Informazioni sulla gara
Ronda Ghibellina propone 5 gare da 16 a 67 km, il 31 gennaio 2027 a Castiglion fiorentino.
| Gara | Distanza |
|---|---|
| 16 km | 16 km |
| 25 km | 25 km |
| 33 km | 33 km |
| 45 km | 45 km |
| 67 km | 67 km |
Il percorso della Ronda Ghibellina
La Ronda Ghibellina si corre a Castiglion Fiorentino, in Toscana, nel territorio di Arezzo. Il sito ufficiale descrive una gara profondamente legata alla Val di Chio: creste, sentieri di collina, boschi, borghi, rovine e tratti storici che danno alla corsa un carattere molto marcato da trail toscano autentico.
Il terreno, per quanto non sia descritto con una sola formula semplice, è quello tipico di un trail appenninico e collinare: sentieri, creste, sterrato e passaggi irregolari. Il tracciato attraversa luoghi che raccontano il paesaggio e la storia locale, con riferimenti a terrazzamenti d’ulivo, vigneti, muretti in pietra e zone boscate. È il tipo di percorso in cui contano le gambe, ma anche la capacità di restare lucidi quando il fondo cambia e la fatica comincia a farsi sentire.
Per questo la Ronda Ghibellina si prepara bene soprattutto con continuità. Non basta accumulare chilometri. Serve un plan d'entraînement che unisca uscite in salita, discese controllate, lavoro di forza e lunghe uscite su terreno simile.
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Un errore frequente, su questo tipo di gara, è allenarsi solo su asfalto. Qui invece vi serve abitudine ai cambi di pendenza e al ritmo spezzato. Una seduta in salita alla settimana, una corsa lunga nel weekend e qualche tratto a ritmo controllato sono già una base utile per costruire fiducia. Se avete poco tempo, lavorate sulla qualità delle sedute: meglio tre uscite ben pensate che tante uscite fatte male.
La discesa merita rispetto. In trail spesso si perde più energia in discesa che in salita, soprattutto quando il terreno è scivoloso o stanco. In allenamento, inserite tratti in discesa corsa con passo rapido e appoggi stabili. Non cercate il coraggio cieco. Cercate fluidità.
Per i lunghi, provate anche il materiale che userete in gara: scarpe con buona tenuta, zaino o cintura se previsti, bastoncini solo se sapete già usarli. Un trail lungo si vince anche evitando gli errori banali del giorno della gara.
Se preparate la Ronda Ghibellina con un piano coerente, il percorso smette di sembrare un muro e diventa una sequenza di sezioni gestibili. È la differenza tra arrivare a sopravvivere e arrivare a correre davvero.
Il giorno J, la tua alimentazione fa la differenza.
Prima, durante e dopo la gara: un piano alimentare personalizzato è disponibile in aggiunta al tuo piano d'allenamento.
Come gestire allenamento e gara
Per i 16 km, serve soprattutto brillantezza e un po’ di forza in salita. Per i 25 km e i 33 km, il motore aerobico deve già essere ben costruito, con uscite lunghe e dislivello progressivo. Per i 45 km e i 67 km, entra in gioco anche la capacità di stare in sella al ritmo per molte ore, nutrirsi bene e non bruciare troppe energie nei primi tratti.
In gara, partite più piano di quanto vi verrebbe naturale. Su questo tipo di trail, chi forza all’inizio paga quasi sempre dopo. Meglio una prima parte controllata, con respirazione regolare e passo pulito, e poi una gestione più offensiva solo se le sensazioni restano buone. Le salite si corrono con criterio; le discese si affrontano con attenzione; i ristori si usano davvero, non solo si attraversano.
Informazioni pratiche per la Ronda Ghibellina
- Luogo: Castiglion Fiorentino, Toscana, provincia di Arezzo.
- Data: 31 gennaio 2027.
- Discipline: trail running.
- Distanzе ufficiali: 16 km, 25 km, 33 km, 45 km, 67 km.
- Partenze: verificate sul programma ufficiale dell’edizione di riferimento, da controllare nei giorni precedenti la gara.
Per i riferimenti ufficiali della manifestazione potete consultare il sito ufficiale e il sito ufficiale.
A Castiglion Fiorentino vi aspetta una gara sincera, dura quanto basta e molto ricca di atmosfera: una bella sfida da preparare con attenzione, nel cuore della Toscana.
