Informazioni sulla gara
Andersen Run propone 5 gare da 5 a 22 km, il 4 ottobre 2026 a Sestri levante.
| Gara | Distanza | Dislivello |
|---|---|---|
| 5 km | 5 km | — |
| 8 km | 8 km | — |
| 11 km | 11 km | — |
| 21 km | 21 km | — |
| 22 km | 22 km | +1 250 m |
Se siete iscritti alla Andersen Run, siete già parte di una storia che profuma di mare, di sentieri e di passaggi tra baie incantate. Ora viene la parte più bella: preparare il vostro corpo e la vostra testa per godersi ogni chilometro, dal primo passo al traguardo.
La manifestazione nasce a Sestri Levante, nel cuore della Liguria, legata al Premio Andersen e ai racconti che da anni animano la Baia del Silenzio e la Baia delle Favole. Correre qui significa attraversare luoghi che i turisti contemplano lentamente… mentre voi li vivrete al ritmo del vostro respiro e delle vostre gambe.
Andersen Run percorso: cosa vi aspetta il giorno della gara
Le gare su strada di ottobre dell’Andersen Run sono disegnate intorno al Parco Mandela, punto di ritrovo e di arrivo, e si sviluppano tra Sestri Levante e Riva Trigoso, lungo la costa e le vie del centro storico.
- Andersen Run 21 km (mezza maratona su strada): partenza dal Parco Mandela, si corre verso Riva Trigoso, si raggiunge la chiesa di San Pietro e si rientra verso il caratteristico "carugio" del centro; qui arriva il passaggio magico nella Baia del Silenzio, su passerella a pochi centimetri dall’acqua, poi passeggiata fino a Sant’Anna e ritorno al Mandela. Il circuito viene percorso due volte, per un totale di 21,097 km.
- 11 km e 8 km: distanze intermedie, ideali se volete una gara intensa ma più breve. Il profilo è quello tipico della corsa su strada ligure: qualche falsopiano, brevi salite e discese, curve e tratti veloci lungo il mare.
- 5 km (Family Run): distanza più corta, perfetta per chi vuole vivere l’evento in modo più ludico ma comunque dinamico, senza sottovalutare il ritmo.
Qualunque distanza abbiate scelto, il filo conduttore è lo stesso: strada asfaltata, passaggi panoramici, cambi di ritmo e la sensazione costante di correre sospesi tra mare e cielo.
Préparer Andersen Run: costruire la base giusta
Per arrivare pronti all’Andersen Run 21 km, la parola chiave è progressione. Non serve distruggersi in allenamento, serve costruire. Immaginate la vostra preparazione come una lunga passeggiata che vi porta, passo dopo passo, a sentire la mezza maratona come una distanza amica.
Un plan d'entraînement efficace per la mezza tra le baie combina:
- Lavori di fondo: uscite tranquille da 60 a 90 minuti, per abituare le gambe a sostenere lo sforzo continuo.
- Ripetute lunghe (800 m, 1000 m, 2000 m): per lavorare sulla resistenza alla velocità e imparare a mantenere un ritmo regolare.
- Corsa collinare o con lievi salite: utili per simulare i falsopiani e le leggere ondulazioni del percorso ligure.
- Un lungo specifico di 18–20 km fatto 2–3 settimane prima della gara, al ritmo gara o poco più lento.
Crea il tuo piano di allenamento personalizzato
In 60 secondi ricevi un piano adatto al tuo livello, al tuo obiettivo e al terreno specifico di questa gara.
Per le distanze più corte (11 km, 8 km, 5 km), la preparazione può essere più orientata alla velocità, pur mantenendo una buona base aerobica. Vi consiglio di alternare:
- uscite di 40–50 minuti a ritmo conversazione;
- sedute di interval training (es. 10 × 400 m o 6 × 800 m) per dare brillantezza;
- qualche progressivo: partenza lenta, arrivo in ritmo gara negli ultimi 10–15 minuti.
Ricordate: non esiste un solo modo giusto di preparare l’Andersen Run, esiste il vostro modo, costruito intorno al vostro corpo e agli impegni della vostra vita quotidiana.
Plan d'entraînement Andersen Run: gestire ritmo e sensazioni
Il percorso della mezza maratona tra le baie non è completamente piatto. Ci sono tratti veloci, brevi salite, curve, il passaggio in Baia del Silenzio, la passeggiata sul mare: tutti elementi che spezzano la monotonia e che richiedono un po’ di strategia.
