TOR X 2026 – Courmayeur

TOR X 2026

Courmayeur (11013) 11 settembre 2026 Trail
Partenza tra
J−47

Informazioni sulla gara

TOR X 2026 propone 5 gare da 30 a 450 km, il 11 settembre 2026 a Courmayeur.

Informazioni chiave sulle gare di TOR X 2026
Gara Distanza Dislivello
30 km 30 km +2 300 m
100 km 100 km +8 000 m
130 km 130 km +12 000 m
330 km 330 km +24 000 m
450 km 450 km +32 000 m

Avete già fatto la scelta più importante: iscrivervi al TOR X 2026. Ora arriva la parte più bella: costruire una preparazione che vi permetta di godervi ogni chilometro tra le vette e i sentieri della Valle d’Aosta.

Io sono Chiara Romano, trail runner innamorata della montagna. Ho visto volti stravolti e occhi illuminati all’arrivo a Courmayeur: chi arriva preparato vive il TOR X come un viaggio, non come una sopravvivenza. In questo articolo vi aiuto a immaginare quel viaggio e a organizzarvi perché il vostro corpo, la vostra testa e il vostro zaino siano pronti.

TOR X 2026 percorso: un viaggio sulle Alte Vie della Valle d’Aosta

Il TOR330 - Tor des Géants è la gara simbolo: circa 330 km e 24000 m D+ sulle Alte Vie 1 e 2 della Valle d’Aosta, con partenza e arrivo a Courmayeur, attraversando oltre trenta colli sopra i 2000 m, villaggi alpini, rifugi e valloni selvaggi lungo l’intero arco della regione.

Il TOR450 - Tor des Glaciers spinge ancora più in là il concetto di endurance: circa 450 km e 32000 m D+, in gran parte in autonomia, su sentieri ufficiali ma spesso più selvaggi e isolati, sempre con partenza e arrivo a Courmayeur.

Il TOR130 - Tot Dret propone circa 130 km e 12000 m D+, un point-to-point intenso che sfrutta parte delle Alte Vie e condensa la durezza del TOR in una distanza più "umana".

Il TOR100 - Cervino–Monte Bianco (circa 100 km e 8000 m D+) collega Breuil-Cervinia a Courmayeur, mentre il TOR30 - Passage au Malatrà (circa 30 km e 2300 m D+) è un immersione fulminea nel cuore della valle, con arrivo a Courmayeur.

Tutte le gare del TOR X si corrono in un’unica tappa, a velocità libera, in regime di semi-autosufficienza: dovrete gestire cibo, sonno, meteo, quota e lunghi tratti di notte sui sentieri.

Preparare il TOR X 2026: costruire il vostro plan d'entraînement

Il filo conduttore di tutte le distanze è uno: dislivello importante, terreno tecnico di montagna, lunghi periodi in quota, condizioni meteo variabili. Il vostro plan d'entraînement deve tenere conto di tutto questo, non solo della distanza.

Per il TOR330, pensate a una preparazione di lungo respiro, almeno 6–8 mesi strutturati con:

  • uscite lunghe in montagna (progressivamente fino a 8–10 ore per allenare gestione di fatica, alimentazione e ritmo)
  • blocchi di più giorni consecutivi di corsa o camminata veloce con dislivello per simulare la continuità della gara
  • lavoro specifico in salita: ripetute lunghe su sentieri ripidi, con bastoncini, per abituare gambe e braccia
  • allenamento in discesa tecnica per ridurre il rischio di infortuni e imparare a risparmiare energia

Per il TOR450, la preparazione è quella di un grande viaggio in autosufficienza. Serve una solida esperienza su trail di almeno 100 km con forte dislivello, come raccomandato dal regolamento, e un allenamento orientato a:

  • resistenza estrema (uscite molto lunghe, anche oltre 12 ore, con gestione consapevole di ritmo e pause)
  • allenamento notturno, in sicurezza, per abituarvi a muovervi e orientarvi al buio
  • test ripetuti del materiale, in diversi meteo, per arrivare al via con scelte consolidate

Per TOR130 e TOR100, il focus è sulla capacità di tenere un passo regolare e sostenibile per molte ore, con:

  • uscite lunghe tra 5 e 8 ore in montagna
  • settimane con doppie sessioni (una più tecnica, una più "corribile")
  • lavoro sulla forza (core, anche, quadricipiti) per sopportare gli 8000–12000 m di dislivello

Per il TOR30, la preparazione è più breve ma deve comunque includere:

  • uscite da 3–4 ore con almeno 1500–2000 m D+
  • lavoro sulla capacità di salire a passo deciso con bastoncini, senza esplodere a metà gara

Un plan d'entraînement personalizzato vi aiuta a incastrare queste esigenze con il vostro tempo disponibile, la vostra età e il vostro livello di partenza, evitando sovraccarichi e rispettando i tempi di adattamento.

