Marcialonga Running – Predazzo

Marcialonga Running

Predazzo (38037) 5 settembre 2026 Corsa
Partenza tra
J−41

Informazioni sulla gara

Marcialonga Running propone 2 gare da 21 a 27 km, il 5 settembre 2026 a Predazzo.

Informazioni chiave sulle gare di Marcialonga Running
Gara Distanza
21 km 21 km
27 km 27 km

Marcialonga Running: percorso, atmosfera e punti chiave da conoscere

La Marcialonga Running si corre a Moena, in Trentino-Alto Adige, nel cuore delle valli di Fiemme e Fassa. È una gara molto amata perché unisce paesaggio alpino, atmosfera partecipata e un tracciato che richiede gestione, non solo motore. La prova nasce dall’universo Marcialonga e richiama molti runner proprio per questo mix: strada, vallata, saliscendi e una sensazione continua di corsa “in viaggio”.

Il percorso segue la valle dell’Avisio e attraversa località come Predazzo, Ziano di Fiemme, Panchià e Lago di Tesero, prima di arrivare a Masi di Cavalese per la 21 km e a Cavalese per il percorso più lungo. È un tracciato che alterna tratti scorrevoli e sezioni più esposte alla fatica muscolare, soprattutto quando le gambe cominciano a sentire le variazioni di pendenza. Su questo tipo di gara, il dettaglio fa la differenza: partire troppo forte si paga sempre più avanti.

Le distanze ufficiali sono 21 km e 27 km. La partenza è prevista da Moena, in Piaz de Sotegrava, alle 16:30. La formula è quindi perfetta per chi ama le gare da preparare con metodo, perché non basta avere un buon fondo: servono un ritmo sostenibile, capacità di tenere una progressione e un lavoro mirato sui cambi di ritmo.

Sito ufficiale Marcialonga Running

Sito ufficiale Marcialonga Running

Come preparare la Marcialonga Running con un piano d'allenamento

Per preparare bene la Marcialonga Running, il primo obiettivo è abituare il corpo a correre bene quando il terreno cambia. Se state puntando la 21 km, il vostro plan d'allenamento deve includere uscite di resistenza, un lavoro a ritmo gara e qualche seduta collinare. Se invece avete scelto la distanza più lunga, la priorità è la tenuta: bisogna arrivare al finale con margine, non con il fiato corto e le gambe vuote.

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Il profilo della gara favorisce chi sa correre regolare. In allenamento, curate tre aspetti semplici ma decisivi: un lungo settimanale ben controllato, una seduta di qualità a ritmo medio o soglia e un richiamo in salita breve ma tecnico. Le salite brevi aiutano la forza; i falsopiani insegnano a non sprecare energie; i tratti in discesa vanno provati con prudenza, perché la frenata eccessiva affatica i quadricipiti più di quanto sembri.

Un errore classico è fare troppa velocità pura e poco lavoro specifico. Qui serve soprattutto una corsa efficiente. Se in pianura vi sentite bene, ma in collina perdete subito postura e cadenza, la vostra preparazione va riequilibrata. Meglio arrivare con un ritmo solido che con un cronometro brillante ma instabile.

Allenatevi anche nell’orario in cui correrete la gara, o almeno in condizioni simili. La partenza pomeridiana cambia la gestione della giornata: colazione, pranzo, idratazione e timing del riscaldamento vanno provati prima. Questo dettaglio, spesso trascurato, evita di arrivare al via con stomaco pieno o energie mal distribuite.

Il lavoro sulle discese merita attenzione. Non parliamo di “buttarsi giù”, ma di imparare a lasciar correre la gamba senza irrigidirsi. Un appoggio morbido e una postura stabile valgono più di una falcata aggressiva. È un aspetto che, nella seconda parte della gara, fa risparmiare parecchie energie.

Infine, non inseguite la perfezione. La Marcialonga Running si prepara bene con costanza, non con una settimana eroica. Tre o quattro sedute utili valgono più di un blocco confuso. Se avete un obiettivo cronometrico o semplicemente volete arrivare con serenità, un piano d'allenamento personalizzato resta la strada più pulita per costruire fiducia e continuità.

