Arezzo Wild Trail – Arezzo

Arezzo Wild Trail

Arezzo (52100) 13 dicembre 2026 Trail
Partenza tra
J−124

Informazioni sulla gara

Arezzo Wild Trail propone 3 gare da 13 a 42 km, il 13 dicembre 2026 a Arezzo.

Informazioni chiave sulle gare di Arezzo Wild Trail
Gara Distanza Partenza
13 km 13 km
23 km 23 km
42 km 42 km

Se siete già iscritti all’Arezzo Wild Trail, siete davanti a una bella avventura: colline toscane, boschi fitti, sentieri storici e tre distanze impegnative. Ora il vero obiettivo è arrivare al 13 dicembre 2026 pronti, lucidi e fiduciosi. Questo si costruisce passo dopo passo, con una preparazione mirata.

Il percorso dell’Arezzo Wild Trail: cosa vi aspetta

L’Arezzo Wild Trail si svolge ad Arezzo, nel cuore della Toscana, su un tracciato di trail running agonistico in ambiente naturale. Le tre distanze ufficiali – 13 km, 23 km e 42 km – partono tutte alle 08:00, con dislivelli indicativi di 600 m D+, 1100 m D+ e 1900 m D+ rispettivamente.

Il percorso attraversa sentieri di bosco, colline morbide ma ripide a tratti, e tratti tecnici su fondo irregolare. Secondo la scheda ufficiale ENDU, le gare sono classificate come:

  • Marathon 42 km: circa 1900 m D+, percorso completo, variato e selettivo.
  • Trail 23 km: circa 1100 m D+, ideale per chi ha già esperienza di trail di media distanza.
  • Short Trail 13 km: circa 600 m D+, perfetto per un primo vero trail collinare impegnativo.

Il terreno alterna strade sterrate, single track nel bosco, tratti scivolosi in caso di pioggia e salite che si possono affrontare correndo solo se si è ben allenati. Alcuni segmenti seguono antichi sentieri e zone di interesse storico, tipiche del territorio aretino.

Parallelamente alle gare, sono previste due camminate non competitive (Long & Easy Walk) sui percorsi di 23 km e 13 km, dove è espressamente vietato correre: un segnale chiaro della natura collinare e del tempo di percorrenza richiesto anche a passo veloce.

Preparare l’Arezzo Wild Trail: costruire passo dopo passo

Per affrontare l’Arezzo Wild Trail non basta correre “a sensazione”. Serve un plan d'entraînement che tenga conto di distanza, dislivello, terreno tecnico e clima di dicembre. La parola chiave è progressione: aumentare in modo ragionato chilometri, D+ e impegno muscolare, integrando la corsa nella vostra settimana lavorativa.

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Immaginate la preparazione come una salita lunga: non serve strappare, serve procedere regolari. Ecco i blocchi fondamentali da inserire nel vostro allenamento.

Allenamento per Arezzo Wild Trail 13, 23 e 42 km

1. Lavoro sul dislivello e forza in salita

Le salite dell’Arezzo Wild Trail, anche se non alpine, diventano impegnative con il passare dei chilometri. Per prepararvi:

  • Inserite una seduta settimanale di salite brevi (30"–2') da correre con buona spinta, recupero in discesa o in piano.
  • Programmate uscite collinari di 60–90 minuti (per 13 e 23 km) o 2–3 ore (per la 42 km) con tratti da affrontare camminando spinti, per simulare la realtà del trail.
  • Curate la forza muscolare con esercizi semplici: squat, affondi, balzi controllati, almeno 1 volta a settimana.

2. Tecnica di corsa in discesa

Il percorso comprende discese su sterrato, radici e tratti scivolosi. Per ridurre il rischio di infortuni e guadagnare tempo:

  • Allenatevi in discesa su sentieri facili, lavorando sulla frequenza di passo e sulla reattività.
  • Insegnate al corpo a “leggere” il terreno: brevi tratti a ritmo leggermente sostenuto, mantenendo controllo e sicurezza.
  • Ricordate: nel trail, una buona discesa è spesso più decisiva di una salita veloce.