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Nella mia esperienza, i progressi più profondi arrivano quando l’allenamento smette di essere una lista di obblighi e diventa un dialogo con la montagna. Una domenica, durante un lunghissimo sulle alte vie, ho visto un ragazzo al suo primo TOR fermarsi per respirare al tramonto, convinto di "perdere tempo". Qualche mese dopo, ha chiuso il suo primo TOR330: aveva imparato che prendersi quei minuti per ascoltare il proprio corpo è già parte dell’allenamento.

TOR X 2026 allenamento: cosa lavorare, distanza per distanza

Resistenza di base: per tutte le gare del TOR X, costruite un forte fondo aerobico. Correre (o camminare veloce) a bassa intensità per molte ore vi permetterà di affrontare i lunghi colli senza andare fuori giri.

Salita con bastoncini: i bastoncini sono quasi una estensione del corpo al TOR. Inserite sedute dedicate:

  • salite lunghe con bastoncini, lavorando su coordinazione braccia–gambe
  • tratti ripidi dove alternare passo corto e spinta forte dei bastoncini

Discesa tecnica: allenate:

  • propriocezione (sentire dove appoggiate il piede)
  • rapidità ma controllo nei cambi di terreno (erba, sasso, sentiero, pietraia)
  • resistenza muscolare dei quadricipiti e dei glutei

Gestione della fatica e del sonno (soprattutto per TOR330 e TOR450):

  • simulate qualche uscita molto lunga con breve riposo, per capire come reagisce il vostro corpo
  • allenatevi anche la sera e, in modo progressivo e sicuro, di notte

Alimentazione in gara: dedicare allenamenti specifici a provare cosa mangiare ogni ora, come gestire i ristori, cosa portare con voi. Non aspettate il giorno del TOR per scoprire che una certa bevanda vi disturba.

Test materiale: scarpe, zaino, bastoncini, abbigliamento termico, impermeabile, strati intermedi. Ogni lungo allenamento è l’occasione per testare e correggere.

Un allenamento efficace per il TOR X 2026 alterna settimane di carico e scarico, lavora sulla forza (core, stabilità, mobilità) e non dimentica mai il recupero: corpo e mente devono rimanere lucidi per gestire la gara in sicurezza.

Nutrition de course

Il giorno J, la tua alimentazione fa la differenza.

Prima, durante e dopo la gara: un piano alimentare personalizzato è disponibile in aggiunta al tuo piano d'allenamento.

TOR X 2026 consigli: i principali pièges del percorso

1. Partenza troppo veloce (soprattutto su TOR30, TOR100 e TOR130): l’entusiasmo di Courmayeur, le persone lungo il percorso, l’adrenalina… tutto spinge a partire forte. Decidete prima una strategia di ritmo conservativa e rispettatela.

2. Sottovalutare il meteo: temperature che cambiano rapidamente, pioggia, neve in quota, vento. Preparatevi ad affrontare caldo nei fondovalle e freddo sui colli, con un abbigliamento modulare ben testato.

3. Trascurare i piedi: vesciche, unghie, sfregamenti possono trasformare ogni passo in un dolore. Allenatevi con il materiale che userete in gara, sperimentate calze diverse, imparate piccole routine di cura dei piedi ai ristori.

4. Gestione del sonno (cruciale su TOR330 e TOR450): pianificate a grandi linee le vostre pause. Meglio qualche microsonno ben gestito che ore a correre stanchi e disattenti.

5. Mente e morale: ci saranno momenti difficili, sempre. Passi nel buio, colli che sembrano non finire, pensieri di ritiro. La preparazione mentale fa parte dell’allenamento: immaginate in anticipo questi momenti e decidete come vorrete reagire.

TOR X 2026 informazioni pratiche

Le gare del TOR X si svolgeranno indicativamente tra l’11 e il 19 settembre 2026, con Courmayeur come centro nevralgico dell’evento, nel cuore della Valle d’Aosta.

