Ultra Trail del Moscato – Santo stefano belbo

Ultra Trail del Moscato

Santo stefano belbo (12058) 25 settembre 2026 Trail
Partenza tra
J−61

Informazioni sulla gara

Ultra Trail del Moscato propone 4 gare da 10 a 106 km, il 25 settembre 2026 a Santo stefano belbo.

Informazioni chiave sulle gare di Ultra Trail del Moscato
Gara Distanza Dislivello Partenza
10 km 10 km +550 m
21 km 21 km +1 100 m
54 km 54 km +2 800 m
106 km 106 km +5 200 m

Essere già iscritti all’Ultra Trail del Moscato significa avere fatto un passo importante: avete scelto di correre nel cuore delle Langhe del Moscato, tra vigneti, crinali e paesaggi che sembrano dipinti. Ora la priorità è una sola: preparare la gara con serenità e metodo, in modo da godervi ogni chilometro.

Mi chiamo Lorenzo Conti e corro da più di quindici anni. Ho imparato sulla mia pelle che, nelle gare come l’Ultra Trail del Moscato, non vince chi “si ammazza di allenamenti”, ma chi costruisce passo dopo passo una preparazione equilibrata, capace di portarlo al via riposato, fiducioso e pronto a gestire l’imprevisto.

Ultra Trail del Moscato: percorso, ambiente e difficoltà

L’Ultra Trail del Moscato d’Asti si svolge a Santo Stefano Belbo, nel cuore delle Langhe piemontesi, tra colline disegnate dai filari di Moscato, boschi, strade bianche e sentieri panoramici.

Il paesaggio è il grande protagonista: lunghi tratti in cresta con vista sulle colline, passaggi tra i vigneti, sterrato compatto alternato a single track più tecnici, soprattutto in discesa. Nelle edizioni passate il percorso ha toccato diverse frazioni e colline attorno al paese, con salite spesso brevi ma intense, e alcuni settori più lunghi dove la gestione dell’energia diventa fondamentale.

Le quattro distanze ufficiali sono:

  • 106 km, circa 5200 m D+, partenza alle 10:00 – l’ultra principale, un viaggio vero e proprio sulle Langhe.
  • 54 km, 2800 m D+, partenza alle 07:30 – distanza impegnativa, con salite frequenti e discese che consumano le gambe.
  • 21 km, 1100 m D+, partenza alle 09:30 – trail collinare nervoso, ideale per chi ha già esperienza sui 20 km.
  • 10 km, 550 m D+, partenza alle 10:00 – short trail con saliscendi continui, perfetto come primo assaggio di trail.

Il terreno è per lo più sterrato: strade bianche, sentieri nei vigneti e nei boschi, qualche tratto asfaltato in avvicinamento alle borgate o nei tratti urbani di Santo Stefano Belbo. In caso di pioggia l’argilla delle colline può diventare scivolosa: è un dettaglio da tenere presente nella scelta delle scarpe e nella strategia di gara.

Preparare l’Ultra Trail del Moscato: costruire il vostro piano d’allenamento

Che abbiate scelto la Magistra Langarum 106 km, la Lavorare Stanca 54 km, la Paesi Tuoi 21 km o la Sali Scendi 10 km, la chiave è un piano d’allenamento specifico per distanza, dislivello e terreno. Non basta “correre tanto”: occorre combinare lavoro di salita, resistenza, tecnica di discesa e gestione dell’energia.

Per l’Ultra Trail del Moscato 106 km, pensate la preparazione come a un puzzle da costruire con pazienza. Servono:

  • Lunghissimi progressivi (3–6 ore), via via più vicini al profilo della gara: collinari, con salite e discese, curando più la durata che la velocità.
  • Back-to-back: due uscite lunghe in giorni consecutivi, per simulare la fatica accumulata e imparare a correre con le gambe stanche.
  • Lavoro in salita: ripetute su salite di 5–10 minuti, a ritmo controllato, per costruire forza resistente senza stressare troppo le articolazioni.
  • Tecnica di discesa: sessioni dedicate a scendere in modo rilassato, con passi corti e frequenti, imparando a “leggere” il terreno.

Sulla 54 km, la preparazione resta impegnativa ma più compatibile con la vita lavorativa. Potete strutturare 3–4 uscite settimanali con:

  • Un allenamento lungo collinare (2,5–4 ore), a ritmo sostenibile.
  • Una seduta di salite brevi (30–60 secondi) per costruire forza.
  • Un lavoro di ritmo in piano o su falso piano (progressivi, fartlek), per migliorare l’efficienza.
  • Una uscita rigenerante su terreno facile.