3. Resistenza specifica a ritmo trail

La gestione dell’andatura è diversa rispetto alla corsa su strada. Per questo:

  • Programmate uscite lunghe in natura, con cambi di ritmo leggeri tra salita, piano e discesa.
  • Utilizzate il tempo di corsa come riferimento (90', 2h, 3h) più che il solo chilometraggio, specialmente per la Marathon 42 km.
  • Alternate settimane di carico e settimane più leggere, per recuperare e consolidare i progressi.

4. Adattare la preparazione alla distanza scelta

  • Short Trail 13 km: obiettivo principale, abituare le gambe al dislivello e alle discese. 2–3 uscite settimanali possono bastare, con una collinare e una più veloce.
  • Trail 23 km: serve un mix tra resistenza e forza. Puntate a 3–4 uscite a settimana, con una lunga collinare, una seduta di salite e una corsa facile.
  • Marathon 42 km: qui entra in gioco anche la strategia mentale e energetica. 4 uscite a settimana sono ideali, con una vera “long run” in natura e buona cura del recupero.

5. Equilibrio con la vita quotidiana

La maggior parte dei partecipanti all’Arezzo Wild Trail ha impegni lavorativi e familiari. Un plan d'entraînement efficace deve dialogare con la vostra agenda: meglio tre allenamenti fatti bene, che cinque improvvisati e stressanti. La costanza è più importante della singola seduta “eroica”.

Nutrizione in gara

Il giorno J, la tua alimentazione fa la differenza.

Prima, durante e dopo la gara: un piano alimentare personalizzato è disponibile in aggiunta al tuo piano d'allenamento.

Gestione dell’andatura e dell’energia il giorno della gara

Arrivare preparati significa anche sapere come gestire lo sforzo durante la gara.

  • Partenza prudente: le tre distanze partono alle 08:00; il clima di dicembre può essere freddo. Usate i primi chilometri per scaldarvi e trovare il ritmo.
  • Camminare in salita: soprattutto sul 23 e 42 km, camminare nelle salite più ripide è una scelta strategica, non una resa. Conserva energie e riduce il rischio di crampi.
  • Alimentazione e idratazione: testate gel, barrette e sali nelle uscite lunghe. Il giorno della gara, seguite uno schema provato.
  • Attenzione al terreno: in caso di pioggia, le discese possono diventare molto scivolose. Meglio perdere qualche secondo che una caviglia.

Materiale consigliato per l’Arezzo Wild Trail

Un buon materiale non sostituisce l’allenamento, ma lo valorizza. Per questa gara, vi consiglio:

  • Scarpe da trail con buona tassellatura, adatte a fondo misto bosco/sterrato.
  • Zainetto o cintura porta borraccia per gestire l’idratazione in autonomia tra i ristori.
  • Abbigliamento a strati: intimo tecnico, maglia traspirante, strato antivento leggero. Dicembre può essere rigido al mattino.
  • Bastoncini (se consentiti dal regolamento) per chi affronta la Marathon 42 km e preferisce scaricare parte del lavoro sugli arti superiori.
  • Cappellino e guanti leggeri per gestire il freddo in partenza.

Informazioni pratiche e atmosfera della gara

L’Arezzo Wild Trail è organizzato con standard agonistici di trail running, con gestione iscrizioni tramite piattaforma ENDU e classificazioni ufficiali. L’evento si svolge nei dintorni di Arezzo, con partenza mattutina e un’atmosfera tipica delle gare toscane: accogliente, appassionata, ma tecnicamente seria.

Per ulteriori dettagli su regolamento, iscrizioni e aggiornamenti, potete consultare la pagina ENDU o la scheda evento su Ahotu.

Arezzo e le sue colline regalano un contesto unico: storia, paesaggio e sentieri si mescolano in un’esperienza di corsa completa. Preparare bene l’Arezzo Wild Trail significa permettervi di godere non solo della gara, ma anche del luogo, arrivando al traguardo con il sorriso e la sensazione di aver costruito qualcosa di importante per voi.

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Buono a sapersi

Informazioni pratiche per preparare l’Arezzo Wild Trail

Quando si pensa all’Arezzo Wild Trail, non si prepara solo una gara. Si prepara una giornata lunga di colli, bosco, silenzi e fatica. Il corpo deve essere pronto. La testa anche.