Qualche punto pratico, dal regolamento ufficiale:

  • tutte le gare sono in ambiente naturale, su sentieri ufficiali, in semi-autosufficienza
  • il numero di pettorali sul TOR330 è di circa 1100 partecipanti
  • per partecipare al TOR450 è necessario aver concluso un TOR330 entro le 130 ore
  • è obbligatorio il certificato medico sportivo agonistico, da caricare sulla piattaforma experience.torxtrail.com entro la data indicata sul sito ufficiale

Per dettagli aggiornati su programma, orari di partenza, punti di ristoro e obblighi di materiale, consultate il sito ufficiale TORXtrail e la pagina delle singole gare come il TOR330 – Tor des Géants.

Ricordate che sul sito del TORX potete scaricare le tracce GPX dei percorsi: inserirle nei vostri allenamenti vi permetterà di visualizzare la gara e di arrivare a Courmayeur con la sensazione di "giocare in casa".

Il giorno in cui entrerete nel village a Courmayeur, con le vette sopra di voi e il pettorale tra le mani, sentirete che ogni allenamento, ogni uscita sotto la pioggia, ogni alba vista in montagna vi ha preparato a questo momento. La Valle d’Aosta vi aspetta: che il vostro TOR X 2026 sia un incontro autentico con la montagna, e con la parte più forte e luminosa di voi stessi.

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Buono a sapersi

TOR X 2026: conoscere meteo, quota, terreno e materiali prima di iniziare ad allenarvi

Al TOR X non corre solo il fisico. Corrono anche la testa, i piedi, lo stomaco, la pelle. Sapere in anticipo cosa li aspetta vi evita molte sorprese. A volte basta un guscio messo nello zaino, o una calza giusta, per trasformare una crisi in un ricordo bellissimo.

Meteo e quota a Courmayeur e sulle Alte Vie a settembre

Settembre in Valle d’Aosta inganna. A Courmayeur, intorno ai 1200 m, le temperature medie diurne sono spesso tra i 15 e i 20 °C, con notti che possono scendere vicino ai 8–10 °C. Facile sentirsi quasi in tarda estate al village. Ma basta salire.

  • Escursione termica forte: sopra i 2000–2500 m, di giorno potete correre in maniche corte, di notte tremare con vento e 0–5 °C percepiti.
  • Pioggia e temporali: settembre può portare fronti veloci, temporali pomeridiani, pioggia persistente su più valli. Ricordate: su 330 o 450 km, prima o poi vi beccherete qualcosa.
  • Neve in quota: negli ultimi anni non è raro trovare spolverate di neve o neve vecchia sui passi più alti. Un col innevato cambia ritmo, sicurezza, fatica mentale.
  • Vento: sui colli esposti il vento può prosciugare energie in pochi minuti. Guanti, fascia o berretto leggero diventano improvvisamente “salvagente”.

Una sera, durante un TOR330, un atleta arrivò al rifugio sudato e senza strati. Fuori, in dieci minuti, il vento girò e la temperatura crollò. Si salvò con una coperta di emergenza. Il giorno dopo mi disse: “Se avessi messo quel pile nello zaino, avrei risparmiato paura e energie”. Il vostro allenamento deve abituarvi a vestirvi e svestirvi spesso, come una danza con il meteo.

Adattare la preparazione al meteo, distanza per distanza

  • TOR30 – 30 km, D+ 2300 m: simulate uscite in cui partite al fresco e arrivate con più caldo o viceversa. Allenatevi a scegliere rapidamente strati, senza fermarvi troppo.
  • TOR100 – 100 km, D+ 8000 m: prevedete almeno una notte o un’uscita al crepuscolo; lavorate su cosa indossare quando sudate in salita e vi raffreddate in discesa lunga.
  • TOR130 – 130 km, D+ 12000 m: programmate allenamenti con meteo “brutto” di proposito. Vi abituerete a correre con mani bagnate, cappuccio, visibilità ridotta.
  • TOR330 – 330 km, D+ 24000 m: inserite nel vostro percorso di avvicinamento weekend interi in montagna, con pioggia, freddo, sole. Fate amicizia con l’instabilità.
  • TOR450 – 450 km, D+ 32000 m: pensate alla gara come a un piccolo viaggio stagionale: potreste vivere quasi tutte le facce dell’autunno in alta montagna. Testate abbigliamento e gestione caldo/freddo su periodi lunghi.

