Informazioni sulla gara
Preparare la Corsa e Camminata dei due Parchi - Memorial Renata Fabriziani
Essere iscritti alla Corsa e Camminata dei due Parchi - Memorial Renata Fabriziani significa avere già un appuntamento in agenda con una delle corse in natura più suggestive del centro Italia. Forca di Presta, i prati alti e le creste tra Monte Vettore e i Monti della Laga: uno scenario che merita gambe pronte, testa lucida e una preparazione curata.
In questo articolo vi accompagno passo dopo passo: come leggere il percorso, cosa allenare nelle settimane che precedono la gara, come gestire ritmo, alimentazione e materiale il giorno del via.
Percorso Corsa e Camminata dei due Parchi: cosa vi aspetta
La manifestazione si svolge a Forca di Presta, nel territorio di Arquata del Tronto, tra il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Il contesto è quello dell’alta montagna appenninica: ampi prati, sentieri di crinale, panorami aperti a 360 gradi.
- Competitiva lunga: circa 20,2 km con D+ 936 m, vera corsa in natura con salite continue e discese tecniche.
- Competitiva breve / non competitiva: circa 13 km e D+ 734 m, perfetta se avete già un po’ di esperienza su 10 km o mezze maratone e volete provare il trail.
- Ecopasseggiata: circa 6 km andata e ritorno, più accessibile ma comunque in ambiente di montagna.
Partenza, arrivo e ritrovo sono tutti a Forca di Presta (AP), a oltre 1.500 metri di quota. L’aria è più fresca, ma lo sforzo in salita si sente di più per l’altitudine: un aspetto da considerare nella gestione del ritmo.
Il tracciato alterna tratti su sterrato compatto, piccoli sentieri erbosi, qualche sezione più sassosa e, a seconda delle edizioni, passaggi in discesa verso le frazioni di Arquata del Tronto con successiva risalita. Non è un trail estremo, ma è un percorso impegnativo se arrivate solo dal pianeggiante.
Come preparare la Corsa e Camminata dei due Parchi: principi chiave
Che scegliate la distanza lunga da 20 km o la breve da 13 km, la parola chiave è una sola: progressione. Costruire piano piano volume, dislivello e confidenza con il terreno vi permetterà di godervi la giornata senza “saltare” a metà salita.
Per una buona preparazione a questa gara di montagna servono tre pilastri:
- Resistenza aerobica: saper correre (o alternare corsa e cammino) diversi chilometri senza andare fuori giri.
- Forza in salita: gambe capaci di sostenere lunghi tratti in pendenza positiva, spesso camminando di buon passo.
- Tecnica in discesa: sicurezza nel controllare il corpo su sterrato e single track, per non perdere tempo e non rischiare cadute.
Se venite dalla strada, immaginate di “trasferire” il lavoro sui 10K o mezza maratona su un terreno più vario, aggiungendo dislivello e qualche seduta in natura.
Per costruire questi aspetti in modo equilibrato e compatibile con la vostra vita lavorativa, un plan d'entraînement personalizzato può fare davvero la differenza: distribuisce il carico, prevede le settimane di scarico e integra forza e mobilità senza sovraccaricarvi.
Crea il tuo piano di allenamento personalizzato
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Allenamento specifico per il percorso: salite, discese e quota
Vediamo in concreto come strutturare l’allenamento nelle 6–10 settimane prima della gara, a seconda della vostra esperienza.
1. Uscita lunga settimanale
- Obiettivo: abituare il corpo a stare in movimento per 2–3 ore (per la lunga) o 1,5–2 ore (per la breve), includendo salite e discese.
- Dove: se possibile su sentieri, colline, strade bianche; in alternativa, giri vallonati su asfalto.
- Come: partite da 90 minuti e aumentate di 10–15 minuti ogni 1–2 settimane, senza arrivare stravolti a fine uscita.
2. Lavori in salita
Il dislivello positivo della Corsa e Camminata dei due Parchi richiede gambe pronte alle pendenze.
- Ripetute in salita brevi (200–400 m): salite correndo a ritmo brillante, rientro in discesa lentamente. Ottime per forza e tecnica.
- Salite lunghe (5–10 minuti): da correre o alternare corsa/cammino, simili a ciò che troverete in gara.
