Informazioni sulla gara
Run The Tuscany Islands propone 5 gare da 9 a 41 km, il 24 settembre 2026 a Campo nell'elba.
| Gara | Distanza | Dislivello | Partenza |
|---|---|---|---|
| 9 km | 9 km | +230 m | |
| 11 km | 11 km | — | |
| 13 km | 13 km | +500 m | |
| 17 km | 17 km | +70 m | |
| 41 km | 41 km | — |
C'è qualcosa di particolare nel preparare una corsa a tappe tra le isole toscane. Sapere che dal 24 al 27 settembre sarete in movimento tra Elba, Capraia e Pianosa, con il mare a pochi metri e sentieri che cambiano ad ogni sbarco, cambia il modo di pensare l'allenamento. Run The Tuscany Islands non è solo un evento, è un piccolo viaggio a piedi nel cuore del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano.
Vi scrivo con la memoria ancora piena di un tramonto visto correndo a Marina di Campo: il profilo dell'Elba che si spegneva piano, mentre il ritmo diventava più regolare e il respiro trovava il suo posto. Una corsa come questa si vive così: con rispetto per la distanza, per il territorio, e con una preparazione che tenga conto non solo delle gambe, ma anche della testa e del recupero.
Run The Tuscany Islands: percorso e isole tappa per tappa
Run The Tuscany Islands è un tour di più giorni tra tre isole: Elba, Capraia e Pianosa. Le distanze ufficiali su cui vi preparate sono:
- 11 km (partenza ore 20:00), corsa serale, con atmosfera raccolta e luci sul mare.
- 41 km (partenza ore 20:00), una lunga giornata di corsa concentrata nella notte, dove la gestione del passo e della testa conta più di tutto.
- 17 km, D+ 70 m (partenza 11:30), profilo molto scorrevole, che invita a correre sempre.
- 13 km, D+ 500 m (partenza 12:00), tipico trail collinare, con salite più marcate e tratti panoramici.
- 9 km, D+ 230 m (partenza 08:15), distanza corta ma non banale, con saliscendi che possono sorprendere se affrontati troppo velocemente.
Le tappe toccano alcuni dei luoghi più suggestivi dell'arcipelago: le spiagge e i sentieri di Marina di Campo all'Isola d'Elba, i crinali vulcanici e selvaggi di Capraia, i paesaggi quasi sospesi di Pianosa, isola a accesso regolamentato all'interno del Parco Nazionale. Il terreno alterna tratti di sterrato costiero, sentieri single track, vecchie strade bianche e qualche tratto urbano in zona partenza/arrivo.
Non è un trail estremo in termini di dislivello, ma la vera difficoltà sta nella combinazione di più giorni di corsa, negli orari di partenza differenti (anche serali) e nella variabilità del terreno. È una corsa da affrontare con lucidità: gambe allenate, ma soprattutto gestione dell'energia e del recupero tra una tappa e l'altra.
Preparare Run The Tuscany Islands: come impostare il plan d'entraînement
Per preparare Run The Tuscany Islands in modo intelligente, penserei a tre pilastri: resistenza progressiva, adattamento al terreno e gestione del recupero tra tappe. Che scegliate la combinazione con i 41 km o solo le distanze più brevi, la logica non cambia: costruire una base solida, non arrivare spremuti al via.
In un plan d'entraînement specifico per questa gara inserirei, nelle 8–10 settimane precedenti, tre tipi di sedute chiave:
- Lunghi progressivi su 1h30–2h30 (per chi fa i 41 km) o 1h15–1h45 (per 11–17–13–9 km), da correre in parte su sterrato, simulando l'alternanza di saliscendi leggeri e tratti scorrevoli.
- Back-to-back: due allenamenti medi ravvicinati (ad esempio sabato 1h30, domenica 1h15), per abituare gambe e testa a correre su fatica residua, come succederà tra una tappa e l'altra.
