Elba Legend Run – Capoliveri

Elba Legend Run

Capoliveri (57031) 4 ottobre 2026 Trail
Partenza tra
J−8

Informazioni sulla gara

Elba Legend Run propone 3 gare da 13 a 65 km, il 4 ottobre 2026 a Capoliveri.

Informazioni chiave sulle gare di Elba Legend Run
Gara Distanza Dislivello Altitudine Partenza
13 km 13 km +381 m / −387 m 6 – 304 m
25 km 25 km +808 m / −805 m 6 – 312 m
65 km 65 km +2.435 m / −2.446 m 2 – 500 m

Il percorso dell’Elba Legend Run

Elba Legend Run è una gara di trail running con partenza e arrivo a Capoliveri, all’Isola d’Elba, in Toscana. La manifestazione propone tre distanze competitive: 13 km, 25 km e 65 km, tutte con partenza domenica 4 ottobre alle 6:00 per le 65 km e con sviluppo sui sentieri del versante orientale dell’isola. Il sito ufficiale presenta la gara come un invito a scoprire “suggestive panorami e nuovi percorsi fino alla celebre GTE”, la Grande Traversata Elbana, segno di un terreno tecnico, naturale e molto vario.

Il contesto conta molto. Capoliveri è il centro della manifestazione, con village, partenze e arrivi. Per la 13 km la partenza è al Museo delle Miniere, con navetta gratuita da Capoliveri; per la 25 km e la 65 km il via è da Capoliveri. Questo dettaglio dice già molto sulla gara: non è una semplice corsa su strada, ma una prova da preparare con attenzione, soprattutto se volete arrivare bene nelle fasi di salita e discesa.

Le informazioni ufficiali indicano inoltre un tempo massimo di 14 ore per la 65 km, 5 ore per la 25 km e 4 ore per la 13 km. Ci sono anche ristori: 2 sulla 25 km, 1 punto acqua sulla 13 km e ristoro finale sulla 65 km. Sono dettagli preziosi per impostare la vostra strategia di gara, soprattutto se correrete con caldo, fatica accumulata e gestione dei liquidi da pianificare bene.

Elba Legend Run si corre su terreno trail, con sentieri, dislivello e tratti che chiedono attenzione al ritmo e alla tecnica. Per questo la preparazione deve includere corsa in salita, discese controllate, forza generale e un lavoro specifico sulla durata dello sforzo. Un plan d’entraînement ben costruito vi aiuta a non arrivare affaticati già nei primi passaggi impegnativi, e vi permette di correre più regolari dal primo all’ultimo tratto.

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Creo il mio piano

Se state preparando l’Elba Legend Run, il primo obiettivo non è spingere forte in ogni uscita, ma arrivare pronti a gestire il profilo del percorso. Inserite nel vostro plan d’entraînement un’uscita lunga settimanale, un lavoro di salita, una seduta di tecnica in discesa e un richiamo di forza per gambe e core. Per la 65 km, costruite anche la resistenza mentale: imparare a correre “facili” quando tutto invita a forzare è spesso la vera differenza.

Per la 25 km, il punto chiave è la continuità. Servono gambe capaci di salire senza andare in debito e di scendere senza irrigidirsi. Per la 13 km, invece, la sfida è correre brillante ma controllati, senza farvi sorprendere dal terreno. In tutti i casi, meglio costruire passo dopo passo che arrivare con settimane troppo dure e poco recupero.

Materiale e alimentazione vanno provati prima. Scarpe da trail con buona aderenza, zaino o cintura se prevista, borraccia o soft flask, cappellino e gestione dei sali: tutto va testato in allenamento. La regola è semplice. In gara non si scopre nulla.

Un dettaglio utile: il programma ufficiale prevede ritiro pettorali e briefing a Capoliveri il giorno prima, e per le 13 km e 25 km è possibile ritirare il pettorale anche la mattina della gara tra le 7:00 e le 8:30. Organizzatevi con calma, soprattutto se vi serve la navetta per la 13 km.

Nutrizione in gara

Il giorno J, la tua alimentazione fa la differenza.

Prima, durante e dopo la gara: un piano alimentare personalizzato è disponibile in aggiunta al tuo piano d'allenamento.

Come preparare l’Elba Legend Run

Per affrontare bene questa gara, il vostro allenamento dovrebbe toccare quattro punti.

