Epica dell’Acqua – Ceregnano

Epica dell’Acqua

Ceregnano (45010) 16 ottobre 2026 Trail
Partenza tra
J−66

Informazioni sulla gara

Epica dell’Acqua si svolge il 16 ottobre 2026 a Ceregnano, su una distanza di 100 km.

Informazioni chiave sulle gare di Epica dell’Acqua
Gara Distanza Partenza
100 km 100 km

Immaginare di camminare o correre per tre giorni nel silenzio del Delta del Po fa già parte dell’allenamento. La Epica dell’Acqua non è una gara classica: è una traversata a piedi di 100 km in tre tappe, tra argini, lagune, strade bianche e mare, dal 16 al 18 ottobre 2026, con partenza il venerdì alle 09:00. Vi siete iscritti, avete scelto di esserci: ora si tratta di costruire, passo dopo passo, un percorso che vi porti al via con fiducia, senza paura della distanza né della fatica.

Epica dell’Acqua percorso: cosa vi aspetta nei 100 km del Delta del Po

La Epica dell’Acqua 100 km si svolge nel Delta del Po veneto, in Veneto, tra argini fluviali, aree di bonifica, valli da pesca e tratti costieri. Non è una prova competitiva, ma un viaggio a piedi, organizzato dall’ASD Gli Epici, pensato per farvi entrare in contatto con l’acqua e con un paesaggio unico.

Il tracciato definitivo viene confermato dall’organizzazione ogni anno, ma la struttura di massima resta simile: tre tappe tra i 30 e i 35 km ciascuna, completamente pianeggianti, con una combinazione di:

  • lunghi argini e strade bianche;
  • tratti di asfalto in zone rurali;
  • sentieri su terra battuta;
  • passaggi su sabbia in prossimità del mare.

Secondo le informazioni condivise dall’organizzazione, le tappe toccano luoghi simbolici come il ponte di barche di Gorino Sullam, l’isola di Polesine Camerini, la Sacca degli Scardovari, la spiaggia di Boccasette, l’Isola di Albarella e il Giardino Botanico di Porto Caleri. È un ambiente aperto, spesso esposto a vento e umidità, dove la monotonia del paesaggio lineare può essere tanto affascinante quanto impegnativa mentalmente.

Quasi tutto il percorso è pianeggiante, ma non per questo facile. La difficoltà non viene dal dislivello, bensì dalla somma dei chilometri, dalla ripetizione del gesto per tre giorni consecutivi e dalla gestione del ritmo su terreni scorrevoli ma infiniti.

Preparare Epica dell’Acqua: come costruire il vostro plan d'entraînement

Per affrontare bene i 100 km dell’Epica dell’Acqua non basta la resistenza di una mezza maratona o di una maratona singola. Serve una preparazione mirata su due fronti: la capacità di stare tante ore in movimento e il recupero tra una tappa e l’altra. L’obiettivo del vostro plan d'entraînement è arrivare al 16 ottobre con una buona base aerobica, gambe abituate ai terreni misti e una gestione intelligente del passo.

In pratica, nelle 10–14 settimane che precedono l’evento, conviene includere:

  • Lunghe uscite lente (da 2 a 5 ore) una volta a settimana, a ritmo molto tranquillo, su terreni simili: argini, sterrato compatto, un po’ di sabbia.
  • Doppie uscite in giorni consecutivi (ad esempio sabato e domenica) per simulare le tappe: non necessariamente lunghissime, ma con volume totale progressivo.
  • Cammino veloce e corsa alternata: se sapete già che camminerete molto, allenate da subito questo schema, non solo la corsa continua.
  • Lavori di resistenza muscolare: leggeri allenamenti di forza (squat, affondi, core) 1–2 volte a settimana, per tenere stabile la postura sugli argini.
  • Abitudine allo zaino: almeno alcune uscite con lo stesso zaino e il peso che avrete in gara.

Un errore frequente è concentrarsi solo su quanto lontano si riesce a correre in un giorno. Per la Epica dell’Acqua conta di più quanto bene recuperate da un giorno all’altro. Inserire nel vostro plan d'entraînement micro-cicli con tre giorni di seguito (due di corsa + uno di cammino lungo) aiuta a capire come reagisce il corpo e a correggere il tiro con calma.

