Trofeo Nasego 2026 – Anfo

Trofeo Nasego 2026

Anfo (25070) 5 settembre 2026 Trail
Partenza tra
J−41

Informazioni sulla gara

Trofeo Nasego 2026 propone 2 gare da 4 a 22 km, il 5 settembre 2026 a Anfo.

Informazioni chiave sulle gare di Trofeo Nasego 2026
Gara Distanza Dislivello Altitudine
4 km 4 km +1 000 m
22 km 22 km +1 556 m / −1 274 m 419 – 1 301 m

Il Trofeo Nasego 2026 in breve

Il Trofeo Nasego è una gara di corsa in montagna che parte da Casto, in provincia di Brescia, e arriva a Famea passando per il Rifugio Nasego. L’evento ha una forte identità alpina e una storia ormai ben radicata nel panorama italiano della corsa in montagna, con un percorso che alterna strade, sentieri e tratti più corribili, prima di cambiare ritmo nella parte centrale e finale della gara.

Per chi si prepara con attenzione, il dato più importante è questo: il percorso dell’épreuve reine è lungo 22 km con 1300 m D+, mentre il Vertical Nasego misura 4 km con 1000 m D+. Sono due prove molto diverse, ma entrambe chiedono una preparazione seria, soprattutto se volete arrivare lucidi nei passaggi chiave e non bruciarvi troppo presto.

Trofeo Nasego · WeRun

Il percorso: dove si decide davvero la gara

Il tracciato del Trofeo Nasego è famoso per il suo carattere progressivo e per il cambio di tono che mette alla prova anche i runner più esperti. La partenza da Casto porta subito in un ambiente di corsa in montagna vero, con un primo tratto che invita a non strafare. La salita verso il Rifugio Nasego è il punto simbolico della prova: qui non vince chi accelera di più all’inizio, ma chi ha saputo conservare energia, postura e passo.

La parte finale verso Famea è spesso quella che punisce di più chi ha corso “di forza” e non di controllo. Dopo la quota, la discesa chiede sicurezza, appoggi rapidi e gambe ancora presenti. È il classico tratto in cui si sente se la preparazione ha incluso veri lavori in discesa, non solo salite belle da raccontare.

In questa gara, la natura non fa da sfondo: accompagna ogni respiro. E proprio per questo conviene conoscere il terreno prima del giorno della gara, magari con qualche uscita specifica su sentieri, sterrati e pendenze simili.

Preparazione e plan d'entraînement per il Trofeo Nasego 2026

Se siete già iscritti, la preparazione deve ruotare attorno a tre pilastri: resistenza in salita, economia di corsa sui tratti corribili e solidità muscolare in discesa. Un plan d'entraînement ben costruito deve includere ripetute in salita, uscite su terreno collinare e almeno un lavoro settimanale che vi abitui a correre quando le gambe sono già un po’ stanche.

Trofeo Nasego non è una gara da affrontare “a sensazione” dall’inizio alla fine. Il primo errore classico è andare troppo forte nei tratti corribili di Casto, perché ci si sente freschi. Il secondo è sottovalutare la discesa finale, che può sembrare breve ma si corre quando il corpo ha già pagato la salita principale.

Allenatevi così:

  • una seduta di salita lunga, con ritmo regolare e senza strappi;
  • una seduta di forza specifica per gambe e core;
  • un’uscita collinare con tratti corribili a ritmo controllato;
  • un lavoro in discesa progressivo per migliorare appoggi e resistenza muscolare;
  • un lungo facile su terreno misto per costruire fondo e fiducia.

Trofeo Nasego 2026 è perfetto per chi sa gestire l’ego. La sensazione giusta non è “spingere sempre”, ma restare eleganti quando il sentiero sale e quando la pendenza cambia all’improvviso. Se vi state chiedendo come preparare il Trofeo Nasego con criterio, partite da qui: meno improvvisazione, più specificità.

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In allenamento, cercate anche il gesto tecnico: passo corto in salita, busto leggermente inclinato, appoggi rapidi in discesa. Non servono miracoli, servono ripetizioni fatte bene. Una preparazione progressiva vi darà molto più di una settimana brillante e caotica. E quando arriverete a Casto, vi accorgerete che la calma è un’arma preziosa.

