San Francesco Marathon – Assisi

San Francesco Marathon

Assisi (06081) 22 novembre 2026 Corsa
Partenza tra
J−123

Informazioni sulla gara

San Francesco Marathon propone 3 gare da 10 a 42 km, il 22 novembre 2026 a Assisi.

Informazioni chiave sulle gare di San Francesco Marathon
Gara Distanza Partenza
10 km 10 km
21 km 21 km
42 km 42 km

Ci sono gare che si corrono con le gambe, e altre che, prima ancora, si preparano con la testa. La San Francesco Marathon del 22 novembre 2026 appartiene a questa seconda categoria: una corsa su strada immersa nella storia e nella spiritualità di Assisi, pensata per essere scorrevole, ma che va rispettata nella sua intera distanza.

Correre da Santa Maria degli Angeli verso Bastia Umbra e Spello, e poi tornare, significa accettare un dialogo lungo con il proprio passo. Significa anche arrivare alla partenza delle 9:15 con una preparazione costruita nel tempo, dove ogni uscita ha avuto un senso.

San Francesco Marathon 2026: il percorso e le sue sensazioni

La San Francesco Marathon si disputa su un percorso di corsa su strada che attraversa il territorio assisano, alternando tratti urbani e extraurbani tra Assisi, Bastia Umbra e Spello. L’asfalto è protagonista, ma l’ambiente è quello morbido e rurale dell’Umbria: campi, filari, scorci sulla Basilica e sui borghi che punteggiano il profilo delle colline.

Secondo le informazioni ufficiali, la manifestazione propone tre distanze competitive: la maratona 42 km, la mezza maratona 21 km e la 10 km, tutte con partenza prevista intorno alle 9:15 da Santa Maria degli Angeli. Il percorso è descritto come continuo e scorrevole, pensato per diversi livelli di preparazione, con un tracciato omologato FIDAL per garantire misurazioni precise e condizioni di gara regolari.

La maratona viene presentata come “42 km di bellezza, da Santa Maria a Spello e ritorno”. La mezza maratona come “21 km di natura, la distanza perfetta”. La 10 km, infine, è una corsa intensa e raccolta, ideale per chi vuole spingere il ritmo e vivere l’atmosfera senza affrontare la lunga distanza.

Il profilo altimetrico ufficiale non è dettagliato nei documenti pubblici, ma la gara è progettata come prova su strada scorrevole, con un percorso adatto anche a chi punta al proprio miglior tempo sulla distanza. Questo significa leggere la gara come un lungo dialogo con il ritmo, più che come una lotta contro il dislivello.

Preparare la San Francesco Marathon: maratona, mezza e 10 km

Essere già iscritti alla San Francesco Marathon significa avere un appuntamento preciso con se stessi. Da qui in avanti la parola chiave è preparazione. Che si tratti dei 42 km, dei 21 km o dei 10 km, ogni distanza chiede una costruzione paziente: chilometri ben dosati, lavori di qualità, ma anche sonno, recupero e alimentazione che sostengano il corpo nel tempo.

Per la maratona, il cuore della preparazione è la capacità di mantenere un passo sostenibile a lungo. Servono:

  • lunghi progressivi e lunghissimi corsi in controllo, che avvicinino gradualmente la durata di gara;
  • allenamenti di ritmo (tempo run) vicino all’andatura maratona, per consolidare il passo;
  • lavori di soglia (ripetute medio-lunghe) per alzare la capacità di gestire la fatica sul piano.

Per la mezza maratona 21 km, la preparazione si fa un po’ più brillante: ritmo gara più vicino alla soglia, combinazione di lunghi medi con ripetute, cura della forza specifica per sostenere il passo senza irrigidirsi. Per la 10 km, l’attenzione si sposta sulla velocità aerobica: ripetute brevi e medie, lavori in pista o su strada, sempre inseriti in una struttura che protegga dalla fatica cumulata.

In tutti i casi, la chiave è un plan d'entraînement che tenga conto del vostro livello, della storia di infortuni, del numero di uscite settimanali possibili e dell’obiettivo di tempo o semplicemente di portare a casa la gara in serenità.