  • Salite: ripetute brevi e medie, ma anche salite lunghe a ritmo regolare.
  • Discese: lavoro di controllo, cadenza e appoggio, senza frenare troppo con i quadricipiti.
  • Resistenza: uscite lunghe e progressioni finali per tenere la lucidità quando la fatica sale.
  • Forza: squat, affondi, polpacci, core e stabilità caviglia-anca.

Se puntate ai 65 km, il vostro plan d’entraînement deve includere blocchi di volume progressivo e almeno qualche uscita su terreno simile al trail. Se correte i 25 km, lavorate soprattutto sulla soglia di fatica e sulla capacità di rilanciare dopo ogni salita. Se avete scelto i 13 km, concentratevi su brillantezza, tecnica e ritmo costante.

Un errore frequente è partire troppo forte nei primi chilometri corribili. Su un percorso come quello di Capoliveri, la prudenza iniziale paga quasi sempre. Meglio salire regolari, respirare bene e conservare un margine per la parte finale. In trail, la gara si costruisce spesso quando le gambe cominciano a chiedere conto.

Per gli ultimi dieci giorni, alleggerite il carico. Mantenete qualche richiamo di ritmo, ma lasciate spazio al recupero. Arrivare freschi vale più di una seduta in più.

Info pratiche per la gara

  • Luogo: Capoliveri, Isola d’Elba, Toscana.
  • Data: domenica 4 ottobre 2026.
  • Partenze: 65 km alle 6:00, 25 km alle 9:00, 13 km alle 9:30.
  • Tempi massimi: 14 ore per la 65 km, 5 ore per la 25 km, 4 ore per la 13 km.
  • Ristori: 2 sulla 25 km, 1 punto acqua sulla 13 km, ristoro finale sulla 65 km.
  • Navetta: gratuita da Capoliveri per la partenza della 13 km.

Per seguire gli aggiornamenti ufficiali, potete consultare il sito della gara e la pagina programma: Elba Legend Run e Elba Legend Run.

Se preparate bene la vostra gara, l’Elba vi regalerà una giornata intensa, tecnica e luminosa, con Capoliveri e i sentieri dell’isola come cornice preziosa.

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Percorsi delle diverse distanze

Tracciato GPS e profilo altimetrico
13 km
25 km
65 km

Percorso dettagliato Elba Legend Run - 13 km

Dislivello positivo 381 m
Dislivello negativo 387 m
Altitudine minima 6 m
Altitudine massima 304 m

Elba Legend Run 13 km: un percorso punto a punto che alterna discese decise e salite costanti, con 381 m di dislivello positivo e 387 m negativo. Un viaggio tra sentieri facili e panorami che restano impressi.

Profilo generale

  • Distanza reale: 13,5 km
  • Dislivello positivo: 381 m
  • Dislivello negativo: 387 m
  • Altitudine minima: 6 m
  • Altitudine massima: 304 m
  • Terreno: 5% su strada o sentiero con fondo compatto, 95% su sentiero o sterrato (gravel, ground, compacted, unpaved, dirt, fine_gravel)
  • Difficoltà tecnica: sentiero escursionistico facile
  • Forma del percorso: punto a punto

Luoghi attraversati e punti di riferimento

  • Partenza da Capoliveri (km 0)
  • Al km 6, raggiungete il sommet Poggio Polveraio (304 m)
  • Al km 7,8, toccate il sommet Poggio Fino (307 m)
  • Arrivo al punto panoramico Bellavista (km 13,5)

Côte principali: dove gestire e dove lasciar andare

  • Discesa iniziale (km 0,0–2,8): 2,8 km, -164 m, pendenza media 5,9%, max 16,9%. Attenzione a non lasciarsi trasportare troppo: le gambe fresche invitano a spingere, ma serve controllo per non affaticare i quadricipiti.
  • Salita principale (km 2,8–6,8): 4,0 km, +297 m, pendenza media 7,4%, max 16,5%. Qui si costruisce la gara, passo regolare, respirazione controllata. Meglio non inseguire chi parte forte: la salita è lunga e costante.
  • Discesa centrale (km 6,8–10,2): 3,4 km, -109 m, pendenza media 3,2%, max 8,9%. Ottima per recuperare, ma senza perdere concentrazione sul fondo.
  • Discesa finale (km 11,8–13,5): 1,7 km, -66 m, pendenza media 3,8%, max 10,4%. Ultimo tratto per lasciar andare le gambe, ma attenzione alla stanchezza: mantenete la tecnica fino all’arrivo.

