Informazioni sulla gara
Ultra Trail del Lago d'Orta propone 6 gare da 5 a 100 km, il 16 ottobre 2026 a Germagno.
| Gara | Distanza | Dislivello | Altitudine | Partenza |
|---|---|---|---|---|
| 5 km | 5 km | +1.030 m | - | - |
| 12 km | 12 km | +360 m | - | |
| 21 km | 21 km | +980 m | - | |
| 34 km | 34 km | +2.039 m / −2.041 m | 294 – 1.619 m | |
| 55 km | 55 km | +2.860 m | - | |
| 100 km | 100 km | +6.173 m / −6.174 m | 291 – 1.620 m |
Ci sono gare che si corrono, e gare che si abitano. L'Ultra Trail del Lago d'Orta appartiene alla seconda categoria: una manifestazione che abbraccia il lago e le sue montagne, con partenza e cuore a Omegna, in Piemonte, e che vi porterà su creste, boschi e antichi borghi affacciati sull’acqua.
Se vi siete già iscritti, avete fatto una scelta importante: dedicare tempo, energie e pensieri a una giornata – o a una notte, per il 100 km con partenza alle 23:00 – in cui la corsa diventa esperienza completa. Da ora, la parola chiave è preparazione.
Ultra Trail del Lago d'Orta: il percorso, il terreno, l’atmosfera
L'UTLO si svolge sulle montagne che circondano il Lago d’Orta, uno dei luoghi più intimi e raccolti del nord Italia. Il centro della manifestazione è Omegna, sulla punta nord del lago, da cui si snodano i diversi percorsi, tra sentieri forestali, mulattiere, tratti tecnici e passaggi panoramici.
Storicamente, la gara ha visto alternarsi varie distanze e configurazioni, ma il suo DNA è sempre rimasto lo stesso: trail impegnativi, con dislivelli generosi, immersi in una natura che alterna boschi fitti, punti in cui il terreno si fa pietroso, attraversamenti di piccoli nuclei abitati e scorci improvvisi sul lago e su San Giulio, l’isola che sembra galleggiare nel silenzio.
L’ambiente è quello delle grandi manifestazioni di trail italiane: atmosfera calorosa, organizzazione esperta (UTLO EVENTS S.S.D.R.L.), volontari sul percorso e una comunità di appassionati che segue la gara da anni. Sui canali ufficiali, come il sito UltraTrailLo.com o la pagina UTLO - Ultra Trail Lago d'Orta, trovate aggiornamenti su logistica, programma e novità.
Il terreno è vario: lunghi tratti corribili su sentiero morbido, salite regolari su carrarecce e mulattiere, ma anche discese che richiedono attenzione, con fondo irregolare e cambi di ritmo frequenti. È un trail in cui la capacità di "leggere" il terreno fa la differenza.
Distances e dénivelé: cosa comportano davvero
Per l’edizione del 16-18 ottobre 2026 (venerdì-domenica), le distanze verificate sono:
- 100 km – D+ 5800 m, partenza alle 23:00
- 55 km – D+ 2860 m, partenza alle 08:30
- 34 km – D+ 2000 m, partenza alle 08:30
- 21 km – D+ 980 m, partenza alle 09:30
- 12 km – D+ 360 m, partenza alle 11:00
Questi numeri non sono solo dati tecnici, ma indicano il tipo di impegno richiesto:
- Il 100 km è un vero ultra, con partenza notturna, gestione del sonno, cambi di temperatura e una lunga esposizione al terreno vario.
- Il 55 km è un trail lungo, per cui la gestione dell’energia e dell’alimentazione diventa centrale.
- Il 34 km è una distanza ponte: abbastanza lunga da richiedere una strategia di ritmo, ma ancora corribile.
- Il 21 km somiglia a un trail medio, dove il dislivello di quasi 1000 m impone prudenza in salita.
- Il 12 km è l’ingresso nel mondo UTLO, con un D+ che permette di assaporare il tracciato senza eccessivo stress.
Préparer Ultra Trail del Lago d'Orta: la logica del plan d'entraînement
Per preparare l'Ultra Trail del Lago d'Orta non basta "correre di più". Serve un plan d'entraînement che tenga insieme dislivello, ritmo, capacità di recupero e vita quotidiana. Ogni distanza richiede accenti diversi, ma la struttura di base resta simile: progressione del carico, cura del sonno, alimentazione adattata e rispetto dei segnali del corpo.
Quando ho iniziato a correre trail lunghi, sbagliavo spesso un punto chiave: consideravo il dislivello come un semplice numero, senza pensare a come si distribuisce sul percorso. A UTLO, la sequenza delle salite e delle discese conta quanto il totale del D+. Alcune salite sono regolari e permettono di trovare un ritmo; altre arrivano dopo tratti corribili che invitano a "spendere" troppo.
Per questo, un plan d'entraînement personalizzato per Ultra Trail del Lago d'Orta deve includere:
- Uscite con dislivello simile, strutturate in blocchi di salita-discesa per simulare la dinamica del percorso.
- Sessioni di ritmo in salita, per imparare a dosare l’intensità e non "svuotarsi" al primo muro.
- Lavori di forza per gambe e core, essenziali per reggere i lunghi tratti in discesa sul terreno irregolare.
- Momenti di recupero vero, protetti e programmati, per evitare di accumulare fatica invisibile.
Crea il tuo piano di allenamento personalizzato
In 60 secondi ricevi un piano adatto al tuo livello, al tuo obiettivo e al terreno specifico di questa gara.
La preparazione non è solo questione di settimane sul calendario, ma di lucidità. Une volta, durante un ultra in montagna, mi sono accorto al terzo giorno che ricordavo poco le ore precedenti: ero andato "in automatico" troppo a lungo. Nella preparazione di UTLO, il mio invito è di restare presenti: ascoltare la risposta delle gambe in salita, la qualità del vostro sonno, la capacità di recuperare dopo le uscite lunghe.