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Qui entra in gioco la longevità sportiva. Una preparazione intelligente non si concentra solo sulla gara, ma sul vostro corpo tra un anno, tra cinque anni. Alternare giorni di qualità e giorni di recupero, inserire sedute di forza generale e di core stability, curare il sonno come un allenamento invisibile: sono tutti tasselli del mosaico che vi porterà a correre lungo le strade di Assisi senza sentirvi consumati.

Ricordo una maratona corsa anni fa, dopo un periodo di sonno frammentato e alimentazione trascurata. Il percorso era piatto, come la San Francesco Marathon è pensata per essere scorrevole, eppure ogni chilometro sembrava in salita. Non era il tracciato a tradirmi, ma la preparazione incompleta. È il tipo di esperienza che insegna a rispettare la distanza, qualunque sia il dislivello.

Per chi prepara i 42 km, consiglio di immaginare la gara come tre blocchi:

  • dal km 0 al km 15: fase di contenimento, dove il rischio è partire troppo forte approfittando della scorrevolezza del percorso;
  • dal km 15 al km 30: il cuore della maratona, in cui si deve difendere il passo programmato, senza lasciarsi trascinare dagli altri;
  • dal km 30 al traguardo: la parte in cui la preparazione si presenta al conto, e in cui la gestione di alimentazione e integrazione diventa fondamentale.

La mezza maratona va pensata come una progressione controllata: primi 5 km leggermente più tranquilli del ritmo gara, 10 km centrali in pieno controllo dell’andatura obiettivo, ultimi 6 km dove si accetta un aumento dello sforzo, ma sempre restando dentro i margini costruiti in allenamento.

Per la 10 km, l’errore più comune è confonderla con una gara “breve” e partire oltre i propri limiti già nei primi 2 km. Un plan d'entraînement ben fatto vi insegna a trovare il vostro passo di gara e a rispettarlo, lavorando sulla capacità di stare scomodi, ma non oltre il punto di rottura.

Gestione del ritmo, del corpo e della mente il giorno della gara

Il percorso della San Francesco Marathon è omologato e organizzato con tempi limite ampi: la maratona prevede una chiusura del percorso al traffico fino a 6 ore e mezza, mentre per altre distanze i tempi limite sono più contenuti. Questo vi dice una cosa semplice: c’è spazio per correre secondo il vostro passo, senza l’ansia di dover “inseguire” il cronometro a tutti i costi.

Il giorno della gara, la partenza da Santa Maria degli Angeli intorno alle 9:15 vi offre una mattina da gestire con calma: colazione leggera ma non improvvisata, idratazione curata già dalla sera prima, tempi di riscaldamento che rispettino il vostro corpo. Per la maratona, basta un riscaldamento breve e dolce; per la mezza e soprattutto per la 10 km, qualche minuto in più di mobilità e qualche allungo controllato aiutano a entrare nel ritmo giusto.

L’alimentazione in gara è un altro pilastro della preparazione. Testate in allenamento le vostre strategie di integrazione: gel, bevande, sali. Non affidatevi a esperimenti dell’ultimo momento. Sul percorso della maratona, la regolarità dei ristori e la scorrevolezza delle strade aiutano a gestire queste fasi senza stress, ma è il vostro corpo ad aver bisogno di abitudini chiare.

La mente, in una gara come questa, si appoggia molto sull’ambiente. Sapere di correre all’interno delle celebrazioni dell’Ottavo Centenario Francescano, attraversando luoghi simbolici e carichi di storia, offre una forma di compagnia silenziosa. Nei momenti di fatica, non sottovalutate il potere di alzare lo sguardo: vedere la Basilica sullo sfondo, le colline dell’Umbria, i volti degli altri runner.

Allenamento intelligente: dal piano alla linea di partenza

Quando si parla di plan d'entraînement per la San Francesco Marathon, non si tratta solo di distribuire chilometri su un calendario. Si tratta di costruire un percorso personale che tenga insieme corsa, lavoro, famiglia, sonno e cura di sé. Un piano efficace per Assisi non ignora il resto della vostra vita: lo integra.