Se avete pochi giorni a disposizione, concentratevi su qualità e recupero. Se invece avete più settimane, inserite blocchi progressivi con dislivello crescente. Nel plan d'entraînement personalizzato conta anche questo: adattare il carico al vostro livello, non copiare quello di chi corre più forte o ha più esperienza in montagna.

Per la gara, valutate scarpe con buona aderenza e protezione sufficiente per sentieri e sterrati. Portate abbigliamento adatto al meteo di montagna e non trascurate idratazione e alimentazione, soprattutto se la vostra gara si allunga più del previsto. Sul Trofeo Nasego, arrivare preparati significa anche saper restare lucidi quando la fatica comincia a parlare piano ma con insistenza.

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Informazioni pratiche sul Trofeo Nasego

Data: 5 settembre 2026.

Luogo: Casto, Lombardia, in provincia di Brescia.

Prova principale: 22 km e 1300 m D+.

Vertical Nasego: 4 km e 1000 m D+.

Il Trofeo Nasego fa parte del calendario della World Cup di corsa in montagna, ed è un evento che richiama atleti forti e molto preparati. Per questo, anche chi parte con un obiettivo personale farebbe bene a curare ogni dettaglio: passo, recupero, materiali, alimentazione e gestione mentale.

Se volete arrivare a Casto con la sensazione di essere al posto giusto, il lavoro vero comincia prima del giorno della gara. Il sentiero, lì, vi chiederà rispetto: e voi gli risponderete con gambe pronte, respiro calmo e un sorriso leggero.

Trofeo Nasego 2026 vi aspetta tra i sentieri di Casto e l’energia autentica della Val Sabbia: un luogo che premia chi sa prepararsi con pazienza e correre con il cuore.

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Percorsi delle diverse distanze

Tracciato GPS e profilo altimetrico
22 km

Percorso dettagliato Trofeo Nasego 2026 - 22 km

Dislivello positivo 1 556 m
Dislivello negativo 1 274 m
Altitudine minima 419 m
Altitudine massima 1 301 m

Riassunto

22 km e 1556 m D+ in un percorso point to point che ti porta dal cuore di Casto fino alle vette e ai sentieri più selvaggi: il Trofeo Nasego 2026 è una sfida che si vive con il cuore e le gambe, tra salite che bruciano e discese che liberano.

Profilo generale

  • Distanza ufficiale: 22 km (21 km misurati su GPX)
  • D+ totale: 1556 m
  • D- totale: 1274 m
  • Altitudine minima: 419 m
  • Altitudine massima: 1301 m
  • Terreno: 13% strada/ghiaia/asfalto, 88% sentiero/non asfaltato (prevalenza sentiero); difficoltà sentiero: escursionismo facile
  • Forma: point to point

Luoghi attraversati e punti di riferimento

  • km 0: Casto (partenza)
  • km 0,2: punto d’acqua
  • km 1: cima Corna Zana
  • km 2,3: punto d’acqua
  • km 5,4: punto d’acqua
  • km 8,4: punto d’acqua
  • km 11,4: Lodrino
  • km 13,3: Casto
  • km 15: Lodrino
  • km 16,5: Casto

Le salite e discese che fanno la differenza

  • Salita dal km 1,3 al km 1,9: 0,7 km, +96 m, pendenza media 14,2% (max 21,3%). Qui il cuore batte forte: respira, trova il tuo ritmo, non strafare subito.
  • Salita dal km 3,7 al km 5,1: 1,4 km, +122 m, pendenza media 8,7% (max 22,3%). Spingi ma ascolta le gambe, la salita si fa sentire ma la vista ripaga.
  • Salita dal km 5,4 al km 6,1: 0,7 km, +78 m, pendenza media 10,6% (max 11,4%). Breve ma intensa, qui serve testa: piccoli passi, respira.
  • Discesa dal km 6,6 al km 8,4: 1,7 km, -132 m, pendenza media 7,6% (max 21,3%). Sciogli le gambe, ma resta vigile: il sentiero può sorprendere.
  • Salita dal km 9,5 al km 11,0: 1,4 km, +216 m, pendenza media 15,2% (max 21,7%). Qui si fa sul serio: affrontala con calma, ogni passo ti avvicina alla vetta.
  • Salita dal km 11,9 al km 15,6: 3,7 km, +556 m, pendenza media 15,1% (max 27,9%). La regina delle salite: qui si costruisce la gara. Non guardare troppo avanti, concentrati sul presente, un passo dopo l’altro.
  • Discesa dal km 15,6 al km 19,1: 3,5 km, -552 m, pendenza media 15,7% (max 30,3%). Liberati, lascia andare le gambe ma resta lucido: la fatica si sente, la concentrazione è tutto.
  • Discesa dal km 19,7 al km 20,8: 1,1 km, -88 m, pendenza media 8,2% (max 14,0%). Ultimo slancio verso il traguardo: goditi la corsa, il più è fatto.

