Informazioni sulla gara
Tor des Géants propone 5 gare da 30 a 450 km, il 12 settembre 2026 a Courmayeur.
| Gara | Distanza | Dislivello |
|---|---|---|
| 30 km | 30 km | +2 000 m |
| 100 km | 100 km | +8 000 m |
| 130 km | 130 km | +12 000 m |
| 330 km | 330 km | +24 000 m |
| 450 km | 450 km | +32 000 m |
Se siete iscritti al Tor des Géants o a una delle prove del TORX, avete davanti un’avventura rara. Non è solo una gara: è il periplo della Valle d’Aosta lungo le Alte Vie n.1 e n.2, ai piedi di Monte Bianco, Monte Rosa, Cervino e Gran Paradiso, con partenza e arrivo a Courmayeur. È normale sentire insieme entusiasmo e timore. L’obiettivo, ora, è trasformare questo mix di emozioni in una preparazione solida, passo dopo passo.
Corro da più di quindici anni e il mondo del Tor mi affascina sempre: montagne alte, notti in movimento, decisioni da prendere quando si è stanchi. Proprio lì, nella gestione dell’energia e del tempo, si fa la differenza. In questo articolo vi propongo un approccio concreto alla preparazione, pensato per chi è già iscritto e vuole arrivare al via con la testa lucida e le gambe pronte.
Tor des Géants percorso e terreno: cosa vi aspetta davvero
Il TOR330 - Tor des Géants è un endurance trail di circa 330 km con 24000 m D+, da completare in massimo 150 ore, su un anello che parte e arriva a Courmayeur e concatena l’Alta Via n.2 e l’Alta Via n.1. Intorno si sviluppano le altre prove del TORX: il TOR450 - Tor des Glaciers (450 km, 32000 D+), il TOR130, il TOR100 e il TOR30. Tutte condividono un elemento chiave: sono corse di montagna vere, in quota, su sentieri lunghi e tecnici.
Il terreno alterna:
- Sentieri di alta montagna, spesso pietrosi
- Colle sopra i 2000 m, con lunghi tratti in salita regolare e discese infinite
- Traversate in ambienti selvaggi, talvolta esposti
- Tratti in bosco e sentieri più scorrevoli nelle vallate
Lungo il percorso si attraversano due aree protette di grande fascino: il Parco Nazionale del Gran Paradiso e il Parco Regionale del Mont Avic. Questo significa paesaggi magnifici ma anche condizioni meteo variabili: dal caldo in valle al freddo notturno con vento e pioggia in quota.
Un aspetto particolare del Tor des Géants: l’organizzazione non impone soste obbligatorie né orari di sonno. Sta a voi decidere quando fermarvi, quanto dormire, quando ripartire. Questo rende la strategia di gara parte integrante della preparazione.
Preparare il Tor des Géants: costruire il volume senza rompersi
La prima domanda è sempre la stessa: come si prepara un Tor des Géants, un TOR450 o un TOR130 senza andare incontro a infortuni o burnout? La risposta sta nel costruire il volume in modo progressivo, con una pianificazione chiara e realistica rispetto alla vostra vita quotidiana.
Per un impegno di questo tipo, il cuore del lavoro è su tre assi:
- Volume settimanale: aumentare gradualmente chilometri e ore in montagna, con cicli di carico e scarico
- Dénivelé: abituare gambe e tendini a salite lunghe e discese prolungate, con uscite specifiche
- Resistenza alla fatica prolungata: lavorare su uscite lunghe e blocchi di allenamento su giorni consecutivi
Idealmente, nelle 10–14 settimane che precedono il Tor, il volume sale a piccoli gradini. Per esempio, se oggi correte 5–6 ore a settimana, l’obiettivo non è “raddoppiare subito”, ma arrivare a 8–10 ore di lavoro progressivo, con almeno un’uscita lunga in montagna ogni weekend. Per chi prepara il TOR330 o il TOR450, alcune uscite chiave possono superare le 8–10 ore, ma sempre inserite in un contesto strutturato, con giorni di recupero veri.
