Grigne Skymarathon 2027 – Pasturo

Grigne Skymarathon 2027

Pasturo (23818) 18 settembre 2027 Trail
Partenza tra
J−369

Informazioni sulla gara

Grigne Skymarathon 2027 si svolge il 18 settembre 2027 a Pasturo, su una distanza di 42 km.

Informazioni chiave sulle gare di Grigne Skymarathon 2027
Gara Distanza Dislivello
42 km 42 km +3.600 m

Quando si è già iscritti alla Grigne Skymarathon 2027, qualcosa cambia nel modo di guardare le montagne sopra Pasturo. Ogni volta che alzate gli occhi verso la Grigna Meridionale e la Grigna Settentrionale, non vedete solo cime: vedete un percorso di 42 km e 3600 m D+ che vi aspetta, fatto di creste, canalini, rifugi e lunghe ore di concentrazione. È da questa consapevolezza che nasce una preparazione intelligente.

Mi chiamo Davide Greco, corro da più di vent’anni e le Grigne le ho conosciute di giorno, di notte, con il meteo perfetto e con quel vento che ti costringe ad abbassare la testa. In questo articolo voglio accompagnarvi, passo dopo passo, nella preparazione della vostra Grigne Skymarathon, con lo sguardo di chi pensa alla longevità sportiva prima ancora del cronometro.

Grigne Skymarathon percorso: cosa vi aspetta tra Pasturo e le due Grigne

La Grigne Skymarathon riprende il tracciato storico del Trofeo Scaccabarozzi: una grande boucle che parte da Pasturo e si inerpica nel massiccio delle Grigne toccando entrambe le cime, Meridionale e Settentrionale, e una lunga serie di rifugi alpini. È un percorso certificato ITRA e ISF, inserito nel circuito Skyrunner World Series, con passaggi che restano nella memoria.

Dal fondovalle si sale verso i Piani dei Resinelli e il Rifugio Porta, primo vero spartiacque della giornata. Poi la traccia si fa più severa: si attraversano il Rifugio Rosalba e la zona di cresta che porta alla Grignetta (Bivacco Ferrario), dove il terreno si fa roccioso, esposto, con tratti attrezzati da affrontare con calma e precisione.

Si prosegue verso il Buco di Grigna e il Rifugio Elisa, dove spesso il corpo comincia a far sentire il peso delle prime ore di gara. Da lì, la montagna vi porta a girovagare tra i rifugi Bietti, Bogani e poi fino al Rifugio Brioschi, tetto della Grigna Settentrionale a oltre 2400 metri. Qui l’aria si fa sottile e la vista si apre: è uno di quei punti dove l’emozione rischia di farvi dimenticare che la corsa non è finita.

La discesa non è un rientro tranquillo: ci sono tratti tecnici, passaggi attrezzati, sentieri classificati EE (escursionisti esperti) con esposizione e rocce, fino al Bivacco Riva Girani, al Rifugio Antonietta al Pialeral, a San Calimero e al Rifugio Riva, prima di ritornare a Pasturo e tagliare il traguardo. I punti di ristoro sono ben distribuiti lungo il percorso e vengono collegati a cancelli orari: gestire il passo significa anche rispettare queste soglie e non giocarsi la giornata per qualche minuto perso.

Secondo il regolamento, tutto si svolge su sentieri di alta montagna con salite e discese impegnative, passaggi esposti e tratti attrezzati con scale, corde fisse, catene, creste e pietraie. Non è un trail veloce da correre "a sensazione"; è una vera skymarathon dove la tecnica di piedi e la gestione mentale contano quanto la condizione fisica.

Preparare Grigne Skymarathon: costruire il vostro plan d'entraînement

Per affrontare una prova come la Grigne Skymarathon 2027, serve un plan d'entraînement strutturato sulle vostre caratteristiche: età, esperienza, numero di uscite settimanali, rapporto con il dislivello e con il terreno tecnico. La distanza di 42 km può sembrare familiare a chi arriva dalla maratona, ma i 3600 m D+ e la natura alpina cambiano completamente le regole del gioco.