- Specifico salita/discesa per la tappa da 13 km D+ 500 m e quella da 9 km D+ 230 m, con ripetute in salita su 2–5 minuti e discese controllate, per allenare muscoli e tecnica.
Crea il tuo piano di allenamento personalizzato
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Per la parte serale, soprattutto se affronterete gli 11 km o i 41 km con partenza alle 20:00, è utile inserire almeno una seduta a settimana in orario tardo pomeriggio o sera. Correre al buio o al crepuscolo cambia la percezione, il ritmo si fa meno istintivo e diventa importante saper "leggere" il corpo senza i soliti riferimenti visivi. È un adattamento che si costruisce con calma, non pochi giorni prima della gara.
Per i 17 km D+ 70 m, il rischio è diverso: terreno molto corribile, dislivello minimo, orario di partenza di metà giornata. Qui la tentazione è partire troppo forte, "perché non c'è salita". Il vostro allenamento dovrebbe prevedere corse a ritmo gara di 40–60 minuti su terreno scorrevole, imparando a tenere un passo sostenibile, leggermente più lento del vostro ritmo 10 km, e a gestire eventuale caldo e luce piena.
Per la tappa di Capraia (13 km trail con dislivello importante e tratti tecnici su terreno vulcanico), il lavoro in allenamento andrebbe concentrato su:
- Salite continue su terreno irregolare (bosco, sterrato, pietre), anche camminando a passo deciso quando la pendenza aumenta.
- Discese con attenzione, per abituare quadricipiti e caviglie alle variazioni di appoggio e prevenire micro-traumi.
- Lavoro di core e caviglie (plank, esercizi di stabilità, salti controllati), per aumentare equilibrio e sicurezza sui single track.
Infine, i 9 km D+ 230 m sono perfetti per chi arriva dalla strada e vuole scoprire il trail leggero. In allenamento, alternate 1 uscita settimanale su terreno misto (asfalto + sterrato) a un lavoro di qualità tipo 8–10 x 1' forte / 1' piano, per dare al corpo la capacità di cambiare ritmo sui saliscendi senza andare subito in affanno.
Gestione del ritmo, del sonno e del recupero sul tour
In più di vent'anni di corse e ultra, ho imparato che sulle gare a tappe il vero avversario non è il chilometro singolo, ma la somma di chilometri, sonno e segnali che il corpo manda. Run The Tuscany Islands, con le sue partenze scaglionate (mattina, tarda mattina, mezzogiorno, sera), metterà alla prova la vostra capacità di restare lucidi nel tempo.
Durante la preparazione, non pensate solo alla velocità. Dedicate alcune settimane a simulare il "giorno di gara" completo:
- Una corsa la mattina (40–60'), a ritmo facile.
- Un secondo allenamento leggero nel tardo pomeriggio o sera (30–40'), in scioltezza, concentrandovi su idratazione, alimentazione e routine tra le due uscite.
Questo tipo di giornata vi obbliga a curare dettagli spesso trascurati: cosa mangiare tra una corsa e l'altra, quanto e come riposare, come gestire le gambe (doccia fredda, stretching dolce, eventualmente massaggio). È qui che si gioca la vostra freschezza alla terza o quarta tappa.
La notte tra una tappa e l'altra diventa un momento chiave. Se partecipate alla 41 km con partenza serale, la preparazione dovrebbe includere qualche uscita lunga in cui arrivate a casa tardi, cenate leggero dopo la corsa e curate un rituale del sonno: spegnere gli schermi, idratarvi bene, magari una breve lettura. Non è solo benessere: è strategia di gara.
L'alimentazione durante il tour merita rispetto. Non serve stravolgere tutto, ma in allenamento provate:
- Colazioni diverse (più o meno ricche) in funzione dell'orario della corsa.
- Il tipo di gel o snack che userete in gara, per evitare sorprese gastrointestinali.
- La quantità di acqua e sali minerali in giornate con doppia uscita.
