Il Giro del Monte Carpegna – Carpegna

Il Giro del Monte Carpegna

Carpegna (61021) 2 agosto 2026 Trail
Distanze disponibili
8 km 16 km
Partenza tra
J−38

Informazioni sulla gara

Arrivare a Carpegna con la sensazione di essere pronti, non solo sperando di "farcela": è questo l’obiettivo di una buona preparazione per Il Giro del Monte Carpegna. Se vi siete già iscritti, avete fatto una scelta importante: adesso si tratta di costruire, passo dopo passo, le basi per vivere al meglio ogni chilometro su queste salite storiche.

Il Giro del Monte Carpegna: dove si corre e cosa vi aspetta

Il Giro del Monte Carpegna si disputa a Carpegna, nel cuore del Montefeltro, in provincia di Pesaro e Urbino, nelle Marche. Una zona di confine tra Marche, Romagna e Toscana, famosa tra i ciclisti di tutto il mondo per la frase del Pirata Marco Pantani: "Il Carpegna mi basta". Qui la salita non perdona, ma regala panorami che ripagano ogni sforzo.

La gara propone due distanze ufficiali: una prova principale di 16 km e una più corta di 8 km, entrambe con partenza alle 09:30 dal centro del paese. La 16 km è quella che riprende il tracciato classico, con circa 650 m di dislivello positivo lungo i celeberrimi tornanti che dal paese portano verso il massiccio del Monte Carpegna.

Il percorso è un misto tra strada e strade bianche/sentieri. Nella parte iniziale si corre su asfalto, lungo i tornanti immersi nel bosco, poi si alternano tratti di sterrato e segmenti più tecnici ma comunque corribili per chi ha un minimo di abitudine al trail. È una gara di confine: non un trail estremo, ma nemmeno una semplice corsa su strada.

Il clima è quello delle manifestazioni di montagna di paese: atmosfera familiare, volontari lungo il percorso, pubblico che incita nei punti chiave. L’aria è frizzante, soprattutto al mattino, e la temperatura può variare rapidamente tra il centro del paese e le zone più esposte in alto.

Percorso, salite e punti chiave: come interpretare la gara

Sulla distanza di 16 km, il cuore della gara è la lunga ascesa iniziale: circa metà del dislivello si concentra nei tornanti che dal centro di Carpegna portano verso la parte alta del monte. La pendenza non è proibitiva, ma è continua: se partite troppo forte, lo pagherete presto.

In pratica, potete pensare la gara in tre blocchi:

  • Primi chilometri in salita costante: tornanti su asfalto e poi su strada bianca, da correre in controllo, con respiro sempre sotto soglia.
  • Tratto centrale più mosso: saliscendi, cambi di ritmo, qualche segmento più tecnico su sterrato.
  • Ultimi chilometri di discesa e rientro: qui contano la freschezza muscolare e la capacità di correre sciolti senza frenare troppo.

Sulla 8 km, la logica resta simile ma compressa: meno chilometri, ma la salita resta la vera protagonista. È una distanza perfetta se venite dalla corsa su strada e volete testare le gambe su un percorso di montagna, senza affrontare subito la 16 km completa.

I principali "trabocchetti" del percorso del Giro del Monte Carpegna sono:

  • Partenza euforica in paese: la strada sale subito, ma l’adrenalina spinge a esagerare.
  • Salita che non finisce mai: pendenza regolare che logora se l’andatura è troppo alta.
  • Discesa finale: se non siete abituati a scendere su asfalto o sterrato in pendenza, i quadricipiti possono cedere.

Costruire un piano che vi faccia arrivare al punto più alto con ancora margine è la chiave per godervi anche la seconda parte della gara.

Preparare Il Giro del Monte Carpegna: ritmo, salite e forza

Per un plan d'allenamento Il Giro del Monte Carpegna efficace, il primo passo è capire da dove partite: chilometri settimanali abituali, esperienza in salita, eventuali problemi fisici. Da lì si struttura un carico che cresca in modo progressivo, senza strappi.