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Buono a sapersi
Caratteristiche tecniche dei percorsi
Alla Ronda Ghibellina le distanze raccontano storie diverse. Ognuna ha le sue esigenze, le sue trappole, il suo fascino.
- 16 km – Equivalente della storica “Ronda Minima” di 14 km, con circa 750 m D+ come riferimento indicativo per il profilo altimetrico. Percorso breve ma nervoso. Salite secche, discese che non perdonano distrazioni. È la distanza dove conta essere brillanti, ma anche saper cambiare passo in fretta.
- 25 km – Vicino al “Short Trail Ronda Assassina” (25 km, circa 1200 m D+). Qui il dislivello comincia a pesare. Vi troverete a gestire salite più lunghe, tratti corribili alternati a strappi che spezzano il ritmo. È una distanza di passaggio: non è più “solo una corta”, non è ancora “un lungo vero”, ma può stancarvi come un lungo se la sottovalutate.
- 33 km – Il “medio” della giornata. Sufficientemente lungo da richiedere gestione energetica, ma ancora corribile per chi ha buona base trail. Aspettatevi un dislivello importante, in linea con i tracciati collinari e appenninici della zona, con sequenze di salite e discese che sfiancano più per continui cambi di ritmo che per pendenze estreme.
- 45 km – Distanza vicina al “Trail Ronda Ghibellina” ufficiale: 45 km, circa 1200 m D+ dichiarati nelle info tecniche. È una distanza insidiosa: il dislivello non è enorme sulla carta, ma la somma di sterrato, fondo irregolare, curve, continui saliscendi e terreno cedevole porta la fatica a un livello da vero ultra-trail. Si corre tanto, ma si soffre il terreno.
- 67 km – L’ultra della casa, vicino alla “Ultra Ronda Ghibellina Plus” 67 km con circa 3700 m D+. Qui si attraversano praticamente tutte le creste e i versanti della Val di Chio. Una giornata intera sulle gambe. Lunghi tratti di bosco, salite che non finiscono, discese dove le gambe bruciano. È gara di resistenza mentale oltre che fisica.
Per tutte le distanze dell’evento, i tempi massimi ufficiali recenti danno un’idea della durezza complessiva:
- 16 km – riferimento alle passate edizioni: fino a 5 ore di tempo massimo.
- 25 km – fino a 7 ore nelle edizioni “Assassina”.
- 33 km – prevedete un tempo massimo intermedio, il passo non può essere quello di una gara corta.
- 45 km – fino a 10 ore di tempo massimo ufficiale.
- 67 km – fino a 14 ore di tempo massimo.
Questi numeri non servono a spaventarvi. Servono a far capire che non è “solo Toscana dolce”. È un trail vero, che premia chi arriva preparato.
Terreno e condizioni da aspettarsi
Chi ha corso la Ronda Ghibellina negli ultimi anni racconta un terreno che cambia volto di continuo.
- Sentieri di cresta – Esposti al vento, spesso asciutti ma con pietre che rollano sotto le scarpe. Qui serve passo sicuro e attenzione agli appoggi.
- Boschi di quercia, pino e castagno – Fondo morbido, radici, foglie secche che nascondono sassi. Quando piove, diventano tappeti scivolosi.
- Sterrato collinare – Tratti perfetti per correre. Ma attenti: dopo un tratto scorrevole, spesso arriva un cambio di pendenza improvviso.
- Muretti in pietra, basolati, tracce storiche – Pavimentazioni irregolari, tratti duri sotto i piedi. Ottimi per spezzare il ritmo, pessimi se li affrontate distratti.
- Ulivi e vigneti terrazzati – Brevi rampe ripide, sentieri stretti, curve secche. Dove si guadagna poco tempo, ma si può perdere molta energia se li si aggredisce troppo.
Un aneddoto ricorrente tra i finisher: “Credevo fosse solo collinare. Ho capito al 30° chilometro che era più dura di quanto sembrasse.” La difficoltà sta nel ritmo spezzato, non solo nel dislivello.
Meteo tipico a fine gennaio in zona Castiglion Fiorentino
La gara si svolge in pieno inverno appenninico. Il meteo, alla Ronda, è parte della storia: nel 2025 la manifestazione è stata descritta come una corsa che “vince contro il meteo”, con condizioni meteo difficili ma gara portata avanti ugualmente.
- Temperature – Al mattino presto spesso fredde. Facilmente tra 0°C e 5–7°C nelle ore iniziali. Salendo di quota, la percezione di freddo aumenta con il vento.