Il percorso, tronco per tronco

Troncone 1 — km 0,0–2,3

Discesa su sentiero, D+ 10 m, D- 157 m, altitudine 22–171 m. Le gambe sono fresche, ma la pendenza si fa sentire. Meglio controllare il ritmo, evitare falcate troppo lunghe. Il fondo sterrato richiede attenzione: piccoli passi, sguardo avanti.

Troncone 2 — km 2,3–4,5

Salita su sentiero, D+ 116 m, D- 21 m, altitudine 6–118 m. Qui inizia la vera fatica. Serve costanza, passo corto e regolare. Non abbiate fretta: la salita è progressiva, meglio costruire passo dopo passo.

Troncone 3 — km 4,5–6,8

Salita su sentiero, D+ 183 m, D- 0 m, altitudine 118–301 m. Il tratto più impegnativo. La pendenza aumenta, il fiato si fa corto. Concentratevi sulla respirazione, alternate corsa e camminata se serve. Qui si decide la seconda parte della gara.

Troncone 4 — km 6,8–9,0

Discesa su sentiero, D+ 7 m, D- 63 m, altitudine 242–304 m. Dopo la fatica della salita, arriva il sollievo. Ma la discesa non è banale: attenzione al fondo, mantenete il controllo. Approfittate per sciogliere le gambe.

Troncone 5 — km 9,0–11,3

Tratto vallonato su sentiero, D+ 57 m, D- 73 m, altitudine 194–243 m. Qui la regolarità paga. Le gambe sentono la fatica, ma il profilo misto permette di alternare sforzo e recupero. Gestite le energie, mantenete il focus.

Troncone 6 — km 11,3–13,5

Discesa su sentiero, D+ 6 m, D- 68 m, altitudine 164–231 m. Ultimi chilometri, la testa conta più delle gambe. Non lasciatevi prendere dalla fretta, ma godetevi il panorama verso Bellavista. Arrivate in fondo con lucidità, senza rischiare.

Consigli finali

  • Costruite la vostra gara passo dopo passo. Non tutto subito, ma regolarità e attenzione.
  • Il fondo sterrato richiede concentrazione: meglio prevenire che curare una storta.
  • Ascoltate il vostro corpo, soprattutto nelle salite lunghe e nelle discese ripide.
  • Equilibrate allenamenti e recupero con la vita lavorativa: la costanza vince sulla fretta.

Redatto a partire dal GPX e dai dati di OpenStreetMap

Percorso dettagliato Elba Legend Run - 25 km

Dislivello positivo 808 m
Dislivello negativo 805 m
Altitudine minima 6 m
Altitudine massima 312 m

Elba Legend Run 25 km: una sfida ad anello tra sentieri di montagna e panorami indimenticabili

26,2 km di percorso ad anello, con 808 m di dislivello positivo e 805 m di dislivello negativo. Un viaggio che alterna salite impegnative e discese tecniche, quasi interamente su sentiero di montagna.

Profilo generale

  • Distanza reale: 26,2 km
  • Dislivello positivo: 808 m
  • Dislivello negativo: 805 m
  • Altitudine minima: 6 m
  • Altitudine massima: 312 m
  • Forma del percorso: anello
  • Terreno: 11% su strada o sentiero con fondo compatto, 89% su sentiero o strada non asfaltata (ground, unpaved, gravel)
  • Difficoltà tecnica: sentiero di montagna

La gestione dell’impegno è fondamentale. Il terreno richiede attenzione costante: la regolarità conta più della velocità. Costruite la vostra gara passo dopo passo, senza lasciarvi trascinare dall’entusiasmo iniziale.

Luoghi attraversati e punti di riferimento

  • km 0: Capoliveri
  • km 0: punto panoramico “Bellavista”
  • km 14,8: cima “Poggio Polveraio” (304 m)
  • km 18,3: cima “Poggio Turco” (171 m)
  • km 20,3: cima “Poggio Fino” (307 m)

Ogni punto di riferimento è un traguardo intermedio. Usateli per scandire il ritmo e valutare le energie residue.