Per i 42 km, un periodo di preparazione di 12-16 settimane consente di:

  • aumentare gradualmente il chilometraggio settimanale, con uno o due lunghi ben posizionati;
  • inserire blocchi di forza (salite brevi, esercizi a corpo libero, lavori di core) per stabilizzare la postura sulla distanza;
  • prevedere settimane di scarico, dove il volume scende e il corpo assimila il lavoro fatto.

Per la mezza maratona, 8-12 settimane ben gestite permettono di alternare lavori di ritmo e medio lunghi, con una cura particolare del recupero attivo. Per la 10 km, è possibile lavorare anche su cicli più brevi, ma sempre con l’idea di mantenere uno scheletro di allenamento regolare e sostenibile.

Il materiale conta meno di quanto si creda, ma non è secondario. Scarpe da strada adatte al vostro appoggio e al chilometraggio previsto, abbigliamento leggero ma protettivo per una giornata di fine novembre, attenzione alla gestione degli strati. Assisi, Bastia Umbra e Spello possono offrire mattine fresche e umidità tipica dell’Umbria: meglio essere pronti con soluzioni flessibili.

Infine, ricordate che il piano non è solo una sequenza di obblighi, ma una trama di abitudini che vi avvicinano alla linea di partenza con serenità. Ogni seduta ben eseguita è una piccola promessa mantenuta a voi stessi.

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Il giorno J, la tua alimentazione fa la differenza.

Prima, durante e dopo la gara: un piano alimentare personalizzato è disponibile in aggiunta al tuo piano d'allenamento.

Informazioni pratiche e spirito della gara

La San Francesco Marathon è organizzata da Life Running Assisi ed è inserita nel calendario nazionale FIDAL come gara di corsa su strada omologata. L’evento del 22 novembre 2026 fa parte delle celebrazioni per il Centenario Francescano e dell’Ottavo Centenario Francescano, in un dialogo tra sport, spiritualità e territorio.

La partenza è prevista intorno alle 9:15 da Santa Maria degli Angeli, con ritrovo indicato nelle comunicazioni ufficiali dell’organizzazione. Pettorali, expo e informazioni logistiche sono dettagliate sul sito ufficiale San Francesco Marathon, mentre aggiornamenti, immagini e storie dell’evento vengono condivisi anche sulla pagina Facebook ufficiale San Francesco Marathon.

L’atmosfera, descritta dai canali ufficiali, è quella di una “beautiful Marathon in the green heart of Italy”, una maratona nel cuore verde d’Italia che unisce runner di livelli diversi, dai master esperti ai partecipanti alla 10 km competitiva e non competitiva. Accanto alle gare agonistiche, iniziative come “Vieni con me” completano il quadro di una giornata pensata per la partecipazione condivisa.

Arrivare preparati, per voi, significa poter respirare tutto questo senza il peso dell’improvvisazione. Significa correre tra Assisi, Bastia Umbra e Spello con la sensazione di essere lì non per caso, ma perché ogni chilometro di allenamento vi ha portato esattamente a questo momento.

Nel silenzio che spesso cala sugli ultimi chilometri di una maratona, sarà il legame con il luogo – la Basilica, le strade, le colline – a tenervi compagnia. E se la preparazione sarà stata rispettosa e paziente, la linea d’arrivo della San Francesco Marathon non sarà solo un traguardo, ma un punto di partenza per molte altre corse nel cuore verde d’Italia.

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Buono a sapersi

Caratteristiche del percorso: asfalto, scorrevolezza e piccoli dettagli che contano

La San Francesco Marathon si corre interamente su strada, con fondo asfaltato, su un tracciato omologato FIDAL pensato per essere scorrevole e regolare. Questo significa niente sterrato, niente tratti tecnici: la sfida è il ritmo, non il terreno.

Il percorso 2026 ricalca quello del 2025, attraverso Assisi – Bastia Umbra – Spello, con lunghi rettilinei e curve dolci. È un ambiente aperto: campi, strade ampie, pochi cambi di direzione improvvisi. Perfetto per chi vuole lavorare sulla costanza dell’andatura.

  • 10 km – tracciato corto e compatto: ideale per spingere il passo senza doversi preoccupare della gestione di lunghissime distanze.
  • 21 km
  • 42 km

Non è una gara “tecnica” nel senso classico. È tecnica nel modo in cui vi costringe a prendere sul serio ogni chilometro. Chi ci è passato lo racconta così: “Ti sembra facile al 15°, ti sembra infinita al 35°”. Il profilo è scorrevole, la gestione no.