- Salite camminate: allenate la camminata veloce in pendenza con bastoncini (se pensate di usarli) o senza. È una vera arma tattica in gara.
3. Discese e propriocezione
Molti sottovalutano le discese, ma spesso è lì che le gambe si “svuotano”.
- Dopo ogni ripetuta in salita, scendete curando la tecnica: passi corti, appoggio morbido, sguardo avanti.
- Inserite ogni settimana qualche tratto di discesa di 3–5 minuti a ritmo controllato, concentrandovi sulla fluidità.
- Lavorate su equilibrio e caviglie con esercizi semplici: appoggi su una gamba, piccoli saltelli, propriocezione su superfici instabili.
4. Forza generale e prevenzione infortuni
Due sedute leggere a settimana, anche di 20–25 minuti, possono proteggervi da molti problemi:
- affondi, squat leggeri, step-up su gradino o panchina;
- esercizi per il core (plank, side plank, ponte glutei);
- lavoro specifico su polpacci e tibiali per sopportare meglio salite e discese.
Non serve palestra attrezzata: spesso bastano un tappetino, una sedia e un po’ di costanza.
Piani di allenamento per la Corsa e Camminata dei due Parchi
Un plan d'entraînement pensato per la Corsa e Camminata dei due Parchi - Memorial Renata Fabriziani tiene conto di tre variabili fondamentali: il vostro livello attuale, il numero di uscite che potete gestire e la distanza scelta (13 o 20 km).
- Principiante del trail: 3 uscite settimanali, con priorità a resistenza e familiarità col terreno.
- Intermedio: 3–4 uscite, con un mix di lavori di qualità in salita e uscita lunga sui sentieri.
- Esperto: 4–5 uscite, con affinamento del ritmo gara, lavori specifici in quota e cura dei dettagli (nutrizione, test del materiale).
La logica è sempre quella di procedere per piccoli passi: ogni settimana si aggiunge un mattoncino, mai una rivoluzione. Il giorno della gara vi ritroverete con un bagaglio di chilometri e dislivello che renderà il percorso molto più gestibile.
Crea il tuo piano di allenamento per questa gara
Piano giorno per giorno, basato sulla data della gara, adattato al tuo livello e al terreno.
Gestione della gara: ritmo, alimentazione e materiali
Partenza e ritmo
Partendo da Forca di Presta si è subito in quota, e la tentazione di farsi trascinare dall’entusiasmo è forte. Il mio consiglio, avendo visto tanti amatori in situazioni simili: primi 20 minuti in controllo totale. Se vi sembra di andare “troppo piano”, probabilmente siete nel ritmo giusto.
Per la 20 km pensate a una gara di 2–3 ore (a seconda del livello); per la 13 km 1,5–2,5 ore possono essere realistiche. Usate questi riferimenti per non trasformare la prima salita in uno sforzo da 10K su strada.
Camminare in salita non è un fallimento
Sulle pendenze più dure, soprattutto nella lunga, camminare di buon passo è spesso la scelta più intelligente. Permette di tenere il cuore sotto controllo e di arrivare lucidi alle discese. Allenate questo gesto in preparazione, così in gara vi verrà naturale.
Alimentazione e idratazione
In quota e al sole si suda più di quanto si pensi, anche se l’aria è fresca. Alcuni punti chiave:
- bevete a piccoli sorsi fin dall’inizio, senza aspettare la sete;
- portate con voi acqua o sali, soprattutto sulla 20 km;
- provate in allenamento gel, barrette o cibi solidi leggeri, così da sapere cosa il vostro stomaco tollera.
Materiale consigliato
Per la Corsa e Camminata dei due Parchi il materiale giusto può davvero fare la differenza tra una giornata goduta e una sofferta:
- Scarpe da trail con buona aderenza: sterrato, erba e sassi richiedono grip più che velocità pura.
- Abbigliamento a strati: siamo in montagna, il meteo può cambiare rapidamente; meglio avere una maglia leggera a maniche lunghe o antivento.
- Cappellino e occhiali: il sole in quota è più intenso, soprattutto in tratti esposti.
- Zainetto o cintura per acqua, snack e uno strato extra.