Quota: cosa significa correre così a lungo sopra i 2000 m

Il TOR porta spesso oltre i 2000 m, fino a più di 3000 m in alcuni tratti. La quota non è solo fiato corto. È anche testa più lenta, stomaco delicato, passo meno sicuro.

  • Respirazione: sopra i 2500 m, se partite forte in salita, pagate caro. Allenatevi a un passo “umile” e regolare, soprattutto per TOR130, TOR330 e TOR450.
  • Stanchezza mentale: a metà notte, su un colle alto, potete ritrovarvi a fissare una pietra per trenta secondi. La quota amplifica la fatica mentale.
  • Idratazione: aria secca, vento, sole a quota alta disidratano più velocemente. Abituatevi a bere anche quando non avete sete.

Una volta, un corridore del TOR130 mi disse: “Pensavo fosse solo questione di gambe. Poi ho scoperto che in quota è la testa a rallentare per prima”. Portate questa frase con voi quando costruite il vostro allenamento.

Come allenare la risposta alla quota

  • TOR30: se vivete lontano dalle Alpi, cercate comunque qualche weekend a quote di 2000 m. Anche una sola uscita lunga vi farà capire come reagite.
  • TOR100 e TOR130: pianificate diversi allenamenti tra 2000 e 2500 m; provate cibo e bevande in quota, osservate eventuali segnali (nausea, mal di testa, irritabilità).
  • TOR330 e TOR450: costruite una vera esperienza di “vita in quota”: dormite almeno una notte in rifugio, sveglia presto, colli consecutivi. Non è solo allenamento fisico, è un test di convivenza con l’altitudine.

Terreno: cosa troverete davvero sotto i vostri piedi

Le Alte Vie e i sentieri del TOR sono ufficiali, ma spesso selvaggi. Nella stessa ora potete passare da un prato morbido a una pietraia instabile, a radici bagnate nel bosco, a mulattiere ripide.

  • Single track di montagna: sentieri stretti, spesso con esposizione laterale. Qui la concentrazione è oro.
  • Pietraie e sfasciumi: affaticano caviglie e polpacci, rallentano il ritmo. Su TOR330 e TOR450 sono una realtà da accettare, non un incidente.
  • Tratti scivolosi: pioggia, fango, nebbia, pascoli. La scarpa giusta fa la differenza tra un balletto controllato e un ballo con il terreno.
  • Mulattiere ripide, salite “in colonna”: nelle prime ore e nei punti chiave la densità di atleti porta a salire in fila. Allenatevi a mantenere calma e passo.

Ricordo una notte di pioggia su un traverso del TOR330: i passi risuonavano nel buio, ognuno concentrato solo sul suo appoggio successivo. Chi aveva allenato la propriocezione sembrava quasi danzare. Gli altri lottavano con ogni sasso.

Allenare il rapporto con il terreno

  • TOR30: inserite nei vostri allenamenti salite su sentiero stretto e discese tecniche brevi ma intense. Non limitatevi a sterrati facili.
  • TOR100: cercate percorsi che combinino lunghi tratti corribili con segmenti più rotti; allenate la capacità di cambiare passo senza irritazione.
  • TOR130: simulate concatenazioni di colli: salita tecnica, discesa ripida, risalita subito dopo. Il corpo deve capire che la “giostra” non finisce alla prima discesa.
  • TOR330 e TOR450: dedicate blocchi specifici alla discesa tecnica lunga. Quadricipiti, glutei, caviglie vi ringrazieranno la notte del terzo giorno.

Materiale specifico: cosa testare prima, distanza per distanza

L’elenco del materiale obbligatorio è una base. Il vero differenziale è il materiale testato in allenamento. Ogni pezzo che non conoscete può diventare un piccolo nemico a metà gara.

Scarpe e calze

  • Scarpe: servono grip su roccia bagnata, protezione sull’avampiede, stabilità in discesa. Per TOR330 e TOR450 molti atleti alternano due modelli (più protettivo, più leggero); allenatevi con entrambe le opzioni.
  • Calze: cruciali per la prevenzione delle vesciche. Provate in allenamento diverse combinazioni (mono strato, doppio strato, calze più sottili o più strutturate). Le gare lunghe vi metteranno alla prova sui piedi.