Côte principali: dove gestire, dove spingere

  • Salita dal km 0,0 al km 1,3: 1,3 km, +147 m, pendenza media 11,5%, max 21,3%.
    Partenza subito impegnativa. Non lasciatevi prendere dalla foga: mantenete un passo controllato, respirazione regolare. Qui si rischia di bruciare energie preziose.
  • Discesa dal km 1,3 al km 3,7: 2,4 km, -131 m, pendenza media 5,4%, max 24,5%.
    Discesa tecnica. Piede sicuro, attenzione al fondo. Recuperate senza forzare.
  • Discesa dal km 5,8 al km 9,9: 4,1 km, -219 m, pendenza media 5,4%, max 16,7%.
    Discesa lunga. Sciogliete le gambe, ma non perdete concentrazione. Qui si può guadagnare tempo, ma senza rischiare infortuni.
  • Salita dal km 9,9 al km 15,5: 5,6 km, +278 m, pendenza media 5,0%, max 11,6%.
    Salita progressiva. Gestite lo sforzo, dividete la salita in piccoli obiettivi. La regolarità è la chiave.
  • Discesa dal km 15,5 al km 17,4: 1,9 km, -201 m, pendenza media 10,7%, max 22,1%.
    Discesa ripida. Attenzione alle articolazioni. Usate la discesa per recuperare, ma senza rilassarvi troppo.
  • Salita dal km 17,4 al km 20,4: 3,0 km, +205 m, pendenza media 6,8%, max 20,4% — cima “Poggio Fino” (307 m).
    Ultima vera salita. Qui si decide la gara. Salite con costanza, ascoltate il corpo. Non è il momento di strafare.
  • Discesa dal km 20,4 al km 22,9: 2,5 km, -93 m, pendenza media 3,8%, max 8,9%.
    Discesa più dolce. Sciogliete la fatica, preparatevi mentalmente all’ultimo tratto.
  • Discesa dal km 24,5 al km 26,2: 1,7 km, -66 m, pendenza media 3,8%, max 10,4%.
    Ultima discesa. Mantenete la concentrazione fino all’arrivo.

Il percorso, troncone per troncone

  • Troncone 1 — km 0,0 a km 4,4 (4,4 km): D+ 180 m, D- 148 m, altitudine 164–312 m, profilo vallonato, sentiero.
    Partenza subito impegnativa. La prima salita mette alla prova. Non forzate: trovate il vostro ritmo. Il terreno di montagna richiede attenzione ai passi e alla postura.
  • Troncone 2 — km 4,4 a km 8,7 (4,4 km): D+ 64 m, D- 210 m, altitudine 49–232 m, discesa, sentiero.
    Discesa lunga e tecnica. Qui si recupera, ma senza abbassare la guardia. Piede sicuro, sguardo avanti. Evitate movimenti bruschi.
  • Troncone 3 — km 8,7 a km 13,1 (4,4 km): D+ 190 m, D- 60 m, altitudine 6–183 m, salita, sentiero.
    Salita costante. Respirazione profonda, passo corto. Non cercate il tempo, ma la regolarità. Qui si costruisce la seconda parte della gara.
  • Troncone 4 — km 13,1 a km 17,5 (4,4 km): D+ 107 m, D- 206 m, altitudine 83–285 m, discesa, sentiero.
    Discesa impegnativa, alternata a brevi tratti in salita. Attenzione alla fatica accumulata. Mantenete la concentrazione, soprattutto nei cambi di pendenza.
  • Troncone 5 — km 17,5 a km 21,8 (4,4 km): D+ 205 m, D- 49 m, altitudine 84–288 m, salita, sentiero.
    Ultima grande salita. Qui la testa conta quanto le gambe. Dividete la salita in segmenti, fissate piccoli obiettivi. Non lasciatevi abbattere dalla fatica.
  • Troncone 6 — km 21,8 a km 26,2 (4,4 km): D+ 59 m, D- 131 m, altitudine 164–240 m, discesa, sentiero.
    Ultimi chilometri. La discesa aiuta, ma la stanchezza si fa sentire. Restate lucidi, mantenete la tecnica. Pensate all’arrivo, ma non abbassate la guardia.

