Trofeo Kima (Kima Trophy) – Albaredo per san marco

Trofeo Kima (Kima Trophy)

Albaredo per san marco (23010) 22 agosto 2026 Trail
Partenza tra
J−27

Informazioni sulla gara

Trofeo Kima (Kima Trophy) si svolge il 22 agosto 2026 a Albaredo per san marco, su una distanza di 52 km.

Informazioni chiave sulle gare di Trofeo Kima (Kima Trophy)
Gara Distanza Dislivello
Trofeo Kima (52km) 52 km +8 400 m

Trofeo Kima: il percorso e il contesto

Il Trofeo Kima, o Kima Trophy, è una delle gare simbolo dello skyrunning internazionale. L’edizione 2026 si corre a Val Masino, in provincia di Sondrio, sabato 22 agosto 2026, con eventuale recupero in caso di maltempo il giorno successivo.

La gara misura 52 km con 8.400 m di dislivello complessivo e attraversa sette passi alpini tutti sopra i 2.500 metri, con quota massima al Passo Cameraccio a 2.950 metri. Il tracciato parte e arriva a Filorera, passando per luoghi molto noti della Val Masino come Val di Predarossa, Rifugio Ponti, Passo Torrone, Rifugio Allievi-Bonacossa, Passo Averta, Passo Qualido, Passo Camerozzo, Rifugio Gianetti, Passo Barbacane, Rifugio Omio, Bagni di Masino e San Martino.

È una gara molto tecnica, nata nel 1995 e considerata un riferimento assoluto per chi ama lo skyrunning lungo. Il numero dei partecipanti è limitato per ragioni di sicurezza, e questo dice già molto sul carattere dell’evento: qui non si corre mai alla leggera.

Se volete arrivare pronti, la preparazione deve iniziare lontano dal giorno della gara. Il plan d'entraînement per il Trofeo Kima deve includere lunghi in montagna, salite ripide, discese controllate ma aggressive, e sedute di forza per quadricipiti, glutei e caviglie. La parte più difficile non è solo salire: è restare lucidi dopo molte ore, quando la stanchezza cambia il modo di correre e ogni appoggio pesa di più.

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Io ricordo bene una lunga giornata di trail in cui la prima salita sembrava facile e la seconda mi ha tolto le parole. Su una distanza come questa, l’errore classico è pensare che il dislivello si affronti soltanto con la gamba. In realtà si vince o si perde anche con la testa: partire troppo forte, mangiare troppo tardi, ignorare i segnali del piede o del polpaccio, e la montagna presenta il conto.

Per questo vi consiglio di lavorare su tre fronti precisi. Primo: endurance in salita, con progressioni lunghe e regolari, meglio se su terreno irregolare. Secondo: eccentrica in discesa, cioè la capacità di assorbire gli impatti senza distruggere le gambe. Terzo: nutrizione di gara, da provare in allenamento, perché sul Kima il problema non è solo avere energia, ma riuscire a introdurla bene quando il corpo è sotto stress.

Il terreno è alpino, tecnico, esposto in alcuni tratti, e richiede precisione. Servono scarpe stabili, con grip serio, e un eventuale bastoncino va testato prima, non improvvisato il giorno della gara. Anche lo zaino deve essere essenziale, ben aderente e già provato su uscite lunghe. In una prova così, la comodità non è un dettaglio: è una forma di risparmio energetico.

Se state costruendo ora il vostro plan d'entraînement, non cercate il picco di forma in fretta. Cercate invece coerenza, recupero e una progressione che vi lasci arrivare freschi mentalmente. Il Trofeo Kima premia gli atleti forti, certo, ma soprattutto quelli che sanno durare.

Lavorate poi sull’alimentazione quotidiana e sul sonno. In gara, una notte storta o una colazione approssimativa si sentono molto più che in una maratona su strada. La montagna amplifica tutto. E sul Kima, ogni piccola fragilità diventa visibile.