Su una distanza di 16 km con 650 m di dislivello, l’obiettivo non è correre forte ovunque, ma gestire il ritmo. A livello di preparazione, vi consiglio di organizzare le settimane intorno a quattro pilastri:

  • Lungo collinare: un’uscita settimanale con salite e discese, tra 75 e 110 minuti a seconda del vostro livello, a ritmo comodo.
  • Lavori in salita: ripetute in salita medio-breve (da 1 a 5 minuti) per abituare cuore e gambe allo sforzo continuo.
  • Corsa facile di recupero: 1-2 uscite lente per smaltire la fatica e consolidare la base aerobica.
  • Forza e prevenzione infortuni: esercizi per core, glutei, polpacci e piedi, 2 volte a settimana.

Un plan d'allenamento personalizzato per Il Giro del Monte Carpegna deve integrare il vostro calendario lavorativo e familiare: meglio tre buone sedute costanti alla settimana che un mese perfetto seguito da due settimane saltate per stanchezza o infortunio.

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Nella preparazione specifica, diventano molto utili le simulate di gara. Due esempi pratici per la 16 km:

  • 1 uscita con 40-50 minuti di salita continua a ritmo controllato, seguiti da 20-25 minuti di discesa a passo sciolto.
  • Sessione di saliscendi: 4-5 blocchi da 8 minuti (4’ salita moderata + 4’ discesa o pianura veloce), con recupero breve.

Per la 8 km, potete ridurre i volumi ma mantenere la logica: salite più brevi, ma comunque regolari, e un giorno alla settimana dedicato alla corsa facile, per mantenere freschezza e continuità.

Gestione dell’andatura il giorno della gara

Il giorno de Il Giro del Monte Carpegna, la gestione dell’andatura fa tutta la differenza. Una strategia semplice, adatta alla maggior parte dei runner amatori:

  • Primi 2 km: ritmo conversazione, anche se la strada sale. Se non riuscite a parlare, state andando troppo forte.
  • Salita centrale: trovate un passo regolare, che potete tenere per molti minuti. Meglio rallentare leggermente nei punti più ripidi che andare fuori giri.
  • Discesa: falcata sciolta ma controllata. Non "buttatevi" solo per guadagnare secondi: il rischio di affaticare troppo i muscoli o di inciampare non vale la pena.

Sulla 8 km, vale la stessa filosofia, solo compressa nel tempo: partite comunque un filo più piano dei primi 500 metri che fareste in una 10 km su strada, poi lasciate che la gara venga da sé. Ricordate: è una corsa di montagna, non una volata in pista.

Allenamento per il dislivello: forza, tecnica e mentalità

La salita di Carpegna è lunga, ma soprattutto è regolare. A livello di allenamento, questo si traduce in tre aspetti da curare con attenzione.

1. Forza specifica in salita

  • Ripetute in salita da 2-3 minuti a ritmo sostenibile, con recupero in discesa lenta.
  • Salite corte (30-60 secondi) con enfasi sulla spinta di piedi e caviglie.
  • Esercizi come squat, affondi, calf raises, 2 volte a settimana, anche a corpo libero.

2. Tecnica di discesa

  • Passi corti, appoggio morbido, busto leggermente inclinato in avanti.
  • Allenatevi su discese simili: anche 10-15 minuti di discesa continua, a ritmo controllato, possono bastare.

3. Testa e gestione dello sforzo

  • Abituatevi a correre a sensazione, non solo guardando il cronometro.
  • Simulate in allenamento la sensazione di "salita che non finisce" mantenendo calma e ritmo.

Lavorare su questi tre punti vi permetterà di affrontare il dénivelé del Giro del Monte Carpegna con più fiducia, soprattutto nella seconda parte di gara.