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Vi propongo di ragionare in blocchi, più che in singoli allenamenti. Pensate a cicli di 3–4 settimane, ciascuno con un obiettivo chiaro:

  • Adattamento al dislivello: aumentare gradualmente i metri D+ per seduta, lavorando su salite lunghe a passo costante e brevi tratti ripidi per rinforzare muscoli e tendini.
  • Costruzione della resistenza specifica: progressivi in salita, lunghi trail di 4–6 ore su terreni misti, simulando l’impegno mentale di restare concentrati a lungo.
  • Tecnica in discesa e sui tratti esposti: uscite su sentieri classificati EE, con rocce, gradoni, pietraie; allenate il passo sicuro più che la velocità.
  • Gestione del ritmo: lavori a intensità moderata (zona aerobica) in continuo, imparando a riconoscere il passo che potete mantenere per molte ore senza "accendere" troppo il motore.

Una delle lezioni che ho imparato sulle lunghe distanze è che il corpo sopporta molto di più di quanto pensiamo, se gli diamo il giusto tempo di recupero. Inserite settimane leggere, con riduzione del volume, camminate in natura, lavori di mobilità, sonno protetto. Il giorno della Grigne, la freschezza conterà parecchio quando vi troverete sui passaggi attrezzati, dove lucidità e calma fanno la differenza.

Per chi viene dalla strada, un errore tipico è voler mantenere ritmi "da maratona" nelle prime salite verso Resinelli o Rosalba. Qui la strategia migliore è accettare il passo camminato, stabile, con bastoncini se li usate, curando la regolarità più che il tempo al chilometro. Il crono della giornata si gioca sulle ore totali, non sui singoli split.

Grigne Skymarathon allenamento: cosa lavorare nei mesi che precedono la gara

Per impostare un plan d'entraînement Grigne Skymarathon sensato, considerate tre pilastri: gambe, resistenza mentale, gestione di sonno e alimentazione.

  • Gambe e forza specifica
    Inserite almeno una seduta a settimana dedicata alla forza: salite brevi molto ripide (150–300 m D+), esercizi di forza funzionale (affondi, step-up, core) e sessioni con zaino leggermente più carico. Le lunghe discese verso il Pialeral e Riva richiedono quadricipiti abituati a frenare senza irrigidirsi.
  • Resistenza mentale
    Pianificate allenamenti lunghi su percorsi che vi costringano a restare lucidi anche quando la stanchezza cresce: 4–5 ore di trail con tratti tecnici, magari in solitaria. Imparate il vostro "vocabolario interno" per i momenti di difficoltà; sulle Grigne arriveranno quasi sicuramente.
  • Sonno e ritmo di vita
    Nei due mesi prima della gara, curate il sonno come una componente dell’allenamento: orari regolari, qualche breve pisolino nei giorni di carico, attenzione a non accumulare fatica mentale. La partenza alle 7:30 da Pasturo implica una sveglia molto anticipata, soprattutto se arrivate da lontano. Preparare il corpo a queste sveglie fa parte della strategia.

Un aspetto spesso sottovalutato è il lavoro di propriocezione: caviglie, equilibrio, capacità di leggere il terreno. Bastano 10–15 minuti, due volte a settimana, su tavolette propriocettive, esercizi su un piede solo, micro-salterelli sul posto. Quando sarete sulle rocce tra Rosalba e Grignetta, questa "micro-preparazione" può evitarvi passi incerti e piccole distorsioni.

L’ultima fase dell’allenamento dovrebbe prevedere una simulazione: un lungo con almeno 2500 m D+ su terreno tecnico, in cui testate alimentazione, abbigliamento, gestione dei ristori e dei cambi di temperatura. Trattatelo come un "generale": ciò che funziona qui, probabilmente funzionerà anche il giorno della gara.

Nutrizione in gara

Il giorno J, la tua alimentazione fa la differenza.

Prima, durante e dopo la gara: un piano alimentare personalizzato è disponibile in aggiunta al tuo piano d'allenamento.