Per questo vale la pena simulare in allenamento ciò che troverete il 22 agosto: uscita lunga, dislivello, gestione del ritmo, rifornimento regolare e un ritorno a casa ancora in controllo. È così che si prepara davvero una gara come il Trofeo Kima.

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Informazioni pratiche per il Trofeo Kima 2026

  • Data: sabato 22 agosto 2026
  • Luogo: Filorera, Val Masino, Sondrio
  • Distanza ufficiale: 52 km
  • Dislivello ufficiale: 8.400 m
  • Partenza unica: 6:30
  • Ritrovo: 5:45
  • Tempo massimo: 11 ore

Per i dettagli aggiornati, consultate il sito ufficiale del Trofeo Kima e il sito di ENDU.

La Val Masino è un luogo che insegna rispetto, e il Trofeo Kima ne porta tutta la severità e tutta la bellezza.

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Buono a sapersi

Informazioni chiave sul percorso e sul contesto tecnico

52 km e 8.400 m di dislivello complessivo significano una gara fuori scala, anche per chi è abituato all’alta montagna. Non è “solo” lunga. È densa. Ogni tratto chiede qualcosa: forza, precisione, lucidità.

Il percorso valica sette passi tutti sopra i 2.500 m, con quota massima al Passo Cameraccio intorno ai 2.950 m. Questo vuol dire passaggi prolungati in alta quota, dove il respiro cambia, la percezione dello sforzo aumenta e l’errore di valutazione pesa di più.

In salita avete circa 4.200 m D+ e altrettanti in discesa. Nel plan d’allenamento dovrà esserci spazio per blocchi specifici di gestione di grandi dislivelli in una sola uscita, non solo somma di metri in settimana. Qui il corpo deve imparare cosa significa avere ancora controllo dopo 3.000 m di dislivello già nelle gambe.

Alcune sezioni sono attrezzate con corde fisse, presenza di morene, nevai e creste esposte lungo il tracciato. In allenamento conviene cercare terreni simili: pietraia instabile, tratti dove l’appoggio va pensato, non solo “messo giù”. Il giorno della gara è il posto peggiore per scoprire di soffrire l’esposizione.

Cancelli orari e gestione del ritmo

Il tempo massimo è fissato a 11 ore per tutti. È tanto. Ma non abbastanza per improvvisare. L’allenamento dovrà abituarvi a stare in movimento per molte ore, con testa ancora presente.

Sono previsti cancelli orari intermedi:

  • Bocchetta Roma: 3h15'
  • Rifugio Allievi: 6h
  • Rifugio Gianetti: 8h

Questi tempi non sono dettagli burocratici. Sono numeri da inserire nel vostro lavoro specifico. Ha senso simulare in allenamento almeno una giornata lunga con “mini‑cancelli” personali: ad esempio tempi di passaggio su colli o rifugi, per capire se il ritmo scelto è sostenibile.

Molti atleti raccontano la stessa scena: al primo controllo passano larghi, sorridenti. Al secondo sono già borderline. Al terzo guardano l’orologio più del sentiero. Non è solo questione di velocità, ma di capacità di non esplodere prima.

Meteo tipico e condizioni climatiche

Ad agosto in Val Masino le temperature medie sono intorno a 25°C di giorno e 14°C la minima, con circa 60 mm di precipitazioni medie nel mese. Tradotto: caldo in valle, fresco o freddo in quota, e la pioggia non è un’ipotesi astratta.

  • In partenza può fare relativamente caldo, ma sopra i 2.500 m il vento cambia la sensazione termica in pochi minuti.
  • La combinazione sudore + quota + vento è quella che fa abbassare la temperatura corporea più in fretta. Da qui l’importanza dell’abbigliamento obbligatorio.
  • In gara, anche una breve pioggia può trasformare morene e nevai in tratti scivolosi dove la sicurezza dipende dal vostro controllo tecnico.

Ha senso allenarsi anche in condizioni “non perfette”: pioggia leggera, terreno bagnato, cielo coperto. Così il giorno del Kima non vi sembrerà di essere in un ambiente completamente nuovo solo perché le nuvole scendono basse.

