Informazioni sulla gara
Lavaredo Ultra Trail by UTMB propone 5 gare da 10 a 120 km, il 23 giugno 2027 a Cortina d'ampezzo.
| Gara | Distanza | Dislivello | Altitudine | Partenza |
|---|---|---|---|---|
| 10 km | 10 km | - | - | |
| 20 km | 20 km | - | - | |
| 50 km | 50 km | +2.325 m / −2.325 m | 1.205 – 2.417 m | |
| 80 km | 80 km | - | - | |
| 120 km | 120 km | - | - |
Ci sono luoghi che invitano a correre più piano, almeno all’inizio, per lasciare che lo sguardo si abitui alla vastità. Il Lavaredo Ultra Trail by UTMB, in programma dal 23 al 26 giugno 2027, attraversa l’ambiente delle Dolomiti attorno a Cortina d’Ampezzo e Auronzo di Cadore. È una gara nata nel 2007: la preparazione migliore non consiste soltanto nell’accumulare chilometri, ma nel presentarsi al via capaci di leggere il proprio corpo e di rispettare una montagna che può cambiare volto tra giorno e notte.
Lavaredo Ultra Trail: percorso e caratteristiche
Le diverse prove si svolgono sui sentieri delle Dolomiti, in un contesto di alta montagna. I riferimenti del territorio comprendono le Tre Cime di Lavaredo, il Cristallo, le Tofane, il Sorapis e la Croda da Lago. Il fondo e il profilo cambiano lungo il percorso: allenatevi a passare con calma dalla salita alla discesa e a mantenere appoggi sicuri anche quando la fatica riduce la precisione.
Per chi sceglie la Lavaredo 120K, i punti ristoro ufficiali indicati sul percorso comprendono Ospitale, Tre Croci, Misurina, Cimabanche, Ra Stua, Col Gallina, Giau e Croda da Lago. Usateli come occasioni per mangiare e bere con metodo, non come invito a fermarvi più del necessario. Nei ristori sono disponibili acqua naturale e bevanda elettrolitica; portate con voi un bicchiere pieghevole e lasciate ogni punto con liquidi e alimenti sufficienti per raggiungere il successivo. Per le altre distanze, consultate la guida del corridore: l’elenco dettagliato dei ristori può variare in base alla prova.
Il buio, il vento, il freddo, la nebbia e la pioggia sono condizioni possibili in quota. Le indicazioni ufficiali sono riflettenti e vanno seguite con attenzione; se non riuscite più a vedere i segnali, fermatevi e tornate indietro fino all’ultimo riferimento visibile. In alcune zone i bastoncini possono essere vietati: verificate il regolamento e le istruzioni specifiche della vostra gara.
Preparazione e piano di allenamento per il Lavaredo Ultra Trail
Il piano di allenamento deve partire dalla distanza scelta e dalla vostra esperienza, con carichi sostenibili e recuperi reali. Per i 10 e 20 km curate la corsa in salita e la tecnica in discesa, senza trasformare ogni uscita in una prova massimale. Sui 50 km inserite progressivamente uscite lunghe su sentiero e sessioni di dislivello, imparando a correre in modo economico quando il terreno lo consente. Per 80 e 120 km, costruite la resistenza con lunghi controllati, salite camminate con passo efficiente e discese affrontate con prudenza; alcune uscite consecutive possono aiutare a provare la gestione della fatica, purché siano introdotte gradualmente.
Un ciclo di preparazione di 12 settimane può essere un riferimento per organizzare il lavoro, da adattare al vostro livello e alla distanza. Mantenete la maggior parte delle sedute a intensità conversazionale, inserite tratti di salita senza inseguire il ritmo e dedicate tempo alla forza di gambe e tronco. Tre settimane prima del via, riducete progressivamente il volume: l’obiettivo è arrivare riposati, non cercare all’ultimo momento una forma che si costruisce nel tempo.
Provate in allenamento ciò che userete in gara: scarpe da trail già collaudate, calze, zaino, lampada frontale e alimenti. Per le prove notturne e lunghe, verificate la durata della batteria e portate una soluzione di riserva conforme al regolamento. Testate l’alimentazione durante le uscite lunghe, a intervalli regolari e in piccole quantità, evitando esperimenti il giorno della gara. Anche il sonno fa parte della preparazione: proteggete il recupero nei giorni di carico e familiarizzate con la sensazione di correre al buio, senza forzare quando la concentrazione cala.