Ho visto più di una volta atleti arrivare alla terza tappa svuotati non per mancanza di allenamento, ma per una gestione approssimativa del cibo tra una gara e l'altra.
Il giorno J, la tua alimentazione fa la differenza.
Prima, durante e dopo la gara: un piano alimentare personalizzato è disponibile in aggiunta al tuo piano d'allenamento.
Equipaggiamento e consigli pratici per Run The Tuscany Islands
Il terreno dell'arcipelago toscano è tanto affascinante quanto vario: coste, sterrati veloci, tratti rocciosi e qualche single track a balcone sul mare. L'equipaggiamento va scelto con cura, pensando non solo alla singola tappa ma all'intero periodo dal 24 al 27 settembre.
- Scarpe: per la maggior parte dei runner, una scarpa da trail "door to trail" o comunque non troppo aggressiva è l'ideale: buona aderenza su sterrato e pietra, ma abbastanza fluida nei tratti corribili e nei tratti più compatti.
- Lampada frontale obbligata, o quasi, per le partenze alle 20:00 (11 km e 41 km). In allenamento, abituatevi a usarla almeno 1 volta a settimana, curando la stabilità della fascia e la gestione delle pile o batteria.
- Zainetto o cintura leggera per acqua e piccoli rifornimenti, soprattutto nelle tappe più lunghe o più calde.
- Abbigliamento a strati: a settembre il clima può passare dal caldo pieno a una brezza fresca serale. Portate con voi una maglia leggera a maniche lunghe o un antivento minimal, soprattutto per il dopo gara.
- Protezione solare e cappellino per le partenze di metà giornata (9, 13 e 17 km).
Dal punto di vista logistico, il tour sfrutta i collegamenti marittimi tra le isole e la costa toscana, in un contesto di natura protetta e paesaggi ancora poco affollati rispetto alle mete più note. Sul sito ufficiale Ahotu trovate il riepilogo dell'evento, mentre aggiornamenti e immagini vengono spesso condivisi sulla pagina Run the Tuscany Islands su Facebook.
Tenete conto anche dei trasferimenti e delle attese ai traghetti: nella preparazione, prevedete giornate attive ma non iper-piene, abituandovi a stare in piedi, camminare, salire e scendere da mezzi, senza che questo vi tolga lucidità alla partenza.
Se entrerete in quest'avventura con un plan d'entraînement coerente e rispettoso dei vostri ritmi di vita, Run The Tuscany Islands può diventare una delle esperienze più intense e serene della vostra stagione: chilometri che scorrono tra mare e macchia mediterranea, notti morbide, risvegli sulle isole. Il genere di corsa che resta nelle gambe, ma soprattutto nella memoria.
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Run The Tuscany Islands in foto
Buono a sapersi
Run The Tuscany Islands: informazioni pratiche per prepararvi al meglio
Run The Tuscany Islands è una corsa che chiede gambe allenate, ma anche testa calma e curiosa. Tre isole. Tre giornate in movimento. Terreni che cambiano sotto i piedi quasi quanto cambia il colore del mare. Il vostro allenamento dovrà “somigliare” a questa varietà: non solo chilometri, ma capacità di adattarvi.
Meteo: cosa aspettarvi a fine settembre tra Elba, Capraia e Pianosa
A fine settembre nell’Arcipelago Toscano il clima è spesso dolce, ma non sempre prevedibile. Siete in mare aperto, il vento può cambiare umore in poche ore.
- Temperature diurne: in media tra 20 e 24°C, con possibili punte leggermente più alte nelle ore centrali. Il corpo sente ancora il caldo, soprattutto sui 17 km e sulle distanze più corribili.
- Serate e notti: 16–20°C, spesso gradevoli. Ma quando il vento gira, una brezza fresca sul sudore può farvi sentire freddo più del previsto.