Per il 100 km con 5800 m di D+, l’asse principale del plan d'entraînement è la gestione della lunga durata: costruite gradualmente uscite di 5-7 ore, su terreno misto, con tratti in cui camminare in salita fa parte del piano, non è un segno di debolezza. Allenate la testa a considerare la notte come una fase naturale della gara, attraverso qualche uscita serale, curando illuminazione e abbigliamento.
Per il 55 km, l'obiettivo è trovare il vostro "passo UTLO": un ritmo che potete sostenere per molte ore senza entrare in debito. Inserite nel piano:
- Weekend con una combinazione di uscita lunga il sabato e media la domenica, per abituarvi a correre su gambe già stanche.
- Sessioni in cui lavorare sulla costanza di passo in salita moderata.
- Test di alimentazione in corsa: gel, barrette, sali, acqua, in condizioni il più possibile simili alla gara.
Chi corre il 34 km e il 21 km deve curare soprattutto la transizione tra salita e discesa: lì si gioca molta parte del tempo complessivo. Programmate allenamenti su percorsi con salite importanti seguite da discese tecniche, e lavorate sul controllo del passo: le discese troppo aggressive regalano minuti subito, ma tolgono forza dopo.
Il 12 km è perfetto per chi vuole vivere UTLO senza entrare nei carichi dell’ultra: il piano di allenamento insisterà su brevi salite energiche, tecnica di passo e costruzione di una base aerobica solida, senza eccessi.
Allenamento intelligente: ritmo, recupero, sonno, alimentazione
Quando parliamo di "allenamento" per Ultra Trail del Lago d'Orta, non possiamo limitarci alle sedute di corsa. La longevità sportiva – soprattutto su trail lunghi e ultra – nasce da una visione ampia.
Ritmo e gestione dell’allure
A UTLO, la tentazione è forte: il paesaggio e la freschezza iniziale invitano a partire allegri, soprattutto sulle distanze di 34 e 55 km. Il mio consiglio, figlio di molte partenze troppo veloci, è semplice: decidete in anticipo il vostro ritmo strategico e rispettatelo nei primi 10-15 km, anche se vi sembra prudente. Un buon plan d'entraînement vi avrà dato riferimenti chiari: passo medio in salita, sensazioni nelle prime discese, frequenza cardiaca da non oltrepassare.
Recupero
Su un percorso con questo dislivello, il recupero tra una seduta e l’altra è parte integrante dell’allenamento. Proteggete 1-2 notti di sonno profondo dopo le uscite lunghe. Riducete gli impegni fisici nelle 24 ore successive ai lavori di qualità. Imparate a riconoscere i segnali di sovraccarico: irritabilità, sonno leggero, gambe "vuote". Fermarsi un giorno in più è spesso il gesto più intelligente che si possa fare nella preparazione di un ultra.
Alimentazione
La nutrizione, in fase di allenamento e in gara, è uno degli aspetti meno spettacolari ma più determinanti. Nei vostri allenamenti chiave per UTLO, testate:
- Quantità di carboidrati che tollerate all’ora, senza disturbi intestinali.
- Tipo di prodotti (gel, barrette, cibi più solidi) che vi danno continuità di energia.
- Gestione dell’idratazione: acqua, sali, temperatura ambiente.
Ricordate che la gara si svolge in ottobre: potreste incontrare mattine fresche e pomeriggi più miti. Il vostro plan d'entraînement dovrebbe includere uscite in condizioni simili, per abituarvi ai cambi di temperatura.
Sonno
Per chi affronta il 100 km con partenza alle 23:00, il sonno è un vero tema strategico. Non trascuratelo. Nelle settimane precedenti la gara, curate la regolarità dell’orario di addormentamento. Fate qualche test di cambio orario: un riposino pomeridiano il giorno della gara, una sveglia posticipata nei weekend di allenamento. Il corpo impara, se lo ascoltiamo.
Il giorno J, la tua alimentazione fa la differenza.
Prima, durante e dopo la gara: un piano alimentare personalizzato è disponibile in aggiunta al tuo piano d'allenamento.
Ultra Trail del Lago d'Orta: consigli pratici su materiale e gestione di gara
Il terreno intorno al Lago d’Orta chiede rispetto. Non è estremo, ma non perdona l’improvvisazione. Ecco alcuni punti chiave per scegliere il materiale e gestire la giornata – e la notte – di gara.
Scarpe
Optate per scarpe da trail con buona protezione dell’avampiede e grip efficace su fondo misto: terra, pietre, foglie. Sulle distanze più lunghe, privilegiate il comfort alla reattività: a fine gara, la capacità di continuare a muovervi dipende più dalla protezione che dalla velocità teorica.
Bastoncini
Su 100 e 55 km, i bastoncini possono essere un alleato prezioso nelle salite più lunghe e nelle sezioni in cui il terreno si fa più impegnativo. Allenatevi con loro in anticipo: imparare a usarli la settimana prima della gara è troppo tardi.
Abbigliamento
Ottobre sul Lago d’Orta significa potenzialmente mattine fresche, umidità, possibili piogge. Preparate un sistema a strati: maniche lunghe leggere, antivento, cappello e guanti per la notte sul 100 km. Non sottovalutate la sensazione di freddo nelle ore in cui la fatica si accumula.
Illuminazione
Per il 100 km con partenza alle 23:00, la frontale è un compagno di viaggio, non un accessorio. Verificate autonomia, comfort della fascia, qualità del fascio di luce su sentiero. Portate batterie di ricambio o una seconda lampada, se la gara e il vostro piano lo richiedono.
Strategia di gara
Una regola che ho imparato nelle notti di trail è semplice: la gara è lunga, molto più lunga delle emozioni del primo chilometro. A UTLO, soprattutto su 55 e 100 km, dividete mentalmente il percorso in blocchi: primi 20-30 km di contenimento, parte centrale di gestione, finale di ascolto del corpo. Ogni blocco ha obiettivi diversi – sensazioni da rispettare, ritmo da tenere, alimentazione da curare.