Terreno, tecnicità e aspetti di sicurezza

Il Kima è descritto come un percorso estremamente tecnico, con morene, nevai e creste esposte. Non è una gara dove si corre “di automatismo” e basta. Serve abilità di movimento su roccia, su terreno instabile e su sentiero stretto.

  • Il tracciato è in quota per lunghi tratti: le cadute banali possono avere conseguenze serie, quindi la tecnica di appoggio va curata in allenamento.
  • In alcuni punti, le corde fisse sono lì per aiutarvi e per proteggervi. Ma non sostituiscono la capacità di muovervi in modo sicuro. Conviene fare un po’ di esperienza su ferrate facili o sentieri attrezzati, per abituare mani e piedi a lavorare insieme.
  • Il numero di partecipanti è limitato per ragioni di sicurezza. Questo vi dice quanto il percorso sia “vero” ambiente alpino e non solo trail veloce.

Molti raccontano la prima volta su una cresta del Kima come una specie di “dialogo” con la montagna: un passo fatto bene vi dà fiducia, uno fatto distratto vi rimette al vostro posto. L’allenamento tecnico, qui, è quasi una forma di rispetto.

Materiale obbligatorio e consigli pratici

Equipaggiamento obbligatorio

Il regolamento indica un set di materiale obbligatorio che non è solo formale.

  • Scarpe da trail running con buon grip.
  • Calzini tecnici, in grado di gestire umidità e sfregamenti.
  • Fuseaux ¾
  • Guanti (sempre obbligatori).
  • Giacca antivento (obbligatoria in ogni caso).
  • Telo termico da portare sempre con sé.
  • T‑shirt o maglia tecnica sotto il pettorale.

Nei tratti tecnici è proibito l’uso dei bastoncini. Questo è un punto cruciale da tenere presente già in allenamento: dovrete imparare a gestire lunghe salite anche senza l’aiuto delle braccia, solo con gambe e core ben allenati.

Le combinazioni di giacca, guanti e telo termico sono indicate dal regolamento come sempre obbligatorie. Nel plan d’allenamento conviene usare lo stesso kit su uscite lunghe, per evitare sorprese di sfregamenti, cuciture fastidiose o vestibilità scomoda.

Zaino e gestione del carico

Lo zaino deve essere essenziale e ben aderente. Potrebbe sembrare un dettaglio, ma dopo 7‑8 ore di gara uno zaino che si muove o che vi tira sulle spalle diventa un compagno molto pesante.

  • Allenatevi sempre con lo zaino che userete in gara, caricato in modo realistico: giacca, guanti, telo termico, liquidi, piccoli alimenti.
  • Bilanciate i pesi: flasks, cibo, eventuale materiale di sicurezza. L’idea è evitare di sentire “un lato più pesante” in discesa.
  • Imparate la vostra routine: dove tenere il cibo, dove tenere i guanti, dove mettere la giacca quando la togliete. In gara, perdere tempo cercando una barretta nel posto sbagliato può sembrare poco. Dopo ore, pesa.

C’è sempre quell’aneddoto ricorrente: l’atleta che ha uno zaino perfetto, ma mai testato con il carico reale. Dopo tre ore, una cucitura lo irrita sulla spalla. Alla fine della gara non si ricorda più il panorama, ma solo quel dolore stupido. Voi potete evitarlo.

Bastoncini: uso e allenamento

I bastoncini non sono vietati sulla gara in generale, ma nei tratti tecnici non possono essere usati. Questo significa imparare a:

  • Portarli e ripiegarli in modo rapido e sicuro, senza intralciare gli altri e senza perderli.
  • Salire con e senza bastoncini, in modo intercambiabile.
  • Non dipendere psicologicamente dai bastoncini: sapendo che nei punti più delicati sarete solo con gambe e equilibrio.