- Vento: protagonista silenzioso. Può rendere le temperature percepite molto diverse da quelle reali. Un giorno vi accompagna alle spalle, il successivo vi frena in salita.
- Possibilità di pioggia: non è la stagione più piovosa, ma qualche rovescio è possibile. Su terreno misto sterrato/roccia il bagnato cambia tutto: appoggio, fiducia, ritmo.
In allenamento, cercate di non correre solo con meteo “perfetto”. Almeno qualche uscita con vento, cielo velato, terreno umido. Così il giorno della gara il meteo sarà un dettaglio, non un motivo di stress.
Distanze e dislivelli: cosa significano davvero in corsa
Le distanze ufficiali su cui vi preparate sono:
- 9 km, D+ 230 m: trail corto, ma con dislivello che si sente. Salite brevi, discese che invitano a spingere.
- 11 km: tappa scorrevole, ritmo da “corsa continua”. La difficoltà reale è la gestione mentale in orario serale.
- 13 km, D+ 500 m: vero profilo trail, con salite più marcate. Qui la tecnica di salita e discesa conta quanto la resistenza.
- 17 km, D+ 70 m: quasi sempre corribile. Il nemico è il ritmo troppo allegro e il caldo di metà giornata.
- 41 km: giornata (o notte) lunga. Non estrema a livello di dislivello, ma impegnativa per la durata e la gestione dell’energia.
Una piccola verità che spesso si sottovaluta: un D+ “modesto” su più giorni può stancarvi quanto un trail più duro in singola tappa. Il corpo accumula microtraumi in salita e discesa. I 230 m del 9 km e i 500 m del 13 km peseranno soprattutto sulle tappe successive.
Terreno: come sarà ciò che avete sotto i piedi
Il regolamento e le descrizioni ufficiali parlano di un alternarsi di sterrato costiero, single track, strade bianche e tratti urbani in zona partenza e arrivo. Non è un trail estremo, ma nemmeno una corsa tutta su asfalto.
- Elba: tratti urbani, lungomare, pista ciclabile, sterrato facile. Terreno mediamente scorrevole, con appoggi più regolari e qualche cambio di superficie rapido.
- Capraia: sentieri vulcanici, pietre, fondi irregolari. Qui la caviglia deve essere sveglia. È il classico terreno che, se affrontato distrattamente, regala inciampi.
- Pianosa: sterrato, strade bianche, passaggi in ambiente di riserva naturale. Fondo più “gravel”, con tratti corribili ma spesso esposti al sole e al vento.
In preparazione, alternate:
- uscite su sterrato semplice (parchi, strade bianche);
- alcune sedute su terreno più tecnico (pietre, radici, sentieri boschivi);
- allenamenti con cambi di fondo (asfalto → sterrato → sentiero), per abituare muscoli e testa a cambiare appoggio senza irrigidirsi.
C’è una scena che si ripete spesso nelle gare miste: il runner che corre rilassato sull’asfalto, entra nel sentiero pietroso e in pochi minuti cambia postura, irrigidisce le spalle, accorcia il passo. Voi potete evitare questa trasformazione lavorando prima sulla scioltezza e sulla fiducia nel piede.
Materiale specifico: cosa portare, cosa testare in anticipo
Scarpe
- Trail “door to trail”: ottime per chi affronterà tutte le tappe. Buona aderenza su sterrato e pietra, ma abbastanza flessibili per i tratti urbani.
- Ammortizzazione: sui 41 km e sulle giornate a tappe, una scarpa troppo rigida può stancarvi i polpacci. Meglio un compromesso tra protezione e sensibilità.
- Test in allenamento: usate le scarpe di gara almeno 100–150 km prima dell’evento. Nessuna “prima uscita” sulle isole.
Lampada frontale
- Indispensabile per le partenze serali (11 km e 41 km). La luce cambia la percezione del terreno: le ombre nascondono avvallamenti e piccole pietre.