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Materiale, rifornimenti e informazioni pratiche

Per una gara come Il Giro del Monte Carpegna, il materiale giusto è un alleato prezioso. Alcuni consigli concreti:

  • Scarpe: se siete abituati al trail, una scarpa da trail leggero o door-to-trail è ideale. Se venite solo dalla strada, un modello da strada con buona tenuta in discesa può bastare, ma fate qualche allenamento su sterrato per abituarvi.
  • Abbigliamento: canotta o t-shirt traspirante, pantaloncini comodi. Valutate manicotti o uno strato leggero se la mattina è fresca.
  • Idratazione: verificate sul sito ufficiale la presenza e la posizione dei ristori. In estate, una soft flask o una cintura porta-borraccia possono essere una buona idea.
  • Alimentazione: per la 16 km, uno o due gel o una piccola barretta possono aiutarvi a mantenere energia costante. Sulla 8 km, spesso basta arrivare ben idratati e con una buona colazione.

Per aggiornamenti su regolamento, logistica e iscrizioni, fate riferimento alle pagine ufficiali, come ENDU e la pagina Facebook Il Giro del Monte Carpegna.

Il giorno della gara arrivate con un po’ di anticipo in paese: il centro di Carpegna è raccolto, ma tra ritiro pettorale, riscaldamento e trasferimento alla partenza il tempo vola. Un breve riscaldamento con 10-15 minuti di corsa leggera e qualche allungo in salita è sufficiente.

Il Giro del Monte Carpegna è una di quelle corse che restano nella memoria: fatica sincera, paesaggi aperti e un paese che vi accoglie come in una grande domenica di sport. Preparandola con cura, potete trasformare ogni tornante in un piccolo traguardo e godervi fino in fondo l’atmosfera speciale del Montefeltro.

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Buono a sapersi

Capire meteo, terreno e dislivello del Giro del Monte Carpegna

Il Monte Carpegna in estate è una montagna gentile. Ma non morbida. L’aria è pulita, il clima tendenzialmente asciutto, con giornate spesso serene o poco nuvolose. Fa caldo a valle. Fa più fresco in alto. Lo sentirete bene passando dal centro del paese ai tornanti nel bosco.

Ad agosto, la zona vive le sue temperature più alte, con medie estive che superano i 23 °C nelle ore centrali. Sul Carpegna, però, il caldo è diverso dal mare: il sole picchia, ma l’aria resta più secca e ventilata. Il clima viene spesso descritto come mite e asciutto, con ottima qualità dell’aria.

Sul percorso, il meteo può cambiare in fretta: un avvio con cielo velato o poco nuvoloso a Carpegna è frequente, mentre sui versanti del monte non è raro trovare vento più deciso e qualche nube che si addensa nel corso della giornata. Non è una zona “estrema”, ma non è neppure una passeggiata: sole, vento e possibili temporali estivi vanno messi in conto.

Meteo tipico e cosa significa per voi

  • Temperature: in piena estate, al paese si può arrivare facilmente a valori vicini ai 25–29 °C nelle ore centrali. In quota, sul massiccio, la percezione cala qualche grado, ma il sole resta forte.
  • Sole e radiazione: il cielo è spesso sereno o solo velato, con indice UV alto nelle ore centrali. Braccia e collo bruciati dopo la gara sono quasi un “classico” di chi sottovaluta la crema solare.
  • Vento: sui crinali e nelle zone più esposte, il vento può arrivare moderato, rendendo la sensazione in alto più fresca. Bello quando si sale. Più insidioso in discesa se siete sudati.
  • Piogge e temporali estivi: la zona può essere interessata da temporali estivi, spesso pomeridiani. Magari arrivate con cielo quasi perfetto… e nel pomeriggio il monte “si chiude” di colpo. Tenetelo a mente per il post-gara e per l’eventuale permanenza in zona.

Un aneddoto tipico: molti runner partono con canotta leggera pensando “fa caldo, inutile coprirsi”. Poi, nei tratti più alti, tra vento e sudore, finiscono per stringersi le spalle e irrigidire il busto. La sensazione non è di freddo vero, ma di disagio. Basta un piccolo strato in più per evitarlo.