- Umidità – Alta. Nebbia o foschia possibili tra valle e colline. Il sudore si raffredda in fretta nelle pause.
- Pioggia – In gennaio non è raro trovare terreni bagnati o molto fangosi. Ci sono state edizioni dove il fango è stato un protagonista vero.
- Vento in cresta – Alcuni tratti di cresta sono esposti. Con vento forte, la temperatura percepita scende parecchio e il corpo consuma più energia per restare caldo.
Questo significa che dovete essere pronti a correre con mani fredde, piedi nel fango, maglia bagnata. E a restare lucidi lo stesso. È qui che si vede la preparazione: non solo quella atletica, ma quella pratica.
Ristori, barriere orarie, gestione della gara
La struttura dei ristori e delle barriere orarie degli ultimi regolamenti dà molte indicazioni utili sulla gestione dello sforzo.
Ristori lungo il percorso
- Primo ristoro comune – In zona Partini intorno al km 9. È un passaggio chiave per tutte le gare: prime energie da reintegrare, controllo di come state.
- Ristori intermedi – Per la gara sui 45 km è previsto un ristoro significativo in zona San Martino circa al km 16
- Ristoro in frazione Petreto – Più avanti sul percorso lungo, con ulteriore controllo orario. Momento dove molti cominciano a sentire davvero la fatica.
- Ristoro avanzato Ultra – Per la 67 km è presente un passaggio chiave alla località Le Comunanze intorno al km 55, con barriera oraria dedicata.
Da testimonianze e regolamenti, è chiaro che i ristori non sono solo “tavoli di cibo”. Sono punti di controllo, di sicurezza, di scelta: proseguire, rallentare, cambiare strategia.
Barriere orarie
Le barriere orarie recenti (per 45 km e 67 km) mostrano come la gara sia pensata per essere impegnativa ma accessibile a chi si gestisce bene.
- Partini – km 9 – Prima barriera oraria. Importante soprattutto per le distanze più lunghe: se arrivate qui già cotti, la giornata si farà lunghissima.
- San Martino – km 16 (45 km) / km 25 (67 km) – Seconda grande barriera oraria. Qui molti capiscono se hanno sbagliato passo iniziale.
- Petreto – Terza barriera oraria sul percorso lungo. Non è solo un numero: è il chilometro dove l’ultra diventa davvero “ultra” mentalmente.
- Le Comunanze – km 55 (67 km) – Quarta barriera oraria per l’ultra. Superare questo punto significa avere, in mano, la chiusura della gara. Ma anche essere pronti a gestire gli ultimi chilometri spesso al buio o al crepuscolo, con stanchezza accumulata.
Un consiglio pratico: quando preparate la gara, provate a simulare i passaggi ai ristori in allenamento. Bere, mangiare, ripartire. Sembra banale, ma il giorno della gara, con le mani fredde e la testa piena di pensieri, può diventare complicato.
Presenza di pacer e gestione del ritmo
Negli ultimi regolamenti e comunicazioni ufficiali della Ronda Ghibellina non sono indicati in modo esplicito dei “meneurs d’allure” / pacer ufficiali sui vari percorsi. Questo significa che, salvo novità dell’organizzazione, dovete contare principalmente sulla vostra capacità di gestire il ritmo.
- Sulle distanze più corte (16 e 25 km), il passo è guidato dalle sensazioni: se partite troppo forte, la seconda metà diventa un piccolo calvario.
- Sui 33 km, gestione del ritmo significa non correre le prime salite come fossero una 10 km. Tenere margine per gli ultimi 5–8 km.
- Su 45 e 67 km, il ritmo ideale è spesso più lento di quanto pensate. Molti raccontano di aver “recuperato” diversi concorrenti negli ultimi 10–15 km proprio grazie a una partenza prudente.
Allenare la capacità di seguire un ritmo costante è tanto importante quanto allenare le gambe. Un orologio con allarme di passo medio, o la scelta di un gruppetto di atleti con passo simile, può sostituire, di fatto, la funzione dei pacer ufficiali.
Materiale specifico da prevedere
La combinazione di meteo invernale, terreno misto e durata delle prove rende imprescindibile una buona riflessione sul materiale. Alla Ronda Ghibellina ci si vede spesso al traguardo con scarpe infangate, mani arrossate dal freddo, ma occhi contenti.
Scarpe
- Trail con buona tassellatura – Il fango e il terreno bagnato sono frequenti. Una suola aggressiva riduce scivolate e paure in discesa.