C’è una scena che si ripete spesso nelle basi vita: atleti seduti con lo sguardo perso, mentre volontari medicano i piedi. Molti raccontano che il problema è nato da una calza mai provata prima “perché sembrava migliore”. Non aspettate il TOR per fare esperimenti.

Zaino, bastoncini, abbigliamento

  • Zaino: deve essere un’estensione del corpo. Nessun rimbalzo, nessun punto di sfregamento su clavicole o reni. Testate il carico reale, non lo zaino vuoto: acqua, cibo, strati, materiale obbligatorio.
  • Bastoncini: al TOR sono quasi un quarto arto. Allenate:
    • lunghe salite con bastoncini, a ritmo sostenuto ma controllato;
    • discese moderate dove li usate per scaricare parte del peso su braccia e spalle.
  • Abbigliamento: guscio impermeabile serio, strati intermedi, maglia termica, guanti, fascia o cuffia. Pensate in “moduli”: cosa indosso con pioggia leggera? Cosa con vento forte? Cosa di notte sopra i 2500 m?

Materiale, distanza per distanza

Distanza Focus materiale
TOR30 – 30 km / 2300 m D+ Scarpe con buon grip, zaino leggero ma stabile, bastoncini ben gestiti in salita. Un guscio affidabile: la gara è breve, ma il meteo può cambiare in un’ora.
TOR100 – 100 km / 8000 m D+ Test di luci frontali su vere notti all’aperto; batterie di riserva. Strati facili da indossare e togliere. Calze e scarpe pensate per una notte intera di movimento.
TOR130 – 130 km / 12000 m D+ Zaino con un’organizzazione quasi “militare”: tutto ha un posto preciso. Bastoncini robusti, non troppo pesanti. Abbigliamento che regge pioggia e freddo prolungati.
TOR330 – 330 km / 24000 m D+ Due paia di scarpe testate; più combinazioni di calze; sistema di strati per più giorni. Cura dei piedi (cerotti, creme, vaselina) provata in allenamento. Frontale principale e secondaria.
TOR450 – 450 km / 32000 m D+ Materiale pensato per quasi una settimana all’aperto: ridondanza intelligente (secondo guscio, secondo mid layer), sistema di gestione umidità-asciugatura, bastoncini ultra affidabili. Ogni pezzo dev’essere familiare.

Ristori, basi vita e gestione del cibo

Le gare del TOR X si svolgono in semi-autosufficienza, con refill consentito solo nei punti ufficiali. Questo significa che dovete pensare ai ristori come a piccoli “porti” in un viaggio lungo.

  • Ristori intermedi: offrono in genere cibi caldi e freddi, dolce e salato, bevande calde, acqua. Sulla distanza di 100 km e oltre diventano punti chiave per riscaldarvi, cambiare strati, ricaricare morale.
  • Basi vita (per TOR330 e TOR450): spazi dove potete trovare i vostri sacchi personali, cambi completi, materiale aggiuntivo. Sono momenti delicati: la tentazione di restare “troppo” è forte, ma spesso non è il corpo a chiedere, è la testa.
  • Villaggi e rifugi: passare tra villaggi e rifugi porta incontri inattesi: bambini che fanno il tifo, volontari che vi porgono una zuppa come fosse un abbraccio. Preparatevi mentalmente a ricevere quell’energia, non solo a “prendere calorie”.

Su un TOR130, un atleta entrò in un ristoro deciso a ritirarsi. Si sedette, chiese un tè caldo. Quel tè divenne una piccola ancora. Uscì più lentamente, ma uscì. Finì la gara. Il cibo al TOR non è solo nutrimento: è spesso un ponte emotivo.

Ristori e cibo, distanza per distanza

  • TOR30: allenatevi a gestire quasi tutta la gara con quello che portate nello zaino, integrando ai ristori senza fermarvi troppo. Ritmo continuo.
  • TOR100: vivete i ristori come mini-reset: riempire borracce, cambiare calze se necessario, mangiare qualcosa di caldo. Allenatevi a stare seduti pochi minuti, non a trasformare il ristoro in una sosta infinita.
  • TOR130: simulate in allenamento vere “pause ristoro”: tiratevi fuori vento, sedetevi, mangiate, ripartite. Capite quanto vi serve per riprendere lucidità senza spegnere il motore.
  • TOR330 e TOR450: costruite una strategia scritta di passaggio alle basi vita: cosa fate in 10 minuti? In 20? In 40? Testatela in un weekend lungo, per evitare di improvvisare quando sarete stanchi.