Nutrition de course

Il giorno J, la tua alimentazione fa la differenza.

Prima, durante e dopo la gara: un piano alimentare personalizzato è disponibile in aggiunta al tuo piano d'allenamento.

Marcialonga Running: informazioni pratiche per la vostra preparazione

  • Partenza: Moena, Piaz de Sotegrava
  • Orario di partenza: 16:30
  • Distanze ufficiali: 21 km e 27 km
  • Arrivo 21 km: Masi di Cavalese
  • Arrivo percorso lungo: Cavalese
  • Terreno: percorso su strada vallonato, con tratti scorrevoli e variazioni di pendenza tipiche della Val di Fassa e della Val di Fiemme

Per il materiale, scegliete scarpe affidabili e già testate, non modelli nuovi. Su un percorso come questo, la stabilità conta quanto l’ammortizzazione. Se soffrite nelle discese o nei tratti prolungati, può aiutare una scarpa con buon sostegno dell’avampiede e una calzata precisa. Portate attenzione anche all’abbigliamento: in montagna il meteo può cambiare, ma in gara la priorità resta la libertà di movimento.

Moena e Cavalese danno alla corsa un contesto molto piacevole, con un pubblico caldo e un’atmosfera che accompagna davvero ogni passaggio. È una gara che lascia il segno perché unisce sport e paesaggio senza perdere serietà tecnica. Se la preparate con metodo, vi regalerà una giornata intensa e molto bella.

La Marcialonga Running è una di quelle gare che si ricordano con piacere proprio perché chiedono misura, pazienza e fiducia nel proprio passo. E tra Moena e Cavalese, correre bene significa anche godersi ogni metro con la testa leggera.

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Buono a sapersi

Profilo del percorso: dislivello, tratti chiave e gestione dello sforzo

La Marcialonga Running non è “solo” una 21 km o una 27 km. È una progressione. Soprattutto negli ultimi chilometri.

  • 21 km (Moena – Masi di Cavalese) - Dislivello indicativo: intorno ai 300 m positivi complessivi, con molti tratti in falsopiano e saliscendi leggeri. - Salite vere: più spezzate che lunghe. Strappi brevi, poi di nuovo tratti scorrevoli. - Difficoltà principale: non farvi ingannare dalla prima parte più corribile. Le gambe arrivano a Masi “usate”, non fresche.
  • 27 km circa (Moena – Cavalese) - Il percorso “classico” è di circa 26,5 km
  • Predazzo, Ziano, Panchià, Lago di Tesero - Zona centrale del percorso relativamente scorrevole, ma non piatta “da pista”. - Perfetta in allenamento per simulare ritmo gara: falsopiano, piccoli cambi, qualche passaggio più esposto al sole.

In pratica: la 21 km vi chiede gestione sul vallonato; la 27 km vi chiede, in più, di saper cambiare marcia sulla salita finale.

Terreno: asfalto, ciclabile e un po’ di sterrato

  • Prevalenza asfalto: gara su strada, con lunghi tratti sulla ciclabile lungo l’Avisio. - Fondo generalmente regolare, ma con curve, piccoli ponti, qualche passaggio più stretto. - Non è una maratona urbana “dritto e via”: cambiano spesso ritmo e appoggi.
  • Tratti di sterrato - Per il percorso lungo è indicato circa 1 km di sterrato
  • Passaggi particolari - Zona stadio del salto di Stalimen, Lago di Tesero, piste ciclopedonali: contesto molto vario. - Le gambe vanno, ma gli occhi si perdono sulle montagne: in allenamento vale la pena abituarsi a “guardare il paesaggio senza perdere il passo”.

Meteo probabile a inizio settembre in Val di Fassa e Fiemme

È montagna. Settembre. Pomeriggio. Tradotto: niente è garantito, se non la variabilità.