Un buon ritmo in montagna è spesso quello che vi permette di arrivare alla salita successiva ancora lucidi. Sui tratti ripidi camminare con decisione può essere più efficiente che correre; nelle discese, controllate l’impeto e risparmiate i quadricipiti. Un piano personalizzato può tenere conto della vostra età, del livello, dell’obiettivo e delle uscite settimanali, così che la preparazione sia ambiziosa ma compatibile con la continuità.
Crea il tuo piano di allenamento personalizzato
In 60 secondi ricevi un piano adatto al tuo livello, al tuo obiettivo e al terreno specifico di questa gara.
Durante la gara, dividete lo sforzo in segmenti tra un ristoro e l’altro. Bevete e mangiate prima che fame e sete diventino urgenti; se qualcosa non passa, scegliete un’alternativa già sperimentata. Nei percorsi lunghi, una sosta breve per sistemare uno strato o riprendere lucidità può valere più di qualche minuto guadagnato correndo stanchi.
Rispettate le barriere orarie e i controlli previsti per la vostra prova, ma non affidatevi a un tempo limite ricavato da edizioni precedenti: orari e dettagli vanno verificati nella guida ufficiale del corridore. Le barriere possono riguardare anche l’uscita dai ristori; pianificate quindi soste essenziali e ordinate. Il sonno, la nutrizione e la gestione dell’andatura sono parte della stessa strategia, soprattutto quando la notte rende più difficile valutare quanto vi resta nelle gambe.
Concludete il vostro piano con prove realistiche dell’attrezzatura e della routine ai ristori, poi lasciate spazio al recupero. La costanza protegge più della fretta: dopo tanti anni di corsa ho imparato che un allenamento saltato per un dolore insistente può essere una scelta più intelligente di una seduta portata a termine a ogni costo.
Il giorno J, la tua alimentazione fa la differenza.
Prima, durante e dopo la gara: un piano alimentare personalizzato è disponibile in aggiunta al tuo piano d'allenamento.
Lavaredo Ultra Trail: date, orari e informazioni pratiche
La manifestazione si svolge a Cortina d’Ampezzo, con una prova che parte da Val Marzon, nel territorio di Auronzo di Cadore. Le distanze ufficiali indicate per questa pagina sono 10 km, 20 km, 50 km, 80 km e 120 km. L’orario di partenza indicato per ciascuna prova è le 23:00. Per i dettagli operativi, le barriere orarie e il materiale obbligatorio fate riferimento al regolamento e alla guida ufficiale della vostra gara, che sono la fonte da consultare prima del viaggio.
- 10 km: partenza alle 23:00.
- 20 km: partenza alle 23:00.
- 50 km: partenza alle 23:00.
- 80 km: partenza alle 23:00.
- 120 km: partenza alle 23:00.
Consultate il sito ufficiale UTMB della Lavaredo Ultra Trail per regolamento, ristori e aggiornamenti logistici; la pagina ufficiale delle stazioni di ristoro aiuta a pianificare le prove lunghe. Cortina d’Ampezzo e le Dolomiti offrono uno scenario potente e silenzioso: preparatevi con cura, poi lasciate che il sentiero faccia il resto.
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Percorsi delle diverse distanze
Percorso dettagliato Lavaredo Ultra Trail by UTMB - 50 km
| Dislivello positivo | 2.325 m |
|---|---|
| Dislivello negativo | 2.325 m |
| Altitudine minima | 1.205 m |
| Altitudine massima | 2.417 m |
Riassunto
Un anello di 47,2 km e 2325 m D+ nel cuore delle Dolomiti, dove ogni passo è un dialogo con la montagna e con se stessi.
Profilo generale
- Distanza reale: 47,2 km
- D+ totale: 2325 m
- D- totale: 2325 m
- Altitudine minima: 1205 m
- Altitudine massima: 2417 m
- Tipo di percorso: anello
- Terreno: 10% strada/pista pavimentata, 90% sentiero/non pavimentato (pietre, ghiaia, terra, roccia, erba)
- Difficoltà tecnica: sentiero di montagna
Qui la montagna non fa sconti. Il terreno cambia spesso sotto i piedi: pietre, ghiaia, tratti erbosi, passaggi rocciosi. Serve attenzione, soprattutto quando la fatica si fa sentire. Non è solo una questione di gambe: è una prova di adattamento, di ascolto del proprio corpo e della natura che vi circonda.