Sui 21 km e 10 km, la priorità è gestire bene i saliscendi. Il piano d’allenamento deve includere:

  • Almeno un allenamento collinare a settimana, anche breve ma con un buon numero di salite.
  • Sessioni di forza generale (core, glutei, polpacci) per sostenere gli sforzi in salita.
  • Esercizi di tecnica di corsa e coordinazione, per muoversi fluidi sui sentieri.
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Un esempio concreto: se lavorate a tempo pieno e puntate ai 54 km, può funzionare un piano su quattro uscite:

  • Martedì: lavoro di salita (ripetute o fartlek collinare).
  • Giovedì: ritmo in piano (progressivo sui 40–60 minuti).
  • Sabato: lungo collinare, aumentando gradualmente durata e dislivello.
  • Lunedì o mercoledì: uscita facile + esercizi di forza.

Se invece siete alle prime esperienze e correrete i 10 km, il piano può essere più semplice ma va comunque strutturato: 3 uscite a settimana (una collinare, una di ritmo, una rigenerante) sono più efficaci di un volume casuale.

Gestione dell’andatura e dell’energia sulle Langhe del Moscato

Uno dei “tranelli” dell’Ultra Trail del Moscato è l’andamento del percorso: le colline delle Langhe sembrano dolci, ma sommano dislivello in modo subdolo. I continui saliscendi possono logorare chi parte troppo forte, soprattutto sugli 106 km e sulla 54 km.

Qualche principio pratico:

  • Partenza controllata: nelle prime ore tenete un margine. Camminare le salite, anche se brevi, può essere la scelta più intelligente.
  • Salite regolari: concentrarsi sulla cadenza e sulla postura, più che sulla velocità. Spingere troppo presto si paga sempre.
  • Discese fluide: niente “sprint” in discesa. Lasciate correre le gambe, mantenendo controllo sul terreno, soprattutto nei tratti tecnici.
  • Alimentazione programmata: decidete in anticipo cosa e quando mangiare. Sulle distanze lunghe, una strategia di carboidrati costanti (gel, barrette, piccoli snack solidi) è più importante del ritmo medio.

Una breve aneddoto: in una maratona collinare a cui ho partecipato, la metà dei corridori che avevano spinto nei primi 15 km si è fermata al 30° per crampi o cali di energia. Chi aveva accettato di perdere qualche minuto all’inizio è arrivato al traguardo lineare, superando molti compagni di gara. Su un trail come il Moscato, l’effetto è amplificato.

Allenate in anticipo la vostra strategia di gara: durante i lunghissimi provate ritmo, alimentazione, idratazione e gestione delle crisi. Ogni lungo deve essere anche un test mentale.

Materiale consigliato per l’Ultra Trail del Moscato

Il contesto collinare e il meteo di fine settembre richiedono qualche scelta mirata. L’organizzazione fornisce un regolamento dettagliato sul materiale obbligatorio e consigliato tramite il sito dynamic-center.it e i canali social.

Linee guida pratiche:

  • Scarpe da trail con buona aderenza su terreno misto (sterrato, erba, argilla). Se piove, tasselli più pronunciati aiutano sui vigneti fangosi.
  • Zaino o gilet da trail con capienza adeguata alla distanza (più spazio per i 106 km, più compatto per i 10–21 km).
  • Bastoncini (consigliati per 106 e 54 km): utili nelle salite più lunghe e per risparmiare le gambe.
  • Abbigliamento a strati: maglia tecnica traspirante, strato intermedio leggero, giacca antivento/antipioggia sottile.
  • Cappellino o bandana e crema solare: le creste dei vigneti possono essere molto esposte.
  • Lampada frontale per l’ultra, se prevedete di correre di notte o nelle ore buie.

Curate in allenamento anche l’uso del materiale: provate zaino, bastoncini, frontale e alimenti nelle vostre uscite lunghe. Il giorno della gara non dovrebbe esserci nulla di “nuovo”.

Allenamento, prevenzione infortuni ed equilibrio con la vita quotidiana

Preparare l’Ultra Trail del Moscato significa anche trovare un equilibrio tra corsa, lavoro e vita personale. Un buon piano d’allenamento deve includere momenti di recupero e attenzione alla prevenzione degli infortuni.

  • Forza e stabilità: 2 sessioni a settimana di esercizi per core, glutei, anche e caviglie riducono il rischio di problemi su caviglie e ginocchia.
  • Recupero programmato: inserite settimane di scarico ogni 3–4 settimane, con volumi ridotti del 20–30%.
  • Sono e nutrizione: cercate di proteggere almeno 7 ore di sonno nelle fasi più intense della preparazione e una alimentazione equilibrata.
  • Ascolto dei segnali: un dolore che si ripete a ogni uscita merita attenzione. Meglio un giorno di riposo in più che fermarsi un mese.