- Bastoncini (se consentiti dal regolamento e se li avete provati in allenamento), utili nelle salite più lunghe.
Informazioni pratiche e atmosfera
La 16ª Corsa e Camminata dei due Parchi - Memorial Renata Fabriziani è in programma domenica 9 agosto 2026, con ritrovo, partenza e arrivo a Forca di Presta di Arquata del Tronto. L’evento rientra nel Festival dei due Parchi, un contenitore di iniziative sportive e culturali legate al territorio.
L’atmosfera è quella delle corse di montagna “di casa”: organizzazione attenta, volontari sul percorso, ristoro finale e tanto spirito di condivisione. Chi corre la competitiva si trova fianco a fianco con chi cammina o partecipa all’ecopasseggiata, in un clima rilassato ma rispettoso dell’impegno di chi si allena seriamente.
Per dettagli aggiornati su regolamento, iscrizioni e programma della giornata potete consultare il sito ufficiale del Festival dei due Parchi o le comunicazioni sulla pagina Facebook Festival dei due Parchi.
Arrivare preparati alla Corsa e Camminata dei due Parchi - Memorial Renata Fabriziani significa non solo chiudere la vostra gara con soddisfazione, ma anche vivere pienamente la forza di questo luogo, tra montagne, silenzi e un’intera comunità che vi aspetta al traguardo.
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Buono a sapersi
Panoramica tecnica dei percorsi: cosa significano davvero quei chilometri e dislivelli
Tre distanze, tre esperienze diverse, tre preparazioni da impostare con testa.
- 6 km (ecopasseggiata): distanza breve, ma in ambiente di alta montagna. Non va affrontata come una passeggiata cittadina: terreno irregolare, qualche tratto in pendenza, quota oltre i 1500 m.
- 13 km – D+ 734 m: rapporto chilometri/dislivello “da vero trail”. Vuol dire che avrete più tratti in salita impegnativi che non lunghi tratti scorrevoli.
- 20 km – D+ 936 m: corsa in natura vera e propria. Dislivello importante, ma distribuito: tante salite e discese, poche porzioni davvero “piatte”.
Un dato che spesso spiazza: su questi percorsi il vostro passo al chilometro sarà facilmente dal 30 al 60% più lento rispetto alla vostra corsa su strada. E va benissimo così. È il terreno a dettare legge, non l’orologio.
Meteo in quota ad agosto: caldo, sole forte… ma colpo di freddo dietro l’angolo
Forca di Presta a oltre 1500 m è un’altra storia rispetto alla costa marchigiana o alla pianura.
- Escursione termica: potete passare in poco tempo da fresco ventilato a caldo pieno al sole, e viceversa con nuvole e vento più freddo sulle creste.
- Sole molto intenso: in quota i raggi UV sono più aggressivi. Anche con temperatura “giusta” ci si brucia e ci si disidrata in fretta.
- Vento improvviso: basta una nuvola che copre il sole e il vento sulla sella di Forca di Presta può farvi rabbrividire anche in pieno agosto.
- Temporali pomeridiani: tipici in montagna in estate. Anche se la corsa si svolge al mattino, conviene sempre considerare l’eventualità di pioggia o terreno umido.
Un aneddoto tipico di questa zona: corridori che partono in canotta, sudano in salita, arrivano in cresta sudati e col vento che taglia. Bastano 10 minuti in discesa con aria fresca per trovarsi a battere i denti. Portare uno strato leggero antivento non è mai eccesso di prudenza.
Terreno e tratti chiave: cosa allenare concretamente
Tipologie di fondo che incontrerete
- Sterrato compatto: il “falso amico”. Sembra facile, ma se c’è pendenza il lavoro cardiaco si sente molto.
- Sentieri erbosi: appoggio morbido ma scivoloso in caso di umidità o rugiada mattutina.
- Sezioni sassose: richiedono piedi reattivi e buona propriocezione; qui chi ha lavorato su caviglie e equilibrio fa la differenza.
Molti tratti si sviluppano su crinali e prati alti: visibilità ampia, ma pochi punti “di riferimento” visivi. Può capitare di sottovalutare la pendenza perché il panorama distrae. Capita spesso di vedere atleti che “partono a bomba” sui prati e dopo due collinette hanno già le gambe dure.