La chiave è la costanza. Non cercate la prestazione assoluta, ma la gestione intelligente dell’impegno. Ogni tratto ha la sua storia: ascoltate il vostro corpo, adattate il passo, proteggetevi dagli infortuni. La preparazione si costruisce giorno dopo giorno, in equilibrio con il lavoro e la vita quotidiana. L’Elba Legend Run vi aspetta: affrontatela con rispetto e determinazione.

Redatto a partire dal GPX e dai dati di OpenStreetMap

Percorso dettagliato Elba Legend Run - 65 km

Dislivello positivo 2.435 m
Dislivello negativo 2.446 m
Altitudine minima 2 m
Altitudine massima 500 m

Elba Legend Run 65 km: una sfida ad anello tra mare e montagna

63,8 km di sentieri impegnativi, 2435 m di dislivello positivo, una vera avventura in forma di boucle sull’Isola d’Elba. Un percorso che richiede pianificazione, regolarità e attenzione costante all’equilibrio tra fatica e recupero.

Profilo generale

  • Distanza reale: 63,8 km
  • Dislivello positivo: 2435 m
  • Dislivello negativo: 2446 m
  • Altitudine minima: 2 m
  • Altitudine massima: 500 m
  • Terreno: 11% su strada o percorso asfaltato, 89% su sentiero o sterrato (ground, gravel, unpaved, asphalt, dirt, sett)
  • Difficoltà tecnica: sentiero di montagna esigente

La varietà del terreno impone di costruire passo dopo passo la propria gara. Non lasciatevi ingannare dai tratti più semplici: la vera sfida è nella gestione dell’energia e nella prevenzione degli infortuni.

Luoghi attraversati e punti di riferimento

  • Partenza da Capoliveri (km 0)
  • Punto panoramico Bellavista (km 0,1)
  • Porto Azzurro (km 26,5)
  • Rio (km 36,5)
  • Rio Marina (km 41,8)
  • Rio nell'Elba (km 46,2)
  • Nisporto (km 50)
  • Portoferraio (km 54,1)
  • Arrivo a Capoliveri (km 63,8)
  • Poggio Polveraio (304 m, km 14,8)
  • Poggio Fino (307 m, km 16,7)
  • Colle Aia di Cacio (302 m, km 47,5)
  • Monte Strega (427 m, km 48)
  • Passo del Croce (342 m, km 49)
  • Monte Garbare (173 m, km 53,1)
  • Volterraio (394 m, km 54,6)
  • Cima del Monte (515 m, km 56,2)
  • Monte Castello (389 m, km 57,8)
  • Punti d’acqua: km 28, km 39,5, km 45,7, km 45,8, km 47

Segnatevi i punti d’acqua: sono preziosi per mantenere l’idratazione, soprattutto nei tratti più tecnici e assolati.

Côte principali: dove gestire, dove spingere

  • Discesa dal km 5,9 al km 10,0 (4,1 km): -219 m, pendenza media 5,4%, max 16,7%.
    Attenzione alle gambe: non lasciatevi andare troppo, proteggete le articolazioni.
  • Salita dal km 10,0 al km 15,6 (5,6 km): +297 m, pendenza media 5,3%, max 11,6%.
    Qui si costruisce il ritmo: salite regolari, respirazione controllata, non bruciate energie.
  • Discesa dal km 15,6 al km 19,9 (4,2 km): -292 m, pendenza media 6,9%, max 20,6%.
    Fate attenzione ai tratti ripidi, mantenete la concentrazione.
  • Salita dal km 39,5 al km 43,6 (4,1 km): +270 m, pendenza media 6,5%, max 20,6%.
    Qui la fatica si fa sentire: passo corto, ritmo costante, ascoltate il corpo.
  • Salita dal km 45,5 al km 48,0 (2,5 km): +255 m, pendenza media 10,3%, max 31,7% — Colle Aia di Cacio (302 m).
    Tratto molto impegnativo: non abbiate paura di camminare, risparmiate energie per il finale.
  • Discesa dal km 48,0 al km 52,4 (4,4 km): -401 m, pendenza media 9,1%, max 18,5% — dal Colle Aia di Cacio.
    Discesa tecnica: attenzione ai piedi, mantenete il controllo.
  • Salita dal km 52,4 al km 54,3 (1,9 km): +284 m, pendenza media 15,0%, max 25,1% — cima Volterraio (394 m).
    Qui si decide la gara: chi ha gestito bene l’energia può ancora spingere, ma senza strafare.
  • Discesa dal km 56,3 al km 62,0 (5,7 km): -495 m, pendenza media 8,6%, max 20,6% — da Cima del Monte (515 m).
    Ultima lunga discesa: attenzione alla stanchezza, mantenete lucidità fino all’arrivo.