Qui entra in gioco il plan d’entraînement personalizzato: una traccia che vi aiuta a indicare cosa fare settimana dopo settimana, quali uscite lunghe inserire, come combinare corsa, camminata in salita e lavoro di forza, senza improvvisare.
Crea il tuo piano di allenamento personalizzato
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Vi faccio un esempio concreto. Ho accompagnato un corridore amatoriale verso il suo primo TOR330: lavorava a tempo pieno, due figli, poco margine per allenarsi ogni giorno. La chiave è stata distribuire il carico su 4 uscite settimanali, con una lunga in montagna, una seduta di forza, una uscita collinare con dislivello e un allenamento più tranquillo, dedicato a recupero attivo. Nessun extra, nessuna “notte eroica” di allenamento: solo costanza, settimana dopo settimana. È arrivato a Courmayeur meno stanco di quanto pensasse e, soprattutto, senza dolori strutturali.
Allenamento specifico per TOR330, TOR450, TOR130, TOR100 e TOR30
Ogni distanza del TORX ha una logica di preparazione leggermente diversa. Vediamola in modo pratico.
TOR450 - Tor des Glaciers (450 km, 32000 D+)
Qui si entra nel territorio dell’ultra oltre l’ultra. Servono:
- Blocchi di allenamento su 3–4 giorni consecutivi, per simulare la fatica accumulata
- Gestione del sonno: testare micro-soste, brevi dormite e ripartenze
- Grande lavoro sulla autonomia: alimentazione, gestione dell’equipaggiamento, capacità di orientarsi sui sentieri di alta montagna
- Forza muscolare: esercizi per core, glutei, quadricipiti e polpacci, 1–2 volte a settimana
TOR330 - Tor des Géants (330 km, 24000 D+)
Endurance trail iconico, con 54 punti di ristoro e circa 1100 partecipanti. La preparazione deve combinare:
- Uscite lunghe in montagna (6–10 ore), con lunghi tratti di camminata in salita e corsa leggera in discesa
- Allenamento notturno: almeno 1–2 uscite in orari serali o notturni per testare lampada, ritmo e mente al buio
- Gestione dell’alimentazione a lunga distanza: provare gel, barrette, cibi salati, bevande calde
- Lavoro sul passo in salita regolare, con bastoncini
TOR130 (130 km, 12000 D+)
È già una gara durissima. Richiede:
- Buona base di trail su distanze 40–60 km prima del ciclo specifico
- Uscite lunghe da 5–7 ore in montagna
- Esercizi di forza e stabilità, per proteggere articolazioni
- Almeno una simulazione gara con notte in movimento o arrivo in tarda serata
TOR100 (100 km, 8000 D+)
Percorso di media lunghezza, ma con dislivello molto significativo. Per arrivare pronti:
- Allenamento regolare su terreni vallonati e di montagna
- Gestione delle discese ripide: lavori specifici in discesa, con attenzione alla tecnica
- Test materiali: zaino, bastoncini, abbigliamento per condizioni variabili
TOR30 (30 km, 2000 D+)
La prova più breve, ma non “facile”: salita e discesa intensa, spesso su terreno tecnico. Servono:
- Buona abitudine al dislivello (uscite collinari o di media montagna)
- Lavoro sulla gestione dell’intensità: evitare di partire troppo forte
- Test scarpe e bastoncini su appoggi instabili
Qualunque sia la distanza scelta, l’allenamento deve restare sostenibile: meglio arrivare alla partenza leggermente “sotto allenati” ma sani, che “stra-allenati” e già affaticati o infortunati.
Il giorno J, la tua alimentazione fa la differenza.
Prima, durante e dopo la gara: un piano alimentare personalizzato è disponibile in aggiunta al tuo piano d'allenamento.