Il percorso, troncone dopo troncone

Troncone 1 — km 0,0 a km 3,5 (3,5 km)

Si parte da Casto, subito immersi nei sentieri. 247 m di dislivello positivo, 135 m di negativo: la salita si sente, ma il bosco ti abbraccia. Respira il profumo della terra, ascolta il battito del cuore. Non avere fretta, lascia che il corpo si scaldi. Al km 0,2 il primo punto d’acqua: approfittane, idratarsi è già parte della vittoria.

Troncone 2 — km 3,5 a km 7,0 (3,5 km)

Si sale ancora, 306 m di D+ e 186 m di D-. Il sentiero si fa più ripido, ma la natura regala energia. Al km 5,4 un altro punto d’acqua: ricarica, ascolta il respiro. Qui la fatica si trasforma in forza, passo dopo passo.

Troncone 3 — km 7,0 a km 10,5 (3,5 km)

Profilo vallonato, 218 m di D+ e 189 m di D-. Le gambe trovano ritmo, il sentiero invita a lasciarsi andare. Al km 8,4 ancora acqua: bevi, senti la freschezza. Qui si corre con il sorriso, tra saliscendi che accendono la voglia di andare avanti.

Troncone 4 — km 10,5 a km 14,0 (3,5 km)

Si torna a salire, 328 m di D+ e solo 48 m di D-. Il sentiero si stringe, la salita si fa sentire. Lodrino al km 11,4 è un piccolo traguardo: respira, guarda il panorama. Qui la testa conta più delle gambe. Ogni passo è conquista.

Troncone 5 — km 14,0 a km 17,5 (3,5 km)

Vallonato, ma con 363 m di D+ e 349 m di D-. Si tocca la quota massima, 1301 m. L’aria si fa sottile, il paesaggio si apre. Qui si vola, ma attenzione: la fatica accumulata si fa sentire. Ascolta il corpo, celebra ogni metro.

Troncone 6 — km 17,5 a km 21,0 (3,5 km)

Discesa, 88 m di D+ e 367 m di D-. Le gambe urlano, ma il cuore spinge. Il sentiero invita a lasciarsi andare, ma la prudenza è la tua alleata. Senti il vento, assapora la libertà. Casto si avvicina: il traguardo è lì, pronto ad accoglierti.

Redatto a partire dal GPX e dai dati di OpenStreetMap

Buono a sapersi

Informazioni pratiche utili per preparare il Trofeo Nasego 2026

Qui la differenza la fanno i dettagli. Il tracciato chiede gambe pronte a correre, ma anche testa lucida nei cambi di ritmo, nei tratti corribili e nella discesa finale. Le distanze ufficiali da considerare sono 4 km con 1000 m D+ per il Vertical e 22 km con 1300 m D+ per la prova lunga.

Terreno e profilo del percorso

  • Il Vertical parte dal centro di Casto e sale fino alla zona alta di Corna di Savallo. Il terreno alterna strada, mulattiere e sentieri di montagna. In pratica, non è una salita “da pendio puro”. Servono anche appoggi rapidi e capacità di gestire tratti corribili prima che la pendenza si imponga.
  • La prova lunga parte allo stesso modo e apre con una prima parte veloce e ondulata su strade forestali e sentieri ampi. Qui si rischia spesso di spendere troppo. Il terreno invita a correre, ma non a forzare.
  • La parte decisiva arriva dopo circa metà gara, quando la salita verso il Rifugio Nasego cambia completamente il tono della corsa. Poi resta una discesa impegnativa verso il traguardo. Non è un semplice ritorno a valle. È una fase che può svuotare le gambe se la salita è stata troppo aggressiva.
  • Il passaggio in quota e i cambi di terreno rendono questa gara molto più esigente di quanto suggerisca il solo chilometraggio. Chi la prepara bene lavora su salita, stabilità e discesa. Chi la sottovaluta lo capisce tardi. Molto tardi.