Il percorso, troncone per troncone

Troncone 1 — km 0,0 a km 10,6
  • D+ 270 m, D- 407 m
  • Altitudine 6–312 m
  • Profilo vallonato, sentiero

L’inizio è un susseguirsi di salite e discese. Non partite troppo forte. Lasciate che il corpo si adatti al terreno. La discesa tra km 5,9 e km 10,0 può essere insidiosa: attenzione ai passi, proteggete le ginocchia.

Troncone 2 — km 10,6 a km 21,3
  • D+ 324 m, D- 321 m
  • Altitudine 11–304 m
  • Profilo vallonato, sentiero

Qui si alternano salite e discese, con la lunga ascesa dal km 10,0 al km 15,6. Costruite il vostro ritmo, senza fretta. La discesa successiva è tecnica: mantenete la concentrazione, soprattutto nei tratti più ripidi.

Troncone 3 — km 21,3 a km 31,9
  • D+ 306 m, D- 287 m
  • Altitudine 2–86 m
  • Profilo vallonato, sentiero

Si scende verso il livello del mare. Il terreno resta impegnativo. Approfittate dei tratti più facili per recuperare, ma senza abbassare la guardia. L’idratazione è fondamentale: il primo punto d’acqua è al km 28.

Troncone 4 — km 31,9 a km 42,6
  • D+ 458 m, D- 316 m
  • Altitudine 9–200 m
  • Profilo vallonato, sentiero

Qui la fatica si accumula. La salita dal km 39,5 al km 43,6 è impegnativa, con pendenze importanti. Gestite le energie, sfruttate i punti d’acqua tra km 39,5 e km 47. Non abbiate paura di rallentare: la regolarità paga.

Troncone 5 — km 42,6 a km 53,2
  • D+ 413 m, D- 531 m
  • Altitudine 18–420 m
  • Profilo vallonato, sentiero

Salita dura verso il Colle Aia di Cacio (km 47,5) e Monte Strega (km 48). Pendenze fino al 31,7%. Non esitate a camminare nei tratti più ripidi. La lunga discesa successiva richiede attenzione: piedi stabili, mente lucida.

Troncone 6 — km 53,2 a km 63,8
  • D+ 658 m, D- 586 m
  • Altitudine 3–500 m
  • Profilo vallonato, sentiero

Il finale è una vera prova di resistenza. Salita ripida verso Volterraio (km 54,6) e Cima del Monte (km 56,2), poi lunga discesa fino a Capoliveri. Qui si decide tutto: chi ha gestito bene l’impegno può ancora guadagnare. Non rischiate, ascoltate il vostro corpo. L’arrivo è vicino, ma la concentrazione resta fondamentale.

Consigli finali

  • Costruite la vostra gara passo dopo passo.
  • Non sottovalutate la difficoltà tecnica dei sentieri.
  • Programmate le pause e sfruttate i punti d’acqua.
  • Alternate corsa e camminata nelle salite più dure.
  • Prevenite gli infortuni ascoltando i segnali del corpo.
  • Bilanciate allenamenti, recupero e vita lavorativa: la regolarità è la chiave.

L’Elba Legend Run è una sfida che si vince con testa e cuore. Ogni chilometro è un passo verso la vostra leggenda personale.