Gestione dell’andatura, alimentazione e sonno durante il Tor des Géants
Sulle Alte Vie della Valle d’Aosta, il tempo massimo di 150 ore per il TOR330 suggerisce una verità semplice: chi prova a correre come in una ultra di un giorno, si ferma presto. La chiave è un passo che vi permetta di:
- Camminare forte in salita, senza “picchi” di intensità
- Correre facile in discesa e sui tratti scorrevoli
- Gestire le pause ai ristori senza perdervi
Un errore classico: fare troppo i “conti sulle medie orarie” e dimenticare che di notte, con il freddo, tutto rallenta. Vi consiglio di allenarvi a percepire l’intensità più che a inseguire un ritmo: usare la respirazione come guida, mantenere sempre margine per parlare, evitare di salire “fuori giri” anche se vi sembra di andare piano.
Sull’alimentazione, la strategia va provata in allenamento:
- Alternare zuccheri veloci (gel, barrette) a cibi più solidi e salati
- Non aspettare la fame: piccoli apporti regolari ogni 30–45 minuti
- Curare l’idratazione, con sali minerali e bevande calde ai ristori
Quanto al sonno, ognuno trova la propria formula. Alcuni corridori preferiscono micro-pause frequenti, altri due o tre tappe con sonno più lungo. L’importante è non improvvisare: prevedere nella strategia una prima vera pausa prima di essere completamente svuotati. In gara, è meglio dormire un po’ “prima” che troppo tardi.
Materiale per il TORX: cosa testare prima del via
Il Tor des Géants attraversa più comuni, parchi e ambienti alti e isolati: il materiale non è un dettaglio, è parte della vostra sicurezza. Ecco i punti essenziali da preparare:
- Scarpe da trail con buona protezione e grip su pietra e sentiero umido. Se puntate a TOR330 o TOR450, prevedete almeno due paia, da alternare.
- Bastoncini: fondamentali per distribuire il carico in salita e proteggere le ginocchia in discesa.
- Zaino comodo, stabile, con accesso rapido a acqua e alimenti. Meglio testarlo su uscite di molte ore.
- Abbigliamento a strati: base traspirante, strato termico, guscio impermeabile serio. In quota il meteo cambia in fretta.
- Lampada frontale affidabile, con batterie di ricambio (o power bank) e fascio regolabile.
- Materiale obbligatorio indicato dal regolamento TORX: verificate sul sito ufficiale TORXtrail e non aspettate l’ultima settimana.
Una raccomandazione da corridore: qualsiasi cosa vogliate portare in gara, testatela prima. Ho visto ultratrailer cambiare zaino o scarpe il giorno del via e passare la gara a lottare con vesciche o spallacci doloranti. Meglio meno novità e più certezze.
Tor des Géants informazioni pratiche e spirito della gara
Il TORX si svolge ogni anno a settembre, con quartier generale a Courmayeur, nella Regione Autonoma Valle d’Aosta. Nel 2026, il programma complessivo del TORX è indicato tra l’11 e il 20 settembre, con il TOR330 - Tor des Géants previsto dal 13 al 19 settembre e partenza da Courmayeur. Le varie prove si inseriscono in questa finestra, trasformando la valle in un grande punto d’incontro per trail runner di tutto il mondo.
L’atmosfera è particolare: volontari ai ristori a qualsiasi ora, paesi che vi vedono passare di notte e di giorno, corridori che condividono pezzi di strada e lunghi silenzi. Il nome “giro dei giganti” nasce proprio dal fatto che il percorso si sviluppa al cospetto dei più massicci Quattromila delle Alpi. Si corre al fianco di montagne leggendarie, ma sempre su sentieri umani, dove contano pazienza, rispetto e ascolto del proprio corpo.
Per dettagli aggiornati su regolamento, materiale obbligatorio, orari di partenza e servizi, vi consiglio di consultare regolarmente il sito ufficiale TORXtrail e le comunicazioni sui canali social, come l’account Tor des Géants®.
Se c’è un messaggio che vorrei lasciarvi, è questo: il Tor des Géants non si “subisce”, si prepara. Con calma, con metodo, integrando l’allenamento nella vostra vita di tutti i giorni. Ogni uscita in più sui sentieri, ogni salita ben gestita, ogni notte allenata in sicurezza vi avvicina a quell’arrivo a Courmayeur che, ve lo assicuro, ha un sapore unico. La Valle d’Aosta vi aspetta; costruite passo dopo passo la vostra strada fino ai suoi sentieri.