Durante la vostra preparazione per l’Andersen Run 21 km, lavorate su tre aspetti chiave:
- Ritmo gara: dedicate una seduta settimanale a correre tra i 6 e i 10 km al passo che pensate di tenere in gara. Così imparerete a riconoscerlo e a sentirvi sicuri.
- Cambi di ritmo: il percorso alterna tratti scorrevoli a zone più tecniche di passaggio. Inserite allenamenti con variazioni (es. 2′ forte, 3′ tranquillo) per imparare a gestire questi cambi senza andare fuori giri.
- Resistenza mentale: i due giri del tracciato non sono solo una sfida fisica, ma anche psicologica. Nella preparazione simulate percorsi ad anello o ripetuti, per abituarvi a "rifare" lo stesso giro con lucidità.
Per le distanze di 11 km, 8 km e 5 km, la gestione dell’allure è altrettanto importante. La tentazione è partire troppo forte. In allenamento, provate a correre qualche volta negative split: prima parte più tranquilla, seconda parte più veloce. Questo vi aiuterà a evitare di esplodere dopo pochi chilometri.
Non dimenticate il ruolo del recupero nel vostro plan d'entraînement: giornate lente, sonno sufficiente, un’alimentazione equilibrata. È nelle ore di riposo che il corpo assimila il lavoro.
Il giorno J, la tua alimentazione fa la differenza.
Prima, durante e dopo la gara: un piano alimentare personalizzato è disponibile in aggiunta al tuo piano d'allenamento.
Andersen Run consigli: materiali e piccoli dettagli che fanno la differenza
Per una gara su strada come l’Andersen Run, la scelta delle scarpe è fondamentale. Prediligete un modello da running su asfalto, con ammortizzazione adeguata al vostro peso e una buona risposta per sostenere il ritmo gara. Evitate di cambiarle all’ultimo momento: testatele nei vostri allenamenti chiave.
Altri dettagli pratici:
- Abbigliamento: ad ottobre sulla costa ligure la temperatura può variare. Uno strato leggero, traspirante, con eventualmente manicotti o una maglia a maniche lunghe sottile, vi permetterà di adattarvi ai primi chilometri più freschi.
- Rifornimenti: sulla mezza tra le baie sono previsti ristori ben distribuiti lungo il percorso. Allenatevi a bere regolarmente, senza aspettare di avere sete. Se usate gel o integratori, testateli in allenamento.
- Gestione dei passaggi “panoramici”: il transito in Baia del Silenzio è talmente bello che molti rallentano per guardare il mare. Va bene, se lo fate consapevolmente: inserite nel vostro piano l’idea che lì potreste perdere qualche secondo e compensate altrove con un ritmo più regolare.
- Riscaldamento: il giorno della gara, arrivate con il tempo necessario per un riscaldamento di almeno 10–15 minuti: corsetta leggera, qualche allungo, mobilità per caviglie e anche. Vi sentirete subito pronti dal primo metro.
Andersen Run informazioni pratiche
L’Andersen Run si svolge a Sestri Levante (GE), in Liguria, con ritrovo e arrivo al Parco Mandela. Il contesto è quello di una manifestazione ormai storica, nata nel 2014 e cresciuta negli anni attorno alle sue diverse gare su strada e trail.
Per la mezza maratona "La Mezza tra le Baie" (21 km), la partenza competitiva è prevista la domenica mattina alle ore 8:30, con tempo massimo di 3 ore. Il numero di partecipanti è limitato, l’organizzazione è curata dall’Atletica Levante in collaborazione con il Comune di Sestri Levante.
Dettagli aggiornati su regolamenti, percorsi e servizi (spogliatoi, parcheggi, pacco gara, ecc.) sono disponibili direttamente sul sito ufficiale Andersen Run e sulle pagine social gestite dallo staff, come il profilo Atletica Levante.
Che scegliate i 22 km con dislivello, la mezza maratona o una delle distanze più brevi, l’Andersen Run è l’occasione perfetta per sentire il passo che incontra il mare, tra baie, luce e storie. Prepararvi con cura vi permetterà di trasformare la fatica in ricordo prezioso, e Sestri Levante saprà ripagarvi con la sua bellezza ad ogni chilometro.