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Nella mia esperienza di maratoneta, ho visto tanti amatori arrivare stanchi alla seconda metà di una corsa a tappe perché si sono allenati solo sulla singola uscita lunga. Qui invece l’arte sta nel gestire il totale dei tre giorni. Pensate alle vostre gambe come a una riserva da consumare con parsimonia, non come a un fuoco d’artificio da accendere il primo giorno.

Allenamento per Epica dell’Acqua: ritmo, testa e gestione dei terreni

Se cercate “Epica dell’Acqua allenamento” o “Epica dell’Acqua plan d'entraînement”, probabilmente vi chiedete quale ritmo tenere. La risposta, per una prova del genere, è quasi sempre: più lento di quanto pensate. L’obiettivo non è il cronometro, ma arrivare al terzo giorno ancora capaci di godervi il paesaggio.

Ecco alcuni punti chiave da integrare nella vostra preparazione:

  • Ritmo conversazionale: la maggior parte delle uscite dovrebbe permettervi di parlare senza affanno. In gara, se sentite che non riuscite a conversare, probabilmente state andando troppo forte.
  • Gestione dei rettilinei: allenatevi mentalmente su percorsi lunghi e diritti, senza cambi continui. Imparate a spezzare il percorso in micro-obiettivi: il prossimo cartello, il prossimo ponte, il prossimo ristoro.
  • Terreni misti: alternate asfalto, sterrato e un po’ di sabbia. Il piede deve imparare a "leggere" superfici diverse, per evitare piccole contratture e vesciche.
  • Test di alimentazione: simulate in allenamento ciò che mangerete: solidi, gel, panini, frutta secca. Il sistema digestivo va allenato tanto quanto le gambe.
  • Recupero attivo: nei giorni tra le uscite chiave, inserite camminate leggere e mobilità, piuttosto che riposo totale.

Una buona idea è programmare, 4–5 settimane prima dell’evento, un “mini stage” personale: due o tre giorni consecutivi con uscite medio-lunghe, preferibilmente sul piatto, per testare equipaggiamento, ritmi, alimentazione e capacità di dormire e ripartire la mattina seguente.

Non trascurate il sonno nelle ultime settimane. Su una prova come l’Epica dell’Acqua 100 km, arrivare riposati vale più di qualche chilometro in più fatto all’ultimo momento.

Nutrizione in gara

Il giorno J, la tua alimentazione fa la differenza.

Prima, durante e dopo la gara: un piano alimentare personalizzato è disponibile in aggiunta al tuo piano d'allenamento.

Epica dell’Acqua consigli pratici: materiale, logistica e gestione di tappa

Per sfruttare al meglio il vostro allenamento, il giorno dell’evento serve una logistica semplice e un materiale testato. La manifestazione è ben organizzata e si svolge in collaborazione con il Parco Regionale Veneto del Delta del Po, che sottolinea il carattere esperienziale e non competitivo dell’evento. Per dettagli aggiornati su regolamento, tappe e servizi, vi consiglio di consultare il sito ufficiale Epica dell’Acqua e la pagina Facebook Epica dell’Acqua Facebook.

Qualche indicazione pratica, basata sul tipo di percorso descritto dall’organizzazione:

  • Scarpe: modello da trail leggero o road-to-trail, con buona ammortizzazione e grip sufficiente su sterrato e sabbia, ma confortevole anche sull’asfalto.
  • Calze tecniche anti-vesciche e possibilmente un cambio a metà tappa nelle giornate più lunghe.
  • Zaino o gilet con capacità sufficiente per acqua, cibo, giacca leggera e piccolo kit di emergenza (cerotti, crema anti-sfregamento).
  • Abbigliamento a strati: il Delta del Po può essere umido e ventoso; meglio avere una soluzione modulabile tra mattina fresca e ore centrali.
  • Protezione dal sole e dal vento: cappellino, occhiali, crema solare, bandana o buff.

Gestite ogni tappa come una piccola avventura a sé, ma sempre con lo sguardo sul giorno successivo: finite ogni giornata con ancora un “margine di sicurezza”, sia nelle gambe che nella testa. Questo è il segreto per arrivare al Giardino Botanico di Porto Caleri con il sorriso e la sensazione di aver vissuto qualcosa di speciale.