Info pratiche per vivere al meglio UTLO 2026
L'Ultra Trail del Lago d'Orta 2026 si svolge dal 16 al 18 ottobre, da venerdì a domenica, con centro operativo a Omegna, in provincia del Verbano-Cusio-Ossola, Piemonte. L’organizzazione UTLO EVENTS S.S.D.R.L. coordina partenze, arrivi, logistica, e sul sito ufficiale UltraTrailLo.com trovate regolamento, programma dettagliato e indicazioni su come raggiungere Omegna.
Le partenze delle diverse distanze, secondo i dati verificati, sono scaglionate tra la notte (23:00 per il 100 km) e la mattina (tra le 08:30 e le 11:00 per le altre prove), permettendo alla gara di respirare e distribuendo i partecipanti sui sentieri. Questo facilita la gestione dei punti di ristoro e della sicurezza sui tracciati.
Organizzate il vostro arrivo con un margine ampio: una notte di sonno tranquilla prima della gara, tempi rilassati per il ritiro pettorale, e uno spazio mentale per "entrare" nell’atmosfera di UTLO. Il lago, le montagne, il silenzio di certe ore del giorno – o della notte – fanno parte dell’esperienza tanto quanto la cronometro.
Arrivare ben preparati, con un plan d'entraînement che rispetti il vostro corpo e la distanza scelta, è il modo più bello per rendere omaggio a questo luogo e a questa gara. Ci rivediamo sui sentieri sopra Omegna, con il Lago d’Orta che vi accompagna passo dopo passo.
Crea il tuo piano di allenamento personalizzato
In 60 secondi ricevi un piano adatto al tuo livello, al tuo obiettivo e al terreno specifico di questa gara.
Percorsi delle diverse distanze
Percorso dettagliato Ultra Trail del Lago d'Orta - 34 km
| Dislivello positivo | 2.039 m |
|---|---|
| Dislivello negativo | 2.041 m |
| Altitudine minima | 294 m |
| Altitudine massima | 1.619 m |
Ultra Trail del Lago d'Orta 34 km — Un anello di salite e discese che non lascia indifferenti
32,8 km di sentieri di montagna, 2039 m D+ e 2041 m D- in una boucle che vi porta dal lago alle creste, e ritorno. Un percorso che si fa rispettare, dove ogni passo conta e la gestione dell’energia diventa arte. Qui non si bara: la montagna chiede tutto, ma restituisce molto di più.
Profilo generale
- Distanza reale: 32,8 km (ufficiale: 34 km)
- D+ totale: 2039 m
- D- totale: 2041 m
- Altitudine minima: 294 m
- Altitudine massima: 1619 m
- Terreno: 85% sentiero/strada non asfaltata, 15% strada o fondo pavimentato (paving_stones, dirt, ground, compacted, unhewn_cobblestone, asphalt)
- Difficoltà tecnica: sentiero di montagna
Non è un percorso per chi cerca la facilità. Qui il sentiero si fa sentire sotto i piedi, la fatica si accumula, ma la soddisfazione è proporzionale. Ricordate: la tecnica conta quanto la testa. E la testa, in queste lunghezze, si allena anche dormendo bene e mangiando con intelligenza nei giorni precedenti.
Luoghi attraversati e punti notevoli
- km 0: Bagnella (partenza, punto d’acqua)
- km 1,8: punto d’acqua
- km 2,7: Cireggio
- km 4,4: Quarna Sopra
- km 4,7: Monte Gioco (930 m)
- km 4,8: punto d’acqua
- km 6,3: Monte Saccarello (1228 m)
- km 7,4: Monte Mazzoccone (1424 m)
- km 8,7: Quarna Sotto
- km 9,5: Colle di Stobj (1265 m)
- km 9,9: punto d’acqua
- km 10,2: Bocchetta di Foglia (1272 m)
- km 11,6: Monte Croce (1643 m)
- km 12,7: discesa impegnativa
- km 13,2: Monte Ostano (1509 m)
- km 13,7: Camasco
- km 14,6: Passo del Ranghetto
- km 16,8: Varallo
- km 17,1: punto d’acqua
- km 19: Sella due Faggi
- km 19,6: Nonio
- km 25,7: punto d’acqua
- km 27: punto d’acqua
- km 29,9: Brolo
- km 30,9: punto d’acqua
- km 32,8: Bagnella (arrivo, punto d’acqua)
Ogni luogo attraversato è un piccolo traguardo. Prendetevi il tempo di respirare, di guardare il paesaggio. L’acqua non manca, ma non sottovalutate mai la sete: riempite sempre quando potete, soprattutto se la giornata è calda o umida.
Côte e discese principali
-
Salita dal km 0,0 al km 7,4:
+1100 m in 7,4 km, pendenza media 14,8%, massima 32,2%. Si arriva al Monte Mazzoccone (1424 m). Qui si decide la giornata: partite piano, lasciate che le gambe si scaldino. Non fatevi prendere dalla foga, la montagna non perdona chi parte troppo forte. Ricordate: chi risparmia qui, raccoglie dopo. -
Discesa dal km 7,4 al km 8,6:
-182 m in 1,2 km, pendenza media 14,8%, massima 24,7%. Discesa tecnica, attenzione alle caviglie. Qui si può perdere molto, ma non si vince nulla: prudenza. -
Salita dal km 8,6 al km 11,6:
+401 m in 2,9 km, pendenza media 13,8%, massima 45,8%. Si sale al Monte Croce (1643 m). Qui la fatica si fa sentire, la pendenza può spaventare. Camminare non è una sconfitta, è saggezza. Mangiate qualcosa prima di attaccare questa rampa. -
Discesa dal km 11,6 al km 12,7:
-225 m in 1,2 km, pendenza media 19%, massima 28,1%. Discesa ripida, le gambe tremano. Frenate con il busto, non solo con le ginocchia. Qui si rischia di bruciare i quadricipiti. -
Discesa dal km 13,1 al km 15,4:
-185 m in 2,4 km, pendenza media 7,9%, massima 18,5%. Dopo il Monte Ostano (1509 m), si può respirare un po’. Approfittate per recuperare, ma senza distrarsi. -
Discesa dal km 17,8 al km 20,0:
-218 m in 2,3 km, pendenza media 9,5%, massima 21,6%. Qui la stanchezza inizia a bussare. Non lasciatevi andare troppo, la gara è ancora lunga. -
Discesa dal km 20,4 al km 28,9:
-761 m in 8,6 km, pendenza media 8,9%, massima 20,7%. Una lunga discesa che può sembrare liberatoria, ma è qui che si fanno i conti con la gestione dell’energia. Chi ha esagerato prima, qui paga pegno. Chi ha gestito, qui vola.