Come variano le difficoltà per ogni distanza
| Distanza | Punto critico principale | Cosa allenare di più |
|---|---|---|
| 6 km | Gestione del passo in salita in quota, senza ansia da fiato corto. | Camminata veloce in salita, abitudine a sentieri sconnessi. |
| 13 km – D+ 734 m | Somma di salite e discese: il rischio è “svuotare” le gambe a metà. | Forza resistente in salita e tecnica di discesa su sterrato. |
| 20 km – D+ 936 m | Durata complessiva dello sforzo e gestione delle energie. | Uscite lunghe vallonate, alimentazione in corsa, ritmo controllato in quota. |
Ristori e gestione dell’idratazione: simulare in allenamento
Le edizioni precedenti del Festival dei due Parchi prevedono normalmente ristori sul percorso e ristoro finale, con volontari sul tracciato e logistica già rodata. Non sono però maratone cittadine con punti ogni 2 km: in montagna i ristori sono più distanziati.
La strategia più prudente, specie per 13 e 20 km:
- Non contare solo sui ristori ufficiali: portate con voi almeno una soft flask o una borraccia.
- Allenare il “bere in corsa”: sembra banale, ma non lo è. In tanti arrivano al ristoro, bevono tutto d’un fiato, ripartono e dopo 5 minuti hanno lo stomaco che balla.
- Provare gel/barrette nelle vostre uscite lunghe: in gara il tratto panoramico non è il momento giusto per scoprire che un certo gel vi dà nausea.
C’è una scena che si ripete quasi ogni anno nelle corse in quota: i primi chilometri tutti allegri, qualcuno salta il primo ristoro “tanto sto bene”, poi al secondo ristoro è già in crisi di sete e zuccheri. Meglio arrivare al ristoro ancora lucidi, non già al limite.
Presenza di pacer / meneurs d’allure
Per la Corsa e Camminata dei due Parchi non vi sono indicazioni ufficiali, nelle comunicazioni recenti del Festival dei due Parchi, sulla presenza di meneur d’allure/pacer con tempi dichiarati. L’evento ha una forte impronta “di montagna”, con grande cura per l’organizzazione ma senza le strutture tipiche delle grandi mezze maratone su strada.
Cosa significa per voi:
- dovrete gestire il ritmo in autonomia, senza “attaccarvi” a un palloncino con il tempo;
- può capitare che si formi un gruppetto di atleti con passo simile: è l’occasione per “fare squadra” spontanea, darsi un cambio in salita, aiutarsi nei momenti difficili;
- se siete abituati ai pacer su strada, in allenamento provate a correre alcune uscite guardando meno l’orologio e più le sensazioni.
Materiale specifico: cosa portare (e testare) per ogni distanza
Scarpe: il cuore dell’attrezzatura
- Scarpe da trail con buon grip: indispensabili. Tra erba, sterrato e sassi, una suola stradale vi farebbe scivolare e consumare energie inutilmente.
- Drop e ammortizzazione non devono essere estremi: per 13 e 20 km serve un equilibrio tra protezione e sensibilità del terreno.
- Evitate l’errore classico: scarpe nuove di zecca alla gara. Vanno rodate almeno in 3–4 uscite.
Le discese di questo tipo di percorso hanno visto più di un atleta fermarsi per vesciche o unghie doloranti: un mezzo numero in più, calze tecniche e lacci ben regolati valgono oro.
Abbigliamento consigliato
- Strati leggeri: maglia traspirante, eventualmente maniche removibili o manicotti.
- Antivento / guscio leggero: da tenere nello zainetto o in cintura, soprattutto per la 20 km.
- Cappellino e occhiali: il sole in cresta si sente, anche con temperatura moderata.
- Crema solare: da applicare prima di partire, in particolare su collo e orecchie (le zone che si scottano prima).
Idratazione e trasporto del materiale
- 6 km: può essere sufficiente una piccola cintura porta-borraccia o una soft flask in mano, soprattutto se soffrite il caldo.
- 13 km: consigliato zainetto o gilet da trail con 500–1000 ml di liquidi totali, più una tasca per un gel/barretta e l’antivento.