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Video della gara
Buono a sapersi
Panoramica pratica per preparare il TORX a Courmayeur
Al Tor des Géants e alle altre prove del TORX non “basta” essere in forma. Serve arrivare preparati a quota, meteo, terreno e logistica. Qui trovate tutto ciò che vi aiuta a impostare l’allenamento in modo concreto, distanza per distanza, senza ripetere quello che già conoscete sulla storia e sul fascino della gara.
Meteo e condizioni in Valle d’Aosta a metà settembre
Correre sulle Alte Vie significa vivere escursioni termiche violente. In pochi minuti si passa dalla canotta al piumino leggero.
- Temperature diurne in valle: spesso intorno ai 15–20 °C nei giorni stabili, con sensazione anche più calda se il sole picchia e non c’è vento.
- Temperature notturne in quota: possono scendere facilmente sotto i 0 °C, con punte fino a circa -10 °C nei tratti più esposti e ventosi.
- Quota frequente: salite e colli sopra i 2000 m, con passaggi che arrivano intorno ai 2900–3000 m (come il Col Malatrà).
Allenarsi sapendo questo cambia molto le scelte:
- Abituatevi a correre anche con freddo e vento, non solo con clima mite.
- Simulate uscite dove partite al caldo e finite al freddo, per testare come gestite i cambi rapidi di strato.
- Prevedete in allenamento qualche uscita sotto la pioggia: al TORX prima o poi vi troverete bagnati, meglio non sia la prima volta.
Ho ancora in mente un corridore del TOR130: in partenza a Courmayeur sembrava in vacanza estiva, un’ora dopo, sopra i 2000 m, stringeva i denti con le mani gelate perché i guanti “gli sembravano troppo”. Un piccolo dettaglio che ha trasformato due ore di gara in una lotta mentale.
Terreno e dislivelli: come tradurli in allenamento
I dati ufficiali della vostra gara sono la base di tutto:
| Gara | Distanza | D+ |
|---|---|---|
| TOR30 | 30 km | 2000 m |
| TOR100 | 100 km | 8000 m |
| TOR130 | 130 km | 12000 m |
| TOR330 | 330 km | 24000 m |
| TOR450 | 450 km | 32000 m |
Il terreno reale, sulle Alte Vie, è spesso tecnico, pietroso, con lunghi saliscendi e colli oltre i 2000 m.
- Tanti colli “lunghi”: salite che sembrano non finire, spesso su pietraia o single track.
- Discese infinite: bellissime quando siete freschi, spietate dopo molte ore.
- Tratti esposti o selvaggi: pendenze laterali, sassi instabili, tratti dove non è possibile “staccare la testa”.
In allenamento questo si traduce in esercizi mirati:
- Non pensate solo ai km: lavorate su 500–800 m D+ in una singola salita, da ripetere.
- Curate la tecnica di discesa: passi corti, appoggi sicuri, uso dei bastoncini per scaricare le ginocchia.
- Inserite tratti su sentiero sconnesso, anche camminando, per abituare caviglie e piedi alla “micro-instabilità” continua.
Un aneddoto ricorrente: molti corridori mi raccontano che “la gara è iniziata davvero” dopo la prima discesa molto lunga. Le gambe ancora buone, ma la testa sorpresa dalla durata. Preparare quella sensazione, prima, è oro.
Adattare la preparazione alla vostra distanza
TOR30 – 30 km, D+ 2000 m
Non è una semplice “corta”: in 30 km avete il dislivello di una skyrace seria.
- Puntate a essere abituati a fare 1000–1200 m D+ in un singolo allenamento, senza andare fuori giri.
- Lavorate sulla gestione dello sforzo in salita: partenza prudente, progressione dopo metà gara.
- Simulate discese di 600–800 m D- continuativi, anche se dovete ripeterle sulla stessa collina.