In allenamento ha senso alternare salite con e senza bastoncini, e simulare l’azione di riporli nello zaino o nella cintura. In gara non è il momento di capire che il vostro sistema di fissaggio si apre in discesa.

Rifornimenti e gestione dell’alimentazione in gara

Il Kima è lungo e severo: la strategia di rifornimento è parte integrante della preparazione. I punti di passaggio chiave (rifugi, vallate, bagni di Masino, San Martino) sono spesso associati a zone di ristoro gestite dall’organizzazione. La distribuzione non è quella di una maratona cittadina: può esserci distanza importante tra un rifornimento e l’altro.

  • Abituatevi in allenamento a gestire tratti lunghi con autonomia alimentare: acqua + cibo solido o gel.
  • Inserite nel vostro piano una “mappa mentale” dei rifornimenti, con cosa pensate di assumere a ciascuno: liquidi, sali, cibo solido.
  • Tenete conto che in quota la digestione cambia: ciò che va giù facilmente in pianura, dopo diverse ore sopra i 2.500 m può diventare pesante.

Molti raccontano il “piccolo dramma” del rifugio raggiunto affamati, mangiando di corsa qualunque cosa capiti. Dieci minuti dopo, lo stomaco protesta e la testa si appanna. Il Kima non perdona queste improvvisazioni: lavorate su alimentazione provata, testata, quasi rituale.

Presenza di pacer / meneurs d’allure

Al Trofeo Kima il concetto classico di meneur d’allure come nelle maratone su strada è generalmente assente. La gara è pensata come una sfida individuale di resistenza e gestione del ritmo in ambiente alpino, non come una prova “tirata” da pacer con tempo finale prestabilito.

Questo significa che in allenamento dovrete progettare la vostra autonomia di ritmo: imparare a capire quando rallentare, quando rischiare un po’, quando proteggervi. Non ci sarà qualcuno davanti con il palloncino a ricordarvi il tempo ideale.

È una delle caratteristiche più “pure” del Kima: si corre molto con sé stessi. Chi ha imparato a gestire il proprio passo racconta la sensazione particolare di passare un cancello orario con calma dentro, nonostante la fatica fuori.

Adattare la preparazione alla distanza e al dislivello reali

Con 52 km e 8.400 m di dislivello complessivo, il Trofeo Kima va preparato come una ultra skyrace tecnica, non solo come un “lungo trail”.

  • Allenamenti specifici di salita continua fino a 1.500–2.000 m D+ in una sola uscita.
  • Discese molto lunghe, per insegnare alle gambe a reggere il carico eccentrico senza crollare a metà gara.
  • Sessioni in quota, quando possibile, per abituare respiro e testa a lavorare sopra i 2.500 m.
  • Uscite con alternanza terreno scorrevole / tratto tecnico, per simulare il cambio di ritmo richiesto dal percorso.

Una cosa che chi ha già corso il Kima racconta spesso è la “seconda gara dentro la gara”: la prima fino a metà circa, quando ci si sente ancora forti; la seconda, dopo tanti metri di dislivello, quando ogni passo diventa una scelta consapevole. Il plan d’allenamento dovrà prepararvi soprattutto a quella seconda parte.

Meteo prevista il giorno della gara a Albaredo Per San Marco

Sulla base degli ultimi 10 anni (medie 2016–2025)
🌧️
Pioggia
il più frequente
24°
Max. media
estremo 32°
14°
Min. media
estremo 9°
7 km/h
Vento medio
raffiche 62
Storico del meteo del 22 agosto da 10 anni
☀️ 22° 2016
☁️ 20° 2017
🌧️ 24° 2018
🌧️ 23° 2019
🌧️ 25° 2020
🌧️ 23° 2021
☁️ 26° 2022
☁️ 30° 2023
🌧️ 24° 2024
☁️ 24° 2025
Dati meteo: Open-Meteo / ERA5

Stima il tuo tempo di gara

In base al tuo ritmo obiettivo, ecco come si svolgerà la tua gara
Ritmo 5:00 min/km
3:00 · Veloce 8:00 · Lento
Tempo stimato
50:00
Velocità
12,0 km/h
Ritmo moderato · Mantieni questo ritmo fino al traguardo con un piano di allenamento personalizzato