- Allenatevi con la frontale almeno una volta a settimana: imparate a regolare intensità, a non fissare solo il punto illuminato davanti ai piedi, ma a “allargare” lo sguardo.
- Batteria: sempre controllata. Una notte ho visto un atleta finire gli ultimi chilometri con la luce del cellulare perché la frontale si era spenta: tecnicamente possibile, emotivamente un piccolo incubo.
Zainetto e cintura
- Cintura porta borraccia o zainetto leggero per i km più lunghi (17 e 41 km) e per le giornate calde. Sulla carta ci sono ristori, ma arrivarci sempre già troppo assetati è un errore evitabile.
- Capacità minima: spazio per acqua, 1–2 gel o snack, eventuale giacca leggera, cellulare.
- Testate il rimbalzo: un marsupio che saltella a ogni passo sui 41 km può diventare più fastidioso di una salita ripida.
Abbigliamento
- Strati leggeri: canotta/maglietta tecnica + maglia a maniche lunghe o antivento minimal per il pre e post gara serale.
- Cappellino e occhiali: fondamentali per i 17 km e le altre tappe diurne, dove la luce può essere forte e il sole diretto.
- Calze tecniche: su terreni misti, la calza giusta evita vesciche e sfregamenti. Non è un dettaglio: una vescica al secondo giorno cambia il vostro modo di correre.
Protezione e piccoli extra
- Crema solare: da mettere già prima della partenza, non solo “se c’è tempo”. Sulle isole la luce rimbalza su mare e rocce.
- Crema anti-sfregamento: interno coscia, ascelle, spalline dello zaino. Piccoli accorgimenti che possono letteralmente salvarvi la seconda e terza tappa.
- Farmacina minima: cerotti per vesciche, qualche antinfiammatorio di base (se indicato dal vostro medico), elastico per bendaggio leggero. Non per “paura”, ma per serenità.
Ristori e alimentazione in gara
Il regolamento indica la presenza di ristori organizzati e servizi inclusi nella quota del tour (trasferimenti in barca, pacchi gara, ristori e medaglia finisher). Ciò significa che lungo i percorsi troverete punti di supporto, ma la gestione personale resta cruciale.
- Sui 9, 11 e 13 km: probabilmente 1 punto ristoro principale, più quello all’arrivo. Pensate a questi km come “corsa continua” con un breve supporto. Portare una piccola soft flask può dare autonomia in caso di caldo.
- Su 17 km: distanza che richiede almeno 1–2 momenti di idratazione seria. In allenamento simulate il prendere acqua, bere in pochi secondi, ripartire senza “fermarvi mentalmente”.
- Sui 41 km: qui i ristori diventano parte della strategia. Non sono solo punti dove prendere acqua, ma luoghi dove riorientare la testa: un pezzo di banana, un sorso di sali, un controllo rapido del corpo.
Un consiglio pratico: in preparazione, usate gli stessi gel o snack che pensate di portare in gara. Ho visto atleti rovinarsi una corsa perché hanno provato un prodotto nuovo proprio il giorno della tappa lunga. Il vostro intestino ama le abitudini, soprattutto di notte o dopo tanti chilometri.
Presenza di walking e partecipanti non competitivi
Il tour prevede due circuiti, RUNNING e WALKING, con partecipanti non competitivi e giornalieri. Questo impatta sull’esperienza di corsa:
- Più varietà di ritmi sul percorso: potreste trovarvi a superare gruppi che camminano o a essere superati da runner più veloci.
- Atmosfera meno “solo performance”: ideale per chi vuole gestire la corsa in modo sereno, ascoltando il proprio corpo senza sentirsi “fuori posto”.
- In allenamento, potete abituarvi a cambiare ritmo dopo brevi tratti camminati, simulando piccoli rallentamenti in salita o nei tratti più tecnici.