Meneurs d’allure / pacer: cosa aspettarvi al TOR X

Il TOR X, per la sua natura di gara in singola tappa, lunga e tecnica, non si appoggia alla figura classica del meneur d’allure come nelle maratone cittadine. Non troverete gruppi con palloncino “14 ore” o “sub 4h” che vi guidano sul ritmo costante.

Quello che troverete, però, sono altri corridori che diventano compagni di passo per qualche ora o qualche notte. Il “meneur d’allure” al TOR spesso nasce sul sentiero: un atleta con cui condividete velocità, silenzi, qualche parola al rifugio.

  • Non contate su pacer ufficiali per gestire il tempo di gara.
  • Allenatevi a essere voi il vostro meneur d’allure: ritmo regolare, disciplina nel non farvi trascinare da chi va più forte all’inizio.
  • Siate pronti a riconoscere “buoni compagni di passo” durante la gara: un sorriso al buio, una parola gentile può tenervi al ritmo giusto per ore.

Molti finisher del TOR330 raccontano di un volto incontrato a metà gara, con cui hanno condiviso colli, stanchezza e risate. Nessuno dei due era pacer, ma entrambi sono stati “meneurs d’allure” uno per l’altro.

Gestione del sonno e della notte

Sulle distanze lunghe, il buio non è solo un orario. È una condizione di gara. TOR330 e TOR450, in particolare, vi porteranno attraverso più notti consecutive.

  • Frontale: testate in allenamento intensivo: pioggia, nebbia, lunghi tratti di single track. Allenatevi a cambiare batterie con le mani fredde.
  • Microsonno: sui 330 e 450 km qualche minuto di sonno breve può salvare gara e sicurezza. Non improvvisate: simulate in allenamento brevi pause di riposo in ambiente protetto.
  • Psicologia della notte: in montagna, al buio, pensieri e paure si amplificano. Preparazione mentale significa anche immaginare come reagirete a un colle lungo illuminato solo dal vostro fascio di luce.

Una notte sul TOR450, un corridore raccontò di aver cantato piano da solo su un sentiero nel bosco per combattere il sonno. Ridendo il giorno dopo, disse: “Mi ha tenuto sveglio più di un gel”. È anche questo allenamento: trovare i vostri strumenti personali.

Adattare il vostro allenamento ai numeri reali del TOR X 2026

I numeri ufficiali del TOR X 2026 sono chiari e impietosi:

  • TOR30: 30 km, 2300 m D+.
  • TOR100: 100 km, 8000 m D+.
  • TOR130: 130 km, 12000 m D+.
  • TOR330: 330 km, 24000 m D+.
  • TOR450: 450 km, 32000 m D+.

Non sono solo cifre. Sono la lente attraverso cui leggere ogni allenamento. Una salita in più, un’ora di sonno in meno, un test di scarpe sotto la pioggia: tutto parla a quei numeri.

  • Per TOR30: allenamento orientato a gestire 2300 m D+ senza esplodere; fuoco su salita e discesa.
  • Per TOR100: costruite capacità di tenere gambe e testa su 8000 m D+; lavorate su forza resistente e alimentazione.
  • Per TOR130: accettate che 12000 m D+ significano molte ore cumulative di salita; allenate la pazienza.
  • Per TOR330: i 24000 m D+ sono come “una grande montagna spezzata in colli”; ogni allenamento in salita è un pezzo di quella montagna.
  • Per TOR450: i 32000 m D+ richiedono non solo forza, ma economia estrema del gesto; bastoncini, passi, appoggi devono diventare parsimoniosi.

Quando uscirete su un sentiero vicino a casa, con pioggia fine e poca voglia, pensate che forse proprio quella uscita vi preparerà a un colle lontano nella notte valdostana. Il TOR X 2026 non è solo una gara: è un modo nuovo di ascoltare il vostro corpo, la montagna e le emozioni che vi attraversano tra un passo e il successivo.