Redatto a partire dal GPX e dai dati di OpenStreetMap

Buono a sapersi

Indicazioni utili per preparare l’Elba Legend Run

  • Terreno molto tecnico: aspettatevi sentieri stretti, fondo irregolare e tratti da trail vero, soprattutto sul versante orientale dell’isola e nell’area del Monte Calamita. La parte bassa e i passaggi minerari possono essere secchi, sassosi e ruvidi sotto il piede.
  • Dislivello impegnativo: la distanza più lunga è la 65 km con D+ 2435 m. È una gara che chiede resistenza in salita, economia di corsa e capacità di scendere senza distruggere le gambe.[user]
  • Le due gare corte non sono “facili”: la 13 km ha D+ 600 m e la 25 km ha anch’essa un profilo da trail deciso, con passaggi che richiedono forza e controllo, non solo velocità.[user]
  • Partenze e arrivi a Capoliveri: il centro gara è nel paese, mentre la 13 km parte dal Museo delle Miniere. Per quella distanza è previsto un servizio navetta gratuito verso la partenza.
  • Rifornimenti da conoscere: la 13 km prevede 1 punto acqua, la 25 km 2 ristori, e la 65 km almeno un ristoro finale confermato nel testo pubblicato. Su distanze così, conviene comunque arrivare pronti a gestire con autonomia liquidi ed energia tra un passaggio e l’altro.[user]
  • Tempo massimo: 4 ore per la 13 km, 5 ore per la 25 km, 14 ore per la 65 km. Questo dice chiaramente che non basta “andare forte”: serve una gestione lucida del ritmo.[user]

Materiale da prevedere con attenzione

  • Scarpe da trail con grip serio: il terreno può cambiare molto tra rocce, sterrato, sentiero battuto e tratti più sciolti. Una suola aggressiva è un vero vantaggio.
  • Protezione del piede: puntale ben difeso e tomaia stabile aiutano nei tratti minerari e sulle pietraie. Meglio una scarpa precisa che una scarpa “morbida ma instabile”.
  • Gestione del carico: per la 25 km e soprattutto per la 65 km, è utile pensare a soft flask o sistema di idratazione se compatibile con l’equipaggiamento consentito. Le salite lunghe e il terreno esposto consumano molto.[user]
  • Abbigliamento versatile: l’ambiente è costiero ma il trail è esposto e variabile. Portate capi tecnici leggeri, con strati facili da togliere o mettere se le condizioni cambiano.
  • Dettagli che fanno la differenza: cappellino, occhiali, crema solare e sali. Su un’isola, e su percorsi aperti, il sole e il vento si sentono eccome.

Come adattare la preparazione alle tre distanze

  • 13 km: lavoro di brillantezza, tecnica in discesa e capacità di spingere in salita senza andare in acido. La gara sembra corta, ma il dislivello la rende molto più esigente di una corsa veloce su strada.[user]
  • 25 km: qui conta la continuità. Serve tenere un passo regolare, salire senza strappi e scendere senza irrigidire i quadricipiti. È la distanza in cui la gestione pesa tantissimo.[user]
  • 65 km: l’obiettivo è la tenuta. Servono fondo, forza resistente, alimentazione provata in allenamento e abitudine a correre anche quando le gambe non sono più “pulite”. Il D+ importante rende ancora più decisiva la capacità di recuperare camminando forte e correndo bene nei tratti corribili.[user]

Perché questa gara va preparata con precisione

  • Il contesto è bello, ma non permissivo: miniere, promontorio, sentieri del versante orientale e tratti della GTE creano una gara varia, mai banale.
  • La tecnica vale quanto il motore: nei passaggi sconnessi, saper appoggiare bene il piede e leggere il terreno risparmia energie preziose.
  • La fatica arriva presto se si parte troppo forte: soprattutto su 25 km e 65 km, il rischio è di pagare caro i primi tratti corribili. Meglio restare disciplinati, anche quando l’adrenalina sale.

Informationi pratiche da tenere a mente

Prova Caratteristiche utili Impatti sulla preparazione
13 km D+ 600 m, 1 punto acqua, partenza dal Museo delle Miniere, navetta gratuita Velocità controllata, tecnica, scarpe stabili, gestione dell’andatura in salita
25 km 2 ristori, percorso trail sul promontorio di Capoliveri Resistenza di media durata, alimentazione da testare, discese efficienti
65 km D+ 2435 m, tempo massimo 14 ore, ristoro finale confermato nel testo pubblicato Fondo, forza resistente, strategia di idratazione, capacità di tenere lucidità a lungo

Meteo prevista il giorno della gara a Capoliveri

Sulla base degli ultimi 10 anni (medie 2016–2025)
🌧️
Pioggia
il più frequente
21°
Max. media
estremo 26°
17°
Min. media
estremo 13°
22 km/h
Vento medio
raffiche 89
Storico del meteo del 4 ottobre da 10 anni
🌤️ 22° 2016
☁️ 22° 2017
🌤️ 24° 2018
☁️ 19° 2019
🌧️ 20° 2020
🌧️ 22° 2021
☁️ 22° 2022
☁️ 24° 2023
🌧️ 18° 2024
🌤️ 19° 2025
Dati meteo: Open-Meteo / ERA5