C’è un momento speciale nelle gare miste running/walking: quel tratto in cui si corre affiancati a qualcuno che sta camminando a passo deciso, magari sorridendo. Ricorda che non esiste un unico modo di “stare” in una corsa. Questo può togliere pressione e farvi vivere il tour con più leggerezza.
Gestione delle tappe: fatica, sonno, trasferimenti in barca
Il regolamento specifica i trasferimenti in motonave tra le isole, inclusi nella quota di partecipazione, con attenzione anche alle condizioni meteo per le partenze. Dal punto di vista della preparazione, queste informazioni sono oro.
- Tempi morti in movimento: salire in barca, scendere, attendere. Non è vero riposo. Il corpo è in piedi, spesso al sole o al vento. In allenamento, simulate giornate “piene” con camminate e spostamenti.
- Possibile mal di mare: se sapete di essere sensibili, parlatene in anticipo con il vostro medico e valutate piccoli accorgimenti (farmaci, posizione sulla barca, alimentazione prima del viaggio).
- Routine post-tappa: stretching dolce, idratazione, snack entro 30 minuti, eventuale doccia tiepida/fresca. Farlo già in allenamento lo trasforma in gesto automatico, anche quando sarete stanchi.
Una delle immagini più frequenti nelle gare a tappe con trasferimenti marittimi: runner seduti sul ponte, scarpe slacciate, sguardo nel vuoto. Stanchi, ma felici. Se arrivate su quella barca avendo già una routine chiara, la stanchezza resta “pulita”: non si trasforma in confusione.
Adattare il materiale e la preparazione alle singole distanze
Per chi punta ai 9 km (D+ 230 m)
- Scarpe: trail leggere, buona presa in salita e discesa.
- Materiale: cintura minimal con una piccola borraccia; niente zaino pesante.
- Allenamento: abituatevi a cambiare ritmo sui saliscendi, lavorate sulle discese controllate. La fatica è intensa ma breve: serve confidenza con il cuore che va su di giri.
Per chi corre gli 11 km
- Focus: corsa serale. Il buio è parte della gara.
- Materiale: frontale ben regolata, abbigliamento che non si raffreddi troppo dopo l’arrivo (potreste sudare e poi fermarvi all’aperto).
- Allenamento: uscite in orario serale, ritmo moderato. Imparare a gestire la corsa con meno riferimenti visivi e più ascolto interno.
Per chi affronta i 13 km (D+ 500 m)
- Scarpe: trail con buona stabilità, adatte a terreno vulcanico e pietroso.
- Materiale: eventualmente bastoncini se siete abituati a usarli (solo se li avete già testati), zainetto leggero con acqua.
- Allenamento: salite continue, discese tecniche, lavori di core e caviglie. Qui la tecnica è quasi un “materiale” invisibile.
Per chi corre i 17 km (D+ 70 m)
- Scarpe: anche una buona scarpa da strada può bastare, ma la sicurezza di una suola trail leggera aiuta nei tratti di sterrato.
- Materiale: cappellino, occhiali, cintura con flask. Il caldo di metà giornata può sorprendervi più del dislivello.
- Allenamento: lavori a ritmo gara su terreno scorrevole, attenzione alla gestione del passo costante. Qui si tende a “tirare” troppo.
Per chi si gioca i 41 km
- Scarpe: comfort prima di tutto. Se al 25° km sentite ogni pietra, la gara diventa una lotta continua.
- Materiale: zaino ben regolato, frontale, sistema di idratazione, eventuale giacca leggera. Tutto già testato in allenamento su uscite lunghe.
- Allenamento: preparate non solo la distanza, ma la gestione della notte, del sonno e dei ristori. Le gambe fanno il loro lavoro, ma è la testa che decide se la corsa resta fluida o si spezza.