Meteo e clima di dicembre ad Arezzo

Dicembre ad Arezzo sa essere gentile. Ma anche spigoloso.

  • Temperature: al mattino l’aria può essere fresca, spesso tra 0–5 °C, con massime intorno ai 8–12 °C nelle ore centrali. Il freddo si sente di più nei tratti in ombra e nel bosco.
  • Umidità: l’umidità invernale rende il freddo più pungente e aumenta la sensazione di mani e piedi “rigidi”. Pensate a guanti e calze adatte.
  • Pioggia e nebbia: non è raro trovare pioggia nei giorni precedenti o foschia al mattino. I sentieri diventano viscidini, le radici traditrici, le pietre lucide come vetro.
  • Vento: sui colli più esposti, soprattutto lungo il percorso della 42 km, il vento può far calare rapidamente la temperatura percepita.

Allenarsi anche con meteo “scomodo” vi aiuta a non andare in crisi se il giorno della gara trovate freddo, fango o nebbia. Quel giorno, molti rallentano solo perché non ci sono abituati, non per mancanza di fiato.

Dislivello e gestione dello sforzo sulle tre distanze

Le distanze sono ufficiali e vanno prese sul serio: 13 km – 600 m D+, 23 km – 1100 m D+, 42 km – 1900 m D+. Ogni percorso ha una “personalità” diversa. La preparazione deve rispettarla.

  • 13 km – 600 m D+
    Non è una passeggiata, anche se “solo” 13 km. Con 600 metri di salita, le gambe devono saper cambiare ritmo spesso. Nel bosco, la pendenza si sente subito. Se siete abituati solo alla strada, il cuore sale più in fretta di quanto vi aspettate. In allenamento, abituatevi a salite di 8–15 minuti, da fare anche camminando spinti, perché il giorno della gara sarà normale alternare corsa e cammino.
  • 23 km – 1100 m D+
    Qui la parola chiave è gestione. Il dislivello cresce, la distanza pure. Dopo i primi chilometri collinari, arrivano salite che se affrontate “di testa bassa” vi presentano il conto nel finale. In molti, su trail simili, raccontano di ultimi 5 km eterni, non per mancanza di fiato ma per gambe svuotate. Pensate a costruire resistenza in salita e abitudine a stare in gioco per diverse ore.
  • 42 km – 1900 m D+
    Quasi 2000 metri di salita sono un mondo a parte. Non è solo correre. È gestire il corpo, l’alimentazione, la mente. Alcuni tratti della Wild Marathon passano in zone come l’Alpe di Poti e altri colli della cintura aretina, dove la sensazione è di essere lontani dalla città, solo voi, il sentiero e il fiato che si sente nel bosco. Serve abitudine alle uscite lunghe con tratti di salita camminata, discese tecniche e cambi di ritmo continui.

Un dettaglio che molti sottovalutano: sul collinare toscano non ci sono salite infinite come in alta montagna, ma è proprio l’alternanza continua sali-scendi a logorare. La preparazione deve insegnare al corpo a “non arrabbiarsi” per questi cambi continui.

Terreno: cosa aspettarsi sotto i piedi

L’Arezzo Wild Trail è una gara agonistica in ambiente naturale. Questo, tradotto per chi corre, significa: terreno vivo, mai banale.

  • Sterrato e strade bianche: tratti scorrevoli, ottimi per trovare un ritmo regolare. Ma attenzione: a dicembre le strade bianche possono essere fangose o con pozzanghere. Le scarpe si appesantiscono, il piede scivola se la tassellatura non è adeguata.
  • Single track nel bosco: sentieri stretti, spesso con radici, foglie, piccoli gradini naturali. Qui la tecnica di appoggio conta. Dove la foglia copre il terreno, non vedete bene cosa c’è sotto. In gara capita di sentire quel “mezzo spavento” per una caviglia che gira. Preparare i piedi a leggere il terreno è fondamentale.
  • Tratti tecnici: fondi irregolari, pietre, punti ripidi. In caso di pioggia, alcuni segmenti diventano scivolosi e richiedono prudenza. In allenamento, cercate anche terreni “brutti”, non solo il sentiero perfetto: abituarsi al difficile rende più sicuri il giorno della gara.
  • Colli e antichi sentieri: alcune sezioni seguono sentieri storici e zone di interesse del territorio aretino. Questo vuol dire anche scalini irregolari, muretti, vecchie tracce. Il fascino è enorme, ma il piede deve lavorare in modo raffinato.