- Protezione moderata – Servono scarpe che proteggano dalle pietre e dalle irregolarità, ma non troppo rigide, perché il percorso è spesso corribile.
- Drop e sensibilità – Per i 67 km, evitate scarpe troppo minimal se non siete abituati. La distanza amplifica ogni errore di scelta.
Abbigliamento
- Strati – Sistema a cipolla: maglia tecnica traspirante, strato termico leggero, giacca antivento/antipioggia se il meteo lo richiede.
- Guanti e cappello – Sulle creste, il vento può rendere le mani insensibili. Guanti leggeri ma caldi, cappellino o fascia per la testa.
- Calze – Pensate a calze che tollerino fango e umidità senza creare troppe vesciche. Un cambio calze nell’ultra può fare la differenza.
Zaino, cintura, bastoncini
- Zaino o gilet da trail – Per 33, 45 e 67 km è praticamente indispensabile avere capacità di trasporto: acqua, gel, giacca, eventuale lampada frontale.
- Cintura porta oggetti – Per 16 e 25 km può bastare una cintura leggera, se la giornata non richiede troppe protezioni.
- Bastoncini – Utili sulle distanze lunghe con dislivello, specialmente se il terreno è fangoso. Ma solo se li sapete usare bene: in gara non è il momento di imparare.
- Lampada frontale – Per le distanze più lunghe, con partenza all’alba o arrivo nel tardo pomeriggio, può essere necessaria. Verificate il regolamento specifico dell’edizione, ma in allenamento abituatevi a correre almeno qualche volta con la frontale.
Alimentazione e idratazione
- 16 e 25 km – Una strategia semplice: qualche sorso d’acqua ai ristori, un gel o una barretta se il passo è impegnativo. Concentratevi sulla fluidità, non sul “mangiare tanto”.
- 33 km – Qui serve una vera routine: piccoli apporti regolari ogni 30–40 minuti, alternando zuccheri rapidi e qualcosa di più sostanzioso.
- 45 km – Non aspettate di avere fame: una delle storie più frequenti è quella di chi “stava benissimo fino al 30°” e poi si è spento per mancanza di carburante.
- 67 km – È quasi impossibile arrivare in fondo solo con gel e integratori. Preparate lo stomaco a mangiare anche cibi più “reali” (brodo, pane, frutta secca) e testate il tutto in allenamento.
Adattare la preparazione alle singole distanze
La Ronda Ghibellina non è una gara “copier/coller” dove un’unica preparazione va bene per tutti. Ogni distanza ha una psicologia diversa.
Preparazione per 16 km
- Focus su esplosività e tecnica – Lavoro su salite brevi, discese tecniche, cambi di ritmo.
- Abitudine al terreno – Anche se è una corta, il fondo è trail vero. Una caduta per mancanza di abitudine vale più di qualsiasi ripetuta in pista.
Preparazione per 25 km
- Resistenza moderata – Uscite da 2–3 ore su terreno collinare.
- Gestione del dislivello – Il riferimento di circa 1200 m D+ delle edizioni precedenti vi dà la misura dell’impegno: abituate il corpo a salire e scendere senza paura.
Preparazione per 33 km
- Simulazioni gara – Uscite lunghe con ritmo gara, su terreno misto, per capire come reagisce il corpo dopo 25–30 km.
- Test materiale – Giacca, zaino, alimentazione: qui è il terreno perfetto per testare tutto prima di passare ai 45 o ai 67 km.
Preparazione per 45 km
- Capacità di stare tante ore in piedi – Non è solo questione di correre veloce. È questione di sopportare la durata, il freddo, il fango.
- Gestione mentale – Dovrete attraversare momenti di calo. Chi li ha già vissuti in allenamento, li riconosce e li supera.
Preparazione per 67 km
- Progressione prudente – 3700 m D+ non sono uno scherzo. Ogni salita è un puzzle: va risolto con pazienza, non con forza bruta.
- Notte, freddo, solitudine – Alcuni tratti, specie nelle ore estreme, possono essere vissuti in solitaria, con silenzio e buio. Mentalmente, è parte dell’avventura.
- Logistica personale – Pensate a come gestire eventuali cambi di abbigliamento, riserve extra di cibo, integrazione tra i ristori.