Il percorso, troncone per troncone
Troncone 1 — km 0,0 a km 5,5
- D+: 821 m
- D-: 69 m
- Altitudine: 296–1050 m
- Profilo: salita
- Terreno: sentiero
Si parte da Bagnella, subito in salita. Il sentiero si inerpica senza pietà. Qui la tentazione di forzare è forte, ma la vera sfida è trattenersi. Respirate, trovate il vostro ritmo. Un passo dopo l’altro, senza guardare troppo avanti. L’esperienza insegna che chi parte troppo forte qui, spesso si ritrova a camminare molto prima del previsto.
Troncone 2 — km 5,5 a km 11,0
- D+: 627 m
- D-: 224 m
- Altitudine: 1050–1453 m
- Profilo: salita
- Terreno: sentiero
La salita continua, il fiato si fa corto. Si passa per Monte Gioco, Monte Saccarello, fino al Monte Mazzoccone e poi ancora su verso Monte Croce. Qui la montagna si mostra in tutta la sua durezza. Non abbiate paura di alternare corsa e camminata. Mangiate qualcosa, bevete ai punti d’acqua. La lucidità mentale è preziosa: ascoltate il vostro corpo.
Troncone 3 — km 11,0 a km 16,4
- D+: 288 m
- D-: 476 m
- Altitudine: 1238–1619 m
- Profilo: discesa
- Terreno: sentiero
Si scende dal Monte Croce, ma non è una vera tregua. Le discese tecniche richiedono attenzione, soprattutto con le gambe già affaticate. Qui si rischia di perdere lucidità. Un consiglio: ogni tanto fermatevi un attimo, guardate il panorama. Serve anche a rimettere in ordine i pensieri.
Troncone 4 — km 16,4 a km 21,9
- D+: 140 m
- D-: 465 m
- Altitudine: 940–1275 m
- Profilo: discesa
- Terreno: sentiero
Si entra nella parte centrale, dove la fatica si fa sentire. Le discese sono meno ripide, ma la stanchezza si accumula. Qui la testa conta più delle gambe. Mangiate poco e spesso, non aspettate di avere fame. Un vecchio trucco: ogni ora, un piccolo snack.
Troncone 5 — km 21,9 a km 27,4
- D+: 68 m
- D-: 584 m
- Altitudine: 423–940 m
- Profilo: discesa
- Terreno: sentiero
La lunga discesa verso il fondo valle. Qui si rischia di lasciarsi andare troppo, ma la gara non è ancora finita. Attenzione alle caviglie, soprattutto se il terreno è umido. Bevete ai punti d’acqua, anche se non sentite sete. La disidratazione arriva quando meno ve l’aspettate.
Troncone 6 — km 27,4 a km 32,8
- D+: 95 m
- D-: 222 m
- Altitudine: 294–423 m
- Profilo: discesa
- Terreno: sentiero
Gli ultimi chilometri sono una prova di testa. Le gambe sono stanche, ma il traguardo si avvicina. Qui si corre con il cuore, più che con i muscoli. Pensate a tutto il lavoro fatto, alle notti di allenamento, ai sacrifici. Ogni passo è una piccola vittoria. Arrivare a Bagnella non è mai scontato: godetevi ogni metro.
Visione d’insieme
L’Ultra Trail del Lago d’Orta, nella sua versione da 34 km, non è solo una gara. È un viaggio dentro se stessi, dove la preparazione conta quanto la capacità di ascoltarsi. Dormite bene nei giorni precedenti, curate l’alimentazione, non trascurate il recupero. In gara, non abbiate paura di rallentare: la longevità sportiva si costruisce anche così. Qui non si vince contro gli altri, ma con se stessi. E ogni arrivo è una storia da raccontare.
Redatto a partire dal GPX e dai dati di OpenStreetMap
Percorso dettagliato Ultra Trail del Lago d'Orta - 55 km
| Dislivello positivo | 2.860 m |
|---|
Percorso dettagliato Ultra Trail del Lago d'Orta - 100 km
| Dislivello positivo | 6.173 m |
|---|---|
| Dislivello negativo | 6.174 m |
| Altitudine minima | 291 m |
| Altitudine massima | 1.620 m |
Ultra Trail del Lago d'Orta 100 km — Un anello che non perdona, ma che regala panorami e silenzi che restano dentro
100 km, 6173 metri di dislivello positivo, una vera e propria boucle intorno al Lago d'Orta. Un viaggio che mette alla prova la pazienza, la testa e il rispetto per la montagna. Qui non si corre solo per arrivare: si corre per attraversare qualcosa di più grande di sé.
Profilo generale
- Distanza reale: 100 km
- Dislivello positivo: 6173 m
- Dislivello negativo: 6174 m
- Altitudine minima: 291 m
- Altitudine massima: 1620 m
- Terreno: 42% su strada o fondo pavimentato, 58% su sentiero o fondo non pavimentato. Si alternano asfalto, sterrato, terra, ciottoli, lastricato. I sentieri sono classificati come sentieri di montagna: attenzione, qui la tecnica conta.