  • Temperature attese alla partenza (tardo pomeriggio) - Tipicamente fra 18 e 24°C in fondovalle, a seconda dell’anno (stima basata sui dati climatici della zona di Moena/Predazzo in inizio settembre). - In giornate calde: sole ancora forte, soprattutto nei tratti esposti. - In giornate fresche: partenza piacevole, ma attenzione all’aria che si fa più frizzante verso il traguardo.
  • Arrivo all’imbrunire - La corsa porta a tagliare il traguardo verso l’ora del tramonto sulle Dolomiti. - Temperatura che cala, soprattutto per chi impiega più tempo: dopo lo sforzo, ci si raffredda in fretta.
  • Rischio pioggia e temporali - In montagna, a inizio settembre, i temporali pomeridiani non sono rari. - Una volta ho visto runner arrivare a Cavalese con il sole a picco… e 20 minuti dopo cercare la felpa sotto un acquazzone estivo. Meglio prepararsi mentalmente a entrambe le versioni.

Per gli allenamenti: programmate almeno qualche uscita in orario simile alla gara. Stesso tipo di luce, stessa sensazione di temperatura che cala man mano che ci si avvicina alla sera.

Ristori, tifo e gestione dell’energia

  • Presenza di ristori lungo il percorso - Sono previsti diversi punti di ristoro ufficiali lungo il tracciato. - Questo vi permette di correre la 21 km senza obbligo di portare borraccia, se siete abituati a bere ai ristori. - Per la 27 km, gli ultimi 5 km in salita arrivano dopo molti minuti di gara: qui conviene arrivare già ben idratati al penultimo ristoro.
  • Punti chiave di “energia” - Predazzo e Masi di Cavalese sono segnalati come veri “punti tifo”. - A Masi di Cavalese c’è arrivo della 21 km, passaggio del percorso lungo e punto tifo con DJ. - Tradotto: qui il tifo vi spinge… oppure vi tenta a fermarvi. In allenamento, simulate quel momento: immaginate di “passare il traguardo” e invece continuare, perché nella 27 km la gara inizia da lì.
  • Strategia liquidi e integrazione - Per la 21 km: - Se correte entro 2 ore, i ristori classici possono bastare, con 1–2 gel o simili a seconda delle abitudini. - Per la 27 km: - Programmate bene dove prendere i gel per non arrivare vuoti alla salita finale. - In allenamento, fate almeno un lungo con la stessa strategia di assunzione liquidi/gel che userete in gara.

Una scena tipica: dopo Ziano, nei lunghi tratti di ciclabile, qualcuno inizia a “saltare” i ristori perché si sente bene. Poi a Masi di Cavalese guarda la salita e pensa: “Magari bevevo un po’ di più”. Meglio non essere quel qualcuno.

Meteo + percorso: che cosa significa per il ritmo

  • 21 km - Partenza pomeridiana con possibili temperature ancora alte: meglio un avvio leggermente prudente, soprattutto se non amate il caldo. - Gestite i saliscendi senza “rilanciare” troppo ogni volta: il rischio è arrivare a Masi con le gambe intossicate.
  • 27 km - Pensate la gara come: - 0–15 km: costruire il ritmo - 15–21 km: difendere il ritmo - 21–27 km: cambiare passo in salita - Se la giornata è calda, gli ultimi chilometri verso Cavalese possono sembrare più ripidi di quanto siano davvero. Il caldo stanca la testa prima ancora delle gambe.

Scarpe e materiale specifico

Scelta delle scarpe

  • Scarpa da strada ammortizzata ma stabile - Fondo principalmente asfaltato e ciclabile: servono scarpe da corsa su strada, non da trail. - Per chi tende a soffrire in discesa: meglio un modello con buona tenuta di tallone e medio-piede, che controlli un minimo la pronazione. - Drop medio (8–10 mm) spesso aiuta a gestire la fatica sui polpacci nei tratti vallonati.
  • Quale differenza tra 21 e 27 km? - 21 km: potete osare una scarpa un filo più reattiva, se siete abituati e non superate le 2 ore di gara. - 27 km: priorità al comfort prolungato e alla protezione muscolare sugli ultimi 5 km in salita. Meglio perdere qualche secondo al km che perdere le gambe al 23°.
  • Sterrato e ciclabile - I tratti di sterrato sono brevi e non tecnici. - Non servono tasselli aggressivi, basta un battistrada che tenga bene anche su fondo un po’ ghiaioso.