- In una giornata lunga di allenamento, provate a fare 2 salite intense e 2 discese tecniche: il corpo capisce il tipo di stress che lo aspetta.
TOR100 – 100 km, D+ 8000 m
Qui entrate nel territorio delle notti in movimento o degli arrivi a ora tarda, con un dislivello molto serio.
- Preparate almeno una simulazione 50–60 km o due giornate consecutive da 25–30 km con buon dislivello.
- Lavorate sulle uscite in quota: quando potete, portate allenamenti sopra i 2000 m, anche camminati.
- Inserite una sessione in cui partite nel pomeriggio e finite al buio: testate frontale, abbigliamento e alimentazione in quelle ore in cui di solito siete sul divano.
- Acquisite confidenza con 800–1000 m D- di fila in discesa: le quadricipiti vi ringrazieranno.
TOR130 – 130 km, D+ 12000 m
12000 m D+ sono una montagna da soli. Potete immaginarlo come due ultra di 60–70 km una dietro l’altra.
- Pensate a blocchi di lavoro di 3 giorni consecutivi: ad esempio 25 km / 30 km / 20 km con molto dislivello.
- Simulate una notte in movimento: partenza tardo pomeriggio, cammino e corsa fino alle prime ore del mattino.
- Curate la tolleranza ai lunghi tratti in salita: 4–5 ore con grandi parti camminate in forte pendenza.
- Preparatevi mentalmente a gestire i “bassi”: non solo con la testa, ma con strategie concrete (cibo, capasull, musica, piccoli obiettivi intermedi).
TOR330 – 330 km, D+ 24000 m
Qui il gioco cambia: non è più “quanto correte”, ma come gestite il tempo in 150 ore disponibili.
- Allenate la resilienza su più giorni: blocchi da 3–4 giorni, con 6–8 ore di movimento al giorno, anche alternando corsa e trekking.
- Fate almeno una prova con due notti consecutive in cui dormite pochissimo. Non per fare i “durissimi”, ma per capire come reagite.
- Provate in montagna a muovervi per 10–12 ore con zaino quasi “da gara”, per capire dove vi fa male e cosa non è pratico.
- Abituatevi a lunghi tratti di salita con bastoncini, ritmo regolare, senza cambio di pendenza.
Ricordo un atleta che, al suo primo TOR330, aveva allenato bene le gambe ma quasi per nulla il “tempo fuori”. Dopo 20 ore di gara si sentiva fisicamente ancora discreto, ma mentalmente spaesato dal continuo “mangiare-camminare-buio-dormire 20 minuti-ripartire”. Da allora, ha iniziato a simulare di più la vita di gara, non solo la corsa.
TOR450 – 450 km, D+ 32000 m
Qui si entra nello spazio dove contano autonomia, orientamento, gestione totale di sé.
- Organizzate blocchi di 3–4 giorni con movimenti quotidiani di 8–10 ore, alternando terreno tecnico, bosco e alta montagna.
- Testate una vera strategia di sonno: micro-nap di 20–30 minuti, pause un po’ più lunghe, ripartenze a mente confusa.
- Allenatevi con zaino più pesante di quello che avrete in gara, per guadagnare margine.
- Curate molto le competenze “da montagna”: orientamento su sentiero poco evidente, gestione del freddo e del bagnato, lettura del cielo e delle nuvole.
Chi arriva al TOR450 senza aver mai vissuto una notte veramente lunga da solo in montagna spesso mi racconta la stessa cosa: non era la fatica fisica il problema, era l’ignoto. Il corpo andava, ma la testa non era abituata a quel silenzio, a quel buio.
Altitudine e fisiologia: cosa considerare
Il percorso del Tor des Géants si svolge quasi interamente in montagna, con passaggi ripetuti sopra i 2000 m e colli che sfiorano o superano i 2800–2900 m.
- Programmate, se possibile, weekend in quota nelle settimane precedenti: due o tre giorni a 2000 m fanno già la differenza sulla sensazione di “fiato corto”.
- Accettate l’idea che il ritmo sarà più lento: in allenamento, esercitatevi a monitorare il respiro, non l’orologio.