Meteo di fine novembre ad Assisi: freddo, umidità e quel cielo che cambia in fretta

Assisi, a fine novembre, è fresca, spesso umida, con temperatura tipicamente compresa tra circa 4–6 °C al mattino e 10–12 °C nelle ore centrali (dati climatici medi della zona umbra in questo periodo, non specifici della gara). L’aria può essere ferma e pungente, oppure velata da una leggera pioggia sottile.

  • Freddo iniziale: i primi chilometri possono essere corsi con muscoli ancora “chiusi”. Serve un abbigliamento che scaldi, ma non soffochi.
  • Umidità: l’Umbria in autunno porta spesso strade leggermente bagnate, aria carica. La sensazione di freddo può essere più intensa rispetto alla temperatura reale.
  • Possibili piogge: non è raro incontrare pioggerella, cielo coperto, qualche vento leggero di pianura.

Aneddoto da preparatore: un anno, su un percorso simile, molti atleti sono arrivati con canotta e maniche corte “perché il percorso è scorrevole”. Dopo 10 km tremavano, non per la fatica ma per il freddo. Il passo ne ha pagato il prezzo. Per Assisi, meglio un capo in più da togliere, che uno in meno da rimpiangere.

Materiale specifico: cosa pensare per 10 km, 21 km, 42 km

Scarpe da corsa su strada

  • Scarpe ammortizzate e stabili per la maratona 42 km: l’asfalto continuo richiede protezione. Pensate a un modello che avete già testato su lunghi oltre i 25–30 km.
  • Scarpe più reattive per la 21 km: qui entra in gioco il compromesso tra comfort e velocità. Un assetto leggermente più aggressivo, ma che conoscete bene.
  • Scarpe veloci per la 10 km: se puntate il cronometro, un modello leggero può fare la differenza, purché il piede sia abituato.

Evitate esperimenti all’ultimo: l’asfalto di Assisi non perdona una scarpa sbagliata. Un piccolo sfregamento al 5° km diventa una storia di vesciche al 30°.

Abbigliamento: strati per l’Umbria di novembre

  • Strato base traspirante (maglia tecnica leggera): resta a contatto con la pelle, vi protegge dal freddo senza trattenere troppo sudore.
  • Secondo strato leggero (maglia a maniche lunghe, gilet running): utile soprattutto per chi corre la maratona e passerà diverse ore all’aperto.
  • Copribraccia o giacca sottile facile da togliere: ideale per i primi chilometri, quando il corpo non è ancora caldo.
  • Copricapo leggero e guanti sottili: spesso sottovalutati. Una testa scoperta e mani fredde possono rubare molta energia.

Per la 10 km, si può osare qualcosa di più leggero: si corre più forte, ci si scalda prima. Per la 42 km, meglio pensare a cosa succede dopo due ore di corsa, non solo alla sensazione di freddo alla partenza.

Accessori utili specifici per la gara

  • Cintura porta-gel o tasche capienti: sulla maratona, gestire l’integrazione in autonomia vi dà sicurezza, anche con ristori presenti.
  • Calze tecniche anti vesciche: l’asfalto continuo, chilometro dopo chilometro, premia chi protegge piedi e talloni.
  • Crema anti-sfregamento: su 21 e 42 km, soprattutto con umidità, piccoli arrossamenti possono diventare ostacoli veri.
  • Occhiali trasparenti o leggermente fumé: se il cielo è variabile, proteggono da vento o pioggerella, senza oscurare la visione.

C’è una scena che si ripete in ogni maratona autunnale: qualcuno ferma al 25° km per sistemare le scarpe, aggiustare il calzino, rimettere i gel nella cintura. Piccoli dettagli, grandi minuti persi. Pensare al materiale in anticipo è già un pezzo di allenamento.

Ristori e integrazione: come prepararvi (anche mentalmente)

Sulla San Francesco Marathon sono previsti ristori regolari lungo il percorso, in linea con gli standard delle gare su strada omologate FIDAL. Acqua, spesso sali e qualche forma di integrazione solida o liquida, distribuiti a intervalli pensati per accompagnare la distanza.