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Buono a sapersi
Panoramica tecnica delle distanze: cosa comportano davvero
All’Andersen Run avrete davanti 5 km, 8 km, 11 km, 21 km su strada e una 22 km trail con 1250 m D+. Distanze molto diverse. Richieste fisiche ed emotive opposte. Vale la pena trattarle una per una.
5 km – Family Run: la distanza “tranquilla” che tranquilla non è
Su 5 km il rischio è uno solo: partire a razzo, esplodere al 3° km, arrivare al traguardo con quella sensazione “potevo far meglio”.
- Impegno cardiovascolare: sforzo breve ma intenso. Il cuore sale in fretta, soprattutto se non siete abituati a cambiare ritmo.
- Terreno: asfalto, qualche curva, possibili lievi variazioni di pendenza, ma nulla di paragonabile a un trail.
- Obiettivo allenamento: abituarvi a tenere un ritmo un po’ scomodo per 20–40 minuti, senza “saltare” dopo i primi chilometri.
- Materiale: scarpa da strada comoda, ben ammortizzata, non necessariamente super performante. Se è la vostra prima gara, meglio privilegiare comfort rispetto alla velocità.
Piccola scena vera da gara: i bambini che vi sorpassano al primo tratto, voi che li ritrovate fermi al 2° km a camminare. Vedere questo in allenamento vi aiuterà a ricordare che la gestione del ritmo conta anche sui 5 km.
8 km e 11 km – le “via di mezzo” che bruciano le gambe
Non abbastanza lunghi per essere corsi piano. Non abbastanza corti per essere uno sprint. Gli 8 e gli 11 km sono le distanze in cui si impara davvero a soffrire con intelligenza.
- Profilo: strada ligure classica. Falsopiani, piccoli strappi, discese brevi. Mai piatti per troppo tempo. Il ritmo si spezza, le gambe devono saper cambiare marcia.
- Impatto muscolare: le brevi salite e discese stressano polpacci e quadricipiti più di quanto sembri. Soprattutto in città pianeggianti questo si sente moltissimo.
- Obiettivo allenamento: imparare a reggere 40–70 minuti a un ritmo né troppo facile né massimale, con frequenti cambi di passo.
- Materiale:
- scarpe da strada con buona stabilità in curva;
- calze tecniche sottili: l’ottobre ligure può far sudare, le vesciche arrivano a tradimento nel finale;
- se soffrite il caldo, visiera o cappellino leggero: i tratti esposti al mare, anche in autunno, possono “picchiare”.
Capita spesso: al 6°–7° km qualcuno vi passa forte in discesa, voi resistete alla tentazione di seguirlo. Poi lo riprendete sul falsopiano successivo. Questo è il cuore dell’Andersen Run su queste distanze: la gara comincia quando gli altri iniziano a pagare le curve e le salitelle.
21 km – Mezza maratona su strada: la sfida di testa
I 21 km dell’Andersen Run non sono una mezza da “tempo facile”. Non è cattiva, ma non perdona improvvisazione.
- Tipo di sforzo: 1h30–2h30 (o più) di corsa continua per molti. Il punto delicato è tra il 14° e il 18° km, quando la mente inizia a chiedersi “chi me l’ha fatto fare?” e le gambe sentono i cambi di ritmo accumulati.
- Ristori: sulla mezza sono previsti rifornimenti distribuiti lungo il percorso, con più punti acqua e sali. Allenarsi a bere in corsa è fondamentale: poche sorsate, spesso. Non aspettate la sete. In gara, chi arriva disidratato negli ultimi km sente il percorso farsi molto più duro del necessario.
- Gestione seconda metà: il fatto di girare due volte lo stesso anello crea un effetto curioso. Al secondo passaggio riconoscete ogni curva. Questo rassicura, ma vi fa anche sapere in anticipo dove arriveranno i pezzi più tosti. Va preparato mentalmente.
- Materiale:
- scarpe da mezza maratona o da allenamento leggero, se puntate solo a finire bene; se invece inseguite il personale, un modello più reattivo ma già testato;
- eventuale porta-gel o taschina integrata nei pantaloncini: con oltre 90 minuti di gara, un paio di gel ben provati in allenamento possono fare la differenza.
Immaginate il passaggio in Baia del Silenzio al secondo giro: qualcuno si emoziona, rallenta, qualcuno quasi si commuove. Il cuore va su non solo per lo sforzo, ma per il posto. È qui che un buon allenamento mentale vi aiuta a godervi il momento senza perdere la rotta.
