma l’impostazione internazionale dell’evento lascia pensare a una gestione del ritmo molto strutturata.
- 21 km / 46 km: se saranno presenti pacer, possono aiutarvi a non partire troppo forte e a mantenere un ritmo regolare sui primi saliscendi.
- 75 km / 120 km: anche senza pacer ufficiali, troverete “pacer spontanei”: gruppi di runner che si stabilizzano su un certo ritmo. Scegliete bene chi seguire. Chi parte “da eroe” spesso non arriva da protagonista.
In una gara collinare come questa, la vera meneur d’allure è la vostra capacità di rispettare il percorso. Non il cronometro da solo. Una volta, sul Chianti, un atleta è rimasto agganciato a un gruppo troppo veloce, perché “sembravano tutti tranquilli”. Li ha seguiti per 20 km. Dopo il 30° era solo, in crisi, a chiedersi dove fosse finita quella tranquillità.
Particolarità delle diverse distanze: cosa pensare prima di mettersi sulla linea di partenza
10 km – 400 m D+
- Terreno: corto ma vero trail. Strade bianche, colline, qualche tratto più ripido.
- Gestione: non è una “corsetta facile”. Il dislivello cambia la biomeccanica: braccia lavorano di più, caviglie devono stabilizzare.
- Materiale: scarpe da trail leggere, abbigliamento semplice ma adattato al fresco; una borraccia può bastare, ma meglio non partire totalmente senza liquidi.
21 km – 900 m D+
- Profilo: anello collinare con saliscendi continui e tratti di single track.
- Chianti “vero”: qui si sente già il carattere del territorio: non è una mezza maratona piatta. Ogni salita è un piccolo test mentale.
- Materiale: scarpe da trail, sistema idrico da almeno 0,5 L, guscio leggero. Se piove, le discese cambiano volto.
46 km – 2000 m D+
- Profilo: colline, vigneti, single track veloci, 2000 m di saliscendi con vista sulla campagna senese.
- Carattere: gara di resistenza ma ancora “brillante”: potete correre molti tratti, ma il dislivello chiede rispetto.
- Materiale: zaino leggero, riserva d’acqua di 0,5 L (minimo), alimentazione ottimizzata, giacca antivento, eventuali bastoncini se amate salire “di braccia”.
75 km – 3100 m D+
- Profilo: primi 42 km corribili tra i vigneti, poi salita verso Monte San Michele e parte più montuosa.
- Punto chiave: passaggio dal “Chianti scorrevole” al “Chianti duro”. La gestione di questa transizione è decisiva.
- Materiale: riserva d’acqua 1 L, frontale se si entra in zona luce bassa, bastoncini consigliati, abbigliamento a strati. Il freddo, dopo ore, è diverso dal freddo a inizio mattina.
120 km – 5200 m D+
- Profilo: il grande anello UTCC, 1 loop x 120 km, 5200 m D+.
- Carattere: partenza su tratti più corribili, seconda metà più dura e montuosa, con colline che diventano montagne interiori.
- Materiale: equipaggiamento completo ultra trail: zaino capiente ma stabile, 1 L d’acqua (minimo), riserva alimentare adeguata, frontale + batterie, giacca antivento, telo termico, fischietto, bastoncini. Qui un singolo errore di materiale può pesare quanto una salita.
Su un’ultra simile, una volta, un corridore ha raccontato che la sua vera svolta è stata una semplice giacca antivento: prima la usava solo “se pioveva forte”. Poi ha imparato a metterla quando sentiva freddo in discesa dopo lunghe salite. La gara, da quel momento, ha smesso di essere un combattimento contro il clima.
Dettagli emotivi e mentali per vivere il Chianti Ultra Trail
Chianti Ultra Trail non è solo una prova fisica. È un rapporto con il paesaggio: vigne, colline, borghi, strade bianche che vi chiedono di respirare e di ascoltarvi.
- Gestione mentale: i tratti corribili vi invitano a spingere. Quelli più duri vi costringono a rallentare. Imparare ad accettare questo ritmo “a onde” è parte della preparazione.
- Momenti chiave: il passaggio dalla parte facile a quella dura sul 75 e 120 km, la comparsa delle prime vere fatiche sul 46 km, la sorpresa del dislivello sulla 21 km, la sensazione di “gara vera” anche sul 10 km.