  • Per la 10 km, i ristori sono più pochi: molti atleti scelgono di non fermarsi. Meglio però sapere dove si trovano, in caso di necessità.
  • Per la 21 km, i punti di ristoro diventano momenti chiave: bere poco e spesso, senza aspettare “di avere sete”.
  • Per la 42 km, ogni ristoro è una micro-strategia: decidere in anticipo cosa prendere, dove assumere i gel, dove limitarsi all’acqua.

Il consiglio pratico: durante la preparazione, simulate la presenza dei ristori. Allenatevi a bere in corsa, a prendere un gel senza fermarvi, a non cambiare la vostra postura ogni volta che afferrate un bicchiere.

Molti maratoneti ricordano ancora il ristoro “saltato” al 30° km di una gara passata, per distrazione o per eccesso di sicurezza. I chilometri successivi sono stati una piccola lezione di umiltà. Su un percorso scorrevole come Assisi, il rischio è proprio quello: sentirsi talmente bene da dimenticare di nutrirsi.

Meneurs d’allure / pacer: come sfruttarli (se presenti)

La San Francesco Marathon è un evento organizzato con cura, inserito nel calendario nazionale e pensato per runner di diversi livelli. In molte manifestazioni di questo tipo vengono predisposti pacers (meneurs d’allure) su maratona e mezza maratona, e talvolta anche su 10 km.

Le informazioni ufficiali pubbliche non dettagliano ancora in modo esplicito la griglia dei pacer per l’edizione 2026. Per questo, il consiglio è di prepararvi a due scenari:

  • Se i pacer ci sono: decidete in anticipo che passo volete seguire. Non agganciatevi al primo gruppo che “sembra giusto”. Sulla 42 km, un pacer regolare è un alleato prezioso per non partire troppo forte; sulla 21 km, può aiutarvi a non bruciare i primi chilometri.
  • Se i pacer non ci sono: abituatevi a leggere il vostro ritmo da soli. Lavorate in allenamento con tempi al km stabili, senza dipendere completamente dal gruppo.

Emotivamente, il pacer è anche una figura di “ancora”: nei momenti di difficoltà, sapere di avere davanti (o accanto) qualcuno che mantiene il passo vi evita di affidarvi alle sensazioni, che negli ultimi chilometri possono essere molto ingannevoli.

Adattare la preparazione ai 10 km, 21 km, 42 km di Assisi

10 km: intensità breve, ma non banale

  • Percorso pianeggiante e scorrevole: perfetto per lavorare sulla velocità aerobica. In allenamento, prevedete tratti di ritmo gara su asfalto simile.
  • Gestione del freddo iniziale: la gara parte a ritmo alto, ma i muscoli potrebbero essere freddi. Curate il riscaldamento, anche mentale: i primi 2 km non devono essere una volata suicida.
  • Materiale leggero, ma non estremo: corriamo forte, ma non siamo in pista. Un minimo di protezione dal freddo vi permette di dare il meglio.

Un aneddoto ricorrente: un runner parte a tutta, passa al 3° km convinto di fare il personale, e scopre al 7° che la gara non è “così corta” come immaginava. Su un percorso che invita alla velocità, il vero allenamento è imparare a trattenersi un filo.

21 km: la distanza che mette alla prova testa e gambe

  • Percorso regolare: l’assenza di grandi salite permette di avvicinarvi al ritmo di soglia. In allenamento, inserite lavori che simulano un passo sostenuto su asfalto per 8–12 km.
  • Clima fresco: ideale per cercare tempi ambiziosi, se l’abbigliamento è azzeccato. Attenzione a non arrivare scarichi di energie per sottovalutazione del freddo.
  • Integrazione leggera ma pensata: forse un gel, forse solo acqua e sali. L’importante è testare ogni cosa prima.

Sulla mezza maratona, molti runner arrivano con l’idea “è solo metà di una maratona”. Poi, tra il 14° e il 18° km, capiscono che è una gara intera, non una metà. Su un percorso scorrevole, l’allenamento mentale sta nel accettare che gli ultimi chilometri siano impegnativi, anche se non ci sono salite.