22 km – Trail con 1250 m D+: un altro sport
La 22 km trail non ha nulla a che vedere, dal punto di vista muscolare, con la mezza su strada. Stessa lunghezza solo sulla carta. Con 1250 m D+ parliamo di una prova di resistenza di montagna vera e propria.
- Tempo di gara: per molti, 3–5 ore. Non è più una corsa continua, ma un’alternanza di corsa, camminata in salita, gestione delle discese.
- Tipologia di terreno:
- sentieri stretti, a tratti tecnici;
- radici, sassi, scalini naturali o gradoni in pietra;
- discese in cui la concentrazione conta quanto il fiato.
- Impatto muscolare: quadricipiti messi alla prova in discesa, polpacci e glutei in salita, caviglie sollecitate sulle irregolarità. Il giorno dopo, chi viene solo dalla strada spesso scopre muscoli di cui ignorava l’esistenza.
- Materiale specifico:
- scarpe da trail con buona suola e grip: fondamentali per sicurezza e fiducia sul tecnico;
- zainetto o gilet con tasche per acqua (soft flask o camelbak): il dislivello allunga molto i tempi tra un punto di ristoro e l’altro;
- bastoncini solo se ammessi dal regolamento e se li sapete usare: possono salvare le gambe nelle salite più lunghe, ma vanno provati a lungo prima;
- strati leggeri anti-vento: in quota basta una folata per farvi pentire di essere partiti solo in canotta.
C’è sempre quel momento, in un trail come questo, in cui si apre un balcone sul mare dopo una salita infinita. Il fiato è corto, le gambe bruciano, ma per qualche secondo vi dimenticate della fatica. Allenarsi per la 22 km significa prepararsi proprio a quei contrasti: fatica dura, panorama dolcissimo.
Meteo a Sestri Levante a inizio ottobre: cosa aspettarvi davvero
Sestri Levante a inizio ottobre è spesso dolce ma ingannevole.
- Temperature: lungo la costa ligure le mattine possono essere fresche, ma il sole, riflesso sul mare, fa salire rapidamente la percezione di caldo. In gara questo significa partire quasi infreddoliti e trovarsi sudati dopo pochi chilometri.
- Umidità: il tasso di umidità può essere alto. Anche con termometro “gentile”, la sensazione di fatica aumenta. Il sudore evapora meno, il corpo si surriscalda. Da qui l’importanza di idratazione regolare e indumenti traspiranti.
- Vento: alcuni tratti esposti possono essere ventosi. In certe edizioni il vento ha spinto forte in un senso e frenato nel senso opposto lungo il mare. È utile mentalmente sapere che una parte del percorso potrà essere “gratis” e un’altra più faticosa.
- Pioggia: non è esclusa. Strada bagnata significa:
- attenzione alle strisce pedonali e ai tratti con pavimentazione liscia;
- se correte il trail, radici e rocce scivolose, soprattutto in ombra.
Un classico: partite con la maglia a maniche lunghe perché avete freddo al Parco Mandela, dopo 2 km la arrotolate sui fianchi perché il sole esce e sembra primavera. Meglio prevederlo, invece di improvvisare.
Ristori, idratazione e alimentazione in gara
Gestione della mezza maratona (21 km)
Sulla “Mezza tra le Baie” trovate ristori ben distribuiti lungo il percorso con più punti acqua ogni giro, così da garantire assistenza regolare a chi corre anche più lentamente.
- Strategia pratica:
- prendete qualcosa da bere a quasi ogni ristoro, anche solo pochi sorsi;
- se usate gel, assumeteli poco prima di un punto di acqua per poter bere subito dopo;
- evitate di fermarvi bruscamente in mezzo al flusso, spostatevi verso il lato del tavolo, soprattutto nei primi ristori affollati.
- Cosa allenare prima:
- il gesto di bere in corsa senza ingolfarsi;
- l’uso di 1–2 gel o di piccoli bocconi solidi, per capire cosa tollera il vostro stomaco.
Molti arrivano al 16° km svuotati non per mancanza di allenamento, ma perché hanno saltato due ristori “tanto ho ancora energia”. In ottobre, con umidità e sole, questa leggerezza si paga cara.
Gestione del 22 km trail (1250 m D+)
Per la 22 km trail la logica cambia completamente.