- 20 km: fortemente consigliato zainetto/gilet con almeno 1 litro complessivo, spazio per cibo, strato extra, eventuale fasciatura o cerotti.
Un piccolo trucco spesso sottovalutato: allenarsi qualche volta con lo zaino carico in modo simile a quanto porterete in gara. Le spalle e la zona lombare ringraziano.
Bastoncini: sì o no?
Prima di tutto va verificato sul regolamento se i bastoncini sono ammessi (nelle edizioni recenti di eventi del Festival dei due Parchi vengono spesso tollerati se usati con attenzione e nel rispetto degli altri).
- Per 6 km: in genere non indispensabili, a meno che non abbiate poca confidenza con le salite o problemi alle ginocchia in discesa.
- Per 13 km: possono essere utili sulle salite più lunghe per risparmiare le gambe, purché li abbiate usati in allenamento.
- Per 20 km: diventano una vera arma tattica, soprattutto quando la fatica si fa sentire dopo l’ora e mezza di gara.
La scena tipica: atleti con bastoncini comprati il giorno prima, che li trascinano e inciampano. Se decidete di usarli, inseriteli nel vostro percorso di preparazione come “compagni di squadra”, non come accessorio dell’ultimo minuto.
Quota e respirazione: cosa cambia sopra i 1500 m
Partire e correre a oltre 1500 m significa respirare aria un po’ più rarefatta rispetto al livello del mare. Non è Everest, ma si sente.
- Fiato corto più precoce sulle prime rampe, specie se arrivate da zone di pianura.
- Sensazione di gamba un po’ “vuota” sulle salite se partite troppo forte.
- Recuperi in discesa leggermente più lenti rispetto a quanto sperimentate al livello del mare.
Consigli pratici:
- nei primi 10–15 minuti evitate di andare a sensazione “da 10K in città”: se vi sembra troppo piano, probabilmente siete nel ritmo giusto;
- curate una respirazione ampia, soprattutto in salita: espirazione lunga, non respirini corti e affannati;
- in allenamento potete simulare la situazione facendo salite a ritmo controllato, concentrandovi sull’ordine: respiro – postura – passo.
Adattare la preparazione alla vostra scelta di distanza
Se puntate ai 6 km
- Obiettivo principale: fiducia sui sentieri.
- Cercate, nelle settimane precedenti, di inserire uscite su sterrato e collinare anche brevi, giusto per abituarvi a terreno irregolare.
- Allenate la camminata veloce in salita: sarà il vostro super-potere il giorno della gara.
Se puntate ai 13 km – D+ 734 m
- Qui si gioca il salto di qualità: è la distanza perfetta per entrare nel mondo dei trail di montagna.
- Programmate almeno una volta alla settimana un’uscita con salite e discese simulate, anche su strada se non avete colline a disposizione.
- Curate molto la tecnica di discesa: è lì che potete guadagnare minuti e risparmiare le gambe.
Se puntate ai 20 km – D+ 936 m
- Qui la parola chiave diventa: durata.
- Occorrerà abituare il corpo a stare in movimento per 2–3 ore, alternando corsa e camminata.
- Testate durante le uscite lunghe la combinazione ritmo + alimentazione + materiale che intendete usare il giorno della gara: niente esperimenti all’ultimo.
Un episodio ricorrente nelle gare di questa distanza: atleti fisicamente pronti ma “traditi” da uno zaino che balla, scarpe che scivolano o gel mai provati. Il vostro allenamento non si ferma ai chilometri: include ogni dettaglio che userete in gara.
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Preparare la Corsa e Camminata dei due Parchi - Memorial Renata Fabriziani significa regalarsi una giornata speciale tra i Monti Sibillini e il Gran Sasso… ma questo non vuol dire improvvisare. Il percorso in quota, il dislivello e i tratti su sentiero richiedono gambe allenate, fiato solido e un minimo di esperienza sul terreno naturale. Avec un plan d'entraînement strutturato sur mesure, adapté à votre niveau et à votre objectif, vous pouvez arriver au départ serein, prêt à profiter du panorama sans subir la course. Laissez-vous guider séance après séance : vous aurez juste à enfiler vos chaussures… et suivre le plan.
Corsa e Camminata dei due Parchi - Memorial Renata Fabriziani
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