Meteo e gestione dell’abbigliamento

  • Siamo in ambiente alpino e la gara si corre in quota. Anche con una partenza mite, la sensazione in alto può cambiare in fretta. Vento, umidità e calo termico vanno messi in conto.
  • Per la prova lunga, conviene prevedere un abbigliamento leggero ma protettivo: maglia tecnica, strato anti-vento se consentito dal regolamento, e ciò che vi permette di restare efficaci in caso di tempo variabile.
  • Le scarpe devono avere grip vero e buona protezione. Qui servono suola sicura e stabilità laterale. Nei tratti scorrevoli si corre, ma nei sentieri e in discesa il piede non perdona.
  • Se siete sensibili al freddo in quota, non fate l’errore di presentarvi “leggeri” solo perché il meteo a valle sembra favorevole. In montagna, un dettaglio così può diventare un fastidio enorme.

Rifornimenti e supporto logistico

  • All’arrivo a Famea sono indicati rifornimenti in quota, spogliatoi, docce, pranzo e cerimonia di premiazione. Questo è utile anche per la gestione post-gara: cambiare subito gli indumenti fradici può fare la differenza nel recupero.
  • Per il Vertical è segnalato un servizio di trasporto sacco verso la zona di arrivo. È un dettaglio prezioso. Permette di lasciare materiale asciutto e di non improvvisare dopo uno sforzo molto intenso.
  • La presenza di servizi concentrati nella zona finale aiuta anche chi accompagna gli atleti. È un evento che si vive bene, ma il corridore deve organizzarsi prima. Dopo, le energie scendono in fretta.

Materiale da non dimenticare

  • Scarpe da trail con buon grip e protezione dell’avampiede.
  • Calze tecniche che tengano bene sul piede. In discesa, le unghie ringraziano.
  • Guscio leggero o strato antivento, se consentito dalle regole del giorno.
  • Gavetta o soft flask, se vi aiuta a gestire idratazione e integrazione senza dipendere solo dall’istinto.
  • Cambio asciutto per il dopo gara, soprattutto se prevedete di restare a lungo in zona arrivo.
  • Cap o fascia leggera, utile sia per il sole sia per la gestione del sudore in salita.

Ritmo gara: dove si vince energia

  • Nei primi tratti della prova lunga, il terreno invita a correre forte. È qui che molti si bruciano. Il guaio non si vede subito. Arriva più avanti, quando la salita vera chiede il conto.
  • La salita verso il rifugio è il punto in cui conviene correre con economia. Passo corto, respirazione regolare, nessun gesto inutile. Sembra semplice. In realtà è la parte più difficile da rispettare.
  • La discesa finale richiede gamba, fiducia e controllo. Se arrivate già vuoti, diventa un tratto di sopravvivenza. Se siete stati intelligenti prima, può trasformarsi in un finale molto solido.
  • Il Vertical è tutta un’altra storia. Lì non c’è spazio per aspettare. Conta la capacità di sostenere uno sforzo violentemente verticale, senza andare fuori giri nei primi minuti.

Menaers d’allure

  • Non risultano informazioni affidabili sulla presenza di meneurs d’allure per questa edizione.
  • In una gara così tecnica e selettiva, anche se ci fossero, il riferimento migliore resta il vostro passo in salita e la vostra tenuta in discesa, non un ritmo “piatto” da strada.

Indicazioni utili per l’allenamento specifico

  • Per il Vertical: lavori di salita molto intensa, con cadenza alta e capacità di tenere un passo regolare su pendenze dure.
  • Per la 22 km: salite lunghe, tratti corribili su sterrato, e sedute in discesa per rinforzare quadricipiti e caviglie.
  • In entrambe le prove: utili esercizi di forza generale, core e stabilità del piede. Qui il terreno è bello, ma non regala nulla.
  • Se il vostro atleta tende a partire troppo forte, questa è una gara in cui il richiamo alla prudenza va detto subito. Il percorso punisce senza pietà chi confonde entusiasmo e gestione.