Luoghi attraversati e punti di riferimento
- km 0: Cortina d'Ampezzo
- km 9,6: Passo Pospórcora (1711 m)
- km 19,1: Forcella Col dei Bos (2332 m)
- km 22,6: Punta Alpini (2380 m)
- km 22,7: Torre Piccola di Falzarego (2418 m), Torre Grande di Falzarego (2482 m)
- km 27,7: Forcella Nuvolau
- km 27,8: Averau (2648 m)
- km 29,2: Nuvolau (2574 m)
- km 29,8: Torre Anna (2450 m)
- km 30,2: Ra Gusela (2595 m)
- km 28,1: Colle Santa Lucia
- km 30,8: San Vito di Cadore
- km 31: Passo di Giau (2236 m), punto panoramico Passo Giau, Punta di Zonia (2280 m)
- km 31,6: Forcella di Zonia (2229 m)
- km 32: Forcella de Col Piombin (2239 m)
- km 33,5: Forcella di Giau (2370 m)
- km 36,2: Forcella Ambrizzola (2277 m)
- km 36,9: Cortina d'Ampezzo
Punti d'acqua (km):
- 3,2
- 8,4
- 16,7
- 20,8
- 25
- 35,2
- 35,8
- 38,4
- 47
L'acqua è una compagna silenziosa. Non sottovalutate mai la sete, soprattutto nei tratti più esposti. Prendetevi il tempo di bere, anche quando la testa vorrebbe solo andare avanti.
Le salite e discese principali
- Salita km 0,0 – 7,1: +569 m, pendenza media 8,0%, max 24,1%. L'inizio è sempre un banco di prova. Non lasciatevi prendere dall'entusiasmo della partenza: qui si rischia di bruciare energie preziose. Salite con pazienza, ascoltando il respiro.
- Discesa km 7,1 – 10,9: -250 m, pendenza media 6,6%, max 21,0%. Le gambe sono ancora fresche, ma il terreno può essere insidioso. Meglio non forzare: ogni passo va controllato.
- Salita km 10,9 – 19,0 (Forcella Col dei Bos): +791 m, pendenza media 9,7%, max 22,5%. Qui si entra nel vivo. Una salita lunga, che mette alla prova la testa prima ancora delle gambe. Spezzate il ritmo, concedetevi qualche passo camminando. La montagna non si conquista mai tutta d'un fiato.
- Discesa km 19,0 – 21,4: -286 m, pendenza media 11,9%, max 22,8%. Le discese ripide sono traditrici: attenzione alle caviglie, soprattutto se il fondo è smosso.
- Discesa km 22,8 – 24,8: -200 m, pendenza media 10,4%, max 23,9%. Qui la fatica inizia a farsi sentire. Meglio non rischiare, soprattutto se la concentrazione cala.
- Salita km 24,8 – 27,7 (Forcella Nuvolau): +444 m, pendenza media 15,2%, max 26,5%. Una delle rampe più dure. Qui si va avanti di testa, passo dopo passo. Non abbiate paura di rallentare: la montagna si rispetta.
- Discesa km 27,7 – 28,8: -182 m, pendenza media 15,8%, max 18,7%. Breve ma intensa. Le gambe tremano, il cuore batte forte. Qui si recupera solo con la testa.
- Discesa km 36,1 – 47,2 (da Forcella Ambrizzola): -1058 m, pendenza media 9,5%, max 37,8%. L'ultima lunga discesa. Qui si gioca tutto: chi ha gestito bene l'energia può lasciarsi andare, chi ha speso troppo paga ogni metro. Attenzione ai quadricipiti e alla concentrazione: la stanchezza può giocare brutti scherzi.
Il percorso, tronco per tronco
Troncone 1 — km 0,0–7,9 (D+ 574 m, D- 38 m, alt. 1216–1786 m, salita, sentiero)
Si parte da Cortina d'Ampezzo. L'aria è frizzante, le gambe scalpitano. Ma la prima salita è lunga e costante: qui si costruisce la gara. Non fatevi trascinare dal gruppo, trovate il vostro ritmo. Il sentiero si fa subito tecnico, la montagna vi osserva. Ricordate: chi parte piano arriva lontano.
Troncone 2 — km 7,9–15,8 (D+ 308 m, D- 220 m, alt. 1536–1846 m, vallonato, sentiero)
Il profilo si addolcisce, ma non lasciatevi ingannare. I saliscendi consumano energie in modo subdolo. Qui è fondamentale alimentarsi e idratarsi, magari approfittando dei punti d'acqua. Un tratto dove ascoltare il corpo e prepararsi mentalmente alla lunga salita che vi aspetta.