Stima il tuo tempo di gara

In base al tuo ritmo obiettivo, ecco come si svolgerà la tua gara
Ritmo 5:00 min/km
3:00 · Veloce 8:00 · Lento
Tempo stimato
50:00
Velocità
12,0 km/h
Ritmo moderato · Mantieni questo ritmo fino al traguardo con un piano di allenamento personalizzato

Domande e risposte

L’Elba Legend Run propone tre livelli di impegno: 13 km con 600 m di dislivello positivo, percorso in linea dal Museo delle Miniere a Capoliveri; 25 km con 1.150 m D+, ad anello sul promontorio di Capoliveri; 65 km con 3.000 m D+, da Capoliveri verso Rio, il Volterraio e i sentieri della GTE. La 13 km è accessibile ma non pianeggiante, la 25 km richiede esperienza sui sentieri di montagna, mentre la 65 km è un trail esigente, con discese tecniche e forte dislivello.

Per il piano di allenamento Elba Legend Run, inserite ogni settimana un’uscita lunga, salite a ritmo regolare, discese tecniche e lavoro di forza per gambe, polpacci, core e stabilità di caviglie e anche. In gara partite prudenti: sulle salite usate il passo quando la pendenza aumenta, mentre in discesa privilegiate cadenza, appoggio preciso e controllo. Sulla 65 km allenate anche la corsa con gambe affaticate e aumentate il volume per blocchi progressivi. Prevedete un alleggerimento del carico negli ultimi dieci giorni, mantenendo brevi richiami di ritmo.

La 13 km prevede un punto acqua, la 25 km due ristori e la 65 km cinque ristori. Organizzatevi comunque in semi-autosufficienza: provate in allenamento gel, barrette, sali e quantità di liquidi, senza introdurre prodotti nuovi in gara. Per il materiale, scegliete scarpe da trail con grip e protezione del piede, abbigliamento tecnico leggero, strati adattabili, cappellino, occhiali e crema solare. Portate borraccia o soft flask e testate ogni elemento. Verificate il regolamento 2026 per l’elenco definitivo del materiale obbligatorio.

Il punto logistico principale è Capoliveri, sede del village, degli arrivi e delle partenze di 25 e 65 km. La 13 km parte dal Museo delle Miniere e si raggiunge con una navetta gratuita da Capoliveri: prenotate il posto durante l’iscrizione e considerate il trasferimento nella vostra organizzazione pre-gara. Il programma pubblicato prevede il ritiro pettorali al village e una finestra dedicata la mattina per 13 e 25 km. Controllate sempre il programma ufficiale e gli eventuali aggiornamenti prima di definire viaggio e alloggio.

Su preparun.com potete creare due percorsi di preparazione per l’Elba Legend Run. Lo Starter Run è il piano gratuito, ideale per iniziare a costruire con gradualità resistenza, forza e confidenza con salite e discese. La Finisher Line è il piano completo e a pagamento, pensato per arrivare pronti al giorno della gara con una progressione più strutturata. Entrambi sono personalizzati in base a età, livello, obiettivo e numero di uscite settimanali, e adattati alla distanza e al dislivello scelti. Create il vostro piano su preparun.com.

Prepara la tua gara in 7 domande

Elba Legend Run si prepara con cura. Sull’Isola d’Elba, i sentieri possono chiedere molto più di quanto dicano i chilometri. Se avete già il pettorale, il passo giusto è costruire una preparazione progressiva, con un plan d’allenamento che lavori su salita, discesa e gestione dello sforzo. La buona notizia è che questa gara vi premia se arrivate ordinati, lucidi e resistenti. Con il giusto lavoro, i 13 km, i 25 km o i 65 km diventano una sfida chiara e accessibile.

Piano personalizzato per

Elba Legend Run

Passaggio 1 / 9 Gara

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Lorenzo Conti

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Lorenzo Conti corre da oltre quindici anni e viene dal mondo della corsa su strada. Ha iniziato a correre per gestire lo stress del lavoro e…... continua a leggere
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Jules Patrick Maria Laurene
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