Materiale obbligatorio e consigliato per la Grigne Skymarathon

Il Regolamento Grigne Skymarathon è molto chiaro: la gara richiede materiale obbligatorio specifico, coerente con la natura alpina del percorso. Alcuni punti chiave:

  • Scarpe tecniche da trail/skyrunning con suola ben marcata: servono grip su roccia, erba e pietraia, e stabilità sui passaggi attrezzati.
  • Casco omologato CE EN12492: è obbligatorio, con ritiro e obbligo di indossarlo in alcuni punti come Rosalba e i passaggi più esposti.
  • Giacca antivento e strato protettivo: in quota il meteo può cambiare repentinamente; una cresta ventosa può trasformare un tratto di gara in un momento molto delicato.
  • Guanti, telo termico, calzini tecnici: piccole cose che, nel tempo, salvano mani, temperatura e comfort.
  • Cellulare con numero dell’organizzazione memorizzato: per sicurezza lungo i tratti isolati.
  • Riserva d’acqua almeno 0,5 L con borraccia o soft flask: nel Parco della Grigna Settentrionale non vengono distribuiti bicchieri di plastica ai ristori, quindi l’autonomia va pianificata.

Oltre all’obbligatorio, pensate a:

  • Bastoncini (se li usate abitualmente), da gestire con attenzione nei tratti attrezzati.
  • Occhiali da sole e cappellino leggero.
  • Zaino o gilet che vi permetta di portare il materiale senza movimento eccessivo.
  • Alimentazione solida e liquida testata in allenamento: non sperimentate il giorno della gara.

Ricordo ancora una volta in cui, su una lunga cresta, ho sottovalutato il vento. Avevo lasciato in macchina la giacca "pensando" che non servisse. In pochi minuti la temperatura percepita era scesa e ogni passo richiedeva uno sforzo mentale in più. Sulle Grigne, questi dettagli diventano grandi.

Alimentazione, ritmo gara e gestione dei ristori

Lungo il percorso sono previsti dieci punti ristoro più l’arrivo, con alcune postazioni che fungono anche da punti di controllo e cancelli orari. Immaginate i ristori come "ancore" nella vostra strategia, non come semplici momenti per prendere qualcosa da mangiare.

  • Prima metà gara: mantenete un apporto regolare (piccole dosi ogni 30–40 minuti), preferendo alimenti facilmente digeribili. Niente carichi eccessivi al primo passaggio ai Resinelli o a Rosalba.
  • Zona centrale (tra Elisa, Bietti, Bogani): qui la fatica si accumula e spesso la voglia di mangiare cala. Allenate in anticipo il "mangiare quando non viene"; piccole porzioni, sorseggi frequenti, qualche tratto camminato per permettere allo stomaco di lavorare.
  • Fase finale: gli ultimi chilometri, con passaggio a San Calimero e Riva, richiedono lucidità. Non lasciate che la discesa vi faccia dimenticare di bere.

Il ritmo gara sulla Grigne Skymarathon è fatto di alternanza: tratti corribili, salite camminate, passaggi dove la priorità è la sicurezza. Non esiste un "passo giusto" uguale per tutti; esiste un passo sostenibile per voi, che potete definire solo dopo alcune uscite lunghe e una riflessione onesta sul vostro livello.

Grigne Skymarathon info pratiche

Secondo il programma ufficiale, la Grigne Skymarathon 2027 si svolge il 18 settembre 2027, con partenza alle 7:30 da Pasturo. La giornata viene scandita da consegna pettorali, briefing gara, arrivo previsto del primo concorrente intorno alle 12:10, chiusura linea d’arrivo e premiazioni.

Pasturo si trova in provincia di Lecco, in Lombardia, ai piedi del massiccio delle Grigne. È il tipo di paese dove il giorno della gara tutto ruota attorno ai corridori: piazza, chiesa, bar, volontari ai ristori e lungo i sentieri. Per tutte le informazioni aggiornate su regolamento, materiale obbligatorio e programma, potete consultare il sito ufficiale Grigne Skymarathon e seguire gli aggiornamenti sulla pagina Facebook Grigne Skymarathon Trofeo Davide Invernizzi.