Dislivello e richieste specifiche delle due distanze

Distanza Dislivello positivo Impatto muscolare Gestione energetica
16 km ≈ 650 m D+ sulla salita storica verso il massiccio del Carpegna Carico importante su quadricipiti, glutei e polpacci, sia in salita che in discesa Necessaria gestione accurata di ritmo, idratazione e integrazione
8 km Dislivello ridotto ma concentrato: la salita resta protagonista Impatto più breve ma intenso sulle gambe, soprattutto se non siete abituati alla montagna Più tollerante a piccoli errori, ma richiede comunque controllo del passo in salita

Sulla 16 km, la salita lunga e regolare vi chiederà di stare a lungo “in spinta”. Non è una salita spezzata da tratti pianeggianti: la continuità logora chi non è preparato. La discesa finale, su asfalto e sterrato, diventa un test sulla tenuta dei quadricipiti.

Sulla 8 km, molti partono “a tutta” perché la distanza sembra corta. Poi, dopo qualche tornante, scoprono che la salita non guarda il GPS: continua, e basta. È la distanza perfetta per chi viene dalla strada, ma va rispettata come una vera prova di montagna.

Come tradurre questo dislivello in allenamento (senza entrare nel piano)

  • Per chi punta alla 16 km con 650 m D+: Concentratevi su:
    • uscite collinari con salite lunghe, anche se non ripide
    • lavori in salita regolare, non solo strappi corti
    • allenamenti su discesa prolungata per abituare quadricipiti e caviglie allo sforzo eccentrico
    Ogni volta che affrontate una salita continua, pensate ai tornanti del Carpegna: imparare a “stare dentro” allo sforzo per parecchi minuti sarà la vostra arma segreta.
  • Per chi sceglie la 8 km: Privilegiate:
    • salite di media durata (1–4 minuti) ripetute più volte
    • uscite brevi ma con qualche km continuo in salita
    • un po’ di pratica in discesa, anche se meno prolungata
    L’obiettivo è arrivare allo scollinamento con ancora voglia di spingere, non di sopravvivere.

Un’immagine che molti si portano a casa dal Carpegna: quel momento in cui, in alto, vi accorgete che le gambe non stanno crollando. Tutta la fatica delle settimane prima prende senso in un respiro più ampio.

Terreno: cosa troverete sotto i piedi

Il percorso è un vero “ibrido”: asfalto, strade bianche, sentieri e tratti tecnici ma corribili. Questa miscela rende la gara particolare: non è trail estremo, ma non è neppure una corsa su strada classica.

Tipologie di terreno principali

  • Asfalto in salita: i tornanti iniziali, nel bosco, sono su strada asfaltata. Qui la corsa è fluida, ma la pendenza costante vi spinge a gestire bene la frequenza dei passi.
  • Strade bianche: tratti di sterrato compatto con qualche sasso. In salita richiedono attenzione all’appoggio. In discesa, un passo troppo lungo può trasformare un piccolo sasso in un ostacolo vero.
  • Sentieri e segmenti più tecnici: non parliamo di single-track estremi, ma di tratti dove:
    • radici e pietre affioranti chiedono concentrazione
    • curve strette o cambi di pendenza vi obbligano a “guidare” bene il corpo
    Chi ha un minimo di abitudine al trail si sentirà a casa. Chi viene solo dalla strada avrà l’impressione di scoprire un nuovo modo di correre.
  • Discesa mista: l’ultima parte alterna asfalto e sterrato. Qui la differenza tra chi ha lavorato sulla tecnica di discesa e chi no si vede subito.

Un episodio comune: qualcuno arriva con scarpe da strada lisce, abituato al circuito cittadino. Al primo tratto di sterrato in discesa frena continuamente. Le gambe si riempiono di acido lattico. Poi, al traguardo, la frase è quasi sempre la stessa: “Se avessi avuto una scarpa un po’ più stabile, avrei corso più sciolto”.

Materiale specifico da preparare

Scarpe

  • Per la 16 km: Ideale una scarpa door-to-trail o trail leggero:
    • buona ammortizzazione per i tratti asfaltati
    • ottima tenuta su strade bianche e sentieri
    • grip sufficiente in discesa, senza essere una scarpa da ultra-trail
    Se usate solo scarpe da strada, scegliete un modello con suola non troppo liscia e testatelo su sterrato in allenamento.
  • Per la 8 km: Una scarpa da strada stabile può bastare, se:
    • vi abituate prima a correre su sterrato e leggere discese
    • non avete problemi di caviglie o insicurezza su terreno irregolare
    Una scarpa trail leggera resta comunque una scelta sicura per sentirvi più tranquilli nei tratti misti.