Dopo la gara, molti partecipanti ricordano un tratto preciso: una discesa dove hanno trovato coraggio, o una salita dove hanno deciso di camminare di testa alta. Curare il rapporto con il terreno in allenamento rende quei momenti più sereni.

Rifornimenti e autonomia in gara

I ristori dell’Arezzo Wild Trail, come nelle gare di trail strutturate, sono pensati per supportare l’atleta, ma non per sostituire completamente la vostra strategia energetica. Non contate sui ristori come unica fonte di carburante.

  • Autonomia idrica: tra un rifornimento e l’altro, soprattutto su 23 e 42 km, possono passare diversi chilometri. Portare borracce o soft flask è più di una scelta tecnica: è una sicurezza mentale. Sapere di avere acqua con voi cambia il modo in cui affrontate le salite.
  • Solidi e gel: il trail lunga distanza richiede attenzione a calorie e sali. Testate in allenamento gel, barrette, snack salati. Il giorno della gara, ciò che non avete provato può trasformarsi in nausea o blocco digestivo proprio nel momento sbagliato.
  • Rifornimenti come punto mentale: in gara, molti spezzano la distanza “di testa” da ristoro a ristoro. Non pensate “42 km”, pensate “arrivo a quel ristoro, poi vediamo”. È un modo semplice per gestire la lunga distanza.

Un aneddoto che si sente spesso nei trail toscani: chi parte senza piano alimentare, a metà gara comincia a “sognare” il ristoro successivo, più che a godersi il sentiero. Preparare la nutrizione serve anche a evitare questo tipo di frustrazione.

Meneur d’allure e gestione del ritmo

Per molte gare su strada, i pacer sono un riferimento fisso. Nel trail, la situazione è diversa.

  • Informazioni sui pacer: sulle schede ufficiali dell’Arezzo Wild Trail non è indicata la presenza di meneur d’allure organizzati come nelle maratone su strada. È possibile che l’evento scelga di non avere pacer, anche perché il ritmo dipende molto dal terreno e dalle condizioni.
  • Seguire il proprio ritmo: nel trail, un gruppo che vi sembra “al vostro passo” in piano, può diventare troppo veloce in salita o troppo aggressivo in discesa. Costruire la capacità di ascoltare il vostro respiro e le vostre gambe è più utile che cercare di “agganciarsi” a qualcuno.
  • Strategia personale: decidete prima quale tipo di gara volete fare: conservativa, progressiva, o più aggressiva. Poi rispettatela, anche se all’inizio tutti sembrano andare più forte. Le colline di Arezzo sono pazienti: vi riprendono sempre se avete esagerato.

Materiale specifico: cosa pensare per dicembre e per il terreno

Il materiale giusto non vi farà correre da solo, ma può trasformare una giornata complicata in una giornata gestibile. Ogni dettaglio conta.