Lì, tra mare, pinete e valli, capirete perché chi ha già vissuto la Epica dell’Acqua parla più di esperienza che di prestazione: una lunga camminata/corsa dentro il paesaggio, e un po’ anche dentro se stessi.

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Buono a sapersi

Epica dell’Acqua: cosa serve davvero per arrivare pronti ai 100 km in tre giorni

Quando si pensa a 100 km in tre tappe, la prima paura è sempre la stessa: “Ce la farò a ripartire il secondo giorno? E il terzo?”. La buona notizia è che il terreno del Delta del Po è completamente pianeggiante. Nessun dislivello significativo. Nessuna salita spezza-gambe. La sfida è diversa: chilometri che si sommano, tre giorni di fila, rettilinei lunghi che mettono alla prova la testa e piedi che lavorano sempre nello stesso modo.

Le tappe sono strutturate intorno ai 30–33 km ciascuna, per un totale di circa 100 km. Il tempo massimo indicativo è di circa 6 ore per tappa. Questo significa una gestione molto tranquilla del ritmo, ma tante ore in movimento continuo. È qui che l’allenamento deve essere furbo: non solo “quanto forte vado”, ma “quanto a lungo resto in piedi senza distruggermi”.

Terreno e tipo di sforzo: chilometri facili, ma che pesano

  • Tracciato pianeggiante: nessun dislivello degno di nota. Il corpo non viene stressato da salite e discese, ma dal lavoro ripetitivo.
  • Terreno misto ma scorrevole:
    • circa 60% asfalto
    • circa 20% strade bianche (sterrato compatto)
    • circa 10% sabbia in zona mare
    • circa 10% pineta, terreno morbido, più “ammortizzato”.
  • Strade aperte al traffico: si corre e si cammina su viabilità reale del Parco, con qualche passaggio su argini e piste tranquille.
  • Ambiente esposto: vento, umidità, tratti lunghi senza ripari. Il corpo non combatte la salita, ma il clima.

Immagini il classico lungo da maratona, ma ripetuto per tre mattine di seguito, su terreno liscio, senza scuse. La difficoltà non è “salire”, è restare lucidi

Meteo atteso a metà ottobre nel Delta del Po: né estate, né inverno

Metà ottobre nel Delta del Po è una stagione delicata. Non è più caldo estivo, non è ancora freddo invernale. Il corpo lavora in una zona grigia, dove il rischio non è il gelo, ma la combinazione di umidità, vento e variabilità.

  • Temperature probabili: spesso miti di giorno, fresche al mattino presto e quando cala il sole. Può andare da valori intorno ai 10–12°C nelle ore più fresche a 18–20°C nelle ore centrali, a seconda delle condizioni meteo generali (informazione basata sul clima medio della zona, non su previsioni specifiche).
  • Umidità alta: anche senza pioggia, l’aria umida fa sudare di più e asciugare di meno. I vestiti bagnati restano addosso, le scarpe si inzuppano lentamente.
  • Vento: lungo gli argini e vicino al mare, il vento può essere un compagno costante. Non sempre forte, ma spesso presente.
  • Pioggia possibile: su tre giorni, una giornata bagnata non è rara. Non è un trail estremo, ma l’idea di una tappa sotto acqua va considerata.

Nell’allenamento conviene abituarsi a:

  • uscite con vento contrario, dove il ritmo cala ma lo sforzo cardiaco sale
  • qualche lungo con pioggerellina, senza saltare gli allenamenti appena il cielo si chiude
  • test di abbigliamento in umidità: ciò che si asciuga poco, ciò che irrita la pelle, ciò che appesantisce lo zaino

Una piccola scena che molti hanno vissuto: la giacca lasciata in hotel perché “tanto oggi c’è il sole” e, due ore dopo, un vento che taglia le braccia sul ponte di barche. Meglio pensarci prima che imprecare dopo.

Ristori, nutrizione e idratazione: allenare stomaco e abitudini

L’evento prevede ristori lungo il percorso e servizi logistici dedicati. Non è una prova in autosufficienza. Ci saranno punti dove bere, mangiare, riempire le borracce. Questo è rassicurante. Ma non elimina la necessità di essere autonomi tra un ristoro e l’altro.