Arrivare a Pasturo ben preparati significa anche organizzare il viaggio, il pernottamento, i pasti dei giorni precedenti e il recupero successivo: una skymarathon così lascia segni nel corpo, ma, se gestita con cura, può diventare una delle esperienze più luminose della vostra vita sportiva.

Se avrete rispettato il vostro plan d'entraînement, ascoltato i segnali del corpo e preparato con calma ogni dettaglio, il giorno della gara le Grigne vi accoglieranno con quella miscela rara di fatica, bellezza e gratitudine che solo certi sentieri sanno regalare.

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Percorso della gara

Tracciato GPS e profilo altimetrico
42 km

Percorso dettagliato Grigne Skymarathon 2027 - 42 km

Dislivello positivo 3.600 m

Buono a sapersi

Caratteristiche del percorso e gestione del terreno

Su 42 km e 3600 m D+ non è solo la lunghezza a pesare. È il tipo di terreno. È il modo in cui la montagna vi chiede attenzione quasi ogni minuto.

  • Alta montagna vera: sentieri classificati EE, tratti esposti, passaggi attrezzati con corde fisse, scale, catene, creste e pietraie. In allenamento cercate sentieri simili. Non basta il bosco morbido. Servono sassi, gradoni, radici, rocce.
  • Lunghi tratti in cresta: vento, terreno irregolare, concentrazione continua. In pianura non si simula. In allenamento, abituatevi a procedere su dorsali strette, anche camminando, lavorando sulla stabilità del passo.
  • Discese impegnative: verso quota valle le discese diventano lunghe e stressanti per quadricipiti e ginocchia. Serve allenamento specifico in discesa: non solo “lasciarsi andare”, ma frenare, cambiare ritmo, gestire i piedi stanchi.
  • Passaggi attrezzati: scale, catene, corde fisse non sono “ornamenti”. Richiedono calma, braccia e mani pronte, piedi precisi. Fate qualche uscita su vie attrezzate facili, in sicurezza, per togliere paura ai movimenti.

Un aneddoto tipico: ci si allena sui saliscendi morbidi, poi al primo tratto di roccia vera ci si ritrova rigidi, quasi “bloccati”. Il corpo sa correre, ma non sa dove

Dislivello: come “sentire” 3600 m D+

3600 m D+ sono tanti. Ma non sono tutti uguali. Ci sono salite lunghe regolari e rampe più cattive. Il corpo le sente in modo diverso.

  • Gestione della salita: dovrete essere capaci di salire per ore a passo costante, spesso camminando. In allenamento dedicate sedute a salite lunghe continue (600–1000 m D+), lavorando sulla regolarità, senza strappi.
  • Rampe ripide: alcuni tratti richiedono spinta forte, quasi “da scalata”. Serve forza specifica: salite brevi (150–300 m D+) molto ripide, step-up, affondi. Quadricipiti e glutei devono essere abituati a spingere e a frenare.
  • Accumulo di fatica: il dislivello non è “lineare”. Ci sono momenti in cui sentirete di avere finito le gambe, poi un breve tratto più dolce vi farà rinascere. In allenamento simulate questa altalena: uscite con più salite, alternate durezza e recupero, per abituare la testa a non farsi ingannare dalle crisi temporanee.

Capita spesso di vedere qualcuno fresco a metà gara, convinto di avere “gestito bene”, e poi svuotato dopo altri 500 m D+. Il dislivello è come una storia a capitoli: se esagerate nei primi, nel finale non resta più inchiostro.

Meteo e gestione termica in quota

Alle Grigne il meteo non è un dettaglio. È un personaggio della gara. Può essere alleato. Può diventare avversario.

  • Vento in cresta: sulle dorsali il vento può costringervi ad abbassare la testa e chiudere la giacca. In allenamento, fate qualche uscita con meteo non perfetto. Imparate a correre con vento, freddo moderato, nuvole basse. Serve anche alla testa.
  • Escursione termica: dal fondovalle alle cime sopra i 2000 m la temperatura cambia molto. Simulate cambi di temperatura: partite leggeri, poi aggiungete uno strato. Togliete. Rimettete. Il giorno della gara ogni gesto deve essere automatico.
  • Pioggia e roccia bagnata: la roccia umida e i sentieri fangosi cambiano completamente la tecnica di piedi. Allenatevi almeno qualche volta su terreno bagnato, con scarpe adatte, per scoprire i vostri limiti in sicurezza.