- Se vivete al mare o in pianura, inserite qualche seduta di salita continua su scale o tapis inclinato: non sostituisce la quota, ma abitua gambe e cuore a lavorare “in verticale”.
Un piccolo test che propongo spesso: fate una salita di 30–40 minuti a passo gara, poi provate a dire una frase intera senza prendere fiato a metà. Se non ci riuscite, state spingendo troppo per il ritmo che dovreste tenere in gara.
Materiale: cosa pensare in anticipo
L’elenco ufficiale del materiale obbligatorio viene definito dall’organizzazione TORX, ma per allenarvi e arrivare pronti ha senso concentrarsi su alcuni elementi chiave.
Strati e protezione
- Strato base traspirante, che non si inzuppi di sudore in salita lasciandovi congelati in discesa.
- Strato termico (pile o maglia calda leggera) da indossare rapidissimo appena vi fermate.
- Guscio impermeabile/antivento con colonna d’acqua adeguata a pioggia prolungata.
- Guanti seri e buff/cappello: la differenza tra “che freddo” e “non riesco più a usare i bastoncini”.
Scarpe e piedi
- Per TOR330 e TOR450, pensate a almeno due paia di scarpe, testate in allenamento.
- Scegliete modelli con buona protezione frontale e laterale: le pietre valdostane non sono timide.
- Allenate la gestione dei piedi: cerotti, crema, cambio calze veloce. Una vescica gestita bene dopo 4 ore non vi rovina 4 giorni.
Bastoncini, zaino, frontale
- Bastoncini sempre in allenamento quando simulate la gara: devono diventare un’estensione delle braccia, non un oggetto estraneo.
- Zaino con buona capacità ma stabile. Testatelo pieno come in gara, anche nelle discese più scassate.
- Lampada frontale affidabile, con batterie o power bank abbondanti. Provate in allenamento a spegnere la luce per 5 secondi in quota: capirete perché non volete che vi molli.
Una scena vera al TOR: corridore seduto a un ristoro notturno, frontale morto, nessuna batteria di scorta. “Pensavo bastasse”. Gli è bastato per arrivare… al banco dei ritiri. Piccole disattenzioni, grandi conseguenze.
Ristori, basi vita e autonomia
Il TOR330 prevede numerosi punti di ristoro e alcune basi vita
- Allenatevi a non dipendere da un singolo tipo di cibo: in gara troverete zuppe, pasta, salato, dolce, ma non sempre quello che desiderate.
- Provate in uscita lunga a fermarvi 5–10 minuti, mangiare, ripartire: abituate lo stomaco a “riaccendersi” in movimento.
- Per TOR100 e TOR130, dove la densità di ristori è più che sufficiente, lavorate sull’idea di coprire 3–4 ore in autonomia con quello che avete nello zaino.
- Per TOR330 e TOR450, pensate ai segmenti tra basi vita come a micro-avventure a sé: ogni tratto ha una strategia di cibo, vestiti, eventuale sonno.
Una cosa che colpisce molti alla prima esperienza: ai ristori si rischia di “incollarsi” alla sedia. In allenamento, decidete già ora un rituale rapido (riempio borracce, mangio questo, controllo materiale, riparto) e provatelo.
Meneur d’allure / pacer e supporto
Il regolamento del TORX cambia nel tempo, ma lo spirito del Tor des Géants resta improntato alla semi-autosufficienza e all’autonomia personale.
- Non è una gara con pacer “ufficiali” lungo il percorso: siete voi, la montagna, i volontari e gli altri concorrenti.
- Contate su un supporto ai ristori e alle basi vita, ma non su qualcuno che vi trascini al ritmo giusto per ore.
- In allenamento, questo significa imparare a regolare da soli il passo, senza farvi dettare la cadenza dal compagno più forte o più fresco.
Molti mi confidano che il vero “meneur d’allure” al Tor diventa il corridore affianco, incontrato per caso di notte. Per qualche ora condividete passo, pensieri, silenzi. Poi ognuno prende la propria strada. Vale la pena allenare anche questa capacità di “stare con gli altri, ma seguire il proprio ritmo”.