42 km: un lungo dialogo con il proprio ritmo

  • Asfalto continuo: la muscolatura viene sollecitata sempre nello stesso modo. In preparazione, alternare qualche tratto di sterrato morbido può aiutare a proteggere articolazioni, pur sapendo che in gara sarà strada pura.
  • Scorrevolezza del percorso: è un’arma a doppio taglio. Vi permette di correre bene, ma vi invita anche a partire troppo forti. L’allenamento deve insegnare la disciplina del passo.
  • Gestione del freddo e della durata: più di 3–4 ore all’aperto in novembre richiedono abbigliamento e integrazione ben calibrati.

Molti maratoneti portano nel cuore un ricordo simile: una gara pianeggiante, meteo perfetto, percorso facile. Eppure gli ultimi 10 km sono stati un piccolo viaggio personale nel significato della parola “resistenza”. La San Francesco Marathon si avvicina a quel tipo di esperienza: non vi mette alla prova con salite, ma con voi stessi.

Gestione del corpo e della mente sul terreno umbro

Assisi, Bastia Umbra, Spello: nomi che suonano morbidi, ma che in gara diventano punti di riferimento mentali. Sapere dove sarete, a che chilometro, con che sensazione, è parte della preparazione.

  • Nella prima parte di ogni distanza, l’ambiente vi farà sentire forti. È normale. Il lavoro fatto in allenamento serve a non “bruciare” questo entusiasmo.
  • Nella parte centrale, il paesaggio rurale può farvi avvertire una certa solitudine. Allenate la capacità di correre “di testa”, anche quando il gruppo si sfila.
  • Negli ultimi chilometri, ogni scorcio diventa un appiglio: un campanile, una curva, una linea sull’asfalto. Se arrivate preparati, questi dettagli non sono solo immagini: sono piccoli alleati.

C’è un momento, nella maratona soprattutto, in cui il silenzio intorno diventa quasi fisico. Si sente soltanto il rumore delle scarpe sull’asfalto. In quel momento, la preparazione fa la differenza tra stringere i denti e spegnersi. Pensare alla gara di Assisi in questo modo – come un dialogo lungo, su strada scorrevole – vi aiuta a costruire allenamenti che parlino la stessa lingua.

In sintesi pratica: cosa tenere a mente mentre preparate la San Francesco Marathon

  • Percorso: strada asfaltata, regolare, pianeggiante o con dislivello contenuto; omologato FIDAL, pensato per essere scorrevole.
  • Meteo: fine novembre in Umbria, temperature fresche, possibili umidità e piogge leggere; abbigliamento a strati fondamentale.
  • Materiale: scarpe da strada adatte alla distanza scelta, strati leggeri, guanti e copricapo, accessori per gestione di gel e ristori.
  • Ristori: presenti e regolari, da integrare nella vostra strategia di gara, soprattutto su 21 km e 42 km.
  • Pacer: possibili, ma non ancora dettagliati pubblicamente; preparatevi a correre sia con l’aiuto di un pacer, sia in autonomia.
  • Adattamento alla distanza: 10 km = velocità controllata, 21 km = gestione della soglia, 42 km = rispetto e pazienza sul passo.

Ogni uscita di allenamento, da qui alla San Francesco Marathon, può essere pensata come un piccolo frammento di quelle strade tra Assisi, Bastia Umbra e Spello. Più questi frammenti saranno curati, più il giorno della gara vi sembrerà di riconoscere ogni chilometro, anche se lo vedrete per la prima volta.

Meteo prevista il giorno della gara a Assisi

Sulla base degli ultimi 10 anni (medie 2016–2025)
🌧️
Pioggia
il più frequente
12°
Max. media
estremo 18°
Min. media
estremo 0°
15 km/h
Vento medio
raffiche 84
Storico del meteo del 22 novembre da 10 anni
☁️ 17° 2016
☁️ 14° 2017
🌧️ 13° 2018
🌧️ 13° 2019
🌤️ 2020
🌧️ 13° 2021
🌧️ 12° 2022
🌧️ 10° 2023
🌧️ 13° 2024
🌨️ 2025
Dati meteo: Open-Meteo / ERA5