Luoghi attraversati e punti di riferimento
- km 0: Bagnella
- km 5,4: Crusinallo
- km 7,6: Rifugio Genziana
- km 7,9: Cima Mottarone (1491 m)
- km 11,8: Monte Mazzarone (1146 m)
- km 12,3: Mazzaronetto
- km 12,4: Cheggino
- km 21,7: Miasino
- km 22,7: Punto acqua
- km 22,8: Punto acqua
- km 24,6: Punto acqua
- km 26,1: Punto acqua
- km 28,2: Monte Barro (641 m)
- km 30: Agrano
- km 30,1: Punto acqua
- km 30,8: Punto acqua
- km 35,4: Punto acqua
- km 36,2: Inizio discesa impegnativa
- km 37,2: Bagnella
- km 37,5: Punto acqua
- km 38,4: Punto acqua
- km 39,3: Punto acqua
- km 41,1: Punto acqua
- km 43,7: Quarna Sopra
- km 44,1: Monte Gioco (930 m)
- km 45,7: Monte Saccarello (1228 m)
- km 46,8: Monte Mazzoccone (1424 m)
- km 49: Colle di Stobj (1265 m)
- km 50,3: Quarna Sotto
- km 55,7: Sambughetto
- km 58,3: Monte Croce (1643 m)
- km 60: Monte Ostano (1509 m)
- km 61,3: Passo del Ranghetto
- km 61,9: Camasco
- km 65,1: Monte Novesso (1409 m)
- km 66,3: Monte Massaro (1276 m)
- km 66,5: Sella del Riale d'Acqua (1205 m)
- km 66,9: Monte Vesso (1257 m)
- km 68: Monte Piogera / Monte Pizzanigugn / Monte La Nave (1246 m)
- km 69,8: Arola
- km 70: Monte Trevigno (1117 m)
- km 76,9: Madonna del Sasso
- km 79: Monte Cregn (748 m)
- km 82,5: Punto panoramico Madonna Del Sasso
- km 84,4: San Maurizio d'Opaglio
- km 92,2: Cesara
- km 100: Bagnella
Côte principali: dove si decide la gara
- Salita dal km 0,0 al km 7,7: +1140 m, pendenza media 14,8%, massima 34,1%. Si arriva in cima al Mottarone (1491 m). Qui la tentazione di partire forte è grande, ma chi ha esperienza sa che la vera gara inizia dopo. Salite così, se affrontate troppo in spinta, presentano il conto più avanti. Camminare, respirare, ascoltare il cuore.
- Discesa dal km 11,8 al km 20,0: -669 m, pendenza media 8,1%, massima 25,5%. Dall'Monte Mazzarone si scende lunghi. Le gambe ringraziano se non si esagera: qui si può perdere tutto, o guadagnare minuti preziosi senza rischiare.
- Salita dal km 29,9 al km 34,6: +411 m, pendenza media 8,9%, massima 17,0%. Salita più regolare, ma dopo trenta chilometri ogni metro pesa di più. Alimentarsi, non trascurare i liquidi.
- Discesa dal km 36,2 al km 39,2: -468 m, pendenza media 15,6%, massima 23,3%. Discesa tecnica, attenzione alle caviglie. Qui la concentrazione è tutto.
- Salita dal km 39,2 al km 46,9: +1100 m, pendenza media 14,4%, massima 32,3%. Si sale verso il Monte Mazzoccone (1424 m). Una delle salite che restano nella memoria. Qui si misura la testa, non solo le gambe. Prendetevi il tempo, mangiate qualcosa di solido.
- Discesa dal km 48,9 al km 52,8: -657 m, pendenza media 16,8%, massima 33,0%. Dal Colle di Stobj (1265 m) si scende decisi. I quadricipiti urlano, ma la mente deve restare lucida.
- Salita dal km 54,9 al km 58,3: +811 m, pendenza media 24,3%, massima 42,4%. Verso il Monte Croce (1643 m). Qui si va piano, sempre. Anche chi ha esperienza sente la fatica. Non abbiate paura di fermarvi un attimo a guardare il panorama: la montagna non scappa.
- Discesa dal km 67,0 al km 73,1: -616 m, pendenza media 10,1%, massima 25,2%. Dalla Sella del Riale d'Acqua si scende lunghi. Qui si può lasciar andare le gambe, ma senza mai perdere il controllo.
Il percorso, troncone per troncone
Troncone 1 — km 0,0 a km 16,7
D+ 1294 m, D- 1039 m, altitudine 295–1436 m, profilo: salita, terreno: prevalentemente strada.
Si parte da Bagnella, subito in salita. La strada invita a spingere, ma la saggezza suggerisce di trattenersi. Il Mottarone arriva presto, ma non bisogna lasciarsi ingannare: la gara è lunga. Attenzione all’idratazione, soprattutto se la giornata è calda. I punti acqua sono rari in questa prima parte, ma il rifugio Genziana al km 7,6 può essere un buon momento per una breve pausa. La discesa verso Crusinallo e Cheggino è insidiosa: gambe fresche, ma attenzione a non strafare.
Troncone 2 — km 16,7 a km 33,4
D+ 812 m, D- 578 m, altitudine 325–785 m, profilo: vallonato, terreno: prevalentemente strada.
Qui il percorso si fa più dolce, ma il dislivello si accumula. Si attraversano Miasino e Agrano, con diversi punti acqua tra il km 22 e il km 30. Approfittatene: l’errore più comune è sottovalutare la sete nelle sezioni meno tecniche. Mangiate qualcosa di salato, ascoltate il corpo. La mente può vagare, ma non perdete mai il filo della gara.
Troncone 3 — km 33,4 a km 50,0
D+ 1381 m, D- 1099 m, altitudine 297–1401 m, profilo: salita, terreno: prevalentemente sentiero.
Si entra nel cuore del trail. I sentieri di montagna non perdonano: qui la tecnica fa la differenza. La salita verso il Monte Mazzoccone è lunga e costante, con passaggi che richiedono attenzione e pazienza. Le discese sono tecniche, le radici e le pietre possono sorprendere anche i più esperti. Non abbiate fretta: qui si costruisce la seconda parte della gara. Ricordatevi di alimentare la mente, non solo il corpo.
Troncone 4 — km 50,0 a km 66,7
D+ 1526 m, D- 1373 m, altitudine 600–1620 m, profilo: vallonato, terreno: prevalentemente sentiero.
La fatica si fa sentire, ma la montagna regala anche momenti di silenzio e di pace. Le salite verso il Monte Croce e il Passo del Ranghetto sono dure, con pendenze che impongono rispetto. Qui si vede chi ha gestito bene il sonno e la nutrizione nei giorni precedenti. Non abbiate paura di rallentare: la longevità sportiva si costruisce anche così, ascoltando i segnali del proprio corpo.