Gestione del sonno e delle notti
Per le distanze lunghe (TOR130, TOR330, TOR450) la notte non è un incidente di percorso, è parte del piano.
- In allenamento, inserite almeno una notte parziale: partenza nel tardo pomeriggio, arrivo dopo mezzanotte.
- Per TOR330 e TOR450, prevedete una notte quasi completa fuori: capire se diventate irritabili, se vi cala la vista, se avete fame diversa.
- Allenatevi a riconoscere i segni della sonnolenza pesante: passi incerti, colpi di sonno, testa che ondeggia. In gara, quello è il momento di fermarsi un minimo.
Una scena che non dimentico: una corridora del TOR330, alla seconda notte, mi disse “Non ricordo più quanti colli mancano, ma so che mancano due micro-sonni”. Per lei la gara non era più fatta di km, ma di piccoli sonni programmati. Era il suo modo di tenere insieme testa e corpo.
Ultimo dettaglio: allenare la testa, non solo le gambe
Guardando i numeri del Tor des Géants è normale sentire un nodo allo stomaco. 330 km e 24000 m D+, o addirittura 450 km e 32000 m D+, non si improvvisano.
- In allenamento, fate ogni tanto un’uscita in condizioni “scomode” ma sicure: pioggia, freddo, stanchezza dopo lavoro.
- Abituatevi a spezzare mentalmente il percorso: non “450 km”, ma “da un colle al prossimo paesino”, e così via.
- Tenete un piccolo rituale motivante (una frase, una canzone, un gesto) da utilizzare quando siete giù: provatelo già nelle uscite più dure.
Quando arriverete di nuovo a Courmayeur, il gonfiabile dell’arrivo avrà il peso di tutte queste scelte. Non solo i km percorsi, ma ogni decisione presa adesso: un paio di guanti in più nello zaino, una notte simulata, una salita fatta con calma anziché a tutta. È lì che si costruisce il vostro Tor.
Meteo prevista il giorno della gara a Courmayeur
Stima il tuo tempo di gara
Domande e risposte
Il Tor des Géants (TOR330) si sviluppa in circa 330 km con 24.000 m di D+, lungo l’Alta Via n. 2 e poi l’Alta Via n. 1 della Valle d’Aosta, con partenza e arrivo a Courmayeur. Il tracciato alterna sentieri tecnici, mulattiere, creste e tratti esposti, con molti passaggi oltre i 2.000 m e alcuni colli sopra i 3.000 m. È quindi un percorso di montagna molto continuo, senza veri momenti di recupero.
È considerato uno degli ultratrail più impegnativi al mondo: non conta solo la distanza, ma la somma di fatica, quota, notti in movimento, gestione del sonno e capacità di reagire agli imprevisti. Per molti finisher il tempo totale è nell’ordine di 120-150 ore, segno che la gara richiede soprattutto resistenza mentale e controllo dello sforzo. In pratica, non è una corsa “da ritmo”, ma una prova di lunga durata e di grande prudenza.
L’allure va impostata in modo molto conservativo fin dall’inizio: nel Tor des Géants conviene correre solo quando il terreno e la freschezza lo permettono, e camminare in salita senza paura. La vera priorità è tenere un’intensità bassa e regolare, proteggere lo stomaco e limitare i picchi di sforzo. Con tanti dislivelli e poche fasi facili, la strategia migliore è arrivare ai primi giorni con energie ancora intatte, non “guadagnare minuti” troppo presto.
Lungo il percorso sono presenti sei basi vita e numerosi punti di supporto, ma in una gara così lunga non conviene mai contare solo sui ristori: servono autonomia alimentare, gestione dei liquidi e capacità di ripartire dopo ogni sosta. Il materiale deve essere pensato per la montagna e per la notte: zaino capiente, abbigliamento caldo e impermeabile, frontale, batterie di scorta e kit coerente con le condizioni d’alta quota. Il tracker GPS è fornito dall’organizzazione.
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