Una volta ho insistito a correre con un fastidio al tendine pensando di “tener duro” fino alla gara: risultato, tre settimane di stop e obiettivo saltato. La lezione è semplice: la costanza conta più dell’eroismo.

Nutrition de course

Il giorno J, la tua alimentazione fa la differenza.

Prima, durante e dopo la gara: un piano alimentare personalizzato è disponibile in aggiunta al tuo piano d'allenamento.

Ultra Trail del Moscato: informazioni pratiche per il giorno della gara

L’Ultra Trail del Moscato 2026 si svolge dal 25 al 27 settembre, con epicentro a Santo Stefano Belbo (CN). La zona di partenza e arrivo è generalmente nelle vicinanze del centro del paese, con servizi dedicati ai partecipanti e un’atmosfera molto conviviale.

Gli orari di partenza delle diverse distanze sono:

  • 106 km: partenza alle 10:00.
  • 54 km: partenza alle 07:30.
  • 21 km: partenza alle 09:30.
  • 10 km: partenza alle 10:00.

Per dettagli aggiornati su regolamento, materiale obbligatorio e logistica (ritiro pettorali, parcheggi, docce, pasta party), fate riferimento al sito ufficiale dynamic-center.it e alla pagina Facebook Trail del Moscato, dove l’organizzazione pubblica comunicazioni e aggiornamenti.

La cosa più bella, a mio avviso, è l’atmosfera: correre tra le colline del Moscato, con i volontari e la gente del posto che incitano e sorridono, fa dimenticare per un momento la fatica. Se arrivate con una preparazione solida, potrete davvero godervi tutto: dal primo passo tra i filari all’ultimo metro verso il traguardo a Santo Stefano Belbo.

Che si tratti della vostra prima ultra o del vostro primo trail tra i vigneti, l’Ultra Trail del Moscato può diventare un ricordo speciale: una corsa impegnativa ma accogliente, in un territorio che sa prendersi cura dei corridori. Costruendo la vostra preparazione con calma e costanza, arriverete sulla linea di partenza con la sensazione più importante: quella di essere pronti.

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Buono a sapersi

Informazioni utili per preparare la gara

  • Quota tecnica: il percorso si corre quasi tutto su terreno off-road, tra sterrati, sentieri, vigneti e tratti di bosco. In caso di pioggia, il fango nelle zone in terra battuta può diventare rapido e viscido. Per voi, questo cambia tutto: appoggio, scelta delle scarpe, gestione delle discese.
  • Dislivello vero da rispettare: i dati ufficiali da considerare sono 10 km con D+ 550 m, 21 km con D+ 1100 m, 54 km con D+ 2800 m e 106 km con D+ 5200 m. Sono numeri molto impegnativi rispetto alla distanza, soprattutto sulle prove brevi: qui non basta “avere gamba”, serve saper salire senza bruciarsi.
  • Profilo collinare continuo: le Langhe non regalano mai lunghi tratti piatti. La fatica arriva dai saliscendi ripetuti, che consumano quadricipiti e polpacci più di quanto sembri. È il classico terreno che punisce chi forza troppo in salita e poi scende rigido.
  • Discese da non sottovalutare: i tratti in discesa possono essere più costosi delle salite se li affrontate male. Su fondo sconnesso e con curve strette, conviene lavorare in allenamento sulla frequenza del passo e sulla stabilità delle caviglie.
  • Esposizione al meteo: sui crinali e tra i filari il vento può farsi sentire, mentre il sole sulle colline può colpire forte anche quando l’aria sembra fresca. A fine settembre il clima può cambiare rapidamente: partire leggeri, ma con una protezione antivento da poter portare con sé, è una scelta prudente.