  • Scarpe da trail con buona tassellatura
    Serve grip su fango, terra smossa, foglie bagnate. Soprattutto su 23 e 42 km, l’usura del piede è forte: una scarpa troppo rigida o troppo “stradale” può rendere le discese un piccolo incubo. Pensate a una calzatura che conosce già i vostri piedi: non testate modelli nuovi il giorno della gara.
  • Zainetto o cintura
    Per trasportare acqua, gel, eventuale antivento. Sulle distanze più lunghe, avere le mani libere aiuta in discesa: in caso di piccolo scivolamento, le braccia vi salvano l’equilibrio. Portare il minimo indispensabile, ma quello giusto.
  • Abbigliamento a strati
    Dicembre vuol dire partenza fredda e, spesso, corpo che si scalda dopo i primi chilometri. Uno strato leggero antivento da togliere o aprire è più utile di una giacca troppo pesante. Molti raccontano di gare rovinate da un abbigliamento sbagliato: sudati in cima a una salita e poi raffreddati dal vento.
  • Cappellino e guanti leggeri
    Soprattutto per chi soffre il freddo. Le mani congelate rendono difficili anche piccoli gesti: aprire un gel, regolare lo zaino, sistemare una borraccia. Il comfort è performance.
  • Bastoncini (se ammessi dal regolamento)
    Per la 42 km, possono essere un alleato prezioso nelle salite ripide e nei tratti lunghi in pendenza. Vanno però allenati: usare i bastoncini senza abitudine porta solo stanchezza alle braccia e poca efficacia. Se decidete di portarli, fatelo già nelle uscite collinari.
  • Luce frontale
    Anche se l’Arezzo Wild Trail principale è diurno, in inverno le giornate sono corte. Per chi ha tempi di percorrenza più lunghi, una frontale può essere una sicurezza in caso di tratti in ombra, bosco fitto o arrivo con luce calante. La “Wild” Night Edition dimostra quanto i sentieri intorno ad Arezzo cambino volto con poca luce.
  • Calze che gestiscono bene umidità e attrito riducono il rischio di vesciche, soprattutto su 23 e 42 km. Una piccola vescica al km 20 può trasformare il resto della gara in un lunghissimo conto alla rovescia.

Adattare i materiali e le strategie alla distanza scelta

Distanza Materiale chiave Gestione pratica
13 km – 600 m D+ Scarpe trail, abbigliamento a strati, cintura leggera porta borraccia. Puntate alla leggerezza. Un piccolo zainetto va bene, ma senza appesantirvi. Uno o due gel possono bastare, se abituati.
23 km – 1100 m D+ Scarpe con ottimo grip, zainetto con 1–2 borracce, strato antivento, cappellino/guanti. Pensate a una gestione completa: idratazione autonoma, alimentazione testata, abbigliamento che regge diverse ore.
42 km – 1900 m D+ Scarpe stabili, zainetto più capiente, eventuali bastoncini (se consentiti), riserva energetica, equipaggiamento per meteo variabile. La parola è “strategia”: materiali provati in allenamento, peso dello zaino bilanciato, piano di alimentazione preciso.

Camminate Long & Easy Walk: uno specchio della durezza del terreno

Le due camminate non competitive sui percorsi di 23 km e 13 km, dove è espressamente vietato correre, raccontano molto sulla natura del tracciato.

  • Tempo sui percorsi: se anche a passo veloce questi tracciati sono pensati come camminate, significa che le pendenze e il terreno richiedono rispetto. Nella preparazione, considerate questo: non tutto si affronterà correndo.
  • Strategia “cammino intelligente”: soprattutto per chi fa il 23 o il 42 km, allenarsi a camminare forte in salita è cruciale. In gara vedrete tanti atleti esperti che alternano corsa e cammino senza alcun senso di “resa”. È vera intelligenza di gestione.

Gestire la testa: l’aspetto emotivo del Wild Trail

L’Arezzo Wild Trail non è solo cronometro. È un impasto di fatica, paesaggio e sensazioni. In allenamento, preparate anche la vostra testa.

  • Momenti di dubbio: su colline e boschi, lontano dalla città, è normale avere un passaggio in cui vi chiedete “chi me l’ha fatto fare”. Sapere che arriverà, e che passerà, è già una forma di antidoto.
  • Piccole vittorie: ricordate in allenamento le salite che un giorno avete fatto meglio del previsto, una discesa in cui vi siete sentiti sicuri. Il giorno della gara, quei ricordi diventano appigli: “questa salita assomiglia a quella del mio giro di casa, l’ho già superata una volta”.
  • Sorriso al traguardo: molti raccontano che la vera emozione non è il tempo finale, ma la sensazione di aver rispettato la gara e se stessi. Prepararsi bene significa regalarsi quel momento: arrivo stanchi, sì, ma interi.