Troncone 5 — km 66,7 a km 83,4
D+ 650 m, D- 1387 m, altitudine 481–1243 m, profilo: discesa, terreno: prevalentemente sentiero.
Le discese lunghe mettono a dura prova i muscoli. Qui la tecnica di corsa è fondamentale: piccoli passi, attenzione alle caviglie. Il panorama ripaga la fatica, soprattutto nei pressi della Madonna del Sasso e del Monte Cregn. Non dimenticate di mangiare, anche se la fame sembra sparita. La lucidità mentale si protegge anche così.
Troncone 6 — km 83,4 a km 100,0
D+ 510 m, D- 696 m, altitudine 291–601 m, profilo: vallonato, terreno: prevalentemente strada.
L’ultima parte sembra più facile, ma la stanchezza si fa sentire. Le gambe sono pesanti, la testa deve restare presente. San Maurizio d’Opaglio e Cesara sono gli ultimi paesi prima del ritorno a Bagnella. Qui si corre con il cuore, con la memoria di tutto quello che si è vissuto lungo il percorso. Non abbiate paura di rallentare, di camminare se serve. L’arrivo è una conquista che va gustata fino in fondo.
Redatto a partire dal GPX e dai dati di OpenStreetMap
Buono a sapersi
Capire davvero i percorsi: cosa vi chiede OGNI distanza
12 km – D+ 360 m: il “battesimo” UTLO
- Profilo: distanza corta, dislivello moderato. Perfetta se correte regolarmente su strada ma avete poca esperienza in montagna.
- Tipo di sforzo: sforzo continuo, spesso vicino alla soglia. Vi ritroverete a spingere più che “gestire”.
- Punto critico: la prima salita. Se la affrontate come in una 10 km su strada, la discesa diventa lunga, con quadricipiti in fiamme.
- Cosa allenare:
- cambio di passo corsa/camminata in salita;
- appoggi sicuri in discesa su terreno irregolare;
- capacità di correre gli ultimi 2–3 km quando le gambe iniziano a “bruciare”.
- Alimentazione: niente strategie complesse. Arrivare ben idratati, una colazione curata, un piccolo apporto (gel o mezza barretta) se superate l’ora di gara.
21 km – D+ 980 m: il vero battesimo del trail
- Profilo: quasi 1000 m di D+ su una mezza maratona. Non è “una mezza in versione collinare”, è un trail vero.
- Tipo di sforzo: alternanza costante fra tratti corribili e salite che vi invitano a camminare con passo energico.
- Momento chiave: la seconda metà. Chi parte forte nei primi 5–7 km spesso finisce a “trascinarsi” nelle ultime discese.
- Cosa allenare:
- salite di 10–20 minuti a ritmo costante, anche camminando;
- discesa tecnica con piedi ancora “lucidi” dopo 60–80 minuti di corsa;
- gestione del respiro: se arrivate in cima troppo affannati, state esagerando.
- Alimentazione: prendete già l’abitudine a mangiare e bere in movimento. Una volta ho visto un atleta saltare l’unico gel previsto “perché stava bene”: gli ultimi 4 km li ha passati a guardare gli altri che lo superavano uno a uno.
34 km – D+ 2000 m: la soglia tra “medio” e “lungo”
- Profilo: 2000 m di D+ su 34 km significa un percorso che alterna salite importanti e tratti corribili. Non è più una “escursione lunga”: richiede strategia.
- Tipo di sforzo: gestione di 4–6 ore di corsa (per molti). Si entra nel territorio in cui una scelta sbagliata a metà gara si paga fino all’arrivo.
- Punti critici:
- la salita centrale (di solito la più “sentita” mentalmente);
- la prima discesa vera: se la fate a tutta, arrivate all’ultima salita con gambe di legno.
- Cosa allenare:
- uscite di 3–4 ore con più salite e discese, per abituare gambe e testa ai continui cambi di ritmo;
- la capacità di iniziare piano e aumentare leggermente il ritmo dopo metà percorso;
- uso eventuale dei bastoncini in salita, se pensate di portarli (allenateli bene, non improvvisate).
- Alimentazione: programma minimo di 30–60 g di carboidrati/ora, da testare in allenamento. Il classico errore: “tanto è solo un 34 km”, e poi vi ritrovate vuoti al 25°.
55 km – D+ 2860 m: il trail lungo che non perdona improvvisazione
- Profilo: quasi 3000 m di dislivello, diverse ore sui sentieri. È qui che UTLO inizia a chiedere pazienza.
- Tipo di sforzo: sforzo di 7–12 ore per molti runner. Si entra nelle dinamiche dell’ultra: crisi, momenti di euforia, secondi respiri.
- Momenti critici:
- la gestione della parte centrale: fra il 20° e il 40° km si fanno gli errori più grossi;
- gli ultimi 10–15 km: chi ha risparmiato un po’ in salita qui fa la vera differenza.
- Cosa allenare:
- “back to back” (due uscite ravvicinate, gambe stanche il secondo giorno);
- tolleranza alla fatica muscolare in discesa, con tratti tecnici affrontati in controllo, non in difesa;
- strategia di gara: imparare a dire “no” quando il gruppo intorno spinge troppo forte nelle prime salite.
- Alimentazione e idratazione: trasformate ogni uscita lunga in un laboratorio. Un giorno provate più gel, un altro più solido. Un atleta mi raccontava di aver scoperto, su un lungo in autunno, che le patate salate erano il suo “super carburante”: quella scoperta gli ha salvato un ultra intero.
100 km – D+ 5800 m: la notte, il lago, le montagne e voi
- Profilo: 100 km e 5800 m di D+. Numeri che cambiano il modo di pensare alla corsa. Non basta essere in forma: serve resilienza.
- Tipo di sforzo: lunga esposizione, gestione di sonno, temperature variabili, stomaco che a un certo punto “fa di testa sua”.
- Momenti critici:
- le ore più buie della notte, quando il lago tace e il bosco amplifica ogni rumore;
- l’alba: il corpo si “risveglia”, ma la stanchezza accumulata può esplodere all’improvviso.