Tutti hanno una storia di “quel giorno di vento” o “quel temporale in cresta” in cui una giacca in più o un paio di guanti hanno salvato la gara. Sulle Grigne, questa storia rischia di diventare la vostra. Meglio scriverla con anticipo, in allenamento.

Materiale obbligatorio e scelte intelligenti

Il regolamento è chiaro sul materiale obbligatorio. Ma al di là dell’obbligo, ogni oggetto ha una funzione precisa nella vostra sicurezza e performance.

Materiale obbligatorio principale

  • Scarpe da trail/skyrunning con suola ben marcata: grip su roccia, erba, pietraia, stabilità sui passaggi attrezzati. Testatele a lungo prima della gara, anche su discese ripide e terreni misti. Niente scarpe “nuove di zecca” a Pasturo.
  • Casco omologato CE EN12492: obbligatorio, va portato e utilizzato nei tratti indicati dalla gara. Allenatevi almeno una volta correndo con il casco: all’inizio sembra strano, poi diventa naturale. Meglio scoprirlo prima.
  • Giacca antivento e strato protettivo: essenziali sulle creste, dove la temperatura può scendere rapidamente. Scegliete una giacca leggera ma davvero protettiva. Il peso in più vale l’energia che risparmierete quando il vento vi colpirà.
  • Guanti, fuseaux, calzini tecnici, telo termico: sono obbligatori e vi proteggono da freddo, sfregamenti, piccoli incidenti. Non trattateli come “burocrazia”. Sono ciò che vi permette di restare lucidi quando il corpo è stanco.
  • Cellulare con numero dell’organizzazione memorizzato: sicurezza pura. In allenamento abituatevi a portarlo sempre con voi, magari in una tasca dedicata dello zaino.
  • Riserva d’acqua almeno 0,5 L: obbligatoria perché nel Parco non vengono distribuiti bicchieri di plastica ai ristori. Allenatevi con soft flask o borracce. Imparate a riempirle velocemente, senza confusione.

Materiale consigliato e dettagli che fanno la differenza

  • Bastoncini: utili nelle salite lunghe e ripide; richiedono però tecnica e gestione nei tratti attrezzati. In allenamento imparate a piegarli, riporli, usarli solo quando servono. Un bastoncino mal gestito su un passaggio esposto è un pensiero in più.
  • Zaino/gilet: deve “sparire” sul corpo. Niente rimbalzi, niente sfregamenti. Fate lunghi allenamenti con lo stesso zaino che userete in gara, caricato con materiale simile.
  • Occhiali da sole e cappellino: proteggono da luce forte in quota e affaticamento visivo. Un occhio stanco legge peggio il terreno. Un cappellino evita quel mal di testa da sole che arriva sempre quando non servirebbe.
  • Alimentazione testata: gel, barrette, sali, solidi che avete già usato in allenamento. Il giorno della gara non è il momento per “provare quella barretta nuova”.

C’è sempre qualcuno che alla partenza sorride con zaino quasi vuoto, “per essere più leggero”. Di solito lo si ritrova qualche ora dopo, irrigidito dal freddo, con le mani intorpidite e i piedi che inciampano. Il materiale obbligatorio non è zavorra. È libertà di continuare a muoversi.

Ristori, idratazione e ritmo energetico

La gara prevede diversi punti di ristoro lungo il percorso, collegati a cancelli orari. Non sono solo luoghi in cui “ci si ferma”. Sono parte della vostra strategia.