Troncone 3 — km 15,8–23,6 (D+ 604 m, D- 396 m, alt. 1846–2327 m, salita, sentiero)
Si sale ancora, verso quote importanti. L'ossigeno si fa più rarefatto, il passo si accorcia. Qui la testa conta più delle gambe. Ogni tanto fermatevi un attimo, guardate il panorama: la fatica si trasforma in gratitudine. Non dimenticate di mangiare, anche se la fame sembra sparire.
Troncone 4 — km 23,6–31,5 (D+ 515 m, D- 346 m, alt. 1973–2417 m, salita, sentiero)
Un altro tratto impegnativo, con salite e discese che si alternano. Il sentiero è sempre tecnico, la quota si fa sentire. Qui si rischia di andare in crisi se non si è gestito bene fino a questo punto. Respirate, rallentate se serve. La montagna non scappa.
Troncone 5 — km 31,5–39,4 (D+ 293 m, D- 570 m, alt. 1947–2357 m, discesa, sentiero)
Si scende, ma non è mai una vera liberazione. Le gambe sono stanche, il fondo può essere insidioso. Qui si rischia di perdere lucidità. Meglio qualche passo in più che una caduta. Approfittate dei punti d'acqua per rinfrescarvi e prepararvi all'ultimo sforzo.
Troncone 6 — km 39,4–47,2 (D+ 21 m, D- 751 m, alt. 1205–1947 m, discesa, sentiero)
L'ultima lunga discesa verso Cortina. Qui si sente tutto il peso della giornata. I quadricipiti bruciano, la testa vacilla. Ma la vista della valle, l'odore dei boschi, il pensiero dell'arrivo danno una forza nuova. Non abbiate fretta: ogni passo è un regalo, ogni metro una conquista. Arrivate in fondo con rispetto per voi stessi e per la montagna.
Consigli di gestione globale
In un ultra come questo, la preparazione non si limita alle gambe. Il sonno, la nutrizione, la gestione dell'ansia e delle aspettative sono parte integrante del viaggio. Non abbiate paura di rallentare, di ascoltare i segnali del corpo. La longevità sportiva si costruisce anche così: con rispetto, pazienza e la capacità di accettare i propri limiti. La montagna insegna sempre qualcosa, anche quando sembra metterci in difficoltà. Buon viaggio.
Redatto a partire dal GPX e dai dati di OpenStreetMap
Buono a sapersi
Dettagli tecnici utili per la preparazione
Il regolamento ufficiale indica questi dislivelli positivi approssimativi: circa 300 m per la 10K, 1.000 m per la 20K, 2.600 m per la 50K, 4.600 m per la 80K e 5.800 m per la 120K. Per calibrare il lavoro, considerate soprattutto il rapporto tra distanza e salita: la 20K e la 50K concentrano molto dislivello rispetto ai chilometri, mentre le prove più lunghe richiedono anche di saper gestire a lungo la fatica muscolare.
Meteo e abbigliamento
Le normali stagionali di giugno a Cortina suggeriscono giornate in genere miti, ma notti fresche e condizioni variabili. In quota, vento, pioggia e cali di temperatura possono rendere necessario uno strato caldo anche quando in paese il clima è gradevole. Le previsioni diventano davvero utilizzabili solo pochi giorni prima della gara: scegliete l’abbigliamento per la montagna, non soltanto in base alla temperatura in paese.
- Per la 50K, 80K e 120K il regolamento richiede una giacca impermeabile con cappuccio integrato, con membrana di almeno 10.000 Schmerber, e una riserva d’acqua di almeno un litro.
- Sulle stesse distanze sono richiesti anche indumenti lunghi, guanti caldi e impermeabili e, per la 80K e la 120K, una lampada frontale con batterie di ricambio oppure due lampade.
- Pantaloni impermeabili, sali minerali, occhiali da sole e uno strato termico aggiuntivo sono indicati come materiale consigliato per le prove lunghe.
- Per la 20K servono almeno mezzo litro di liquidi, una giacca impermeabile con cappuccio, una coperta termica e un recipiente personale per bere.
- Per la 10K non sono previsti ristori lungo il tracciato: l’organizzazione raccomanda di portare almeno mezzo litro d’acqua. Sono consigliati anche uno strato a maniche lunghe e una coperta termica.