Come adattare la preparazione alla distanza

Distanza Cosa conta di più Rischio principale Indicazione pratica
10 km – D+ 550 m Efficienza in salita, agilità in discesa Partire troppo forte e andare in acido sulle rampe Allenate salite brevi e ritmo controllato sui falsopiani
21 km – D+ 1100 m Tenuta muscolare e gestione del passo Crollo negli ultimi tratti se siete troppo aggressivi all’inizio Inserite lunghi collinari e lavoro specifico sulle discese
54 km – D+ 2800 m Resistenza, alimentazione, economia di corsa Consumo eccessivo nei primi due terzi di gara Provate uscita lunga su terreno mosso e strategia nutrizionale in allenamento
106 km – D+ 5200 m Gestione della fatica, continuità, lucidità Crisi energetiche e danno muscolare nelle salite ripetute Servono lunghi molto specifici, back-to-back e lavoro di forza resistente

Materiale da prevedere con attenzione

  • Scarpe da trail con grip vero: tasselli efficaci su terra, erba e fango. Su questo terreno una suola “timida” vi tradisce al primo tratto scivoloso.
  • Bastoncini: molto utili sulle distanze di 54 km e 106 km, dove il dislivello è importante e la fatica delle gambe si accumula presto.
  • Zaino o gilet: sceglietelo in base alla distanza e al materiale da portare. Sulle prove lunghe è fondamentale che stia fermo, anche in discesa.
  • Giacca leggera antivento o antipioggia: il meteo in collina può cambiare in fretta. Una protezione piccola, ma efficace, vale oro quando il vento entra tra le vigne.
  • Luce frontale: da considerare in modo serio per la 106 km, dove la parte notturna o nelle ore di buio può diventare decisiva.
  • Calze tecniche e prevenzione sfregamenti: saliscendi e umidità aumentano il rischio di vesciche. Non aspettate il giorno gara per testare tutto.

Rifornimenti e gestione energetica

  • Strategia alimentare programmata: su percorsi come questi, la vera differenza la fa la continuità nell’assunzione di carboidrati, liquidi e sali. Aspettare la fame o la sete è sempre un errore.
  • Provate tutto in allenamento: gel, barrette, alimenti solidi, borracce e sali vanno testati prima. Il primo esperimento non si fa mai in gara.
  • Idratazione attiva: le salite brevi e ripetute aumentano il costo energetico anche quando la velocità non sembra elevata. Bere poco nelle prime ore può presentarvi il conto più tardi.
  • Tratti di ristoro: la presenza di punti di assistenza è un elemento utile soprattutto sulle distanze più lunghe, ma la vostra gara non deve dipendere da un ristoro “perfetto”. Portate comunque una logica autonoma.

Presenza di pacer e supporto

  • Meneurs d’allure: non risultano informazioni affidabili sulla presenza di pacer per questa corsa nei risultati disponibili. Meglio non contarci per la preparazione o la gestione del ritmo.
  • Assistenza: per le distanze lunghe, preparatevi a ragionare come se foste autonomi nei tratti chiave. È una gara che premia chi sa gestire se stesso, non chi aspetta di essere “salvato” da fuori.

Cosa allenare davvero per arrivarci pronti

  • Salite lunghe e ripetute: indispensabili per i 54 km e i 106 km, ma utili anche sui 10 e 21 km perché il dislivello è molto alto rispetto alla distanza.
  • Forza delle gambe: quadricipiti, glutei, polpacci e caviglie devono reggere sia le ascese sia le discese. Su questo terreno, la forza resistente vale quanto il fiato.
  • Discese tecniche: allenatele con passo corto, busto stabile e attenzione alla frequenza. Le gambe vi ringrazieranno dopo il trentesimo rimbalzo.
  • Lunghe uscite su fondo misto: cercate percorsi con sterrato, tratti collinari e cambi di ritmo naturali. È il modo migliore per avvicinarsi alla realtà della gara.
  • Gestione dello sforzo: su queste pendenze, il passo ideale non è mai “spinto” a lungo. Meglio correre in controllo e camminare con decisione le rampe più ripide, soprattutto sulle distanze superiori.

Piccoli dettagli che fanno la differenza

  • Testate il grip in discesa: una scarpa ottima in piano può rivelarsi fragile sul bagnato o sull’argilla.
  • Allenate lo stomaco: nelle prove lunghe, la pancia è spesso il vero giudice della giornata. Se non regge, la corsa si spezza.
  • Proteggete i polpacci: con questo continuo sali-scendi, sono tra i primi muscoli a lamentarsi. Un buon lavoro di forza preventiva può farvi arrivare molto più solidi.
  • Non sottovalutate i 10 km: 550 metri di dislivello su 10 chilometri non sono un semplice “assaggio”. Sono una gara corta solo sulla carta.