  • Pianificazione: prima della gara studiate dove si trovano i ristori e i cancelli. In allenamento, simulate l’intervallo tra due ristori: per esempio 60–90 minuti di autonomia con acqua e cibo, per capire quante risorse vi servono.
  • Idratazione regolare: bere poco e spesso è più efficace che bere tanto e di colpo. Abituatevi a sorseggiare ogni 15–20 minuti. Un soft flask quasi sempre in mano rende il gesto naturale.
  • Alimentazione nelle fasi critiche: nella zona centrale della gara la voglia di mangiare cala, proprio quando servirebbe di più. Allenatevi a “mangiare anche senza fame” durante lunghi trail, così il giorno delle Grigne non vi sembrerà un’imposizione.
  • Gestione del tempo al ristoro: qualche secondo in più usato bene (riempire le borracce, prendere cibo giusto, respirare) vi fa guadagnare minuti dopo. Allenatevi a fare “pit stop” rapidi ma lucidi, senza correre in modo caotico tra tavoli e volontari.

Un ricordo comune: quel ristoro dove si è rimasti dieci secondi di troppo a chiacchierare, e poi si è dovuto inseguire il cancello orario con l’ansia addosso. Imparare a dire “grazie” e ripartire subito è una piccola arte.

Meneur d’allure e gestione del ritmo personale

Al momento non ci sono informazioni affidabili sulla presenza di meneur d’allure (pacemaker) ufficiali sulla Grigne Skymarathon 2027. Conviene quindi prepararsi come se doveste affidarvi solo al vostro ritmo.

  • Ritmo percepito: il cronometro dice poco su un percorso di alta montagna. La percezione di sforzo è il vero “pacemaker”. In allenamento imparate a riconoscere il vostro livello di fatica sostenibile su uscite di 4–6 ore.
  • Strategia personale: partite con un piano semplice: salite sempre in controllo, tratti corribili con passo comodo, tratti tecnici con priorità alla sicurezza. Scrivete questo piano. Rileggetelo nei giorni precedenti. Il giorno della gara sarà il vostro “meneur” mentale.
  • Osservare gli altri, ma non copiarli: in montagna c’è sempre qualcuno che va più forte di voi e qualcuno che va più piano. L’errore classico è agganciarsi al passo di chi ha un livello diverso, soprattutto nelle prime salite. In allenamento allenate anche il coraggio di “lasciar andare” gli altri.

Una scena che si vede spesso: gruppetti che partono chiacchierando, ritmo allegro, foto e risate, e poi si sfaldano dopo poche ore. Chi ha preparato bene il proprio ritmo resta solo, ma resta lucido. E la solitudine, in quei momenti, sa di forza.

Adattare la preparazione al contesto di Pasturo e delle Grigne

Pasturo è un paese di montagna. Questo ha un impatto concreto sulla vostra preparazione, anche se vivete lontano.

  • Ambiente alpino: salite dirette, sentieri che escono subito dal paese e si arrampicano sul massiccio. In allenamento cercate, per quanto possibile, percorsi che partano dal fondovalle e salgano continui. Il corpo deve imparare che “dal paese si va verso l’alto”.
  • Logistica di materiali e abitudini: in un contesto di alta montagna imparerete a gestire zaino, strati di vestiti, equipaggiamento obbligatorio in modo fluido. Fate in allenamento piccoli “rituali”: controllare casco, acqua, cibo prima di uscire; ripetere questi rituali vi farà arrivare più sereni.
  • Recupero post-gara: una skymarathon di 42 km e 3600 D+ lascia segni. Pensate già, nel vostro percorso di allenamento, a come recuperare: camminate leggere, stretching dolce, qualche giorno senza tempi né obiettivi.

Molti raccontano che, dopo una giornata sulle Grigne, il corpo è stanco ma la testa è paradossalmente piena di luce. Proprio per questo è importante arrivarci preparati: perché quella luce non sia offuscata da dolori evitabili, crampi, freddo, errori di equipaggiamento.

La Grigne Skymarathon non è solo una gara di 42 km e 3600 m D+. È un dialogo lungo con la montagna, con il meteo, con il proprio corpo. Ogni scelta di allenamento, ogni oggetto nello zaino, ogni sorso d’acqua fa parte di questa conversazione. Prepararla bene significa potersi dire, un giorno, sulla cresta, che ne è valsa davvero la pena.