Domande e risposte

Il Trofeo Kima (Kima Trophy) 2026 è un anello di 52 km con circa 4.200 m di dislivello positivo e oltrepassa 7 passi sopra i 2.500 m, con punto più alto al Passo Cameraccio (2.950 m). Il terreno è estremamente tecnico: rocce, morene, nevai, creste esposte e tratti con corde fisse. Pour la préparation, cela implique de travailler la montée longue, la descente engagée, l’endurance sur 8–12 h d’effort et d’être à l’aise sur terrain alpin technique, pas seulement en sentier roulant.

Il Trofeo Kima è considerato una delle gare di skyrunning più tecniche al mondo, riservata a runner molto esperti. L’organizzazione richiede curriculum in gare tecniche e un minimo di punti ITRA (650 uomini, 500 donne) per essere ammessi. La difficoltà non è solo nel dislivello, ma in esposizione, passaggi con catene e possibili condizioni meteo severe. Prima di pensarci come obiettivo, è prudente avere esperienza in ultra trail alpini tecnici e familiarità con l’uso di bastoncini e gestione di lunghi tempi in quota.

Per il Trofeo Kima (52 km, 4.200 m D+), puntate su blocchi lunghi in montagna: uscite di 5–7 h, accumulo di dislivello, e ripetute in salita su pendenze forti. Integrate sessioni di forza (core, caviglie, quadricipiti) e lavori tecnici in creste e pietraie. In gara, adottate un’andatura conservativa: camminare tutte le salite ripide, correre solo dove il terreno lo permette, e gestire le discese con prudenza per non distruggere le gambe troppo presto. Obiettivo: restare lucidi e sicuri per tutta la giornata.

Il percorso attraversa zone d’alta quota remote, con morene, nevai e creste esposte. Serve un kit da montagna alpina: zaino leggero, giacca impermeabile/antivento, strato termico, guanti, cappello o fascia, occhiali, bastoncini (se ammessi), calzature molto stabili e tecniche. Portate sempre scorte personali di acqua ed energia tra i ristori, perché i tempi di passaggio possono essere lunghi. Meglio testare tutto in allenamento: alimenti, abbigliamento e zaino su uscite di diverse ore, per evitare sorprese il giorno della gara.

Per prepararvi al Trofeo Kima, Preparun propone due piani adattati a distanza e dislivello della gara: il Starter Run, piano gratuito ideale per iniziare la preparazione in modo progressivo, e la Finisher Line, piano completo e a pagamento pensato per arrivare pronti il giorno J. Entrambi sono personalizzati in base a età, livello, obiettivo e numero di uscite settimanali, e integrano lavoro su resistenza, dislivello e tecnica di corsa in montagna. Vi invitiamo a creare il vostro piano direttamente su preparun.com per costruire una preparazione su misura per il Trofeo Kima (Kima Trophy).

Prepara la tua gara in 7 domande

Il Trofeo Kima non si prepara per caso. È una gara lunga, tecnica, esigente, e proprio per questo bellissima da affrontare con metodo. Se siete già iscritti, il vostro obiettivo non è “arrivare e basta”, ma costruire una preparazione solida, intelligente, capace di reggere la salita, la discesa e le ore passate in quota senza andare in crisi. Un plan d'entraînement ben pensato vi aiuta a lavorare sul passo, sulla forza in discesa, sulla resistenza muscolare e sulla gestione dell’energia. Su una corsa così, ogni dettaglio conta: sonno, alimentazione, materiali, recupero.

Per il Trofeo Kima, il talento serve. Ma serve soprattutto continuità. E un po’ di rispetto per la montagna.

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Davide Greco corre da più di vent'anni e ha attraversato tutte le evoluzioni della corsa amatoriale: dal footing « a sensazione » ai piani strutturati e…... continua a leggere
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