Abbigliamento e accessori

  • Strati leggeri - Partenza con clima mite, arrivo all’imbrunire: canotta o t-shirt tecnica traspirante vanno bene, ma pensate a cosa indosserete subito dopo il traguardo. - Un piccolo strato caldo nello zaino consegnato all’organizzazione vi salva dal freddo quando, sudati, la temperatura cala.
  • Cappellino e occhiali - Alcuni tratti sono esposti al sole, specie nelle valli più aperte. - Un cappellino leggero e occhiali trasparenti o leggermente scuri aiutano a non “stringere gli occhi” per due ore di fila.
  • Cintura porta-gel o soft flask - Non obbligatoria, ma utile soprattutto per la 27 km se volete personalizzare l’idratazione. - Evitate zaini da trail ingombranti: qui ogni oscillazione inutile si paga sul vallonato.
  • Calze - Potrebbero sembrare un dettaglio, ma non lo sono: calze tecniche anti-frizione, già testate sui vostri lunghi, per evitare vesciche proprio dove il percorso inizia a tirare.

Particolarità del passaggio a Predazzo e dei cambi di ritmo

  • Predazzo: punto vivo del percorso - Predazzo è un passaggio importante anche per la staffetta, con punto tifo e primo cambio. - Il rischio? Farvi trascinare dal tifo e aumentare il ritmo proprio quando dovreste restare regolari.
  • Cambi continui - Tra Predazzo, Ziano e Panchià, la ciclabile sembra facile, ma ogni piccolo cavalcavia, curva o falsopiano è un micro-cambio di ritmo. - In allenamento, vale oro simulare queste variazioni: ad esempio, 3–4 km a ritmo gara con piccoli tratti più veloci ogni 500–800 m.

C’è un momento, passando vicino al torrente, in cui il rumore dell’acqua copre quasi quello del pubblico. Lì molti runner si “isolano” e perdono un po’ il contatto con il ritmo. Se ci pensate prima, in gara vi basterà un’occhiata all’orologio per rimettere le cose in fila.

Strategie diverse per 21 km e 27 km

Se correte la 21 km

  • Obiettivo principale: tenere un ritmo regolare sul vallonato, senza inseguire la velocità pura.
  • Abituatevi a fare cambi di pendenza a ritmo controllato: niente scatti per “recuperare” il tempo perso in salita.
  • Gestite i ristori come piccoli “check-point”: bere, respirare, controllare la postura, ripartire.

Se correte la 27 km

  • Obiettivo principale: arrivare a Masi di Cavalese con ancora una marcia in più.
  • Pensate alla salita finale come a una seconda gara, più corta ma intensa.
  • Provate in allenamento qualche combinazione tipo: vallonato + salita finale, per abituarvi a cambiare passo su gambe già stanche.

Cosa tenere a mente mentre costruite il vostro allenamento

  • Allenatevi su falsopiani e ciclabili, non solo su salite secche o pianura perfetta.
  • Provate l’abbigliamento e le scarpe in condizioni più simili possibile a quelle di gara: orario, temperatura, tipo di fondo.
  • Curate la gestione dei ristori e dell’energia come parte dell’allenamento, non come dettaglio dell’ultimo giorno.
  • Ricordate che la testa, su questo percorso, conta tantissimo: chi sa aspettare il momento giusto per spingere, arriva a Cavalese con il sorriso, non a pezzi.

Un giorno, a fine gara, ho sentito un runner dire: “Non è stata la più dura… ma è una di quelle che non ti perdonano se la prendi alla leggera”. La Marcialonga Running è proprio così. Se la rispettate in allenamento, in gara lei vi restituisce tutto con gli interessi.