Meteo prevista il giorno della gara a Pasturo

Sulla base degli ultimi 9 anni (medie 2017–2025)
🌧️
Pioggia
il più frequente
20°
Max. media
estremo 25°
13°
Min. media
estremo 7°
7 km/h
Vento medio
raffiche 70
Storico del meteo del 18 settembre da 9 anni
🌧️ 14° 2017
🌧️ 21° 2018
🌧️ 21° 2019
☁️ 23° 2020
🌧️ 19° 2021
🌤️ 19° 2022
🌧️ 19° 2023
🌧️ 16° 2024
🌤️ 23° 2025
Dati meteo: Open-Meteo / ERA5

Stima il tuo tempo di gara

In base al tuo ritmo obiettivo, ecco come si svolgerà la tua gara
Ritmo 5:00 min/km
3:00 · Veloce 8:00 · Lento
Tempo stimato
50:00
Velocità
12,0 km/h
Ritmo moderato · Mantieni questo ritmo fino al traguardo con un piano di allenamento personalizzato

Domande e risposte

La Grigne Skymarathon 2027 si corre a Pasturo, in provincia di Lecco, su un percorso di 42 km con 3600 m D+. È un tracciato di skyrunning molto impegnativo, con passaggi sulle Grigne e un profilo adatto a chi sa già gestire salite lunghe, discese tecniche e terreno alpino. Per prepararla, lavorate soprattutto sulla resistenza in montagna e sulla capacità di recuperare in discesa.

Sì: è considerata una gara molto difficile, non una semplice trail run. Il percorso è tecnico, con tratti alpini esposti, rocce e passaggi da affrontare con esperienza in quota. È adatta soprattutto a chi ha già corso skyrace o maratone trail molto montane e sa muoversi bene su terreni irregolari. Se non avete esperienza di gare simili, serve una preparazione specifica e progressiva.

Per prepararvi bene, privilegiate uscite in salita, lunghi trail con dislivello, lavoro di forza per gambe e core, e allenamenti su terreno tecnico. In gara, partite in modo prudente: la prima parte va corsa senza andare sopra soglia, perché il vero costo arriva nelle salite lunghe e nelle discese. Meglio salire regolari, recuperare bene nei falsi piani e non bruciare energie prima delle sezioni più dure.

Su una gara da 42 km e 3600 m D+, conviene correre con uno zaino leggero, riserva idrica, alimenti facilmente digeribili, giacca antipioggia e materiale da montagna adatto alle condizioni meteo. Per i ristori, è fondamentale non aspettare di essere vuoti: alimentatevi con regolarità fin dalle prime ore. Verificate sempre il regolamento ufficiale della gara per sapere cosa è obbligatorio e cosa può essere richiesto al controllo.

Per prepararvi in modo efficace, preparun propone due piani personalizzati secondo âge, niveau, objectif e nombre de sorties hebdomadaires, e adattati alla distanza e al dislivello della gara: il Starter Run, piano gratuito ideale per iniziare la preparazione, e il Finisher Line, piano completo e a pagamento per arrivare pronti il giorno della corsa. Create il vostro piano su preparun.com e scegliete quello più adatto al vostro obiettivo.

Prepara la tua gara in 7 domande

Grigne Skymarathon 2027 non è una semplice corsa in montagna: è una giornata intera immersa nelle Grigne, sui sentieri dove si sono misurati i migliori skyrunner del mondo. Avec un percorso di 42 km e 3600 m D+, l’improvvisazione non basta. Un plan d'entraînement personalizzato vi aiuta a gestire il dislivello, i tratti tecnici e la fatica che arriva dopo molte ore. Su Preparun, costruite un percorso su misura per arrivare a Pasturo lucidi, pronti e sereni, con la consapevolezza di avere preparato ogni dettaglio.

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Davide Greco

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Davide Greco corre da più di vent'anni e ha attraversato tutte le evoluzioni della corsa amatoriale: dal footing « a sensazione » ai piani strutturati e…... continua a leggere
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Jules Patrick Maria Laurene
+8

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