- Ristori più distanziati: nel trail i punti di rifornimento sono in genere meno frequenti e legati anche alla logistica del territorio. Anche se non è una distanza estrema, il dislivello allunga i tempi tra un ristoro e l’altro.
- Autonomia consigliata:
- almeno 500–1000 ml di acqua o bevanda isotonica;
- qualche gel e/o barrette facilmente digeribili;
- eventuali sali o elettroliti se sudate molto o se la giornata è più calda del previsto.
Non c’è nulla di più frustrante che arrivare in cresta, panorami incredibili, ma con crampi che vi costringono a camminare in discesa. Spesso non è mancanza di forza, sono sali e idratazione gestiti male.
Distanze brevi (5, 8, 11 km)
- 5 km: potete correre solo con acqua pre-gara, ma se avete tendenza a disidratarsi, un sorso al ristoro centrale (se previsto) non fa mai male.
- 8 e 11 km: un po’ diversi. Se correte oltre i 50–60 minuti, bere almeno una volta durante la gara aiuta a finire lucidi.
Un piccolo trucco: allenarsi ogni tanto a correre dopo aver bevuto e mangiato qualcosa poco prima della partenza. Così il giorno della gara saprete come reagisce il vostro stomaco e non vi troverete sorpresi.
Meneur d’allure / pacer: ci saranno aiuti sul ritmo?
Per alcune edizioni di gare su strada analoghe in Liguria, la presenza di meneur d’allure (pacer) dipende spesso dal numero di iscritti e dalle scelte dell’organizzazione. Le informazioni ufficiali specifiche per l’Andersen Run 2026 non indicano in modo chiaro la presenza di pacer strutturati per la mezza o le altre distanze.
Cosa significa per voi, in pratica:
- non è prudente contare su un pacer per tenere il ritmo;
- conviene imparare in allenamento a riconoscere il vostro passo gara guardando il cronometro solo a tratti;
- potete decidere in partenza di affiancarvi a qualcuno del vostro livello e usarlo come “pacer spontaneo”: una piccola alleanza di gara che spesso nasce naturalmente tra sconosciuti e regge fino al traguardo.
Succede spesso: vi ritrovate per metà gara con la stessa persona a fianco. Nessuno dei due lo dice, ma entrambi tenete il ritmo sull’altro. Quando uno cede, l’altro lo incita con un “dai che ci siamo”. Non è ufficiale, ma è il pacer più umano che esista.
Gestione pratica del terreno: dove si fa la differenza
Asfalto, curve e piccoli strappi (5–8–11–21 km)
- Curve e cambi di direzione: rompere continuamente il ritmo stanca più di una salita costante. È utile essere abituati a percorsi cittadini, non solo rettilinei.
- Brevi salite: non servono spalle di montagna, ma la capacità di:
- non spingere troppo in salita;
- non “buttarsi” in discesa consumando i quadricipiti.
- Tratti panoramici: il passaggio su passerella a pochi centimetri dall’acqua e la passeggiata permettono tratti più scorrevoli dopo brevi cambi di ritmo. Il pericolo è lasciarsi prendere dal paesaggio e perdere la concentrazione sul passo e sulla postura.
Un aneddoto tipico: c’è sempre qualcuno che, al passaggio più spettacolare, prende il telefono per fare un video. Se siete in lotta col vostro tempo, decidete prima se quello è un punto in cui rallentare a cuor leggero, oppure se volete passarci concentrati e godervelo dopo, guardando le foto ufficiali.
Sentieri, dislivello e tecnica (22 km trail – 1250 m D+)
- Salite lunghe: difficilmente correrete tutto. Gestire il passo in camminata veloce è un’abilità specifica: chi viene solo dalla strada tende a voler correre sempre, e finisce per esplodere.
- Discese tecniche: qui si vince o si perde molto tempo. Scendere “frenati” per paura consuma i quadricipiti e toglie divertimento. Scendere troppo aggressivi può portare a cadute o distorsioni.
- Uso dei bastoncini: se consentiti, aiutano a scaricare peso su braccia e tronco. Ma vanno provati: non è il giorno della gara il momento per imparare a usarli.
Un’immagine frequente nei trail: in salita passate gente che corre a fatica mentre voi camminate decisi; in discesa la stessa gente vi vola via perché più abituata al tecnico. Prepararvi significa ridurre questo “elastico” e sentirvi sicuri sia su che giù.