Abbigliamento

  • Strato superiore: canotta o t-shirt tecnica traspirante. Valutate un gilet leggero o manicotti se soffrite l’aria fresca in alto. Meglio poterli togliere facilmente.
  • Pantaloncini: modelli comodi, con libertà di movimento. Bordo che non irriti in salita. Tasche utili per gel o barrette sulla 16 km.
  • Cappellino e occhiali: il sole estivo, soprattutto sui tratti più aperti, può diventare un avversario in più. Un cappellino leggero e occhiali protettivi tenuti saldi nelle discese sono piccoli dettagli che fanno grande differenza.
  • Crema solare: spesso dimenticata. Eppure, dopo 16 km tra paese, bosco e tratti esposti, le spalle arrossate sono quasi una “medaglia di non-preparazione”.

Idratazione e alimentazione

Sulla montagna d’estate, la questione acqua non è un dettaglio. La gara ha i suoi ristori ufficiali: controllate posizione e tipologia direttamente nelle comunicazioni degli organizzatori. In base a questo, potete decidere se portarvi qualcosa in più.

  • Per la 16 km:
    • una soft flask o una cintura porta-borraccia è spesso una buona idea
    • 1–2 gel, o una piccola barretta facilmente digeribile
    • attenzione alla combinazione calore + salita: anche se non sentite sete forte, perdete liquidi
    Un errore tipico: bere poco in salita “per non appesantirsi” e arrivare alla discesa con testa vuota e gambe molli.
  • Per la 8 km:
    • può bastare arrivare ben idratati e aver fatto una colazione adeguata
    • se soffrite il caldo, una piccola flask può dare sicurezza mentale oltre che fisica
    Non è una ultra, ma è comunque una prova in montagna: meglio un sorso in più che un chilometro a secco.

Accessori utili

  • Cintura porta-accessori (più pratica dello zaino su queste distanze brevi)
  • Calze tecniche con buon supporto del piede: sudore + sterrato + discesa possono trasformare una vescica in un problema vero
  • Bandana o buff: si usa come fascia, come protezione per il collo o come mini-asciugamano in salita

Una scena che si ripete spesso: al primo tornante duro, qualcuno si asciuga il sudore con la mano, poi scuote la testa. Chi ha un buff al polso se lo passa sulla fronte, respira meglio, guarda il panorama. Sono quei dettagli che trasformano una fatica confusa in una fatica “pulita”.

Gestione pratica del percorso e dei punti critici

Salita lunga e regolare

  • 16 km: la prima parte concentra buona parte dei 650 m D+. È qui che serve:
    • un passo regolare, non “a scatti”
    • una respirazione che non vada subito al limite
    • la capacità di accettare la sensazione di salita che non finisce
    In allenamento, cercate salite lunghe che vi permettano di provare la stessa sensazione: non solo rampe brevi, ma segmenti da diversi minuti consecutivi.
  • 8 km: la logica è simile, compressa. Chi arriva dalla strada tende a gestire la salita come un “intervallo” corto. In realtà, se la trattate come una salita di durata, la distanza vi sembrerà molto più gestibile.

Tratto centrale mosso

  • Saliscendi, cambi di ritmo, sterrato corribile. Qui si gioca la vostra capacità di:
    • riprendere ritmo dopo una rampa
    • non frenare troppo in discesa breve
    • approfittare dei tratti più scorrevoli per “sciogliere” le gambe
    Allenatevi su percorsi collinari dove il profilo non è monotono: più abituate il corpo a questi cambi, meno vi sembreranno “strani” il giorno della gara.

Discesa finale

  • 16 km: la discesa è abbastanza lunga da mettere in crisi chi ha trascurato la tecnica. Passo troppo lungo, appoggio pesante, busto arretrato: sono la ricetta perfetta per quadricipiti che si bloccano.
  • 8 km: discesa più breve, ma comunque significativa. Chi non è abituato a scendere in pendenza su asfalto o sterrato può sentire le gambe “improvvisamente vuote”.