Molti finisher dell’ultra raccontano un momento preciso: un tornante nel bosco, una cresta ventosa, un muretto di pietra illuminato dalla frontale. Un istante in cui si sono chiesti: “Ma chi me l’ha fatto fare?”. E proprio lì hanno capito che ne valeva la pena.
Ultimi consigli pratici
- Studiate la carta del percorso – Il sito ufficiale e i regolamenti degli ultimi anni offrono mappe e altimetrie utili.
- Simulate la gara in allenamento – Dislivello simile, terreno simile, meteo simile. Se piove, uscite: è un investimento, non un fastidio.
- Ascoltate le storie di chi l’ha corsa – Articoli, racconti, post social (come chi ha raccontato il suo primo 45 km in 4h18 alla Ronda). Sono pieni di dettagli che non si trovano nei regolamenti.
- Arrivate curiosi – Non solo pronti. Curiosi di vedere come reagite. La Ronda Ghibellina non è mai identica da un anno all’altro. Il meteo, il terreno, voi stessi: cambiano sempre.
Il bello, alla fine, è questo: non sapere esattamente cosa troverete. Ma sapere di aver fatto il possibile per arrivare lì, sulla linea di partenza, con una fiducia sincera.
Meteo prevista il giorno della gara a Castiglion Fiorentino
Stima il tuo tempo di gara
Domande e risposte
La Ronda Ghibellina è un trail in Toscana con diversi percorsi che variano dai circa 15 km fino all’ultra di circa 65–70 km, con dislivelli progressivi da medio a molto impegnativo. I tracciati alternano boschi, colline, borghi medievali e tratti tecnici, tipici del trail toscano. Pour votre préparation, identificate il vostro percorso preciso (distanza e D+) e costruite il piano d’allenamento, l’alimentazione e la strategia di gara in funzione di questi parametri.
La difficoltà della Ronda Ghibellina è considerata medio-alta: si tratta di una gara di trail con salite ripetute, discese tecniche e terreno variabile (sentieri, strade bianche, pietraie). Le distanze più lunghe si avvicinano all’ultra-trail e richiedono esperienza in gare di montagna e buona gestione di alimentazione e ritmo. È consigliata a chi ha già corso trail con dislivelli simili o vuole fare un salto di qualità con una preparazione mirata di più mesi.
Su Ronda Ghibellina la chiave è partire piano, perché le salite e il terreno tecnico possono logorare rapidamente. Nei primi chilometri puntate a un passo controllato, correndo le parti facili e camminando attivamente nelle salite più ripide. Allenatevi con uscite collinari e lavori di ritmo sul trail per imparare a mantenere un’andatura costante in salita, curare le discese e gestire alimentazione/idrazione in autonomia tra i ristori.
La gara prevede diversi ristori lungo il percorso, con cibo e bevande adatti al trail di lunga distanza. Verificate sul regolamento ufficiale la distanza tra i ristori per decidere se portare borracce, soft flask o zaino idrico. Indispensabili: scarpe da trail, abbigliamento a strati per il freddo di gennaio, giacca impermeabile, lampada frontale per i tratti bui. L’accesso si fa a Castiglion Fiorentino (AR), con zona partenza/arrivo organizzata e servizi per i concorrenti.
Per preparare Ronda Ghibellina, preparun propone due piani personalizzati: il Starter Run, gratuito, ideale per iniziare una preparazione structurata e acquisire progressivamente volume e dislivello; e la Finisher Line, completo e a pagamento, pensato per arrivare pronto il giorno J con un vero percorso di performance. Entrambi sono personalizzati in base a età, livello, obiettivo e numero di uscite settimanali, e adattati alle distanze e al D+ specifici della corsa. Vi invitiamo a creare il vostro piano su preparun.com per arrivare in griglia con fiducia e lucidità.
Prepara la tua gara in 7 domande
La Ronda Ghibellina è una gara che si prepara con calma, metodo e rispetto per il terreno. Se siete iscritti ai 16 km, 25 km, 33 km, 45 km o 67 km, avete davanti un trail che chiede gamba, testa e una vera plan d'entraînement costruito passo dopo passo. La Toscana qui non è solo scenografia: è dislivello, sentieri, creste e tratti che possono cambiare ritmo più volte in una sola uscita. Con la preparazione giusta, però, questa corsa diventa una bella esperienza, non una lotta improvvisata.
Su preparun.com potete scegliere un piano personalizzato in base al vostro livello, ai vostri obiettivi e alle vostre uscite settimanali. Per la Ronda Ghibellina, questo fa davvero la differenza.
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