Meteo prevista il giorno della gara a Predazzo

Sulla base degli ultimi 10 anni (medie 2016–2025)
🌧️
Pioggia
il più frequente
21°
Max. media
estremo 27°
11°
Min. media
estremo 5°
8 km/h
Vento medio
raffiche 63
Storico del meteo del 5 settembre da 10 anni
🌧️ 20° 2016
🌧️ 20° 2017
🌧️ 21° 2018
🌧️ 21° 2019
🌤️ 25° 2020
🌧️ 19° 2021
🌧️ 22° 2022
🌧️ 23° 2023
🌧️ 21° 2024
🌧️ 19° 2025
Dati meteo: Open-Meteo / ERA5

Stima il tuo tempo di gara

In base al tuo ritmo obiettivo, ecco come si svolgerà la tua gara
Ritmo 5:00 min/km
3:00 · Veloce 8:00 · Lento
Tempo stimato
50:00
Velocità
12,0 km/h
Ritmo moderato · Mantieni questo ritmo fino al traguardo con un piano di allenamento personalizzato

Domande e risposte

La Marcialonga Running 2026 segue in gran parte il tracciato della famosa Marcialonga di sci di fondo attraverso Val di Fassa e Val di Fiemme, su pista ciclopedonale immersa nel verde. Sono previste distanze di 21 km e 26,5 km, oltre alla staffetta a tre. Il profilo è tipicamente vallonato con tratti in leggera salita e discesa, sans passaggi estremi, ma il dislivello cumulato resta significativo: il percorso richiede una buona gestione dell’energia dal primo all’ultimo chilometro.

La Marcialonga Running è una gara di fondo su distanza medio-lunga (21 km e 26,5 km), su tracciato vallonato che segue il percorso storico della Marcialonga tra Moena e la Val di Fiemme. Non è una corsa estrema, ma la lunghezza, il dislivello progressivo e alcuni tratti in salita la rendono impegnativa per chi non è abituato a correre oltre i 15–20 km. È adatta a runner con una base di resistenza solida, anche come primo "quasi"-mezzamaratona ben preparato.

Su Marcialonga Running 2026 il segreto è partire conservativi: il percorso alterna falsopiani, salite dolci e discese che invogliano ad accelerare. Nei primi chilometri puntate a un passo 5–10"/km più lento del vostro ritmo obiettivo, mantenendo il controllo sulle salite e sfruttando le discese per recuperare, non per "fare il tempo". Spezzate mentalmente la gara in 3 parti: avvio controllato, gestione del vallonato centrale, ultimi chilometri in progressione se le gambe lo permettono.

La Marcialonga Running offre punti di ristoro lungo il percorso con acqua e integrazione, utili per una gara tra 21 e 26,5 km. Portare una soft flask o cintura porta-borraccia aiuta a bere a piccoli sorsi. Abbigliamento: completi traspiranti, coprilight per eventuale fresco di valle, calze tecniche anti-vesciche. Scarpe: modello da strada o trail leggero, con buona ammortizzazione per il vallonato su pista ciclopedonale. Utile un GPS per gestire ritmo e dislivello progressivo.

Per arrivare pronti alla Marcialonga Running 2026, preparun propone due piani specifici, entrambi personalizzati secondo età, livello, obiettivo e numero di uscite settimanali, e calibrati su distanza e dislivello della gara. Il Starter Run è un piano gratuito, ideale per avviare una préparation progressive et sécurisée jusqu’à la course. La Finisher Line è un programma completo e payant, pour optimiser endurance, allure et gestion du parcours vallonné afin d’arriver prêt le jour J. Vous pouvez créer votre plan directement sur preparun.com.

Prepara la tua gara in 7 domande

Marcialonga Running è una gara che si prepara con intelligenza, non con improvvisazione. Tra la partenza a Moena, i tratti ondulati della Val di Fassa e l’arrivo verso Cavalese, ogni dettaglio conta: il ritmo, le gambe in salita, la tenuta nei cambi di pendenza. Se siete già iscritti, il passo migliore è costruire una preparazione progressiva, con un piano d'allenamento adatto alla vostra distanza e al vostro livello. Così arrivate al via più sciolti, più sicuri e con la testa libera. E la corsa, a quel punto, inizia davvero a somigliare a un bel progetto riuscito.

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Lorenzo Conti
Aggiornato il 10 luglio 2026
Articolo scritto da :
Lorenzo Conti corre da oltre quindici anni e viene dal mondo della corsa su strada. Ha iniziato a correre per gestire lo stress del lavoro e…... continua a leggere
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Jules Patrick Maria Laurene
+8

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