  • Ristori organizzati: distribuiti lungo le tappe, con bevande e alimenti di base.
  • Supporto logistico: servizi dedicati ai partecipanti, anche per il dopo-tappa.
  • Nessuna classifica ufficiale: il tempo è relativo, ma lo stomaco no. Se sbaglia, la tappa si complica comunque.

In allenamento è utile:

  • simulare 3–4 ore di movimento assumendo regolarmente cibo e liquidi
  • testare cosa funziona: gel, barrette, panini, frutta secca, piccoli snack salati
  • allenare la gestione del sale (integratori, brodo, snack salati), perché con umidità e vento si perde molto sodio
  • abituarsi a bere poco e spesso, non “a sediate” ai ristori

Molti partecipanti delle edizioni passate raccontano lo stesso errore: primi 20 km del giorno “facilissimi”, niente fame, niente sete, poi all’improvviso un crollo. Non è la gamba che cede. È il rifornimento che non è arrivato in tempo.

Materiale specifico: cosa allenare, cosa testare, cosa evitare

L’evento è dichiarato impegnativo ma non estremo e non richiede una preparazione tecnica particolare. Questo è vero. Ma il materiale, se non è testato, sa essere spietato. Una cucitura sbagliata, una scarpa non adatta all’asfalto, uno zaino troppo pieno: piccole scelte che diventano grossi problemi al terzo giorno.

  • Scarpe:
    • modello road-to-trail o trail leggero, con buona ammortizzazione per l’asfalto e grip sufficiente su strade bianche e sabbia
    • evitare suole troppo aggressive da trail alpino: sulla pianura e sull’asfalto affaticano inutilmente
    • portare solo scarpe già ben rodate: niente modelli nuovi “tirati fuori la settimana prima”
  • Calze:
    • calze tecniche anti-vesciche, senza cuciture spesse
    • almeno un cambio per tappa, soprattutto con umidità alta
    • in allenamento: testare combinazioni scarpa–calza che non creino sfregamenti dopo 3–4 ore
  • Zaino o gilet:
    • capacità sufficiente per acqua, cibo, giacca leggera, piccolo kit di emergenza
    • da usare già nelle uscite lunghe, per abituare spalle e schiena
    • regolare bene le cinghie: un gilet che sbatte sullo sterno per 30 km lascia segni veri, non metaforici
  • Abbigliamento:
    • strategie a strati: base traspirante, strato termico leggero, guscio antivento/antipioggia
    • materiali che asciugano in fretta, adatti a umidità e vento
    • evitare cotone: si impregna, resta freddo, irrita la pelle
  • Protezione:
    • cappellino o visiera contro sole e pioggia leggera
    • occhiali, soprattutto nei tratti esposti
    • crema solare da testare prima, per evitare reazioni cutanee in gara
    • bandana o buff per collo e testa: piccolo dettaglio, grande comfort
  • Kit piedi:
    • cerotti, nastro, crema anti-sfregamento
    • abitudine a trattare vesciche o arrossamenti già in allenamento, per non improvvisare durante l’evento

Quasi tutti hanno una storia da raccontare su un dettaglio sottovalutato: la borraccia che perde, il marsupio che balla, la t-shirt che pizzica sotto lo zaino. Meglio che queste “piccole tragedie” capitino in allenamento, non davanti alla pineta di Porto Caleri.

Gestione delle tre tappe: risparmiare il corpo, proteggere la mente

Epica dell’Acqua permette di partecipare come runner o camminatori, con formula “Full Experience” (con alloggio e pasti) o “Solo corsa”. Qualunque sia il vostro passo, il cuore del gioco è lo stesso: arrivare al terzo giorno con ancora margine.

  • Volume totale: circa 100 km, con tappe attorno ai 32 km, 33 km e 30,5 km (indicazioni delle ultime edizioni).
  • Tempo massimo: circa 6 ore per tappa. Ritmo tranquillo, ma continuo.
  • Formato a numero chiuso: pochi partecipanti, atmosfera raccolta, logistica più curata.

Nella preparazione conviene:

  • immaginare ogni tappa come una giornata di viaggio, non come “gara singola”
  • allenare la capacità di partire lentissimi e tenere quel ritmo per ore
  • accettare da subito che camminare fa parte del gioco: soprattutto sui tratti sabbiosi e quando il vento è forte

Una scena tipica delle corse a tappe: primo giorno entusiasmo, foto, battute, ritmo allegro. Secondo giorno silenzio, qualcuno che si guarda i piedi, qualcuno che ride meno. Terzo giorno lo sguardo torna lucido, la testa entra in modalità “ci siamo quasi”. Allenarsi sapendo che queste fasi arriveranno aiuta a non spaventarsi quando, verso metà della seconda tappa, la motivazione fa un piccolo passo indietro.