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In base al tuo ritmo obiettivo, ecco come si svolgerà la tua gara
Ritmo 5:00 min/km
3:00 · Veloce 8:00 · Lento
Tempo stimato
50:00
Velocità
12,0 km/h
Ritmo moderato · Mantieni questo ritmo fino al traguardo con un piano di allenamento personalizzato

Domande e risposte

La San Francesco Marathon 2026 è una maratona su strada ad Assisi con distanze di 42 km, 21 km e 10 km, tutte affiliate FIDAL e omologate. Il percorso attraversa il territorio di Assisi e l’area di Santa Maria degli Angeli, con tracciato pensato per essere scorrevole e gestibile per chi punta a fare il tempo. Il tempo massimo per la 42 km è di 6h30, mentre per la 21 km è di 2h30, ce la farà chi sa dosare bene ritmo e energie. Prima di definire il vostro obiettivo, verificate sul sito ufficiale i dettagli altimetrici aggiornati.

La San Francesco Marathon è una gara su strada con percorso chiuso al traffico e servizi completi, pensata anche per chi affronta la distanza lunga per la prima volta. Sulla maratona ci sono gruppi pace maker da 3h15 fino a 6h00, che vi aiutano a tenere un ritmo costante e scegliere un tempo obiettivo realistico. La mezza maratona (21,097 km) è descritta come “molto veloce”, ideale per cercare il personal best se avete già esperienza sui 21 km. La difficoltà dipende dal vostro livello e dalla gestione dell’andatura lungo tutto il percorso.

Per arrivare pronti alla San Francesco Marathon è utile costruire un allenamento specifico sul ritmo gara della distanza scelta: lungo progressivo e lunghi a ritmo controllato per la 42K, lavori di soglia e medi per la 21K, sedute più brevi e veloci per la 10K. In gara potete sfruttare i pace maker sulla maratona, coprendo tempi da 3h15 a 6h00. Scegliete il gruppo col tempo leggermente superiore al vostro obiettivo reale, così da partire con margine e non rischiare di forzare troppo nei primi chilometri.

Alla San Francesco Marathon sono previsti ristori regolari lungo il percorso (ogni 5 km per le gare su strada) e un ristoro finale all’arrivo. La mezza maratona ha almeno 3 punti d’acqua più quello conclusivo. Il servizio medico è garantito dall’organizzazione. Per prepararvi, testate in allenamento sia l’integrazione (acqua, sali, gel) sia il materiale: scarpe ammortizzate adatte alla distanza, abbigliamento tecnico traspirante, eventuale antivento leggero, calze tecniche e porta-gel. Evitate esordì il giorno gara con attrezzatura mai provata in allenamento.

Per la San Francesco Marathon 2026 Preparun propone due piani specifici, personalizzati su distanza e dislivello della gara, la vostra età, livello, obiettivo e numero di uscite settimanali. Il Starter Run è un piano gratuito, ideale per iniziare una preparazione strutturata e creare abitudini solide verso il giorno della gara. La Finisher Line è un piano completo e a pagamento, pensato per arrivare davvero pronto, con lavoro mirato su ritmo gara, lunghi e gestione dell’ultima fase di preparazione. Vi invitiamo a creare il vostro piano personalizzato direttamente su preparun.com.

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San Francesco Marathon non è una corsa qualsiasi: è un viaggio sulle strade di Assisi, Bastia Umbra e Spello, in un giorno carico di significato. Pour affrontare al meglio i 42 km, la 21 km o la 10 km, un plan d'entraînement serio e personalizzato fait toute la différence. En vous entraînant avec méthode, en respectant votre récupération et en tenant compte du profil du parcours, vous arriverez au départ de 9:15 avec confiance et sérénité. Sur Preparun, vous pouvez commander un plan sur mesure, adapté à votre niveau, à votre âge et à votre objectif, pour vivre pleinement cette maratona nel cuore verde d’Italia.

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Davide Greco
Aggiornato il 7 luglio 2026
Articolo scritto da :
Davide Greco corre da più di vent'anni e ha attraversato tutte le evoluzioni della corsa amatoriale: dal footing « a sensazione » ai piani strutturati e…... continua a leggere
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Jules Patrick Maria Laurene
+8

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