Gestire il clima: abbigliamento e piccoli accorgimenti
- Strati leggeri:
- maglia tecnica traspirante a maniche corte come base;
- per i più freddolosi, manicotti o uno strato sottile facilmente rimovibile;
- per il trail, un antivento leggero ripiegabile nello zaino.
- Accessori utili:
- cappellino o visiera per i tratti esposti;
- occhiali da sole se siete sensibili alla luce riflessa dal mare;
- eventuale cerotto per i capezzoli e crema antisfregamento per chi soffre di irritazioni su interno coscia o sotto braccia.
- Post-gara:
- uno strato asciutto da indossare subito dopo la gara: si passa dal caldo della corsa al fresco della brezza marina in pochi minuti;
- calzini e maglia di ricambio: piccoli dettagli che trasformano il dopo gara in un momento piacevole anziché in una lotta con i brividi di freddo.
Molti raccontano la stessa scena: arrivano sudati, si fermano a parlare con gli amici, in cinque minuti l’aria di mare li raffredda. Bastano una felpa leggera e una maglia asciutta per trasformare quel momento in puro piacere invece che in un raffreddore assicurato.
Come usare tutte queste informazioni per il vostro allenamento (senza creare il piano)
- Se correte i 5 km: concentratevi su comfort, ritmo controllato e abitudine a correre un po’ più forte del solito.
- Se puntate a 8 o 11 km: preparatevi a gestire cambi di ritmo, piccole salite e discese su asfalto, curando tecnica e resistenza a un’intensità medio-alta.
- Se avete scelto i 21 km: allenate resistenza, gestione dei ristori, capacità di tenere la concentrazione per oltre 90 minuti, sapendo che il secondo giro peserà più del primo.
- Se avete nel mirino la 22 km – 1250 m D+: impostate tutto su dislivello, tecnica in salita e discesa, autonomia alimentare e idrica, accettando che il crono conti meno dell’esperienza complessiva.
L’Andersen Run non è solo una gara. È una collezione di piccole storie: quella volta che avete gestito alla perfezione una curva, quel ristoro preso al volo, quella salita trail affrontata camminando ma con la schiena dritta. Prepararvi con consapevolezza significa arrivare al Parco Mandela sapendo che ogni metro del percorso ha già un posto nella vostra testa. Il giorno della gara, il corpo seguirà.
Meteo prevista il giorno della gara a Sestri Levante
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Domande e risposte
L’Andersen Run si corre a Sestri Levante il 4 ottobre 2026 e propone più distanze; la versione trail di riferimento include tracciati da 46 km con 2400 D+, 22 km con 1200 D+ e 12 km con 500 D+. È un percorso impegnativo, con tratti tecnici e continui cambi di ritmo, quindi il dislivello conta quanto i chilometri.
Sì: la difficoltà reale non dipende solo dalla distanza, ma soprattutto dal disegno trail e dal dislivello. La 46 km con 2400 metri positivi richiede resistenza in salita, capacità di correre in discesa e gestione dello sforzo su molte ore; anche la 22 km è già una gara molto selettiva. Per questo va preparata come un trail, non come una corsa su strada.
La preparazione deve includere salite, lavori in soglia, uscite lunghe progressivamente più specifiche e allenamenti su terreno simile al percorso. In gara, conviene partire conservativi, correre le parti corribili senza forzare e accettare di camminare in salita quando il rapporto costo/beneficio lo richiede. Su un trail con molto dislivello, l’obiettivo è mantenere uno sforzo stabile, non un passo costante.
Le informazioni ufficiali consultabili nei risultati non dettagliano i ristori, quindi è prudente prepararsi con una strategia autonoma: idratazione regolare, carboidrati facili da assimilare e gestione dei sali se la gara è lunga. Sul piano del materiale, per un trail come l’Andersen Run sono in genere utili scarpe con buon grip, zaino o cintura da trail e abbigliamento adatto a meteo variabile. Verificate sempre il regolamento ufficiale della vostra distanza.
Per preparare al meglio l’Andersen Run, preparun propone due piani personalizzati in base a età, livello, obiettivo e numero di uscite settimanali, adattati alla distanza e al dislivello della vostra gara. Il Starter Run è il piano gratuito, ideale per iniziare la preparazione con metodo; il Finisher Line è il piano completo e a pagamento, pensato per arrivare pronti il giorno J. Create il vostro piano su preparun.com.
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