Materiale e gestione dei ristori
- Per 50K, 80K e 120K sono richiesti alimenti solidi o barrette, una benda elastica adesiva e almeno 20 euro per un eventuale acquisto di cibo nei rifugi.
- Ai ristori non vengono distribuiti piatti, bicchieri o posate monouso. Se pensate di mangiare cibi caldi, portate posate e contenitori personali.
- Il cibo e le bevande dei ristori sono destinati al consumo sul posto. Per proseguire, dovete avere con voi liquidi e alimenti sufficienti fino alla stazione successiva.
- Il materiale obbligatorio va tenuto con sé per tutta la gara e può essere controllato. Proteggete gli indumenti e gli oggetti sensibili all’acqua con sacche impermeabili.
- I bastoncini sono ammessi nelle prove da 50K, 80K e 120K, ma vanno portati fin dalla partenza. Per la 20K non sono ammessi. Anche nelle gare in cui sono consentiti, l’organizzazione può vietarne l’uso in tratti segnalati.
Il regolamento può essere aggiornato in funzione delle condizioni previste. Prima di definire il materiale, controllate la lista ufficiale della vostra prova: equipaggiamento obbligatorio e regolamento della gara.
Meteo prevista il giorno della gara a Cortina D'ampezzo
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Domande e risposte
Il Lavaredo 120K misura 120 km con circa 5.800 m di dislivello positivo, in un anello con partenza e arrivo a Cortina d’Ampezzo. Il percorso attraversa le Dolomiti e passa vicino a luoghi iconici come le Tre Cime di Lavaredo, il Lago di Misurina e le Cinque Torri. La partenza è prevista alle 23:00: inserite quindi nel vostro allenamento salite, discese tecniche, terreno roccioso e uscite con frontale. [lavaredo.utmb.world](https://lavaredo.utmb.world/it/races/lavaredo120K) [visitdolomitibellunesi.com](https://www.visitdolomitibellunesi.com/it/eventi/la-sportiva-lavaredo-ultra-trail-by-utmb-r-2027)
È un ultra-trail molto impegnativo: la distanza, i 5.800 m D+, il terreno dolomitico e la partenza notturna richiedono una gestione prudente. Correte le prime ore a intensità conversazionale, camminate con decisione sulle salite ripide e conservate le gambe nelle discese. Non inseguite un ritmo medio costante: regolate lo sforzo in base a pendenza, quota e tecnicità. Prevedete un ciclo specifico di circa 16 settimane, con lunghi trail, forza, dislivello e weekend con due uscite consecutive.
Costruite progressivamente il volume, inserendo lunghi trail da 4 a 8 ore, salite camminate a ritmo sostenuto, discese tecniche e lavoro di forza per quadricipiti e polpacci. Allenate anche la corsa notturna e provate lo zaino completo. Durante i lunghi testate l’alimentazione prevista in gara, alternando carboidrati liquidi e solidi; come riferimento pratico, aumentate gradualmente fino a circa 60–80 g di carboidrati all’ora se ben tollerati. Riducete il volume nelle ultime 2–3 settimane, mantenendo brevi richiami di intensità.
Il regolamento indica 8 ristori e due punti acqua; la gara si svolge in semi-autosufficienza, con almeno 1 litro d’acqua obbligatorio. L’assistenza esterna è autorizzata soltanto in aree specifiche, tra cui Cimabanche e Rifugio Col Gallina, e per una sola persona. Preparate uno zaino con giacca impermeabile con cappuccio, strati caldi, guanti, frontale con batterie di ricambio, telo termico, fischietto, telefono, bicchiere, alimenti solidi, calzature da terreno dolomitico e il resto del materiale obbligatorio. Verificate sempre l’elenco ufficiale, che può cambiare in base al meteo. [lavaredo.utmb.world](https://lavaredo.utmb.world/it/races/lavaredo120K)
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Le Lavaredo Ultra Trail by UTMB si prepara con pazienza: le Dolomiti chiedono gambe allenate, ma anche lucidità, rispetto per il terreno e capacità di dosare le energie. Un piano di allenamento personalizzato vi aiuta a costruire la resistenza adatta alla distanza scelta, senza trascurare salite, discese, sonno e alimentazione. Che vi attendano 10, 20, 50, 80 o 120 km, arrivare al via con abitudini già collaudate rende più serena la notte e più consapevole ogni decisione. Preparate la vostra avventura passo dopo passo: Cortina e le montagne sapranno ricompensare l’impegno con una giornata da ricordare.
Lavaredo Ultra Trail by UTMB
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