- Ricordi: molti corridori tornano dal Chianti con un’immagine precisa: una salita in silenzio, una discesa tra vigneti, una strada bianca all’alba. Preparatevi per quelle immagini tanto quanto per i chilometri.
Una volta, dopo una gara tra vigne e colline simile, un runner mi disse: “Pensavo fosse solo una corsa in Toscana. È stata una conversazione lunga con me stesso.” La Chianti Ultra Trail by UTMB, con i suoi 10, 21, 46, 75 e 120 km, funziona un po’ così: vi porta lontano, ma lo fa un passo alla volta. E ogni passo è più facile se avete preparato bene terreno, dislivello, meteo e materiale.
Meteo prevista il giorno della gara a Radda In Chianti
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Domande e risposte
Il Chianti Ultra Trail by UTMB 2027 propone cinque formati, tutti su percorsi ad anello con partenza e arrivo a Radda in Chianti.Ultra Trail Chianti Castles : 120 km e circa 5.200 m D+.Chianti Ultra Trail : 75 km e circa 3.100 m D+.Chianti Marathon Trail : 46 km e circa 2.000 m D+.Chianti Half Trail : 21 km e circa 920 m D+.Chianti Wine Run : 10 km e circa 400 m D+. Questi dati sono fondamentali per calibrare il vostro allenamento e la gestione dell’energia.
Il Chianti Ultra Trail by UTMB 2027 è un evento ditrail impegnativo, con lunghi tratti collinari, sentieri tecnici e un dislivello significativo, soprattutto sui 75 e 120 km. Le distanze più lunghe richiedono esperienza in ultratrail, gestione di alimentazione e ritmo, oltre a buona resistenza mentale. Le prove da 21 e 10 km sono più accessibili a chi ha già esperienza in trail o corsa su strada e vuole scoprire ilChianti toscano in versione off-road, senza affrontare l’ultradistanza.
Su distanze tra10 e 120 km con forti variazioni altimetriche, il ritmo va adattato al dislivello: correre in piano e in discesa, camminare in molte salite per risparmiare energia. Pianificate di mangiare piccole quantità ogni 30–45 minuti e di bere regolarmente, sfruttando i punti diravitaillement ufficiali (acqua, alimenti salati/dolci). Allenatevi in anticipo con gli stessi prodotti (gel, barrette, bevande) per verificare la tolleranza digestiva e arrivate alla partenza con una strategia chiara per tutta la gara.
Per il Chianti Ultra Trail by UTMB 2027 serve unequipaggiamento trail completo: scarpe da trail con buon grip per i sentieri collinari del Chianti, zaino o gilet con capienza sufficiente per acqua, alimenti e materiale obbligatorio, abbigliamento a strati adatto a marzo (temperature variabili), giacca impermeabile leggera, lampada frontale per le distanze 75 e 120 km, bastoncini se siete abituati a usarli, e calze tecniche per limitare le vesciche. Curate anche la gestione dichafing e piedi (cerotti, crema) durante la preparazione.
Su preparun.com trovate due piani pensati per il Chianti Ultra Trail by UTMB 2027: ilStarter Run, gratuito, ideale per iniziare in modo progressivo la vostra preparazione, e laFinisher Line, completa e a pagamento, per arrivare davvero pronti il giorno J. Entrambi i programmi sonopersonalizzati in base alla vostra età, livello, obiettivo e numero di uscite settimanali, e tengono conto delledistanze e deldislivello specifici della gara. Vi invitiamo a creare il vostro piano su preparun.com per strutturare al meglio l’allenamento.
Prepara la tua gara in 7 domande
La Chianti Ultra Trail by UTMB 2027 si corre nel cuore della Toscana, tra colline, vigneti e strade bianche che invitano a correre con testa e con respiro. È una gara che si prepara davvero, perché il dislivello e i rilanci sulle salite possono pesare presto se l’allenamento non è costruito bene. Se volete arrivare sereni alla partenza di Radda in Chianti, un piano d’allenamento personalizzato vi aiuta a lavorare sul ritmo giusto, sulla forza in salita e sulla resistenza che serve quando il terreno si fa lungo e ondulato.
Con preparazione, costanza e un progetto adatto al vostro profilo, questa corsa può diventare una bellissima esperienza da vivere fino in fondo.
Chianti Ultra Trail by UTMB 2027
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