Meteo prevista il giorno della gara a Arezzo

Sulla base degli ultimi 10 anni (medie 2016–2025)
🌧️
Pioggia
il più frequente
11°
Max. media
estremo 15°
Min. media
estremo -5°
12 km/h
Vento medio
raffiche 69
Storico del meteo del 13 dicembre da 10 anni
☀️ 12° 2016
🌧️ 11° 2017
🌧️ 2018
🌧️ 10° 2019
🌤️ 12° 2020
🌤️ 11° 2021
🌧️ 2022
🌧️ 15° 2023
🌧️ 2024
☁️ 12° 2025
Dati meteo: Open-Meteo / ERA5

Stima il tuo tempo di gara

In base al tuo ritmo obiettivo, ecco come si svolgerà la tua gara
Ritmo 5:00 min/km
3:00 · Veloce 8:00 · Lento
Tempo stimato
50:00
Velocità
12,0 km/h
Ritmo moderato · Mantieni questo ritmo fino al traguardo con un piano di allenamento personalizzato

Domande e risposte

L’Arezzo Wild Marathon misura circa 41,7 km con ~1850 m D+; l’Arezzo Wild Trail 22,7 km con ~1040 m D+; lo Short Trail 10,3 km, Night Edition inclusa, con profilo collinare toscano. In allenamento abituatevi a gestire salite lunghe su sentiero e discese tecniche, lavorando su forza in salita (ripetute in collina, lavori di potenza) e controllo in discesa. Simulate uscite di 2–4 ore sul terreno misto (sentiero, strada bianca, asfalto) per testare ritmo, alimentazione e materiali.

La gara è un vero trail collinare: la Marathon con ~1850 m D+ è impegnativa e richiede esperienza su lunghe distanze e gestione dell’alimentazione; il Trail 22,7 km con ~1040 m D+ è accessibile a chi corre già mezze maratone e ha pratica di salite; lo Short/Night Trail 10 km è ideale come primo trail ma richiede abitudine a correre su terreno irregolare, eventualmente al buio. Adattate il vostro obiettivo (tempo o solo finish) al vostro passato su trail simili.

Su tutte le distanze conviene partire prudente, correndo rilassati i tratti scorrevoli e camminando dinamici nelle salite più ripide per non esplodere sul finale. In preparazione, allenate un passo “da salita” costante (uso dei bastoncini se ammessi), lavori di ritmo in progressione e uscite con variazioni di terreno per imparare a cambiare passo senza stress. In gara, usate la frequenza cardiaca o la percezione di sforzo (respiro) come guida, più che la velocità al km.

I percorsi attraversano colline toscane, con soste organizzate dall’evento lungo Marathon, Trail e Short Trail; verificate sul regolamento numero e posizione dei ravitaillements. Consigliato: zainetto o gilet da trail, riserva d’acqua, gel/barrette testati in allenamento, abbigliamento caldo e impermeabile a dicembre, scarpe da trail con buona presa. Per la Night Edition è obbligatoria una lampada frontale perfettamente funzionante e abitudine a correre nel buio su terreno misto.

Su Preparun trovate due piani personalizzati alle distanze e al dislivello dell’Arezzo Wild Trail: il Starter Run, gratuito, ideale per iniziare una preparazione structurata; e la Finisher Line, completa e a pagamento, pensata per arrivare pronti e sereni il giorno della gara. Entrambi si adattano automaticamente alla vostra età, livello, obiettivo (tempo o solo finish) e numero di uscite settimanali. Per partire con il vostro programma, create il vostro piano direttamente su preparun.com.

Prepara la tua gara in 7 domande

Arezzo Wild Trail è una gara che si vive con il cuore, ma che si prepara con metodo. Con un percorso impegnativo tra boschi, colline e sentieri tecnici, arrivare pronti al 13 dicembre 2026 richiede più di qualche uscita improvvisata. Un plan d'entraînement strutturato, adapté à votre niveau, è la chiave per gestire il dislivello, il terreno e il freddo di dicembre senza trasformare la corsa in una sofferenza. Su Preparun, vous pouvez obtenir un programma personalizzato che vi accompagna passo dopo passo, integrato nella vostra vita lavorativa, per affrontare l’Arezzo Wild Trail con serenità, fiducia e il piacere di godervi ogni chilometro.

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Lorenzo Conti

Articolo scritto da :
Lorenzo Conti corre da oltre quindici anni e viene dal mondo della corsa su strada. Ha iniziato a correre per gestire lo stress del lavoro e…... continua a leggere
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Jules Patrick Maria Laurene
+8

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