Recupero tra le tappe: il vero “quarto elemento” dell’allenamento

L’organizzazione prevede una struttura logistica pensata per rendere l’evento accessibile e “non estremo”. Questo comprende alloggi, pasti e servizi della formula Full Experience. Ma il recupero reale dipende da come gestite voi le ore tra un arrivo e la partenza successiva.

  • Idratazione post-tappa: bere subito, ma con calma; alternare acqua e bevande con sali.
  • Alimentazione: pasti semplici, digeribili; evitare abbuffate pesanti che rubano energie al corpo nella notte.
  • Cura dei piedi: togliere le scarpe il prima possibile, asciugare, trattare prontamente vesciche e arrossamenti.
  • Mobilità dolce: qualche minuto di stretching leggero, passi lenti invece di sedersi subito e a lungo.
  • Sonno: proteggere le ore di riposo come fossero oro. Un’ora in più a letto vale più di qualche chilometro extra in allenamento dell’ultima settimana.

Molti partecipanti raccontano di aver “salvato” la terza tappa grazie a 20 minuti di stretching fatto la sera prima, quando avrebbero voluto solo una doccia e un letto. Il recupero è una scelta, non solo un effetto.

Gestione mentale: rettilinei, silenzio e testa che va in viaggio

Il paesaggio del Delta del Po è lineare, aperto, con lunghi argini e strade dritte. Per qualcuno è paradiso. Per altri, una prova mentale. Il corpo va avanti, la testa a volte si spegne, a volte corre troppo.

  • Spezzare il percorso: non pensare a “30 km oggi”, ma al prossimo cartello, al prossimo ponte, al prossimo ristoro.
  • Accettare il silenzio: ci saranno momenti dove si sentirà solo il rumore dei passi e del vento. Può essere duro. Può essere bellissimo.
  • Ritmo conversazionale: se potete parlare senza affanno, siete nel ritmo giusto per tre giorni.[descrittivo]
  • Strategia di gruppo: stare con altri partecipanti a passo simile aiuta nei tratti mentalmente più lunghi.

Qualcuno, al termine, ricorda non tanto un singolo chilometro, ma un istante preciso: un argine infinito, una luce particolare sul mare, una frase detta a un compagno di tappa. Allenarsi sapendo che questa corsa chiede anche attenzione emotiva rende l’esperienza più piena.

Adattare la preparazione al formato non competitivo

Epica dell’Acqua è dichiaratamente non competitiva. Niente classifica, niente medaglia per il tempo più veloce, niente sprint obbligato all’ultimo chilometro. Questo cambia il modo di allenarsi: il cronometro è uno strumento, non un giudice.

  • allenarsi per resistere, non per “fare il personale”
  • curare la comfort zone: passo in cui vi sentite a vostro agio per ore
  • inserire in allenamento pause brevi, simili a quelle dei ristori, per imparare a ripartire senza irrigidirsi

Molti che arrivano da maratone tradizionali ci mettono qualche chilometro a “lasciar andare” la mentalità del tempo finale. Quando, all’improvviso, si accorgono che nessuno sta guardando il cronometro, cambia tutto: il paesaggio entra davvero nella corsa.

In sintesi pratica: cosa tenere a mente mentre preparate i vostri 100 km

  • 100 km in tre giorni, tappe di circa 30–33 km, tutte in pianura.
  • Terreno misto: 60% asfalto, 20% strada bianca, 10% sabbia, 10% pineta.
  • Meteo di ottobre: clima mite, umidità, vento, possibile pioggia.
  • Ristori presenti, evento non in autosufficienza.
  • Materiale testato: scarpe road-to-trail, calze tecniche, zaino leggero, abbigliamento a strati, protezione da sole e vento.
  • Recupero tra le tappe come parte centrale della preparazione.
  • Gestione mentale dei rettilinei e del silenzio come “quarta dimensione” dell’allenamento.