- Cosa allenare:
- uscite molto lunghe (5–7 ore) su terreno simile, ma anche allenamenti serali per abituarsi al buio;
- capacità di gestire le crisi: rallentare, mangiare, respirare, ripartire;
- uso dei bastoncini come “terza e quarta gamba” nelle salite interminabili.
- Alimentazione: preparate un piano A e un piano B. In un 100 km quasi mai va tutto secondo i piani. Il gel che amate in allenamento, al 70° km potrebbe sembrarvi immangiabile. Avere alternative (biscotti, pane, cibo salato) evita il panico.
Meteo e condizioni di ottobre sul Lago d’Orta
- Temperature (indicative, basate sulle medie di zona):
- mattina: spesso fresca, 6–12°C;
- giorno: 12–18°C possibili, specie se c’è sole;
- notte: calo netto, anche sotto i 10°C in quota, con umidità alta.
- Umidità: il lago crea un microclima morbido, ma anche umido. Tradotto: potreste sentire più freddo del previsto nelle ore ferme ai ristori o in vetta.
- Pioggia e terreno bagnato: ottobre può portare pioggia. Un anno ho visto corridori arrivare con le scarpe fradice, ma col sorriso: “Mi sono allenato spesso nel fango, oggi mi sentivo a casa”. Prepararsi anche al bagnato cambia tutto.
- Fogliame e radici: con l’autunno, i sentieri si coprono di foglie. Bello da vedere, insidioso sotto i piedi: radici, pietre, pozzanghere nascoste. Qui l’allenamento di propriocezione (piedi “attenti”) fa la differenza.
- Vento in cresta: anche con temperature miti, un colpo di vento in quota può “raffreddarvi” in pochi minuti. Pensate sempre a uno strato extra leggero nello zaino.
Terreno: cosa aspettarsi sotto le scarpe
- Sentieri forestali morbidi: lunghi tratti corribili su fondo di terra e aghi di pino. Qui si guadagna tempo… ma anche si rischia di esagerare con il ritmo.
- Mulattiere e tratti pietrosi: pietre, gradoni, qualche passaggio in cui dovrete guardare bene dove mettete i piedi. Lì ho visto un corridore fermarsi un attimo, guardare il lago e dire: “Se corro troppo, mi perdo questo”. Ha ripartito più piano… è arrivato con una foto meravigliosa nella testa.
- Discese tecniche: fondo irregolare, cambi di pendenza, curve improvvise. È il regno di chi ha allenato bene i quadricipiti e non si fa prendere dalla foga.
- Attraversamenti di borghi e tratti su asfalto: brevi, ma presenti. Utili per rilassare un attimo la mente e sistemare materiale, mangiare, bere.
Materiale: scegliere con la testa, non solo col cuore
Scarpe
- Grip deciso su fondo misto: terra, pietre, foglie umide.
- Protezione dell’avampiede consigliata per 34, 55 e 100 km. Una pietra presa male al 10° km è solo fastidio; al 70° km diventa una tortura.
- Comfort prima di tutto sulle lunghe distanze: il lago non scappa, il tempo sul cronometro sì. Meglio arrivare 10 minuti dopo che fermarsi 10 km prima.
Bastoncini
- Consigliati fortemente su 55 km e 100 km, valutabili su 34 km.
- Inutili se non vi allenate con costanza a usarli: diventano solo peso e intralcio.
- Imparate a sincronizzare passo e spinta: in una gara lunga, i bastoncini vi salvano le gambe in salita e vi aiutano a mantenere postura in discesa.
Abbigliamento
- Sistema a strati:
- strato traspirante vicino alla pelle;
- maniche lunghe leggere o gilet;
- antivento/antipioggia compatto nello zaino.
- Cappello e guanti leggeri indispensabili per il 100 km, fortemente consigliati per 55 e 34 km in caso di meteo incerto.
- Ricordate una cosa: nei boschi umidi intorno al Lago d’Orta, a ottobre, il freddo arriva spesso quando rallentate, non quando spingete.
Illuminazione
- Per il 100 km:
- frontale principale con buona autonomia;
- batterie di ricambio o seconda lampada;
- fascio di luce regolabile (ampio per i tratti corribili, focalizzato per i tratti tecnici).
- Consigliabile fare almeno 2–3 uscite notturne in allenamento: la prima volta che ho corso nel bosco al buio mi sembrava di volare… finché non ho capito che stavo solo correndo troppo forte per quello che vedevo.
Zaino e accessori
- Zaino o gilet con buona stabilità e capienza adeguata alla distanza (più litri per 55 e 100 km, minimal per 12 e 21 km).
- Soft flask o sacca idrica: scegliete ciò con cui siete più a vostro agio in allenamento.
- Buste impermeabili per telefono, giacca, strati di ricambio: la pioggia e il sudore non guardano in faccia nessuno.
Ristori e gestione dell’energia
Le edizioni passate dell’UTLO hanno sempre previsto ristori ben distribuiti e forniti, con soluzioni dolci e salate, oltre a bevande. L’organizzazione è abituata a gestire gare lunghe e ultra, e la logica dei ristori riflette questa esperienza.
- Per 12 e 21 km:
- pensate ai ristori come a un “bonus”, non come all’unica fonte di energia;
- portate comunque una vostra riserva (gel, barretta): se arrivate in un momento di affollamento, non perderete tempo.
- Per 34 km:
- abbracciate il concetto “mangiare prima di avere fame”;
- usate i ristori per integrare: un sorso di brodo, un pezzo di banana, un po’ di salato possono cambiare la gara.
- Per 55 e 100 km:
- ogni ristoro diventa una mini tappa: arrivate con un piano in testa (cosa mangio, quanto riempio, quanto tempo resto);
- non trasformate il tavolo del ristoro in un buffet infinito: 1–3 minuti possono bastare se sapete cosa volete;
- attenzione al freddo: fermarsi troppo sudati, senza coprirsi, è un classico errore delle lunghe distanze.
Una volta, a un trail autunnale, un corridore si è seduto al ristoro “solo per un attimo”. Si è alzato dopo 20 minuti, intirizzito. Ha finito lo stesso, ma mi ha confessato: “Ho perso più energia lì che in una salita intera”.