Meteo prevista il giorno della gara a Courmayeur

Sulla base degli ultimi 10 anni (medie 2016–2025)
🌧️
Pioggia
il più frequente
21°
Max. media
estremo 27°
Min. media
estremo 3°
7 km/h
Vento medio
raffiche 102
Storico del meteo del 11 settembre da 10 anni
🌧️ 22° 2016
☁️ 16° 2017
☁️ 26° 2018
☁️ 21° 2019
🌧️ 22° 2020
🌧️ 20° 2021
🌤️ 22° 2022
☁️ 27° 2023
🌧️ 18° 2024
☁️ 19° 2025
Dati meteo: Open-Meteo / ERA5

Stima il tuo tempo di gara

In base al tuo ritmo obiettivo, ecco come si svolgerà la tua gara
Ritmo 5:00 min/km
3:00 · Veloce 8:00 · Lento
Tempo stimato
50:00
Velocità
12,0 km/h
Ritmo moderato · Mantieni questo ritmo fino al traguardo con un piano di allenamento personalizzato

Domande e risposte

Il TOR X 2026 (Tor des Géants / TOR330) è un anello di circa 330 km con oltre 24.000–32.000 m D+ nelle alte montagne valdostane, su sentieri tecnici e spesso sopra i 2.000 m di quota. Questo implica tappe molto lunghe, salite ripetute e discese usuranti. In preparazione, puntate su lunghi in montagna, lavoro specifico in salita e discesa, e uscite in condizioni proches a quelle di gara (quota, terreno, notte) per habitare corpo e mente all’ultra-endurance.

Il TOR X 2026 è uno degli ultra trail più impegnativi al mondo: oltre 300 km, decine di colli alpini, meteo variabile e una gestione del sonno cruciale. Per finirlo servono resistenza di base solida, esperienza su ultra trail in montagna, capacità di gestire le crisi, autonomia e attenzione alla sicurezza. In allenamento, simulate notti in movimento, progressioni su 2–3 giorni e lavorate sulla strategia mentale tanto quanto sulla forma fisica.

Sul TOR X 2026 non si corre “a ritmo gara” come su un trail classico: l’obiettivo è avanzare in modo regolare per giorni. Pianificate un’andatura sostenibile fin dalle prime ore, alternate tratti camminati in salita e corsa leggera in discesa/pianura, e definite in anticipo micro-pause e brevi sleep stop nei punti chiave del percorso. In allenamento, testate diversi scenari (poche pause vs più pause) su uscite molto lunghe, così da arrivare con una strategia collaudata.

Per il TOR X 2026, prevedete uno zaino capiente ma stabile, bastoncini indispensabili per il grande dislivello, due frontali affidabili con batterie di scorta, strati tecnici (termico, impermeabile, antivento), guanti e cappello per la quota. Curate anche le scarpe (grip su terreno alpino, comfort per molti chilometri), protezione anti-vesciche e gestione dell’umidità. Testate TUTTO in anticipo su lunghi in montagna: nessun materiale nuovo il giorno della gara.

Su preparun, trovate due piani specifici per il TOR X 2026, adattati a distanza e dislivello della corsa. Il Starter Run è un piano gratuito, ideale per iniziare la preparazione in modo strutturato e sicuro. La Finisher Line è un piano completo e a pagamento, pensato per arrivare davvero pronto e finire la gara nelle migliori condizioni. Entrambi i programmi sono personalizzati in base a età, livello, obiettivo e numero di uscite settimanali. Vi invitiamo a creare il vostro piano su preparun.com per costruire passo dopo passo il vostro TOR X 2026.

Prepara la tua gara in 7 domande

Affrontare il TOR X 2026 non è solo una gara: è un viaggio intenso attraverso le Alte Vie della Valle d’Aosta. Avec 450 km, 330 km, 130 km, 100 km ou 30 km, ogni percorso richiede un plan d'entraînement mirato, rispettoso del vostro corpo e della montagna. Su preparun.com, vi accompagniamo passo dopo passo, con un programma personalizzato costruito sulla distanza scelta, sul vostro livello e sul dislivello vertiginoso di questo trail leggendario. Prenotare il vostro piano, è offrirvi la serenità di arrivare al via con fiducia e lucidité.

Piano personalizzato per

TOR X 2026

Tappa 1 / 9 Gara

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Altri corridori usano già i piani di allenamento Preparun (e ne sono entusiasti!)

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Chiara Romano
Aggiornato il 15 luglio 2026
Articolo scritto da :
Chiara Romano è una trail runner e un'amante della montagna. Ha scoperto la corsa partecipando a gare podistiche su strada, prima di orientarsi progressivamente verso il…... continua a leggere
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Jules Patrick Maria Laurene
+8

Già 2 corridori si stanno preparando per TOR X 2026 grazie a Preparun!

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