Epica dell’Acqua non vi chiede di essere velocissimi. Vi chiede qualcosa di diverso: la capacità di restare presenti, giorno dopo giorno, dentro un paesaggio che non ha fretta. Allenarsi con questa idea in mente cambia il modo in cui si vive ogni chilometro, dall’argine alla pineta, fino all’ultimo passo del vostro cento chilometri.

Meteo prevista il giorno della gara a Ceregnano

Sulla base degli ultimi 10 anni (medie 2016–2025)
☁️
Nuvoloso
il più frequente
21°
Max. media
estremo 26°
12°
Min. media
estremo 5°
13 km/h
Vento medio
raffiche 57
Storico del meteo del 16 ottobre da 10 anni
☁️ 21° 2016
🌤️ 24° 2017
🌧️ 22° 2018
🌧️ 22° 2019
🌧️ 17° 2020
☁️ 19° 2021
☁️ 24° 2022
☁️ 18° 2023
🌧️ 19° 2024
🌤️ 20° 2025
Dati meteo: Open-Meteo / ERA5

Stima il tuo tempo di gara

In base al tuo ritmo obiettivo, ecco come si svolgerà la tua gara
Ritmo 5:00 min/km
3:00 · Veloce 8:00 · Lento
Tempo stimato
50:00
Velocità
12,0 km/h
Ritmo moderato · Mantieni questo ritmo fino al traguardo con un piano di allenamento personalizzato

Domande e risposte

L’Epica dell’Acqua 2026 si corre nel Delta del Po in 3 tappe per circa 100 km totali, dal 16 al 18 ottobre 2026. Le tappe indicate nelle fonti sono di circa 32 km, 33 km e 33 km, con arrivo finale al Giardino Botanico di Porto Caleri. Il format è non competitivo e pensato per runner e camminatori.

Le fonti disponibili descrivono un percorso di tipo pianeggiante, tipico del Delta del Po, con terreno misto tra asfalto, strade bianche, sabbia e pineta. La difficoltà reale non viene dal dislivello, ma dalla somma delle tappe, dal vento, dalla gestione dello sforzo su più giorni e dai tratti su sabbia, che richiedono più energia rispetto all’asfalto.

Su una prova a tappe come l’Epica dell’Acqua, conviene partire a un’intensità facile e controllata, senza inseguire il ritmo da gara su ogni tappa. L’obiettivo è correre in modo regolare, limitare i picchi di frequenza cardiaca e conservare energie per il giorno successivo. Nelle uscite lunghe in preparazione, allenatevi a tenere un passo sostenibile anche quando la stanchezza cresce.

L’evento prevede formule diverse, tra cui Full Experience e Solo Corsa, con servizi più completi nella prima opzione. Le fonti confermano che si tratta di una corsa organizzata con villaggio itinerante e con logistica dedicata alle tre giornate; per i dettagli precisi sui ravitaillements, i servizi inclusi e l’assistenza aggiornata, il riferimento corretto resta sempre il regolamento ufficiale della corsa.

Per preparare al meglio l’Epica dell’Acqua, preparun propone due piani personalizzati in base a età, livello, obiettivo e numero di uscite settimanali, adattati anche alla distanza e al profilo della gara. Le Starter Run sono un piano gratuito, ideale per iniziare la preparazione; le Finisher Line sono un piano completo e payant per arriver prêt le jour J. Créez votre plan sur preparun.com.

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Affrontare i 100 km della Epica dell’Acqua è un progetto che merita una vera strategia, non solo buone intenzioni. In tre giorni, lungo il Delta del Po, il vostro corpo e la vostra testa saranno messi alla prova da chilometri pianeggianti, rettilinei infiniti e terreni diversi. Un plan d'entraînement strutturato vi aiuta a gestire le tappe, prevenire gli infortuni e arrivare sereni sulla linea di partenza. Sur Preparun, potete ottenere un programma personalizzato, adattato al vostro livello, alla vostra età e al tempo che avete per allenarvi: il modo più sicuro per godervi davvero questa esperienza unica.

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Lorenzo Conti

Articolo scritto da :
Lorenzo Conti corre da oltre quindici anni e viene dal mondo della corsa su strada. Ha iniziato a correre per gestire lo stress del lavoro e…... continua a leggere
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Jules Patrick Maria Laurene
+8

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