Meneurs d’allure / Pacers
Le informazioni ufficiali recenti su UTLO sottolineano l’attenzione all’organizzazione, alla sicurezza e alla gestione dei ristori, ma non riportano in modo chiaro e stabile la presenza di meneurs d’allure o pacer per le diverse distanze. In passato, l’evento ha dato priorità alla marcatura del percorso, ai punti di controllo e ai ristori, più che a gruppi strutturati per chi vuole seguire un tempo specifico.
- Cosa significa per voi:
- non contate sulla presenza sicura di un pacer per il vostro tempo;
- costruite il vostro piano di ritmo in autonomia: tempi intermedi, gestione delle salite, margini per le crisi;
- se l’organizzazione annuncerà eventuali pacer per alcune distanze, consideratelo un plus, non un elemento centrale della strategia.
Adattare la preparazione al terreno (senza ancora entrare nel piano)
- Per tutte le distanze:
- inserite regolarmente salite e discese simili come durata a quelle che troverete in gara;
- cercate terreni misti: sterrato morbido, tratti pietrosi, un po’ di fango se possibile;
- allenate i piedi a “leggere” il sentiero: meno distrazioni, più attenzione agli appoggi.
- Specifico per 12 e 21 km:
- lavorate su cambi di ritmo brevi e intensi in salita;
- curate la tecnica di discesa: brevi tratti ripetuti, concentrati sulla fluidità.
- Specifico per 34 km:
- simulate uscite con più blocchi di salita-discesa per abituare i muscoli a ripetere lo stesso schema;
- fate almeno un lungo in condizioni meteo “brutte”: pioggia leggera, freddo, terreno scivoloso. Vi darà una fiducia enorme se in gara il cielo si chiude.
- Specifico per 55 e 100 km:
- introducete uscite serali o all’alba: correre quando il corpo vorrebbe essere a letto è un allenamento mentale prezioso;
- provate il materiale completo (zaino carico, giacca, bastoncini, frontale) almeno in un paio di uscite lunghe;
- imparate a riconoscere la fatica “buona” da quella che vi sta portando oltre il limite: una sottile differenza che, una volta capita, vi accompagna per anni.
C’è un momento, sui sentieri sopra il lago, in cui il rumore dei passi si mescola al silenzio del bosco. È lì che ci si accorge se la preparazione è stata onesta. Non perfetta, non “da manuale”. Onesta. Se arriverete a UTLO con questa sensazione, la gara diventa molto più di una semplice somma di km e metri di dislivello.
Meteo prevista il giorno della gara a Germagno
Stima il tuo tempo di gara
Domande e risposte
Nel weekend dell’Ultra Trail del Lago d’Orta 2026 sono proposte più distanze (circa 12 km, 21 km, 34 km, 55–60 km e 100 km), tutte su sentieri intorno al Lago d’Orta, con partenza nella zona di Omegna/Bagnella. Il dislivello va da moderato sui percorsi più corti a molto impegnativo su quelli lunghi, con sezioni tecniche e salite ripetute. Pour bien vous préparer, choisissez votre distance en fonction de votre expérience et adaptez votre plan à ce couple distance + dénivelé.
L’Ultra Trail del Lago d’Orta è una gara di montagna con sentieri tecnici, single track, pietraie e tratti potenzialmente scivolosi in caso di pioggia. Le distanze più lunghe (55–60 km e 100 km) richiedono esperienza in lunghi trail, gestione dell’alimentazione, capacità di correre di notte e abitudine al dislivello. I percorsi più corti restano impegnativi ma sono accessibili a chi ha già corso trail di 20–30 km e vuole scoprire il territorio del Lago d’Orta in modalità compétitive.
Su un trail come l’Ultra Trail del Lago d’Orta è fondamentale correre in gestione: partire tranquilli, camminare attivamente nelle salite più ripide e sfruttare i tratti scorrevoli per stabilizzare il ritmo. Programmate una velocità obiettivo per ogni grande segmento (salita, cresta, discesa) e un piano di alimentazione/hydratation dès le 30e minute. Adattate il vostro ritmo alle condizioni meteo e al terreno, sans chercher votre record sur les premières heures.
Sulle varie distanze dell’Ultra Trail del Lago d’Orta sono presenti più ristori con acqua, bevande energetiche e alimenti salati/dolci, distribuiti lungo il percorso e all’arrivo. Consultate le informazioni ufficiali della vostra distanza per conoscere il numero esatto e la posizione dei punti di ristoro. In preparazione, allenatevi a mangiare e bere regolarmente (tutte les 20–30 minutes), portando con voi soft flask, gel/barrette e eventualmente una riserva d’acqua nei tratti più lunghi tra due ristori.
Su preparun.com trovate due piani personalizzati: il Starter Run, gratuito, ideale per iniziare la preparazione e strutturare 6–8 settimane di base, e la Finisher Line, completo e a pagamento, pensato per arrivare pronto il giorno J con lavoro su dislivello, distanza, ritmo gara e gestione della fatica. Entrambi sono personalizzati in base a età, livello, obiettivo e numero di uscite settimanali, e si adattano alle distanze e al dislivello specifici dell’Ultra Trail del Lago d’Orta. Create subito il vostro piano su preparun.com per costruire una preparazione su misura.
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Ultra Trail del Lago d'Orta non è una gara qualsiasi: è un viaggio lungo i sentieri sospesi tra montagna e acqua, da affrontare con rispetto e con una preparazione all'altezza. Vous avez déjà scelto la vostra distanza, dal 100 km alle prove più brevi, et ora la vera differenza si farà nel modo in cui vi allenerete nelle prossime settimane. Un plan d'entraînement personalizzato vi aiuta a gestire dislivello, fatica e tempi di recupero, senza lasciare nulla al caso. Sur Preparun, adattiamo le sedute al vostro livello, alla vostra storia di corsa et à votre vie quotidienne, pour que possiate arrivare a Omegna lucidi, sereni, pronti a godervi ogni chilometro intorno al lago.
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