Atmosfera di gara e piccoli dettagli che pesano

  • Il Trofeo Nasego ha una forte identità di corsa in montagna vera. Si sente subito. Non è solo una gara “con salite”. È una gara che chiede rispetto al sentiero.
  • La combinazione tra partenza rapida, salita centrale e discesa finale crea un percorso con molte emozioni e anche molti errori possibili. È il tipo di prova in cui un atleta ben preparato si riconosce dai dettagli: postura, lucidità, appoggi.
  • Per chi prepara un gruppo, vale una regola semplice e molto concreta: chi sa stare calmo nei primi chilometri arriva spesso più forte nella parte che conta davvero.

Meteo prevista il giorno della gara a Anfo

Sulla base degli ultimi 10 anni (medie 2016–2025)
🌧️
Pioggia
il più frequente
23°
Max. media
estremo 28°
16°
Min. media
estremo 11°
9 km/h
Vento medio
raffiche 58
Storico del meteo del 5 settembre da 10 anni
🌧️ 24° 2016
🌧️ 22° 2017
🌧️ 23° 2018
🌧️ 23° 2019
🌤️ 25° 2020
🌧️ 22° 2021
🌧️ 25° 2022
🌧️ 21° 2023
🌧️ 21° 2024
🌧️ 23° 2025
Dati meteo: Open-Meteo / ERA5

Stima il tuo tempo di gara

In base al tuo ritmo obiettivo, ecco come si svolgerà la tua gara
Ritmo 5:00 min/km
3:00 · Veloce 8:00 · Lento
Tempo stimato
50:00
Velocità
12,0 km/h
Ritmo moderato · Mantieni questo ritmo fino al traguardo con un piano di allenamento personalizzato

Domande e risposte

Il percorso del Trofeo Nasego 2026 è lungo circa 21,4 km con 1330 m di dislivello positivo. È una gara di corsa in montagna impegnativa, con tratti di salita lunga e regolare: va quindi preparata come un trail/vertical lungo, più che come una 10 km su strada. La gestione dello sforzo in salita e la capacità di correre dopo le pendenze fanno la differenza.

Il Trofeo Nasego 2026 è una gara difficile per via del dislivello, del fondo e della durata dello sforzo. Non è una corsa da affrontare solo con lavoro aerobico: servono gambe forti, abitudine alle salite e una buona resistenza muscolare in discesa. Per un amatore allenato è gestibile, ma solo con una preparazione specifica e un ritmo prudente all’inizio.

Per il Trofeo Nasego 2026 conviene lavorare su tre elementi: salite a ritmo controllato, lunghe uscite collinari e discese tecniche per rinforzare le gambe. In gara, partite conservativi: il primo obiettivo è restare sotto controllo fino alla parte più dura del percorso. Allenate anche il ritmo in salita con tratti corsi e tratti camminati, come spesso accade in gara.

Per una gara di circa 21,4 km e 1330 m D+, è prudente prevedere idratazione e un apporto energetico regolare, anche se i dettagli dei ristori vanno verificati sul regolamento ufficiale. In genere sono consigliati scarpe da trail con buona aderenza, abbigliamento leggero ma protettivo e, se previsto dal regolamento, un piccolo sistema per portare acqua o gel. Non aspettate di avere fame o sete per alimentavi.

Per preparare al meglio il Trofeo Nasego 2026, preparun propone due piani personalizzati in base a età, livello, obiettivo e numero di uscite settimanali: Starter Run, il piano gratuito ideale per iniziare la preparazione; e Finisher Line, il piano completo e a pagamento per arrivare pronti al giorno della gara. Entrambi sono adattati alle distanze e al dislivello della corsa. Create il vostro piano su preparun.com.

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Se avete già il pettorale del Trofeo Nasego 2026, siete nel posto giusto: questa gara si prepara con cura, perché il suo profilo unisce ritmo, salita e discesa in un contesto che sa essere magnifico e severo insieme. Tra Casto, il Rifugio Nasego e l’arrivo a Famea, ogni dettaglio dell’allenamento conta: la gamba in salita, la tenuta in discesa, la gestione dello sforzo quando il terreno cambia faccia. Con un plan d’entraînement personalizzato, arrivate al via con più fiducia e con la serenità di chi ha già visto, in allenamento, quasi tutto quello che troverà sul percorso.

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Chiara Romano
Aggiornato il 14 luglio 2026
Articolo scritto da :
Chiara Romano è una trail runner e un'amante della montagna. Ha scoperto la corsa partecipando a gare podistiche su strada, prima di orientarsi progressivamente verso il…... continua a leggere
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