Ultimo pensiero prima del plan d’entraînement
Run The Tuscany Islands è una corsa in cui il cronometro non è l’unico protagonista. C’è il mare, ci sono le isole, ci siete voi. Il vostro plan d’entraînement nascerà da queste informazioni: meteo, terreno, dislivelli reali, logistica, materiale. Pensatelo come un piccolo viaggio preparatorio. Ogni uscita che farete prima del tour sarà un passo verso quelle mattine sui traghetti, quei sentieri con il vento sulla faccia, quelle notti in cui la frontale illuminerà solo qualche metro davanti a voi, ma la memoria abbraccerà molto di più.
Meteo prevista il giorno della gara a Campo Nell'elba
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Domande e risposte
La Run The Tuscany Islands 2026 si svolge il 24 settembre e fa scoprire Portoferraio e le isole della Toscana, con un traccia principalmente asfaltata e tratti panoramici sul mare. Le distances e il dislivello sono pensati per essere accessibili a runner con esperienza base, ma restano impegnativi per via dei saliscendi tipici dell’Elba. Votre préparation doit donc inclure uscite collinari e lavoro su ritmo in salita e discesa, pour être à l’aise sur le profil vallonné il giorno della gara.
La difficoltà della Run The Tuscany Islands è moderata: non è una gara estrema, ma il terreno collinare e le possibili temperature miti di fine settembre richiedono una buona base aerobica. È ideale per runner che hanno già corso almeno una 10 km o mezza maratona e vogliono vivere un’esperienza panoramica tra Elba, Capraia e Pianosa. Per arrivare sereni, puntate a correre regolarmente 3–4 volte a settimana nelle 8–10 settimane prima della gara, con una progressione controllata dei carichi.
Per gestire bene il passo sulla Run The Tuscany Islands, lavorate su un ritmo leggermente più lento del vostro ritmo gara su 10 km, così da poter affrontare i saliscendi senza andare in affanno. Votre plan devrait combiner: una uscita lunga settimanale per la resistenza, una seduta di ripetute o fartlek per la velocità controllata, e una corsa collinare per abituarsi al dislivello. Simulate il profilo della gara negli ultimi 3–4 allenamenti chiave, con tratti in salita seguiti da discese a ritmo gara.
Sulla Run The Tuscany Islands sono previsti ristori regolari con acqua e snack energetici, pensati per sostenere i runner lungo l’itinerario turistico tra Portoferraio e le isole. Conviene comunque portare una borraccia morbida o cintura portaborraccia, qualche gel o barretta che avete già testato in allenamento e, per chi è più lento, un piccolo antivento leggero. Scegliete scarpe da corsa ammortizzate adatte ad asfalto e qualche tratto più irregolare, e vestiti traspiranti adatti alla temperatura di fine settembre.
Per prepararvi alla Run The Tuscany Islands avete a disposizione due piani personalizzati Preparun. Il Starter Run è un piano gratuito, ideale per iniziare una preparazione structurata, creare l’abitudine alle uscite e arrivare alla gara con una buona base. La Finisher Line è un piano completo e a pagamento, pensato per arrivare pronti il giorno J: integra lavoro su ritmo, dislivello e gestione della fatica, adattato alle distances e al profilo altimetrico della corsa. Entrambi sono personalizzati secondo età, livello, obiettivo e numero di uscite settimanali. Vi invitiamo a creare subito il vostro piano su preparun.com per costruire una preparazione su misura fino alla linea di partenza.
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Su Run The Tuscany Islands, tra Elba, Capraia e Pianosa, rientra in gioco la preparazione vera: tappe ravvicinate, terreni diversi, orari di partenza particolari. Pour affrontare al meglio questi giorni di corsa nel cuore del Mediterraneo, un plan d'entraînement mirato fa tutta la differenza: gestione dei ritmi, energia che dura, gambe lucide fino all'ultimo chilometro. Sur Preparun, costruisons ensemble un programma personalizzato, adapté à votre niveau, à vos objectifs et au nombre de séances dont vous disposez, per vivere questo tour come un viaggio pienamente riuscito, non come una lotta contro la fatigue.
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