Durante la preparazione, dedicate qualche uscita specifica alle discese: 10–15 minuti di discesa continua a passo controllato insegnano al corpo molto più di quanto sembri. E vi regalano, in gara, quel sorriso che spesso compare proprio negli ultimi chilometri.

Ravitaille, ristori e (eventuali) pacer

La gestione dei ristori è fondamentale, soprattutto sulla 16 km con dislivello. Le informazioni precise su numero e posizione dei punti di rifornimento e sull’eventuale presenza di meneurs d’allure (pacer) vanno sempre verificate direttamente sui canali ufficiali dell’organizzazione o sulle piattaforme partner come ENDU e Ahotu.

Cosa significa per voi, in pratica:

  • Sulla 16 km:
    • studiate in anticipo dove potrete bere e, se previsto, prendere integratori o cibo
    • decidete se affidarvi solo ai ristori o se portare una riserva personale (flask, gel)
    • pensate alla salita: se un ristoro è posizionato dopo un tratto impegnativo, potreste arrivarci già in leggera crisi se avete bevuto troppo poco prima
  • Sulla 8 km:
    • anche con meno km, un ristoro in più può essere una sicurezza mentale
    • se la giornata è molto calda, non esitate a sfruttare appieno ciò che viene offerto (acqua, sali, ecc.)

Quanto ai meneurs d’allure, se saranno presenti per una delle due distanze, potranno essere un riferimento prezioso per non esagerare in salita e mantenere un ritmo coerente con il vostro obiettivo. In ogni caso, il primo “pacer” resta la vostra percezione dello sforzo: allenarla è parte della preparazione.

Piccoli dettagli per arrivare pronti

  • Abituare i piedi al misto asfalto–sterrato: qualche allenamento dove passate dal liscio allo sconnesso senza fermarvi abitua muscoli e tendini alle micro-variazioni di appoggio.
  • Lavorare su core e stabilità: nelle discese del Carpegna, un busto stabile fa la differenza tra passo sicuro e passo “ballerino”. Anche pochi minuti di esercizi per addome e glutei, fatti con costanza, cambiano la percezione del terreno.
  • Allenare la testa alla salita lunga: provate in allenamento a non guardare continuamente il cronometro. Ascoltate il ritmo, il respiro, la cadenza dei passi. Il giorno del Giro, questa abitudine vi permetterà di “restare dentro” la salita senza farvi travolgere dalla sensazione di infinito.

Molti, dopo il traguardo, raccontano più la storia dei loro pensieri che quella dei loro tempi. Il momento in cui hanno deciso di non mollare sul tornante, la scelta di rallentare di un filo per salvare la discesa, la sorpresa di sentirsi ancora lucidi in alto. Tutta questa parte invisibile della gara nasce nelle settimane prima, nelle piccole attenzioni con cui preparate meteo, dislivello, terreno e materiale.

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Ritmo 5:00 min/km
3:00 · Veloce 8:00 · Lento
Tempo stimato
50:00
Velocità
12,0 km/h
Ritmo moderato - Perfetto per la resistenza

Prepara la tua gara in 7 domande

State pensando a Il Giro del Monte Carpegna come a una bella corsa estiva in montagna? È molto di più. Con i suoi 16 km e 8 km su salite leggendarie, questa gara va preparata con criterio. Un plan d'allenamento mirato vi aiuterà a gestire il dislivello, l'altitudine e i tratti corribili senza andare fuori giri. Entra in gioco l'esperienza: lavorare su forza in salita, controllo in discesa e ritmo regolare fa davvero la differenza. Con un accompagnamento strutturato, potete arrivare a Carpegna sereni, pronti a godervi fatica, paesaggio e soddisfazione finale.

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Lorenzo Conti
Aggiornato il 25 giugno 2026
Articolo scritto da :
Lorenzo Conti corre da oltre quindici anni e viene dal mondo della corsa su strada. Ha iniziato a correre per gestire lo stress del lavoro e…... continua a leggere
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Jules Patrick Maria Laurene
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