Meteo prevista il giorno della gara a Santo Stefano Belbo

Sulla base degli ultimi 10 anni (medie 2016–2025)
🌧️
Pioggia
il più frequente
22°
Max. media
estremo 30°
13°
Min. media
estremo 6°
12 km/h
Vento medio
raffiche 52
Storico del meteo del 25 settembre da 10 anni
🌤️ 23° 2016
☁️ 21° 2017
☁️ 22° 2018
☁️ 23° 2019
🌧️ 19° 2020
🌧️ 21° 2021
🌧️ 20° 2022
☀️ 23° 2023
☁️ 21° 2024
🌧️ 18° 2025
Dati meteo: Open-Meteo / ERA5

Stima il tuo tempo di gara

In base al tuo ritmo obiettivo, ecco come si svolgerà la tua gara
Ritmo 5:00 min/km
3:00 · Veloce 8:00 · Lento
Tempo stimato
50:00
Velocità
12,0 km/h
Ritmo moderato · Mantieni questo ritmo fino al traguardo con un piano di allenamento personalizzato

Domande e risposte

L’Ultra Trail del Moscato versione lunga, Magistra Langarum, si corre il 25 settembre 2026 e misura circa 110 km per un dislivello positivo di circa 5.000–5.400 m D+, con partenza e arrivo a Santo Stefano Belbo. Il tracciato alterna lunghe salite sui crinali delle Langhe e discese tecniche tra vigneti e boschi. Pour la préparation, visez des sorties longues progressives, et travaillez les enchaînements de montées et descentes pour habituer vos quadriceps et votre gestion de l’effort sur ce profil exigeant.

L’Ultra Trail del Moscato 100k è un ultra impegnativo: oltre 100 km, più di 5.000 m D+, grande variabilità de terrain et arrivée de nuit possible. È adatta a corridori con esperienza précedente su ultra di almeno 60–70 km, déjà habitués aux ravitaillements et à la gestion mentale de courses de plus de 12 heures. Se è il vostro primo 100 km, prevedete une préparation structurée, un repérage éventuel d’une partie du parcours et un travail spécifique sur la marche en montée e la capacité à repartir après les coups de fatigue.

Le distanze principali sono circa 100 km (Magistra Langarum), 54 km (Lavorare Stanca) e ~20 km (Paesi Tuoi), tutte con forte dislivello. In gara, partite molto più piano del vostro ritmo trail abituale, alternando corsa e camminata in salita. En préparation, structurez 3 axes: una uscita lunga settimanale, lavoros de D+ (pentes, escaliers, montées répétées) e séances à allure facile per costruire fondo. Allenatevi anche con alimentazione e idratazione in condizione de course pour tester ce que vous supportez sur plusieurs heures.

L’Ultra Trail del Moscato prevede punti di ravitaillement regolamentari sull’ultra e sulle altre distanze, ma la lunghezza del 100k impone di essere autonomi tra i posti di ristoro. Prévoyez zaino/trail vest, 2 flask o borracce, frontale con batterie de rechange, giacca impermeabile, strati caldi, bastoncini (molto utili con 5.000 m D+), e un kit de sécurité minimale. En entraînement, abituatevi a correre con il materiale che userete il giorno J, testate alimenti e bevande, e simulate des sections de nuit si votre course le permet.

Su Preparun trovate due piani personalizzati per l’Ultra Trail del Moscato, adattati alle sue distanze e al dislivello: il Starter Run, gratuito, ideale pour avviare una preparazione progressiva, strutturare le prime settimane e costruire il fondo; e la Finisher Line, completa e a pagamento, pensata per arrivare prêt le giorno J, con lavoro specifico su D+, ritmo gara, gestione della fatica e affûtage finale. Entrambi si adattano in modo personalizzato alla vostra età, livello, obiettivo e numero di uscite settimanali. Vi invitiamo a creare il vostro piano su preparun.com per preparare la gara in modo sicuro ed efficace.

Prepara la tua gara in 7 domande

Ultra Trail del Moscato non è una semplice corsa tra i vigneti delle Langhe: è una sfida che richiede rispetto, metodo e un piano d'allenamento costruito su misura. Avec les 106, 54, 21 ou 10 km, il dislivello e i continui saliscendi possono trasformare l'entusiasmo in fatica se non si prepara bene. En choisissant un programma personnalisé adapté à votre niveau, à votre storia di corsa e al tempo che avete ogni settimana, vous mettez toutes les chances de votre côté pour arrivare al traguardo lucidi, sereni e fieri du chemin parcouru.

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Altri corridori usano già i piani di allenamento Preparun (e ne sono entusiasti!)

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Lorenzo Conti
Aggiornato il 6 luglio 2026
Articolo scritto da :
Lorenzo Conti corre da oltre quindici anni e viene dal mondo della corsa su strada. Ha iniziato a correre per gestire lo stress del lavoro e…... continua a leggere
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Jules Patrick Maria Laurene
+8

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